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Telematiche VS Tradizionali, chi vince?

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  • #16
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

    Infatti non si contestava questo.
    Il primo post di Marika in questa discussione riguardava questo. E il mio rispondeva al suo.

    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

    Tutte le telematiche sono pubbliche. Pubblico e statale non sono sinonimi.
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
    A Firenze solo per gli insegnamenti singoli. Se sei iscritto a corso di studi no.

    Per gli insegnamenti singoli sì, ed è pure più basso.
    Io parlavo di iscrizioni al corso di studi in modalità  standard e non part time. Per quanto riguarda gli insegnamenti singoli ne sono consapevole... e, visti i costi, dopo un tot di esami conviene invece iscriversi a un corso a caso e farne quanti ne vuoi, soprattutto se hai un ISEE basso.

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    • #17
      Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
      Il primo, che credo interessi una ridotta minoranza degli studenti, è quello della ricerca. A quanto mi risulta le telematiche mediamente svolgono meno attività  di ricerca e divulgazione, elemento che a mio parere è fondamentale nell'ambito universitario.
      La divulgazione non è compito dell'università . Compito primario dell'università  è fare ricerca, dopodiché ci sono la didattica, che dovrebbe essere è il trasferimento dei risultati della ricerca a chi, laureandosi, fa ingresso nella comunità  accademica, e la c.d. terza missione, cioè il raccordo con la società  (e dunque l'ingresso sul mercato del lavoro etc.).
      Le università  telematiche hanno cominciato a fare ricerca quando si sono dotate di personale docente strutturato. Alcune hanno anche avviato corsi di dottorato. Altre presto lo faranno.

      Il secondo è quello della nomea di essere "più facili"
      Come ce l'hanno (o ce l'avevano) le università  dell'Insubria, del Piemonte orientale, Bicocca, Vanvitelli, Parthenope, Tor Vergata, Roma tre, Cassino, Urbino, Camerino”¦ e per ognuna di queste c'è una spiegazione.

      che sia vero o meno, è un elemento che va considerato, anche perché le poche persone che conosco che hanno scelto una telematica, solitamente l'hanno fatto perché in difficoltà  presso una tradizionale. Ovviamente mi direte che è un campione ridotto e statisticamente non significativo e concordo con voi. Ma l'impressione è questa. E le impressioni (specie se generali) incidono sull'utenza. Ricordo che quando studiavo a Milano chi aveva problemi da noi a Giurisprudenza e poteva permetterselo (viste le rette) sceglieva di iscriversi presso un altro ateneo a metà  strada fra Milano e Varese (non faccio nomi ma credo sia facile capire quale possa essere)
      Liuc, a Castellanza, che ha ottimi risvolti occupazionali.

      facilitazioni nel trovar lavoro in ambito soprattutto locale (provincia di Varese e limitrofi).
      E questa ti pare una cosa negativa? La stessa cosa fa la Bocconi, in scala più ampia.

      [quote]E non era solo un'idea di noi della Statale, ma proprio diffusa. Vivendo a Milano, alla fine delle superiori ho dovuto scegliere dove iscrivermi e ho preso in considerazione Statale, Bicocca, Cattolica, Bocconi e anche Pavia, ma non quella.

      conosco una quindicina di persone che hanno fatto un tale passaggio, con medie che si sono alzate sensibilmente e con esami quale Procedura Civile, che prima sembravano un ostacolo insormontabile, superati senza troppi patimenti.
      Se alla Statale di Milano si comportavano come a Padova, alla Sapienza e alla Federico II di Napoli, però, bocciavano e abbassavano i voti non perché lo studente fosse poco o punto (o male) preparato, ma per tenere alto il prestigio dell'ateneo. Sulla pelle degli studenti. Questa è una cosa che nelle università  minori (che siano telematiche o meno) non accade, e secondo me accade molto meno, oggi, anche nelle grandi università , poiché, essendoci un trasferimento di risorse sulla base della produttività , non si ha più l'esigenza di sfoltire.

