annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Integrazione esami risalenti nel tempo e piani di studi individuali

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Integrazione esami risalenti nel tempo e piani di studi individuali

    Salve, sono Sergio e scrivo da Sassari
    Chiedo opinioni sul mio caso.
    Sono in possesso di una laurea in giurisprudenza conseguita nel 2004, presso l'Università di Sassari.
    Ho sostenuto una dozzina di esami come corsi singoli nel medesimo ateneo, all'interno dei corsi di laurea di Economia.
    Ho chiesto pertanto alla segreteria di Economia e Scienze politiche di poter conseguire una laurea triennale sommando gli esami di Giurisprudenza e i corsi singoli, ovviamente sostenendo altri esami specifici. Giova evidenziare che i regolamenti dei corsi prevedono la possibilità di presentare un piano di studi individuale.
    Per tutta risposta mi dicono che dovrei integrare gli esami di diritto perchè troppo risalenti. Inoltre i piani di studi individuali non esistono. La mia idea era di prendere piani di studi come quelli di Reggio Calabria, Bergamo, Bologna, Pisa, Napoli etc e trasferirli nel mio ateneo, limitando al minimo gli esami aziendali. Cosi facendo avrei evitato ingenti spese di spostamento. Gli atenei suddetti hanno effettuato prevalutazioni inserendo senza problemi gli esami di diritto e corsi singoli.
    Opinioni a riguardo?
    Ringrazio anticipatamente
    Sergio

  • #2
    Ciao, benvenuto nel forum.

    Dovresti specificare se la tua laurea è di vecchio ordinamento (corso quadriennale) oppure post reformam. In quest'ultimo caso escludo che possa essere la laurea magistrale a ciclo unico di classe LMG/01 perché quella è stata istituita con DM 29/09/2005, modificato con DM 25/11/2005 (annulllato dal Tar Lazio, Roma, sez. III, con sentenza 9455/2006), integrato con DM 21/12/2005, ulteriormente modificato con DM 25/11/2007, DM 12/12/2015 e DM 26/04/2019, per cui se ti sei laureato nel 2004 tale ordinamento doveva ancora partire.
    Dunque se è una laurea post reformam sarà una laurea di classe 2 o 31 se parliamo di primo ciclo o una laurea specialistica di classe 22/o 102/s, ma se hai conseguito la laurea specialistica dovresti anche dirci quale laurea avevi conseguito prima.

    Se ci fornisci le informazioni di cui sopra, possiamo studiare insieme la soluzione più conveniente; magari fai prima a prenderti una LM-56 o una LM-77 iscrivendoti al relativo corso senza obblighi formativi aggiuntivi o addirittura con un'abbreviazione.

    Ti invito a non ricorrere alla metonimia o alla sineddoche di usare il nome della città per indicare l'università, poiché in alcune città (in ordine storico Napoli, Torino, Milano, Roma, Bari, Siena, Perugia, Reggio di Calabria) è presente più di una università.
    Ultima modifica di dottore; 29-09-2024, 22:42.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #3
      Grazie per l'intervento e per il benvenuto. La mia laurea è quadriennale pre-riforma in Giurisprudenza (25 esami + la discussione della tesi). Inoltre ho sostenuto 11 esami come corsi singoli principalmente in discipline economiche e matematiche. Un saluto

