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Con la laurea telematica non si lavora, cos'hanno intenzione di fare le università?

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  • Con la laurea telematica non si lavora, cos'hanno intenzione di fare le università?

    Ammesso che questo

    https://twitter.com/LoPsihologo/stat...35085304991748

    e questo

    https://twitter.com/HushiDani/status...44253342105602

    siano testimonianze reali, cos'hanno intenzione di fare gli atenei?
    Davvero utile organizzare seminari di cui non frega niente a nessuno e usare testimonial famosi per campagne pubblicitarie dubbie?
    Possibile che nessuno si attivi in tal senso?
    Cosa fanno le università per contrastare questo fenomeno di razzismo culturale?

  • #2
    Credo che il commento che dovrebbe indurre maggiormente alla riflessione sia il seguente, di una certa Dani Hushi:
    Sono l'unica (bilaureata) che quando vede un CV firmato "Dott.ssa Xyz" e che contiene le parole Unipegaso Unical Lumsa Ecampus Pavia Uninettuno L'Orientale Ca' Foscari e simili, lo cestina automaticamente?
    Strambo sino a un certo punto, perché conferma quello che vado dicendo da anni: il pregiudizio è trasversale, variabile geograficamente e non impattante sulle sole telematiche. Peraltro è ancora più variabile di come pensassi: non avevo mai sentito prima d'ora pregiudizi negativi sull'Orientale e sull'Università di Pavia, proprio mai. L'Orientale viene sovente definita come disorganizzata, ma a livello didattico e di ricerca nessuno ha mai trovato niente da eccepire su di essa. L'Università della Calabria soffre pregiudizio perché si trova al Sud, ma è risultata più di una volta sul podio del Censis e di Repubblica, come del resto l'ateneo pavese.

    Per la cronaca:
    ​​​​​​​- l'Università degli studi di Pavia e l'Università degli studi della Calabria sono da anni, con l'Università degli studi di Perugia e l'Università degli studi, tra i migliori atenei secondo la classifica Censis-Repubblica;
    - in molti rankings internazionali l'Università della Calabria, considerata una delle migliori d'Italia per quanto riguarrda l'area di informatica ed elettronica, è una delle poche italiane presenti insieme con la Sapienza di Roma, l'Università di Padova e la Federico II di Napoli;
    - l'Orientale è la più antica scuola di sinologia, orientalistica e in generale di lingue d'Europa;
    - Ca' Foscari è una università di tutto rispetto, ottima scuola di linguistica;
    - Uninettuno è nata da un consorzio di università tradizionali, tra cui gran parte delle magiori università statali italiane;
    - non capisco cosa si intenda per «simili».
    Ultima modifica di dottore; 12-04-2021, 18:45.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
      Ammesso che questo

      https://twitter.com/LoPsihologo/stat...35085304991748

      e questo

      https://twitter.com/HushiDani/status...44253342105602

      siano testimonianze reali, cos'hanno intenzione di fare gli atenei?
      Davvero utile organizzare seminari di cui non frega niente a nessuno e usare testimonial famosi per campagne pubblicitarie dubbie?
      Possibile che nessuno si attivi in tal senso?
      Cosa fanno le università per contrastare questo fenomeno di razzismo culturale?
      con questi pregiudizi ci puoi fare ben poco, c'è da dire che non tutte le persone ragionano così, anzi all'interno dell'azienda stessa per posizioni differenti vengono utilizzate filosofie di selezione diverse.

      mi spiego meglio: la mia azienda per esempio per le figure junior dove il candidato ha nella laurea la sola "esperienza" non assumerebbe mai ingegneri che non si sono laureati in un politecnico tradizionale. Ma per figure senior la laurea è un mattone (lontano) della propria esperienza, per cui se ne tiene conto ma alla fine è tutto il percorso che conta.

      una mia amica che fa la selezionatrice di professione per una multinazionale giapponese, mi ha detto candidamente che per i profili senior la provenienza della laurea conta poco.

      Mio modestissimo parere: questi selezionatori "elitari" parlano così perchè fa figo e perchè poi le risorse mirabolanti che hanno selezionato non ce le hanno sul groppone loro ma io che devo fargli da tutor per almeno due anni. Questi non sanno allacciarsi le scarpe nella migliore delle ipotesi, hanno lacune di ingegneria pesanti, molto spesso perchè i professori stessi sono avulsi dal mondo reale, avendo imparato mnemonicamente una lezione da recitare nel 1980 ma quarant'anni dopo il mondo è andato da tutt'altra parte. Durante una mia spiegazione di come funziona un reattore, la neo collega mi disse: ma all'università non spiegano così, adesso con te ho capito.

