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Pareri su classifiche universitarie e "telematiche" snobbate

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  • Pareri su classifiche universitarie e "telematiche" snobbate

    Buongiorno a tutti gli utenti di questo preziosissimo ed utilissimo forum. Sono un assiduo frequentatore da anni e confesso che, in parte, mi sono basato anche sulle discussioni ivi presenti per scegliere un percorso formativo adatto alle mie esigenze. Nutro un'ammirazione particolare per i moderatori del forum, ormai un punto di riferimento per chiunque voglia addentrarsi nella comprensione del sistema accademico italiano nel suo insieme.

    Mi presento: ho 27 anni e sono un laureato in Lingue e Culture Moderne (Classe L-11) presso l' Università degli Studi Guglielmo Marconi. In seguito all'eccellente formazione offerta dal succitato ateneo, ho deciso di conseguire un ulteriore titolo accademico, questa volta una laurea magistrale (per la precisione, in Lingue Moderne per la Comunicazione Internazionale Classe LM-38). L' apertura del mio primo topic sul forum intende offrire uno spunto di riflessione (si spera) interessante per tutti i partecipanti. Vorrei discutere con voi riguardo l'importanza delle classifiche universitarie, sia nazionali che globali, che puntualmente di questi tempi fanno capolino sulle prime pagine dei quotidiani.

    Osserviamo ad esempio la graduatoria del Censis 2021/2022, appena pubblicata. Non vi è traccia della Marconi. Innegabilmente, questa circostanza mi lascia basito, conoscendo la qualità dell'Ateneo ed avendo avuto la fortuna di frequentare un'istituzione universitaria così ben organizzata e con una didattica pressoché equiparabile a quelle degli atenei cosiddetti "tradizionali".

    Noto con dispiacere che anche la neo-riformata ANVUR ha espresso un giudizio abbozzato sulla Marconi, mi riferisco a quella C - SODDISFACENTE buttato lì neanche fosse un 6 strappato all'ultima interrogazione di fine anno scolastico.

    Di contro, però, le notizie positive per noi marconiani giungono da classifiche internazionali, quali CWNUR e MultiRank, in cui l'Ateneo si piazza sempre in posizioni dignitosissime.

    La mia domanda (principalmente rivolta a Dottore, Marika, BMastro) è dunque la seguente: nell'ottica (a mio parere miope) delle più svariate graduatorie, per quale ragione le università che tentano di innovare e progettare soluzioni didattiche adatte all' era contemporanea, senza però intaccare minimamente la qualità dell'esperienza formativa (in tale ambito considero anche la Unitelma e la Nettuno) vengono "bistrattate" (passatemi la bruttura) o, peggio, trattate alla stregua di diplomifici che consegnano pezzi di carta ottenuti tramite 30 crocette?

    Alla luce di quanto sopra esposto, vi confesso che temo di poter essere scartato in futuri colloqui lavorativi in quanto il blasone della Marconi è pressoché nullo dalle mie parti (sono campano, e in passato ho anche frequentato l' UniSa). Tuttavia, mi sento di affermare con certezza che la mia esperienza quinquennale riflette quella dell'interezza della comunità marconiana, fatta di studenti seri e preparatissimi, aiutati dalla professionalità dello staff di segreteria nonché da docenti di indiscusso livello (la maggior parte i miei docenti sono laureati ed attualmente insegnano alla Sapienza oppure a Roma Tre, vi invito a leggere i cv pubblici). Senza contare la bellezza della struttura sita nel quartiere romano di Prati.

    Chiudo l'insostenibile sproloquio con una domanda: quando si accetterà l'idea che una Marconi, una Unitelma o una Nettuno possano competere ad armi pari con le maggiori università del nostro Paese? Quando verranno fatte distinzioni di merito tra istituti crocettari e atenei non statali che fruiscono lezioni ANCHE in modalità telematica? Sono stanco dei pregiudizi.

