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    Apro questa discussione con la morte nel cuore, con un profondo senso di imbarazzo e con le lacrime agli occhi.

    Da anni animo gratuitamente questa comunità mettendo a disposizione di sconosciuti quello che so sul mondo universitario. Molti di voi mi hanno riconosciuto fuori di qui, leggendomi o sentendomi parlare. Quasi tutti mi hanno ringraziato. Ci sono persone che mi hanno detto che la loro vita è svoltata grazie a me. Ho sempre reagito freddamente, perché non voglio mescolare questa mia identità digitale con la mia vita professionale e accademica. Tra l'altro sono stato anche riconosciuto da un professore, dunque forse tutto sommato non è così difficile nascondermi avendo dei tratti di personalità che emergono chiaramente in più contesti.

    Ora però è arrivato il momento che voi aiutiate me.

    La mia vita lavorativa è un disastro. Alcuni anni fa, nel tentativo disperato di avvicinarmi a casa per essere assistito dai miei genitori (più che altro mia madre) per un grave problema di salute per il quale ho rischiato più di una volta di finire all'altro mondo, e a dire la verità anche perché esasperato da lei stessa, ho accettato mobilità verso un ente locale della mia regione d'origine, distante circa venti chilometri dalla casa familiare.

    Purtroppo allora sono precipitato in un buco nero.
    Lo stipendio mi è lievemente aumentato rispetto a quando stavo in Toscana, in quanto la mia attuale amministrazione ha un salario accessorio migliore, ed è l'unica cosa positiva (ma non cambia molto). Per il resto è un disastro: sono stato assegnato prima all'ufficio Forestazione in sostituzione di un collega che era all'ultimo giorno di lavoro e il giorno dopo il mio arrivo sarebbe stato collocato in pensione; il problema è che questo collega (peraltro persona squisita proveniente dalle parti di Bmastro che dopo oltre trent'anni vissuti a Napoli continua a parlare con accento veneto marcatissimo! ) era un funzionario tecnico dottore agronomo e forestale.
    Successivamente è deceduto un mio collega (durante l'emergenza CoViD ma non per CoViD, perlomeno non che io sappia) e mi hanno assegnato il suo lavoro. Questo mio collega era entrato come istruttore tecnico e poi aveva fatto progressione verticale verso la categoria D nell'ultima dècade del '900, quando si poteva fare in deroga al titolo di studio con soli 5 anni di anzianità, ed era formalmente inquadrato come funzionario amministrativo (in quanto l'Amministrazione non ha profili tecnici che non siano collegati a professioni regolamentate, a parte i funzionari informatici) ma svolgeva di fatto mansioni tecniche; nel frattempo si era laureato in Medicina e abilitato alla professione medica e aveva optato per il part time per fare il medico libero professionista. Oltre a darmi il lavoro suo, mi fu assegnata la responsabilità di ben 8 procedimenti, con delega di funzioni e di firma, tutti richiedenti competenze in materia urbanistica, architettonica, ingegneristica.
    Al quarto ordine di servizio che mi assegnava mansioni per accumulo, non riuscendo a contattare il dirigente, che non avevo fisicamente mai visto e di cui non avevo neanche il numero di telefono, gli scrissi una bella letterina e da lì è iniziato il mio inferno.

