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    salve,
    ci son serie di luoghi comuni che da anni sento ripetere ma che vorrei capire se sono concetti reali o se sono bufale, grazie. riguardano non tanto il mondo dell'università quanto quello della scuola. chiedo in particolare a dottore che è molto ferrato su argomenti legislativi (mi pare molto più ferrato lui rispetto ai giornalisti che scrivono su un sito che riguarda la scuola, non so se posso citarlo). le questioni sono le seguenti, grazie: (riferite esclusivamente a scuole superiori)

    è vero che un insegnante non può ritirare i cellulari agli studenti?
    è vero che se una verifica va male a molti studenti essa può essere annullata?
    i genitori degli alunni possono raccogliere firme per chiedere che un'insegnante non insegni nella classe dei figli?
    un insegnante può non fare andare in bagno un alunno?
    il pcto in quarta è obbligatorio farlo in azienda?
    si può fare ricorso al tar dopo un debito?
    gli studenti dsa devono per forza poter utilizzare vantaggi tipo mappe, schemi, più tempo, o altre cose di questo tipo, oppure l'insegnante può valutare di non concedere nessun aiuto?
    l'insegnante di sostegno può portare fuori dalla classe gli alunni? e l'educatore?

    mi rendo conto che queste questioni non riguardano il mondo dell'università, ma non sapevo dove inserire tale topic, e mi rendo conto che sono tante questioni, grazie a chiunque vorrà rispondere anche solo a una parte di esse, grazie in anticipo, ciao e grazie

  • #2
    Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
    è vero che un insegnante non può ritirare i cellulari agli studenti?
    Sicuramente non può confiscarli, poiché la confisca determina un'ablazione espropriativa, e l'insegnante non è nessuno per poter fare una cosa del genere, anche perché la confisca, essendo un esproprio di carattere punitivo, cioè senza indennizzo, è prevista solo come sanzione per reati e come tale può essere disposta solo dal giudice penale (in realtà il CAM prevede anche delle ipotesi di confisca a prescindere da eventuali condanne penali, che comunque devono essere disposte dal giudice penale).
    In realtà non può però neanche sequestrarli, poiché non è tra i suoi poteri.
    Oltretutto, l'insegnante è un pubblico ufficiale e il pubblico ufficiale che, abusando della sua qualifica, eccede dalle funzioni che la legge gli attribuisce incorre in sanzioni di carattere penale, anche adesso che il reato di abuso d'ufficio è stato abolito.
    Piuttosto, l'insegnante può chiedere (meglio ancora che sia previsto in un regolamento scolastico approvato come esito di un regolare procedimento amministrativo e avente pertanto carattere provvedimentale) che gli alunni depositino volontariamente tutti gli apparecchi in un luogo comune, ad esempio sulla cattedra, oppure li lascino sui banchi spenti, un po' come si fa nei concorsi, con l'avviso che nel caso in cui vengano beccati a utilizzarli la prova viene invalidata (non possono valutarla negativamente, in quanto diviene nulla).

    è vero che se una verifica va male a molti studenti essa può essere annullata?
    Il docente in qualità di responsabile del procedimento amministrativo può decidere in autotutela di revocarlo.

    i genitori degli alunni possono raccogliere firme per chiedere che un'insegnante non insegni nella classe dei figli?
    Possono certamente proporre una petizione, ma una simile petizione lascia il tempo che trova, non avendo efficacia giuridica.

    un insegnante può non fare andare in bagno un alunno?
    No, ma in caso di minori degli anni 14 può legittimamente pretendere che sia sorvegliato a vista, ad esempio da un collaboratore.
    I minori di 14 anni, in teoria, non possono uscire da soli, restare in casa da soli etc.. La legge comunque è largamente interpretata secondo criteri di ragionevolezza: se io lascio mio figlio a casa per scendere un attimo in cantina o andare al supermercato accanto, il fatto preveduto dalla legge penale non sussiste poiché non l'ho abbandonato, ma rimane entro un raggio di possibile sorveglianza. Se lo lascio da solo a casa in condominio, ove può essere soccorso in caso di necessità da un vicino di casa, l'abbandono non sussiste. Se lo lascio nel parcheggio di un centro commerciale e me ne torno tranquillamente a casa come fecero una volta i miei genitori quando facevo i capricci, allora la questione è differente.

    il pcto in quarta è obbligatorio farlo in azienda?
    No; a differenza della vecchia alternanza scuola-lavoro, non è necessariamente un tirocinio formativo e di orientamento.

    si può fare ricorso al tar dopo un debito?
    Certamente sì.

    gli studenti dsa devono per forza poter utilizzare vantaggi tipo mappe, schemi, più tempo, o altre cose di questo tipo, oppure l'insegnante può valutare di non concedere nessun aiuto?
    Spetta al consiglio di classe (e non al singolo insegnante) determinare i beneficî (ausilî, tempi aggiuntivi etc.) e le eventuali semplificazioni in coerenza con la certificazione sanitaria prodotta in conformità alla legge. Una volta concesse determinate agevolazioni, tale concessione non può essere revocata senza giustificato motivo e comunque non può essere di volta in volta modificata, in quanto la concessione fa sorgere un diritto in capo all'interessato (si chiama concessione perché questo diritto originariamente non esiste, ma viene appunto concesso).

    l'insegnante di sostegno può portare fuori dalla classe gli alunni? e l'educatore?
    Finché siamo nei locali della scuola e relative pertinenze, non vedo elementi ostativi.
    Ultima modifica di dottore; 07-02-2026, 07:23.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      1 quindi un insegnante può solo chiedere all'alunno di depositare lo smartphone in un altro luogo (esempio cattedra) però se egli rifiuta, non può obbligarlo, ne punirlo per il suo rifiuto? (escludendo il caso in cui lo vede utilizzarlo durante una verifica)

      2avevo formulato male la domanda, il docente ok che può annullarla, ma qualcun'altro può muoversi per annullarla? (esempio, studenti stessi, magari rappresentanti di classe, oppure genitori, o magari la preside)

      3immagino dunque che sia perchè un contratto statale ha molte tutele, immagino bene?

