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Fermarsi alla laurea o proseguire?

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  • Fermarsi alla laurea o proseguire?

    Salve a tutti,
    frequento l'ultimo anno del corso di laurea in scienze dei servizi giuridici L-14 (indirizzo investigazioni) presso l'università  G. Marconi e tra pochi esami terminerò il mio percorso.

    Molti miei colleghi dopo la laurea si iscrivono al corso di laurea magistrale a ciclo unico oppure ad un corso di laurea magistrale.

    Riflettevo se per me ha senso continuare oppure no.
    Arrivati a questo punto se volessi iscrivermi ad una laurea magistrale, vorrei farlo prima della tesi, con un trasferimento (spero sia corretto).

    Le opzioni che ho considerato sono:
    1) Conseguire la laurea triennale e fermarmi
    2) Conseguire la laurea triennale ed iscrivermi ad un corso di perfezionamento o master
    3) Chiedere il trasferimento ad un corso di laurea magistrale a ciclo unico LMG-01, e tra questi ho individuato il corso proposto da Unitelma Sapienza e sarei interessata al percorso Diritto e Security
    4) Conseguire la laurea triennale ed iscrivermi ad un corso di laurea magistrale da individuare e che sia fattibile anche a distanza.

    Lavoro nel settore assicurativo, sarei orientata a restare nel settore privato, ma se capita di fare qualche concorso non disdegno nulla.

    Questa laurea è già  una grande soddisfazione, può effettivamente servirmi continuare gli studi? (considerando che non sono più giovanissima)

    Se potete darmi pareri, opinioni, fare considerazioni, tutto può essermi utile per fare una scelta ragionata, soprattutto conoscere punti di vista diversi

    Grazie a tutti

  • #2
    Ciao,

    il passaggio è quando cambi corso all'interno dello stesso ateneo; il trasferimento è quando cambi ateneo.
    Inoltre non puoi iscriverti a un corso di laurea magistrale senza aver conseguito prima la laurea, in quanto la laurea costituisce titolo di accesso ai corsi di secondo ciclo. Al corso di laurea magistrale a ciclo unico invece potresti iscriverti subito portandoti in dote la tua carriera, ma te lo sconsiglio categoricamente: con la laurea di classe L-14 puoi fare il consulente del lavoro, il revisore dei conti e il funzionario pubblico, mentre con tutti gli esami superati senza aver discusso la tesi non puoi fare niente.

    Quello di cui sopra è l'unico punto fermo, per quanto mi riguarda. Per il resto è un po' difficile darti consigli poiché non conosciamo le altre variabili in gioco. Ti posso suggerire tuttavia di conseguire un master a cavallo tra la laurea e la laurea magistrale: gli esami ti verrebbero riconosciuti per abbreviare il corso di laurea magistrale e pertanto potresti conseguire quest'ultima in un anno anziché due, trovandoti nello stesso tempo con tre titoli anziché due o anziché uno solo (come succederebbe con la laurea magistrale a ciclo unico). Ovviamente deve essere un master pertinente e deve avere gli esami con i settori scientifico-disciplinari esplicitati (e possibilmente non troppo frammentati).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Se tieni aperta la porta dei concorsi è sempre meglio fare la magistrale.
      Attenzione perchè il tuo attuale indirizzo di scienze dei servizi giuridici non ha gli stessi crediti di quello "standard", quindi per passare alla LMG01 della Marconi dovresti fare più esami.
      Teoricamente potresti puntare anche alla LM62 della Marconi, ma non vedo il perchè.
      UniMarconi e Unitelma si equivalgono quindi prendi questa decisione a cuor leggero.

      P.S. Sbaglio o 2 anni fa avevi chiesto una specie di orientamento qui sul forum? Mamma mia, come passa il tempo!

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      • #4
        Rettifico: non ha gli stessi crediti utili per il riconoscimento finalizzato all'iscrizione alla magistrale.

