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Uninettuno: una pessima esperienza!

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  • #16
    Premettendo che NON ho alcuna esperienza con Uninetturo, mi sono incuriosito e ho guardato il loro sito.
    Ovviamente da questo si può evincere molto poco, visto che si tratta di una presentazione personale e che ogni università , telematica o meno, cerca di mostrarsi al meglio sul suo sito.

    Detto questo, alcune cose mi hanno stupito.

    - La prima è la tassa unica, senza riduzioni ISEE. La maggioranza delle università  le ha. Mediamente appare ben più costosa di una università  in presenza (ora non ricordo bene dove, ma dovrei riuscire a recuperarlo, ma avevo letto di una media di circa 950 € nelle statale, partendo da chi non paga nulla fino ai super-ricchi).
    Questo non c'entra con la qualità , ovviamente, ma mi ha comunque colpito.

    - Risorse bibliografiche: decisamente scarse. Sei un'università  telematica, dovresti offrire ai tuoi studenti il meglio degli accessi digitali e invece, solo per rimanere a JSTOR mi parli di 640 riviste indicizzate? Non parlo delle quasi 3000 di Bologna, Pisa e Milano, ma almeno almeno a un migliaio dovresti arrivarci. Almeno.

    - Docenti: ho trovato l'elenco dei docenti. E' la prima volta che vedo un elenco docenti dove si segnala che questi insegnano o hanno insegnato anche in altre università . Conosco docenti che insegnano in più università  ma se X insegna a che ne so Bologna e Torino, non trovo su UNIBO "X, professore di prima fascia a Torino" o a Torino "X, professore di prima fascia a Bologna". Perché qua si mette? Sembra quasi un "non mi sento all'altezza e quindi devo far vedere che i miei docenti sono anche in altri atenei"... Mi lascia perplesso.

    - Doctorate in Business Administration: dal sito non si capisce cosa sia, un dottorato? Senza concorso, così, con requisiti tutto sommato abbastanza basilari, e con possibilità  di accedere saltano i primi anni? Oppure, se è altro, perché chiamarlo Doctorate creando, quantomeno, confusione? Comunque per questo ho mandato una mail, essendo curioso... vediamo cosa risponderanno.

    A queste riflessioni aggiungo una nota che riguarda un punto che tutti sembrano riconoscere:

    - Video vecchi: qua mi baso su quella che sembrano riferire tutti, detrattori o meno... certi video hanno 20 anni e passa. A parte che spero siano su materie e insegnamenti di base dove non ci sono stati significativi cambiamenti, tuttavia anche solo per immagine sarebbe il caso di farne di nuovi no?

    Detto questo, come ripeto NON ho esperienza diretta, ma come prima impressione non è delle migliori.

    Concordo comunque con AC1000 sul fatto che, con le dovute cautele, sarebbe più utile per chi deve scegliere se si spiegasse bene cosa è successo, ovviamente non facendo nomi e parlando in vie generali.
    Anche perché ora, intendiamoci... la querela facile esiste eccome, complice anche un meccanismo in Italia che tutela chi querela privandolo di quasi ogni responsabilità  (bisogna dimostrare che ci sia calunnia perché scatti la responsabilità  civile del querelante in caso di querela immotivata), ma è anche vero che se tutti possono querelare, dimostrare poi che si ha ragione non è così lineare e scontato.
    Nell'esempio di prima, se io sostengo che in un esame (o in più esami) ho visto gente che si arrabattava con bigliettini etc di che possono accusarmi? Di nulla, assolutamente. Ben diverso è se invece io dico "Negli esami con il professor X qualcuno usa bigliettini e lui è connivente / se ne frega beatamente etc", dove sono querelabile a meno che io non riesca a dimostrare la mia affermazione.
    Sul fatto dello "stare zitti, altrimenti quereliamo" troppa gente ci marcia sopra, in ogni settore.

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    • #17
      Altra cosa: ho trovato almeno due master che permettono l'accesso non solo con titolo universitario ma anche con mera esperienza professionale; nello specifico il Global MBA (dove puoi accedere con laurea triennale o con due anni di esperienza manageriale) e il Master in Strategic Marketing (dove invece sono necessari tre anni se non si ha il titolo di primo livello).
      Non sono sicuramente master universitari di I o II livello... quindi che sono?