      4quindi se ipoteticamente in una classe superiore 25 studenti chiedono di andare in bagno, il docente è obbligato a dire di sì a tutti e 25 ?

      5io sono contro il pcto, è sfruttamento, le aziende sfruttano i giovani

      7quindi il consiglio di classe può decidere che uno studente dsa certificato non ha diritto a nessun "vantaggio" tra quelli che ho elencato prima?

      8c'era una voce che diceva che un insegnante di sostegno non può portare fuori dalla classe 2 o più alunni disabili, perchè ciò vorrebbe dire ricreare, seppur solo momentaneamente, una classe differenziata, che è invece bandita dalal legge italiana. questo dissero una volta su un sito che parla di scuola, io non so se sia vero o falso

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      • #4
        Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
        1 quindi un insegnante può solo chiedere all'alunno di depositare lo smartphone in un altro luogo (esempio cattedra) però se egli rifiuta, non può obbligarlo, punirlo per il suo rifiuto? (escludendo il caso in cui lo vede utilizzarlo durante una verifica)
        Non può punirlo in termini di valutazione perché quello è un palese abuso (non più punibile penalmente in quanto tale, ma come falsità ideologica in atto pubblico commessa da pubblico ufficiale sì). Però può attivare un procedimento disciplinare. Certamente la richiesta dev'essere motivata. Quindi o c'è un regolamento al riguardo, oppure pretendere che lo depositi se non in occasione di una verifica è una richiesta del tutto arbitraria.

        avevo formulato male la domanda, il docente ok che può annullarla, ma qualcun altro può muoversi per annullarla? (esempio, studenti stessi, magari rappresentanti di classe, oppure genitori, o magari la preside)
        Il preside (IL preside, non LA preside) è una figura che nelle scuole non esiste più dalla riforma Bassanini di cui alla legge 59/1997, attuata dal DPR 275/1999. Il dirigente è tutta un'altra cosa.
        Tanto premesso, non comprendo il tuo quesito. Chiunque può chiedere che un atto amministrativo, di natura endoprocedimentale o provvedimentale, venga riformato in autonomia, e il consiglio di classe, il consiglio di circolo o di istituto e il dirigente scolastico in qualità di superiori gerarchici possono anche esercitare il potere sostitutivo. Inutile dire che gli atti sono altresì conoscibili e sindacabili dal giudice amministrativo.
        Se invece intendi che l'insegnante non annulla la verifica e gli altri vorrebbero che lo facesse, direi proprio di no. Infatti dove sarebbe l'interesse diretto, concreto e attuale richiesto dal diritto amministrativo? Dov'è la posizione soggettiva qualificata tutelata dall'ordinamento? Se si trattasse di una procedura comparativa, indubbiamente ci sarebbe. Mettiamo ad esempio il caso in cui il furbo è arrivato primo e io terzo in un concorso da 3 posti. In quel caso io ho tutto l'interesse al che il furbo venga escluso, dunque ho un (contro)interesse legittimo da vantare per poter contestare la mancata irrogazione della sanzione. Ma in questo caso non vi è alcuna comparazione, dunque che a lui la prova venga annullata o meno per me cosa cambia?

        immagino dunque che sia perchè un contratto statale ha molte tutele, immagino bene?
        Non so cosa c'entri nel contesto, comunque in realtà i dipendenti pubblici godono di minori tutele rispetto ai dipendenti dei privati, tant'è che quando l'Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia dell'Unione europea per violazione del divieto di discriminazione tra lavoratori lo è stata sulla base del mancato riconoscimento a dipendenti della pubblica amministrazione dei diritti di cui beneficiano quelli dei datori di lavoro privati e non il contrario. In particolare, la pronunzia più ricorrente è quella che condanna l'Italia ad assumere a tempo determinato un insegnante che ha cumulato più di 3 anni di precariato: secondo la legge italiana, nel privato questo è vietato poiché una volta superati i 3 anni di contratti a tempo determinato con tutte le proroghe e con tutti i rinnovi il rapporto si presume ex tunc a tempo indeterminato e il termine si ha per non apposto. Nel pubblico invece ci sono insegnanti che hanno incarichi annuali anche per trent'anni consecutivi e oltre. La CGUE ha sentenziato che questo è illegittimo, condannando l'Italia anche a pagare gli arretrati relativi ai buchi tra un contratto e un altro e le ferie non godute. Ovviamente l'Italia continua a comportarsi come prima (tanto quanti sono quelli che fanno causa e arrivano sino alla CGUE, potendosi peraltro permettere di anticipare cospicue spese legali?) e la principale ragione su cui si fonda la posizione del Ministero dell'istruzione è che per l'accesso ai ruoli nella PA per il principio di cui all'art. 97 della Costituzione è necessario superare un concorso. Tuttavia, con buona pace di alcuni costituzionalisti, il diritto europeo (anche detto eurounitario o unionale, ma io preferisco chiamarlo europeo: negli Usa non dicono statunitense, ma americano. Una volta si sarebbe detto comunitario, ma le comunità europee non esistono più) prevale sul diritto interno, principî costituzionali compresi, per il ben noto principio che l'Unione definisce primato o preminenza o supremazia, nella dottrina meglio noto come primazia, in base al quale il diritto dell'Unione prevale senza se e senza ma sui diritti interni degli Stati membri, per una questione di gerarchia delle fonti del diritto, sicché in caso di antinomia se ne deve tener conto nell'applicazione del brocardo lex superior derogat inferiori.
        Dopodiché, la ratio per la quale il legislatore ha scelto di riservare ai dipendenti del settore privato condizioni "migliori" è che il dipendente pubblico è intrinsecamente protetto dal fatto che il settore pubblico (il settore pubblico, non le società partecipate dallo Stato o da altri enti pubblici, che pubbliche non sono e infatti, come nel recente caso della Ctp, sono state lasciate allegramente fallire mandando tutti i dipendenti a spasso) non può fallire e pertanto il dipendente pubblico non può incorrere nei cosiddetti licenziamenti economici o per ristrutturazione.

