annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Miglior Telematica per Digital Marketing

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Miglior Telematica per Digital Marketing

    Buongiorno a tutti, vorrei un consiglio riguardo allo svolgimento di un Master in Digital Marketing.

    Sono già in possesso di laurea magistrale LM-38 (lingue moderne). Vorrei fare un cambio di carriera e formarmi nel Digital Marketing.
    La mia priorità è trovare un corso che includa tanta pratica in modo da poter costruire un portfolio (sto già seguendo i corsi gratuiti di Google e HubspotAcademy e, per quanto validi, non sono sicura che bastino).

    Al momento la mia scelta cade tra Pegaso o eCampus, e la loro offerta varia da 2000€ a circa 4000€.
    Ho anche dato un'occhiata ai molteplici corsi online di enti come Boolean ed Epicode, ma mi sembrano eccessivamente costosi per quello che offrono, con il rischio che tutti i loro alunni escano dal corso con il medesimo portfolio.

    La scelta di una telematica mi sembra più sensata dal momento che fornisce un titolo di studio vero e proprio riconoscibile anche all'estero, ma sono aperta ad altri pareri.

    Grazie a chiunque voglia condividere il proprio parere o esperienza.

    In allegato i link ai due corsi: DigitalSchool eCampus | UniPegaso

  • #2
    Ho visto anche io le pubblicità di Epicode, sinceramente se devi investire in un titolo ti direi di puntare a una università che rilasci un titolo di studi riconosciuto in Italia. Per quei prezzi poi. Ho letto che rimborsano se non trovi un contratto dopo aver conseguito il titolo, ma chissà quante scappatoie ci sono. Non so neanche se quella condizione venga solo pubblicizzata o anche messa nero su bianco e firmata.
    Da quel che so, fai bene a preoccuparti del portfolio prima del titolo. È un campo dove conta dimostrare quello che sai fare e le tue esperienze, nel privato il pezzo di carta è un appoggio in più ma non condizione necessaria. Ti direi che uno vale l'altro, scegli il titolo più spendibile perché non si sa mai.

    Commenta


    • #3
      Originariamente inviato da silviaflora Visualizza il messaggio
      Ho visto anche io le pubblicità di Epicode, sinceramente se devi investire in un titolo ti direi di puntare a una università che rilasci un titolo di studi riconosciuto in Italia. Per quei prezzi poi. Ho letto che rimborsano se non trovi un contratto dopo aver conseguito il titolo, ma chissà quante scappatoie ci sono. Non so neanche se quella condizione venga solo pubblicizzata o anche messa nero su bianco e firmata.
      Da quel che so, fai bene a preoccuparti del portfolio prima del titolo. È un campo dove conta dimostrare quello che sai fare e le tue esperienze, nel privato il pezzo di carta è un appoggio in più ma non condizione necessaria. Ti direi che uno vale l'altro, scegli il titolo più spendibile perché non si sa mai.
      Io non ci capisco riguardo l'oggetto della discussione in quanto non è il mio campo, ma penso che tu non potessi dargli consiglio più sbagliato. In Italia l'università non insegna un benamato piffero in "digital marketing", o in tutto ciò che richiede pratica, che è fondamentale, imprescindibile per quello che lei vuole imparare a fare. Considerando che lavorerebbe nel privato, del valore legale del pezzo di carta non se ne fa niente - oltre al fatto che, aura, il valore legale del tuo pezzo di carta non verrebbe automaticamente riconosciuto all'estero, nella lontanissima ipotesi che tu debba farti riconoscere la laurea all'estero per un campo del genere.

      Io mi sento di consigliarti un qualsiasi corso che ti consenta di fare quanta più pratica possibile, e che magari preveda anche la possibilità di uno stage. C'è il corso dello IED (dico una struttura a caso, perché questa conosco) che dura sette mesi e costa €3.150: voglio dire, a 'sto punto meglio quello che un corso "anonimo" della Pegaso o eCampus. Però si tiene a Torino, dovresti vedere anche cosa offre la tua città, che non hai menzionato. Io su tutto mi focalizzerei, tranne che sul valore legale del titolo per una cosa del genere. Poi valuta tu.