      Il livello degli studenti in entrata si è abbassato enormemente con gli anni
      Quello a partire dal 1969.

      mi sono perfezionato al Sant'Anna
      Allora hai anche un titolo equipollente al dottorato di ricerca!

      ) si presenta una minima parte di coloro che sarebbero interessati in base ai benefici (esenzione dalle tasse universitarie, alloggio e vitto gratuito, borsa di studio): l'idea è che questi istituti richiedano eccellenze e quindi molti si scoraggiano fin da subito, nonostante la selezione non contempli il voto di maturità  o altri elementi precedenti.

      PS: so benissimo che Normale e Sant'Anna fuori dalla Toscana sono poco note
      La Normale è notissima, ma molti la confondono con l'Università  di Pisa.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        La divulgazione non è compito dell'università .
        Non parlavo di divulgazione in senso letterario, ma di convegni, seminari, workshop e altre attività  che dovrebbero coinvolgere gli studenti, eventualmente anche con un approccio non meramente passivo (difficile, sicuramente, ma non impossibile)

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Come ce l'hanno (o ce l'avevano) le università  dell'Insubria, del Piemonte orientale, Bicocca, Vanvitelli, Parthenope, Tor Vergata, Roma tre, Cassino, Urbino, Camerino”¦ e per ognuna di queste c'è una spiegazione.
        Sicuramente ce l'hanno. Ma infatti il mio discorso non si limita alle telematiche ma è più ampio. I problemi di reputazione (fondati o meno che siano) colpiscono anche molte "tradizionali"

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Liuc, a Castellanza, che ha ottimi risvolti occupazionali.
        [...]
        E questa ti pare una cosa negativa? La stessa cosa fa la Bocconi, in scala più ampia.
        Non è negativa, ma un conto è avere un ateneo (quale che sia) che ti forma bene e ti avvia al lavoro tramite le sue connessioni (locali o nazionali), un conto è avere un ateneo che ti avvia al lavoro comunque pur non formandoti adeguatamente. Questa è la visione che all'epoca circolava. Non una Oxford che unisce a forti legami con il mondo del lavoro una preparazione di ottimo livello, ma invece un diplomificio che ti permetteva però di trovar lavoro grazie agli agganci.

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Se alla Statale di Milano si comportavano come a Padova, alla Sapienza e alla Federico II di Napoli, però, bocciavano e abbassavano i voti non perché lo studente fosse poco o punto (o male) preparato, ma per tenere alto il prestigio dell'ateneo. Sulla pelle degli studenti. Questa è una cosa che nelle università  minori (che siano telematiche o meno) non accade, e secondo me accade molto meno, oggi, anche nelle grandi università , poiché, essendoci un trasferimento di risorse sulla base della produttività , non si ha più l'esigenza di sfoltire.
        Concordo che sia sbagliata come attitudine ma a prescindere da questo, formi meglio i tuoi studenti. Se io università  X promuovo (in base al merito) solo il 5% dei miei studenti, che lo faccia per il mio prestigio o perché ritengo sia questa la mia missione cambia dal punto di vista etico-morale, ma non del risultato.

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Quello a partire dal 1969.
        Concordo, ma è una deriva che continua a crescere. Io sono dell'inizio degli anni '80 e ho frequentato un liceo abbastanza prestigioso. Mi ricordo che d'estate avevamo una lista di almeno 8 libri da leggere (fra un elenco molto più corposo) per italiano, 2 in lingua per inglese e almeno 4 classici latini e 4 greci (al quarto anno ci aveva assegnato anche una rosa di classici nella quale sceglierne uno da leggere in lingua, ma dubito che l'abbiano fatto molti... io no di certo).
        L'anno scorso durante un laboratorio con un altro liceo classico (ora sono nelle Marche, ma comunque abbastanza prestigioso) ho chiesto agli studenti del corso di leggere due libri per l'estate in previsione di un convegno che ci sarebbe stato a ottobre. Alcuni docenti si sono lamentati perché il carico era eccessivo. Ho chiesto quanto davano loro e sono sbiancato. Nelle classi con docenti più rigidi, si arrivava a 2 libricini.
        Questo a mio parere è indicativo. E parlo solo di lettura.