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        • #5
          Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
          Se tieni aperta la porta dei concorsi è sempre meglio fare la magistrale.
          Per i concorsi per l'accesso alle pubbliche amministrazioni cui si applica il d.lgs. 165/2001 per l'accesso alla ex carriera direttiva, come vado dicendo da anni, è sufficiente la laurea. La laurea magistrale non serve. Se il singolo ente la richiede, il bando è impugnabile al competente tribunale amministrativo regionale. Cosa che puntualmente accade e infatti un gran numero di concorsi viene bloccato anche da un solo ricorso (personalmente sono iscritto a diverse procedure concorsuali sospese da anni a causa di ricorsi. E sono stato iscritto a due procedure completamente annullate).
          La laurea magistrale è necessaria, in base a un ritocco dell'art. 30 effetuato dalla c.d. riforma Madìa, per il solo accesso alla dirigenza, ma per ottenere la qualifica dirigenziale bisogna partecipare ad altri concorsi che sono pur sempre pubblici ma hanno accesso riservato a chi abbia maturato almeno 5 anni di esperienza in una posizione gerarchico-funzionale che richiedeva la laurea al momento dell'assunzione, ridotti a 4 se si possiede un dottorato di ricerca o un altro titolo di terzo ciclo tra quelli individuati con apposita normazione secondaria.
          Tradotto in soldoni significa che se adesso si laurea, qualora esca un concorso per categoria D in una regione o in un ente locale, lei potrà  parteciparvi, vincerlo ed essere immessa in ruolo, conseguendo con comodo la laurea magistrale, dopodiché, trascorsi 5 anni dalla presa di servizio, potrà  guardare anche ai bandi relativi alla dirigenza. Se lei invece abbandona questa carriera riciclandola in un corso di laurea magistrale a ciclo unico, se viene indetto un concorso per categoria D in una regione o in un ente locale lei non potrà  partecipare, sicché dopo la laurea magistrale dovrà  attendere che escano altri concorsi (magari nel frattempo era passato proprio quello che le interessava di più e che era atteso da dieci anni) e poi, una volta che avrà  ottenuto lo stesso posto che avrebbe potuto ottenere con la laurea semplice, dovrà  attendere da quel momento i 5 anni per poter partecipare ai concorsi per la dirigenza. Non mi pare una strategia molto smart, onestamente.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Ciao,
            Al corso di laurea magistrale a ciclo unico invece potresti iscriverti subito portandoti in dote la tua carriera, ma te lo sconsiglio categoricamente: con la laurea di classe L-14 puoi fare il consulente del lavoro, il revisore dei conti e il funzionario pubblico, mentre con tutti gli esami superati senza aver discusso la tesi non puoi fare niente.

            Quello di cui sopra è l'unico punto fermo, per quanto mi riguarda. Per il resto è un po' difficile darti consigli poiché non conosciamo le altre variabili in gioco. Ti posso suggerire tuttavia di conseguire un master a cavallo tra la laurea e la laurea magistrale: gli esami ti verrebbero riconosciuti per abbreviare il corso di laurea magistrale e pertanto potresti conseguire quest'ultima in un anno anziché due, trovandoti nello stesso tempo con tre titoli anziché due o anziché uno solo (come succederebbe con la laurea magistrale a ciclo unico). Ovviamente deve essere un master pertinente e deve avere gli esami con i settori scientifico-disciplinari esplicitati (e possibilmente non troppo frammentati).
            Ti ringrazio per la risposta, tuoi interventi sono sempre molto precisi
            L'idea del master mi aveva subito incuriosito ma i settori scientifico disciplinari non sono sempre in linea con quelli richiesti dai corsi di laurea magistrali.
            Il consulente del lavoro è una professione che sto valutando, il problema sarebbe svolgere il tirocinio, per questioni di tempo sarebbe incompatibile con il mio lavoro. Devo pensarci bene.