        quindi se ipoteticamente in una classe superiore 25 studenti chiedono di andare in bagno, il docente è obbligato a dire di sì a tutti e 25 ?
        Ragionevolmente non sarebbe possibile esaudire la richiesta in quanto non ci saranno certamente 25 bagni pronti ad accoglierli.

        io sono contro il pcto, è sfruttamento, le aziende sfruttano i giovani
        Che ti devo dire? Prenditela con il legislatore.

        quindi il consiglio di classe può decidere che uno studente dsa certificato non ha diritto a nessun "vantaggio" tra quelli che ho elencato prima?
        Tenendo conto della certificazione, non arbitrariamente, può assumere determinate decisioni. Se non condivise, esistono i rimedi amministrativi (reclamo o ricorso interno con richiesta di revisione dell'atto in autotutela, ricorso gerarchico) e giurisdizionali (Tar e, in seconda istanza, Consiglio di Stato).

        c'era una voce che diceva che un insegnante di sostegno non può portare fuori dalla classe 2 o più alunni disabili, perchè ciò vorrebbe dire ricreare, seppur solo momentaneamente, una classe differenziata, che è invece bandita dalal legge italiana.
        Certo che la gente ne ha, di fantasia.
        Ultima modifica di dottore; 07-02-2026, 07:27.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          2 intendo che se ad esempio tutti gli studenti ritengono che una verifica era troppo difficile, possono muoversi attraverso il Rappresentante Di Classe oppure i genitori per farla annullare (lo chiedo perchè il luogo comune che vorrei smentire è quello che ho sentito spesso che dice che se più del 80 % dei discenti ha preso insufficiente in una verifica, tale va annullata). a me questo sembra un luogo comune perchè non ho mai trovato nessuna legge a riguardo

          3però mi ricordo che ai tempi del covid c'era una legge europea che diceva che nessuno poteva essere discriminato sulla base della propria scelta di vaccinarsi o meno, eppure in italia venne introdotto il green pass. Anche in quel caso, quindi, il principio che le "leggi" europee valgono più di quelle italiane non fu rispettato

          4però la domanda era riguardo al fatto che questa legge potrebbe essere ingestibile per un docente: in teoria, egli è obbligato a mandare continuamente i discenti al bagno, se essi glielo chiedono e se nell'istituto ci sono tanti bagni, ciò può intralciare la lezione, ma immagino che sia una legge che voglia evitare denunzie di sequestri di persone

          5immagino che nessun consiglio di classe voglia mai farlo, perchè avrebbe paura di essere accusato di essere discriminatorio verso i portatori di handicaps.

          6lo lessi su un famoso sito che si occupa di scuola, non so se posso fare il nome, comunque ha uno sfondo azzurro

          7aggiugno altre questioni, per chiunque voglia rispondere: è vero che se muore uno studente tutta la classe è promossa automaticamente? è vero che se uno studente si assenta per più di un tot di ore è automaticamente bocciato?

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          • #6
            Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
            2 intendo che se ad esempio tutti gli studenti ritengono che una verifica era troppo difficile, possono muoversi attraverso il Rappresentante Di Classe oppure i genitori per farla annullare (lo chiedo perchè il luogo comune che vorrei smentire è quello che ho sentito spesso che dice che se più del 80 % dei discenti ha preso insufficiente in una verifica, tale va annullata). a me questo sembra un luogo comune perchè non ho mai trovato nessuna legge a riguardo
            Stai confondendo l'annullamento dell'intera procedura con l'annullamento della singola prova.
            In ogni caso ribadisco che chiunque sia portatore di un interesse legittimo (e i genitori in quanto esercenti la responsabilità genitoriale, che implica una potestà e dunque un diritto-dovere di rappresentanza) può chiedere all'autorità amministrativa di rivedere in autotutela una decisione, salvo che l'ultima parola spetta all'autorità amministrativa stessa. Dopodiché esistono i rimedi giurisdizionali.
            Non esiste un principio giuridico in base al quale se la prova risulta fallita da più dell'80% degli esaminati essa debba essere annullata erga omnes.

            però mi ricordo che ai tempi del covid c'era una legge europea che diceva che nessuno poteva essere discriminato sulla base della propria scelta di vaccinarsi o meno, eppure in italia venne introdotto il green pass.
            Le leggi europee sono le leggi ordinarie emanate dagli Stati membri per recepire le direttive europee.
            Ti confondi con le direttive europee e i regolamenti europei, che sono le principali fonti del diritto dell'Unione. In linea di principio (tuttavia non così tassativo, ma questa è un'altra storia), la direttiva va recepita nell'ordinamento interno del singolo Stato membro per armonizzarla con esso, delineando solo degli obiettivi e non anche il modo per raggiungerli, mentre il regolamento è self executive fatte salve eventuali norme attuative e di dettaglio (peraltro quasi mai necessarie).
            Il green pass fu introdotto in tutta l'Unione, tant'è che era interoperabile. Esso era previsto da un regolamento del 2021.