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      • #18
        Infatti. Constato che non hai studiato ad Uninettuno...

        Apparte la battuta, ribadisco, estremi non ci sono e non faccio nomi.

        Posso aggiungere che si paga, come altre telematiche, €2000,00 annue. Qualcuno dirà : però non c'è test di ingresso, tutto online... Ma sono tante rispetto a quello che ho trovato.

        Sul fatto delle "scarse" recensioni negative (basta cercare bene e se ne trovano a iosa!) è d'uopo aggiungere altre brevi considerazioni. So di persone che non vedevano l'ora di scappare, chiudere il percorso ed andare altrove. Altre ne ho viste piangere perché attaccati per motivi assurdi e per invidia da colleghi che ti fanno vergognare di far parte dello stesso Ateneo. Vergognare! Altri che hanno cambiato in corso ed altri che hanno lasciato perdere quando in altri Atenei gli hanno prospettato di dovergli togliere decine di crediti! Oltre a certe università  che ti ridono in faccia quando gli dici che ti sei iscritto ad una telematica. Ovvio che queste ed altre persone (come moltissime altre) hanno abbassato la testa e pensato ai fatti propri. D'altronde è sempre meglio evitare e cercare di perdere il meno possibile quando ormai hai già  perso troppo...

        La sensazione che ho è quella di aver fatto un corso gioco, come se non fossi davvero laureato. Anzi, me ne vergogno. Perché sembra una laurea serale, da quattro soldi. Perché ti ridono in faccia quando dici che ti sei laureato ad una telematica (e sai che hanno ragione!). Perché ti associano alla laurea facile e sono d'accordo anche su questo. Di una facilità  disarmante. Perché ti associano alla media che ho constatato in questa Università : gente arrogante, profondamente ignorante, maleducata e ricca di solo livore.

        Ovviamente, ripeto, ci sono delle eccezioni nella mia esperienza. C'è gente che ha testa, in gamba e che ho conosciuto. Sono gli stessi che in qualche modo (v. sopra) ne sono usciti.
        Ci sono poi quelli che ci credono, che ci hanno creduto. Che si sentono contenti di aver ottenuto la pergamena. Magari hanno anche festeggiato. Sono contento per loro
        Ultima modifica di Alteruni; 17-08-2020, 19:07.

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        • #19
          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
          Premettendo che NON ho alcuna esperienza con Uninettuno, mi sono incuriosito e ho guardato il loro sito.
          Per quello che posso cercherò di soddisfare qualcuna delle tue curiosità 

          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
          Detto questo, alcune cose mi hanno stupito.

          - La prima è la tassa unica, senza riduzioni ISEE. La maggioranza delle università  le ha. Mediamente appare ben più costosa di una università  in presenza (ora non ricordo bene dove, ma dovrei riuscire a recuperarlo, ma avevo letto di una media di circa 950 € nelle statale, partendo da chi non paga nulla fino ai super-ricchi).
          Questo non c'entra con la qualità , ovviamente, ma mi ha comunque colpito.
          Credo che nessuna telematica applichi il sistema delle tasse differenziate in base all'ISEE, utilizzato invece nella stragrande maggioranza delle università  tradizionali.
          In quasi tutte le telematiche è invece utilizzato il sistema delle convenzioni, che permettono risparmi dell'ordine del 15-30% e in certi casi fanno addirittura dimezzare le tasse. Università  come la Nettuno o la Pegaso, solo per farti un esempio, hanno un centinaio di convenzioni attive, e quindi non credo di sbagliare dicendo che almeno l'80% degli studenti paga tasse ridotte.
          Che un'università  telematica sia normalmente più costosa di un'università  tradizionale è un dato di fatto, tenendo conto che mediamente le tasse delle telematiche più economiche (e tra queste ci metto pure Uninettuno) si aggirano sui 1500-2000 euro annuali fino ad avvicinarsi ai 5000 euro (e a superarli abbondantemente se scegli i pacchetti con il tutor) per eCampus che del gruppo è la più costosa.
          Se però hai un reddito elevato perché già  lavori, e magari sei pure single facendoti andare alle stelle il calcolo ISEE, la situazione si capovolge e la telematica diventa decisamente la soluzione più conveniente.