      Sono un po' sopravvalutate le tradizionali e sono un po' sottovalutate le telematiche, inoltre al di là di chi si è laureato dove, conta la persona.
      Le telematiche vengono percepite "facili" mentre le tradizionali "dure, rigorose e formative". E' una semplificazione che ha un errore di fondo che spiego subito. Le telematiche si rivolgono a un pubblico adulto e lavoratore, non a un ragazzo che di "mestiere" fa lo studente. Quindi non puoi fornire la stessa preparazione. Nelle telematiche di ingegneria vengono forniti gli strumenti necessari per poter far l'ingegnere, digeriti e senza fronzoli. Nella tradizionale invece ti devi puppare tutta una serie di rigorosità e formalità, dicono per sviluppare la forma mentis.. cosa non più necessaria in un adulto lavoratore. E' da questo fatto che secondo me si percepiscono le telematiche come più facili, erroneamente direi.

      ultima cosa: linkedin non aiuta. Non è più come una volta che un'azienda mette 3 annunci imboscati nel proprio sito web. ora con linkedin la competizione è terribile. tu metti un annuncio e 600 ingegneri mandano il CV. cosa fa il selezionatore per far prima? discrimina per voto e per università, stop, anzi lo fa l'algoritmo per te.

      questo è il mio punto di vista che non è la verità assoluta, non voglio offendere nessuno, ma è quello che vedo e percepisco.. Mi spiace per questa superficialità di selezione, perchè ogni percorso universitario è storia a sè, a prescindere dall'ateneo frequentato


      comunicazione di servizio per i mod: mi sono dovuto reiscrivere al forum perchè non riesco ad accedere al mio utente originario (theChemist), in particolare non riesco a recuperare la password. Nonostante io abbia indicato la mail corretta, poi non arriva nessuna mail di ripristino, nemmeno nello spam

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      • #4
        Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio
        comunicazione di servizio per i mod: mi sono dovuto reiscrivere al forum perchè non riesco ad accedere al mio utente originario (theChemist), in particolare non riesco a recuperare la password. Nonostante io abbia indicato la mail corretta, poi non arriva nessuna mail di ripristino, nemmeno nello spam
        Puoi scrivere il tuo problema nella sezione "Suggerimenti, errori e problemi"? Se ci mettiamo a discutere qui della cosa non facciamo altro che incasinare la discussione.
        Inoltre è un problema che può capitare anche ad altri, quindi se viene riportato nel posto giusto allora si possono dare indicazioni anche a loro.
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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        • #5
          Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio
          mi spiego meglio: la mia azienda per esempio per le figure junior dove il candidato ha nella laurea la sola "esperienza" non assumerebbe mai ingegneri che non si sono laureati in un politecnico tradizionale.
          Dunque solo Torino, Milano e Bari?
          Perché a Napoli e Roma non ci sono politecnici, ma ci sono ottime scuole di ingegneria presso le università Federico II, Parthenope, Sapienza e Roma Tre. E dai dati occupazionali non mi risulti che coloro che escono da tali scuole se la passino male, anzi. Idem i laureati in Ingegneria dell'Università di Padova, dell'Alma mater studiorum Università di Bologna e di tanti altri atenei.

          Ma per figure senior la laurea è un mattone (lontano) della propria esperienza, per cui se ne tiene conto ma alla fine è tutto il percorso che conta.
          Se non ti prendono come "iunior" il percorso rimane sempre zero.

          professori stessi sono avulsi dal mondo reale, avendo imparato mnemonicamente una lezione da recitare nel 1980 ma quarant'anni dopo il mondo è andato da tutt'altra parte.
          I professori per legge sono tenuti a fare ricerca. Con la legge 240/2010 sono state anche introdotte regole chiare per la valutazione periodica della ricerca.
          La funzione precipua dell'università è quella della trasformazione della ricerca in didattica e conseguente trasferimento della conoscenza.
          Quindi se questi fanno la stessa lezione dal 1980 evidentemente la loro ricerca si è orientata su un qualcosa di diverso rispetto a ciò che insegnano. E questo è anomalo.

