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Esami online

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  • #16
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
    Ma voi che confondete il concetto di pubblico con quello di statale, esattamente, che problemi avete?
    Nessuno in particolare credo, semplicemente è un retaggio delle conversazioni con altra gente la quale nomina la statale "pubblica" pertanto distrattamente mi capita di sbagliare, anche scrivendo. Chiedo venia. Inoltre in zona "pubblico/statale" (che per l'appunto vengono usati come sinonimi) è considerato di assoluta eccellenza laddove "telematico/internet" (altro sinonimo vox populi locale) è cosiderato roba da straccioni.


    Marius, a me hanno detto che la modalità  on-line sarebbe prevista restare anche dopo, si vedrà .


    Marika, ho preso l'ultimo intervento senza volermi accanire/minacciare nessuno. Ci mancherebbe altro. Se altro utente ha giudizio ancora più negativo buon per lui.

    Io volevo limitarmi, da utente frequentante, ad esporre come funziona e, secondo me, non ci possono essere dubbi ulteriori a quelli standard, se esaminare a crocette è di suo considerato dubbio standard. E' scorretto affermare che "un tizio guarda le registrazioni", chiunque lo affermi. Non ho comunque la pretesa di essere convincente, ognuno può legittimamente tenersi le proprie opinioni.

    Saluti

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    • #17
      Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
      Io ancora non capisco ad ogni modo quelli accaniti contro le crocette.
      Ne abbiamo discusso animatamente per anni e ti risparmio racconti personali di cortesissimi signori che per le mie idee mi hanno tampinato e minacciato via social, sarei ripetitiva.
      A te posso dire, molto velocemente e senza volere per forza la ragione a tutti i costi, che ti auguro di non dovere mai discutere con qualcuno riguardo la tua carriera accademica, anche una volta laureato. Perchè le crocette, per quante statali possano adottarle (nessuna per l'intero corso di laurea) e per quanto difficili possano sembrarvi, sono viste come fumo negli occhi dalla maggior parte degli studenti e dottori italiani.
      Una volta laureato tienitelo stretto il segreto delle crocette.
      Oggi come frase può sembrare pesante, un domani avrà  già  più senso, fidati.

      Originariamente inviato da CI+ Visualizza il messaggio
      Marius, a me hanno detto che la modalità  on-line sarebbe prevista restare anche dopo, si vedrà .
      Penso che tu sia stato vittima di un fraintendimento, perchè è logico che la "fase 3" non prevederà  l'apertura di tutto a cuor leggero. Ciò che forse intendeva dire la persona con cui hai interloquito è che forse si andrà  avanti con gli esami on line per un altro pò.
      In caso contrario, cioè se le crocette dovessero diventare la norma, dico solo che alle logiche di mercato non si comanda e si accetterà  ciò che decideranno le università .
      Io da marconiana, magari mettendomi insieme ad altri studenti e associazioni tipo ASUM, valuterò se scrivere al mio ateneo per chiedere di NON adottare quel metodo per una questione di reputazione, anche se sulla bilancia c'è molto di più di ciò che pensiamo.
      Esempio: se gli esami on line saranno adottati da tutti (statali comprese) una richiesta simile sarebbe completamente inutile.
      Vedremo.

      Originariamente inviato da CI+ Visualizza il messaggio
      Io volevo limitarmi, da utente frequentante, ad esporre come funziona e, secondo me, non ci possono essere dubbi ulteriori a quelli standard, se esaminare a crocette è di suo considerato dubbio standard. E' scorretto affermare che "un tizio guarda le registrazioni", chiunque lo affermi. Non ho comunque la pretesa di essere convincente, ognuno può legittimamente tenersi le proprie opinioni.
      Da come sei intervenuto e dal tono mi pareva che volessi sindacare su altro, ma evidentemente su quello mi sono sbagliata.
      Hai fatto benissimo a specificare quel punto: chiaramente si dà  per scontato che a "correggere" i vostri "scritti" ci sia la commissione.