      Commenta


      • #4
        Ciao, che l'università in Italia non insegni un beneamato piffero in "digital marketing" è vero in parte, cioè è vero per la maggior parte dei corsi di laurea. I master, come quelli indicati da Aura, hanno programmi molto più vicini alla realtà professionale di quanto non si creda.

        Il settore (ne parlo per esperienza diretta, ci lavoro da più di 10 anni) non è ancora saturo, anzi la domanda da parte delle aziende è ancora medio/alta. Questo ha comportato un proliferare di master, corsi e via dicendo che diventa difficile districarsi in tutta questa offerta formativa.

        I punti che terrei in considerazione nella scelta sono:
        - Programma: è di più ampio respiro (ma le ore sono le stesse, potrebbero non approfondire troppo e restare in superficie) o si focalizza su determinati temi? Quanta parte pratica è prevista?
        - Chi sono i docenti: devono essere persone che mettono le mani in pasta quotidianamente; se sono indicati i loro nomi farei una ricerca online per vedere dove lavorano, qual è il loro ruolo, se parlano a conferenze, ecc.
        - Chi sono le aziende partner: proverei a chiedere una lista di aziende convenzionate o quanto meno il nome di qualche azienda che ha ospitato i tirocinanti in passato
        - Sostenibilità economica: quale cifra puoi investire per la formazione

        Ora, a parità di condizioni (programma, docenti, tirocinio, cifra da spendere), opterei per un master riconosciuto solo perché nella vita non si sa mai: è vero che nel privato non gliene importa, ma nell'ottica di massimizzare l'investimento un giorno potresti voler cambiare vita e buttarti nel pubblico – sempre per l'ipotesi del non si sa mai – e veder riconosciuta la fatica di aver sborsato qualche migliaio di euro in un paio di punticini per la graduatoria, magari. Tutto fa brodo.

        Detto questo, a un primo sguardo sui programmi dei due master da te individuati, aura, quello che mi balza all'occhio è che:
        - Sono aggiornati: fanno riferimento a piattaforme in uso (es. "GA4", sarebbe Google Analytics 4) e cavalcano un po' la moda dell'AI; che è una moda soprattutto quando lo citano a sproposito, ma è un dato di fatto che soprattutto l'uso degli LLM sta cambiando il nostro modo di lavorare
        - Offrono insegnamenti "pratici": soprattutto eCampus ha in programma molti workshop e nel programma fa riferimento a cose anche molto tecniche
        - Ma non si limitano alla parte tecnica: in particolare il master della Pegaso prova a dare una visione davvero molto ampia (forse troppo per un entry level), che va bene se devi coordinare degli specialisti, però nei primi tempi sarai tu a dover scegliere una specializzazione (SEO, SEA, ecc.) e diventare molto brava in quella; però un'infarinatura generale, la contezza di sapere come gira il mondo digital, ce la devi avere sempre che tu sia una figura junior o senior

        Oltre a questi percorsi informativi, online trovi tantissime, davvero tante risorse anche gratuite, da YouTube alle stesse piattaforme come Google o META. A proposito dei corsi che stai seguendo di Google e Hubspot: prendi le certificazioni, fanno sempre comodo in fase di colloquio. Quelle di Google le trovi su Skillshop, sono gratuite e durano un anno. META no, sono a pagamento e molto severi, meglio aver maturato esperienza e voglia di lavorarci. E ci sono anche piattaforme di apprendimento come Learnn che per un prezzo abbordabile ti offrono lezioni sempre aggiornate, oltre a dei veri e propri "percorsi" in base alla specializzazione. A proposito, dal 7 al 9 ottobre organizzano 3 giorni di formazione gratuita, può essere un buon momento per capire se il settore ti piace e in quale declinazione.