        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        La Normale è notissima, ma molti la confondono con l'Università  di Pisa.
        Concordo. Però quando ne ho parlato agli studenti degli ultimi anni l'anno scorso (qua nelle Marche) sono cascati quasi tutti dal pero.
        Intendiamoci, non è che io la consideri non plus ultra, assolutamente (anche perché da buon santannino, come saprai, siamo in guerra coi normalisti per il predominio sul mondo ), però sono rimasto sorpreso.
        E comunque mi sembra di notare in chi la conosce il fenomeno inverso - molti che potrebbero provare non lo fanno perché ritengono di non esserne all'altezza e non passare le selezioni.
        Ecco perché l'ho citata: come Normale e Sant'Anna richiamano studenti di eccellenza selezionando verso l'alto, così eventuali università  con la nomea di facili (telematiche o tradizionali) rischiano di richiamare invece studenti che sono interessati a un percorso facilitato. Credo sia fisiologico. Ecco perché mi preoccupa la nomea.


        Poi se vogliamo parlare di come dovrebbe essere il mondo universitario se ne può discutere per ore; ma bisognerebbe partire con una riforma di quello scolastico, perché se l'accesso è di un tipo, non si può sperare nei miracoli.

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        • #19
          Originariamente inviata da Marika
          Comunque generalmente non si possono superare i 60 crediti all'anno
          In Nettuno puoi dare i 60 del tuo AA + 2 esami (qualsiasi peso) del successivo, quindi il limite dei 60 crediti non c'e'.

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          • #20
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio


            In Mercatorum e Pegaso c'è il limite di due esami nella stessa data (qualcuno dice anche due scritti e un orale, ma non trovo indicazioni ufficiali al riguardo).

            Sto cercando chi me l'aveva detto (scritto), ma confermo che solo nella sede centrale di Roma, l'unica di Mercatorum dove si possono sostenere esami orali, si possono sostenere fino a due scritti e un orale nella stessa data.

            C'è da dire che ora, in tempo di Covid, in cui gli orali sono comunque tramite collegamento Google Meet, si può optare per l'esame orale anche da un'altra città  iscrivendosi comunque all'orale di Roma, e gratuitamente perché dare esami nella sede centrale non comporta costi ("sbloccare" altre sedi d'esami, invece, costa 150 Euro per ogni sede e per ogni anno accademico. Generalmente viene sbloccata com'è ovvio la sede più vicina allo studente, dove questo si recherà  a dare l'esame scritto in presenza, ma in questi tempi di Covid ho letto sui vari gruppi che molti sbloccano altre sedi secondo il calendario degli esami in base alla data che sta più comoda, tanto l'esame scritto lo fai comunque da casa).

            A me la possibilità  di dare l'esame orale da casa piace tantissimo.
            Se mi iscriverò, valuterò di sicuro questa opzione almeno per qualche materia fra i primi esami che darò, perché al momento Mercatorum ha confermato esami a distanza fino a gennaio 2021.

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            • #21
              Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
              Non parlavo di divulgazione in senso letterario, ma di convegni, seminari, workshop e altre attività  che dovrebbero coinvolgere gli studenti, eventualmente anche con un approccio non meramente passivo (difficile, sicuramente, ma non impossibile)
              Quelle però spesso sono iniziative dei singoli docenti. In Unitelma Sapienza ne fanno tantissimi, sia di persona sia online (di solito si chiamano webinar), a volte in collaborazione con altre università  (se non ricordo male un docente mi invitò alla Unint ma non ricordo se in quel caso ci fosse una collaborazione ufficiale tra i due atenei oppure il convegno era della Unint e lui vi era stato coinvolto a titolo personale). Devo dire che anche Mercatorum non scherza: se segui la sua pagina ufficiale su Facebook vedi che spesso fanno dirette molto interessanti su temi di attualità , dal punto di vista giuridico e/o economico e non solo, affrontati da esperti vari. Una volta ce n'è stato uno in collaborazione con la Luiss Guido Carli e un altro ateneo che non ricordo.