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            • #7
              Giova fare un piccolo ripasso delle carriere nella P.A.:

              - carriera ausilaria -
              Ex qualifiche funzionali I, II e III
              Funzioni locali (regioni, enti locali, camere di commercio, ex IPAB, alcune agenzie regionali): categoria A
              Funzioni centrali (ministeri, agenzie fiscali): non esiste
              Presidenza Consiglio: non esiste
              Università : soppressa
              Sanità  (ivi comprese alcune agenzie regionali): soppressa
              TITOLO DI STUDIO RICHIESTO: scuola dell'obbligo (in precedenza licenza elementare)

              - carriera esecutiva -
              Ex qualifiche funzionali IV e V
              Funzioni locali: categoria B
              Funzioni centrali: area prima, oppure categoria A
              Presidenza Consiglio: non esiste
              Università : categoria B
              Sanità : categoria B
              TITOLO DI STUDIO RICHIESTO: licenza media (attualmente denominata diploma del primo ciclo di istruzione)

              - carriera di concetto -
              Ex qualifica funzionale VI
              Funzioni locali: categoria C
              Funzioni centrali: area seconda, oppure categoria B
              Presidenza Consiglio: categoria A
              Università : categoria C
              Sanità : categoria C
              TITOLO DI STUDIO RICHIESTO: diploma di maturità  / diploma conclusivo del secondo ciclo di istruzione

              - carriera direttiva -
              Ex qualifiche funzionali VII e VIII
              Funzioni locali: categoria D
              Funzioni centrali: area terza, oppure categoria C
              Presidenza Consiglio: categoria C
              Università : categoria D
              Sanità : categoria D
              TITOLO DI STUDIO RICHIESTO: laurea

              - carriera direttiva super -
              Ex qualifica funzionale IX
              Questi, come quelli della X (e ultima) qualifica, sono passati alla dirigenza, ad eccezione che nel comparto Sanità , dove sono inquadrati in categoria Ds, e nel comparto Università , dove sono passati alla categoria EP.
              TITOLO DI STUDIO RICHIESTO: laurea + master nella sanità , mentre nell'università  le singole possono chiedere un titolo di studio o di servizio ulteriore oltre la laurea (ad esempio laurea magistrale e/o laurea + tre anni di esperienza nella categoria precedente)

              Faccio presente che i medici sono inquadrati nella dirigenza. Per quanto concerne l'università , le informazioni di cui sopra si riferiscono al personale tecnico, amministrativo e bibliotecario, nonché ai collaboratori esperti linguistici (lettori madrelingua), in quanto docenti e ricercatori sono assoggettati a norme speciali.

              Le amministrazioni pubbliche alle quali non si applica il d.lgs. 165/2001 sono le autorità  amministrative indipendenti, inclusa Banca d'Italia, le forze armate e gli enti a ordinamento militare in genere, le forze di polizia anche a ordinamento civile e il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, che hanno il vecchio ordinamento pubblicistico (cioè sono sfuggite alla c.d. privatizzazione sostanziale, ovvero contrattualizzazione, del pubblico impiego), nonché all'Ente nazionale italiano per il turismo e alle autorità  portuali, che applicano contratti del settore privato. Inoltre le norme in questione non si applicano alle carriere speciali (oltre alla summenzionata docenza universitaria, carriera diplomatica, carriera prefettizia, magistratura).
              Infine, alcune amministrazioni hanno deciso di applicare il contratto giornalistico al personale iscritto all'albo dei giornalisti inquadrato in posizioni soggette all'applicazione della legge 150/2000 e del DPR 422/2001.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                [QUOTE=Millyna82;14964]Ti ringrazio per la risposta, tuoi interventi sono sempre molto precisi [/quot€]
                Grazie a te.

                L'idea del master mi aveva subito incuriosito ma i settori scientifico disciplinari non sono sempre in linea con quelli richiesti dai corsi di laurea magistrali.
                Corsi di laurea magistrale (è magistrale la laurea, non il corso).
                Ovviamente la cosa va valutata bnee.