        Ultimi tre punti che mi preme sottolineare:
        1) Fare pratica: è vero, bisogna mettere le mani in pasta – lo devi pretendere dai tuoi docenti, ma anche da te stessa. Vedi se nella zona in cui abiti organizzano festival, eventi (es. TedX) che hanno bisogno di volontari per il team comunicazione/social. Molti di noi si sono fatti le ossa proprio lì. Non devi diventare un'eterna volontaria, giusto il tempo di maturare un minimo di esperienza da mettere in scarsella e poter raccontare a un colloquio.
        2) Portfolio: imprescindibile se ti occuperai della parte visuale dei progetti. Opzionale se ti occuperai di altro, di fatto potrebbe essere una presentazione in cui riassumi qualche progetto che hai seguito, da allegare al cv.
        3) Le vie del Signore sono infinte: c'è chi si è formato da autodidatta, chi ha fatto master o corsi, chi si è buttato e a colpi di tirocini ce l'ha fatta. Non c'è la ricetta perfetta o univoca (per fortuna!). In questo settore è importante tenersi al passo e aver voglia di mettersi in gioco e sperimentare: cambia di continuo, c'è sempre da imparare.

        In bocca al lupo ;-)

        Commenta


        • #5
          Originariamente inviato da aura Visualizza il messaggio
          Buongiorno a tutti, vorrei un consiglio riguardo allo svolgimento di un Master in Digital Marketing.
          Buongiorno. I master si conseguono, non si svolgono.

          Sono già in possesso di laurea magistrale LM-38 (lingue moderne). Vorrei fare un cambio di carriera e formarmi nel Digital Marketing.
          La mia priorità è trovare un corso che includa tanta pratica in modo da poter costruire un portfolio (sto già seguendo i corsi gratuiti di Google e HubspotAcademy e, per quanto validi, non sono sicura che bastino).

          Al momento la mia scelta cade tra Pegaso o eCampus, e la loro offerta varia da 2000€ a circa 4000€.
          Quello di eCampus non lo so, ma di sicuro non include la pratica quello di Pegaso.

          Originariamente inviato da silviaflora Visualizza il messaggio
          Ho letto che rimborsano se non trovi un contratto dopo aver conseguito il titolo, ma chissà quante scappatoie ci sono. Non so neanche se quella condizione venga solo pubblicizzata o anche messa nero su bianco e firmata.
          La pubblicità ha valore di offerta al pubblico e dunque di impegno contrattuale.
          Inoltre, la pubblicità ingannevole è pesantemente sanzionata dal codice del consumo.

          Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
          In Italia l'università non insegna un benamato piffero in "digital marketing"
          Infatti.

          Io mi sento di consigliarti un qualsiasi corso che ti consenta di fare quanta più pratica possibile, e che magari preveda anche la possibilità di uno stage. C'è il corso dello IED (dico una struttura a caso, perché questa conosco) che dura sette mesi e costa €3.150: voglio dire, a 'sto punto meglio quello che un corso "anonimo" della Pegaso o eCampus.
          Forse a 'sto punto meglio il master Publitalia.
          Comunque se l'elemento dirimente è lo stage bisogna tener presente che i master universitari spesso lo prevedono obbligatorio. Uno stage da 6 crediti sono 125 ore, da 12 250.
          Io sono abbastanza contrario allo stage a livello concettuale, comunque.

          Originariamente inviato da Talkie Walkie Visualizza il messaggio
          Ciao, che l'università in Italia non insegni un beneamato piffero in "digital marketing" è vero in parte, cioè è vero per la maggior parte dei corsi di laurea. I master, come quelli indicati da Aura, hanno programmi molto più vicini alla realtà professionale di quanto non si creda.
          Non i master universitari, perlomeno non la maggior parte.

