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Validità master Unimercatorum

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  • Validità master Unimercatorum

    Salve a tutti.

    Come il titolo suggerisce, sono qui per raccogliere qualche parere sulla validità legale dei master post lauream in Unimercatorum. Ho formalizzato l'iscrizione ad uno dei loro Master di I livello che, sulla scheda di presentazione, riportava tale dicitura:



    Una volta sostenuti con profitto i vari esami e la prova finale, la piattaforma mette a disposizione la seguente attestazione:

    SPOILER


    Inizialmente mi convinco che la stessa valga da sostitutivo del titolo autentico, anche se la dicitura frequentato - e non conseguito - mi rende un po' perplesso. Non avendo ulteriori riscontri decido di richiedere, sempre tramite piattaforma, il certificato di completamento.
    Dopo aver sborsato 50 euro, mi ritrovo tuttavia di fronte un ulteriore attestato:

    SPOILER


    Anche qui, non si fa menzione del conseguimento di un titolo. Di diplomi neppure l'ombra. Quindi mi chiedo, constatando la validità pressoché nulla di queste certificazioni, il diploma verrà rilasciato con tempistiche diverse? Posso già preparare una diffida?
    Se avete qualche esperienza con l'università in questione, vi ascolto con piacere. Francamente mi scoccia e non poco l'idea di dover finire di fronte a un giudice per questo. Ma aver investito 1550 euro per un titolo che - a conti fatti - non possiedo mi scoccia allo stesso modo.


  • #2
    Hai controllato se è stato inserito su ANIS?
    https://www.anis.mur.gov.it/

    Qui trovi la relativa discussione:
    https://www.università.com/forum/uni...ione-superiore

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    • #3
      Ciao, sì, ho controllato. Ne sono seguiti ulteriori dubbi, che mi hanno portato a chiedere anche qui. Su ANIS effettivamente risulta un "Master di Primo Livello" ma, nonostante lo stesso sia concluso da tempo, lo status rimane quello di "iscritto":

      SPOILER


      Ulteriori titoli risultano invece correttamente registrati:

      SPOILER



      Circostanza che mi ha generato grattacapi con la piattaforma stessa, almeno da quando ho iniziato un secondo master in Unitelma (il sistema riporta una situazione anagrafica non congrua, in ragione delle iscrizioni contemporanee).
      Per questo chiedevo se è un problema di tempistiche o c'è sotto dell'altro. Dalla discussione che mi linki, leggo che in passato la situazione era addirittura peggiore. Provo a sollecitare Unimercatorum sperando che sia sufficiente a smuovere le acque.

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      • #4
        Nel portale ANIS, andando sulle opzione del Master, ho visto presente l'opzione "invia una richiesta di rettifica": hai provato?

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        • #5
          Carissimo baud, la tua ingenuità mi sorprende: hai dato un'occhiata al forum prima di registrarti o comunque prima di aprire questa discussione? Perché il problema da te segnalato ci è noto da anni e da anni ne stiamo discutendo. Trovi qualche piccola discussione al riguardo anche su Facebook e in qualche gruppo Whatsapp/Telegram, ma il grosso è qui.

          Comunque ci hai visto giusto. Sintetizzando quello che hai compreso tu stesso, e senza entrare nel merito dei riferimenti normativi (anche per evitare ripetizioni di argomenti già trattati nel forum, disperdendo i contenuti):
          • in primo luogo attestato e certificato sono sinonimi.
          • quelli rilasciati sono attestati e certificati di frequenza di un corso e non di conseguimento di un titolo.
          • per legge l'Ateneo ti dovrebbe rilasciare il titolo, cosa che non ha fatto. Il titolo dovrebbe essere firmato in originale dal rettore e dal direttore generale/amministrativo, nonché dal preside di facoltà o equivalente. La normativa vigente consente di emetterlo anche in formato elettronico con firma digitale. In questo caso l'originale informatico sarebbe equiparato al documento analogico a tutti gli effetti di legge. Ecco perché non va confuso il titolo di studio con la pergamena: la normativa stabilisce che il titolo va rilasciato e anche in una certa forma, ma non specifica il supporto su cui dev'essere prodotto.
          Aggiungo che se chiedi il certificato con gli esami sostenuti non specificano i crediti e i settori attribuiti ai singoli moduli e inoltre scrivono «con il riconoscimento di 60 CFU», come se i crediti fossero stati riconosciuti e non maturati (cioè come se, anziché sostenuti, gli esami fossero stati convalidati o dispensati).