      Commenta


      • #4
        Originariamente inviato da Sergiof Visualizza il messaggio
        Grazie per l'intervento e per il benvenuto. La mia laurea è quadriennale pre-riforma in Giurisprudenza (25 esami + la discussione della tesi). Inoltre ho sostenuto 11 esami come corsi singoli principalmente in discipline economiche e matematiche. Un saluto
        Ok, allora sappi che la stragrande maggioranza degli atenei considererà ogni esame annuale che hai sostenuto pesante non meno di 8 crediti (la tesi non vale). Alcuni per regolamento didattico attribuiscono a una annualità del previgente ordinamento 8, 10 o 12 crediti fissi, altri li valorizzano fissi a 12 crediti applicando in via analogica le regole per l'accesso alle classi di concorso per l'insegnamento secondario; più spesso non ci sono regole scritte e in questo caso di solito seguono il criterio che a ogni esame annuale del vecchio fanno corrispondere un esame omonimo o omologo/analogo del nuovo (o anche due se si tratta dello stesso esame frazionato) senza limiti di crediti. Diciamo che in base ai generali criteri ECTS, che comunque non sono legalmente vincolanti, si dovrebbe attribuire un peso standard di 60 crediti per ogni anno di corso, ma molti atenei ignorano più o meno consapevolmente, e dunque più o meno volontariamente, questa impostazione. Quando fu varata la riforma universitaria, alcune università (soprattutto al Nord), oltre a supervalutare gli esami del vecchio ordinamento per convincere gli studenti a transitare al nuovo (nel Centro e nel Sud in tal senso, invece, gli atenei apparivano più conservatori; a Firenze per tentare di scrollarsi di dosso il fardello dei fuoricorso storici del vecchio ordinamento, al contrario, si consentiva loro di sostenere esami da 6 crediti del nuovo facendoglieli risultare come annuali), cercavano di allettare i laureati del vecchio a conseguire anche una laurea specialistica (l'antesignana dell'attuale laurea magistrale) con la promessa di ottenere un titolo superiore (l'equiparazione delle vecchie lauree ai fini dell'accesso ai concorsi pubblici sarebbe arrivata molto più tardi) o perlomeno un secondo titolo senza particolari sforzi. Ricordo in particolare a Bologna gente laureata in Giurisprudenza alla quale veniva proposto di «valutare l'opportunità di conseguire una seconda laurea» prendendosi anche la laurea specialistica di classe 22/s senza sostenere esami di profitto perché attribuivano 10 crediti per ogni esame del vecchio ordinamento, 180 li consideravano quale titolo di accesso e con i restanti 120 convalidavano tutti gli esami del biennio di laurea specialistica; rimanevano fuori giusto i 40 crediti della prova finale (che peraltro spesso e volentieri era la stessa tesi ridiscussa) e 10 suddivisi in idoneità linguistica e idoneità informatica, però intanto l'ateneo aveva incassato un anno di tasse e contributi e si ritrovava con un laureato in corso (anzi in anticipo) in più, cosa rilevante ai fini dei nuovi criteri di riparto dei finanziamenti. Il bello è che non tenevano neanche conto della suddivisione in crediti applicata dagli atenei che in via sperimentale avevano adottato il sistema ECTS, il che era avvenuto per i corsi attivati per la prima volta presso le facoltà di Scienze della formazione nell'anno accademico 2000-2001 (come il corso di laurea in Scienze della comunicazione della Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, seppur facente riferimento alla tabella ministeriale XL, istuita con DM del 1991) e forse (ma non ne sono a conoscenza) per qualche corso attivato nell'anno accademico precedente, tanto che ho visto esami da 4 crediti dare luogo a convalide di 10-12 crediti da parte di atenei che nel passaggio dal vecchio al nuovo non tenevano neanche conto se gli esami fossero annuali o semestrali (il sistema ECTS applicato in via sperimentale prevedeva l'equazione di 1 annualità = 8 crediti e dunque erano attribuiti 4 crediti agli esami semestrali, 8 a quelli annuali e 16 a quelli biennali).

        Quanto all'obsolescenza, io al tuo posto starei tranquillo perché è un criterio che ho visto spesso scritto e sbandierato a gran voce ma di fatto mai applicato. A me una volta un esame di Scienza politica in un corso non mi fu convalidato nonostante nel corso di provenienza avessi sostenuto Scienza della politica, ma non per ragioni di obsolescenza (anche perché era stato sostenuto non più di 4 anni prima e di solito i criteri di obsolescenza prevedono tempi ben più lunghi). Di solito i regolamenti non prevedono che gli esami decadano automaticamente (credo che non sarebbe neanche legittimo e un ricorso al Tar si vincerebbe a mani basse), ma o che sono gli organi deputati al riconoscimento che in presenza di determinati presupposti temporali o legati alla modalità di riconoscimento (passaggio, trasferimento, abbreviazione per secondo titolo, abbreviazione per decadenza, abbreviazione per rinuncia) valutano caso per caso oppure che gli esami dopo un certo numero di anni non sono più validi a meno che la struttura didattica non valuti diversamente.

