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Iscrizione all università telematica, dubbi e perplessità.

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  • Iscrizione all università telematica, dubbi e perplessità.

    Salve, è da un pò che penso di iscrivermi all'università, ma siccome al contempo ho bisogno di lavorare, stavo valutando l università telematica.
    Il corso che mi piacerebbe frequentare sarebbe quello di scienze e tecniche psicologiche.
    Ho contattato l università e-campus per chiedere informazioni, mi hanno parlato degli esami, che per prepararsi ad essi basta consultare un elenco di domande dal quale verranno estratte le domande del test, il fatto che siano tutte a risposta multipla e per finire, una frase che mi ha davvero scioccato, " ti basta studiare due ore a settimana".
    Ora, tralasciando tutto questo, la mia principale preoccupazione è che ciò che si può apprendere da un università telematica non sia nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che si potrebbe apprendere in un università "tradizionale".
    Ho il timore di finire la triennale e non poter essere sicuro di ciò che ho imparato.
    Io sono disposto a lavorare sodo, ma su un percorso del quale io possa "fidarmi" diciamo così.
    Detto questo, qualcuno sa se effettivamente è così? Oppure che si ci può "fidare" di ciò che c'è da studiare in un università telematica ?
    Perdonate se le mie sono magari domande stupide, purtroppo non ho esperienza di percorsi universitari.

  • #2
    Premesso che non ho esperienze dirette nelle telematiche, in generale la preparazione dovrebbe essere più o meno simile ovunque, ma spesso ci sono notevoli differenze in base a vari fattori (professore, materia,...).
    Un test a crocette non credo renda in assoluto più facile l'esame... diciamo che rende probabilmente più facile passarlo ma molto più difficile passarlo col voto massimo o quasi. Ovviamente parlo sempre in generale perché dipende da come sono calibrate le domande, dall'eventuale penalizzazione in caso di risposta errata e così via...

    Comunque se hai chiamato l'università e qualcuno dall'interno ti ha detto così la cosa non mi sembra proprio strategica... è possibile che si attiri qualche iscritto in più (ci sarà sempre e dovunque gente che cerca scorciatoie a discapito della qualità) ma a che prezzo? Già le telematiche hanno fama di essere più facili... se poi si sentono queste cose anche dall'interno allora è ovvio che la reputazione cade a picco!

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    • #3
      Originariamente inviato da Wysd Visualizza il messaggio
      Salve, è da un pò che penso di iscrivermi all'università, ma siccome al contempo ho bisogno di lavorare, stavo valutando l università telematica.
      Il corso che mi piacerebbe frequentare sarebbe quello di scienze e tecniche psicologiche.
      Ho contattato l università e-campus per chiedere informazioni, mi hanno parlato degli esami, che per prepararsi ad essi basta consultare un elenco di domande dal quale verranno estratte le domande del test, il fatto che siano tutte a risposta multipla e per finire, una frase che mi ha davvero scioccato, " ti basta studiare due ore a settimana".
      Ora, tralasciando tutto questo, la mia principale preoccupazione è che ciò che si può apprendere da un università telematica non sia nemmeno lontanamente paragonabile a ciò che si potrebbe apprendere in un università "tradizionale".
      Ho il timore di finire la triennale e non poter essere sicuro di ciò che ho imparato.
      Io sono disposto a lavorare sodo, ma su un percorso del quale io possa "fidarmi" diciamo così.
      Detto questo, qualcuno sa se effettivamente è così? Oppure che si ci può "fidare" di ciò che c'è da studiare in un università telematica ?
      Perdonate se le mie sono magari domande stupide, purtroppo non ho esperienza di percorsi universitari.
      non ho nessuna esperienza con le telematiche e sono un profano generalmente parlando in materia pertanto prendi quello che sto per dirti con le pinze

      le università classiche, quelle non telematiche, chiamale come vuoi, stanno attivando diversi corsi completamente in modalità telematica, l'università di torino per esempio ne ha diversi che vengono erogati completamente a distanza

      quindi valuterei innanzitutto fra i classici atenei se c'è un percorso che ti possa interessare qualora non lo trovassi solo allora opterei per una telematica

      da quello che ho potuto vedere le segreterie delle telematiche non sono paragonabili a quelle di UNITO, i costi sono più elevati generalmente e il prestigio nel CV è indubbiamente minore

