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Iscrizione magistrale Mercatorum o Unitelma

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  • #16
    Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
    Insomma... buste paga più leggere, una marea di pregiudizi, poca semplicità  nel poter fare carriera, diciamo che molte persone non ci pensano neanche lontanamente ad entrare nel pubblico.
    Be si, per chi già  lavora si.
    Ma credo che chi un lavoro non lo ha, di sti tempi va bene qualsiasi cosa, e mi rendo conto che purtroppo a volte si perde anche la passione e l'amore per fare le cose, che dovrebbe essere fondamentale.
    Sono una figlia di statali e so perfettamente come funziona il loro mondo.

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    • #17
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Attenzione: LM-56 e LM-77 sono classi, non codici. Stessa cosa i codici degli esami: credo che tu abbia visto i settori scientifico-disciplinari; i codici sono un'altra cosa e non rilevano in questa sede.

      Per scrupolo ti consiglio comunque di fare una prevalutazione perché le università  hanno criteri molto eterogenei di convalida delle attività  formative. Unitelma Sapienza per esempio per Giurisprudenza e Scienze dell'amministrazione tiene conto dell'ordinamento depositato in banca dati OFF.F (ora Universitaly), che è molto più largo rispetto al piano di studi statutario, sicché è molto larga di maniche con le convalide perché (dico per dire) se il piano di studi statutario prevede un esame di Sociologia della devianza da 9 crediti ma l'ordinamento consente di coprire quei 9 crediti con qualsiasi esame M-PSI, SPS o IUS, se tu hai sostenuto un esame M-PSI, SPS o IUS ti convaliderà  l'esame di Sociologia della devianza, anche se l'esame da te sostenuto non c'entra niente. Non so per quale ragione la medesima Unitelma Sapienza non applica lo stesso criterio per i due corsi di laurea magistrale biennali che offre. Roma Tor Vergata una volta (ma ti parlo di quando vigeva il decreto MURST 509/1999) per i corsi di laurea della allora facoltà  di Lettere e filosofia consentiva allo studente trasferito (ora non ricordo se in generale oppure da corso di laurea della stessa classe) di presentare piano di studi individuale basato sui criteri della classe, anche in deroga all'ordinamento specifico della sede (credo che mantenesse le denominazioni degli esami come sostenuti in origine, ma non ne sono sicuro; Unitelma Sapienza fa così per i soli esami a scelta libera, mentre Unimercatorum convalida gli esami a scelta libera secondo un proprio nomenclatore anche se non relativi a insegnamenti attivi). Bologna e Firenze spesso convalidano esami secondo criteri di affinità  che a volte variano anche in base alla sensibilità  di chi materialmente istruisce la pratica. Questa è una materia su cui non esistono regole certe; in pratica possono fare quasi quello che vogliono (il «quasi» è dovuto al fatto che sono stati fissati due tetti, uno ai crediti riconoscibili per abilità  e competenze, che possono essere massimo 12 ex art. 14 legge 240/2010, euno ai crediti minimi riconoscibili per i transiti tra corsi della stressa classe, che debbono essere in misura non inferiore al 50% dei crediti degli stessi settori scientifico-disciplinari in base ai decreti istitutivi delle singole classi) e, del resto, era così anche con il previgente ordinamento (in cui esistevano peraltro i piani di studio individuali).

      Tanto premesso, se la scelta è tra Mercatorum, eCampus e Pegaso, io non avrei dubbi su scegliere Mercatorum. Se il tuo problema è il pregiudizio che può avere il privato (nel pubblico impiego conta solo il valore legale), in risposta ti farei osservare che l'Università  degli studi della Calabria è un ateneo d'eccellenza, che è stato anche ai primi due posti nella classifica Censis-Repubblica (che per quanto mi riguarda adotta criteri di valutazione assai discutibili, ma certamente non è sospettabile di favorire le università  meridionali, anzi), eppure se vai al Nord quanti le riconoscono prestigio? Ammesso che ne abbiano mai sentito parlare, perché in Lombardia e in Emilia-Romagna non è impossibile, anche in contesti lavorativi di livello relativamente elevato, incontrare persone che pensano che al Sud le università  non esistano (credo si dividano equamente con quelli che pensano che esse regalino ”“ se non vendano ”“ i titoli di studio).
      Dato che stiamo parlando di preconcetti e pregiudizi, aggiungo che per molti se sei laureato in Scienze politiche sei un cretino, se sei laureato in Economia sei uno intelligente, anche se hai sostenuto esattamente gli stessi esami. Quindi, onestamente, a parità  di esami io non avrei dubbi sullo scegliere la classe LM-77 o la LM-56 in luogo della LM-63 o della LM-62, per non parlare di tutte le classi né carne né pesce tipo LM-81, LM-76 e la nuova LM-SC/GIUR, che non si capisce a che serva.
      Si mi sono espressa male perdonami
      Esatto LM56 E LM77 sono classi di laurea.
      Su tuo consiglio chiederò anche altre prevalutazioni già  da domani, in modo tale da non avere più dubbi.
      L‘unica cosa certa al momento è che punto alla telematica perché voglio tanto lavorare e spostarmi.
      Per quanto riguarda ecampus assolutamente scartata.
      Unitelma in ogni caso non ha fatto una prevalutazione come dici tu “di maniche larghe” se così fosse stato avrebbero convalidato anche altro (guardando ai settori scientifici appunto), ma in ogni caso non è cosa da niente avere un anno completamente convalidato.
      Riguardo il Pregiudizio, beh hai ragione, l‘UNICAL viene vista male e così non è, e in alcuni casi diventa anche esasperante per una serie di difficoltà  interne dovute alla rigidità  di alcuni docenti (ma queste pecore nere sono dappertutto). Anche per questa paura di pregiudizio che sono così pensierosa e riflessiva sulla scelta della telematica.