    Ora non vi sto a spiegare tutti i passaggi, anche per non diventare davvero troppo riconoscibile (ci mancherebbe solo un procedimento disciplinare e avremmo fatto l'en plein), comunque vi illustro brevemente quello che da 4 anni (compresi quelli durante i quali ho conseguito il dottorato di ricerca) mi sta accadendo:
    • non riesco ad avere una mobilità in uscita perché gli enti o mi scartano per incongruenza del profilo, nominale o sostanziale, oppure mi ammettono alla selezione e poi, giunto alle fasi finali, mi fanno fuori per la stessa ragione.
    • nelle rare ipotesi in cui sono riuscito a ottenere la mobilità, o le procedure sono state revocate (in un caso è rimasta nel limbo per 4 anni, finché l'hanno revocata), oppure sono tuttora sospese sine die, o ancora l'Ente ha chiesto la mia utilizzazione in posizione di comando e il mio ente si è rifiutato di comandarmi adducendo incompatibilità con l'art. 6 del D.L. 36/2022 (conv. in l. 79/2022).
    • non posso partecipare alle procedure per il conferimento di incarichi dirigenziali a tempo determinato (ad esempio quelle ex art. 110 d.lgs. 267/2000 negli enti locali) in quanto richiedono lauree tecniche (negli avvisi sono quasi sempre contemplate Architettura e Ingegneria civile e ambientale, a cui si aggiungono di volta in volta alcune tra le seguenti: Scienze e tecnologie chimiche, Scienze e tecnologie fisiche, Scienze biologiche, Scienze ambientali, Scienze e tecnologie agrarie).
    • ovviamente non ho nessuna speranza di ottenere incarichi di elevata qualificazione (già posizione organizzativa).
    Inutile dire che l'Ente non si cura minimamente del fatto che ho conseguito un dottorato e, nonostante si rifiuti di assegnarmi a una funzione coerente con la mia professionalità, mi ha messo per iscritto che, ai sensi dell'art. 2 della legge 476/1984, se me ne vado devo restituire tre anni di stipendi. A nulla è valso spiegare (anche con lettere di avvocato) che il motivo per il quale è dovuta la ripetizione delle somme è che l'Ente ha posto in essere un investimento formativo, al termine del quale è tenuto a raccogliere i frutti. Invece non solo non ne raccoglie i frutti (e questo costituisce a mio avviso danno erariale), sperperando il patrimonio di conoscenze neo acquisito (nonché depauperando le competenze che portavo già in dote, condannate all'obsolescenza per mancato esercizio), ma inopinatamente mi priva delle mansioni pertinenti alla mia professionalità, il che costituisce un danno esistenziale enorme poiché si tratta di una lesione di un bene della vita primario, trincerandosi dietro la scusa dell'equivalenza contrattuale delle mansioni (che non può certamente intendersi come un obbligo a svolgere mansioni tecniche per le quali non si è formati a detrimento di una patrimonio di conoscenze professionali comunque molto elevato del quale peraltro l'Ente ha bisogno).

    Ho fatto presente all'Ente due cose: la prima è che la legge in parola è stata riformata nel senso che il lavoratore non è tenuto a rimanere nella stessa amministrazione che gli ha pagato gli stipendi ma solamente nella PA in generale, il che peraltro era una conclusione cui la giurisprudenza era già pervenuta prima della riforma, con riferimento specifico ai casi in cui l'Ente si rifiuta di avvalersi della maggiorata professionalità del dipendente, nel qual caso la destinazione dello stesso ad altre amministrazioni risponde ad autoevidenti ragioni di pubblico interesse e non solo a comprensibili logiche personali; la seconda è che non ricorre alcuna delle condizioni per le quali l'art. 30 del d.lgs. 165/2001, così come riformato dal decreto-legge 80/2021 e relativa legge di conversione, prescrive l'obbligo di assenso dell'ente di appartenenza in caso di mobilità.
    Per tutta risposta l'Ente mi ha rilasciato nulla osta incondizionato alla mobilità, ma durante il congedo straordinario l'Ente mi ha cambiato il profilo d'ufficio da funzionario giuridico-amministrativo a funzionario amministrativo-contabile (già economico-finanziario). Tra l'altro la cosa non mi è mai stata comunicata ufficialmente (io non ero in servizio quando fu adottata la determina e non me l'hanno mai mandata) e l'ho scoperta solo dopo circa un anno per comunicazione informale di un collega. Ho fatto 4 istanze scritte e le prime 3 volte mi hanno negato il ripristino, l'ultima mi hanno detto che me lo avrebbero fatto al mio rientro. Al rientro me lo hanno fatto su un documento e poi mi hanno rimesso il profilo che dicevano loro e me ne sono accorto quando mi hanno consegnato il nuovo badge; ho fatto altra istanza e mi hanno risposto di nuovo picche, mentre all'avvocato neanche hanno replicato.
    Oramai mi è chiaro che si tratta di un trucco per limitarmi le mobilità, a causa del mismatch tra titoli culturali e profilo professionale, che si aggiunge a quello, preesistente, tra profilo concorsuale (cioè il profilo previsto dal concorso che ho vinto per essere assunto e relative materie), profilo della mobilità in arrivo (cioè il profilo previsto dalla mobilità con cui sono entrato nell'attuale amministrazione) e mansioni effettivamente svolte (che, come detto, consistono in attività di carattere prevalentemente tecnico).

