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Pareri su classifiche universitarie e "telematiche" snobbate

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  • #16
    Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio

    però i giovani comunque devono stare attenti una cosa quando inseguono sto prestigio.. molti del mio ex corso resistono nella tradizionale e si laureano.. ma visto che incontrano il caos ci mettono il doppio degli anni e il voto finale è basso (senza contare che appunto la conoscenza appresa è poca e si è fatto uno sforzo enorme)
    Scusate il breve OT.
    Partendo dal principio che io ho sostenuto prevalentemente (ma non esclusivamente) esami in ambito per così dire ‘tecnico’ e sociale (IUS/*, SPS/* e SECS-P/*) e umanistico (L-FIL-LET/*, M-STO/* e M-FIL/*) mentre sono quasi digiuno di esami più afferenti all'ambito delle scienze pure (ho pochi BIO/* e MAT/* e quasi nulla del resto) salvo l'ambito informatico (INF/01 e ING-INF/05) e, quindi, posso parlare con una certa cognizione di causa solo per questi, dubito fortemente che la gente incontri il caos e a causa di ciò ci metta il doppio degli anni a laurearsi e con voti bassi... o quantomeno dubito che sia questo il motivo principale.
    Personalmente ritengo che sia la scarsa preparazione accumulata negli studi precedenti (medie inferiori e superiori, ma anche elementari) che si accumula e che porta a situazioni sinceramente imbarazzanti...

    A supporto di questa tesi (ma ne avrei moltissimi di esempi, e in un'università abbastanza nota e blasonata come Pisa) vorrei segnalare che in relazione a un esame magistrale rivolto a studenti dell'ultimo anno (sì, può essere anticipato, ma dubito molti lo facciano) che poi vogliono insegnare (è una ‘didattica…’ ed è facoltativa, ergo la fa solo chi è interessato all'ambito) la docente sente da almeno 3 anni la necessità di scrivere a chiare lettere:

    “Per la preparazione della presentazione in aula della lezione, delle esercitazioni scritte con il tutor e dell'esame finale si suggerisce la consultazione costante del Vocabolario e della Enciclopedia Treccani” […]

    “Nel caso di incertezze grammaticali si suggerisce la lettura/consultazione dei seguenti testi (non inclusi nel programma di esame e non oggetto di interrogazione): ‘Limina. Lingua italiana minima di accesso’ e ‘Prontuario di punteggiatura’ ”.

    Quando si arriva a dover scrivere questo vuol dire che negli anni sono state consegnate da più persone e a più riprese cose scandalose (a dir poco). Ergo, a mio modesto parere e senza entrare nella diatriba telematica/non telematica, il ritardo medio degli studenti non è dovuto alla disorganizzazione dei corsi, ma a motivi ben più preoccupanti.

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    • #17
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Ragazzi, ma voi date pure credito alle graduatorie del Censis? Vi rendete conto che pongono all'ultimo posto la Federico II, che in alcuni rankings internazionali di riconosciuto prestigio è tra le poche italiane presenti e si colloca ben al di sopra di atenei che per il Censis sono migliori e che magari in quelle classifiche là non sono neanche citate? Ma poi che senso ha fare classifiche separate a seconda delle dimensioni dell'ateneo e separare le università statali, erroneamente definite pubbliche, e quelle non statali, impropriamente definite private?
      Ribadisco, aggiungendo che la Bocconi viene incensata solo in Italia, mentre nelle graduatorie mondiali semplicemente non esiste (a parte una in cui era valutata impietosamente per didattica, corpo docente, ricerca e internazionalizzazione ma risultava tra le prime per risvolti occupazionali – chissà come mai).

      Colgo l'occasione per precisare che la Mercatorum mi sta colpendo in positivo: è passato un anno da quando ho conseguito il titolo, in piena pandemia, e mi stanno arrivando dall'ufficio placement dell'ateneo offerte che a Firenze non mi sarei neanche potuto sognare. Purtroppo sono offerte per neolaureati e sono in ogni caso fuori target poiché generalmente assumono con contratti di apprendistato (dunque età massima 29 anni), ma parliamo di posizioni di un certo livello in imprese tutt'altro che sconosciute.

      theChemist2 Chemist, in base a quello che scrivi ti avrebbero riconosciuto un surplus di ben 15 crediti rispetto a quelli maturati; come li avrebbero giustificati? Perché per legge i crediti per abilità/competenze non possono superare i 12 e questo limite è tassativo. Hai carriere universitarie pregresse per caso?
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Ribadisco, aggiungendo che la Bocconi viene incensata solo in Italia, mentre nelle graduatorie mondiali semplicemente non esiste (a parte una in cui era valutata impietosamente per didattica, corpo docente, ricerca e internazionalizzazione ma risultava tra le prime per risvolti occupazionali – chissà come mai).