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      • #18
        Una volta laureato tienitelo stretto il segreto delle crocette.
        Io di esami a crocette non ne ho mai fatti onestamente, quindi non e' che abbia segreti da custodire.
        Rimango dell'idea che e' un sistema utilizzato nel mondo e io non mi sento in grado di giudicare male uno "laureato a crocette"

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        • #19
          Allora come non detto, pensavo fossi il solito "fan delle crocette", qui sul forum sono stati rari, ma purtroppo se ne sono visti.
          Riguardo le crocette come "sistema utilizzato nel mondo" ti invito a leggere la mia risposta a Korry87 nel nono messaggio del topic. Ripeto: nessuna pretesa di avere ragione, ma se la conversazione continuerà  farò anche un esempio di stampo pratico così da capirci meglio.

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          • #20
            Concordo con Marika sul fatto che il paragone con le università  di lingua inglese non regge, perché hanno una modalità  di esaminazione totalmente differente; in particolare nei corsi di secondo ciclo (master's degrees) non esistono generalmente esami, ma bisogna consegnare essays fatti per conto proprio e letti dai docenti, con i quali il rapporto è tuttavia molto più diretto, quasi intimo rispetto ai nostri standard.
            Non concordo invece con l'idea di fondo secondo cui un esame a crocette è automaticamente facile; questo dipende da come sono strutturate le batterie di domande. Se ben strutturato (in particolare, se uguale per tutti, cosa che in Pegaso e Mercatorum non è), un test a risposta multipla garantisce anche una obiettività  e una comparabilità  oggettiva che un esame a risposta aperta, scritto o orale, non può assicurare, grazie alla misurabilità  assoluta del dato quantitativo (una volta stabilito, naturalmente, il metro di misura e il peso delle varie domande). D'altro canto, non credo che il test a crocette sia un buon modo di esaminare perché esso favorisce uno studio di tipo nozionistico e mnemonico, mentre l'esame orale indaga sulla competenza e sulla padronanza della materia, che è un'altra cosa. L'esame scritto a risposta aperta dipende: il tipo di compito che andava di moda a Bologna nei primi anni 2000, cioè quesiti che richiedevano risposte brevi con tanto di massimali oltre i quali il docente minacciava di non leggere più (tipicamente dieci righe, che scrivendo a mano non vuol dire granché), neanche va tanto bene.
            Comunque sia in Mercatorum sia in Pegaso è possibile chiedere di essere esaminati oralmente.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #21
              Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
              Allora come non detto, pensavo fossi il solito "fan delle crocette", qui sul forum sono stati rari, ma purtroppo se ne sono visti.
              Riguardo le crocette come "sistema utilizzato nel mondo" ti invito a leggere la mia risposta a Korry87 nel nono messaggio del topic. Ripeto: nessuna pretesa di avere ragione, ma se la conversazione continuerà  farò anche un esempio di stampo pratico così da capirci meglio.
              vai, vai con l'esempio per favore.
              Io dico solo che, come dice dottore:
              Se ben strutturato (in particolare, se uguale per tutti, cosa che in Pegaso e Mercatorum non è), un test a risposta multipla garantisce anche una obiettività  e una comparabilità  oggettiva che un esame a risposta aperta, scritto o orale, non può assicurare, grazie alla misurabilità  assoluta del dato quantitativo (una volta stabilito, naturalmente, il metro di misura e il peso delle varie domande).
              Ed infatti, non mi riferisco ad universita' americane, enti privati che rilasciano certificazioni professionali anche di alto livello es. Microsoft o Cisco basano i loro esami e dunque le loro cerificazioni su circa 150/200 domande a risposta multipla = crocette

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              • #22
                La punteggiatura di Marius andrebbe riveduta e corretta, ma nel merito concordo.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #23
                  Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                  vai, vai con l'esempio per favore.
                  Prima di tutto mi scuso per l'off topic, visto che si parla di esami on line.
                  Aggiungo che secondo le ultime notizie tali esami continueranno fino a gennaio 2021, anche se dipenderà  dalle università .
                  E' ancora tutto da decidere.

                  Detto questo, dopo la laurea sono stata assunta da un libero professionista, non dico in che settore per una questione di privacy.
                  Non mi è stato detto quanti candidati c'erano perchè ovviamente siamo stati valutati uno ad uno, comunque in sede di colloquio sono stata sottoposta, oltre al colloquio stesso con domande sulle materie universitarie e personali (senza violare la privacy), a una prova scritta.
                  Ripetendo c'è stato il colloquio, qualche domanda sull'ateneo di provenienza, come le modalità  d'esame e sulla mia esperienza universitaria, oltre ad altre domande sulle esperienze maturate nel corso degli studi (eventuali lavori, corsi di lingua, Erasmus, ecc.).