            Anche in quel caso, quindi, il principio che le "leggi" europee valgono più di quelle italiane non fu rispettato
            Non so a quali norme già vigenti faccia riferimento tu, ma, come ti ho detto, il green pass fu previsto da un regolamento europeo del 2021. In base al brocardo "lex posterior derogat priori", tale brocardo prevaleva sulla legge – rectius direttiva o regolamento – già vigente.

            però la domanda era riguardo al fatto che questa legge potrebbe essere ingestibile per un docente: in teoria, egli è obbligato a mandare continuamente i discenti al bagno, se essi glielo chiedono e se nell'istituto ci sono tanti bagni, ciò può intralciare la lezione, ma immagino che sia una legge che voglia evitare denunzie di sequestri di persone
            Si tratta di fatti regolati dalle norme del buon (e quieto) vivere civile, che sono consuetudine, non legge.
            La consuetudine rientra nel concetto degli usi, che, nel nostro ordinamento, sono fonte del diritto sino a che non si pongano in contrasto con la legge scritta.
            Verosimilmente, i ragazzi sanno che se ci sono già molti compagni in bagno non è il caso di chiedere, e così il docente non si aspetta di ricevere una richiesta massiva o 30 istanze tutte insieme, nel qual caso ritengo sia idoneo contattare il 112 o il 118 per sospetta intossicazione alimentare
            Inoltre, siccome mi parli di rappresentanza studentesca, immagino tu ti riferisca alla scuola secondaria di secondo grado. Ai miei tempi nella scuola secondaria superiore era molto diffusa la prassi di accordarsi con i docenti sui criteri per uscire dall'aula; ricordo che con il docente di lettere uscivamo a due alla volta senza chiedere il permesso per non interrompere la lezione, poi al rientro ci davamo il cambio. Per quanto siamo in un contesto pubblicistico e dunque non si può attribuire ad esso natura negoziale e dunque forza di legge, l'accordo tra le parti vincola le parti stesse. Diciamo che instaura un nuovo uso. Mi pare avessimo anche una tempistica, tipo 5 minuti, forse le femmine un po' di più; in ogni caso ci autoregolavamo e all'epoca nemmeno erano così diffusi i (primi) cellulari, sicché non stavamo sempre con gli occhi sull'orario!

            5immagino che nessun consiglio di classe voglia mai farlo, perchè avrebbe paura di essere accusato di essere discriminatorio verso i portatori di handicaps.
            DSA e BES non sono considerati handicap però. Sono regolati da leggi speciali. L'handicap è regolato dalla legge 104/1992.

            lo lessi su un famoso sito che si occupa di scuola, non so se posso fare il nome, comunque ha uno sfondo azzurro
            Puoi farlo, comunque sui siti che si occupano di scuola ho sempre letto delle sonore fregnacce.

            è vero che se muore uno studente tutta la classe è promossa automaticamente?
            No.

            è vero che se uno studente si assenta per più di un tot di ore è automaticamente bocciato?
            Esiste un periodo di comporto superato il quale l'anno scolastico non è valido.
            Come da circolare MIUR 20/2011, in base all'art. 14, comma 7, del DPR 122/2009, nella scuola secondaria per poter assoggettare un alunno a scrutinio il predetto periodo di comporto è pari a un quarto (25%) del monte ore, in termini orari e non giornalieri e non tenendo conto delle ore di religione cattolica (a meno che non sia prevista l'attività alternativa, nel qual caso, essendovi comunque l'obbligo di frequenza, probabilmente nel computo vanno conteggiate, ma al riguardo nulla dice la norma). L'esclusione dallo scrutinio finale comporta l'inammissibilità alla classe successiva o all'esame finale di ciclo. In caso di assenze documentate e continuative per ragioni motivate ed eccezionali, le istituzioni scolastiche possono stabilire deroghe straordinarie e motivate al limite, purché il consiglio di classe dichiari che tali assenze non pregiudichino la possibilità di valutazione.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              è vero, i dsa e i bes non sono considerati diversamente abili, tuttavia hanno dei vantaggi nelle verifiche e interrogazioni (a tal proposito, chiedo a chiunque voglia interagire in questo thread cosa ne pensa di tali vantaggi, che fino a una decina di anni fa circa non esistevano e che spesso vengono sfruttati dagli studenti per non studiare).

              procedo ora con altri luoghi comuni da sfatare:
              è vero che chiunque viene ammesso alla matura poi non viene bocciato, ma piuttosto gli danno un 60 e via?
              è vero che il voto della matura conta poco o niente?
              è vero che solo in Italia e in pochi altri paesi europei la scuola chiude per 3 mesi estivi consecutivi? e se si, perchè avviene solo da noi? che origine antica ha questa cosa?
              è vero che un prof, compreso quelli di sostegno e gli educatori ( e forse anche i bidelli) mentre sono a scuola sono momentaneamente dei pubblici ufficiali, quindi se qualcuno li aggredisce, anche solo verbalmente, compiono quello che per essere precisi è tecnicamente detto reato penale di oltraggio a pubblico ufficiale?