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      • #4
        Originariamente inviato da Gabrysa Visualizza il messaggio

        non ho nessuna esperienza con le telematiche e sono un profano generalmente parlando in materia pertanto prendi quello che sto per dirti con le pinze

        le università classiche, quelle non telematiche, chiamale come vuoi, stanno attivando diversi corsi completamente in modalità telematica, l'università di torino per esempio ne ha diversi che vengono erogati completamente a distanza

        quindi valuterei innanzitutto fra i classici atenei se c'è un percorso che ti possa interessare qualora non lo trovassi solo allora opterei per una telematica

        da quello che ho potuto vedere le segreterie delle telematiche non sono paragonabili a quelle di UNITO, i costi sono più elevati generalmente e il prestigio nel CV è indubbiamente minore

        Io finora ho sempre frequentato università tradizionali (UNIMI, UNIMC e ora UNIPI: sono alla terza laurea magistrale) ma, detto questo, a mio modesto parere la difficoltà credo dipenda più (oltre che dallo studente riguardo ad attitudini e impegno) dal singolo professore e dal suo approccio più che dall'università in sé, telematica o meno che sia.
        Concordo comunque col fatto che ci sia un più o meno forte pregiudizio sociale (ma questo vale anche per molte università più piccole... quando io mi sono iscritto per la seconda laurea a Macerata, dato che mi ero trasferito nelle Marche con la compagna, molti compagni quando si parlava consideravano UNIMI come se fosse qualcosa di eccelso mentre a mio modesto parere il livello di difficoltà mi è sembrato più o meno lo stesso). E' però vero, come già avevo sottolineato, che esiste un forte pregiudizio: poi è ovvio che se ti interessa il pubblico impiego te ne freghi, se vuoi andare all'estero men che meno... sul mercato del lavoro privato c'è sicuramente, ma non so quanto incida.
        Sui corsi completamente a distanza bisogna andarci cauti... nel senso, ce ne sono alcuni che lo sono ma se invece si parla di corsi che causa COVID hanno attivato la didattica a distanza, allora lì bisogna vedere cosa faranno a partire dal prossim'anno. Io lavoro e quindi di norma non frequento ma quest'anno mi sono ritagliato del tempo per seguire un paio di corsi che mi interessavano... non so se nel 2021/22 mi sarebbe ancora possibile (UNIPI ancora non ha detto nulla).
        Sulle segreterie... non so come siano quelle delle telematiche ma anche qua me ne sono capitate di tutti i colori, soprattutto a UNIMI.
        Infine, sui costi dipende molto... Se hai un ISEE abbastanza basso sicuramente sono migliori quasi tutte le università tradizionali. Io però ho un'ISEE sui 58000 € e quest'anno ho versato 1819 €; credo che, grazie anche alle molte convenzioni, ci siano telematiche dove avrei pagato meno.

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        • #5
          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio


          Io finora ho sempre frequentato università tradizionali (UNIMI, UNIMC e ora UNIPI: sono alla terza laurea magistrale) ma, detto questo, a mio modesto parere la difficoltà credo dipenda più (oltre che dallo studente riguardo ad attitudini e impegno) dal singolo professore e dal suo approccio più che dall'università in sé, telematica o meno che sia.
          Concordo comunque col fatto che ci sia un più o meno forte pregiudizio sociale (ma questo vale anche per molte università più piccole... quando io mi sono iscritto per la seconda laurea a Macerata, dato che mi ero trasferito nelle Marche con la compagna, molti compagni quando si parlava consideravano UNIMI come se fosse qualcosa di eccelso mentre a mio modesto parere il livello di difficoltà mi è sembrato più o meno lo stesso). E' però vero, come già avevo sottolineato, che esiste un forte pregiudizio: poi è ovvio che se ti interessa il pubblico impiego te ne freghi, se vuoi andare all'estero men che meno... sul mercato del lavoro privato c'è sicuramente, ma non so quanto incida.
          Sui corsi completamente a distanza bisogna andarci cauti... nel senso, ce ne sono alcuni che lo sono ma se invece si parla di corsi che causa COVID hanno attivato la didattica a distanza, allora lì bisogna vedere cosa faranno a partire dal prossim'anno. Io lavoro e quindi di norma non frequento ma quest'anno mi sono ritagliato del tempo per seguire un paio di corsi che mi interessavano... non so se nel 2021/22 mi sarebbe ancora possibile (UNIPI ancora non ha detto nulla).
          Sulle segreterie... non so come siano quelle delle telematiche ma anche qua me ne sono capitate di tutti i colori, soprattutto a UNIMI.
          Infine, sui costi dipende molto... Se hai un ISEE abbastanza basso sicuramente sono migliori quasi tutte le università tradizionali. Io però ho un'ISEE sui 58000 € e quest'anno ho versato 1819 €; credo che, grazie anche alle molte convenzioni, ci siano telematiche dove avrei pagato meno.
          scusa ma cosa te ne fai di tutte ste lauree?
          passione personale?