        Colgo l'occasione per precisare che la Mercatorum mi sta colpendo in positivo: è passato un anno da quando ho conseguito il titolo, in piena pandemia, e mi stanno arrivando dall'ufficio placement dell'ateneo offerte che a Firenze non mi sarei neanche potuto sognare. Purtroppo sono offerte per neolaureati e sono in ogni caso fuori target poiché generalmente assumono con contratti di apprendistato (dunque età massima 29 anni), ma parliamo di posizioni di un certo livello in imprese tutt'altro che sconosciute.

        theChemist2 Chemist, in base a quello che scrivi ti avrebbero riconosciuto un surplus di ben 15 crediti rispetto a quelli maturati; come li avrebbero giustificati? Perché per legge i crediti per abilità/competenze non possono superare i 12 e questo limite è tassativo. Hai carriere universitarie pregresse per caso?
        in realtà mi hanno riconosciuto 9 crediti in più legati ad esami

        altri 6 crediti me li hanno riconosciuti semplicemente dispensandomi dai tirocini e stage, cosa che la vecchia università non aveva ancora fatto

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        • #19
          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio

          Scusate il breve OT.
          Partendo dal principio che io ho sostenuto prevalentemente (ma non esclusivamente) esami in ambito per così dire ‘tecnico’ e sociale (IUS/*, SPS/* e SECS-P/*) e umanistico (L-FIL-LET/*, M-STO/* e M-FIL/*) mentre sono quasi digiuno di esami più afferenti all'ambito delle scienze pure (ho pochi BIO/* e MAT/* e quasi nulla del resto) salvo l'ambito informatico (INF/01 e ING-INF/05) e, quindi, posso parlare con una certa cognizione di causa solo per questi, dubito fortemente che la gente incontri il caos e a causa di ciò ci metta il doppio degli anni a laurearsi e con voti bassi... o quantomeno dubito che sia questo il motivo principale.
          Personalmente ritengo che sia la scarsa preparazione accumulata negli studi precedenti (medie inferiori e superiori, ma anche elementari) che si accumula e che porta a situazioni sinceramente imbarazzanti...

          A supporto di questa tesi (ma ne avrei moltissimi di esempi, e in un'università abbastanza nota e blasonata come Pisa) vorrei segnalare che in relazione a un esame magistrale rivolto a studenti dell'ultimo anno (sì, può essere anticipato, ma dubito molti lo facciano) che poi vogliono insegnare (è una ‘didattica…’ ed è facoltativa, ergo la fa solo chi è interessato all'ambito) la docente sente da almeno 3 anni la necessità di scrivere a chiare lettere:

          “Per la preparazione della presentazione in aula della lezione, delle esercitazioni scritte con il tutor e dell'esame finale si suggerisce la consultazione costante del Vocabolario e della Enciclopedia Treccani” […]

          “Nel caso di incertezze grammaticali si suggerisce la lettura/consultazione dei seguenti testi (non inclusi nel programma di esame e non oggetto di interrogazione): ‘Limina. Lingua italiana minima di accesso’ e ‘Prontuario di punteggiatura’ ”.

          Quando si arriva a dover scrivere questo vuol dire che negli anni sono state consegnate da più persone e a più riprese cose scandalose (a dir poco). Ergo, a mio modesto parere e senza entrare nella diatriba telematica/non telematica, il ritardo medio degli studenti non è dovuto alla disorganizzazione dei corsi, ma a motivi ben più preoccupanti.
          guarda, ti faccio un semplice esempio. sono diplomato come perito chimico e lavoro da più di 15 anni progettando impianti chimici, quindi posso dire che la materia la conosco.
          ho preso 19, due terzi dei mie compagni sono stati bocciati e il voto più alto è stato tipo 22
          siamo tutti scemi? no, semplicemente la materia è stata spiegata da cane, infarcita di errori da far girare Marie Curie nella tomba (inammissibile ad esempio che un professore universitario nella formula della forza peso dica che la "g" siano i grammi, quando in realtà è l'accelerazione di gravità") e poi ti trovi l'esame scritto che con 4 esercizi domande copre solo l'1% del programma e dove ti vengono segati i punti a gogò senza possibilità di appello.
          svolgo un esercizio tutto giusto e non scrivo la formula.. 6 punti in meno
          chiede una domanda teorica, rispondo tutto giusto, per il prof non ci sono mancanze ma era meglio che facevo anche un disegno, 6 punti in meno.. e così via.