                  A fine colloquio, letteralmente, mi è stata data un'ora per scrivere due "temi" su due casi pratici.

                  Teniamo presente che non tutti i laureati telematici accedono ai colloqui e molti curriculum vengono scartati durante le selezioni (Dottore può confermare).
                  Ora vorrei capire come una preparazione basata sul modello dispense-crocette (senza puntare per forza il dito contro l'Unipegaso perchè quello che a mio avviso è un problema riguarda anche altre telematiche) può preparare anche solo ad affrontare colloqui simili che sono all'ordine del giorno.
                  Siete liberi di non credere a ciò che è successo, io posso solo dire che ringrazio il cielo di tutti gli anni ingobbita sui libri a rispondere a domande aperte, senza non avrei saputo fare quasi nulla.

                  Da parte mia "polemica" chiusa, anche perchè non ho molto altro da dire. Mi permetto di aggiungere che qui si vuole far passare le crocette come un metodo migliore delle domande aperte, se permettete direi che dipende a cosa si punta. Secondo me tirare fuori università  anglosassoni o addirittura i certificati Cisco nel contesto c'entra poco.

                  Sulla comparabilità  oggettiva sono d'accordo, ma la mia solita domanda è: rispecchia la qualità ?
                  Sempre secondo me, no.

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                  • #24
                    Faccio una rettifica: molti curricula.
                    Facciamo contento Dottore per una volta.

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                    • #25
                      Da parte mia "polemica" chiusa, anche perchè non ho molto altro da dire. Mi permetto di aggiungere che qui si vuole far passare le crocette come un metodo migliore delle domande aperte, se permettete direi che dipende a cosa si punta. Secondo me tirare fuori università  anglosassoni o addirittura i certificati Cisco nel contesto c'entra poco.
                      Guarda non e' assolutamente una polemica anzi, ben venga uno scambio di opinioni.
                      Pero' mi dici "tirare fuori addirittura certificati Cisco" dove penso che Cisco abbia migliaia di certificati nel mondo e giustifichi, se cosi' si puo' dire, la bonta' delle domande aperte perche' ti e' stato fatto un colloquio con due temi da presentare che penso sia successo solo a te in tutta Italia.
                      Sono solo un po' confuso a riguardo, comunque rispetto il tuo parere. Per me le crocette se fatte come si deve non sono e non devono essere un problema.
                      Stiamo a vedere questa estensione a gennaio degli esami online quali/quanti atenei interessera'

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                      • #26
                        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                        Ora vorrei capire come una preparazione basata sul modello dispense-crocette (senza puntare per forza il dito contro l'Unipegaso perchè quello che a mio avviso è un problema riguarda anche altre telematiche) può preparare anche solo ad affrontare colloqui simili che sono all'ordine del giorno.
                        O.T.: ecco, secondo me è questo l'errore. Tu (mi pare che dare del Lei nei forum sia errato/malvisto), come per altro la grandissima parte di persone con cui ho (e ho avuto) a che fare ritieni che siccome l'Università  esamina a crocette allora (tutti) gli studenti ad essa iscritti basino la propria preparazione su quello (c.d. di tutta l'erba un fascio).

                        Personalmente non baso la mia preparazione sulle crocette (che, deduco magari sbagliando, si intenda andare a memoria di risposte). Lo trovo assurdo e, paradossalmente, molto più complicato (se non capisci i concetti è molto difficile e diventa un gioco a quiz televisivo, e poi a che ti serve? a meno di avere un posto sicuro dopo la laurea non ha alcun senso).

                        Esiste una letteratura, esiste materiale, esistono video, esistono riviste e giornali. In soldoni, interessi e passioni personali.
                        Cosa fosse una plusvalenza (per dire la prima cosa che mi passa per la mente) l'ho imparato da solo tanti anni fa approfondendo per conto mio (peraltro per futili motivi di comprensione dei bilanci delle società  di calcio, vedi un po'), non c'era alcun bisogno dell'Università  Pegaso con la sua laurea L-18.