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          • #6
            Nella pratica assolutamente niente... per lavoro uso la prima (giurisprudenza UNIMI) e il perfezionamento (diritto dell'arte e dei beni culturali SSSUP), mentre il resto è interesse personale.

            Ovviamente potrei fare anche da solo però credo sia come una palestra: il 90% di noi potrebbe stare in forma con una semplice corsetta giornaliera (che gestisci senza costi in piena autonomia) però è anche vero che pagare un abbonamento ti sprona ad andare (sto pagando... se non vado ci rimetto) e hai qualcuno che ti segue per cui non puoi adagiarti sui tuoi allori ma devi fare anche le cose che magari ti piacciono meno. Per dire, io mi conosco. Posso studiare letteratura latina da me, ma sicuramente salterei tutta la parte di lingua, che mi piace poco... seguendo il corso a UNIPI per sostenere l'esame sono obbligato a fare anche questa.
            Certo l'università costa di più ma rilascia comunque un titolo e poi mi permette anche di avere contatti potenzialmente utili professionalmente (per dire, quest'anno a UNIPI ho conosciuto 3 prof con cui mi sto sentendo post esame: un paio sono interessati a una collaborazione editoriale e una terza a una consulenza nel campo degli investimenti in beni culturali), quindi non si sa mai.

            Io di solito comunque lo spiego perché ovviamente quando devo scegliere un corso cerco di norma cose molto diverse da quelle che cercherebbe un neodiplomato o chi vuole accrescere le sue competenze lavorative... Ora sto frequentando la LM-84 che non so quanto consiglierei per chi non desideri insegnare (e anche qua forse ce ne sono di migliori), però a me piace, mi permette una piena libertà (questo più che il corso lo permette UNIPI che quanto a tempi, esami sovrannumerari e altro è l'università più liberale che abbia mai visto) e si conclude facilmente in un anno accademico.

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            • #7
              Scusate se intervengo a gamba tesa, ma qualcuno potrebbe spiegarmi come mai dico le cose che sono state riferite a Wysd e vengo minacciata di querela e lui può pubblicare tranquillamente informazioni come se nulla fosse?
              Non è una critica ai moderatori: letteralmente dove sono i paladini dell'Ecampus adesso?
              Dove sono quelli che "le rose delle domande a crocette cambiano e sono difficilissime" e "non è vero che gli esami sono solo a crocette"?
              La qualità degli insegnamenti non si discute, ho qualche dubbio sugli esami di alcune telematiche, ma non è una novità ed è inutile continuare l'argomento.

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              • #8
                Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                Io finora ho sempre frequentato università tradizionali (UNIMI, UNIMC e ora UNIPI: sono alla terza laurea magistrale) ma, detto questo, a mio modesto parere la difficoltà credo dipenda più (oltre che dallo studente riguardo ad attitudini e impegno) dal singolo professore e dal suo approccio più che dall'università in sé, telematica o meno che sia.
                Per il mio primo anno di esperienza universitaria quoto questo passaggio col sangue

                nei 5 esami che ho dato e ho passato positivamente solo in 1 posso dire che la materia è stata esposta chiaramente e poi l'esame conseguente sia scritto che orale è stato equo, cioè non banale ma commensurato agli studi fatti

                negli altri 4 casi invece partiamo con una materia che è stata spiegata proprio male (e sto parlando in due casi di materie che riguardano il mio lavoro, dove poi mi toccava fare da tutor agli compagni di corso che non capivano) quindi l'esame già per questo risulta più complicato.

                emblematico poi il caso di una materia che non ho dato, mi sono rifiutato, dove il professore era un cane a spiegare nonchè poi esigente oltre ogni logica all'esame (tasso di promozione del 10%) quando lo stesso corso tenuto da altri docenti (visto l'alto numero di iscritti la materia è condivisa da 4 docenti che seguono 60 studenti ciascuno) è stato molto più comprensibile, con esame a risposta multipla e un argomento a piacere che garantiva il superamento dell'esame stesso.

                questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perchè io frequento un'università per imparare, non per essere un miracolato e sperare in un professore illuminato.

                detto questo, non ho fatto nomi per evitare denunce varie, poi ovviamente il mio è solo un punto di vista.. però condivido in sintesi il pensiero di andrea, la difficoltà non la fa l'università o la materia ma la fa il professore

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