        Una enorme differenza che si può riscontrare tra un ateneo e un altro (e anche tra diverse strutture nell'àmbito di un unico ateneo) è il criterio di pesatura delle lauree di vecchio ordinamento:
        • alcuni atenei, o alcune strutture all'interno del singolo ateneo, considerano la vecchia laurea, ai fini dell'accesso a corsi di laurea magistrale, alla stessa stregua della nuova. Ne consegue che con la tua laurea (con o senza obblighi formativi aggiuntivi è da vedere caso per caso) puoi accedere a un corso di laurea magistrale e indirizzo economico, ma dovrai sostenere 2 anni di esami per poter conseguire il titolo. L'ipotesi potrebbe comunque risultare più conveniente che conseguire una laurea poiché se ti convalidassero 60 crediti su un corso di laurea impiegheresti 2 anni terminarlo, mentre se non ti convalidano niente su un corso di laurea magistrale gli anni sono sempre 2 (e il secondo di solito ha meno esami perché è in gran parte dedicato alla tesi, che nel secondo ciclo quasi sempre pesa più che nel primo) e conseguiresti un titolo superiore.
        • alcuni atenei considerano la vecchia laurea come comprensiva di primo e secondo ciclo e pertanto usano i suoi crediti anche per convalidare esami nei corsi di laurea magistrale, dunque verosimilmente con una laurea in Giurisprudenza potresti ottenere un'abbreviazione di un corso di laurea magistrale da 2 anni a 1 e uno solo, con gli esami di 3 semestri (1.5 anni). Tipicamente ai laureati magistrali in Giurisprudenza (corso a ciclo unico di 5 anni) vengono convalidati o dispensati 40 crediti o poco più (corrispondenti a 4-5 esami), dunque devo ipotizzare che nel tuo caso sarebbero all'incirca 30 crediti e dunque ipotizzo che te la cavaresti con non più di 8 esami + la prova finale (tesi). In alcuni atenei (ad esempio Lum e Roma Tor Vergata) esiste proprio il percorso integrato LMG/01 + accesso diretto al secondo anno LM-77 con 60-70 crediti da conseguire (su 120). Sempre stando ai criteri generali – che però stavolta sono quelli di cui al DM 270/2004 e dunque hanno valore normativo – dei 300 crediti del ciclo unico della LMG/01 dovrebbero considerarne 180 a copertura del primo ciclo e 120 a copertura del secondo e dunque possono prendere in considerazione solo 120 crediti per l'abbreviazione di un corso di laurea magistrale di durata biennale (cioè di solo secondo ciclo); in via analogica per la laurea del vecchio ordinamento dovrebbero calcolarne 180+60. Sta' comunque tranquillo perché fanno una valutazione globale dell'intero percorso, senza tener conto né dell'anno di corso cui sono riferiti gli esami né dell'anno in cui effettivamente lo studente li ha sostenuti; in pochisismi regolamenti didattici ho letto che per i cicli unici tengono conto solo del biennio finale e per le lauree v.o. solo degli anni successivi al terzo, ma dubito che queste norme trovino effettiva applicazione, se non altro per l'oggettiva improbabilità (che si traduce in una sostanziale impossibilità in quanto sarebbe cotanto difficoltoso e oneroso eseguire accertamenti del genere da risultare irragionevole: se ne andrebbe a far benedire il principio di proporzionalità rispetto al bene giuridico da tutelare, ammesso che esista, e verrebbero meno i criteri di efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa, che richiedono anche una certa celerità, anche per non danneggiare gli interessi legittimi del soggetto su cui la decisione incombe) di riuscire a stabilire con certezza a quale anno si riferisce ogni esame, posto che la scansione in anni (specie col nuovo ordinamento) è completamente libera per l'ateneo e alcuni atenei consentono allo studente di anticipare gli esami o addirittura sostenerli indipendentemente dall'anno di iscrizione.
        Vorrei precisare che la ratio sottesa al comportamento di cui al primo dei punti elencati varia da sede a sede. In alcune sedi semplicemente si riteneva che la laurea vecchia e la laurea nuova avessero lo stesso valore e infatti, sebbene agli effetti accademici sia tecnicamente così (visto che l'equiparazione disposta per regolamento interministeriale si applica ai soli concorsi pubblici), tale condotta è diffusamente mutata in séguito all'emanazione dei decreti di equiparazione del 9 luglio 2009 (con effetto, spesso, anche su tasse e contributi, perché adesso il conseguimento della LM, già della LS, viene considerato conseguimento di secondo titolo dello stesso tenore).
        Altri atenei mettono proprio le lauree v.o. tra i requisiti di accesso ai corsi di laurea magistrale e così escludono proprio a priori che esse possano essere utilizzate per ottenere abbreviazioni delle carriere.
        Infine ci sono università che non consentono di ottenere abbreviazione di una laurrea magistrale nemmeno iscrivendosi con una laurea magistrale a ciclo unico, poiché ritengono che il titolo di accesso non possa fungere contemporaneamente da titolo abbreviante. Per la stessa ragione non considerano ai fini dell'abbreviazione esami singoli sostenuti nell'àmbito della stessa carriera, master e altri titoli qualora da ciascuna delle relative carriere venga tratto anche un solo credito funzionale a ritenere assolti i requisiti curriculari in ingresso. La maggior parte degli atenei, invece, segue solo il criterio secondo cui primo ciclo può dar luogo a convalide e dispense sul primo ciclo e secondo sul secondo (e spesso anche ciclo superiore su quello inferiore ma non viceversa, anche se c'è il caso della UniPi in cui i crediti sovrannumerari dei primi cicli possono essere spesi sui secondi come nel famoso caso D'Angelo, perlomeno border line a mio avviso) e se da un titolo preleva crediti per copre i requisiti di accesso usa quelli che restano per l'eventuale abbreviazione, senza mandare al macero l'intera carriera. Trovai una volta anche un regolamento didattico, mi pare proprio dell'Università di Sassari, che diceva che qualora i requisiti di accesso fossero stati maturati nell'àmbito di un master o di una laurea magistrale potessero dar luogo sia all'ammissione senza debiti sia all'abbreviazione.