                        Se dovessi lavorare per quello che ho imparato a scuola (per inciso, lavoro e ho frequentato scuole che nulla hanno a che fare con economia), non lavorerei probabilmente dove lavoro ora.

                        Tuttavia si vive di pregiudizi, idee e convinzioni. Ne consegue che senza una laurea o un titolo di studio che in qualche modo certifica le tue competenze (di fatto, comunque acquisite) non vai da nessuna parte, sebbene tu ne possa sapere nei fatti non meno di un laureato medio. Non ti fanno nemmeno parlare (leggi: invitare a fare uno straccio di colloquio). Conta inoltre e non poco la fortuna, fattore sul quale non si ha alcuna possibilità  di influenza.

                        Io ho un'età  fuori mercato, perciò mi basta che l'Università  sia riconosciuta per avere il titolo, chissà  che la fortuna non mi assista.

                        Mi spiace soltanto che ci sia questo radicamento ideologico, che certamente non sarò io a riuscire a cambiare.

                        Chiedo scusa per l'O.T.


                        Tornando I.T., a me hanno detto chiaramente che la modalità  online sarebbe proseguita anche dopo l'emergenza. Tuttavia non è una fonte ufficiale, se dovessi dire il mio pensiero mi pare strano che prosegua l'online a meno che non riescano a dare un senso diverso al gran numero di sedi sparse in giro per l'Italia (o diano una sorta di alternativa esame in sede o online pagando comunque la sede fisica, che in Pegaso è a parte della retta canonica). Avevo anche capito fosse di fatto vietato esaminare a distanza (ovviamente in condizioni normali, non in emergenza sanitaria come ora), ma non ho mai approfondito la cosa, di Università  non ci capisco nulla e non mi appassiona particolarmente.

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                        • #27
                          Originariamente inviato da Marius
                          Ed infatti, non mi riferisco ad universita' americane, enti privati che rilasciano certificazioni professionali anche di alto livello es. Microsoft o Cisco basano i loro esami e dunque le loro cerificazioni su circa 150/200 domande a risposta multipla = crocette
                          Mi infilo nel discorso perchè sugli esami CISCO e Microsoft (ma anche VwMare, Dell, HP, Huawei, e potrei citarvene almeno un'altra ventina) avrei qualcosa da dire.

                          Tanto per incominciare si parla di materiale prettamente TECNICO. Dove c'è poco spazio per imbastire un discorso. E poi non è vero che sono solo crocette.
                          Tecnicamente le certifiche "base" o "associate" Microsoft (MTA, MCSA etc) che CISCO (CCENT e CCNA) sono costituiti da:
                          • domande a risposta multipla (crocette)
                          • sequenze (mettere in fila delle operazioni per arrivare ad un risultato - un algoritmo in pratica)
                          • prove di abilità  tecnica (li chiamano LAB mi pare)
                          • comandi di sintassi su console


                          Quando poi si passa a certifiche "architect" o "expert", gli esami sono direttamente a risposta aperta (di norma in inglese).

                          Il tutto fatto in centri autorizzati Pearson VUE o Certiport dove le performances delle persone vengono certificate dalla presenza di almeno un controllore, e da una webcam (a volte ne ho viste anche due, di cui una puntata sulla schiena dello studente).

                          Questo per dire che non sono solo crocette.

                          Ed infatti quelle certifiche hanno un peso (relativo per carità , ma sicuramente non trascurabile) nel mondo del lavoro.

                          Originariamente inviato da Marika
                          Secondo me tirare fuori università  anglosassoni o addirittura i certificati Cisco nel contesto c'entra poco.
                          E perchè? Se una didattica funziona (o non funziona) in una univeristà  Americana, perchè non si può parlarne riguardo all'università  Italiana? Perchè noi siamo furbetti e gli americani sono tutti buoni e quindi da noi si copia, si fanno i panieri di crocette e chi più ne ha più ne metta, mentre invece da loro è tutto bellissimo e perfettissimo? Da quello che ho visto mediamente studenti e professori sono uguali sia da noi che da loro.

