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Laurea assorbe diploma?
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Laurea assorbe diploma?
Buon pomeriggio, vorrei sapere visto che non esiste una Legge o un Decreto Ministeriale ad hoc, se la laurea triennale in scienze giuridiche classe L-14 assorbe il diploma di ragioneria, visto che il programma di studi della laurea in scienze giuridiche è molto simile a quello del diploma di ragioneria, ovviamente avendo materie molto più approfondite, che assicurano un maggior livello. Grazie a chi risponderàTag: Nessuno
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Hai provato a cercare se c'è giurisprudenza in merito? Da una veloce googlata, ho visto che ci sono sentenze relative all'"assorbenza" di lauree in ingegneria civile rispetto al diploma di geometra e di lauree in economia rispetto al diploma di ragioneria: magari con una ricerca su DeJure si può provare ad approfondire.
Non so però se ci sono precedenti del genere per il tuo caso: ho dato un'occhiata ad alcuni bandi di concorso che prevedono l'accesso con il diploma di ragioniere e ho trovato un caso in cui lo stesso ente, per due bandi per la copertura di un posto di istruttore contabile, nel 2021 prevedeva l'accesso solo con quel titolo senza citare titolo di studio superiori considerati assorbenti, mentre nel 2024 sono stati previsti tra i titoli assorbenti anche la L-14 (oltre L-18, L-33, L-36 e L-16).
Però, se il bando di concorso non prevede l'accesso con il tuo titolo, dovresti considerare di poter dover arrivare fino in sede giurisdizionale: mi chiedo se ne vale la pena, hai la possibilità di accedere ai concorsi per funzionario piuttosto che per istruttore...
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Ti confermo ho letto molta giurisprudenza ma non ho trovato un caso simile per quanto riguarda la Laurea in scienze giuridiche. Però ho visto che se prevede l'accesso alla carriera di funzionario contabile, presuppone che com questa Laurea puoi fare tranquillamente l'istruttore o sbaglio?
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Dipende, certi concorsi per funzionario contabile prevedono le varie L-18, L-33, LM-16, LM-56, LM-77, ecc., escludendo i titoli che sono invece richiesti in tutti i concorsi per funzionario amministrativo (L-14, L-16, L-36, LMG-01, LM-62, LM-63, ecc.).
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Ho trovato centinaia di bandi da funzionario contabile che hanno come requisito del titolo di studio oltre che la laurea in economia anche quella in scienze giuridiche. Pertanto penso che anche come istruttore sia tranquillamente valida o no?
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Quello dell'assorbimento del titolo inferiore da parte di quello superiore è principio abbastanza consolidato in giurisprudenza (cfr., ex multis, Tar Puglia Bari, sez. II, sent. 279/2011; Tar Abruzzo Pescara, sez. I, sent. 463/2008; Tar Lazio Roma, sez. I-bis, ord. 1181/2021 e sent. 4259/2021; Tar Lazio Roma, sez. IV-ter, sent. 8767/2024; CdS, sez. V, sent. 71/2015). Tuttavia, mi pare sia consolidato sistematicamente con riferimento al diploma di geometra rispetto a lauree e lauree magistrali di area ingegneristica o architettonica, mentre non trovo niente rispetto al diploma di ragioniere, se non qualcuno che lo ipotizza assorbito dalla laurea in Economia e commercio.
Trovo anche abbastanza complicato sostenere in giudizio che una laurea giuridica assorba un diploma di istituto tecnico commerciale, per le ragioni storiche e quelle sostanziali che saranno affrontate nei paragrafi che seguono.
Non sto qui a tediarvi con l'ordinamento antecedente alla riroma Codignola, di cui alla legge 910/1969, che liberalizzò l'accesso all'università, ma può essere utile ricordare che l'ordinamento della professione di ragioniere e perito commerciale (oggi ragioniere commercialista, ad esaurimento dal 01/01/2008 per effetto della riforma attuata con d.lgs. 139/2005), di cui al DPR 1068/1953, così come modificato dall'art. 1 della legge 183/1992, prevedeva, all'art. 31, c. 1, lett. f-g, che per l'iscrizione all'albo o in un elenco speciale bisognasse essere in possesso, oltre che del diploma di ragioniere e perito commerciale rilasciato da un istituto tecnico commerciale e dell'abilitazione professionale, aver conseguito un diploma conseguente a un corso di studi specialistici di durata triennale (sarebbe spettato poi al Ministro dell'università, sentito il parere del Cun, stabilire quali diplomi, evidentemente universitari), oppure una laurea in Giurisprudenza o in Economia e commercio (i cui corsi avevano durata quadriennale). Era cioè possibile iniziare il tirocinio o praticantato professionale (con iscrizione al relativo registro), all'epoca di durata triennale, subito dopo il diploma, e anche sostenere l'esame di Stato, ma senza laurea (o diploma universitario) non era possibile iscriversi all'albo del competente collegio e dunque esercitare la professione.