        Per quanto concerne la questione dei piani individuali, mi sono dimenticato di scriverti prima che molti regolamenti didattici (soprattutto a livello centrale di ateneo) vi fanno riferimento, ma, nei fatti, non sono ammessi in nessun ateneo, poiché all'atto pratico non esiste una procedura per poterli presentare e un'eventuale istanza scritta in bollo tipicamente non rispondono proprio. Quando io ero iscritto a Firenze per la mia prima laurea, il RDA prevedeva i piani individuali, mentre sulla guida della facoltà era specificato che gli ordinamenti dei corsi erano pubblicati ma non erano utili ai fini della compilazione del piano individuale, bensì servivano solo come riferimenti per passaggi, trasferimenti e seconde lauree. A parte il fatto che gli organi competenti non ne tenevano conto neanche in questo caso (il confronto avveniva tra gli esami e quelli del piano statutario, non tra gli esami portati in dote e l'ordinamento approvato e depositato nella banca dati OFF.F), di fatto non era consentito presentare un piano individuale e non sto qua a spiegarti cosa accadeva materialmente qualora qualcuno provasse a farlo perché sarebbe troppo lungo: mi limito a specificare che il tentativo non lasciava traccia, poiché il piano veniva considerato irricevibile. Io avrei voluto farlo per recuperare gli esami sostenuti a Bologna, e quindi ci provai presentando istanza in bollo. Fui convocato da un ricercatore che non aveva neanche un incarico ufficiale nella struttura didattica ma sostanzialmente mi convocava in quanto moglie di un professore che lo aveva Cosa fece? Mi restituì il documento originale, con tanto di marca da bollo annullata con timbro apposto dalla segreteria (la quale si trovava in altra parte della città, quindi immaginiamoci quella domanda per pervenire a lei che percorso aveva fatto!), come se non lo avessi mai depositato Il documento non era stato protocollato e all'epoca non esisteva la PEC. Presentai non un esposto o un ricorso ma una mera istanza di chiarimento al Garante dei diritti senza entrare nel merito di quanto accaduto ma limitandomi a chiedergli un'interpretazione circa l'articolo del RDA (mi pare il 43) che garantiva la possibilità di presentare piani individuali e lui mi rispose che proporre un piano individuale non era una facoltà ma addirittura un obbligo, salvo che il piano individuale si sostanzia nell'operare le scelte rimesse allo studente così come indicate dalla guida Con questa risposta il Garante se ne uscì molto diplomaticamente: a mio avviso sapeva bene che rappresentare un'apertura avrebbe potuto causare un terremoto nella facoltà più popolosa dell'intero ateneo. Il RDA ad oggi non solo prevede ancora una norma simile, ma addirittura quello attualmente vigente (DR 1385/2023) chiarisce ulteriormente che per piano individuale si intende una cosa simile a quella che ante reformam era prevista dalla legge Codignola (la 9160/1969, quella che liberalizzò gli accessi). Al comma 2 dell'art. 17, infatti, così statuisce: «È possibile conseguire il titolo secondo un piano di studi individuale comprendente anche attività formative diverse da quelle previste dal regolamento didattico, purché in coerenza con l’ordinamento didattico del corso di studi dell’anno accademico di immatricolazione». E addirittura la norma è prevista in grassetto!

        Vengo, infine, agli esami singoli. Mentre i crediti maturati per conseguire i master universitari di primo livello, perlomeno e sostenuti sotto forma di esami, sono sempre riconoscibili per abbreviare i corsi di laurea magistrale in quanto si tratta di titoli di secondo ciclo (credo che l'apposito regolamento dell'Università per stranieri "Dante Alighieri" di Reggio di Calabria sia l'unico che stabilisca che i crediti dei master di primo livello sono riconoscibili solo nei corsi di laurea e quelli di secondo nei corsi di laurea magistrale: si tratta palesemente di una falsa applicazione della normativa dovuta all'evidente equivoco tra ciclo e livello), sugli esami singoli ci potrebbero essere dei problemi. Il mio consiglio è di individuare, consultando attentamente i regolamenti applicabili, un ateneo che non ne escluda espressamente la riconoscibilità, direttamente o attraverso formule indirette limitative dei riconoscimenti alle sole carriere finalizzate al conseguimento di titoli di studio. Certamente sono validi come requisiti curriculari per l'accesso al corso di laurea magistrale: l'ateneo non può pretendere che i debiti formativi vengano colmati presso esso stesso.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