    Inutile dire che mi hanno sostanzialmente privato della porzione più consistente del salario accessorio perché mi assegnano obiettivi impossibili (dato che esulano dalle mie competenze) e quindi mi abbassano i voti sulle pagelle quel tanto che basta per non farmi avere il premio di produttività (siamo solo due o tre in tutto l'Ente a non prenderlo, su poco meno di mille dipendenti. Immaginate che figura). Questo mi impedisce la mobilità ad esempio verso l'Inps, che richiede il 100% di performance. Come se non bastasse, mi hanno calcolato a punteggio zero gli anni in cui sono stato in congedo straordinario e dunque facendo la media ponderata è venuto fuori un punteggio ridicolo; ovviamente questo non è legittimo perché una cosa è escludere dal computo gli anni in cui non si è maturato punteggio, altra cosa è valorizzarli a zero: praticamente è come se per calcolare la media ponderata ai fini della laurea anziché escludere la tesi, le prove di idoneità e le altre attività formative (i.e. tirocinî). Intanto a causa di ciò mi hanno fatto perdere non una ma ben due progressioni orizzontali (differenziali economici che hanno sostituito i vecchi scatti di anzianità e che, a differenza di questi ultimi, sono selettivi e non automatici); inoltre se se ne accorge l'ufficio procedimenti disciplinari può aprirmi il fascicolo per scarso rendimento e avviare la procedura di licenziamento, che comporterebbe la mia espulsione a vita dal pubblico impiego (in compenso non dovrei versare la somma di cui sopra).

    Si sono pure rifiutati di rilasciarlo il permesso per partecipare a una procedura per l'assegnazione di un incarico di docenza presso una università statale, adducendo come motivazione che la docenza e la ricerca scientifica sono sottratte al regime delle incompatibilità. Grazie a Orazio; secondo te con il dottorato di ricerca che mi ritrovo non lo sapevo? Ma avevo scritto espressamente nella mia istanza che, sebbene non necessario, l'ateneo lo richiede, presumibilmente per accertarsi del fatto che l'amministrazione di appartenenza dell'eventuale docente a contratto sia disponibile a concedergli ferie senza addurre successivamente impedimenti che gli impedirebbero di adempiere all'obbligazione. Avevo anche specificato che avevo più che sufficienti ferie arretrate per coprire le docenze e anche i ricevimenti e la partecipazione alle commissioni d'esame e tesi e che, proprio perché l'assenso non fosse necessario, richiedevo quantomeno una presa atto con dichiarazione che nulla sarebbe ostato al conferimento dell'incarico nei miei confronti nell'ottica di una leale collaborazione. Mi hanno risposto dopo quasi un mese sapendo che il bando aveva una settimana di scadenza, così da impedirmi di allegare alla domanda, al posto del nulla osta, la loro risposta in cui si rifiutavano di emetterlo in quanto non necessario (N.B.: era obbligatorio allegare qualcosa, altrimenti la procedura informatica non accettava proprio la domanda; viepiù, sul bando era specificato che la semplice istanza non sarebbe stata ritenuta necessaria). L'incarico è rimasto vacante e io ho fatto una figuraccia col professore che me lo aveva segnalato.

    Ancora, loro sanno che io ambisco alla dirigenza e ove possibile giro tutta l'Italia per partecipare a concorsi per la dirigenza, che sono perlopiù da un solo posto. Sanno bene quanto mi costa in termini di soldi (tra quota di partecipazione, viaggio in treno o aero, pernottamento in albergo) e stress. Lo sanno, lo sanno, visto che avevano fatto un interpello per lo scorrimento di graduatorie per concorsi per dirigenti indetti da altri enti e anziché attingere da una graduatoria in cui io ero SECONDO, hanno preferito assumere il SETTIMO di un'altra graduatoria in cui il primo aveva 7 punti meno di me che ero secondo nell'altra (entrambe le scale erano in centesimi e i criteri erano analoghi). Dopo avermi fatto questo bel regalo, mi impediscono di partecipare ai concorsi. Come? Molto semplice: in un anno solare si ha diritto a 8 giorni complessivi per concorsi ed esami. Questi sono stati capaci di farmi superare la preselettiva, la prima prova scritta e la seconda prova scritta, facendomi consumare 3 giorni ai quali ho abbinato i permessi personali (3 all'anno) per i pernottamenti. Dopodiché quando c'era da sostenere l'orale mi hanno rifiutato le ferie adducendo motivi di servizio e quando gliel'ho contestato per iscritto hanno risposto che il tempo di preavviso era stato insufficiente!