    Mi scuso in anticipo per la lunghezza del messaggio, nonché del tema che forse è già stato trito e ritrito, però cercate di capirmi. Sono le ansie di un giovane che tenta di comprendere la realtà che lo circonda. Per farvi un esempio, i miei amici e parenti considerano la mia università una scuoletta di recupero da quattro soldi, senza conoscere minimamente la realtà che vi è dietro.

    Qualsiasi altro spunto o considerazione è ben accetto. Grazie in anticipo!

    Firmato:un affezionato lettore nonché orgoglioso laureato magistrale alla Marconi.


  • #2
    La Marconi è un ottimo ateneo, non senza qualche criticità ma sicuramente ha ottimi docenti e fornisce una buona preparazione.

    Personalmente però, ho sempre la sensazione che non voglia pestare i piedi a qualcuno, né aumentare troppo la sua quota di iscritti, e da questo punto di vista questo va a discapito della comunità di studenti iscritti.

    A mio avviso bisognerebbe potenziare fortemente l'apparato comunicativo e valorizzare le collaborazioni importantissime che vanta, oltre creare una linea di demarcazione da talune altre...

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    • #3
      Originariamente inviato da Steven77 Visualizza il messaggio
      Alla luce di quanto sopra esposto, vi confesso che temo di poter essere scartato in futuri colloqui lavorativi in quanto il blasone della Marconi è pressoché nullo dalle mie parti (sono campano, e in passato ho anche frequentato l' UniSa).
      Ciao Steven77, lascio gli spiegoni a chi di competenza ma posso assicurarti ch le aziende del territorio in cui abito (il famigerato nord-est) difficilmente giudicano la preparaizone di una persona in base al nome dell'università di provenenza o al voto di laurea. Per cui se fossi in te non mi preoccuperei.

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      • #4
        Ciao Steven77,
        sono laureata da pochi mesi alla Marconi e anche io pienamente soddisfatta del percorso universitario svolto.
        Quello che emerge dalla classifica Censis è che le università telematiche non vengono considerate, difatti non compaiono tra gli atenei non statali.

        Anche nel sito Alma Laurea, nella consultazione dei dati relativi agli atenei, alla condizione occupazionale dei laureati, voto di laurea, ecc le università telematiche non sono presenti.

        I pregiudizi purtroppo ci sono, dal canto loro le università telematiche stanno potenziando molto la comunicazione creando opportunità di incontro, webinar, Open Day e aumentando la presenza anche sui social network. Su LinkedIn sono molto attive, che è poi il potenziale collegamento con il mondo del lavoro, anche su YouTube ho trovato molti video e informazioni soprattutto sui corsi offerti da Unitelma.

        Quello che a mio avviso rende inutili questi sforzi è la mancanza di un vero riconoscimento da parte della collettività come un valore aggiunto.
        Quando se ne parla, vedi quotidiani, non se ne parla bene.

        Molti atenei tradizionali stanno ampliando la loro offerta formativa, già da tempo, per offrire corsi blended. Probabilmente anche le risorse di cui dispongono non sono paragonabili, quindi per le telematiche sarà sempre più dura potersi affermare.

        Oggi il messaggio che passa delle telematiche a vedere alcuni spot pubblicitari è "facile, veloce, smart", e questo le fa sembrare una scorciatoia, facendo riversare su di esse una pioggia di critiche che alimentano il pregiudizio.

        Nel mercato del lavoro non mancano i pregiudizi, ma ci sono sempre stati anche per la provenienza, l'estrazione sociale, l'università se non blasonata e così via.
        ​​​​​​

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        • #5
          secondo me ci si fa troppe menate, le classifiche, il blasone, i pregiudizi.
          questi ci sono e ci saranno sempre, e sono solo una distrazione e una perdita di tempo. quello che conta è avere un'università che ti prepara e che ti dà un'educazione adeguata, tanto poi quando ci si presenta nel mondo del lavoro le variabili sono infinite.