          Il settore (ne parlo per esperienza diretta, ci lavoro da più di 10 anni) non è ancora saturo, anzi la domanda da parte delle aziende è ancora medio/alta. Questo ha comportato un proliferare di master, corsi e via dicendo che diventa difficile districarsi in tutta questa offerta formativa.
          Che il settore non sia saturo è vero, e probabilmente non lo sarà mai visto che la comunicazione è al centro delle attività umane.
          Si tratta però di un settore caratterizzato da fortissima sotto-occupazione, in quanto talmente ambìto da aver assunto questo sin dagli anni '90 del secolo scorso connotati simili a quelli del mondo dello spettacolo, in cui, al di là di un piccolo gruppo di professionisti ben pagati e a una schiera di gente con redditi appena accettabili, c'è un vastissimo sottobosco di gente disposta a lavorare gratis o quasi gratis anche per anni, a volte producendo anche lavori di grande qualità, nella speranza o nell'attesa di essere notata da qualcuno. Anche nel giornalismo funziona così, e il web ha acuito il problema.

          I punti che terrei in considerazione nella scelta sono:
          - Programma
          Prima del programma devi vedere il piano di studi.

          Chi sono i docenti: devono essere persone che mettono le mani in pasta quotidianamente; se sono indicati i loro nomi farei una ricerca online per vedere dove lavorano, qual è il loro ruolo, se parlano a conferenze, ecc.
          Se parliamo di università, si tratta prevalentemente di professori di ruolo, ricercatori del ruolo ad esaurimento e altro personale strutturato (ricercatori a tempo determinato, tecnici laureati). Il loro mestiere è quello e, trattandosi di pubblico impiego, non è compatibile o è scarsamente compatibile con altro.
          Cerchiamo di non alimentare la leggenda che i docenti universitari siano professionisti arrivati da chissà dove prestati all'accademia per trasmettere il loro sapere. Quelli sono solo i docenti a contratto, ai quali la riforma Gelmini (legge 240/2010) ha limitato enormemente la possibilità di fare ricorso.

          opterei per un master riconosciuto
          I master universitari sono titoli aventi valore legale ab origine: non abbisognano di riconoscimento.

          solo perché nella vita non si sa mai: è vero che nel privato non gliene importa, ma nell'ottica di massimizzare l'investimento un giorno potresti voler cambiare vita e buttarti nel pubblico – sempre per l'ipotesi del non si sa mai – e veder riconosciuta la fatica di aver sborsato qualche migliaio di euro in un paio di punticini per la graduatoria, magari.
          Prima che si alimentino false speranze, preciso che nei concorsi per titoli ed esami, che peraltro sono rarissimi visto che la maggior parte dei concorsi è per soli esami, i il peso di un master di primo livello e quello di un master di secondo livello sono generalmente di 1.5 e 2 punti su 100 rispettivamente. Si tratta di roba talmente ininfluente che quando mi è capitato di ottenere la rettifica in autotutela del punteggio assegnatomi in quanto non mi avevano computato il master e/o ho ottenuto la rettifica del punteggio assegnato ad altri a cui era stato inopinatamente riconosciuto uno pseudo-master non universitario le posizioni in graduatoria non sono mutate.
          Inoltre, il master non ha una classificazione come le lauree e le lauree magistrali, sicché la pertinenza deve essere valutata caso per caso dalle commissioni. Di solito basta che sia un master, ma se la commissione decide di entrare nel merito tiene conto della titolazione per valutare l'àmbito disciplinare, e difficilmente riterrà valido un master in Digital marketing per un funzionario che non sia destinato a ricoprire mansioni riconducibili alla legge 150/2000.