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      • #18
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Io ci sono e non ci sarei mai voluto entrare: pensa un po'
        Lucy92, lavorare nel pubblico è frustrante. Gli stipendi sono bassi, il riconoscimento sociale è basso se non addirittura negativo, le prospettive di carriera sono nulle, il livello di autonomia è solo formale e mai fattuale, ti pende sempre addosso la spada di Damocle della responsabilità  penale, amministrativa ed erariale e oltretutto il clima si è fatto parecchio teso e pesante con determinati accadimenti recenti.
        Se poi entri nel vortice sarà  molto difficile uscirne, anche perché, ammesso che trovi un privato che sia disposto a valutarti, sarà  molto difficile spiegargli che sei un direttivo e prendi solo 1400 euro al mese. Molti privati non hanno la più pallida idea di come funzioni il pubblico impiego, cosa sia l'accesso per concorso (e chi lo sa spesso ne ha un'immagine distorta), come funzionino le varie carriere e, soprattutto, ignora il fatto che non esista la negoziazione, per cui pensa che per guadagnare così poco significa che non vali niente, e ti assicuro che è molto difficile fargli cambiare idea.
        Purtroppo in questo periodo storico non è che ci si possa permettere il lusso di fare troppo gli schizzinosi, ma potendo scegliere io non augurerei a nessuno di fare questa vita e direi di evitare proprio di entrarci, nella spirale, anche perché si è soggetti a tutta una serie di limiti e di vincoli che possono risultare assai stretti se si è persone ambiziose. Io oramai ho perso ogni velleità  e sono troppo vecchio per ripartire, ma a un giovane d'oggi suggerirei di tentare altre strade, opposte e parallele a quella della prigione.
        Il problema è proprio questo in Italia, il Pubblico ed Il Privato sono due mondi così diversi.
        Io ho 28 anni e sto entrando ora nel mondo del lavoro, non ho intenzione di buttarmi sul primo lavoro che trovo, fare la battaglia del “posto fisso” ad ogni costo.
        Io voglio vedere, provare, mettermi in gioco e valutare se sarà  possibile.
        Ho avuto modo di constatare che con la mia triennale non è poi così assurdo trovare lavoro, quindi vorrei darmi da fare su entrambi i fronti e nel mentre magari finire la magistrale con questi pochi esami da sostenere .
        Speriamo che la voglia di fare ripaghi, a me sembra che vengano ripagati solo i menefreghisti ed i raccomandati.

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        • #19
          Originariamente inviato da Lucy Van Pelt Visualizza il messaggio
          Sono d'accordo, 1400 Euro sono davvero pochi per un plurilaureato, anche se non so a che livello sei assunto e non conosco i livelli della PA.
          Io sono diplomata e nel privato ho uno stipendio decisamente più alto. Sono consapevole che l'azienda dove lavoro è un'isola felice per tanti aspetti e che quando mi hanno assunto avevo già  un'esperienza di parecchi anni, però se fossi in te cercherei altro.
          Se io dovessi pagare il mio mutuo con il tuo stipendio, mi resterebbe davvero poco per il resto.
          Tu che lavoro fai ? se posso chiedere.

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          • #20
            Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
            Pessimista!
            Realista.

            Hai non so quante lauree quindi buttati nel privato!
            Come? Ai curricula non risponde nessuno e le agenzie mi dicono di lasciar perdere.

            lo spazio c'è apparentemente la situazione contingente non è il massimo ma è proprio in questi momenti che si cerca un cambio generazionale non tanto legato all'età  ma alle nuove idee.
            Io non ho nuove idee.