                          I certificati CISCO (e non solo) poi come ti ho scritto sopra hanno un peso non indifferente. Siccome parliamo di centinaia di migliaia di persone che si certificano ogni anno con la didattica che ti ho esposto sopra, e siccome sono certificati spendibilissimi sul mondo del lavoro, secondo me ha senso parlarne e cercare di capire se è una didattica valida oppure no.
                          Bachelor Business Administration @John Cabot University
                          CV Dettagliato: https://www.gallinaro.org

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                          • #28
                            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                            Teniamo presente che non tutti i laureati telematici accedono ai colloqui e molti curriculum vengono scartati durante le selezioni (Dottore può confermare).
                            Posso confermare che molti datori di lavoro scartano sulla base del proprio personale pregiudizio (spesso influenzato da leggende che circolano a livello poco più che locale) laureati di parecchie università ; potrei raccontare della storia di un ragazzo laureato alla Seconda università  di Napoli (attuale Vanvitelli) che in Campania veniva quasi dileggiato e che al Nord, malgrado i preconcetti sui meridionali, non aveva assolutamente problemi in quanto i potenziali datori di lavoro leggevano Napoli e non passava loro neanche per l'anticamera del cervello che a Napoli esistessero più università  (cinque all'epoca dei fatti). Questa cosa succedeva pure a Milano con la Bicocca sino a qualche anno fa. Questo perché sino agli anni '90 del secolo scorso in Italia esistevano università  degli studi, istituti universitari a ordinamento speciale (Orientale di Napoli, Navale di Napoli, università  per stranieri di Siena e Perugia) e università  e istituti universitari liberi (Suor Orsola Benincasa, Cattolica, Bocconi, Iulm, Liuc, Lum); solo queste ultime avevano un nome proprio o una intitolazione, mentre tutte le altre si chiamavano con il nome della città  (talvolta della regione) in cui erano situati(*). Successivamente il legislatore decise di scorporare le grandi università  statali (Napoli, che non si chiamava Federico II, Roma, che non si chiamava La Sapienza, e Milano, che non si è mai chiamata ufficialmente «la Statale» ma era nota così in contrapposizione a Cattolica e Bocconi) e così vennero fuori le seconde e terze università  degli studi. Ecco perché in Italia usiamo dire «studio a Napoli», «studio a Roma», «studio a Bologna» e non, piuttosto, usare il nome dell'ateneo, come invece fanno in America (ed ecco perché in Italia ci sono tanti analfabeti funzionali che dicono «ad Harvard» e «all'Università  di Harvard» ).

                            * Faceva eccezione l'Università  adriatica "Benito Mussolini", che però era de facto divenuta Università  degli studi di Bari.

                            Ora vorrei capire come una preparazione basata sul modello dispense-crocette (senza puntare per forza il dito contro l'Unipegaso perchè quello che a mio avviso è un problema riguarda anche altre telematiche) può preparare anche solo ad affrontare colloqui simili che sono all'ordine del giorno.[/quote]
                            Marika, una domanda mi sorge spontanea: tu hai mai studiato in una università  tradizionale? Se no, sappi che non è che quella ti prepari ad affrontare colloqui di lavoro, eh. Ma non rientra proprio nei suoi scopi istituzionali, guarda.
                            Tra l'altro io ho fatto centinaia di selezioni in imprese molto strutturate e ti posso dire che non ce n'è una che operi in maniera uguale a un'altra.

                            qui si vuole far passare le crocette come un metodo migliore delle domande aperte, se permettete direi che dipende a cosa si punta.
                            Mi permetto di rammentare a tutti che la virgola non è un jolly e che esistono pure il punto acuto e i due punti, decisamente più idonei in caso di interruzione sintattica.

                            rispecchia la qualità ?
                            Sempre secondo me, no.
                            Intendi dire la qualità  della preparazione individuale?

                            Originariamente inviato da CI+ Visualizza il messaggio
                            (mi pare che dare del Lei nei forum sia errato/malvisto)
                            Se hai usato Internet tra gli anni '90 del secolo scorso e i primi anni 2000, con il dial-up, ricorderai che all'epoca esistevano i newsgroups (in italiano chiamati gruppi di discussione) e i fora e le chatrooms erano molto diffusi. Questi strumenti di discussione si basavano su nicknames, donde il lei era completamente bandito. Oggi i social networks hanno determinato il crollo del muro di separazione tra vita reale e vita virtuale, ma a mio avviso vale ancora quella regola.