          Mi permetto anche di far notare che molto spesso chi sceglie un'opzione di didattica a distanza in un'università  tradizionale deve pagare delle tasse maggiorate. Ti cito un esempio che ho verificato direttamente: quando alcuni anni fa ho valutato le opzioni di iscrizione ad ingegneria gestionale ho preso in considerazione anche Tor Vergata a Roma, una delle poche ad offrire per questo corso di studi anche la didattica a distanza, ma scegliendo questa opzione era previsto un supplemento di 1000 euro sulle tasse di iscrizione che già  di loro superavano i 2300 euro.
          Alla fine ho scelto Uninettuno dove grazie ad una delle innumerevoli convenzioni pago solo 1500 euro annui, meno della metà  di quanto avrei dovuto pagare scegliendo Tor Vergata, e senza la seccatura di dover andare a Roma a sostenere gli esami.


          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
          - Docenti: ho trovato l'elenco dei docenti. E' la prima volta che vedo un elenco docenti dove si segnala che questi insegnano o hanno insegnato anche in altre università . Conosco docenti che insegnano in più università  ma se X insegna a che ne so Bologna e Torino, non trovo su UNIBO "X, professore di prima fascia a Torino" o a Torino "X, professore di prima fascia a Bologna". Perché qua si mette? Sembra quasi un "non mi sento all'altezza e quindi devo far vedere che i miei docenti sono anche in altri atenei"... Mi lascia perplesso.
          Come ho già  scritto in un precedente post la peculiarità  di Uninettuno è di avere i docenti video, detti anche "docenti autori dei contenuti", che sono quelli che si vedono nelle videolezioni, i quali sono spesso scelti tra i migliori nel loro campo. Da qui l'indicazione dell'università  dalla quale provengono, che vuole solo essere una garanzia di qualità .
          Senza voler in alcun modo fare pubblicità  ad Uninettuno ti riporto quanto scritto sul loro sito: Un punto di forza dell'Università  Telematica Internazionale UNINETTUNO, sono senz‘altro i suoi docenti: tutti i corsi sono stati registrati da prestigiosi professori di importanti Università  italiane ed estere e dai migliori professionisti dei vari settori, in lingua italiana ma anche in arabo, inglese e francese.
          La gestione operativa dei corsi, delle attività  didattiche e degli esami è invece affidata ai "docenti d'area", eventualmente coadiuvati dai tutor.

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          • #20
            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            Come ho già  scritto in un precedente post la peculiarità  di Uninettuno è di avere i docenti video, detti anche "docenti autori dei contenuti", che sono quelli che si vedono nelle videolezioni, i quali sono spesso scelti tra i migliori nel loro campo. Da qui l'indicazione dell'università  dalla quale provengono, che vuole solo essere una garanzia di qualità .
            Però questi stessi docenti, qualora insegnino tuttora in altre università  nella loro pagina personale non mettono in mostra che lavorano anche per Uninettuno, come a considerarla loro stessi di serie B, per così dire.

            Ovviamente non li ho guardati tutti ma prendo per esempio Giurisprudenza (mio settore)...

            Alberto Jorio è presentato come docente UNITO. Sul sito del SUO studio, lui elenca le sue attività  professionali, prime fra tutti le docenze presso UNITO e UNIPR; prosegue col resto ma UNINETTUNO non la cita.

            Alessandra Piogga, presentata come docente UNIPG. Sul sito di UNIPG c'è il suo CV dove NON cita per niente UNINETTUNO; sul sito del master MIDA (organizzato da varie università ) è presentata con un folto CV ma manca sempre UNINETTUNO.

            Antonietta Di Biase, presentata come docente UNIROMA3. Lei scrive pochissimo, ma sia sul sito UNIROMA3 che su Linkedin si trovano solo riferimenti a UNIROMA3.

            Antonio Fiorella, presentato come docente LASAPIENZA, è indicato così anche sul sito Giappichelli e su altri articoli del Sole24Ore. Non ho scorso tutto ovviamente ma non ho trovato nessun esterno UNINETTUNO.

            Chiudo con Arturo Maresca, che esemplifica al meglio il tutto. E' elencato come docente LASAPIENZA. Lui stesso sul sito LASAPIENZA ha inserito tutte le sue docenze, comprese quelle concluse, fra cui UNIVAQ, UNITE e UNIMC. Lo stesso nel sito internet del suo studio e nel cv depositato al Ministero. In ognuno di questi NON c'è traccia di UNINETTUNO.