          poi parliamoci chiaro, il pregiudizio sulle telematiche esiste, ma non è un limite per il laureato tanto per chi sta selezionando la risorsa. penserà che chi arriva da tradizionale è oro mentre chi arriva da una telematica uno che cerca scorciatoie, basta che è convinto lui.
          intanto la selezione approssimativa la sta facendo lui, pensando che l'ateneo è il biglietto da visita perfetto per il candidato, poi ci si ritrova ad avere assunto uno che non è capace nemmeno ad allacciarsi le scarpe.

          ogni persona ha il suo cammino, la sua esperienza, le sue attitudini, i suoi pregi e i suoi difetti, e l'ateneo è solo una tessera del puzzle.

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          • #6
            Originariamente inviato da Millyna82 Visualizza il messaggio

            I pregiudizi purtroppo ci sono, dal canto loro le università telematiche stanno potenziando molto la comunicazione creando opportunità di incontro, webinar, Open Day e aumentando la presenza anche sui social network.
            ​​​​​​
            Secondo me sono ci sono più pregiudizi tra i "commentatori" che tra i recruiter.

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            • #7
              Cerco di rispondere con la più assoluta onestà, quindi niente paroline belle spese nei confronti della Marconi e nessuna partigianeria pro telematiche.
              Innanzitutto la questione sulla Marconi: confermo quanto asserito da BeardedSnow. Anni fa quando la Marconi stava raggiungendo quota 18.000 studenti con l'Unipegaso a 10.000 improvvisamente ha deciso di mollare. Corsi in arte, accreditamento inutile ACICS (poi revocato dall'amministrazione Obama) e dolcis in fundo l'ossessione per i corsi in lettere a cui di recente si è aggiunto un'inutile scienze della comunicazione.
              Ad oggi la Marconi sembrerebbe essere una delle pubbliche non statali più serie, ma quando deve pubblicizzarsi, fare qualcosa di importante, insomma "tagliare il traguardo", non lo fa. Perchè? Molti di noi parlano di braccino corto, ma è possibile che ci siano accordi di cui non siamo a conoscenza.
              Confermo anche ciò che ha scritto Alessandrino: i primi a farsi problemi sono gli iscritti agli atenei e non solo telematici. Ho conosciuto statali che hanno lanciato strali e minacce ai loro rispettivi atenei finchè non si sono laureati (a quel punto sono tutti diventati degli ultrà pro università di provenienza). Sono a conoscenza di gruppi Telegram in cui i marconiani arrivano a minacciarsi di querela, insomma non c'è che dire, è un gran bell'ambientino questo delle comunità degli immatricolati a telematiche. La mia teoria è che il problema sia l'età avanzata degli studenti, ma è possibile che molti si "infiammino" perchè vivono perpetuamente con un complesso di inferiorità a dir poco feroce.
              Ma a prescindere da tutto questo, c'è l'aspetto afferente al curriculum studiorum: a parità di titolo viene scelto chi ha l'Erasmus, l'esperienza lavorativa e sa almeno due lingue.
              Ecco, se posso servire a qualcosa in questa discussione mi sento solo di consigliare un percorso che porti ad almeno un B2 in inglese, almeno un tirocinio e se proprio si vuole qualche corso di perfezionamento o master. Qui aprirei una breve parentesi per dire che i master non aggiungono niente alle vostre competenze, però alcuni portano almeno a fare dei tirocini.
              Riguardo le telematiche in generale ho già detto la mia in un topic che dovrebbe chiamarsi "Dubbi": negli anni la qualità si è molto livellata, quindi non farei troppa distinzione fra l'una e l'altra, l'unica cosa che auspico da sempre è un maggiore potere di controllo dato ad esempio all'ANVUR o direttamente al MIUR, in modo che non si presentino più casi di rose di domande a crocette che già si trovavano in piattaforma. E qui mi risparmio su che ateneo si trattava perchè non sono qui per fare flame.