          ecco, la statale che ho frequentato io è così per tutte le materie. didattica scadente, esame che copre il 2% del programma e il voto è dato a caso dallo chef.. così

          in queste condizioni non stai insegnando e non stai verificando, come insegnante stai solo facendo il minimo sforzo possibile. io in queste condizioni ho detto, stringo i denti, prendo più cfu possibili e cambio.. i giovani che magari non sapevano nemmeno la materia venivano subito demotivati.

          in informatica ad esempio, ero io il tutor.

          guarda, io e il mio gruppo abbiamo la coscienza a posto, abbiamo messo tutto l'impegno possibile, quasi tutti i giorni ci sentivamo su teams per studiare insieme.. ma sta situazione "di degrado" non la pieghi, quindi lasci questa situazione di pazzia.

          e ripeto, o siamo tutti cretini, oppure non saprei. poi senti di studenti del terzo anno che sono fuori corso di 3 anni dopo aver passato sedute dallo psicologo per avere avuto attacchi di panico a causa dei torti e soprusi subiti

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          • #20
            Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio

            e ripeto, o siamo tutti cretini, oppure non saprei. poi senti di studenti del terzo anno che sono fuori corso di 3 anni dopo aver passato sedute dallo psicologo per avere avuto attacchi di panico a causa dei torti e soprusi subiti
            Io ovviamente non parlo di te e dei tuoi compagni (non vi conosco e quindi non posso esprimere giudizi di valore) ma è un discorso più generale e, fra l'altro, avevo premesso che parlavo principalmente in relazione ad alcuni ambiti.

            Detto questo, nei gruppi wa e simile della mia università non sento che lamentele perché i programmi sono troppo lunghi, i professori troppo severi, i libri troppo complessi... Stessa cosa, fra l'altro, che ho sentito dal 2016 al 2019 alle superiori (ho tenuto con un'associazione dei laboratori per l'alternanza scuola lavoro, ora sospese causa covid).
            Attualmente le università hanno inserito il TOLC per saggiare le competenze all'ingresso (competenze spesso minime) eppure molti studenti fanno fatica a raggiungerle... i risultati INVALSI non ci pongono granché bene (con buona pace che sia stata la DAD... mi sembra difficile ipotizzare che studenti che al massimo hanno "perso" due anni siano regrediti al livello di terza media, anche ammesso che non abbiano fatto un cavolo).

            Il mio è un discorso molto generale, sinceramente e, mi ripeto, parlo soprattutto del lato umanistico e delle scienze sociali. Ma secondo me (sempre in linea generale) attribuire gran parte della colpa alle università e ai professori mi sembra quantomeno esagerato... anche perché sennò non si spiega come mai ci siano un'esigua minoranza che riesce a laurearsi in regola, o anche in anticipo, con ottimi voti.

            PS: oltre che in relazione a specifici ambiti, la mia esperienza non riguarda ovviamente ogni università italiana ma fra lauree, perfezionamenti, corsi post laurea e simile ne ho esplorate un po'... e finora la situazione mi è sembrata più o meno omogenea.
            In ordine alfabetico le università riguardo alle quali mi esprimo sono: UNIBO, UNICAM, UNIFE, UNIMC, UNIMI, UNIMORE, UNIPI, UNIURB e UNIUD. Tralascio la SSSUP perché è qualcosa a parte.

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            • #21
              Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio

              Il mio è un discorso molto generale, sinceramente e, mi ripeto, parlo soprattutto del lato umanistico e delle scienze sociali. Ma secondo me (sempre in linea generale) attribuire gran parte della colpa alle università e ai professori mi sembra quantomeno esagerato... anche perché sennò non si spiega come mai ci siano un'esigua minoranza che riesce a laurearsi in regola, o anche in anticipo, con ottimi voti.
              Condivido in pieno, anche perché è un atteggiamento che ho fatto fatica ad accettare fin dalla scuola secondaria di secondo grado.


              Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio


              PS: oltre che in relazione a specifici ambiti, la mia esperienza non riguarda ovviamente ogni università italiana ma fra lauree, perfezionamenti, corsi post laurea e simile ne ho esplorate un po'... e finora la situazione mi è sembrata più o meno omogenea.
              In ordine alfabetico le università riguardo alle quali mi esprimo sono: UNIBO, UNICAM, UNIFE, UNIMC, UNIMI, UNIMORE, UNIPI, UNIURB e UNIUD. Tralascio la SSSUP perché è qualcosa a parte.
              delle università da te citate mi mancano UNIPI, UNIMC (anche se sto tenendo d'occhio da tempo un master di II livello) e UNICAM.

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              • #22
                Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio

                Io ovviamente non parlo di te e dei tuoi compagni (non vi conosco e quindi non posso esprimere giudizi di valore) ma è un discorso più generale e, fra l'altro, avevo premesso che parlavo principalmente in relazione ad alcuni ambiti.

                Detto questo, nei gruppi wa e simile della mia università non sento che lamentele perché i programmi sono troppo lunghi, i professori troppo severi, i libri troppo complessi... Stessa cosa, fra l'altro, che ho sentito dal 2016 al 2019 alle superiori (ho tenuto con un'associazione dei laboratori per l'alternanza scuola lavoro, ora sospese causa covid).
                Attualmente le università hanno inserito il TOLC per saggiare le competenze all'ingresso (competenze spesso minime) eppure molti studenti fanno fatica a raggiungerle... i risultati INVALSI non ci pongono granché bene (con buona pace che sia stata la DAD... mi sembra difficile ipotizzare che studenti che al massimo hanno "perso" due anni siano regrediti al livello di terza media, anche ammesso che non abbiano fatto un cavolo).

                Il mio è un discorso molto generale, sinceramente e, mi ripeto, parlo soprattutto del lato umanistico e delle scienze sociali. Ma secondo me (sempre in linea generale) attribuire gran parte della colpa alle università e ai professori mi sembra quantomeno esagerato... anche perché sennò non si spiega come mai ci siano un'esigua minoranza che riesce a laurearsi in regola, o anche in anticipo, con ottimi voti.

                PS: oltre che in relazione a specifici ambiti, la mia esperienza non riguarda ovviamente ogni università italiana ma fra lauree, perfezionamenti, corsi post laurea e simile ne ho esplorate un po'... e finora la situazione mi è sembrata più o meno omogenea.
                In ordine alfabetico le università riguardo alle quali mi esprimo sono: UNIBO, UNICAM, UNIFE, UNIMC, UNIMI, UNIMORE, UNIPI, UNIURB e UNIUD. Tralascio la SSSUP perché è qualcosa a parte.
                ma ben vengano programmi lunghi, professori severi e libri complessi (e magari mettiamoci pure, esami equi), l'importante è che il professore sia capace di maneggiare la materia e non diventi causa del problema.

                nel mio caso solo in una materia su cinque si è verificato ciò, dove il professore ha spiegato da Dio, il programma era esteso, l'esame è stato equo e attinente e tutto alla fine è stato appagante.

                ma negli altri 4 casi ci siamo trovati di fronte a professori inadeguati se non dannosi.

                quando ho capito che la percentuale era quella, come altri ho fatto i bagagli e ciao ciao. sarà stato il mio corso sfigato? può darsi, non saprei. però allora qualcuno mi deve spiegare perchè da noi per tirare su il voto finale c'è la regola che non viene tenuto conto nella media voto, i voti provenienti dai 50 CFU peggiori.

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                • #23
                  Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio

                  in realtà mi hanno riconosciuto 9 crediti in più legati ad esami

                  altri 6 crediti me li hanno riconosciuti semplicemente dispensandomi dai tirocini e stage, cosa che la vecchia università non aveva ancora fatto
                  adesso dottore forse ho capito il perchè dei 15 CFU in più quando il max è 12CFU per abilità/competenze

                  6CFU come detto è per esenzione di tirocinio e stage e 6CFU arrivano dal fatto che mi hanno abbuonato l'esame di organizzazione aziendale (immagino che me lo hanno convalidato visto che sono 20 anni che lavoro in un'azienda strutturata), e questi sarebbero i 12 CFU per abilità/competenze

                  3CFU me li hanno abbuonati per l'esame di informatica che passai per 9CFU. in mercatorum lo stesso esame è di 12CFU e me lo hanno esentato. mi han detto che se la differenza è di soli 3CFU non ci sono problemi ad esentarlo, mentre se i CFU sono più di 3 allora bisogna sostenerlo

