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Laurea e tirocinio

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  • #16
    Marika, io cito le norme vigenti; se poi queste risalgono al 1933 o al 1938 perché il legislatore non si è mai preso la briga di abrogarle e sostituirle con qualcosa di più recente fosse colpa mia per caso?
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    • #17
      Non è colpa tua come non è colpa mia delle stranezze della Marconi.
      Trovi sempre una spiegazione a tutto... spiega anche quella!

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      • #18
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Non è colpa tua come non è colpa mia delle stranezze della Marconi.
        Ma infatti mica te le ho attribuite.

        Trovi sempre una spiegazione a tutto... spiega anche quella!
        Dovrei avere qualche altro elemento su cui basare la ricerca delle fonti che mi possano condurre a dare una spiegazione.
        Ad esempio dovrei capire come vengono verbalizzati questi crediti. Perché se si tratta di diciture generiche come «altre conoscenze di contesto» (dicitura molto in voga in tutte e tre le università  toscane) allora magari è proprio previsto da regolamento didattico che i crediti relativi possano essere acquisiti mediante tirocinà®/stages, laboratorà®, seminarà®, project works, ulteriori conoscenze linguistiche, abilità  informatiche etc.. Comunque farebbero bene a riconoscere le competenze lavorative.
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        • #19
          Ho contattato via email direttamente la UniMarconi che in breve tempo (un punto a favore) così mi ha risposto: "per colmare i 18 crediti delle ulteriori attività  formative può fare a scelta:
          attività  di tirocinio/stage
          oppure esami di laboratorio virtuali (sono degli esami di idoneità  che si preparano come qualunque altro esame e non richiedono la presenza)
          oppure idoneità  linguistiche non sostenute"
          Per quanto mi riguarda direi ottimo :-)

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          • #20
            Ecco, appunto, si chiamano genericamente «ulteriori attività  formative».
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            • #21
              Grazie a tutti per le risposte. UniNettuno mi ha confermato che per il mini-tirocinio della triennale in psicologia dovrebbe bastare uno scritto (un saggio concordato col tutor). Per la magistrale, invece, dovrebbe essere richiesto un effettivo tirocinio "sul campo"

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              • #22
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio


                Scusami se posso apparire eccessivamente tranchant, ma da dove ti viene questa sciocchezza?

                Io vorrei capire chi ha inculcato nella maggior parte di voi l'idea, del tutto campata in aria, che i corsi di laurea e i corsi di laurea magistrale siano in qualche modo collegati tra loro. Non è così; questo discorso valeva per le vecchie lauree specialistiche, che erano tutt'altra cosa e sono state abolite (l'equiparazione ai fini dei concorsi pubblici è solo transitoria e ha lo scopo di salvaguardare i diritti di chi aveva conseguito i titoli in base agli ordinamenti previgenti all'entrata in vigore del decreto MIUR 270/2004).
                Stavo giusto leggendo un pdf della facoltà  di Psicologia dell'Università  di Torino relativo a quest'anno accademico, e penso che metterla così sia un po' eccessivo. Ivi si può leggere che l‘ammissione ai vari corsi di laurea magistrali
                "è subordinata ad una verifica dell‘adeguatezza della preparazione individuale [una doppia prova, scritta e orale, tenutasi a settembre 2018] fermo
                restando il possesso dei seguenti requisiti:

                Ӣ una laurea triennale nella classe L 24 ex D.M. 270/04, oppure
                Ӣ una laurea triennale nella classe 34 ex D.M. 509/99, oppure,
                Ӣ una laurea quinquennale di classe psicologica del Vecchio Ordinamento
                o infine
                ”¢ qualunque altra laurea triennale, laurea magistrale, laurea specialistica, laurea del “vecchio ordinamento” di Classe non Psicologica a condizione di avere acquisito 80 [o 90, a seconda del corso] CFU
                (crediti formativi) in discipline psicologiche (s.s.d. M-PSI), di cui almeno 4 crediti per
                ciascun settore disciplinare (M-PSI/01, /02, /03, /04, /05, /06, /07 e /08)".

                Sembra da ciò che i passaggi non siano così banali: 80/90 cfu sono una decina di esami, più di un anno di studio, e si potrebbe comunque fallire nella prova di verifica, se questa viene fatta seriamente. Per un ingegnere iscriversi a Psicologia non sarebbe automatico, e immagino che la cosa valga anche in altre università  (sicuramente a Padova e a Trento, che pure ho controllato) e per gli altri dipartimenti
                Ultima modifica di Davide T.; 24-05-2019, 15:36.