    So che tutta questa situazione sembra surreale, e so pure che molti non mi crederanno perché pensano che il pubblico impiego sia un'isola felice in cui nessuno fa niente e si viene pagati per chiacchierare, ma purtroppo questo non cambia la mia realtà. Che è fatta di frustrazione estrema e pianti oramai quotidiani, anche per altre ragioni sempre legate al lavoro, perfino più gravi di quelle che ho scritto, che non riporto sempre per il timore di essere identificato (della mia personale riservatezza onestamente non mi interessa, anzi vorrei gridare al mondo quanto schifo fa il mio datore di lavoro). Oramai non esco più di casa se non per fare la spesa, perché sto sempre nervoso o triste. Non conosco praticamente altri stati d'animo. E non riesco nemmeno più a distrarmi studiando come quando facevo la collezione di titoli di studio. Vorrei dedicarmi a pubblicazioni scientifiche per conseguire l'ASN, ma non riesco proprio a concentrarmi, perché emotivamente sono a pezzi, a parte la stanchezza accumulata che mi fa addormentare tutte le sere sulla tastiera.

    Chiedo la cortesia di evitare di darmi consigli banali e scontati del tipo «fa' altri concorsi». A parte il fatto che se faccio un altro concorso e interrompo la continuità lavorativa tra l'attuale rapporto e il nuovo devo pagare la penale (e per esperienza so che mettere d'accordo due enti per evitare l'interruzione è assai difficile, per usare un eufemismo), ci sono svariate ragioni per cui non mi conviene:
    • per gli enti locali non se ne parla proprio perché passerei dalla padella alla brace. E in ogni caso sono concorsi da pochi posti; a questo punto è meglio che mi concentri su quelli per la dirigenza. Tanto comunque può capitare che mi iscriva (pagando tipicamente 10 euro, ma mi è capitato che ne chiedessero sino a 50) e non partecipi a causa dell'ostruzionismo di cui sopra, dunque meglio correre il rischio per progredire, non per regredire (perché comunque perdere 12 anni di anzianità di servizio sarebbe una regressione).
    • per le amministrazioni centrali il problema è che non saprei dove andrei a finire, e anche in questo caso per fare il funzionario non ne varrebbe la pena. Mi conviene concentrarmi sulla dirigenza e sulla ricerca universitaria (miraggio).
    • rimarrebbero le regioni, ma gli stipendi sono come quelli degli enti locali e non conviene trasferirsi. Inoltre la mia regione tende a fare concorsi unici in consorzio con altri enti (perlopiù comuni che hanno bisogno di poche unità di nuovo personale) con graduatoria unica.
    Ovviamente ho intenzione di convenire in giudizio il mio attuale ente, ma non lo posso fare in costanza di rapporto perché mi massacrerebbero. Già le cose vanno male così, figuriamoci con una causa in corso.

    Ciò che vi chiedo è di aiutarmi a trovare un lavoro nel privato. Vi chiedo di suggerirmi la strategia da adottare, perché finora tutti i tentativi effettuati, anche con l'ausilio dell'intelligenza artificiale, non hanno portato a niente. Se volete vi faccio anche un riepilogo dei tentativi effettuati e dei relativi esiti. Per il momento vi dico che sono riuscito in 12 anni a ottenere un solo colloquio e quando sono arrivato a un passo dalla firma mi hanno chiesto qual è la mia attuale retribuzione e ci è mancato poco che non scoppiassero a ridermi in faccia. Non ricordavo di aver subìto un'umiliazione simile dai tempi delle scuole medie.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