              Concordo che sia sbagliata come attitudine ma a prescindere da questo, formi meglio i tuoi studenti. Se io università  X promuovo (in base al merito) solo il 5% dei miei studenti, che lo faccia per il mio prestigio o perché ritengo sia questa la mia missione cambia dal punto di vista etico-morale, ma non del risultato.
              Forse dal punto di vista della reputazione il risultato è lo stesso, ma non certamente dal punto di vista della qualità , perché magari viene bocciato chi meritava di essere promosso, ancorché con voti bassi, e una volta che si è raggiunto l'obiettivo periodico si diventa più indulgenti con altri.

              Concordo, ma è una deriva che continua a crescere. Io sono dell'inizio degli anni '80 e ho frequentato un liceo abbastanza prestigioso. Mi ricordo che d'estate avevamo una lista di almeno 8 libri da leggere (fra un elenco molto più corposo) per italiano, 2 in lingua per inglese e almeno 4 classici latini e 4 greci (al quarto anno ci aveva assegnato anche una rosa di classici nella quale sceglierne uno da leggere in lingua, ma dubito che l'abbiano fatto molti... io no di certo).
              Anche questo è un discorso molto relativo. Mia madre per principio non ha mai voluto assegnare còmpiti per le vacanze perché sosteneva fosse illegale, come da due circolari ministeriali.

              L'anno scorso durante un laboratorio con un altro liceo classico
              Hai fatto il liceo classico con inglese per 5 anni? Sperimentazione Brocca?

              (ora sono nelle Marche, ma comunque abbastanza prestigioso) ho chiesto agli studenti del corso di leggere due libri per l'estate in previsione di un convegno che ci sarebbe stato a ottobre. Alcuni docenti si sono lamentati perché il carico era eccessivo. Ho chiesto quanto davano loro e sono sbiancato. Nelle classi con docenti più rigidi, si arrivava a 2 libricini.
              Questo a mio parere è indicativo. E parlo solo di lettura.
              Leggi questa circolare del 1969 (ne richiama peraltro una precedente).

              molti che potrebbero provare non lo fanno perché ritengono di non esserne all'altezza e non passare le selezioni.
              Io per esempio. Ma io vengo da una situazione familiare molto particolare. Ovviamente non posso parlare per gli altri.

              bisognerebbe partire con una riforma di quello scolastico, perché se l'accesso è di un tipo, non si può sperare nei miracoli.
              Pienamente d'accordo, ma già  in passato per avere asserito qualcosa del genere ho fatto infuriare qualcuno nel forum
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              • #22
                Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                Per quanto riguarda gli insegnamenti singoli ne sono consapevole... e, visti i costi, dopo un tot di esami conviene invece iscriversi a un corso a caso e farne quanti ne vuoi, soprattutto se hai un ISEE basso.
                Certo: in questo modo aggiri pure i limiti. Il problema è che non in tutte università  è possibile sostenere esami fuori piano e di quelle che io conosca solo a Firenze e Pisa è possibile farlo ad libitum.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #23
                  Quando parlavo della modalità  1 appello al mese (indipendentemente se lo superi o meno) mi riferivo all'unicusano in quanto conosco bene il suo regolamento. Quindi mi domandavo se 1 appello al mese fosse troppo poco o fosse un vantaggio enorme. Secondo voi? Perchè questa costante rappresenta una discrimine fondamentale che mi convincerebbe o meno ad iscrivermi in questa facoltà  piuttosto che in un'altra

