È altresi vero che esistono gli appelli orali, e quelli sono gratuiti e organizzati tre all'anno (finché sarà possibile sostenerli anche a distanza, in caso contrario si inseriscono problemi logistici non banali), ma resta un'asimmetria di fondo molto sgradevole. Viepiù, i tre appelli orali all'anno potrebbero comunque precludere allo studente di laurearsi nella sessione desiderata, perché l'appello è in calendario meno di 45 gg prima del termine della consegna dell'elaborato e dell'ultimazione degli esami di profitto (come da regolamento degli Atenei in questione)
annuncio
Comprimi
Ancora nessun annuncio.
Riforma in arrivo per le università telematiche. Cosa pensate?
Comprimi
X
-
Sono d'accordo, le modalità di esame con solo un appello all'anno sono oltre il limite della decenza, poiché possono esserci vari motivi per il quale lo studente non si presenta (febbre, incidente, mezzi pubblici in ritardo o sciopero, ecc.). Solo l'anomalia introdotta dalla pandemia del 2020 ha reso la cosa appena più accettabile, poiché si eliminava la variabile trasporto, ma restano potenziali criticità e non si comprende perché dovrei pagare per "sbloccare" altre sedi in quel caso.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
È altresi vero che esistono gli appelli orali, e quelli sono gratuiti e organizzati tre all'anno (finché sarà possibile sostenerli anche a distanza, in caso contrario si inseriscono problemi logistici non banali), ma resta un'asimmetria di fondo molto sgradevole. Viepiù, i tre appelli orali all'anno potrebbero comunque precludere allo studente di laurearsi nella sessione desiderata, perché l'appello è in calendario meno di 45 gg prima del termine della consegna dell'elaborato e dell'ultimazione degli esami di profitto (come da regolamento degli Atenei in questione)
-
Novità nel sito del MUR: è definita? L'accendiamo?
https://www.mur.gov.it/it/news/vener...o-settore-alta
Commenta
-
Secondo un polo Multiversity pare che ci sarà una riunione il 10 dicembre per chiarire cosa succederà, e seguiranno poi dichiarazioni ufficiali.
Per ora le interpretazioni che leggo, da prendere con le pinze, dicono che comunque avranno un anno per adattarsi, e quindi fino all'inizio dell'anno accademico 2025/2026 non dovrebbe cambiare nulla per gli esami online. Citando l'articolo de Il Sole24 Ore:
Personalmente, da studente Pegaso al primo anno che si è fatta convincere a comprare la All Inclusive, ammetto di sperare nelle eventuali integrazioni. Magari le tecnologie per svolgere gli esami online verranno ritenute idonee. Se dovessero riportare gli esami in presenza dovrebbero almeno aumentare gli appelli in ogni sede. L'unica che ho vicino neanche aveva un esame quest'anno. Per stare tranquilla dovrei correre con gli esami del primo anno, anticipare il secondo, e cercare di dare tutti gli esami entro settembre/ottobre. Finirei per dover accettare tutto, però alla media ci terrei anche perché il voto della magistrale per le graduatorie conta. Vedremo come va.Esami di regola in presenza
Altro punto fermo è il ritorno degli esami in presenza. Con delle deroghe che i regolamenti di ateneo devono indicare e che, per ora, possono essere rappresentate solo da situazioni temporanee emergenziali e dai bisogni degli studenti con disabilità accertata. Eventuali integrazioni arriveranno con un successivo decreto ministeriale «sulla base del mutamento delle tecnologie a disposizione per lo svolgimento degli esami».
Tutto il resto della riforma mi pare sensato. Più docenti e più lezioni, anche interattive, sono solo un beneficio per noi. Rimane l'incognita degli esami, online sono di certo più comodi per chi lavora o deve occuparsi della famiglia.
Commenta
-
Ciao, a quanto mi risulta, nelle università tradizionali la frequenza obbligatoria è scomparsa da molti corsi di studio (ad eccezione dei corsi in ambito sanitario) e per assurdo le introducono nelle telematiche. Sono previste un 20% di lezioni sincrone, se fossero obbligatorie, andrebbero contro uno degli scopi principali delle telematiche cioè dare la possibilità di gestire l'attività di studio in base ai propri impegni lavorativi oltre a quelli personali e famigliari.
Commenta
-
Ma non introducono l'obbligatorietà di frequenza in sincrono per gli studenti, le università dovranno organizzarsi per erogare il 20% (su cosa?) di lezioni in modalità sincrona. Poi, chi vuole seguire in diretta lo fa e chi non vuole lo farà in differita come per le altre lezioni.
Dopo il covid, gli esami in presenza o, per meglio dire, non da casa, sono già realtà in diverse università telematiche (di sicuro: UnitelmaSapienza, IUL).
Commenta
-
Dipende da come è organizzato il singolo corso. Dal mio punto di vista, sarebbe meglio che le lezioni sincrone fossero “indipendenti” da quelle asincrone, non presupponendo dunque che uno studente debba seguire prima le lezioni asincrone. Però, non tutti i docenti si organizzano così.
Commenta

Commenta