        Commenta


        • #5
          Innanzi tutto Ti ringrazio per l'esaustiva risposta. Preciso che proprio sui corsi singoli sembrerebbe non esserci problema, né da Sassari, né dalle altre sedi universitarie interpellate (Reggio Calabria, Pisa, Tor Vergata, Torino), esclusa la Federico II, che per regolamento ne può approvare solo 32 crediti, mentre la segreteria esclude qualsivoglia approvazione. Anche per quanto attiene agli esami di Giurisprudenza non sembrano esserci problemi, solo a Sassari ne hanno creato e non pochi. In tal senso il regolamento di Scienze Politiche parla di 8 anni di risalenza, mentre quello di Economia tace, ma secondo la segreteria bisogna chiedere (sic!) al docente.
          Io vorrei optare per una triennale, poichè in effetti nelle sedi di Pisa, Reggio Calabria, Napoli e Bergamo si tratterebbe davvero di pochi esami. Putroppo si tratta di L-33, mentre a Sassari si tratta di L-18 e gli esami - anche escludendo i giuridici - diventerebbero una decina. Quanto alla specialistica a Sassari occorrerebbe rifare tutto daccapo (sempre secondo la segreteria), non mi verrebbero abbuonati neppure gli esami della specialistica sostenuti come corsi singoli nel medesimo ateneo.
          Il tentativo che ho compiuto in relazione ai piani di studi individuali (che per regolamento sono ammessi) sarebbe appunto di traslare quelli degli atenei favorevoli a Sassari.
          Questo il dettato del regolamento di Economia:
          "Piani di studio individuali
          É consentita la presentazione di un piano di studi individuale secondo le istruzioni
          contenute nel Regolamento carriere studenti d’Ateneo pubblicato al seguente link:
          https://www.uniss.it/documentazione/...riere-studenti. L’organo deliberante
          in merito è il Consiglio di corso di laurea aggregato ovvero il Consiglio di Dipartimento.
          Per maggiori informazioni si contatti il Referente per la Didattica del Dipartimento."
          Questo il dettato del Regolamento carriera studenti
          "Inoltre, se previsto dal Regolamento Didattico del corso di studio, lo studente può presentare un piano di studio individuale, che deve essere approvato dalla struttura didattica competente. La scelta degli insegnamenti deve ricadere su attività formative coerenti, anche per numero di crediti, con quanto previsto dall’Ordinamento Didattico di riferimento. In totale, devono permettere l’acquisizione di un numero di crediti non inferiore a quello necessario per il conseguimento del titolo".
          Quanto all'ordinamento didattico di riferimento, ho fatto riferimento al decreto ministeriale in vigore che assegna 90 CFU obbligatori e irrinunciabili mentre gli altri 90 sono evidentemente liberi, ma sembra che qui a Sassari non sia possibile interagire con la Commissione didattica, che a mio avviso dovrebbe prendere atto della correttezza della procedura da me impostata.
          Un caro saluto e ancora grazie
          Sergio

          Commenta


          • #6
            Originariamente inviato da Sergiof Visualizza il messaggio
            Innanzi tutto Ti ringrazio per l'esaustiva risposta. Preciso che proprio sui corsi singoli sembrerebbe non esserci problema, né da Sassari, né dalle altre sedi universitarie interpellate (Reggio Calabria, Pisa, Tor Vergata, Torino), esclusa la Federico II, che per regolamento ne può approvare solo 32 crediti, mentre la segreteria esclude qualsivoglia approvazione. Anche per quanto attiene agli esami di Giurisprudenza non sembrano esserci problemi, solo a Sassari ne hanno creato e non pochi. In tal senso il regolamento di Scienze Politiche parla di 8 anni di risalenza, mentre quello di Economia tace, ma secondo la segreteria bisogna chiedere (sic!) al docente.
            Cioè ogni singolo docente? Questi sono matti.

            Io vorrei optare per una triennale, poichè in effetti nelle sedi di Pisa, Reggio Calabria, Napoli e Bergamo si tratterebbe davvero di pochi esami. Putroppo si tratta di L-33, mentre a Sassari si tratta di L-18 e gli esami - anche escludendo i giuridici - diventerebbero una decina.
            Prendi una magistrale LM-56 o LM-77 con gli stessi esami o anche meno. Per avere un'idea fatti fare prevalutazioni da Unitelma Sapienza, Unimercatorum e Unimarconi; non sono impegnative e oltretutto queste università si limitano a fare le prevalutazioni senza sollecitare l'iscrizione (Unitelma Sapienza e Mercatorum non ti chiamano al telefono neanche se glielo chiedi tu; talvolta lo fa la Marconi ma per ragioni tecniche, non per fare promozione), dunque se lasci perdere non ti disturbano.

            Quanto alla specialistica
            Non esistono più dal 2007 le lauree specialistiche.

            a Sassari occorrerebbe rifare tutto daccapo (sempre secondo la segreteria)
            Può essere, ma in 2 anni sarebbero 12 esami: con 2 più di 10 avresti un titolo superiore.

            Il tentativo che ho compiuto in relazione ai piani di studi individuali (che per regolamento sono ammessi) sarebbe appunto di traslare quelli degli atenei favorevoli a Sassari.
            Attenzione, però: il piano individuale, se è ammesso, va costruito sull'ordinamento del singolo corso (o del curriculum se il corso è suddiviso in più curricula) e non della classe, e deve tener conto della materiale offerta degli esami desiderati nell'ateneo.

            Quanto all'ordinamento didattico di riferimento, ho fatto riferimento al decreto ministeriale in vigore che assegna 90 CFU obbligatori e irrinunciabili mentre gli altri 90 sono evidentemente liberi
            Sono liberi per la sede, non per te.

