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  • #16
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
    Non esistono i concorsi nel settore privato.
    Grazie della doppia lezione dottore, ne abbiamo già  parlato qui.

    http://www.università .com/discussio...conomia-2.html

    Atteniamoci alla netiquette e cerchiamo di non andare off topic, grazie.

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    • #17
      Ciao io sono un cuoco professionista ed ho esperienza nel mondo del lavoro decennale, sono laureando in scienze del turismo (oppure scienze dei beni culturali per il turismo dal momento che in Italia le classi di laurea cambiano nome ogni settimana).Ti dico la mia: studiare è un bagaglio ed un'investimento che non può essere, come la maggior parte dei ragazzi credono, solo finalizzata al mondo del lavoro.Il set di conoscenze alle quali accedi attraverso lo studio dovrebbe aiutarti ad affinare i gusti, risolvere problemi più coscienziosamente, avere una reputazione ed un rispetto per te stesso e nei confronti degli altri maggiore; quindi indipendentemente da quello che sarà  il tuo futuro devi esserne fiero. Per il lavoro io credo che in tutti i settori senza "learning by doing " o meglio "learning by wroing"non si vada lontano se non c'è la volontà  effettiva di investire su una figura lavorativa le classi di laurea ed i percorsi contano veramente poco. Per quanto riguarda i concorsi vorrei far notare che il nostro paese si basa su una "economia complessa" che si mantiene al livello occupazionale per il 66% sulle PMI. Considerando come si sviluppano i concorsi pubblici e la sproporzione tra offerta e domanda la vedo molto molto dura per tutti.

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      • #18
        E' un discorso intelligente che però vorrei ampliare.
        Confermo che ormai non si guarda più il curriculum studiorum bensì le esperienze lavorative pregresse (consigliatissimo l'Erasmus + il tirocinio all'estero durante gli studi), però senza una buona infarinatura in certe materie non si può esercitare.
        Uno specializzando di medicina si forma in facoltà , un tirocinante avvocato senza i 5 anni di giurisprudenza non riuscirebbe nemmeno a capire cosa dice il dominus, stessa situazione dicasi per il tirocinante commercialista ed economia e così via.
        I concorsi pubblici? Una leggenda metropolitana.

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        • #19
          Secondo me ha senso se l'università  è una porta d'ingresso al mondo del lavoro. Serve una maggiore collaborazione tra imprese e atenei. Questo tra Polimi e Salini Impregili per me è un buon esempio Pietro Salini: “Assunzione di talenti una priortità ” - Affaritaliani.it

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          • #20
            Scusami Paolo ma a me sembra che l'articolo (scritto male, con un refuso incredibile nel titolo: "priortità ") pubblicizzi un master che si paga ben 10.500 scandalosi euro, nella mia università  un master in processo edilizio viene a costare 2.900 euro e con borsa di studio 2.000.
            Sulla destra vedo in un box il sedere della Yespica, se fai parte della redazione vi invito a fare qualche ritocchino al vostro progetto editoriale in modo da sembrare più rispettosi dei lettori.

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            • #21
              Originariamente inviato da alex94 Visualizza il messaggio
              La mia è un'università  di una grande città , lo dico perché conosco per esperienza le ''differenze'' sia di programmi che di modalità  d' esame che si riscontrano in realtà  ''minori'' e di come in certe un 30 non sia veramente un 30.
              Singolare come pregiudizio.
              Vale a dire che una grande università  situata in una piccola città , tipo l'Alma mater studiorum Università  di Bologna, è una università  da cui diffidare, mentre invece una piccola università  situata in una grande città , tipo la Iulm a Milano, la Link campus a Roma e la SOB a Napoli, sono certamente ottimi atenei. Per non parlare della Pegaso, che sarà  proprio un polo d'eccellenza

              A volte mi chiedo se abbia fatto bene a scegliere una facoltà  pluri-inflazionata come aziendale
              Rectius laurea