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                • #23
                  Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                  troppo forte la tentazione della pun
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Originariamente inviato da Davide T. Visualizza il messaggio
                    Stavo giusto leggendo un pdf della facoltà  di Psicologia dell'Università  di Torino relativo a quest'anno accademico, e penso che metterla così sia un po' eccessivo. Ivi si può leggere che l‘ammissione ai vari corsi di laurea magistrali
                    "è subordinata ad una verifica dell‘adeguatezza della preparazione individuale [una doppia prova, scritta e orale, tenutasi a settembre 2018] fermo
                    restando il possesso dei seguenti requisiti:

                    Ӣ una laurea triennale nella classe L 24 ex D.M. 270/04, oppure
                    Ӣ una laurea triennale nella classe 34 ex D.M. 509/99, oppure,
                    Ӣ una laurea quinquennale di classe psicologica del Vecchio Ordinamento
                    o infine
                    ”¢ qualunque altra laurea triennale, laurea magistrale, laurea specialistica, laurea del “vecchio ordinamento” di Classe non Psicologica a condizione di avere acquisito 80 [o 90, a seconda del corso] CFU
                    (crediti formativi) in discipline psicologiche (s.s.d. M-PSI), di cui almeno 4 crediti per
                    ciascun settore disciplinare (M-PSI/01, /02, /03, /04, /05, /06, /07 e /08)".

                    Sembra da ciò che i passaggi non siano così banali: 80/90 cfu sono una decina di esami, più di un anno di studio, e si potrebbe comunque fallire nella prova di verifica, se questa viene fatta seriamente.
                    Non diamo informazioni sbagliate per cortesia.

                    A livello di normazione centrale, cioè in base al decreto MIUR 270/2004 (che attua l'art. 15, c. 95, della legge 127/1997) e decreti derivati (e in particolare i decreti che istituiscono e definiscono le classi e quelli che li hanno modificati), non esiste, anzi è proprio esclusa, una correlazione tra classi delle lauree e classi delle lauree magistrali, fatta eccezione che per la classe LM-4 (l'unica classe in cui è ammessa la possibilità  di istituire sia corsi a ciclo unico sia corsi esclusivamente di secondo ciclo; per i corsi di solo secondo ciclo, però, la declaratoria della classe specifica espressamente che devono essere posseduti per l'accesso i crediti obbligatorà® di cui alla tabella della classe L-17, che poi, sommati a quelli della LM-4 di solo secondo ciclo, sono gli stessi della LM-4 a ciclo unico). La norma generale stabilisce solo che per l'accesso a un corso di laurea magistrale di secondo ciclo, di durata normale bienale, è necessario il possesso di una laurea e che non è ammesso l'accesso con debiti formativi. Ulteriori restrizioni in accesso possono essere fissati, nell'à mbito dell'autonomia, dai singoli atenei, i quali:
                    1. possono restringere l'accesso ai possessori di lauree in classi specifiche;
                    2. possono restringere l'accesso a chi abbia maturato crediti in settori scientifico-disciplinari specifici;
                    3. possono combinare i criteri di cui ai due punti precedenti, prevedendo l'ammissione automatica, senza verifica dei requisiti curriculari, con determinate classi di laurea (le linee-guida, che però non sono vincolanti, vietano il riferimento esplicito a una laurea specifica rilasciata dallo stesso o da altro ateneo, fermo restando l'obbligo che ciascuna laurea consenta l'accesso ad almeno un corso di laurea magistrale interno) e la possibilità  di accedere ai possessori di altre lauree a condizione di aver maturato crediti in settori predeterminati;
                    4. fermo restando che i requisiti curriculari devono essere posseduti al momento dell'immatricolazione, possono prevedere percorsi speciali per adeguare i requisiti curriculari di coloro che non li posseggono, fissando ad esempio modaltà  alternative di verifica o recupero degli stessi (colloqui esplorativi, prove preliminari all'accesso, prove uniche di verifica dei saperi essenziali, esami unici per recuperare tutti insieme gli eventuali obblighi formativi aggiuntivi; prassi, quest'ultima, adottata dal dipartimento di Comunicazione ed economia dell'Università  degli studi di Modena e Reggio Emilia per il corso di laurea magistrale in Economia e diritto per le imprese e la pubblica amministrazione nonché dall'Universitas Mercatorum per il corso di laurea magistrale in Psicologia del lavoro e delle organizzazioni), anche se nella maggior parte dei casi si richiede semplicemente di sostenere esami singoli per maturare i crediti mancanti (all'Università  degli studi di Firenze, è prevista una procedura di immatricolazione differenziata se vengono sostenuti gli esami singoli previsti da una delibera di ammissione a un corso di laurea magistrale, il che mi fa supporre che i programmi siano specifici).