  • #2
    Ciao dottore,
    mi dispiace leggere che ti trovi in questa situazione.
    Purtroppo negli ultimi anni la ricerca di un lavoro è diventata molto più complicata: utilizzo degli algoritmi o dell'IA per filtrare i curricula; selezionatori a cui non importa chi sei o cosa puoi dare, ma a cui importa solo proporti per fare numero (se non semplicemente acquisire i tuoi dati per poi rivenderli); aziende che cercano Einstein, però con massimo 30 anni, 20 anni di esperienza lavorativa, 3 lauree, 4 lingue, offrendo come RAL non più di 20k...
    Nel marasma crescente, i miei due principali canali sono LinkedIn e Indeed. Prepara un bel profilo (chiedi pure all'IA cosa scrivere nelle varie sezioni) e un bel CV (puoi usare il sito Europass), crea una ricerca di annunci personalizzata, poi, se sei credente, accendi un cero in chiesa.
    In bocca al lupo, di cuore, so cosa vuol dire essere esasperati dal proprio lavoro e quanto sia deprimente non vedere una via d'uscita, ma stai tranquillo e pensa positivo, un profilo come il tuo troverà la giusta valorizzazione :)

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    • #3
      Originariamente inviato da Jon79 Visualizza il messaggio
      Ciao dottore,
      mi dispiace leggere che ti trovi in questa situazione.
      Purtroppo negli ultimi anni la ricerca di un lavoro è diventata molto più complicata: utilizzo degli algoritmi o dell'IA per filtrare i curricula; selezionatori a cui non importa chi sei o cosa puoi dare, ma a cui importa solo proporti per fare numero (se non semplicemente acquisire i tuoi dati per poi rivenderli); aziende che cercano Einstein, però con massimo 30 anni, 20 anni di esperienza lavorativa, 3 lauree, 4 lingue, offrendo come RAL non più di 20k...
      Nel marasma crescente, i miei due principali canali sono LinkedIn e Indeed. Prepara un bel profilo (chiedi pure all'IA cosa scrivere nelle varie sezioni) e un bel CV (puoi usare il sito Europass), crea una ricerca di annunci personalizzata, poi, se sei credente, accendi un cero in chiesa.
      In bocca al lupo, di cuore, so cosa vuol dire essere esasperati dal proprio lavoro e quanto sia deprimente non vedere una via d'uscita, ma stai tranquillo e pensa positivo, un profilo come il tuo troverà la giusta valorizzazione :)
      Ciao,

      sono mesi che cerco di farmi consigliare da tre diverse IA, ma finora tutte le strade che mi hanno proposto, a parte quella di ingaggiare un consulente a pagamento (che sarebbe molto borderline in Italia legalmente parlando, in quanto la legge Biagi ha legalizzato l'intermediazione lavorativa a condizione che non sia a carico del lavoratore), che non ho ancora intrapreso, si sono rivelate fallimentari.
      Peraltro, avevo già tentato la strada della consulenza a pagamento, alcuni anni fa. Ebbi un lungo colloquio (telefonico e gratuito) che definire surreale non rende l'idea, visto che il consulente continuava a chiedermi come mai il mio stipendio fosse così basso insinuando un'incapacità di contrattare una paga migliore, ignorando completamente che la negoziazione individuale nel pubblico impiego non solo è vietata ma non è proprio materialmente possibile. Alla fine, quando gli ho spiegato un po' di cosucce, soprattutto come funziona il reclutamento (lui non aveva idea di cosa fosse un concorso), mi ha risposto che gli dispiace molto ma non se poteva prendermi in carico perché spiegare certe cose agli imprenditori sarebbe risultato estremamente complicato e non se la sentiva. Mi disse che il problema principale era il mismatch tra il livello di inquadramento professionale (funzionario e cioè quadro) e lo stipendio, che anche nelle tabelle dei software corrisponde a quello di operai generici e altri lavoratori totalmente non specializzati (già un operatore ecologico prende di più). Almeno non mi spillò soldi e lo apprezzai.

      Per quanto concerne LinkedIn, mi hanno suggerito di scrivere cose non veritiere. Non lo posso fare, perché qualora in ufficio se ne accorgano rischio un procedimento disciplinare. Mi hanno anche suggerito di indicare nel CV informazioni coperte da segreto d'ufficio, riportare le quali sarebbe un reato.
      Spesso non sono d'accordo tra loro e non raramente anche lo stesso sistema LLM cade in contraddizione. Faccio un esempio: prima mi dice che il punto di forza del mio profilo è l'eccezionale percorso accademico, invitandomi a fare leva su quello; successivamente, mi dice di nascondere alcune delle mie lauree perché sono troppe. Poi dopo si contraddice di nuovo perché dice che devo fare leva su competenze trasversali attestate dalla combinazione di lauree che mi aveva detto di omettere.