            Ammetto che alcuni di questi NON saranno aggiornati, possibilissimo...
            Ma in generale anche i docenti che non si fanno problemi ad esibire CV con riferimenti anche minime, UNINETTUNO la saltano. E' un caso per tutti o forse anche alcuni professori, pur lavorandoci, non la considerano equivalente alle tradizionali?

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            • #21
              Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
              Credo che nessuna telematica applichi il sistema delle tasse differenziate in base all'ISEE, utilizzato invece nella stragrande maggioranza delle università  tradizionali.
              Qua la mia domanda sarebbe più che altro perché? Come mai un sistema rodato e collaudato, sia pure con i suoi difetti, non è stato accettato da nessuna università  telematica?

              Per il resto bisognerebbe fare uno studio accurato, confrontando le spese (cosa impossibile visto che mancano i dati) ma in generale credo che comunque lo studente di una telematica in media spenda di più del suo pari in una tradizionale, sia pure con stipendi che (a quanto mi dite) sono più bassi di quelli presenti nelle tradizionali.

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              • #22
                Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                Però questi stessi docenti, qualora insegnino tuttora in altre università  nella loro pagina personale non mettono in mostra che lavorano anche per Uninettuno, come a considerarla loro stessi di serie B, per così dire.

                Ovviamente non li ho guardati tutti ma prendo per esempio Giurisprudenza (mio settore)...
                Non ho avuto il tempo di fare verifiche per il mio settore, quello ingegneristico, e quindi non posso essere preciso. Ricordo però che tempo fa verificando alcuni nomi, tra cui ad esempio quello del grande Tullio De Mauro, tra le innumerevoli università  presenti nel suo lunghissimo CV appariva anche la Nettuno.

                Altra risposta potrebbe essere che in Uninettuno il docente video, non ha alcuna funzione operativa all'interno del corso di studio, limitandosi solo a preparare il video con le lezioni. Sarà  poi il docente d'area a gestire interamente l'insegnamento, integrando i contenuti preparati dal docente video con propri apporti (ciò avviene nelle aule virtuali e nelle classi interattive) e con una serie di testi il cui utilizzo è obbligatorio, o quantomeno fortemente consigliato, ai fini del superamento dell'esame.
                In pratica un video potrebbe essere visto come una sorta di dispensa multimediale preparata dal docente autore dei contenuti, che di solito costituisce la fonte principale di studio ma che quasi sempre dovrà  essere integrata con altre fonti.
                Teniamo infine conto che per moltissimi insegnamenti appaiono spesso due o tre docenti video che si alternano, ognuno con un piccolo gruppo di videolezioni, nello sviluppo dell'argomento.
                Questo potrebbe spiegare il fatto che visto l'esiguo apporto offerto allo sviluppo dell'insegnamento, molti docenti decidano di non inserire la loro collaborazione a contratto con Uninettuno nel CV.

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                • #23
                  In questi giorni mi sto anche preparando per diversi test di ammissione per delle magistrali. Ho subito notato che i libri consigliati ed usati nelle triennali pubbliche sono molto più corposi, complessi ed esaustivi. I colleghi di test che vengono da statali, mi spiace, ma sono estremamente più preparati di media rispetto alla media Uninettuno. Me ne accorgo col confronto nello studio, i commenti tecnici sul materiale, i discorsi medi. Le domande dei test degli anni precedenti e gli standard richiesti sono molto più alti: ricordo bene come tanti argomenti non sono assolutamente approfonditi durante il triennio Uninettuno che, tra le altre cose, spinge molto su materie vicino alla Psicologia Sociale. Infatti, previo superamento test, si prospetterà  un periodo bello lungo di recupero crediti in quanto questa Università  Telematica pone, almeno a livello di Discipline Psicosociali, poca importanza a vari esami che dovranno essere rivalutati a livello di crediti. Insomma se ne esce impreparati, con un titolo che, se va bene, ti ridono in faccia un po dappertutto e pure completamente demotivati.

                  Torno a studiare che nei test c'è tanta di quella roba da fare che richiede (ora finalmente sì!) giorni e giorni di studio. Ricordo benissimo le diatribe di certi colleghi Uninettuno per domande semplicissime su esami per loro "difficilissimi". Sarei curioso di vederli affrontare certi test di ammissione
                  Ultima modifica di Alteruni; 18-08-2020, 09:13.