            Un caro saluto e ancora grazie
            Sergio
            Grazie a te, ma andiamo sino in fondo a questa storia e non gettiamo tutto alle ortiche.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

            Commenta


            • #7
              No, non ho intenzione di rinunciare, ma scarto l'ipotesi magistrale per due motivi:
              -troppo onerose
              -comunque basate su esami aziendali e non di economia pura.
              -prendo la seconda laurea per mera soddisfazione personale
              Infatti Unitelma e ECampus mi hanno proposto un piano di studi in cui si mi abbuonavano tutto, ma dovevo comunque sostenere parecchi esami. E parlo comunque di laurea triennale. Reggio Calabria mi avrebbe fatto partire dal terzo anno di corso con in pratica 5-6 esami da dare.
              il mio obiettivo è quello di poter creare un piano di studi almeno analogo qui a Sassari, magari partendo dal dettato del cm in vigore per la L-18 (l0unica disponibile in sede):
              ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI
              Attività
              formative:
              Ambiti
              disciplinari
              Settori scientifico-disciplinari CFU Tot.
              CFU
              Economico SECS‐P/01 ‐ Economia politica
              SECS‐P/02 ‐ Politica economica
              SECS‐P/12 ‐ Storia economica
              8
              Aziendale
              SECS‐P/07 ‐ Economia aziendale
              SECS‐P/08 ‐ Economia e gestione delle
              imprese
              SECS‐P/11 ‐ Economia degli intermediari
              finanziari
              8
              Statistico matematico
              SECS‐S/01 ‐ Statistica
              SECS‐S/03 ‐ Statistica economica
              SECS‐S/06 ‐ Metodi matematici dell'economia
              e delle scienze attuariali e finanziarie
              6
              Di base
              Giuridico IUS/01 ‐ Diritto privato
              IUS/04 ‐ Diritto commerciale
              IUS/09 ‐ Istituzioni di diritto pubblico
              6
              28
              Caratterizzanti Aziendale
              AGR/01 ‐ Economia ed estimo rurale
              SECS‐P/07 ‐ Economia aziendale
              SECS‐P/08 ‐ Economia e gestione delle
              imprese
              SECS‐P/09 ‐ Finanza aziendale
              SECS‐P/10 ‐ Organizzazione aziendale
              SECS‐P/11 ‐ Economia degli intermediari
              finanziari
              SECS‐P/13 ‐ Scienze merceologiche
              32 62
              Economico SECS‐P/01 ‐ Economia politica
              SECS‐P/02 ‐ Politica economica
              SECS‐P/03 ‐ Scienza delle finanze
              SECS‐P/06 ‐ Economia applicata
              8
              Statistico matematico
              MAT/09 ‐ Ricerca operativa
              SECS‐S/01 ‐ Statistica
              SECS‐S/03 ‐ Statistica economica
              SECS‐S/06 ‐ Metodi matematici dell'economia
              e delle scienze attuariali e finanziarie
              10
              Giuridico IUS/04 ‐ Diritto commerciale
              IUS/05 ‐ Diritto dell'economia
              IUS/06 ‐ Diritto della navigazione
              IUS/07 ‐ Diritto del lavoro
              IUS/12 ‐ Diritto tributario
              IUS/14 ‐ Diritto dell'unione europea
              12
              TOTALE 90
              Ringrazio ancora per la disponibilità

              Commenta


              • #8
                Originariamente inviato da Sergiof Visualizza il messaggio
                -troppo onerose
                In che senso?

                basate su esami aziendali e non di economia pura.
                Scusami ma qui non ti seguo: tu prima cerchi la classe L-18 e non la L-33 e poi vuoi l'economia che definisci, erroneamente, «pura»?
                L-18 è la classe di scienze aziendali e L-33 quella di scienze economiche; le loro omologhe sul secondo ciclo sono rispettivamente la LM-77 e la LM-56.
                In ogni caso a parità di ciclo le declaratorie delle classi sono molto simili e anche le tabelle: corsi di economia pura senza esami di studi aziendali non esistono nelle classi L-33 e LM-56 così come corsi di soli studi aziendali senza esami di economia non esistono nella classe L-18 (nella classe LM-77 a dire la verità sì, alla Unimore).

                Infatti Unitelma e ECampus mi hanno proposto un piano di studi in cui si mi abbuonavano tutto, ma dovevo comunque sostenere parecchi esami.
                Ti abbuonavano tutto o dovevi sostenere parecchi esami?

                E parlo comunque di laurea triennale.
                Infatti per la magistrale devi sostenere MENO esami, non più. Non capisco cosa non ti è chiaro di qeusto concetto.

                Reggio Calabria mi avrebbe fatto partire dal terzo anno di corso con in pratica 5-6 esami da dare.
                Ma guarda che è lo stesso scenario in cui ti ritroveresti iscrivendoti a un corso di laurea magistrale in un ateneo che ti convalida esami anche dal titolo di accesso (se a sua volta LM o laurea v.o.) e da esami singoli.

                il mio obiettivo è quello di poter creare un piano di studi almeno analogo qui a Sassari, magari partendo dal dettato del cm in vigore per la L-18 (l0unica disponibile in sede):
                cm che è?