              grazie ancora a chi risponderà, nelanto

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              • #8
                Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                è vero, i dsa e i bes non sono considerati diversamente abili
                «Diversamente abili» siamo tutti, e ti assicuro che queste espressioni eufemistiche da deficienti ai disabili stessi non piacciono, perché giustamente si sentono presi in giro. L'Unione italiana ciechi, della quale un mio caro amico è stato presidente provinciale, si è sempre espressa nel senso che la menomazione di cui sono affetti i propri iscritti è la cecità, non la «non vedenza».
                Ultimamente c'è stato un provvedimento normativo che, recependo l'orientamento di non so chi, ha cambiato alcuni atti già vigenti sostituendo la parola "disabile" con la locuzione "persona con disabilità", ma si tratta veramente di questioni di lana caprina: così come se sto parlando di un medico è evidente che non sto parlando di un cane che esercita la professione medica, bensì di una persona che esercita la professione medica, così se sto parlando di un disabile sto parlando di una persona portatrice di una disabilità. Diceva Montanelli che uno che usa tre parole per esprimere un concetto che potrebbe esprimere con una sola è un criminale.

                tuttavia hanno dei vantaggi nelle verifiche e interrogazioni (a tal proposito, chiedo a chiunque voglia interagire in questo thread cosa ne pensa di tali vantaggi, che fino a una decina di anni fa circa non esistevano e che spesso vengono sfruttati dagli studenti per non studiare).
                Io ne penso tutto il male possibile.

                è vero che chiunque viene ammesso alla matura poi non viene bocciato, ma piuttosto gli danno un 60 e via?
                Sì e no.
                Mentre il voto finale del vecchio diploma di maturità (decreto-legge 9/1969, converitto in legge 119/1969) coincideva con il voto dell'esame di Stato, il voto finale dell'attuale diploma conclusivo (legge 425/1997; legge 53/2003 e ss.mm.ii.) è dato dalla somma di una serie di punteggi intermedi, rappresentati dalle votazioni rispettivamente conseguite alle 4 prove dell'esame + il cosiddetto credito scolastico (eventualmente integrato dal credito formativo), che peraltro sono dettagliati separatamente sul diploma supplement. Ne consegue che lo studente sulla base del credito che si porta dietro sa quale sarebbe il voto minimo che conseguirebbe prendendo la sola sufficienza a tutte le prove. Peraltro, anche non prendendo la sufficienza a tutte le prove potrebbe, grazie al credito, arrivare al 60/100 o addirittura sopra. In questo caso l'esame si intende superato anche se in una o più prove è stata conseguita un'insufficienza. L'unico modo per poter venire bocciati è dunque fare in modo di non essere valutati, cioè consegnare in bianco o non presentarsi affatto.

                è vero che il voto della matura conta poco o niente?
                In alcune università i 100 e i 100 e lode, oppure solo i 100 e lode, beneficiano di agevolazioni di carattere finanziario.
                Inoltre a seconda del ministro di turno i concorsi di ammissione ai corsi a numero programmato potrebbero tener conto del voto. Talvolta il voto incide sulle programmazioni locali degli accessi. In rarissimi casi il voto al di sotto di una certa soglia potrebbe comportare un obbligo formativo aggiuntivo, a volte condizionato al mancato superamento di un test non selettivo da cui sono esonerati i diplomati con voto al di sopra di una certa soglia.
                I concorsi pubblici per diplomati sono quasi sempre per soli esami. In dieci anni ne avrò visti un paio in cui il voto del diploma contava qualcosa. Per i (rarissimi) concorsi per la Presidenza della Repubblica, però, c'è uno sbarramento in base al voto (una volta c'era pure per i concorsi "normali", ma a suon di giurisprudenza che ha dichiarato l'illegittimità di norme in contrasto con il principio del favor partecipationis è stato eliminato. Ricordiamoci che Presidenza della Repubblica, Camera e Senato godono di autodichia).

                è vero che solo in Italia e in pochi altri paesi europei la scuola chiude per 3 mesi estivi consecutivi? e se si, perchè avviene solo da noi? che origine antica ha questa cosa?
                In Italia facciamo più materie, più ore e più giorni di scuola rispetto a tutto il resto del mondo occidentale. Vero che abbiamo quasi 3 mesi di vacanze consecutive, ma abbiamo molte meno vacanze durante l'anno. In quasi tuttti i paesi europei, ad esempio, hanno vacanze di Pasqua più lunghe e in più hanno una pausa primaverile (non necessariamente "attaccata" a quella pasquale) o di mid term. Alcuni ordinamenti prevedono un certo numero di giorni di pausa ogni 30-40 giorni; inoltre è abbastanza tipico che le unità di lezione, anche se chiamate ore, siano di 40-50 minuti anziché 60. Infine, in quasi tutti gli ordinamenti man mano che si avanza con il percorso scolastico secondario il numero di materie diminuisce (con aumento della quota di quelle elettive), mentre da noi tende ad aumentare.
                Il motivo per cui da noi le vacanze sono concentrate in estate è palesemente climatico. Non per niente il calendario scolastico è differenziato per regione (è praticamente l'unica cosa riguardante la scuola sulla quale le regioni a stauto ordinario hanno voce in capitolo).

