Partendo dal principio che io ho sostenuto prevalentemente (ma non esclusivamente) esami in ambito per così dire ‘tecnico’ e sociale (IUS/*, SPS/* e SECS-P/*) e umanistico (L-FIL-LET/*, M-STO/* e M-FIL/*) mentre sono quasi digiuno di esami più afferenti all'ambito delle scienze pure (ho pochi BIO/* e MAT/* e quasi nulla del resto) salvo l'ambito informatico (INF/01 e ING-INF/05) e, quindi, posso parlare con una certa cognizione di causa solo per questi, dubito fortemente che la gente incontri il caos e a causa di ciò ci metta il doppio degli anni a laurearsi e con voti bassi... o quantomeno dubito che sia questo il motivo principale.
Personalmente ritengo che sia la scarsa preparazione accumulata negli studi precedenti (medie inferiori e superiori, ma anche elementari) che si accumula e che porta a situazioni sinceramente imbarazzanti...
A supporto di questa tesi (ma ne avrei moltissimi di esempi, e in un'università abbastanza nota e blasonata come Pisa) vorrei segnalare che in relazione a un esame magistrale rivolto a studenti dell'ultimo anno (sì, può essere anticipato, ma dubito molti lo facciano) che poi vogliono insegnare (è una ‘didattica…’ ed è facoltativa, ergo la fa solo chi è interessato all'ambito) la docente sente da almeno 3 anni la necessità di scrivere a chiare lettere:
“Per la preparazione della presentazione in aula della lezione, delle esercitazioni scritte con il tutor e dell'esame finale si suggerisce la consultazione costante del Vocabolario e della Enciclopedia Treccani” […]
“Nel caso di incertezze grammaticali si suggerisce la lettura/consultazione dei seguenti testi (non inclusi nel programma di esame e non oggetto di interrogazione): ‘Limina. Lingua italiana minima di accesso’ e ‘Prontuario di punteggiatura’ ”.
Quando si arriva a dover scrivere questo vuol dire che negli anni sono state consegnate da più persone e a più riprese cose scandalose (a dir poco). Ergo, a mio modesto parere e senza entrare nella diatriba telematica/non telematica, il ritardo medio degli studenti non è dovuto alla disorganizzazione dei corsi, ma a motivi ben più preoccupanti.

delle università da te citate mi mancano UNIPI, UNIMC (anche se sto tenendo d'occhio da tempo un master di II livello) e UNICAM.

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