          Comunque le cose negli anni sono assai migliorate. All'inizio in cui noi contestavamo la mancata emissione del titolo ci veniva risposto addirittura che il master non è un titolo di studio: incredibile ma vero. Dopodiché in séguito alle prime diffide scritte da avvocati hanno emesso ad personam attestati in cui sostantivi e verbi aventi radice "riconosc" sono state sostituite con sostantivi e verbi aventi radice "conseg", che evidentemente è un semantema che esprime tutt'altro significato. Il fatto che manchi il titolo di studio in questo caso ha una rilevanza relativa: potrebbe semplicemente essere in corso di compilazione al momento che è stato emesso il certificato (alcune università, come la Federico II, lo specificano; pensa che sul certificato di laurea a me rilasciato da UnitelmaSapienza la dicitura continua ad apparire a dispetto del fatto che la pergamena mi è stata rilasciata il giorno stesso della discussione della tesi, subito dopo la proclamazione).

          Ciascuno di noi nel tempo si è fatto un'idea della motivazione di siffatto comportamento. Io sono sempre stato propenso a sposare la tesi dell'ignoranza rispetto a quella della malafede. Anche se la cosa sembra avere dell'inverosimile, l'impressione è sempre stata che Pegaso e Mercatorum equivocassero la natura dei master. Tale tesi è corroborata ulteriormente dal fatto che su alcuni documenti i riferimenti normativi erano sbagliati e riconducibili a semplici corsi di perfezionamento.
          Il fatto che i corsi di master siano organizzati in totale autonomia dal singolo ateneo senza alcuna forma di accreditamento e nemmeno controllo, purtroppo, non aiutava. Pensa, con tutte le decine di master che Pegaso e Mercatorum avevano a catalogo, nella banca dati ministeriali dell'offerta formativa post lauream ne risultava iscritto uno solo!

          Anis in un certo senso è stata una salvezza perché ha costretto le due università citate a regolarizzarsi. Oggi possiamo dire con certezza che i titoli di studio esistono e che il problema è solamente di natura organizzativa e, se vogliamo, linguistica (del resto io mi sono dovuto fare rifare il certificato della LM-77 tre volte perché avevano scritto che avevo conseguito una «laurea» e non una «laurea magistrale» e inoltre anziché scrivere «presso questa università» avevano scritto «presso codesta università» ). Problemi che comunque non sono stati superati. Inoltre io continuo ad avere delle perplessità in merito al fatto che i predetti titoli di studio non hanno un numero progressivo: il mio sospetto è che non vengano iscritti al registro dei titoli rilasciati.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            L'Università si è mostrata reattiva al mio sollecito, perlomeno nelle tempistiche. In quanto a sostanza...meh. L'ufficio preposto si è limitato a inviare un pdf che è l'esatta copia dell'attestato scaricabile (a pagamento) in piattaforma. Unica differenza è la dicitura ha frequentato sostituita dalla più ragionevole ha conseguito presso l'Ateneo Universitas Mercatorum il MASTER di I Livello. Non vi sono riferimenti a un Diploma di Master ma la menzione sul portale ANIS mi da se non altro un po' di speranza.

            Originariamente inviato da Infermo Visualizza il messaggio
            Nel portale ANIS, andando sulle opzione del Master, ho visto presente l'opzione "invia una richiesta di rettifica": hai provato?
            Se il sollecito alla Mercatorum fosse rimasto lettera morta avrei tentato la strada che suggerisci. E probabilmente è il caso di farlo comunque, almeno per segnalare l'aggiornamento dei dati che Mercatorum dovrebbe condividere con ANIS dopo il sollecito del sottoscritto.


            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Carissimo baud, la tua ingenuità mi sorprende: hai dato un'occhiata al forum prima di registrarti o comunque prima di aprire questa discussione? Perché il problema da te segnalato ci è noto da anni e da anni ne stiamo discutendo. Trovi qualche piccola discussione al riguardo anche su Facebook e in qualche gruppo Whatsapp/Telegram, ma il grosso è qui.
            Ammetto di essere particolarmente a digiuno di forum, ma usando la funzione di ricerca interna sono riuscito a risalire a poche discussioni sul tema. Ho anche letto con interesse la tua esperienza con l'Università in questione, genuinamente interessante. Scusate comunque se ho creato una nuova discussione invece di utilizzarne una già avviata, possiamo spostarci altrove per non sparpagliare gli argomenti.