          Le telematiche si rivolgono a un pubblico adulto e lavoratore
          In realtà non sono le telematiche che si rivolgono ad adulti lavoratori, perlomeno non più. La Pegaso e la Cusano da tempo stanno cercando di cambiare target: la Pegaso attraverso forti scontistiche per i neodiplomati, la seconda con l'introduzione di metodologie didattiche blended e percorsi sedicenti di eccellenza. Se non sbaglio anche Unitelma Sapienza ha previsto agevolazioni economiche per i neodiplomati (mi pare sotto forma di borse di studio). Tutta la comunicazione pubblicitaria di eCampus è poi rivolta a un pubblico giovanile e in un pubbliredazionale che si trova su YouTube, andato in onda su un'emittente televisiva locale, si parla proprio di eCampus come prima scelta. Il nodo è infatti proprio questo: la telematiche vorrebbero essere la prima scelta dello studente, volendo perfino la scelta di comodo di chi pensa che studiarvi sia più facile oppure di chi è avanti con gli anni e non è mai stato iscritto all'università, ma non la scelta di ripiego di coloro che hanno iniziato l'università altrove e non ce l'hanno fatta, il famoso remedial per gli espulsi dal sistema universitario di una valutazione Anvur di qualche anno fa che Marika ripeteva come un mantra. Aggiungi il fatto che i laureati precoci sono nel mirino degli organi di valutazione (sia il nucleo di valutazione, che è un organismo indipendente interno, sia enti e agenzie governativi e non), i quali non distinguono tra tipologie di laureati precoci: che io abbia sostenuto tutti gli esami in un anno oppure mi sia laureato con 2 esami sostenuti e 18 convalidati per loro è la stessa cosa, senza peraltro distinguere tra esami convalidati perché sono stati riconosciuti gli stessi esami (ovvero esami ritenuti corrispondenti o equipollenti) presso un altro ateneo ed esami convalidati per abilità o competenze professionali. Tra l'altro, anche se in caso di trasferimento formalmente si tratta della stessa carriera che prosegue in altro ateneo, va comunque generata una nuova matricola e ai fini dell'Anagrafe nazionale studenti universitari risulta come una nuova immatricolazione, dunque non cambia niente rispetto alla rinuncia agli studi, fortemente incentivata dalle telematiche perché consente le iscrizioni ad anno accademico inoltrato (che poi sono la maggioranza, sempre per le stesse ragioni). Per tutti questi motivi le telematiche hanno un disperato bisogno di attrarre studenti giovani, se non di età perlomeno di esperienza universitaria.
          Invece, nonostante gli sforzi, le telematiche continuano ad attrarre persone vecchie di età e anziane di esperienze universitarie più o meno andate bene: se sono esperienze universitarie concluse cercano il secondo titolo con abbreviazione di carriera, se sono esperienze universitarie interrotte cercano di recuperare esami che magari pensavano fossero stati persi per sempre. In un gruppo chiuso ho perfino trovato un tizio che aveva conseguito in una prestigiosissima università non statale una laurea e una laurea magistrale e che si era iscritto a una telematica per conseguire una laurea magistrale della stessa classe di quella già conseguita, al fine di ottenere il medesimo titolo con voto più alto, visto che nella precedente carriera non aveva raggiunto la soglia di sbarramento per alcuni concorsi cui era interessato (uno poi si iscrive in università che costano dai diecimila euro l'anno in su per darsi ai concorsi pubblici: mah). Per far ciò aveva prima conseguito un master in maniera tale da farsi abbreviare la carriera della laurea magistrale sulla base degli esami del master e non sulla base di quelli dell'altra laurea magistrale posseduta, altrimenti si sarebbe ritrovato con la stessa media. Poi dopo iscritto il tizio ha scoperto che è più difficile prendere voti alti in alcune telematiche, tra cui quella, che nella sua università di provenienza, rimanendoci molto male.
          Se il pregiudizio è radicato soprattutto in chi si iscrive, difficilmente potrà dissiparsi sul mercato del lavoro.
          D'altro canto, è anche vero che le università telematiche nella condizione in cui si trovano, se da un lato possono incentivare le immatricolazioni di studenti vergini rispetto al panorama universitario, non possono di certo scoraggiare tutti gli altri, perché altrimenti perderebbero la principale fonte di finanziamento. Quindi ad esempio impediscono le anticipazioni (poche consentono di anticipare gli esami degli anni successivi, peraltro a condizioni piuttosto stringenti, e nessuna di anticipare il conseguimento dei titoli), cercano di frenare i trasferimenti in uscita (bloccando anche le rinunce, spesso e volentieri in maniera illegittima), limitano sempre più i riconoscimenti delle carriere pregresse. Sotto quest'ultimo aspetto, la discussione linkata riguarda la Pegaso, ma il discorso è generalizzabile: fanno eccezione solo Unitelma Sapienza e Marconi, che possono tranquillamente fregarsene dacché sono le uniche due a non avere problemi di reputazione. Oramai tutte le altre, Mercatorum compresa, se possono convalidarti 3 crediti in meno per non far scattare l'anno successivo lo fanno, così come accettano immatricolazioni sino a giugno e a volte sino a luglio, cioè ad anno accademico praticamente finito, al fine di fare risultare lo studente iscritto per un anno in più. La Cusano, poi, raggiunge l'apoteosi visto che con 150 crediti convalidati ti iscrive al terzo anno del corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza quando altri atenei, telematici e non, con 135 crediti ti iscrivono al quarto.
          In definitiva, il problema non è dunque il pubblico a cui si rivolgono le università telematiche, ma la domanda che di fatto soddisfano a dispetto del target desiderato diverso. Non si può neanche dire che adottino una strategia di marketing sbagliata, perché sono state esse stesse a creare questa situazione, ponendosi sul 'mercato' dell'istruzione come alternativa valida all'università tradizionale per gli studenti lavoratori e per chi era stato 'costretto' a lasciare l'università. In questo modo hanno colmato un vuoto perché la domanda c'era, ma le università tradizionali non la intercettavano (salvo le poche che avevano i corsi serali, oramai dismessi ovunque). Ora che la situazione è diventata più grande di loro, ottenere un riposizionamento è molto difficile.

