Chiedo opinioni sul mio caso.
Sono in possesso di una laurea in giurisprudenza conseguita nel 2004, presso l'Università di Sassari.
Ho sostenuto una dozzina di esami come corsi singoli nel medesimo ateneo, all'interno dei corsi di laurea di Economia.
Ho chiesto pertanto alla segreteria di Economia e Scienze politiche di poter conseguire una laurea triennale sommando gli esami di Giurisprudenza e i corsi singoli, ovviamente sostenendo altri esami specifici. Giova evidenziare che i regolamenti dei corsi prevedono la possibilità di presentare un piano di studi individuale.
Per tutta risposta mi dicono che dovrei integrare gli esami di diritto perchè troppo risalenti. Inoltre i piani di studi individuali non esistono. La mia idea era di prendere piani di studi come quelli di Reggio Calabria, Bergamo, Bologna, Pisa, Napoli etc e trasferirli nel mio ateneo, limitando al minimo gli esami aziendali. Cosi facendo avrei evitato ingenti spese di spostamento. Gli atenei suddetti hanno effettuato prevalutazioni inserendo senza problemi gli esami di diritto e corsi singoli.
Opinioni a riguardo?
Ringrazio anticipatamente
Sergio

Cosa fece? Mi restituì il documento originale, con tanto di marca da bollo annullata con timbro apposto dalla segreteria (la quale si trovava in altra parte della città, quindi immaginiamoci quella domanda per pervenire a lei che percorso aveva fatto!), come se non lo avessi mai depositato
Il documento non era stato protocollato e all'epoca non esisteva la PEC. Presentai non un esposto o un ricorso ma una mera istanza di chiarimento al Garante dei diritti senza entrare nel merito di quanto accaduto ma limitandomi a chiedergli un'interpretazione circa l'articolo del RDA (mi pare il 43) che garantiva la possibilità di presentare piani individuali e lui mi rispose che proporre un piano individuale non era una facoltà ma addirittura un obbligo, salvo che il piano individuale si sostanzia nell'operare le scelte rimesse allo studente così come indicate dalla guida
Con questa risposta il Garante se ne uscì molto diplomaticamente: a mio avviso sapeva bene che rappresentare un'apertura avrebbe potuto causare un terremoto nella facoltà più popolosa dell'intero ateneo. Il RDA ad oggi non solo prevede ancora una norma simile, ma addirittura quello attualmente vigente (DR 1385/2023) chiarisce ulteriormente che per piano individuale si intende una cosa simile a quella che ante reformam era prevista dalla legge Codignola (la 9160/1969, quella che liberalizzò gli accessi). Al comma 2 dell'art. 17, infatti, così statuisce: «È possibile conseguire il titolo secondo un piano di studi individuale comprendente anche attività formative diverse da quelle previste dal regolamento didattico, purché in coerenza con l’ordinamento didattico del corso di studi dell’anno accademico di immatricolazione». E addirittura la norma è prevista in grassetto!
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