            Comunque ci hai visto giusto. Sintetizzando quello che hai compreso tu stesso, e senza entrare nel merito dei riferimenti normativi (anche per evitare ripetizioni di argomenti già trattati nel forum, disperdendo i contenuti):
            • in primo luogo attestato e certificato sono sinonimi.
            • quelli rilasciati sono attestati e certificati di frequenza di un corso e non di conseguimento di un titolo.
            • per legge l'Ateneo ti dovrebbe rilasciare il titolo, cosa che non ha fatto. Il titolo dovrebbe essere firmato in originale dal rettore e dal direttore generale/amministrativo, nonché dal preside di facoltà o equivalente. La normativa vigente consente di emetterlo anche in formato elettronico con firma digitale. In questo caso l'originale informatico sarebbe equiparato al documento analogico a tutti gli effetti di legge. Ecco perché non va confuso il titolo di studio con la pergamena: la normativa stabilisce che il titolo va rilasciato e anche in una certa forma, ma non specifica il supporto su cui dev'essere prodotto.
            Aggiungo che se chiedi il certificato con gli esami sostenuti non specificano i crediti e i settori attribuiti ai singoli moduli e inoltre scrivono «con il riconoscimento di 60 CFU», come se i crediti fossero stati riconosciuti e non maturati (cioè come se, anziché sostenuti, gli esami fossero stati convalidati o dispensati).

            Comunque le cose negli anni sono assai migliorate. All'inizio in cui noi contestavamo la mancata emissione del titolo ci veniva risposto addirittura che il master non è un titolo di studio: incredibile ma vero. Dopodiché in séguito alle prime diffide scritte da avvocati hanno emesso ad personam attestati in cui sostantivi e verbi aventi radice "riconosc" sono state sostituite con sostantivi e verbi aventi radice "conseg", che evidentemente è un semantema che esprime tutt'altro significato. Il fatto che manchi il titolo di studio in questo caso ha una rilevanza relativa: potrebbe semplicemente essere in corso di compilazione al momento che è stato emesso il certificato (alcune università, come la Federico II, lo specificano; pensa che sul certificato di laurea a me rilasciato da UnitelmaSapienza la dicitura continua ad apparire a dispetto del fatto che la pergamena mi è stata rilasciata il giorno stesso della discussione della tesi, subito dopo la proclamazione).

            Ciascuno di noi nel tempo si è fatto un'idea della motivazione di siffatto comportamento. Io sono sempre stato propenso a sposare la tesi dell'ignoranza rispetto a quella della malafede. Anche se la cosa sembra avere dell'inverosimile, l'impressione è sempre stata che Pegaso e Mercatorum equivocassero la natura dei master. Tale tesi è corroborata ulteriormente dal fatto che su alcuni documenti i riferimenti normativi erano sbagliati e riconducibili a semplici corsi di perfezionamento.
            Il fatto che i corsi di master siano organizzati in totale autonomia dal singolo ateneo senza alcuna forma di accreditamento e nemmeno controllo, purtroppo, non aiutava. Pensa, con tutte le decine di master che Pegaso e Mercatorum avevano a catalogo, nella banca dati ministeriali dell'offerta formativa post lauream ne risultava iscritto uno solo!

            Anis in un certo senso è stata una salvezza perché ha costretto le due università citate a regolarizzarsi. Oggi possiamo dire con certezza che i titoli di studio esistono e che il problema è solamente di natura organizzativa e, se vogliamo, linguistica (del resto io mi sono dovuto fare rifare il certificato della LM-77 tre volte perché avevano scritto che avevo conseguito una «laurea» e non una «laurea magistrale» e inoltre anziché scrivere «presso questa università» avevano scritto «presso codesta università» ). Problemi che comunque non sono stati superati. Inoltre io continuo ad avere delle perplessità in merito al fatto che i predetti titoli di studio non hanno un numero progressivo: il mio sospetto è che non vengano iscritti al registro dei titoli rilasciati.
            Davvero incredibile, sembra quasi surreale che situazioni del genere possano verificarsi. Da quello che descrivi, la confusione è palese. E fa sorridere che addirittura abbiano negato in passato che un master fosse un titolo di studio, per poi correggere il tiro solo dopo diffide legali.
            Devo dire che, se davvero il problema è un fraintendimento sulla natura dei master, allora c'è da chiedersi come mai un'istituzione accademica non si sia documentata a dovere. E il fatto che nella banca dati ministeriale risultasse un solo master a fronte di un catalogo sostanzioso è semplicemente sconcertante.

            Paradossale che, nonostante queste problematiche siano in parte migliorate nel tempo, permangano errori e perplessità tali. Posso anche rinunciare a una pergamena, ma spero almeno che il titolo venga regolarizzato su ANIS senza dover insistere ulteriormente. Anche il nuovo attestato mi pare carente sotto il profilo giuridico, ma vabbè.

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