                Il consulente del lavoro è una professione che sto valutando, il problema sarebbe svolgere il tirocinio, per questioni di tempo sarebbe incompatibile con il mio lavoro. Devo pensarci bene.
                Devi anche verificare se non sussiste una incompatibilità  specifica.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  Se tieni aperta la porta dei concorsi è sempre meglio fare la magistrale.
                  Attenzione perchè il tuo attuale indirizzo di scienze dei servizi giuridici non ha gli stessi crediti di quello "standard", quindi per passare alla LMG01 della Marconi dovresti fare più esami.
                  Teoricamente potresti puntare anche alla LM62 della Marconi, ma non vedo il perchè.
                  UniMarconi e Unitelma si equivalgono quindi prendi questa decisione a cuor leggero.

                  P.S. Sbaglio o 2 anni fa avevi chiesto una specie di orientamento qui sul forum? Mamma mia, come passa il tempo!
                  Si ero proprio io che due anni fa chiedevo informazioni perché ero indecisa tra unimarconi e unitelma, entrambe a mio parere molto valide.
                  Poi scelsi la marconi ed ora ho quasi finito
                  Riprendere a studiare dopo più di quindici anni è molto impegnativo ma restituisce tante soddifazioni.
                  La magistrale a ciclo unico mi tenta molto. Mi piace il percorso più "particolare" offerto dall' unitelma rispetto al percorso classico della marconi, senza nulla togliere a quest'ultimo. Valuto le possibilità  prima di impegnarmi con la tesi.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Per i concorsi per l'accesso alle pubbliche
                    Tradotto in soldoni significa che se adesso si laurea, qualora esca un concorso per categoria D in una regione o in un ente locale, lei potrà  parteciparvi, vincerlo ed essere immessa in ruolo, conseguendo con comodo la laurea magistrale, dopodiché, trascorsi 5 anni dalla presa di servizio, potrà  guardare anche ai bandi relativi alla dirigenza. Se lei invece abbandona questa carriera riciclandola in un corso di laurea magistrale a ciclo unico, se viene indetto un concorso per categoria D in una regione o in un ente locale lei non potrà  partecipare, sicché dopo la laurea magistrale dovrà  attendere che escano altri concorsi (magari nel frattempo era passato proprio quello che le interessava di più e che era atteso da dieci anni) e poi, una volta che avrà  ottenuto lo stesso posto che avrebbe potuto ottenere con la laurea semplice, dovrà  attendere da quel momento i 5 anni per poter partecipare ai concorsi per la dirigenza. Non mi pare una strategia molto smart, onestamente.
                    Molto interessante, ignoravo tutto ciò e sono sincera non so nulla di P.A.
                    Leggevo proprio oggi che è uscito un concorso della regione lazio, per categoria D, dove è richiesta la laurea magistrale
                    Non che io posso parteciparvi dato che non sono ancora laureata, però mi faceva riflettere quanto hai scritto.

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                    • #11
                      Il concorso cui fai riferimento è questo, richiede la laurea magistrale in quanto la selezione è riferita a un funzionario avvocato. Tieni presente che se fai l'avvocato in un ente pubblico devi essere iscritto a un elenco speciale dell'albo e non puoi esercitare la libera professione, nemmeno se fai il dipendente part time. Non sei un avvocato del libero foro, ma lavori nell'esclusivo interesse dell'amministrazione cui appartieni (rappresentando l'amministrazione stessa o altre in caso di avvalimento laddove consentito). Mi risulta questo sia l'ultimo concorso uscito per quanto riguarda i profili amministrativi; se guardi i concorsi in svolgimento vedi che per la categoria D richiedono tutti quanti la laurea semplice. Tieni presente che la Regione Lazio, a differenza di altre, indice concorsi anche per aziende ed enti del proprio servizio sanitario, ecco perché a quella pagina trovi molti concorsi riguardanti la sanità .