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                  • #24
                    Originariamente inviato da Paolino2 Visualizza il messaggio
                    Quando parlavo della modalità  1 appello al mese (indipendentemente se lo superi o meno) mi riferivo all'unicusano in quanto conosco bene il suo regolamento. Quindi mi domandavo se 1 appello al mese fosse troppo poco o fosse un vantaggio enorme.
                    Un appello al mese se è possibile sostenere tutti gli esami che si vogliono è tantissimo.
                    A mio avviso per rimanere in corso sono necessari almeno 6 appelli all'anno, durante i quali bisogna avere la possibilità  di sostenere almeno 2 esami. In questo modo una o due bocciature oppure un rifiuto non compromettono la carriera. Il resto è tutto grasso che cola. Con meno di 6 appelli è molto probabile andare fuori corso. La soglia critica è quella di 4 appelli, al di sotto della quale andare fuori corso è praticamente certo. Ovviamente parliamo sempre di appelli in cui è possibile sostenere tutti gli esami che si vogliono. Se ogni mese devi necessariamente sostenere l'esame che loro ti indicano, cambia tutto (in peggio).

                    iscrivermi in questa facoltà  piuttosto che in un'altra
                    Questa università .
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #25
                      Comunque io qui leggo che pero ogni sede esterna a Roma Unicusano offre ben 9 appelli annui. Non mi pare siano previste limitazioni in ordine al numero degli esami sostenibili entro lo stesso appello. Piuttosto non riesco a capire come mai per chi è iscritto con la convenzione forze dell'ordine l'esame duri 45 minuti e non 90.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #26
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Un appello al mese se è possibile sostenere tutti gli esami che si vogliono è tantissimo.
                        A mio avviso per rimanere in corso sono necessari almeno 6 appelli all'anno, durante i quali bisogna avere la possibilità  di sostenere almeno 2 esami. In questo modo una o due bocciature oppure un rifiuto non compromettono la carriera. Il resto è tutto grasso che cola. Con meno di 6 appelli è molto probabile andare fuori corso. La soglia critica è quella di 4 appelli, al di sotto della quale andare fuori corso è praticamente certo. Ovviamente parliamo sempre di appelli in cui è possibile sostenere tutti gli esami che si vogliono. Se ogni mese devi necessariamente sostenere l'esame che loro ti indicano, cambia tutto (in peggio).


                        Questa università .
                        Il corso sarebbe una magistrale di 12 materie (totale 120 cfu). In cui il primo esame dall'iscrizione lo potrei sostenere dopo tre mesi e poi sempre e solo un appello al mese, senza propedeuticità  ne' annualità  (anche se non so cosa siano le annualità )

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                        • #27
                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                          Forse dal punto di vista della reputazione il risultato è lo stesso, ma non certamente dal punto di vista della qualità , perché magari viene bocciato chi meritava di essere promosso, ancorché con voti bassi, e una volta che si è raggiunto l'obiettivo periodico si diventa più indulgenti con altri.
                          Se assegni quote sono d'accordo (io parlavo del 10% solo a titolo esemplificativo). Ma se invece dici... io boccio chiunque e solo chiunque non raggiunge un certo standard allora no. Perché che io lo bocci perché lo ritengo limite imprescindibile per un buon laureato o perché così la mia università  viene considerata d'élite, se rispetto quanto detto (quindi tutti e solo coloro che non raggiungono un determinato livello, senza favoritismi o simile), il risultato è che sono promossi solo i pochi che hanno raggiunto altissimi risultati.

                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                          Anche questo è un discorso molto relativo. Mia madre per principio non ha mai voluto assegnare còmpiti per le vacanze perché sosteneva fosse illegale, come da due circolari ministeriali.
                          Conoscevo già  la normativa; senza volersi addentrare in un discorso tecnico, il parlo proprio di attitudine alla lettura e allo studio. Anche durante l'anno leggono e studiano molto meno di quanto ricordo facessimo noi. E non è che eravamo più bravi o che altro. Si era più esigenti e si bocciava di più, tutto qua. E suppongo che prima di me fosse ancora più rigido.