                ATTIVITÀ FORMATIVE INDISPENSABILI
                Attività
                formative:
                Ambiti
                disciplinari
                Settori scientifico-disciplinari CFU Tot.
                CFU
                Forse non mi sono spiegato. L'ordinamento del corso non è la classe. Il sistema prevede che l'ateneo strutturi un corso riferendosi alla classe e poi, seguendo il sistema AVA (autovalutazione-valutazione-accreditamento), il Ministero lo approvi dopo passaggio all'Anvur. A quel punto la tabella del corso, dopo che la SUA (scheda unica annuale) è stata depositata tramite questo sistema, entra a far parte della banca dati nazionale dell'offerta formativa (Off.f), contenente gli ordinamenti didattici di tutti i corsi (vedi anche qui e qui). La gerarchia in senso discendente è la seguente: classe=> corso (eventualmente suddiviso in più curricula)=> piano di studi. L'approvazione da parte dell'ateneo di un piano di studi individuale basato sulla classe e non sul corso è manifestamente illegittima in quanto configurerebbe de facto l'istituzione di un nuovo corso di studi ad personam aggirando le norme sull'autorizzazione e l'accreditamento. Spero che tu abbia compreso il ragionamento e ne convenga con me, anche alla luce del fatto — giova a questo punto precisarlo — che il procedimento di autorizzazione e accreditamento non è meramente formale, ma implica un vero e proprio processo di valutazione a discrezionalità tecnica. In altre parole, non è sufficiente che un corso rispetti i requisiti formali della classe per essere approvato, ma deve anche garantire coerenza interna, coerenza rispetto agli obiettivi dichiarati e a quanto emerso dai tavoli di consultazione cone le parti sociali e produttive (in virtù della terza missione), coerenza rispetto alla denominazione etc. etc.. Che poi nei fatti vengano fatti passare corsi che stravolgono il senso della classe di appartenenza usando la classificazione come mero pretesto, questo è un altro discorso.
                Altra cosa invece è il piano individuale basato sull'ordinamento specifico del corso; a tal fine ti invito a procurarti la SUA del corso di studi di tuo interesse e vedere come puoi operare.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                Commenta


                • #9
                  Premesso che le Tue conoscenze sono di gran lunga superiori a quelle di qualsivoglia segreteria, cercherò in futuro di spiegare i passaggi da Te suggeriti per costruire un piano di studi individuale con la commissione didattica. Il problema è che la segreteria fa da tramite proprio per evitare queste iniziative ed arrivano a fare affermazioni atecniche come quelle di chiedere ai singoli docenti per abbuonare gli esami risalenti.
                  Il cm è un mero refuso, intendevo il dm dal quale vorrei partire per cercare un piano di studi individuale che necessariamente deve essere L-18 perchè a Sassari abbiamo solo la L-18. Viceversa gli atenei che ho interpellato hanno L-33, che sarebbe per me molto più conveniente in termini di carico. Come hai detto giustamente non esiste L-18 senza esami economici "puri" e non esiste L-33 senza aziendali. Io ho dato 11 esami matematico - statistici e nessuno aziendale; preferirei darne il meno possibile.
                  Per quanto concerne la magistrale, ammetto di non avere mai effettuato una pre-valutazione, ma a questo punto cercherò qualche corso per vedere cosa dicono.
                  Le telematiche per me sono troppo onerose e Unitelma mi abbuonava tutto, ma visto che mancavano gli aziendali ed essendo una L-18, alla fine mi faceva sostenere più o meno gli stessi esami che dovevo sostenere a Sassari (magari 2-3 in meno ma sempre tanti), però riuscivano a far stare tutto quello che avevo sostenuto dentro. Ho notato che Reggio Calabria faceva lo stesso, ma avendo meno aziendali ha avuto la mia preferenza. Il mio obiettivo, ripeto, è riuscire a Sassari a fare quello che dovrei fare a Rc, considerando che tutto quello che è attivato a RC è attivato anche a Sassari
                  Un saluto e scusa per il tempo che ti rubo!

                  Commenta


                  • #10
                    Scusami, Sergiof, ma ci sono alcuni passaggi di ciò che scrivi che non riesco a seguire. Innanzitutto in un post scrivi «purtroppo si tratta di L-33» e ora vien fuori che una L-33 sarebbe per te molto più conveniente.
                    Poi hai scritto per la seconda volta che Unitelma ti abbuonava tutto ma che ti restava da sostenere degli esami (prima lo avevi detto anche di eCampus, ove peraltro la classe L-33): allora in che senso ti abbuona tutto? Intendi dire che ti riconosceva tutto e cioè utilizzava tutto ciò che ti portavi in dote per dar luogo a convalide? In tal senso comprendo il desiderio che i tuoi sforzi siano valorizzati, ma continuo a ritenere che con una LM ti dovresti sforzare meno.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                    Commenta


                    • #11
                      Con "putroppo" intendo purtroppo per me la l-33 è disponibile in altri atenei e non a Sassari. In effetti rileggendo mi sono accorto di essermi espresso male. Riassumendo io vorrei una L-33 ma qui a Sassari non c'è. Ribadisco Unitelma abbuona tutto, ma tutti gli esami di una L-18 restano da fare e non sono pochi. Ma per la Tua esperienza come dovrei muovermi per poter proporre un piano di studi individuale il più possibile vicino alle mie esigenze? In particolar modo tenendo presente che non sono iscritto. O mi devo rassegnare ad iscrivermi in altra sede?
                      Ad ogni modo farò richiesta di prevalutazioni per la magistrale.

