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Rinuncia agli studi e nuova iscrizione

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  • #16
    Originariamente inviato da gp12 Visualizza il messaggio
    Grazie mille per la risposta davvero completa! In effetti concordo pienamente con te ma spesso le pubbliche amministrazioni fanno abusi di cui alla fine non rispondono...
    Nemo iudex sine actore.

    Purtroppo, ho regolarmente inviato la rinuncia online e dopo questa ho provato a inviare PEC, mandare diffide con avvocati ma nulla...
    Loro dicono che non registreranno la rinuncia finché le tasse non verrano pagate e in effetti la posizione risulta ancora aperta.
    Te lo hanno messo per iscritto?

    Tuttavia, sto rinunciando in relazione a una iscrizione per l'AA 2022/23 mentre intendo iscrivermi nell'altro Ateneo dal 2023/24.
    Anche se loro l'hanno dichiarata irricevibile come devo comportarmi? Posso iscrivermi per il prossimo AA in altro Ateneo allo stesso corso anche se la rinuncia è stata rigettata?
    Se l'altro ateneo se ne accorge non ti fa iscrivere; se non se ne accorge ti fa iscrivere e dubito fortemente che un domani la posizione ti verrebbe annullata. Comunque vinceresti facilmente il ricorso, avendo la prova di avere rassegnato la rinuncia. Il problema sorgerebbe se loro avessero la prova del fatto che tu sei a conoscenza del fatto che la rinuncia non è stata efficace (comunque avrebbe dovuto esserlo).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #17
      Purtroppo sì, me lo hanno messo per iscritto e mi hanno indicato che senza il pagamento la rinuncia non è registrata

      Perché dici che la posizione aperta con l'immatricolazione al nuovo Ateneo verrebbe poi difficilmente annullata?

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      • #18
        Originariamente inviato da gp12 Visualizza il messaggio
        Purtroppo sì, me lo hanno messo per iscritto e mi hanno indicato che senza il pagamento la rinuncia non è registrata
        Puoi solo proporre ricorso al Tar o ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, dunque.

        Perché dici che la posizione aperta con l'immatricolazione al nuovo Ateneo verrebbe poi difficilmente annullata?
        Perché già prima della legge 33/2022 quasi tutta la giurisprudenza amministrativa dichiarava nulli i provvedimenti di annullamento delle carriere in quanto per carenza di interesse pubblico preminente rispetto all'interesse legittimo dell'amministrato. Figuriamoci con la riforma.
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        • #19
          Ti ringrazio!

          Ma in teoria una tale condotta (mancata registrazione della rinuncia) non integrerebbe l'omissione di atti d'ufficio (per il Dirigente responsabile dell'Università)?

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          • #20

            Originariamente inviato da gp12 Visualizza il messaggio
            Ma in teoria una tale condotta (mancata registrazione della rinuncia) non integrerebbe l'omissione di atti d'ufficio (per il Dirigente responsabile dell'Università)?
            Innanzitutto la responsabilità personale è individuale, incedibile e intrasferibile per principio costituzionale (art. 27), oltre che per principio fondamentale del diritto penale internazionalmente riconosciuto. Dunque non risponde (solo) il dirigente (che comunque si presume a conoscenza di tutto ciò che accade nell'ufficio di cui è titolare o comunque cui è preposto sino a prova contraria giustificata da legittimo impedimento o oggettivamente impossibilitato), ma chiunque sia tenuto a intervenire o sia intervenuto, anche incidentalmente, nel procedimento amministrativo.
            Nella fattispecie, però, a mio avviso il reato omissivo non sussiste, poiché non vi è inerzia: vi è un rifiuto esplicito con atto motivato. La ragione addotta non è valida, dunque potrebbe configurarsi il reato di abuso; tuttavia non è sufifciente la responsabilità oggettiva per rendere punibile una condotta, ma ci vuole il dolo. Se loro sono soggettivamente convinti di potersi o addirittura di doversi rifiutare, è chiaro che il dolo non sussiste.
            Se non vuoi spendere i soldi per un ricorso adesso, l'unica è azzardare l'immatricolazione all'altro ateneo sperando che non si accorga di niente, ma ovviamente non potrai richiedere il riconoscimento della carriera pregressa.