              Voi credete che la triennale sia giusto un 'titolo' e che poi la vera differenza in campo lavorativo/motivazionale la faccia la magistrale?
              Personalmente non lo credo affatto. Ma nel mercato del lavoro privato molti pensano che magistrale significhi 5 anni, per cui si fanno facilmente fare fessi da gente che ha preso la laurea di base con un voto ridicolo, e magari in un à mbito disciplinare diverso, e sfoggia un voto alto alla magistrale.
              Tieni presente che nell'ottica dei riformatori la magistrale avrebbe dovuto interessare solo una piccola nicchia di laureati. Nessuno aveva previsto che sarebbe andata a finire in questo modo.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #22
                Originariamente inviato da alex94 Visualizza il messaggio
                Si ma voglio dire.. Se uno si ferma alla triennale alla fine non credo possa puntare, salvo rare scalate, ad uno stipendio molto più alto di quello di un non-laureato no?
                Lascia perdere gli stipendi, altrimenti ci inoltriamo in un ginepraio.
                Se guardi le indagini AlmaLaurea ti accorgi che non c'è una grande differenza in termini stipendiali tra laureati semplici e laureati magistrali in à mbiti disciplinari affini, anzi spesso e volentieri (vedi à mbito politologico) chi si è fermato alla laurea prende un po' di più. Ed è vero che generalmente a parità  di tempo trascorso dalla laurea c'è una maggiore occupazione di chi ha conseguito una laurea magistrale che di ha conseguito una laurea, ma questo dipende anche dal fatto che molti di questi ultimi non lavorano in quanto impegnati a tempo pieno nel proseguire la propria formazione.

                Cioè chiacchiere per chiacchiere, bagaglio per bagaglio, alla fine che ne valga veramente qualcosa in termini di soldi no?
                Se parliamo di lavoro subordinato, no. Altro è se parliamo di libera professione. In quel caso dipende da come è regolamentata la professione.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #23
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  Non ho mai detto di fermarti, dico solo che le lauree in economia se togliamo qualche esame che le diversifica leggermente sono tutte uguali.
                  Voi o fate i commercialisti (spesso con pratiche fittizie) o venite assunti tramite concorsi pubblici o privati.
                  Cosa succede in quei concorsi? Prendono il numero della classe dei vostri corsi di laurea (L18 ed L33 per le triennali, LM56 ed LM77 per le specialistiche) e fanno il bando, punto.
                  Non c'è una laurea "giusta", ci sono solo classi di corsi di laurea che più si adattano ai concorsi. Non esistono più datori di lavoro che assumono guardando il curriculum studiorum.
                  Aggiungo che per i concorsi (di cui sono un esperto avendone vinti tre uno dietro l'altro) la laurea magistrale non serve, in quanto l'attuale ordinamento del pubblico impiego (d.lgs. 165/2001 e ss.mm.ii.) prevede che per l'accesso alla carriera direttiva (ex qualifiche funzionali VII e VIII, che corrispondono alla categoria giuridica D del comparto regioni e autonomie locali e alla categoria C del comparto ministeri, ad esempio) la laurea sia sufficiente.
                  La laurea magistrali potrebbe essere utile per l'accesso alla dirigenza, negli enti (relativamente pochi) che la prevedono. Tuttavia:
                  - l'accesso alla dirigenza dall'esterno è di fatto bloccato, in attesa del previsto riordino della SNA, Scuola nazionale dell'amministrazione, che accorpa le precedenti SSPA (Scuola superiore della pubblica amministrazione), SSEF (Scuola superiore dell'economia e delle finanze) e SSPAL (Scuola superiore della pubblica amministrazione locale):
                  - l'accesso alla dirigenza dall'interno richiede 5 anni di esperienza in una posizione funzionale, comunque denominata (categoria, area, qualifica etc.), per la quale era richiesta la laurea al momento dell'assunzione. In presenza di un titolo superiore alla laurea gli anni possono essere ridotti a 4, ma non c'è univocità  da parte delle amministrazioni nel riconoscere la laurea magistrale a tal fine, e neanche i master universitari di primo livello. Quindi sostanzialmente laureati e laureati magistrali risultano equiparati, come pure, in alcune amministrazioni, laureati con master. Fanno eccezione invece i titolari di diplomi di specializzazione (che fuori dall'area medica praticamente non esistono più), dottorati di ricerca e dei rarissimi master universitari di secondo livello.
                  Con la laurea semplice si può accedere anche ai praticantati per revisore dei conti, consulente del lavoro ed esperto contabile. La linea di demarcazione tra esperto contabile e dottore commercialista non è perfettamente chiara per legge, ed è controversa la possibilità  per i primi di patrocinare i contenziosi tributarà®.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                    Di solito prestano molta più attenzione alla città  dove si è conseguita la laurea.
                    Alla città  e non all'università .
                    Come se l'università  fosse di competenza comunale.
                    Beata ignoranza
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #25
                      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                      Chiedo scusa se posso sembrare antipatica ma vi è sfuggito il senso del mio messaggio.
                      La storia del datore di lavoro che assume a tempo indeterminato guardando la carta è una favola: per chi studia economia lo fanno solo alcune banche per stage pagati da fame.
                      Puoi laurearti in una città  prestigiosa, puoi prendere il massimo dei voti, puoi cambiare "ramo" di studi, ma domani non ti telefonerà  la Ferrero dicendo "abbiamo visto il suo curriculum e la vogliamo fra noi".
                      L'accesso al lavoro non avviene più così, conta solo la classe di appartenenza, se è compatibile coi bandi che ti interessano ed eventualmente se incontri un commercialista disposto a farti fare il tirocinio.
                      Capisco che l'intuizione "mi voglio diversificare dagli altri" possa sembrare utile, purtroppo nella realtà  dei fatti tutto questo è inutile.
                      Buon proseguimento.
                      La classe di afferenza determina il valore legale e dunque identifica l'elemento che consente di partecipare ai bandi pubblici, per procedure competitive e non (concorsi e altre procedure comparative, esami di Stato). Il privato generalmente neanche sa la classe cosa sia e tende più che altro a fare affidamento al nome del titolo, ovviamente spesso senza neanche sapere esattamente di cosa si tratti. In ogni caso tutte le indagini parlano chiaro: in Italia il lavoro nel privato si trova nella maggior parte dei casi tramite conoscenza, ovvero segnalazione, ovvero, per dirla più prosaicamente, raccomandazione. Quindi stiamo discutendo di lana caprina.
                      Se uno non ha santi in paradiso gli stage possono essere utili, ma sino a un certo punto. Se il datore di lavoro si abitua a poter avere ciclicamente forza lavoro relativamente qualificata a costo zero, tende a mettere in pianta organica un posto fisso per uno stagista ogni quanti la normativa vigente gli consente di coprire così (cioè 1:15, ove 15 è il numero di lavoratori dipendenti a tempo indeterminato). Del resto è vero che da qualche anno è obbligatorio conferire un rimborso spese agli stagisti, ma tale rimborso varia in base alla legislazione regionale e comunque non è necessariamente a carico all'impresa ospitante, e spesso è coperto con fondi pubblici.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #26
                        Originariamente inviato da alex94 Visualizza il messaggio
                        Io conosco amici laureati a Bologna in management che finiti gli studi avevano già  il posto assicurato
                        Presentacelo