            1400 euro mi sembrano pochini per un livello D
            Stipendio tabellare onnicomprensivo da ultimo CCNL € 1876.53. Al netto diventano 1400 euro e rotti. Non prendo nemmeno i buoni pasto perché la mia sede è provvista di mensa. La mensa è a mio carico per il 33% e dunque con la relativa trattenuta percepisco ancora meno. Tra l'altro sono obbligato a usarla perché se non lo faccio il servizio prestato oltre la sesta ora non mi viene conteggiato.

            la negoziazione esiste (vedi d.lgs 165 del 2001?).
            Il d.lgs. 165/2001, riprendendo il d.lgs. 29/1993, prevede la negoziazione collettiva, non la negoziazione individuale. Come saprai la negoziazione collettiva avviene attraverso il confronto dell'Aran, che rappresenta le parti datoriali, e le rappresentanze sindacali, ed è vincolata alle risorse stanziate attraverso le leggi di bilancio, dunque già  non è una negoziazione piena.
            La negoziazione individuale è tassativamente esclusa, infatti il contratto individuale è puramente formale, visto che riproduce disposizioni di legge (salvo che effettivamente sussistano peculiarità  individuali che comunque sono regolate per legge, ad esempio nei casi di mobilità  obbligatoria dagli enti soppressi, o sono state disposte dal giudice in una causa di lavoro).
            Quando parlavo di negoziazione mi riferivo alla trattativa individuale, e tra l'altro non mi riferisco agli aspetti puramente economici ma anche ad aspetti funzionali.

            Originariamente inviato da Lucy Van Pelt Visualizza il messaggio
            Sono d'accordo, 1400 Euro sono davvero pochi per un plurilaureato
            Ai fini del mio rapporto di lavoro vale solo una laurea.

            anche se non so a che livello sei assunto
            Carriera direttiva, categoria D; è la posizione del livello di classificazione più elevato. Ma le differenze retributive sono molto piccole; la forbice tra me e uno della carriera ausiliaria (categoria A), per la quale sarebbe sufficiente la licenza elementare se ancora esistesse, è di 415.83 euro lordi (e a livello di responsabilità  c'è un abisso).
            Non tutti gli enti sono provvisti di dirigenza; il mio lo è e i dirigenti sono pure in numero abnorme, mentre i comuni al di sotto di determinati limiti dimensionali non hanno i dirigenti e in essi le funzioni dirigenziali sono svolte dai funzionari responsabili delle strutture apicali, che sono ipso facto titolari di posizione organizzativa. In quei comuni prenderei qualcosa in più perché avrei l'indennità  di posizione. Tuttavia avrei anche un rapporto molto più stretto con gli organi politici, che nella mia amministrazione sono relativamente poco invasivi.

            quando mi hanno assunto avevo già  un'esperienza di parecchi anni
            Io anche ho un'esperienza pluriennale, ma nella P.A. non ha nessuna importanza.
            Anzi, con tutte le svariate competenze che ha il mio ente, e i numerosissimi posti vacanti in pianta organica, sapendo che venivo da un'altra amministrazione e sapendo cosa facevo in quell'amministrazione, che era (ancorché fortuitamente) molto più in linea con quello che avevo fatto nel privato negli anni precedenti, il dirigente competente mi ha assegnato alla direzione più distante dalla mia esperienza, i miei studi e i miei interessi. All'ultimo concorso che è stato fatto tra i vincitori e gli idonei sono state assunte 11 persone: hanno mandato gente laureata in Giurisprudenza al settore Bilancio, gente laureata in Scienze politiche all'Avvocatura, gente laureata in Economia all'ufficio di documentazione legislativa. Abbiamo persone assunte con profili tecnici, con titoli di studio tecnico-scientifici e concorsi su quelle materie, che d'ufficio si sono viste cambiare il profilo in amministrativo e sono state adibite a mansioni amministrative: 25 di loro hanno fatto causa di lavoro e l'hanno persa perché il CCNL, in conformità  alla normativa, vincola l'amministrazione alla sola categoria giuridica, nell'à mbito della quale il dipendente è tenuto a svolgere qualsiasi mansione (vale a dire che posso oppormi all'assegnazione di mansioni di livello inferiore o superiore, ma se le mansioni sono correlate alla mia categoria non posso contestare l'ordine di servizio). Non è al sicuro nemmeno chi è abilitato a una professione regolamentata in quanto la trasformazione in amministrativo è sempre possibile (tra l'altro era il caso di almeno 2 di questi 25); ovviamente non è possibile il contrario, nel senso che a me, che sono funzionario amministrativo, potrà  essere ordinato di fare il funzionario statistico o contabile o informatico (sigh!) o bibliotecario, ma non potranno mai ordinarmi di fare il funzionario tecnico architetto perché non possiedo la relativa abilitazione professionale. Ovviamente non possono assegnarmi mansioni riconducibili ai profili dei livelli inferiori (istruttore etc.), indipendentemente dalla famiglia (tecnica o amministrativa).
            Tutto ciò è abbastanza ridicolo perché non solo nel caso in cui rimanga il profilo che avevi acquisito tramite concorso il lavoro che poi andrai materialmente a svolgere cambia in maniera radicale a seconda della struttura cui vieni, magari casualmente, destinato, ma se addirittura ti viene cambiato il profilo non ha neanche senso il concorso, poiché con esso sono state verificate competenze diverse da quelle relative al profilo che ti è stato successivamente assegnato.

            Se io dovessi pagare il mio mutuo con il tuo stipendio, mi resterebbe davvero poco per il resto.
            A me rimane molto poco infatti.
            Ultima modifica di dottore; 20-07-2020, 21:36.
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            • #21
              Lavoro in un'azienda privata, nell'Ufficio Import Export.

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