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            • #21
              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
              Benvenuto nel forum, Angelo64.

              La rinuncia agli studi è l'atto unilaterale recettizio con cui poni fine alla tua carriera accademica in corso non portata a termine con il conseguimento del titolo. Ha effetti simili alla decadenza, con la differenza che la decadenza opera automaticamente (viene rilevata d'ufficio decorso un termine che può essere interrotto secondo una ritualità specifica). La rinuncia dev'essere resa obbligatoriamente in forma scritta. Atto unilaterale significa che si forma per volontà di una sola parte, recettizio significa che si perfeziona nel momento in cui entra nella sfera di cognizione (o si presume sia entrato nella sfera di cognizione) del destinatario. Si tratta di elementi mutuati dal diritto privato, anche se in questo caso stiamo parlando di un procedimento amministrativo. Gli atenei che subordinano il perfezionamento della rinuncia al pagamento di tasse e contributi (che invece hanno natura giuridica di corrispettivi e ai quali si applica pertanto il diritto civile!) agiscono dunque in maniera illecita, fermo restando che dopo la rinuncia hanno il diritto a recuperare eventuali crediti vantati (solitamente le università statali non lo fanno). La rinuncia è soggetta a imposta di bollo ai sensi e per gli effetti del DPR 642/1972.
              Gli studi interrotti per rinuncia o decadenza non possono essere ripresi. Tuttavia è consentito, sin dall'entrata in vigore del decreto MURST 509/1999, a colui che si immatricola a un corso di studi, di richiedere (contestualmente alla domanda di immatricolazione e/o successivamente) il riconoscimento della carriera oggetto di rinuncia o di decadenza al fine di ottenere la convalida o dispensa di esami all'interno della nuova carriera, con conseguente abbreviazione di corso a seconda di quanto
              Per i dettagli, anche operativi, devi fare riferimento a regolamenti, consuetudini e prassi del tuo ateneo. Alcuni atenei fanno pagare un corrispettivo (qualificato come tassa di ricognizione, diritti di segreteria, contributo per riconoscimento esami etc.) per l'operazione ricognitiva, in sede di istanza oppure di accettazione dell'atto emanato dall'autorità accademica competente (solitamente si tratta di una deliberazione proposta da una commissione e approvata da una struttura collegiale, quale ad esempio il consiglio del corso di studi, ma talvolta, in base alla regolamentazione interna della singola sede, l'attribuzione è in capo a un organo monocratico quale il presidente/coordinatore/direttore del corso), qualora prevista (in alcuni atenei l'atto non è assoggettato ad accettazione dello studente e in altri lo studente non può neanche rinunciarvi). Resta fermo comunque che non puoi recuperare la carriera cui hai rinunciato ma solo procedere a una nuova immatricolazione, che come tale non può che esser eriferita a un corso dell'offerta formativa vigente nel momento in cui viene richiesta, seguendo le relative regole se si tratta di un corso ad accesso programmato o con verifica della preparazione iniziale. Quindi sì: devi partecipare nuovamente al concorso, ottenere l'idoneità e collocarti in graduatoria in una posizione entro i posti disponibili, oppure in una posizione utile per gli scorrimenti, oppure devi rifare il test di verifica, all'esito del quale potrebbero esserti attribuiti degli obblighi formativi aggiuntivi. Devi consultare il bando del singolo corso, comunque, con particolare riferimento alle modalità di accesso ad anni successivi al primo, cui devi fare attenzione se pensi di avere crediti convalidabili in ragione dei quali potresti ottenere una riduzione della durata del corso (generalmente con oltre 30 crediti vieni iscritto al secondo anno). In alcuni atenei sono previsti dei contingenti di posti relativi ad anni successivi al primo. Ricordo che all'Università di Salerno, se ti iscrivevi a Scienze della comunicazione provenendo dallo stesso corso (per la precisione doveva essere un corso della stessa classe, ed egualmente denominato, attivato in un'altra sede), se avevi superato un concorso per immatricolarti perché c'era il numero chiuso non dovevi rifare il concorso, occupando un posto nei limiti di un contingente definito annualmente per i trasferiti in arrivo.