Ora, la laurea in Economia e commercio era la stessa che consentiva anche l'accesso, da sola, alla professione di dottore commercialista (e oggi la professione di dottore commercialista, ad esaurimento, e quella di ragioniere commercialista sono del tutto equivalenti: entrambi sono nella sezione A dell'albo unificato, mentre gli esperti contabili sono nella sezione B), mentre la laurea in Giurisprudenza no: ne conseguiva che, mentre per un laureato in Economia e commercio per fare il dottore commercialista si riteneva poter prescindere dal bagaglio culturale conseguibile con un corso quinquennale di istituto tecnico commerciale, l'apparato teorico-metodologico ritenuto indispensabile per l'esercizio della professione per il legislatore per un laureato in Giurisprudenza risiedeva nel diploma, non nella laurea, pertanto, mentre un laureato in Economia e commercio poteva fare il commercialista con un qualsiasi diploma (anzi, in virtù della laurea poteva fare il dottore commercialista, che era qualcosa di più rispetto al ragioniere commercialista), un laureato in Giurisprudenza che volesse fare il (ragioniere) commercialista doveva necessariamente avere un diploma in ragioneria. Era viepiù possibile fare il (dottore) commercialista con la laurea in Scienze politiche.
Il legislatore, dunque, considerava una laurea in Economia e commercio come assorbente il diploma di ragioneria, al punto da poter essere utilizzata da sola per accedere alla stessa professione (o meglio a una professione molto simile di livello superiore, in quanto richiedente laurea), mentre quella in Giurisprudenza no.
Sul piano sostanziale, l'ordinamento della classe L-14 (come anche quello delle vecchie classi 2 e 31 e, per quanto riguarda il secondo ciclo, delle vecchie classi 22/s e 102/s e delle attuali LMG/01 e LM-SC/GIUR) non mi pare essere così palesemente assorbitivo di un diploma in ragioneria. Senza voler entrare negli obiettivi formativi qualificanti la classe, nei quali non figurano competenze finanziarie o contabili, che invece caratterizzano il diplomato in ragioneria, la classe L-14 prevede solo 9 crediti obbligatori, tra le attività formative caratterizzanti, nell'àmbito «economico e pubblicistico», i quali possono essere coperti con esami economici (SECS-P/01, 02, 03) e anche aziendali (SECS-P/07), ma anche statistici (SECS-S/01) e perfino giuridici (IUS/12, Diritto tributario). Questo significa che è possibile attivare un corso di laurea L-14 senza neanche un credito SECS. Sulla base di questo, a meno da non impapocchiare il giudice (cosa peraltro non difficilissima), come si può sostenere onesatmente che una laurea L-14 assorba un diploma in ragioneria? Lo si può sostenere di una L-18, lo si può sostenere di una L-16, lo si può sostenere con una L-33, ma con una L-14 onestamente ho qualche dubbio.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Le allego il piano di studi di entrambi i titoli di studio.
Tra le materie principali del programma di studio del diploma di ragioniere e perito commerciale troviamo: Economia Aziendale, Diritto, Scienze delle Finanze, Economia Politica, Informatica, Diritto ed Economia e Lingua Straniera.
Mentre nel programma di studio della Laurea in Scienze Giuridiche Classe L-14 troviamo: Economia Politica, Economia Aziendale, Finanzia Aziendale, Economia e Gestione delle Imprese, Diritto Commerciale, Diritto Commerciale Avanzato, Diritto Processuale civile, Diritto Costituzionale, Diritto Tributario, Lingua Straniera, Statistica economica, Diritto del Lavoro, Diritto del Lavoro Avanzato, Diritto Privato.
Giusto il suo ragionamento, ma come si può dire che le materie del diploma di ragionere e perito commerciale siano più formanti di una laurea L 14, che come può vedere, contengono ben più di 2 Secs, e senza dubbio sono di maggiore apprendimento. Forse mi sfugge che ci siano piani di studi L 14 senza o con poche materie Secs, ma come può vedere sopra, nella mia laurea in questione materie economiche ne mancano. Comunque non parliamo di accedere alla carriera di Commercialista, ma per la partecipazione a concorsi da istruttore contabile per diplomati ( con cui sto accedendo con un titolo superiore), considerato che la mia laurea l 14, in altri comuni consente l'accesso non solo al concorso per istruttori contabili, ma anche l'accesso alla figura di direttivo contabile ( funzionario), nonché sempre con la stessa laurea recentemente è stato possibile partecipare al concorso dell'agenzia delle entrate come funzionario, dove richiedono specifiche competenze tributarie, contabili ed economiche. Crede dunque sia impossibile, considerato quanto sopra detto, visto il piano di studi sopra messo a confronto, vincere in un eventuale giudizio? Forse dipende dal programma di studi dalla laurea l 14 in questione che in questo casa è prettamente economica. Grazie ancora per la pronta risposta.