                            Tuttavia si vive di pregiudizi, idee e convinzioni.
                            Anche convenzioni, incluse quelle giuridiche.

                            Tornando I.T.
                            Il contrario di off topic è on topic.

                            Avevo anche capito fosse di fatto vietato esaminare a distanza (ovviamente in condizioni normali, non in emergenza sanitaria come ora)
                            No, non lo è.
                            Un principio giuridico fondante degli ordinamenti è il favor libertatis: ciò che non è espressamente vietato è lecito. Vale a dire che una cosa si presume lecita sino a prova contraria (e tale prova deve essere una fonte del diritto, poi la tipologia di fonte del diritto varia in base ai singoli ordinamenti).
                            Una nota del 4 marzo del ministro Manfredi invita le università  ad adottare gli strumenti informatici e telematici idonei a garantire la prosecuzione dell'attività , a distanza, durante il periodo dell'emergenza, ma alcuni atenei già  avevano celebrato sedute online (hanno cominciato con le lauree, addirittura in alcuni casi in modalità  asincrona, ep oi sono passate agli esami) e, comunque, non ci sono fonti che 'autorizzano' la cosa, non essendo mai stata vietata.

                            E perchè? Se una didattica funziona (o non funziona) in una univeristà  Americana, perchè non si può parlarne riguardo all'università  Italiana?
                            Gli aggettivi si scrivono con l'iniziale rigorosamente minuscola (oltre al fatto che l'accento acuto è diverso da quello grave).

                            gli americani
                            Ecco, qui secondo alcune scuole di pensiero andrebbe la maiuscola in quanto l'aggettivo, palesemente sostantivato, è usato come nome proprio (io sono per la libertà  di scelta in questo caso, purché si sia coerenti).
                            Ultima modifica di dottore; 23-05-2020, 20:50.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #29
                              Ragazzi, c'è il rischio che il topic diventi un polpettone di off topic e pareri personali. Non vorrei nemmeno che, pur in una situazione di cordialità , diventi un "Marika vs tutti" e cioè io che continuo a ripetere le stesse cose e gli altri che mi rispondono "eh, ma..." all'infinito.
                              Sulle università  anglosassoni ho già  detto la mia. Ripeto, senza voler mancare di rispetto a nessuno: nono messaggio del topic, risposta a Korry87.

                              http://www.università .com/universit...html#post14474

                              Come dicono loro: "facts".
                              Tutto interessantissimo invece sugli esami Cisco e Microsoft, nulla da dire su quello: il fatto che sia abbastanza in disaccordo non significa che non trovi ottimi spunti da tutti voi.

                              penso sia successo solo a te in tutta Italia.
                              E' una prassi mutuata dall'Europa, una mia amica è stata assunta nello stesso modo ad Amsterdam. Del resto se sei un libero professionista e ti serve una persona che lavori bene nella pratica vuoi avere davanti agli occhi cosa può produrre.
                              Le crocette garantiscono una preparazione adeguata di fronte a questo? Io dico di no, anche pensando a come molti vivono l'università  e a questo arrivo con la citazione successiva.

                              Esiste una letteratura, esiste materiale, esistono video, esistono riviste e giornali. In soldoni, interessi e passioni personali.
                              Assolutamente e infatti ho specificato più di una volta che ho conosciuto pegasiani appassionatissimi, che si documentavano tutti i giorni su libri di testo. La mia perplessità  era solo sul metodo dispense-crocette di alcune telematiche, perchè il quisque de populo (come dice Dottore) non aprirà  mai la rivista scientifica, credo che questo non si possa negare in alcun modo.

                              Mi spiace soltanto che ci sia questo radicamento ideologico
                              Posso solo dirti che io qui sembro "sola", ma penso che il mondo là  fuori tenda ad associare le crocette alla nullafacenza. Non l'ho constatato solo nella pratica, ma era un'opinione diffusa anche quando ero studentessa sia "statale" sia pubblica "non statale". Magari dipende dagli ambienti, ma è più facile che la convinzione popolare sia la suddetta anche perchè, ripeto, solo alcune telematiche permettono di concludere i corsi di studio interamente a crocette.
                              Capisco che siano discorsi pesanti, ma non sono giudizi personali sull'integrità  dello studente singolo.