                      Commenta


                      • #12
                        Puoi proporre il piano individuale solo una volta iscritto, a meno che non intendi condizionare l'immtricolazione all'approvazione di quel piano, ma si tratta di procedura non standard che con le moderne tecnologie è infattibile, in quanto i sistemi sono programmati solo per le richieste standard. Potresti proporre istanza di immatricolazione con le vecchie modalità, ma per PEC o raccomandata, perché sono certo che la segreteria rifiuterebbe di acquisire l'incartamento, mentre a mezzo PEC o raccomandata non potrebbe affermare di non averlo ricevuto.
                        Altrimenti segui l'iter standard e dunque rimetti la domanda di immatricolazione telematicamente e una volta ottenuta la matricola presenti il piano di studi quando si apre la finestra.

                        Per mia esperienza i piani individuali non vengono approvati e, come ti ho già detto, fanno in modo che lo studente non abbia neanche le prove di averlo proposto (anche se oggi con la PEC è più difficile).

                        Ovviamente esiste la giustizia amministrativa, ma, al di là del fattore economico, sei sicuro che vuoi complicarti la vita?

                        Guarda che io alla mia seconda laurea per ottenere l'immatricolazione dovetti ricorrere al Tar. Col senno di poi non lo farei. Ottenni giustizia, ma cosa ci ho guadagnato? Comunque alla fine lasciai il corso a due esami dal traguardo in quanto gli appelli erano solo due all'anno (più quello per laureandi, ma si rientrava nella nozione di laureando solo con tesi già depositata e appello di laurea già prenotato con distanza di non oltre 20 giorni) e a me serviva urgentemente il titolo per partecipare a dei concorsi, quindi mi iscrissi a Unitelma Sapienza: esperienza fantastica e mi sono pentito di non averlo fatto prima (risparmiando anche un bel po' di soldini, oltre che di tempo).

                        Le università sono tante; l'offerta formativa è vastissima. Si fa come con gli operatori telefonici: se uno non ti dà soddisfazione lo cambi, senza troppe remore e senza rimpianti. Viaggiare per sostenere esami costa? Sicuramente, ma a conti fatti risulta meno oneroso di un ricorso al Tar. E ti dirò che risulta meno oneroso di un ricorso al Tar anche studiare per uno o due esami in più perché non te li hanno voluti convalidare, perché con tutto lo stress che risparmi puoi dedicare del tempo a studiare, tanto alla fin fine quando sono lauree simili oramai hai acquisito il metodo, studiare non ti pesa più e a lungo andare lo sforzo si trasforma in piacere e diventa veramente una passeggiata di salute tutta in pianura (non dico in discesa perché sennò sembra di precipitare). Poi in mezzo a questo piacere volente o nolente impari sempre qualcosa di nuovo; se non altro ti aggiorni (ovviamente il discorso vale se il problema è costituito da uno o due esami; se invece sono dieci o venti allora cambia tutto. Ecco perché quando mi sono iscritto a Giurisprudenza ho selezionato i tre atenei che mi convalidavano o dispensavano più esami e poi ho soppesato altri fattori per la scelta definitiva, che è ricaduta su quello, tra i tre, in cui mi rimanevano più crediti da maturare, poiché era anche quello che offriva più appelli; però, ovviamente, avevo scartato quelli che non convalidavano un numero di crediti che ritenessi accettabile).
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                        Commenta


                        • #13
                          Eh si, temo proprio che in futuro dovrò migrare in sedi più favorevoli.Eppure il motivo per cui per regolamento vengono ammessi i piani di studi individuali credo di averlo capito (ma non lo posso dire).
                          Grazie di tutto, mi hai chiarito di più tu le idee di quanto non lo abbiano fatto persone stipendiate per questo motivo!

                          Commenta


                          • #14
                            Un' opinione riguardo al dm 1648-1649 del 2023, in particolare in relazione all'art.3 punto 7: "I regolamenti didattici assicurano la possibilità, su richiesta dello studente, di conseguire il titolo secondo un piano di studi individuale comprendente anche attività formative diverse da quelle previste dal regolamento didattico, purché in coerenza con l'ordinamento didattico del corso di studi dell'anno accademico di immatricolazione". Cambia tutto per non cambiare niente?
                            https://www.mur.gov.it/it/news/merco...elle-classi-di
                            https://www.mur.gov.it/sites/default...19-12-2023.pdf

                            Commenta


                            • #15
                              Caro, come ti ho già detto il regolamento dice che la coerenza dev'essere con l'ordinamento dello specifico corso, non con la tabella della classe. Peraltro specifica «dell'anno accademico di riferimento», quindi devi anche rispettare l'anno di regolamento/coorte. Le classi mica cambiano di anno in anno, mentre i corsi di studio, potenzialmente, sì.
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                              Commenta

                              Sto operando...
                              X