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                  • #24
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Colgo l'occasione per precisare che la Mercatorum mi sta colpendo in positivo: è passato un anno da quando ho conseguito il titolo, in piena pandemia, e mi stanno arrivando dall'ufficio placement dell'ateneo offerte che a Firenze non mi sarei neanche potuto sognare. Purtroppo sono offerte per neolaureati e sono in ogni caso fuori target poiché generalmente assumono con contratti di apprendistato (dunque età massima 29 anni), ma parliamo di posizioni di un certo livello in imprese tutt'altro che sconosciute.
                    Dottore lo sai che ti rispetto e che mi fido del tuo giudizio, ma definirlo "placement" mi sembra esagerato.
                    Ad esempio la Marconi garantisce tirocini alla Corte dei Conti e alla Fiat Chrysler Automobiles solo con master, poi finito il tirocinio tutti a casa e amici come prima.

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                    • #25
                      Originariamente inviato da Alessandrino Visualizza il messaggio
                      Non ho tirato fuori la questione anagrafica ma credo sia abbastanza scontato che a partià di formazione il recruiter (o datore di lavoro) di turno passi a valutare dell'altro. Sarà anche per questo motivo che le università telematiche stanno proponendo delle offerte interessanti ai neo maturandi?
                      Sono stata parzialmente fraintesa.
                      Col mio messaggio non intendevo dire che si aggiunge la difficoltà dell'essere assunti in età avanzata, ma che proprio per età avanzata tanti, scritto in soldoni, "sbroccano". E qui mi ricollego anche a ciò che ha scritto Andrea.
                      Credo di avere una certa esperienza sia come studentessa telematica che come utente del forum per dire che molti perdono il senso della misura ed esagerano perchè non sono ventenni di primo pelo a cui va bene tutto, ma sono uomini e donne in età spesso avanzata che pretendono i tappeti rossi, forti anche del fatto di essere già entrati nel mondo del lavoro.
                      Altre volte, proprio per il fatto di essere più tendenti agli "anta", molte persone si sentono giudicate e attaccano tutto e tutti senza un vero e proprio motivo.
                      Qui sul forum abbiamo avuto l'esempio di un cusaniano (un certo Nico) che nei primi mesi di iscrizione ha difeso l'Unicusano a spada tratta anche a costo di fare flame molto aspri e alla fine ha deciso di prendere la laurea in psicologia che aveva già conseguito all'Unicusano in una statale per paura dello stigma sociale. Quando gli ho fatto notare l'incoerenza della sua scelta è "sbroccato", ha piantato flame su flame ed è scomparso.
                      So di gruppi Telegram in cui i marconiani arrivano a scannarsi virtualmente e a minacciarsi di querela appena viene scritta mezza frase.
                      Di recente una ragazza mi ha scritto privatamente su questo forum perchè vuole fare tutti gli esami alla Mercatorum e poi passare a una statale all'ultimo, quando ho capito cosa voleva fare non le ho più risposto.
                      Questo clima da caccia alle streghe e di tensione non fa bene nè a noi laureati in telematiche nè a chi ci sta studiando.

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                      • #26
                        Originariamente inviato da Alessandrino Visualizza il messaggio

                        Condivido in pieno, anche perché è un atteggiamento che ho fatto fatica ad accettare fin dalla scuola secondaria di secondo grado.
                        Non ne parliamo... il problema secondo me nasce tutto da lì. Io ho fatto un classico PNI e c'era la regola che con un 4 a fine anno o due 5 eri bocciato... Cavoli tuoi! Tanto che ricordo benissimo che siamo partiti con 4a A, 4a B e 4a C, alla quinta ginnasio siamo arrivati in 5a A e 5a B e dalla prima liceo c'era solo la 1a A... Non so quanti eravamo in tutto ma facendo anche media con 20-22 iscritti a sezione, siamo partiti in 60 e arrivati in 13 a fine liceo.
                        Ora io non dico di arrivare a questo, ma che adesso si promuova con 3-4 debiti e 2 aiuti su 8 materie mi sembra ridicolo...

                        Poi ovvio che se arrivi promuovi chi andrebbe bocciato, che meriterebbe un 6 striminzito si becca un 7 se non un 8 e così via... ergo arrivano tutti e poi l'università che deve fare? O boccia (e l'anno dopo perde metà degli iscritti e, quindi, metà dei fondi) o diventa più generosa. E così si ricomincia... chi dovrebbe esser bocciato passa a 18... i 18 "reali" passano a 20, 22 e così via...