                        un mio amico ha fatto il master in corporate banking e grazie al professore ha trovato un posto.
                        Grazie al professore. Grazie al...

                        E vogliamo parlare della gente in Bocconi?
                        La Bocconi è un caso a parte. E vorrei pure vedere, con quello che spendi.

                        Dove ti laurei conta, conta eccome, gli agganci vengono anche direttamente dall'università  se questa è qualificata e se te vali
                        Sostituisci il «se questa è qualificata» con «se questa è la Bocconi o la Luiss o la Iulm» e cominciamo a ragionare.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #27
                          Originariamente inviato da agente dale cooper Visualizza il messaggio
                          sono laureando in scienze del turismo (oppure scienze dei beni culturali per il turismo dal momento che in Italia le classi di laurea cambiano nome ogni settimana).
                          Veramente le classi hanno cambiato nome (e contenuti) una sola volta, con il passaggio dall'ordinamento di cui al decreto MURST 509/1999 a quelo di cui al decreto MIUR 270/2004. I corsi di laurea possono cambiare nome ogni anno a seconda di come stabilito nella singola sede.

                          Ti dico la mia: studiare è un bagaglio ed un'investimento
                          Un investimento

                          che non può essere, come la maggior parte dei ragazzi credono, solo finalizzata al mondo del lavoro.
                          Che non possono essere solo finalizzati *

                          Per quanto riguarda i concorsi vorrei far notare che il nostro paese si basa su una "economia complessa" che si mantiene al livello occupazionale per il 66% sulle PMI.
                          Veramente su microimprese, che sono ancora più piccole. E che tendono a non assumere laureati.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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