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              • #8
                Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                La mia teoria è che il problema sia l'età avanzata degli studenti
                Non ho tirato fuori la questione anagrafica ma credo sia abbastanza scontato che a partià di formazione il recruiter (o datore di lavoro) di turno passi a valutare dell'altro. Sarà anche per questo motivo che le università telematiche stanno proponendo delle offerte interessanti ai neo maturandi?

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                • #9
                  Ragazzi, ma voi date pure credito alle graduatorie del Censis? Vi rendete conto che pongono all'ultimo posto la Federico II, che in alcuni rankings internazionali di riconosciuto prestigio è tra le poche italiane presenti e si colloca ben al di sopra di atenei che per il Censis sono migliori e che magari in quelle classifiche là non sono neanche citate? Ma poi che senso ha fare classifiche separate a seconda delle dimensioni dell'ateneo e separare le università statali, erroneamente definite pubbliche, e quelle non statali, impropriamente definite private?
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Originariamente inviato da Alessandrino Visualizza il messaggio

                    Ciao Steven77, lascio gli spiegoni a chi di competenza ma posso assicurarti ch le aziende del territorio in cui abito (il famigerato nord-est) difficilmente giudicano la preparaizone di una persona in base al nome dell'università di provenenza o al voto di laurea. Per cui se fossi in te non mi preoccuperei.
                    "nzomma", solo nelle multinazionali è così, nelle aziende medio piccole o vieni da atenei limitrofi, o la domanda te la becchi di sicuro, se poi hai un cv con una telematica come "prima scelta" e unico titolo, la vedo ancora più difficile .

                    Per fortuna nelle grandi realtà questo sta cambiando, ma c'è ancora molta strada da fare...

                    secondo me ci si fa troppe menate, le classifiche, il blasone, i pregiudizi.
                    questi ci sono e ci saranno sempre, e sono solo una distrazione e una perdita di tempo. quello che conta è avere un'università che ti prepara e che ti dà un'educazione adeguata, tanto poi quando ci si presenta nel mondo del lavoro le variabili sono infinite.

                    poi parliamoci chiaro, il pregiudizio sulle telematiche esiste, ma non è un limite per il laureato tanto per chi sta selezionando la risorsa. penserà che chi arriva da tradizionale è oro mentre chi arriva da una telematica uno che cerca scorciatoie, basta che è convinto lui.
                    intanto la selezione approssimativa la sta facendo lui, pensando che l'ateneo è il biglietto da visita perfetto per il candidato, poi ci si ritrova ad avere assunto uno che non è capace nemmeno ad allacciarsi le scarpe.

                    ogni persona ha il suo cammino, la sua esperienza, le sue attitudini, i suoi pregi e i suoi difetti, e l'ateneo è solo una tessera del puzzle.
                    Chemist, ma non eri tu quello a cui l'anno scorso avevamo consigliato di iscriversi ad una telematica, che poi è andato in una statale proprio per i motivi di cui sopra?

                    Hai già cambiato idea?

                    Quello che a mio avviso rende inutili questi sforzi è la mancanza di un vero riconoscimento da parte della collettività come un valore aggiunto.
                    Quando se ne parla, vedi quotidiani, non se ne parla bene.
                    Beh, finché continueremo a vedere servizi spazzatura come quello dell'estate scorsa del quale abbiamo ampiamente dibattuto nel forum, sicuramente molti miglioramenti non ci saranno.

                    Anche se oltre a ciò, anche atenei di un certo valore dovrebbero a iniziare a valorizzarsi pubblicamente un minimo, non restare nell'ombra e fingere che la cosa non tocchi nessuno...

                    Molti atenei tradizionali stanno ampliando la loro offerta formativa, già da tempo, per offrire corsi blended. Probabilmente anche le risorse di cui dispongono non sono paragonabili, quindi per le telematiche sarà sempre più dura potersi affermare.
                    Verissimo, infatti se le telematiche non si aggiorneranno, moriranno nel giro di una decina d'anni.