                      Io sono un funzionario pubblico, categoria D, e non posseggo la laurea magistrale. Sono stato in un altro ente prima di quello attuale e ovviamente non avevo la laurea magistrale neanche lì (e avevo una sola laurea: nel frattempo ne ho conseguito un'altra e poi un master). Ho fatto tra l'anno scorso e quest'anno 28 domande di mobilità  esterna, se ho contato bene, e nessuno mi ha mai contestato il mancato possesso della laurea magistrale.
                      Mi è capitato invece di partecipare a concorsi pubblici (non procedure di mobilità ) nei cui bandi era richiesta la laurea magistrale: ho presentato comunque la domanda allegando (allegare in senso giuridico, ndr) le motivazioni per le quali io avevo titolo per partecipare pur non possedendola. In uno solo di questi casi l'ente ha rigettato l'istanza; ho presentato una istanza di riforma in autotutela della decisione e dapprima hanno tentato di resistere, poi hanno sospeso l'intera procedura (pensa gli altri concorrenti quanto mi vogliono bene) in attesa di ulteriori accertamenti (poi nel frattempo il tutto si è impantanato a causa dell'emergenza sanitaria in corso). In tutti gli altri casi le mie doglianze sono state accolto in toto e sono stato ammesso a partecipare senza riserve. Se ti devo dire la verità , a volte ci provano, anche per scoraggiare.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Il concorso cui fai riferimento è questo, richiede la laurea magistrale in quanto la selezione è riferita a un funzionario avvocato. Tieni presente che se fai l'avvocato in un ente pubblico devi essere iscritto a un elenco speciale dell'albo e non puoi esercitare la libera professione, nemmeno se fai il dipendente part time.
                        Esatto era proprio quello il concorso a cui mi riferivo.

                        Dato che siamo in argomento concorsi, se mi è consentito un piccolo off topic, il concorso indetto da banca d'italia, per Vice assistenti (profilo amministrativo) ha come requisito di accesso il diploma di scuola superiore.
                        Qualora ricevessro più di 5000 domande è prevista una graduatoria per voto del diploma / anno di conseguimento dello stesso (più recente, punteggio più alto).
                        Qualcuno sollevava questioni su questi criteri, alcuni studi legali si dicono pronti al ricorso, nel caso si rimanesse fuori dalla graduatoria. Dottore, che pensi?

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Millyna82 Visualizza il messaggio
                          Esatto era proprio quello il concorso a cui mi riferivo.