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Errore logica: stai confrontando il piano di studi di un corso di istruzione secondaria superiore, che salvo sperimentazioni (comunque approvate e vigilate dall'alto), è pressoché identico in tutta Italia (gli spazi di autonomia sono risicatissimi) per materie, ore di lezione, perfino programmi (che ora si chiamano indicazioni, ma quello sono), con quello di un corso di laurea, che è proprio della specifica università. Se avessi frequentato questo forum, infatti, sapresti che con la riforma universitaria entrata in vigore oramai da quasi 25 anni a livello ministeriale sono definite unicamente le classi, che sono dei contenitori di corsi di studio (teoricamente) omogenei per obiettivi formativi qualificanti, i quali condividono pertanto una parte, ma solo una parte (di norma, e salvo eccezioni motivate dal fatto che si tratta di corsi preordinati all'accesso a specifiche professioni regolamentate, non oltre il 50%), delle attività formative, peraltro espresse non in termini di materie specifiche, ma intervalli di crediti per gruppi di settori scientifico-disciplinari. Ne consegue che per ogni classe possono essere progettati tanti corsi di studio quante sono le combinazioni possibili, e parliamo di un numero, se non proprio infinito, incalcolabile (se poi ci aggiungiamo le variabili nei prgorammi degli esami, tendiamo senza dubbi all'infinito). Infatti anche nello stesso ateneo si trovano diversi corsi della stessa classe. Tutti i titoli rilasciati all'esito di corsi della stessa classe condividono tra loro il solo valore legale.Originariamente inviato da Alexct90 Visualizza il messaggioLe allego il piano di studi di entrambi i titoli di studio.
Tu stai prendendo in considerazione non la classe L-14, ma uno specifico corso della classe L-14, dunque al massimo puoi sostenere che esso assorba il diploma di ITC/ITE, in ragione del piano di studi seguìto, ma non che l'intera classe L-14 lo faccia, ma una declaratoria del genere implicherebbe la necessità un accertamento caso per caso, rendendo estremamente gravosi i lavori delle commissioni. Ora, senza voler scomodare il principio costituzionale di economicità dell'azione amministrativa, c'è tantissima giurisprudenza che esclude categoricamente l'apprezzamento, per motivi di sostanza, di equipollenze ed equiparazioni che non siano quelle tassativamente previste dalla legge e da regolamenti ministeriali; il principio dell'assorbenza (o assorbimento) già costituisce un'eccezione a questa regola generale, nella quale sulla base di una superiorità sostanziale nello stesso àmbito disciplinare il titolo di rango superiore viene considerato assorbente quello inferiore, il tutto però sulla base del valore legale di ciascuno dei due. Nel tuo caso invece si tratterebbe addirittura di non tener conto del valore legale della laurea: e la vedo veramente difficile.
Falso, falso, falso, falso, come già detto. Sono tutti insegnamenti che la singola università ha deciso di ficcare in per quel singolo, specifico e unico corso, afferenti a settori scientifico-disciplinari che si potrebbero tranquillamente omettere (anche tutti).Mentre nel programma di studio della Laurea in Scienze Giuridiche Classe L-14 troviamo: Economia Politica, Economia Aziendale, Finanzia Aziendale, Economia e Gestione delle Imprese
Anche i processuali si possono omettere, anche Statistica economica si può omettere, di Diritto del lavoro bastano 6 crediti (peraltro in alternativa ad altri), la lingua straniera può essere anche solo un'idoneità di livello B1 (se non inferiore), i processuali si possono omettere, di Diritto commerciale bastano 6 crediti (e anch'essi in alternativa ad altri settori).Diritto Commerciale, Diritto Commerciale Avanzato, Diritto Processuale civile, Diritto Costituzionale, Diritto Tributario, Lingua Straniera, Statistica economica, Diritto del Lavoro, Diritto del Lavoro Avanzato, Diritto Privato.
La tua è fallacia ecologica all'inverso.
Probabilmente volevi dire che non ne mancano.nella mia laurea in questione materie economiche ne mancano.