                    Oggi il messaggio che passa delle telematiche a vedere alcuni spot pubblicitari è "facile, veloce, smart", e questo le fa sembrare una scorciatoia, facendo riversare su di esse una pioggia di critiche che alimentano il pregiudizio.
                    Anche qui, come sopra, alcune mancano proprio in creazione del brand e pubblicità...


                    Innanzitutto la questione sulla Marconi: confermo quanto asserito da BeardedSnow. Anni fa quando la Marconi stava raggiungendo quota 18.000 studenti con l'Unipegaso a 10.000 improvvisamente ha deciso di mollare. Corsi in arte, accreditamento inutile ACICS (poi revocato dall'amministrazione Obama) e dolcis in fundo l'ossessione per i corsi in lettere a cui di recente si è aggiunto un'inutile scienze della comunicazione.
                    Ad oggi la Marconi sembrerebbe essere una delle pubbliche non statali più serie, ma quando deve pubblicizzarsi, fare qualcosa di importante, insomma "tagliare il traguardo", non lo fa. Perchè? Molti di noi parlano di braccino corto, ma è possibile che ci siano accordi di cui non siamo a conoscenza.
                    Anche qui sarebbe interessante approfondire, è una cosa che mi urta e non si capisce esattamente quale sia il motivo..

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                    • #11
                      Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio

                      Chemist, ma non eri tu quello a cui l'anno scorso avevamo consigliato di iscriversi ad una telematica, che poi è andato in una statale proprio per i motivi di cui sopra?

                      Hai già cambiato idea?
                      l'anno scorso nel giro di una settimana presi la decisione di iscrivermi all'università e la scelta cadde su una statale con un corso erogato a distanza per il semplice fatto che mi costava 150 euro e non avevo messo soldi da parte per una telematica

                      ma solo per questo eh, sennò mi sarei iscritto direttamente a una telematica

                      poi durante questo anno nonostante abbia portato avanti gli obiettivi che mi ero prefissato (5 esami superati per 42 cfu) io e i miei compagni di corso non eravamo assolutamente soddisfatti dello stesso e ci sono stati trasferimenti e abbandoni. io personalmente sono passato in mercatorum, mi hanno convalidato ben 57 cfu quindi con il primo anno abbondantemente passato.

                      perchè sono passato in mercatorum? perchè PER ME (quindi questione soggettiva) la didattica è migliore. viene fornito il materiale sotto forma di dispense che copre quella materia, materiale che è molto chiaro. L'esame poi è inerente al materiale fornito.

                      nella tradizionale invece il principale difetto che trovo è che mi sono trovato professori che vanno a braccio non potendoselo permettere: sono venute fuori lezioni confusionarie senza capo nè coda dove poi nemmeno il tutor riusciva a recuperare la situazione e il risultato è che all'esame ti ritrovavi un moloch dove il tasso di promozioni era basso, ma non per la materia in sè quanto per la difficoltà introdotta dal professore.
                      notare che io non sono un livoroso che parla male perchè bocciato, io ho passato 5 esami su 5, però facendo una fatica doppia ottenendo poco valore aggiunto di conoscenza.

                      in un anno poi ho messo via dei soldi per poter frequentare la telematica, che fra sconti, convenzioni e rateizzazioni è diventata per me abbordabile

                      poi, ultima cosa che mi piace parecchio: mentre nella statale il corso di ingegneria gestionale era generico, qui in mercatorum ha un indirizzo in economia circolare, tema che lo rende parecchio attuale e spendibile

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                      • #12
                        Sono d'accordo con BeardedSnow, le telematiche spariranno.
                        O meglio non ci dovra' essere distinzione tra tradizionale e telematica in quanto le tradizionali saranno costrette a "telematicizzarsi" e a quel punto la telematica per come la conosciamo oggi non ha piu' senso. Poi se hanno fondi per sopravvivere e portare avanti il loro lavoro continueranno altrimenti bye bye

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                        • #13
                          Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio

                          "nzomma", solo nelle multinazionali è così, nelle aziende medio piccole o vieni da atenei limitrofi, o la domanda te la becchi di sicuro, se poi hai un cv con una telematica come "prima scelta" e unico titolo, la vedo ancora più difficile.
                          Per curiosità: quanti colloqui hai fatto per essere così sicuro? Il tessuto industriale del mio territorio è formato storicamente da microimprese e se fosse come dici tu nessuno si iscriverebbe ad una univeristà telematica.

