Spesso si dice che nel pubblico è sufficiente essere laureati, così come richiesto dal bando di concorso. Siamo sicuri che il "dove" tale laurea sia stata conseguita non faccia alcuna differenza? Ad esempio: essere iscritti a Giurisprudenza alla Sapienza classica o alla Sapienza Unitelma (ripeto, è solo un esempio, sono tutte e due eccezionali università), potrebbe comportare degli svantaggi/vantaggi secondo voi?
Ovviamente non mi riferisco al mero atto di iscriversi ad un concorso, per il quale è sufficiente avere il titolo (indipendentemente da dove è stato conseguito), ma penso alle fasi concorsuali successive, come un ipotetico orale; chi mi dice che la commissione, dinnanzi a due candidati di pari livello, valuti i due titoli allo stesso modo come dovrebbe effettivamente essere? O che, addirittura, decida di escluderne uno perché laureato in un'università "telematica" seppur di qualità pari ad un ateneo statale?


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