Era un ragionamento analogico.Comunque non parliamo di accedere alla carriera di Commercialista
Questo però è un altro discorso. L'ordinamento accorda una certa autonomia alle amministrazioni sui titoli da ritenere validi per l'ammissione. Anche la stessa amministrazione una volta ti fa un concorso in cui vanno bene solo lauree giuridico-politico-economiche, la volta dopo allarga la partecipazione a tutte le lauree di area sociale, poi la allarga addirittura a tutte le lauree tranne quelle di area sanitaria, infine la restringe solo a quelle giuridiche o solo a quelle economiche. A volte si vedono degli abbinamenti davvero bizzarri e non sono frequenti i casi in cui per profili amministrativi va bene qualsiasi laurea.considerato che la mia laurea l 14, in altri comuni consente l'accesso non solo al concorso per istruttori contabili, ma anche l'accesso alla figura di direttivo contabile ( funzionario)
Non è impossibile, ma solo perché la maggior parte dei giudici non capisce granché di ordinamenti universitari a noi contemporanei (molto diversi da quelli di quando si sono laureati dopo), figuriamoci la controparte in sede di difesa. A mio avviso, però, sostenere l'assorbenza del diploma di ragioneria da parte della classe delle lauree L-14 per gli stessi motivi per cui viene sostenuta l'assorbenza del diploma di geometra da parte delle vecchie lauree in Ingegneria e Architettura non è corretto. Sarebbe invece più interessante, ma forse meno efficace sul piano processuale, sostenere che i profili (giuridico-)amministrativo e (economico-finanziario-)contabile sono stati unificati pressoché dappertutto e pertanto appare illogico accettare solo titoli economico-aziendali e non anche titoli giuridici, che, generalmente, per questo genere di concorso vengono ritenuti validi, tanto più se si hanno prove che la stessa amministrazione ha reclutato funzionari contabili laureati in materie giuridiche e non economici e/o aziendali.Crede dunque sia impossibile, considerato quanto sopra detto, visto il piano di studi sopra messo a confronto, vincere in un eventuale giudizio?BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Intanto grazie per la pronta ed esaustiva risposta.Visto Nel caso specifico l'amministrazione non ha dichiarato quale requisito, i titoli di studio assorbenti nel bando ( anche secondo giurisprudenza ormai devono essere indicati), ma ha indicato solo il diploma di ragioneria e quindi precludendo a prescindere a tutti, anche a chi abbia una laurea in economia o scienze dell'amministrazione. Proprio in base a quello che ha scritto lei alla fine, che le materie economico finanziarie sono state unificate a quelle giuridiche ormai, si tratta di una consuetudine o c'è una norma di riferimento? E soprattutto cosa consiglia in caso di esclusione dal concorso? Come posso agire al meglio in giudizio? Grazie in anticipo.
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Scusami ma tu vorresti fare ricorso contro il bando? Ma sei matto?Originariamente inviato da Alexct90 Visualizza il messaggioIntanto grazie per la pronta ed esaustiva risposta.Visto Nel caso specifico l'amministrazione non ha dichiarato quale requisito, i titoli di studio assorbenti nel bando ( anche secondo giurisprudenza ormai devono essere indicati),
Io avevo capìto che avevi presentato domanda ed eri stato escluso.
La giurisprudenza non dice affatto che i titoli assorbenti (come pure quelli equipollenti e quelli equiparati) vanno specificati sul bando. Dice, semmai, che il principio dell'assorbenza (come le equipollenze e le equiparazioni) opera a prescindere dal fatto che sia specificato sul bando.
Dipende da tante cose.E soprattutto cosa consiglia in caso di esclusione dal concorso?
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Nono nessun ricorso contro il bando. Parlo di ricorso in caso di esclusione, per i motivi che ho scritto sopra appunto... ancora non sono stato escluso. Di fatti in caso di vincita del concorso e successiva esclusione per mancanza di titolo adeguato, valuterei l'opzione ricorso...
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Quello avrebbe certamente un senso, perché in caso di vittoria saresti assunto. Se invece vieni escluso in séguito alla domanda, conviene proporre ricorso solo se i partecipanti sono pochissimi e se sei ragionevolmente certo che ci saranno ritorsioni.Originariamente inviato da Alexct90 Visualizza il messaggioNono nessun ricorso contro il bando. Parlo di ricorso in caso di esclusione, per i motivi che ho scritto sopra appunto... ancora non sono stato escluso. Di fatti in caso di vincita del concorso e successiva esclusione per mancanza di titolo adeguato, valuterei l'opzione ricorso...BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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