                è vero che un prof, compreso quelli di sostegno e gli educatori ( e forse anche i bidelli) mentre sono a scuola sono momentaneamente dei pubblici ufficiali, quindi se qualcuno li aggredisce, anche solo verbalmente, compiono quello che per essere precisi è tecnicamente detto reato penale di oltraggio a pubblico ufficiale?
                Premesso che professori sono solo quelli universitari, qualsiasi dipendente pubblico che sia investito di una pubblica funzione (e, secondo la dottrina, anche colui che la eserciti senza averne titolo, detto funzionario di fatto) riveste la qualifica di pubblico ufficiale nell'esercizio della funzione medesima.
                I collaboratori scolastici non mi risulta siano titolari né possano essere incaricati dell'esercizio di pubbliche funzioni, il CCNL prevede l'accoglienza, la sorveglianza e la vigilanza nei confronti degli alunni, che onestamente non mi sembrano funzioni di carattere pubblicistico; bisognerebbe vedere cosa dice la giurisprudenza in materia, ma a naso non credo.

                è tecnicamente detto reato penale di oltraggio a pubblico ufficiale
                Tecnicamente i «reati penali» non esistono.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  1 effettivamente ormai si legge ovunque "persone con disabilità" in luogo di "disabili", se trovi quale legge o provvedimento normativo lo ha deciso sarei curioso, io non ho trovato niente, però ho notato questa cosa...anni fa tutti scrivevano "disabili"...prima "handicappati" mentre ora tale parola sembra essere assimilabile ad insulto, quando in realtà dipende da come la si usa, dal tono, dal contesto, ecc

                  3 non capisco la tua ultima frase...se ad esempio uno studente viene ammesso alla matura avendo ottenuto 25 dei 40 crediti possibili, poi non consegna mai in bianco ma ottiene sempre pochi punti per ogni prova in teoria sarebbe bocciato...perchè dici che dovrebbe per forza consegnare in bianco per non maturarsi? (post scriptum, pare che proprio oggi valditara voglia togliere la locuzione esame di stato e farlo tornare di maturità)

                  4 quindi riassumendo, nel mondo delle università potrebbe servire, nel mondo dei concorsi più raramente, mentre nel settore privato non conta una cippa

                  5 riguardo il motivo climatico: tutte le aziende, negozi ecc sono aperte a giugno e luglio, per loro fa freddo? fermare la scuola 3 mesi è dannosissimo per i discenti perchè staccano la spina 3 mesi perdendo il ritmo di studio

                  6 quindi tecnicamente non sono professori ma solo docenti? interessante, non sapevo...quindi gli studenti dovrebbero chiamarli "docenti" e non "prof"...(oppure "dottore" considerando che è molto probabile che siano laureati, anche se non è certo). per quanto riguarda la mia risposta, quindi è un sì ? anche per gli educatori impiegati da cooperative (non sono tecnicamente dipendenti pubblici, però è altrettanto ero che le cooperative vincono concorsi pubblici appaltando poi agli educatori)


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                  • #10
                    Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                    1 effettivamente ormai si legge ovunque "persone con disabilità" in luogo di "disabili", se trovi quale legge o provvedimento normativo lo ha deciso sarei curioso, io non ho trovato niente, però ho notato questa cosa...anni fa tutti scrivevano "disabili"...prima "handicappati" mentre ora tale parola sembra essere assimilabile ad insulto, quando in realtà dipende da come la si usa, dal tono, dal contesto, ecc
                    PNRR, d.lgs. 62/2024.
                    Comunque hanno fatto un pasticcio perché la legislazione già vigente considera disabilità ed handicap due cose differenti (e ancora una terza cosa l'invalidità).

                    3 non capisco la tua ultima frase...se ad esempio uno studente viene ammesso alla matura
                    La «matura», come la chiami tu, non è l'esame, ma il titolo rilasciato nel previgente ordinamento.

                    avendo ottenuto 25 dei 40 crediti possibili, poi non consegna mai in bianco ma ottiene sempre pochi punti per ogni prova in teoria sarebbe bocciato...perchè dici che dovrebbe per forza consegnare in bianco per non maturarsi? (post scriptum, pare che proprio oggi valditara voglia togliere la locuzione esame di stato e farlo tornare di maturità)
                    Se io ho 10 punti di credito e prendo a ciascuna delle 4 prove 10/20, dunque sono sotto la sufficienza (che è 12/20), sono a 50/60 e dunque vengo bocciato. Ma se prendo 15, 15, 15 e 10, arrivo a 65 pur avendo svolto un colloquio insufficiente ho superato l'esame. Il credito può pesare sino a 40 punti. Prendendo il massimo a tutte le prove d'esame senza credito si può arrivare al massimo a 60, mentre se si ha il massimo di credito si parte già con una dote di 40 e oltre a poter arrivare a 100 si ha la sostanziale garanzia della promozione, perché bastano 20 punti totali tra tutte e 4 le prove per arrivare al 60. La commissione inoltre dispone di 5 punti extra utilizzabili a determinate condizioni e può mettere la lode a coloro che con tale bonus supererebbero il 100.
                    Ai miei tempi la lode non esisteva e il credito scolastico era di 20 punti e teneva conto solo dell'ultimo triennio; inoltre le prove scritte erano valutate in quarantacinquesimi e il colloquio in trentacinquesimi.