                              Mi permetto di rammentare a tutti che la virgola non è un jolly e che esistono pure il punto acuto e i due punti, decisamente più idonei in caso di interruzione sintattica.
                              Di solito non mi impegno troppo a scrivere, nel senso che rispetto tutti i pareri e cerco di rispondere con cura, ma non faccio troppo caso a questioni grammaticali, al massimo rileggo una volta (vedi la questione "curriculum").
                              Comunque sui forum tendo a non usare il punto e virgola e nel contesto la virgola mi suonava bene. Trovo anche che in alcuni casi i due punti possano essere abbastanza pesanti.
                              Comunque visto che ti è tornata la voglia di correggere, prendo come esempio la mia correzione rispetto ad altre che hai fatto in questo stesso topic per ribadire che questo genere di comportamenti da parte di un moderatore allontanano le persone dal forum: gli utenti ormai lo prendono come un usa-e-getta (in pratica si fanno riprendere ma non gliene frega nulla, perchè dopo avere ottenuto l'informazione spariscono). Inoltre, senza livore, ti faccio notare che sei tu il primo a non sapere utilizzare i tasti di moderazione, quindi perchè vuoi insegnare la grammatica agli altri se tu stesso sei vittima di scivoloni come la modifica di messaggi di utenti, la loro cancellazione errata e risposte a topic già  chiusi? Nessuno è senza macchia e anche tu hai combinato i tuoi disastri: veniamoci tutti incontro e finiamola con questo genere di cose.

                              Riguardo il discorso della qualità , intendevo il grado di preparazione dello studente: ho capito che per esempio l'Unimercatorum utilizza un metodo complesso di crocette, multidisciplinare, eccetera, ma in generale che preparazione può ottenere la persona che ha 1.000 facciate di dispensa e rose di domande a crocette? Comincerà  ad aprire i libri, a leggere riviste scientifiche, chiederà  alla sua università  di ottenere tirocini per cominciare a lavorare sul campo o più semplicemente cercherà  di passare l'esame sulla base della casistica delle crocette stesse o su quelle che pensa possano essere più probabili? Per me non è uno studio SULLA MATERIA, è uno studio FINALIZZATO A SUPERARE L'ESAME, la sfumatura sembra leggera, ma invece è pesantissima.
                              Il mio pensiero non vuole essere un processo alle intenzioni, mi rendo conto che ci siano variabili in ballo come la possibilità  degli orali e la buona volontà  dello studente, ma in Italia se metti su un piatto d'argento un percorso più facile, forse in apparenza, forse no, quasi tutti ci si fionderanno e i numeri dell'Unipegaso che da 8.000 studenti ha raggiunto quota 25.000 in pochi anni lo dimostrano (a prescindere dalle pubblicità  con Spiderman).
                              E questo è tutto, ragazzi, buon weekend.

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                              • #30
                                Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                                E' una prassi mutuata dall'Europa, una mia amica è stata assunta nello stesso modo ad Amsterdam.
                                Confermo che si tratta di una delle prassi diffuse in Europa; tuttavia in Italia suona abbastanza singolare anche a me, dunque suppongo che si tratti di un grosso studio particolarmente rinomato e non il classico avvocato o dottore commercialista o consulente del lavoro a cui si perviene tramite amici di amici oppure amici di parenti oppure parenti di amici.

                                Le crocette garantiscono una preparazione adeguata di fronte a questo? Io dico di no
                                A mio avviso solo l'esame orale garantisce la preparazione e, comunque, nemmeno al 100% perché dipende da come il docente conduce l'esame orale.

                                il quisque de populo (come dice Dottore) non aprirà  mai la rivista scientifica
                                Questo nemmeno nella migliore università , statale o non statale. Lo studente medio studia in funzione dell'esame e poi archivia.