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                          • #14
                            Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio

                            l'anno scorso nel giro di una settimana presi la decisione di iscrivermi all'università e la scelta cadde su una statale con un corso erogato a distanza per il semplice fatto che mi costava 150 euro e non avevo messo soldi da parte per una telematica

                            ma solo per questo eh, sennò mi sarei iscritto direttamente a una telematica

                            poi durante questo anno nonostante abbia portato avanti gli obiettivi che mi ero prefissato (5 esami superati per 42 cfu) io e i miei compagni di corso non eravamo assolutamente soddisfatti dello stesso e ci sono stati trasferimenti e abbandoni. io personalmente sono passato in mercatorum, mi hanno convalidato ben 57 cfu quindi con il primo anno abbondantemente passato.

                            perchè sono passato in mercatorum? perchè PER ME (quindi questione soggettiva) la didattica è migliore. viene fornito il materiale sotto forma di dispense che copre quella materia, materiale che è molto chiaro. L'esame poi è inerente al materiale fornito.

                            nella tradizionale invece il principale difetto che trovo è che mi sono trovato professori che vanno a braccio non potendoselo permettere: sono venute fuori lezioni confusionarie senza capo nè coda dove poi nemmeno il tutor riusciva a recuperare la situazione e il risultato è che all'esame ti ritrovavi un moloch dove il tasso di promozioni era basso, ma non per la materia in sè quanto per la difficoltà introdotta dal professore.
                            notare che io non sono un livoroso che parla male perchè bocciato, io ho passato 5 esami su 5, però facendo una fatica doppia ottenendo poco valore aggiunto di conoscenza.

                            in un anno poi ho messo via dei soldi per poter frequentare la telematica, che fra sconti, convenzioni e rateizzazioni è diventata per me abbordabile

                            poi, ultima cosa che mi piace parecchio: mentre nella statale il corso di ingegneria gestionale era generico, qui in mercatorum ha un indirizzo in economia circolare, tema che lo rende parecchio attuale e spendibile
                            Chemist non eri tenuto a nessuna giustificazione, dico solo che i punti che hai eviscerato sono cose di cui ti avevamo avvisato, al di là dei costi che non discuto il resto è prassi nei grandi atenei; secondo me però tra una e l'altra come trasferimento qualcosa come "appetibilità" professionale si perde, in sede di conseguimento titolo, ma ognuno fa le sue valutazioni.

                            Commenta


                            • #15
                              Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio

                              Chemist non eri tenuto a nessuna giustificazione, dico solo che i punti che hai eviscerato sono cose di cui ti avevamo avvisato, al di là dei costi che non discuto il resto è prassi nei grandi atenei; secondo me però tra una e l'altra come trasferimento qualcosa come "appetibilità" professionale si perde, in sede di conseguimento titolo, ma ognuno fa le sue valutazioni.
                              uno deve anche considerare che il peso che dà il "prestigio" dell'ateneo ha un peso differente nelle persone. per un neolaureato che come esperienza ha solo quello ha un peso maggiore, per un profilo senior il peso è molto minore perchè alla fine è solo una "certificazione" alla professione che già si svolge.

                              però i giovani comunque devono stare attenti una cosa quando inseguono sto prestigio.. molti del mio ex corso resistono nella tradizionale e si laureano.. ma visto che incontrano il caos ci mettono il doppio degli anni e il voto finale è basso (senza contare che appunto la conoscenza appresa è poca e si è fatto uno sforzo enorme)

                              ne è valsa la pena? l'appetibilità professionale è comunque alta? io non direi.

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