      Il motivo per cui sono disperato è che penso che andando avanti la situazione potrà solo peggiorare.

      Una precisazione per alcuni che mi stanno scrivendo in privato: io voglio lasciare completamente il mio attuale lavoro, anche pagando la penalità, perché sto davvero male. L'ipotesi di mettermi in part time per poi svolgere l'altra metà del tempo un'altra attività lavorativa è fuori discussione, anche perché io aspiro a funzioni di livello elevato (quadro direi, anche perché sarebbe l'unico modo per recuperare i soldi spesi per dimettermi in tempi ragionevolmente accettabili), per le quali il tempo parziale non è previsto. Per giunta, non rientro nei casi per le quali il part time mi spetta di diritto e, comunque, l'altra attività mi dovrebbe essere autorizzata e troverebbero sicuramente un modo per impedirmela.
      Non sono invece interessato a fare il lavoratore autonomo. Questa è una scelta che avrei dovuto fare molto tempo fa; ora è troppo tardi. Anche quello col part time non sarebbe possibile perché certamente potrebbero addurre come motivazione del diniego il conflitto di interessi (naturalmente non sto parlando di fare l'avvocato, che è incompatibile anche con il regime part time).
      Qualcuno mi ha suggerito anche di svolgere attività di lavoro autonomo continuando a fare il dipendente pubblico. Purtroppo non è possibile se non come attività occasionale, previamente autorizzata ed entro certi limiti piuttosto bassi. Avevo trovato un incarico da duemila euro forfetari per fare il DPO per un'associazione che tratta dati particolari (già sensibili), soprattutto concernenti lo stato di salute, ma ovviamente non mi è stato possibile e potete immaginare perché.
      Ultima modifica di dottore; 09-05-2026, 21:15.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Ciao Dottore,
        Mi spiace leggere il tuo post. Purtroppo non sentirsi realizzati sul lavoro crea frustrazione, soprattutto per persone con bagagli di conoscenze notevoli.

        ​​​​​​Hai un profilo sicuramente fuori dal comune con tanti titoli universitari. Magari l'hai già fatto, nel caso inserisci nel CV come prima sezione la descrizione del profilo professionale, es: "Plurilaureato con oltre 15 anni di esperienza nella PA, con solide competenze in ambito economico, giuridico e amministrativo.." con le parole chiave in grassetto. Ruba l'occhio e aumenta le possibilità.

        La cosa difficile e' tradurre il tuo ruolo e le tue competenze dal linguaggio della PA al privato. Si deve partire dal job title. Un profilo come il tuo lo vedrei bene in una società di consulenza, magari come PMO in progetti con la PA (assumono tanto perché c'è tanta rotazione, alcune offrono full smart o tanta flessibilità che ti consente di lavorare da dove vuoi). Sicuramente entreresti da senior (RAL 35-48) e magari con MBO o altri benefit.

        Le società di consulenza più grandi sono piene di ex PA, alcune hanno proprio business unit dedicate e assumono solo da quel bacino. Solo cercando "public sector consultant" su LinkedIn ho trovato tanti profili con queste caratteristiche.

        In attesa di evoluzione del tuo ruolo nella PA, io comunque un tentativo per la consulenza lo farei, anche solo per "testare" il tuo profilo nel mercato privato.

        Assunzione diretta in aziende di settore la vedo più difficile. Di solito si predilige chi ha gia' esperienza e arriva dalla concorrenza. Forse potresti tentare in contesti più piccoli, ma le RAL si abbassano e la sicurezza pure e non e' questo l'obiettivo.