                        Originariamente inviato da theChemist2 Visualizza il messaggio

                        quando ho capito che la percentuale era quella, come altri ho fatto i bagagli e ciao ciao. sarà stato il mio corso sfigato? può darsi, non saprei. però allora qualcuno mi deve spiegare perchè da noi per tirare su il voto finale c'è la regola che non viene tenuto conto nella media voto, i voti provenienti dai 50 CFU peggiori.
                        Scusa la domanda, ma per curiosità puoi dirmi di che corso (e di che università) si tratta?
                        Cioè, più che altro penso al mio corso... 30 CFU di prova finale e tirocinio/laboratorio + 6 CFU di lingua (solo approvato/non approvato) + 12 CFU di esami a scelta... anche tenendo presenti i 12 CFU liberi praticamente su 120 ne contiamo già solo 84... se da questi tolgo i 50 CFU peggiori mi rimane una media di base sviluppata su 24 CFU...

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                        • #27
                          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                          Scusa la domanda, ma per curiosità puoi dirmi di che corso (e di che università) si tratta?
                          Cioè, più che altro penso al mio corso... 30 CFU di prova finale e tirocinio/laboratorio + 6 CFU di lingua (solo approvato/non approvato) + 12 CFU di esami a scelta... anche tenendo presenti i 12 CFU liberi praticamente su 120 ne contiamo già solo 84... se da questi tolgo i 50 CFU peggiori mi rimane una media di base sviluppata su 24 CFU...
                          ingegneria gestionale, l'università lasciamo perdere prima che mi querelano
                          alla fine o laureavano tutti col 70, o si inventavano sta cosa

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                          • #28
                            Secondo Secondo me il problema del prestigio delle telematiche è un cane che si morde la coda… la visione comune della persona che non ha una particolare competenza riguardo il mondo accademico è che siano università di serie B, dove si iscrive chi vuole fare in fretta e ottenere il più possibile con la minima fatica.
                            Questa visione a parer mio da un lato ovviamente è un peso per l’università ma dall’altro porta anche ad attrarre iscrizioni (così come a perderne, ma credo siano più quelli attratti da un percorso ritenuto facile di quelli che invece dicono ‘non ci vado perché è troppo facile e non mi prepara bene’); ergo è difficile capire come muoversi. Ricordo che proprio sul forum qualche settimana fa qualcuno ha scritto di aver parlata con la segreteria di una università telematica che gli ha detto qualcosa tipo ‘non ti preoccupare che le cose si fanno in fretta e tranquillamente’ (o comunque il senso era più o meno questo). Che sia un messaggio vero o meno (non ho mai frequentato una telematica, quindi non saprei) secondo me una buona percentuale di potenziali studenti lo percepisce così.
                            A ciò si aggiunge quello che giustamente diceva Marika : molti utenti che non sono neodiplomati sentono più il richiamo delle telematiche per motivi eminentemente pratici ma spesso si aspettano anche una corsia preferenziale. Questo vale anche nelle ‘tradizionali’ per gli studenti lavoratori: quante volte qua a Pisa ho sentito gente lamentarsi perché il professore non teneva conto che si trattava di persone che lavoravano e che quindi non avevano tanto tempo da dedicare allo studio? E se provi a dire che il professore non è tenuto a farlo e che tutti dovrebbero ricevere un uguale trattamento in sede di valutazione scoppia la bomba del diritto allo studio (e qua mi ricollego a prima, sostenendo che il diritto allo studio non va confuso con il diritto alla promozione).
                            A chiusura mi permetto di far notare un paio di cose: il mio percorso accademico e di ricerca mi ha portato e mi porta tuttora ad avere numerosi contatti con docenti e ricercatori. Anche in questo ambito esiste un pregiudizio contro le telematiche. Un docente che insegna sia in una ‘tradizionale’ che in una telematica, qualora utilizzi un unico titolo nel presentarsi o nelle pubblicazioni, quasi sempre utilizzerà quello della tradizionale rispetto a quello della ‘telematica’. Il dottorato nelle telematiche viene abbastanza svilito nelle conversazioni e così via. È un pregiudizio abbastanza saldo, molto spesso basato sul nulla, ma che alcuni atteggiamenti delle ‘telematiche’ a volte tendono a rinfocolare. Se a questo si aggiungono i molti studenti che chiedono quale sia la ‘telematica’ più abbordabile e nella quale ci si laurea prima, la frittata è fatta… vera o finta che sia.

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