                                Comunque sui forum tendo a non usare il punto e virgola e nel contesto la virgola mi suonava bene. Trovo anche che in alcuni casi i due punti possano essere abbastanza pesanti.
                                Hai ragione. Infatti in quel caso si può usare il punto fermo.
                                Il punto fermo, il punto acuto e i due punti dal punto di vista sintattico svolgono la stessa funzione: l'interruzione. Significa che dopo questo segno grafico c'è un altro periodo, non un'altra proposizione. Ordunque, se tu metti due periodi in successione, non li puoi separare con una virgola, poiché non sono coordinabili. La virgola svolge funzione congiuntiva quando è succeduta da proposizioni coordinate (questo costrutto si chiama «asindeto»).
                                La differenza tra punto acuto, due punti e punto fermo è semplicemente che, mentre quest'ultimo esprime un'interruzione semantica oltre che formale, i primi due esprimono un'interruzione solo formale. In particolare i due punti si usano quando il periodo successivo è legato a quello precedente da una relazione causale o finale, mentre il punto acuto si adopera quando per una questione puramente stilistica si intende trasmettere al lettore un segnale di continuità . Se non li si vuole (o non li si sa) usare, la scappatoia è il punto fermo, non la virgola. Sic et simpliciter.

                                Comunque visto che ti è tornata la voglia di correggere, prendo come esempio la mia correzione rispetto ad altre che hai fatto in questo stesso topic per ribadire che questo genere di comportamenti da parte di un moderatore allontanano le persone dal forum
                                Questo genere di comportamenti a mio avviso non allontana nessuno: non si è mai vista una partecipazione come in questo periodo e oltretutto si tratta di una partecipazione di grande qualità .

                                ti faccio notare che sei tu il primo a non sapere utilizzare i tasti di moderazione
                                Hai pienamente ragione: ne prendo atto e infatti sto imparando. Purtroppo questa piattaforma è un po' diversa rispetto a quelle di altri fora che ho moderato. Se continuerò a sbagliare, mi autobannerò (cioè mi farò bannare da Bmastro).

                                quindi perchè vuoi insegnare la grammatica agli altri se tu stesso sei vittima di scivoloni come la modifica di messaggi di utenti, la loro cancellazione errata e risposte a topic già  chiusi?
                                Che c'entra questo con la grammatica?

                                Nessuno è senza macchia e anche tu hai combinato i tuoi disastri
                                Ma certo. Mica sono infallibile. Se sbaglio voglio essere corretto però

                                ma in generale che preparazione può ottenere la persona che ha 1.000 facciate di dispensa e rose di domande a crocette?
                                Secondo me è una preparazione nozionistica; personalmente preferisco l'esame orale perché verifica la capacità  di impostare un discorso, di utilizzare il lessico proprio della disciplina e tante altre belle cose che con le crocette non sono verificabili.
                                Ciò che contesto è semplicemente l'affermazione secondo cui quegli esami sono facili. Se per facile intendiamo che è facile superarlo con un voto decente (da 18 a 24 non sono voti decenti e biascicando quattro cose un 18 o un 20 si riesce a rimediare facilmente in qualsiasi università , a meno che non becchi i docenti che sotto il 24 bocciano, che pure esistono), allora no, non è facile. E a mio avviso è più facile, per uno studente motivato appassionato, prendere 30 a un orale che beccare 30 risposte esatte (cosa certamente impossibile a caso).

                                chiederà  alla sua università  di ottenere tirocini per cominciare a lavorare sul campo
                                Tu hai una visione dell'università  un po' da istituto professionale a mio avviso.
                                Guarda che sino al 2001 i tirocinà® interni ai corsi di laurea e di laurea magistrale neanche esistevano.
                                L'Università  degli studi di Firenze li ha avuti negli ordinamenti di cui al decreto MURST 509/1999; quando ha revisionato l'offerta formativa ex decreto MIUR 270/2004, li ha eliminati praticamente dappertutto.

                                non è uno studio SULLA MATERIA, è uno studio FINALIZZATO A SUPERARE L'ESAME
                                Guarda che è così dappertutto.

                                i numeri dell'Unipegaso che da 8.000 studenti ha raggiunto quota 25.000
                                Vorrei far presente che la Pegaso è l'unica università  d'Italia che conta gli iscritti includendo anche quelli le cui carriere sono cessate (per conseguimento del titolo o per qualsiasi altra ragione).
                                Normalmente quando si dice che la Federico II, la Sapienza, la Statale di Milano hanno ennemila iscritti si fa riferimento agli iscritti dell'anno accademico considerato, non a tutti gli iscritti della loro storia.
                                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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