              La sospensione degli studi, in alcuni atenei chiamata congelamento, è consentita da tutte le università ma non sempre alle medesime condizioni, perché è anch'essa materia regolata autonomamente dalla singola sede (per gli effetti dell'art. 17, c. 95, della legge 127/1997 e dei relativi regolamenti ministeriali di attuazione), pertanto le norme dello Stato (principalmente RR.DD. 1592/1933 e 1269/1938 e legge 341/1990) si applicano in via residuale. In linea di massima la sospensione è prevista per frequentare corsi di master e corsi di dottorato di ricerca nonché per le donne incinte e sino a un certo periodo di vita dei figli.

              Attenzione al termine "ricognizione", che a seconda dell'ateneo viene utilizzato per indicare fattispecie diverse:
              - riconoscimento delle carriere oggetto di decadenza o rinuncia;
              - ricongiungimento dell'iscrizione dopo un periodo di interruzione dei pagamenti;
              - recupero dell'iscrizione oggetto di sospensione (scongelamento in sostanza).
              Buonasera dottore,
              mi trovo in una situazione leggermente diversa e vorrei chiedere consiglio.
              Io risulto in regola con i pagamenti delle tasse universitarie per l'anno accademico in corso e vorrei procedere con la rinuncia agli studi. L'università (Unitelma Sapienza) per procedere alla rinuncia richiede il pagamento di un contributo. Ho chiaramente compreso che risulti illegittimo il subordinamento della rinuncia rispetto al pagamento del contributo tuttavia non mi è chiaro se lo stesso sia legittimo. Nel caso in cui si ritenga illegittimo potrebbe gentilmente argomentare?
              Grazie in anticipo.

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              • #22
                Salve Dottore, io ho un problema simile. L'università statale a cui mi sono iscritto mi ha creato grossi problemi con le tasse, poiché mi al secondo anno sono stato inserito nella fascia massima di tassazione quando l'anno prima ero esente dalle tasse. A quanto pare ci sono stati dei problemi nel prendere il mio ISEE, tuttavia nonostante io abbia dato l'autorizzazione a procedere al prelievo dei miei dati ISEE non mi è stato notificato da nessuna parte l'errore nel processo. Quindi in poche parole mi sono ritrovato parecchi euro in tasse da dare all'università. Essendo io uno studente lavoratore, avevo già pensato di passare ad università telematica, e quindi ho colto la palla al balzo per fare la rinuncia all'attuale università. Li ho contattati per chiudere la mia carriera, oltre ad aver mandato la richiesta online (e aver pagato la marca da bollo) li ho contattati per regolare la questione riguardo la mia situazione tasse. Mi è stato detto che DEVO assolutamente pagarle altrimenti non registreranno la mia rinuncia agli studi, e che il mio debito l'ho contratto con l'edisu e non con loro, quindi se voglio laurearmi in un altro ateneo non posso farlo finché non regolo la situazione con loro. Volevo sapere se questa cosa fosse vera, perché in tal caso dovrei pagare tutto. Inoltre la informo che il corso di studi che sceglierei nella nuova università sarebbe diverso da quello fatto fin'ora e pertanto non voglio richiedere nessun passaggio o riconoscimento degli esami. La ringrazio e scusi per il disturbo.