                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                          Hai fatto il liceo classico con inglese per 5 anni? Sperimentazione Brocca?
                          In realtà  era un classico PNI, quindi con potenziamento di matematica e fisica (mentre d'informatica, nonostante il nome, non se ne è vista). Ma avevamo inglese per tutti gli anni, non so se per scelta del nostro liceo o se era previsto così per tutti.

                          --------------------------------------------------------------------------------


                          Comunque, volendo sintetizzare, il succo del mio pensiero è che, se ne parli o meno, se un pregiudizio esiste (giusto o sbagliato che sia), spesso influenza la realtà .
                          Non ha senso nascondersi, non ha senso negarlo. L'unica cosa secondo me è affrontare il discorso senza partigianeria e con calma, cercando di capire come stanno davvero le cose e quanto ci possa influenzare.

                          Poi la diatriba insegnamento tradizionale - telematico a me tocca poco e nulla visto che lavoro e non frequento (anzi, non frequentavo neanche all'inizio... una volta scherzando con la mia ragazza le ho detto che il primo corso che avevo seguito per intero, senza alcuna assenza, era del 2008 e non avevo fatto assenze solo perché ero io a tenerlo, come cultore della materia per un laboratorio di una professoressa sempre in viaggio... e poi mi sono accorto che probabilmente era vero).

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                          • #28
                            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                            Certo: in questo modo aggiri pure i limiti. Il problema è che non in tutte università  è possibile sostenere esami fuori piano e di quelle che io conosca solo a Firenze e Pisa è possibile farlo ad libitum.
                            Prima del 2007 era possibile anche a Milano (Statale) - lo so per esperienza diretta; attualmente è possibile anche a Camerino. A Macerata è stato possibile fino a pochi anni fa quando hanno modificato con un regolamento sibillino che stabilisce "indicativamente" che CFU sovrannumerari possano essere acquisiti fino a un massimo del 10% di CFU curriculari (quindi indicativamente 18 nel triennio e 12 nel biennio).

                            Eccolo qua (Art. 30 c4 Regolamento Didattico vigente):

                            Inoltre lo studente può inserire nella propria carriera insegnamenti non previsti per il conseguimento del titolo, previa approvazione da parte del Consiglio del corso, che comportano l‘acquisizione di crediti formativi extracurricolari e che non entrano nel computo della media di laurea. Tali crediti non possono essere, di norma, superiori al 10% dei crediti curricolari previsti dal corso di studio.


                            Splendido quel "di norma" che non vuol dire assolutamente nulla...


                            Da quanto ne so Pisa non dovrebbe far alcun problema (devi comunicarlo solo se li vuoi inserire come attività  a scelta)... e spero davvero sia così altrimenti faccio una strage in segreteria (sto preparando il piano di studi più ambizioso che ho mai immaginato... e se dopo tutte le rassicurazioni via mail e PEC mi rompono... vado a cercarli!)

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                            • #29
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              Ma ti riferisci alla Mercatorum?
                              Si si sarebbe la "continuazione" del post precedente dove menzionavo la mercatorum e 2 esami in una sola giornata, forse non era immediato e chiaro il collegamento fra i 2 post. In teoria se non ho capito male si potrebbero sostenere tutti gli esami di una annualità  in un'unica sessione o sbaglio?

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                              • #30
                                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                                Liuc, a Castellanza, che ha ottimi risvolti occupazionali.
                                Quando ero ventenne alla Liuc andavano principalmente 2 tipologie di studenti: i figli di papà  e le figlie di papà . Credo che gli ottimi risvolti occupazionali possano essere influenzati in una certa misura dal fatto che i vari papà  un posto al loro figliolo laureato a Castellanza lo trovano oppure lo assumono nella loro azienda.

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