          cosa fa il selezionatore per far prima? discrimina per voto e per università, stop, anzi lo fa l'algoritmo per te.
          Per lui.

          comunicazione di servizio per i mod: mi sono dovuto reiscrivere al forum perchè non riesco ad accedere al mio utente originario (theChemist), in particolare non riesco a recuperare la password. Nonostante io abbia indicato la mail corretta, poi non arriva nessuna mail di ripristino, nemmeno nello spam
          Scrivi in privato a Bmastro!
          Ultima modifica di dottore; 16-04-2021, 10:08.
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          • #6
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Dunque solo Torino, Milano e Bari?
            di fatto assumendo 1 neolaureato l'anno in media, la provenienza è sempre quasi polimi.. ma giusto perchè il candidato non ha problemi di alloggio in quanto si presume che già viva a Milano. Un neolaureato a Bari non ha la penalizzazione dell'università ma dell'alloggio. il ragazzo di Milano spesso vive coi genitori e il giorno dopo può già lavorare, quello di Bari ora che si trova un alloggio che non gli porta via il 50% dello stipendio passano due mesi. I nostri lo sanno e passano oltre.


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            • #7
              Disamina interessante, Dottore, alla quale posso aggiungere poco.
              Io auspicherei un intervento delle telematiche in questione con open day dedicati al lavoro. Ovviamente parliamo di un mondo ancora in pandemia, ma con le vaccinazioni andate a buon fine, perchè secondo me se non si fa nulla non se ne esce.
              Hai ragione quando parli del problema radicato nella testa delle persone, ma qui siamo già a 3 topic in cui l'autore ha chiesto qual è la telematica più facile, proprio chiaro e tondo.
              Forse ti dimentichi anche di dire, già lo so che non confermarai o devierai il discorso, che le telematiche sono molto ad uso e consumo degli impiegati della pubblica aministrazione e a lavoratori simili interesserà prima di tutto la facilità.
              Ricordo un'iniziativa dell'Unipegaso del tipo "trova un lavoro o vieni rimborsato", alla fine com'è andata?
              Assurdo comunque che nel 2021 le università si diano a seminari che fanno ridere i polli e a pubblicità "ti aspekto": ma questa gente non pensa agli ex studenti, ora dottori?

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              • #8
                Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                Ammesso che questo

                https://twitter.com/LoPsihologo/stat...35085304991748

                e questo

                https://twitter.com/HushiDani/status...44253342105602

                siano testimonianze reali, cos'hanno intenzione di fare gli atenei?
                Davvero utile organizzare seminari di cui non frega niente a nessuno e usare testimonial famosi per campagne pubblicitarie dubbie?
                Possibile che nessuno si attivi in tal senso?
                Cosa fanno le università per contrastare questo fenomeno di razzismo culturale?
                Mi fa sorridere il fatto che su questo forum si prendono sul serio due post su Twitter scritti da due persone a caso e che rappresentano due palesi tentativi di fare engagement (in un periodo storico in cui Twitter andava di moda) di cui il primo è un tentativo fallito, l'altro invece riuscì a diventare virale.

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                • #9
                  Originariamente inviato da Nome-Utente Visualizza il messaggio
                  Mi fa sorridere il fatto che su questo forum si prendono sul serio due post su Twitter scritti da due persone a caso e che rappresentano due palesi tentativi di fare engagement (in un periodo storico in cui Twitter andava di moda) di cui il primo è un tentativo fallito, l'altro invece riuscì a diventare virale.
                  Guarda che è stato premesso dall'OP «ammesso che si tratti di testimonianze reali». Il secondo è stato cancellato, dunque sulla base di cosa dici che diventò virale?
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Il secondo è stato cancellato, dunque sulla base di cosa dici che diventò virale?
                    Perché riconosco l'username nel link e riguardava una presunta "bilaureata" (parole sue) che scartava curriculum di laureati Uninettuno, Padova e Ca Foscari, fece una valanga di visualizzazioni con sotto gente che la insultava in massa, finì persino in tendenza (motivo per il quale scoprì ai tempi quel tweet).
                    Faceva post volutamente provocatori, non era l'unico.

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