                          Dato che siamo in argomento concorsi, se mi è consentito un piccolo off topic, il concorso indetto da banca d'italia, per Vice assistenti (profilo amministrativo) ha come requisito di accesso il diploma di scuola superiore.
                          Qualora ricevessro più di 5000 domande è prevista una graduatoria per voto del diploma / anno di conseguimento dello stesso (più recente, punteggio più alto).
                          Qualcuno sollevava questioni su questi criteri, alcuni studi legali si dicono pronti al ricorso, nel caso si rimanesse fuori dalla graduatoria. Dottore, che pensi?
                          Preciso preliminarmente che gli studi legali non fanno ricorsi; i ricorsi sono fatti dagli avvocati e la professione di avvocato in Italia si svolge tecnicamente in forma libero-professionale, dunque di lavoro autonomo e individuale (fatte salve avvocature pubbliche).
                          Premesso quanto sopra, alla Banca d'Italia non si applica il d.lgs. 165/2001 in quanto è un'autorità  amministrativa indipendente, non una pubblica amministrazione (sulla natura giuridica delle autorità  amministrative indipendenti rimando all'ampia letteratura giuridica disponibile). Ciò significa, tra le altre cose, che non esiste la dirigenza (cioè non esiste un ruolo specifico dei dirigenti; le carriere sono due, quella operativa e quella direttiva, e il livello dirigenziale costituisce un possibile sito della carriera direttiva) e che il rapporto, che si chiama servizio, non è regolato da un contratto, bensì da atti normativi di natura pubblicistica, soggetti a cognizione e sindacato del giudice amministrativo, laddove la giurisdizione del giudice amministrativo, nella pubblica amministrazione, si ferma alla fase preliminare, cioè quella concorsuale, mentre il rapporto d'impiego è di natura privatistica. Sono soggetti a regime pubblicistico, oltre che le autorità  amministrative indipendenti, le amministrazioni militari (che facciano parte delle forze armate o meno), le forze di polizia, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, le carriere speciali (carriera diplomatica, magistratura, carriera prefettizia), Presidenza della Repubblica, Camera e Senato (per la cronaca, queste ultime tre, insieme con la magistratura, hanno anche un regime di autodichia).
                          Ora, io non conosco bene la normativa che regola la Banca d'Italia, ma ho notato che quest'anno per la carriera operativa ha introdotto profili in cui è richiesta la laurea, mentre in precedenza era sempre stato richiesto il diploma, tant'è che si diceva che la laurea nella Banca d'Italia non serviva a niente ma era obbligatorio possedere la laurea magistrale. In base alla normativa generale delle autorità  amministrative indipendenti, suppongo che l'ordinamento del lavoro alle sue dipendenze sia definito internamente. Il giudicare un titolo sulla base della data di conseguimento mi sembra francamente contrastare col principio costituzionale di eguaglianza, mentre la discriminazione per voto è legittima e la precedenza per minore età  è prevista da legge dello Stato ed è già  passata indenne al vaglio della Corte costituzionale.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                            Il giudicare un titolo sulla base della data di conseguimento mi sembra francamente contrastare col principio costituzionale di eguaglianza, mentre la discriminazione per voto è legittima e la precedenza per minore età  è prevista da legge dello Stato ed è già  passata indenne al vaglio della Corte costituzionale.
                            Riguardo alla discriminazione del voto ho letto di alcune sentenze del Tar del Lazio ( es. sez. II^, Ordinanza 18 gennaio 2018, n. 234) che accoglievano il ricorso dei candidati che non avevano voto minimo (105/110) proprio per la partecipazione ad un concorso indetto da banca d'italia.
                            Riguardo la precedenza per minore età , l'aver conseguito il diploma o la laurea più recentemente non significa necessariamente essere "più giovani", ma potrebbe anche signicare aver terminato gli studi dopo (essere ripetenti, essere fuori corso) quindi non "più meritevoli" di altri a prescindere, anzi. Il requisito corretto, forse, sarebbe stato fare una graduatoria per età .

                            Tutto questo comunque era solo per una curiosità  personale, dato mi sto affacciando al mondo dei concorsi e non so cosa mi aspetta.

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Millyna82 Visualizza il messaggio
                              Riguardo alla discriminazione del voto ho letto di alcune sentenze del Tar del Lazio ( es. sez. II^, Ordinanza 18 gennaio 2018, n. 234) che accoglievano il ricorso dei candidati che non avevano voto minimo (105/110) proprio per la partecipazione ad un concorso indetto da banca d'italia.
                              Quella è un'altra cosa. Il Tar ha stabilito che non vi è interesse pubblico nella preclusione alla partecipazione di tali candidati. Questo non significa che in graduatoria non si possano discriminare per voto. Già è tanto se fanno precedere quelli coi voti più alti a parità di punteggio: nel classico concorso per titoli ed esami già si parte con un punteggio fisso legato al voto del titolo.

                              Riguardo la precedenza per minore età , l'aver conseguito il diploma o la laurea più recentemente non significa necessariamente essere "più giovani"
                              Infatti ho detto che è illegittimo

                              Il requisito corretto, forse, sarebbe stato fare una graduatoria per età .
                              La legge non lo consente. La minore età (prima della riforma la maggiore età ) è titolo di preferenza a parità di merito, come tante altre cose, dalla medaglia d'oro al valor civile all'invalidità etc..
                              Ultima modifica di dottore; 17-02-2021, 10:11.
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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