          Non devi diventare un'eterna volontaria, giusto il tempo di maturare un minimo di esperienza da mettere in scarsella e poter raccontare a un colloquio.
          Questo è un ottimo consiglio. Andrebbe spiegato a molta gente che conosco che a 40 anni ancora scrive gratis sui giornali locali e fa qualche corrispondenza per qualche quotidiano nella migliore delle ipotesi a 19.80 euro lordi a pezzo, e magari va avanti così da 20 anni, anche di più perché ai miei tempi era tipico cominciare da adolescenti (oggi con le novelle psicosi è molto difficile che consentano a un minorenne di svolgere attività giornalistica; negli anni '90 eravamo relativamente in tanti). Io quando ho capìto l'andazzo e compreso che non sarei mai stato assunto se non vincendo una causa di lavoro mi sono cercato un lavoro vero e ho mollato quel mondo, ma vedo gente che continua a galleggiare nell'ambiente. Qualcuno vive delle pensioni dei genitori, qualcun altro sopravvive facendo un altro lavoro che però svolge "tanto per". Ne conosco svariati che campano di lecchinaggio politico: di tanto in tanto trovano il sindaco che gli fa avere un incarico ex art. 90 o ex art. 110 TUEL, di solito come portavoce, e vanno così a rotazione di sindaco in sindaco, dando via le terga (a volte letteralmente ) e collezionando conflitti di interessi. Qualcuno contemporaneamente fa il giornalista, si occupa di pubblicità e relazioni pubbliche, cura l'ufficio stampa del politico di turno, presenta spettacoli e magari si candida pure, alla faccia della deontologia. Quando mi sento giù di corda e voglio risollevarmi il morale penso a tutti 'sti miei ex compagni di scuola oggi 40-45enni che vivono in questo modo e mi compiaccio di aver preservato la mia dignità.

          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

          Commenta


          • #6
            Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio

            In Italia l'università non insegna un benamato piffero in "digital marketing", o in tutto ciò che richiede pratica, che è fondamentale, imprescindibile per quello che lei vuole imparare a fare. Considerando che lavorerebbe nel privato, del valore legale del pezzo di carta non se ne fa niente - oltre al fatto che, aura, il valore legale del tuo pezzo di carta non verrebbe automaticamente riconosciuto all'estero, nella lontanissima ipotesi che tu debba farti riconoscere la laurea all'estero per un campo del genere. [...]
            Io su tutto mi focalizzerei, tranne che sul valore legale del titolo per una cosa del genere. Poi valuta tu.
            Siamo d'accordo in realtà, e le avevo infatti detto che faceva bene a concentrarsi più sul portfolio che sul titolo di studi. Molti corsi di marketing hanno prezzi elevati, e non danno certo lavoro immediato in un campo in cui c'è molta competizione e il lavoro è spesso sottopagato. Ci sono ovviamente ottimi professionisti ma anche tanti giovani e meno giovani che lavorano per pochi spicci nell'attesa di essere assunti o promossi. Bisogna essere bravi a vendersi e mostrare di avere le capacità giuste. Proprio per questo penso che anche i corsi gratuiti che sta frequentando vadano benissimo, non deve per forza investire in corsi universitari o privati. Il discorso degli stage sarebbe interessante, ma anche lì bisogna vedere che prospettive danno. Mi è capitato di fare corsi, vincere lo stage, e avere il privilegio di collaborare per 3 mesi gratis per vedere come funzionava il lavoro (mi è successo anni fa, spero ora non accada più). Può studiare, mettere in pratica, e iniziare a guardarsi intorno già da ora.

            Commenta


            • #7
              Attenzione a non usare terminologia sproposito.
              Lo stage non si vince e lavorare gratis non è un privilegio, nemmeno se non si sa niente di quel lavoro.
              Non per niente in altri ordinamentii contratti di tirocinio a titolo gratuito non esistono proprio o sono ammessi con molte limitazioni (e solitamente si esauriscono nella mera osservazione).
              In Italia si usa impropriamente l'ìistituto del tirocinio formativo e di orientamento per lo scopo che dovrebbe semmai perseguire il contratto di apprendistato, oltre all'anomalia di utilizzare l'apprendistato per lavori intellettuali e non manuali e oltre l'età dell'adolescenza.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

              Commenta

              Sto operando...
              X