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        • #5
          Carissimo JMaskelyne,

          immagino tu abbia usato una intelligenza artificiale per rispondermi, non perché ci siano marcatori (anzi, l'intero testo sembra naturalissimo, dunque o lo hai scritto tu oppure hai usato un prompt perfetto) ma perché il primo virgolettato è identico a quello che mi suggerisce Gemini ogni volta che sottopongo l'argomento alla sua interfaccia. Gemini però non so quanto sia affidabile, soprattutto nella misura in cui mi propone modelli di curricula estremamente celebrativi, e lettere di presentazione quasi imbarazzanti per i toni magnificenti che usa. Se io stessi dall'altra parte, a leggere certa roba mi metterei a dire

          Il job title è esattamente ciò che mi ha fregato in quel colloquio che ho avuto qualche mese fa. Selezione durissima; siamo arrivati in non più di tre alla fine. Quando si è trattato di contrattare lo stipendio, cosa che io ovviamente non sono mai stato abituato a fare, mi è stato chiesto qual è la mia attuale RAL ed è calato il gelo. La tizia è rimasta incredula e me lo ha richiesto di nuovo, e via così per un altro paio di volte, finché non ha esclamato: «Ma allora lei non è dirigente!». E io «No, sono funzionario; come scritto sul curriculum ho superato vari concorsi per la dirigenza, ma le graduatorie, che durano due anni, sono state lasciate scadere, per cui sono rimasto funzionario». Solo successivamente, ripercorrendo mentalmente tutti i passaggi del colloquio (in maniera fredda e razionale; insomma non ho rimuginato, ma riflettuto), ho capìto che la tizia non sapeva cosa significasse il termine "funzionario" e probabilmente ero stato selezionato perché avevano capìto che fosse sinonimo di dirigente (un errore che invero fanno le stesse intelligenze artificiali, probabilmente perché i loro datasets sono sporcati da tonnellate di immondizia giornalistica), dopodiché dalla retribuzione hanno dedotto che non poteva trattarsi di dirigenza. Il problema è che hanno inferito che si trattasse di una qualifica entry level, mentre in realtà è la carriera direttiva, immediatamente predirigenziale, e che la paga è bassa solo perché nella PA gli stipendi quelli sono e non possono essere negoziati.
          La cosa che mi lascia sconcertato è che si tratta di un privato che campa di PA, poiché lavora su concessioni pubbliche, che rappresentano, se non la sua unica attività, certamente quella principale e più remunerativa. Stavano giustappunto cercando il dirigente per una commessa in materia di esazione di tributi. Il problema è che si erano affidati a una società di head hunting che non capisce niente di pubblica amministrazione. Posso essere ragionevolmente certo che se avessi svolto il colloquio direttamente con loro questo equivoco non sarebbe sorto.

          Per quanto riguarda le società di consulenza alla PA, ho l'impressione che la forte rotazione sia dovuta al fatto che ingaggiano spesso neolaureati in attesa di un posto al sole. In Toscana ce n'è una, di cui non ricordo il nome, che si occupa di consulenza a piccoli enti per l'europrogettazione, la quale attinge alla scuola, ex facoltà, di Scienze politiche "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze come bacino naturale. Mi è capitato di interagire con neolaureati e neolaureati magistrali di quella struttura che erano andati a lavorare lì senza avere nessuna credenziale oltre al titolo accademico appena conseguito, letteralmente senza arte né parte né competenze in materia. Correggimi se sbaglio, ma mi pare evidente che costoro non vadano lì di certo a fare i top managers. Io sto cercando lavoro qualificato e di lungo periodo. Vorrei che questo fosse un punto fermo, perché altrimenti facciamo come mi è capitato tempo fa con una agenzia per il lavoro alla quale mi ero iscritto a diciott'anni, quando ancora si chiamavano società di fornitura di lavoro temporaneo ed erano comunemente dette agenzie interinali: questi, che non avevano mai cancellato i miei dati, mi contattano per propormi lavori di bassissima qualificazione, tipo addetto alle pulizie, lavapiatti, al massimo qualcosa in qualche call center. Io vado sul sito con l'idea di cancellarmi, ma scopro che hanno anche una sezione dedicata ad alti profili, dunque decido di aggiornare il CV. Il form non consente l'inserimento di titoli di studio multipli e oltretutto non supporta proprio il dottorato di ricerca (su questo stendiamo un velo pietoso), dunque inserisco i titoli che ritengo più forti. Cominciano ad arrivarmi proposte più qualificate, ma siamo sempre in àmbito operaio o al più impiegatizio di basso-medio livello (tipo assistenza clienti). La cosa strana è che i messaggi hanno tutta l'aria di essere personalizzati: mail che arrivano da mittenti nominativi (caselle del tipo nome.cognome@dominio.it) con invito esplicito a rispondere, messaggini SMS e perfino su WhatsApp. Invio una mail in cui specifico di avere una posizione lavorativa stabile e di alto livello e di essere interessato a migliorare la mia posizione lavorativa e pertanto, qualora loro non si occupino di lavori che possano essere confacenti alle mie esigenze, sono pregati di cancellare i miei dati. Loro non solo non cancellano i miei dati, ma cosa mi propongono? Di fare il camionista! Quando chiedo spiegazioni, mi viene risposto che si tratta di un lavoro che migliorerebbe la mia attuale posizione, poiché la RAL è di almeno 40mila euro all'anno