                    (post scriptum, pare che proprio oggi valditara voglia togliere la locuzione esame di stato e farlo tornare di maturità)
                    L'esame è sempre stato «di Stato». Anche quello delle scuole medie è un esame di Stato (ai miei tempi esame di Stato di licenza media, oggi esame di Stato del primo ciclo di istruzione) e lo era anche quello per il conseguimento della licenza elementare finché è esistita. «Di Stato» significa che lo fai dinanzi a una commissione nominata dallo Stato, che agisce in nome e per conto dello Stato e che alla fine ti rilascia un diploma emesso direttamente dallo Stato. Era il titolo rilasciato che prima si chiamava (diploma di) maturità e oggi si chiama diploma conclusivo (in sede di prima applicazione della legge 425/1997, diploma di superamento dell'esame di Stato conclusivo dei corsi di istruzione secondaria superiore)
                    Gli esami finali dei corsi universitari non sono esami di Stato in quanto la commissione è nominata dal singolo ateneo e il titolo viene rilasciato direttamente dallo stesso, sebbene in nome della legge in quanto esso è abilitato ex lege a rilasciare titoli aventi valore legale (di questo potere è formalmente investito il rettore e la commissione agisce per delega). Nei corsi di studio abilitanti, o esiste un tirocinio pratico valutativo con valore di esame di Stato (i.e. Psicologia) oppure la discussione della tesi ha contemporaneaemente valore di prova finale e di esame di Stato (e.g. Scienze della formazione primaria, Infermieristica, Ostetricia, LMR/02 etc.), nel qual caso è disciplinata da una normativa speciale dello Stato.

                    4 quindi riassumendo, nel mondo delle università potrebbe servire, nel mondo dei concorsi più raramente, mentre nel settore privato non conta una cippa
                    Più o meno è così.

                    5 riguardo il motivo climatico: tutte le aziende, negozi ecc sono aperte a giugno e luglio, per loro fa freddo?
                    Non c'entra niente.

                    fermare la scuola 3 mesi è dannosissimo per i discenti perchè staccano la spina 3 mesi perdendo il ritmo di studio
                    Questa è una cosa sostenuta da molti, ma non dimostrata da nessuno. Inoltre al nostro sistema socio-produttivo, diverso da quello continentale, risulterebbe assai più costoso prevedere frequenti pause durante l'anno rispetto a concentrare le vacanze nel periodo estivo.

                    6 quindi tecnicamente non sono professori ma solo docenti?
                    La legge 262/1958 prevede non solo che la qualifica accademica di dottore spetti solo ai laureati, ma che i titoli professionali e in generale i gradi e le dignità accademiche possano essere conferiti esclusivamente dallo Stato e nelle modalità previste dalla legge, prevedendo sanzioni anche penali per la spendita e il rilascio abusivi.
                    Come confermato da ampia giurisprudenza nonché dai pareri espressi da vari ordini professionali (vedi, ex plurimis, circolare 11/2016 dell'ODCEC dei tribunali di Pesaro e Urbino; delibera 18/2019 del COA di Firenze; delibera 20/2005 del CNF. Cfr. art. 35 CDF. Cfr. altresì circolare AMS-UniBo 63293/2008), a vigente legislazione la qualifica di professore spetta unicamente ad alcune specifiche categorie di docenti universitari strutturati, e segnatamente i professori ordinari (di prima fascia), straordinari (di prima fascia ancorché non di ruolo) e associati (di seconda fascia). I docenti a contratto, nonché i ricercatori a tempo indeterminato del ruolo ad esaurimento (e gli assistenti, laddove ancora esistenti, nonché i tecnici laureati) che, laddove ricorrano le condizioni previste dalla legge, siano stati nominati professori aggregati ai sensi dell'art. 1, c. 11, della legge 230/2005 e poi dell'art. 6, c. 4, della legge 240/2010, non sono titolari della qualifica accademica di professore ma sono autorizzati a fregiarsi del titolo di professore in relazione alle attività didattiche svolte; da ciò consegue che, per la spendita di tale titolo all'esterno, devono specificare gli estremi dell'insegnamento e l'anno accademico di validità.
                    Siccome nel nostro ordinamento l'usum contra legem non è ammesso, va da sé che i docenti della scuola, ivi compresa quella secondaria, se in conformità alla legge non sono professori non possono farsi chiamare professori, essendo questa parola protetta con riferimento a un'altra categoria. La consuetudine è certamente tollerabile nello stretto e rigido àmbito della scuola in cui prestano servizio (purché non si utilizzi il titolo non spettante nei registri, nei verbali e in altri atti d'ufficio formalizzati per iscritto) in quanto la ratio della legge è proteggere la fede pubblica, e in quel contesto non c'è alcun pericolo che il pubblico travisi la funzione di costoro. Il problema è la spendita esterna: costoro non possono presentarsi come professori nella vita sociale, non può scrivere «prof.» davanti al nome sul citofono e così via. L'articolo 498 del codice penale, comunque, è stato depenalizzato.

                    per quanto riguarda la mia risposta, quindi è un sì ?
                    Sì per i docenti, no per i bidelli.

                    anche per gli educatori impiegati da cooperative (non sono tecnicamente dipendenti pubblici, però è altrettanto ero che le cooperative vincono concorsi pubblici appaltando poi agli educatori)
                    Non esistono concorsi pubblici che possano essere vinti da soggetti diversi da persone fisiche. Fai confusione tra concorso e gara.
                    Gli educatori non ricevono nessun appalto; sono le cooperativa a essere appaltatrici e gli educatori loro dipendenti o collaboratori. Se non sono investiti ex lege della qualifica di pubblico ufficiale, non sono pubblici ufficiali. Però se svolgono un servizio pubblico, di cui la cooperativa è appaltatrice o concessionaria o comunque gestore a qualsiasi titolo, sono incaricati di pubblico servizio.
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                    • #11
                      8 ecco perchè nei documenti ufficiali della scuola si usa il termine "docente"
                      9quindi se un discente compie un aggressione (oltre che oviamente fisica) anche verbale ad un educatore scolastico in servizio può essere accusato di "oltraggio a incaricato di pubblico servizio" e quindi essere punito ben di più che con una semplice nota, interessante