                    In alcuni casi è prevista una verifica dell'adeguatezza della preparazione personale, ad esempio tramite un test non selettivo di ammissione o un colloquio individuale; in alcuni casi l'adeguatezza si ritiene presunta qualora il voto con cui è stato conseguito il titolo di accesso (o la media aritmetica o ponderata degli esami con cui è stato conseguito, o addirittura di specifici esami) superi una certa soglia predeterminata. In altri atenei (e parliamo sempre di corsi ad accesso libero; se l'accesso è a numero chiuso su base meritocratica la situazione si complica ulteriormente) l'adeguatezzaa della preparazione iniziale non è soggetta a valutazione ma solo a verifica cartolare e pertanto, se la soglia di cui sopra non è soddisfatta, l'accesso è sbarrato.
                    In qualche caso è richiesto un colloquio conoscitivo oppure va presentata una richiesta motivazionale, a tutti ovvero in funzione di requisiti curriculari e/o di preparazione personale, oppure in combinazione con gli stessi.

                    Ora, nel caso specifici dei corsi di laurea magistrale di classe LM-51 quasi tutte le università  richiedono 80-90 crediti in determinati settori, in accordo con le linee-guida del Consiglio nazionale dell'Ordine degli psicologi, essendo tale corso di laurea magistrale finalizzato espressamente alla formazione di psicologi, preparando all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione.
                    Anche l'Ordine dei dottori commercialisti ha previsto delle regole del genere, ma in questo caso ha dato ”“ la legge glielo consente ”“ la contropartita: se i requisiti sono rispettati, è possiible stipulare una convenzione con un ordine distrettuale, sulla base di una convenzione-quadro, che consente di non fare il praticantato post lauream e di saltare la prima prova dell'esame di Stato. Va da sé che le università  si sono buttate a pesce sulla convenzione, semplicemente applicandola per coloro che accedono a una laurea magistrale di classe LM-56 (Scienze dell'economia) o LM-77 (Scienze economico-aziendali) con una laurea di classe L-18 (Scienze economiche) o L-33 (Scienze dell'economia e della gestione aziendale), fermo restando che l'accesso è consentito ad altri secondo regole definite dal singolo ateneo. Personalmente conosco almeno dieci persone iscritte a corsi di laurea magistrale di queste classi (per non parlare della LM-76, Scienze economiche per l'ambiente e la cultura, che, come la LM-16, Finanza, non dà  accesso alla professione di dottore commercialista, almeno in teoria perché sulla base del D.I. 09/07/2009 prevedo personalmente una valanga di ricorsi) che sono laureate in Scienze politiche, Scienze dell'amministrazione, Scienze della comunicazione, Dams, Lingue, Filosofia, Lettere, Sociologia. Io stesso mi sono iscritto a un corso di laurea magistrale di classe LM-77 dopo due lauree non economiche né aziendali e in ateneo ho conosciuto un collega laureato in Fisica e una che ha due lauree ingegneristiche.

                    Per un ingegnere iscriversi a Psicologia non sarebbe automatico
                    Immagino tu intenda un laureato in Ingegneria. Un ingegnere è un'altra cosa e non riguarda l'università .

                    e immagino che la cosa valga anche in altre università  (sicuramente a Padova e a Trento, che pure ho controllato) e per gli altri dipartimenti
                    Il dipartimento non ha nessuna importanza. Alla Pegaso la laurea in Ingegneria civile è rilasciata dal dipartimento Giurisprudenza, ma non cambia niente tra essa e una laurea in Ingegnerai civile rilasiata da un dipartimento altrimenti denominato.
                    I requisiti di accesso sono fissati dal regolamento didattico di ciascun corso di laurea magistrale.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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