          Se mi saprai indicare quali sono le società di consulenza che hanno divisioni dedicate in cui assumono solo dal bacino ex PA, te ne sarò grato. Vorrei verificare se non si tratta di pensionati o gente proveniente da forze armate, che non soffrono del pregiudizio che attanaglia i civili, tra i quali quelli che sono messi peggio siamo proprio noi impiegati e funzionari amministrativi ed economico-finanziario-contabili, poiché non abbiamo una professionalità riconoscibile all'esterno. Un avvocato, un medico, uno psicologo, un insegnante e pure la gran parte degli impiegati e funzionari tecnici (periti industriali, geometri, architetti, ingegneri, chimici etc.) sono rispettivamente riconoscibili e riconosciuti in quanto tali; lo sono perfino i cancellieri, gli assistenti sociali e i sociologi, per quanto la loro professionalità al di fuori della PA non sia utilizzabile se non in rarissimi casi. Noi non siamo nessuno. Tra l'altro anche lo stesso "amministrativo" è facilmente male interpretato: nell'impresa privata l'impiegato amministrativo è uno che tiene i mastrini, fa le prime note cassa e roba così; nella PA invece l'istruttore/assistente e il funzionario amministrativi si chiamano così perché si occupa di contribuire all'amministrazione della cosa pubblica in conformità al diritto amministrativo. Tralasciamo il fatto che quasi nessuno comprende il significato delle parole "istruttore" e "funzionario" e che la qualifica di assistente è forse persino peggiore perché pensano che sia il segretario personale di qualcuno.

          In attesa di evoluzione del tuo ruolo nella PA, io comunque un tentativo per la consulenza lo farei, anche solo per "testare" il tuo profilo nel mercato privato.
          Purtroppo come ti ho già detto la mia amministrazione mi ha negato l'autorizzazione per un incarico consulenziale che avevo trovato peraltro molto a fatica, facendo anche una figuraccia con il committente quando mi sono trovato costretto a declinare.
          Non posso superare soglie piuttosto basse (quella attuale, a spanne, dovrebbe essere intorno ai seimila euro) e l'autorizzazione va richiesta con almeno 30 giorni di preavviso (che magari diventano 60 se richiedono integrazioni documentali, perché ovviamente il supplemento di istruttoria secondo loro fa decorrere i procedimenti da capo, ammesso e non concesso che si preoccupino di rispettare i limiti temporali dei procedimenti) coinvolgendo attivamente il soggetto che ti deve rilasciare l'incarico, il quale, se non vuole richiedere l'autorizzazione direttamente lui, deve come minimo rilasciare un documento attestante la volontà di conferirmi l'incarico, i termini esatti dell'incarico medesimo, il compenso pattuito/previsto, la dichiarazione di assenza di conflitti di interessi e l'impegno, qualora gli emolumenti liquidati ex post superino il massimale, a versare l'eventuale eccedenza al mio ente.
          Insomma, comprenderai che è già molto complicato reperire clienti nel poco tempo libero a disposizione (tra l'altro, dovendosi trattare di attività rigorosamente occasionale, non posso neanche farmi pubblicità), poi se devono fare anche tutta questa trafila, per poi magari vedersi rifiutare l'autorizzazione…

          Assunzione diretta in aziende di settore la vedo più difficile.
          Dunque le ipotesi da te indicate sarebbero contratto di consulenza / lavoro autonomo? Praticamente dovrei aprire partita IVA da utilizzare per fatturare nei confronti di un unico committente?

          Di solito si predilige chi ha già esperienza
          E giustamente l'esperienza nella PA non vale niente
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Ma come è possibile che una persona con così tante laure ha problemi a trovare lavoro? aiutatemi a capire perchè non ci capisco più niente

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            Sto operando...
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