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                • #23
                  Originariamente inviato da FRAN2304 Visualizza il messaggio

                  Buonasera dottore,
                  mi trovo in una situazione leggermente diversa e vorrei chiedere consiglio.
                  Io risulto in regola con i pagamenti delle tasse universitarie per l'anno accademico in corso e vorrei procedere con la rinuncia agli studi. L'università (Unitelma Sapienza) per procedere alla rinuncia richiede il pagamento di un contributo. Ho chiaramente compreso che risulti illegittimo il subordinamento della rinuncia rispetto al pagamento del contributo tuttavia non mi è chiaro se lo stesso sia legittimo. Nel caso in cui si ritenga illegittimo potrebbe gentilmente argomentare?
                  Grazie in anticipo.
                  A mio avviso non è legittimo richiedere una tassa per la cessazione della posizione, poiché le tasse presuppongono prestazioni corrispettive, mentre in questo caso abbiamo un'assenza di prestazione. In ogni caso ti conviene pagare perché, conoscendo Unitelma Sapienza, l'unico modo per recuperare i soldi sarebbe citarla in giudizio.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Originariamente inviato da Paolo Valente Visualizza il messaggio
                    Salve Dottore, io ho un problema simile. L'università statale a cui mi sono iscritto mi ha creato grossi problemi con le tasse, poiché mi al secondo anno sono stato inserito nella fascia massima di tassazione quando l'anno prima ero esente dalle tasse. A quanto pare ci sono stati dei problemi nel prendere il mio ISEE, tuttavia nonostante io abbia dato l'autorizzazione a procedere al prelievo dei miei dati ISEE non mi è stato notificato da nessuna parte l'errore nel processo. Quindi in poche parole mi sono ritrovato parecchi euro in tasse da dare all'università. Essendo io uno studente lavoratore, avevo già pensato di passare ad università telematica, e quindi ho colto la palla al balzo per fare la rinuncia all'attuale università. Li ho contattati per chiudere la mia carriera, oltre ad aver mandato la richiesta online (e aver pagato la marca da bollo) li ho contattati per regolare la questione riguardo la mia situazione tasse. Mi è stato detto che DEVO assolutamente pagarle altrimenti non registreranno la mia rinuncia agli studi, e che il mio debito l'ho contratto con l'edisu e non con loro, quindi se voglio laurearmi in un altro ateneo non posso farlo finché non regolo la situazione con loro. Volevo sapere se questa cosa fosse vera, perché in tal caso dovrei pagare tutto. Inoltre la informo che il corso di studi che sceglierei nella nuova università sarebbe diverso da quello fatto fin'ora e pertanto non voglio richiedere nessun passaggio o riconoscimento degli esami. La ringrazio e scusi per il disturbo.
                    Francamente non vedo cosa c'entri l'Edisu.
                    Comunque si scrive «finora» e i passaggi tra università diverse non sono per definizione possibile; semmai puoi chiedere il trasferimento, oppure il riconoscimento della carriera oggetto di rinuncia. Cosa che ti conviene fare in ogni caso perché mal che vada ti abbuoneranno i crediti a scelta libera.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #25
                      Buongiorno dottore,

                      ho una situazione simile (è da agosto che ci combatto): La mia carriera risultava sospesa dal 2013 per paternità con pagamenti regolari. Chiesi dunque di poter presentare domanda di rinuncia agli studi per poter così iscrivermi in un altro (Univeristà Telematica).
                      La risposta fu che avrei dovuto prima riattivare la carriera pagando 16 euro di bollo. E così feci. ora mi ritrovo a dover pagare 833 euro di rata per poter presentare domanda di rinuncia agli studi (nel modulo si dichiara espressamente di essere in regola con la posizione amministrativa). La carriera mi è stata riattivata a gennaio 2024 e mi pare assurdo dover pagare tutti questi soldi senza aver usufruito di alcun servizio di didattica. Crede sia possibile evitare il pagamento di questi soldi? Come mi suggerisce di procedere?

                      Grazie in anticipo per l'attenzione.

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