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                      • #12
                        Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                        9quindi se un discente compie un aggressione (oltre che oviamente fisica) anche verbale ad un educatore scolastico in servizio può essere accusato di "oltraggio a incaricato di pubblico servizio" e quindi essere punito ben di più che con una semplice nota, interessante
                        Un'aggressione si scrive con l'apostrofo.
                        La nota non costituisce una punizione e in ogni caso i provvedimenti irrogati dalla scuola hanno carattere e valenza solo ed esclusivamente disciplinare, a nulla rilevando a qualsiasi altro effetto.
                        Se l'alunno commette un reato, a meno che non sia minore di 14 anni e dunque non imputabile, nessun provvedimento disciplinare può sostituire la sua propria responsabilità penale e il pubblico ufficiale che non lo denuncia commette un reato, a meno che non si proceda a querela di parte e non intenda querelarlo.
                        Il delitto di oltraggio a pubblico ufficiale (art. 341 cod. pen.), comunque, è stato abrogato dalla legge 205/1999 e non mi risulta si estendesse all'incaricato di pubblico servizio. Non so cosa tu intenda per aggressione verbale; se mi delinei meglio la fattispecie possiamo verificare se essa integra un'ipotesi criminosa.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          • Insulto diretto all'insegnante:
                            "Lei non capisce niente, è un incapace! Non dovrebbe nemmeno stare qui a insegnare!"
                          • Derisione pubblica con intento umiliante:
                            "Ma davvero pensa che qualcuno la prenda sul serio? Tutti ridono di lei dietro le spalle!"
                          • Minaccia verbale o intimidazione:
                            "Si dia una calmata, prof, se continua così gliela faccio pagare!"


                            ecco alcuni esempi di aggressione verbale che un discente potrebbe perpetrare ad un insegnante/educatore...

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                          • #14
                            Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                            [LIST][*]Insulto diretto all'insegnante:
                            "Lei non capisce niente, è un incapace! Non dovrebbe nemmeno stare qui a insegnare!"
                            Ingiuria. 594 cod. pen.. Già ipotesi delittuosa, è stata in un primo momento depenalizzata e poi definitivamente abrogata con d.lgs. 7/2016.

                            [*]Derisione pubblica con intento umiliante:
                            "Ma davvero pensa che qualcuno la prenda sul serio? Tutti ridono di lei dietro le spalle!"
                            Se ci sono più persone è sempre ingiuria, che oramai non è più perseguita anche se alla presenza di più persone (che prima costituiva una circostanza aggravante). Secondo una parte della giurisprudenza è punibile come diffamazione, ma la dottrina non concorda in quanto è requisito costitutivo della diffamazione l'assenza della persona offesa.

                            [*]Minaccia verbale o intimidazione:[INDENT]"Si dia una calmata, prof, se continua così gliela faccio pagare!"
                            Il reato di intimidazione non esiste (a meno che tu non ti riferisca alla pubblica intimidazione, di cui all'art. 421 cod. pen., che con la fattispecie de qua non c'entra niente) e la minaccia (art. 612 cod. pen., eventualmente aggravata sulla base del 339) è per definizione verbale. Quest'ultima è punita a querela della persona offesa. Tuttavia non saprei se la giurisprudenza qualifica come «ingiusto danno» il semplice «gliela faccio pagare».

                            Attenzione a non utilizzare il termine "aggressione" a sproposito. L'aggressione è per definizione qualcosa di fisico e potrebbe integrare i reati di cui al 581, al 582 e al 610.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              interessante, hai fatto un bel quadro, effettivamente credo che sia raro che un discente vada sul penale per aggressioni d iquesto tipo ai docenti, meno rari forse sono i procedimenti riguardo ad aggressioni fisiche (almeno una volta all'anno si sente la storia di un discente che aggredisce fiiscamente un professore, oppure lo fanno i suoi genitori, magari dopo un brutto voto).
                              ad ogni modo vado avanti ora coi luoghi comuni che chiunque voglia smentire è il benvenuto, questo thread mi sta piacendo sempre di più:

                              -è vero che un insegnante è responsabile per qualsiasi cosa succeda ai discenti in gita, nel senso che se succede loro qualcosa di brutto non è l'accusa (tipo il pm) a dover dimostrare che il docente non ha avuto cura nel supervisionare, bensì è il docente che deve dimostrare di averla avuta ??(l'onere della prova spetta dunque al docente). ciò rende l'accompagnare i discenti in gita una grossa responsabilità ai quali i docenti, tra l'altro, possono sottrarsi senza che la preside possa obbligarli (penso perchè sarebbe come se un datore di lavoro obbligasse un sottoposto a fare gli straordinari: non può, punto).

                              -secondo voi è giusto lo stipendio degli insegnanti? nei paesi europei, in particoalre quelli più vicini a noi, è vero che guadagnano tutti (o quasi) indistintamente di più ?

                              -è vero che i dispositivi elettronici a scopo didattico (esempio la lim) aiutano l'apprendimento dei discenti?

                              - è vero che è illegale che la preside o la dirigente metta le telecamere all'interno della classe (magari in una scuola privata) per supervisionare come spiega il docente, o visualizzare il filmato e fornirlo alla polizia nel caso succeda un'aggressione? io mi chiedo perchè dovrebbe essere illegale, se questo viene fatto assicurando che il materiale viene poi cancellato. è la stessa cosa che avviene con le telecamere in strada, anche quelle filmano minorenni se passano per strada

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