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                  • #24
                    Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                    Qua la mia domanda sarebbe più che altro perché? Come mai un sistema rodato e collaudato (come quello dell'ISEE, ndr), sia pure con i suoi difetti, non è stato accettato da nessuna università  telematica?
                    A mio parere il sistema dell'ISEE, nonostante i vari aggiustamenti apportati nel corso degli anni, presenta ancora criticità  e possibilità  di abusi: teniamo conto che nonostante tutti gli sforzi fatti finora in Italia l'evasione fiscale è ancora molto alta (assieme alla Grecia tra le più alte dell'area UE) ed è fin troppo facile falsare i dati ISEE.
                    In una nazione come l'Italia basare le tasse universitarie su un sistema di valutazione del reddito vuol dire accettare il rischio altissimo di abusi con controlli (a campione) quasi inesistenti.

                    Non vorrei divagare e andare off topic ma ricordo che quando, ormai molti anni fa, frequentavo il Politecnico di Milano io (figlio di un impiegato) mi trovavo sempre a pagare la quota massima per la mensa universitaria ed ero escluso dai benefit per gli alloggi studenteschi, mentre diversi miei compagni di corso, figli di commercianti o di affermati professionisti milanesi, che arrivavano a lezione a 19 anni in Mercedes o con la cabrio, avevano diritto alla mensa gratuita e ai mille altri benefit riservati a non abbienti. Il tutto grazie al sistema di basare questi benefici sul reddito dichiarato.

                    Trovo comunque corretta e legittima la scelta delle telematiche di proporre una tassa un universitaria unica, eventualmente scontabile usufruendo di una delle tante convenzioni. E ti posso dire che per molte telematiche le convenzioni sono veramente tantissime (solo per farti un esempio sul sito della Pegaso poco fa ho contato oltre 1200 possibilità  di convenzioni) e cercando un po' non è difficile rientrare in una di queste, portando nella gran parte dei casi le tasse a cifre dell'ordine dei 1500 euro, con punte di 2000 euro per le università  più costose.
                    Considerando che una buona percentuale di studenti delle telematiche è gente che già  lavora, con il sistema ISEE si correrebbe il rischio di pagare molto di più.


                    Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                    Per il resto bisognerebbe fare uno studio accurato, confrontando le spese (cosa impossibile visto che mancano i dati) ma in generale credo che comunque lo studente di una telematica in media spenda di più del suo pari in una tradizionale, sia pure con stipendi che (a quanto mi dite) sono più bassi di quelli presenti nelle tradizionali.
                    Non so se ti riferisci (vedi il neretto) alla spesa per le sole tasse universitarie o alle spese globali per la fruizione del corso di studio (trasporti, alloggi, pasti, ecc.). Se ci riferiamo alle spese globali la risposta è talmente ovvia che non vale neppure la pena di argomentarla, se invece concentriamo l'attenzione esclusivamente sulle tasse universitarie ti invito a rileggere poche righe sopra: con 1500-2000 euro riesci ad iscriverti alla maggior parte delle telematiche, cifra non molto distante dalla spesa media per tasse e balzelli vari (tipo diritto allo studio) di uno studente di un'università  statale del Nord Italia. Se poi spostiamo l'attenzione sulle tasse altissime di università  tipo Bocconi, Cattolica, IULM, IED, Luiss non c'è proprio confronto.

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                    • #25
                      Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                      Non ho avuto il tempo di fare verifiche per il mio settore, quello ingegneristico, e quindi non posso essere preciso. Ricordo però che tempo fa verificando alcuni nomi, tra cui ad esempio quello del grande Tullio De Mauro, tra le innumerevoli università  presenti nel suo lunghissimo CV appariva anche la Nettuno.
                      Al momento posso dire che sul sito (quello ufficiale, prima gestito da lui e ora non so da chi) si cita la UNINETTUNO dove però indica di aver tenuto SINGOLE LEZIONI e non di essere professore, mentre cita UNIPA, UNISA e ROMA LA SAPIENZA per la docenza.
                      Bisogna distinguere, quindi, fra professore incardinato in un ruolo e aver tenuto una o più lezioni, anche fra loro collegate, ma senza di fatto assumere il ruolo di professore.

                      Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                      Altra risposta potrebbe essere che in Uninettuno il docente video, non ha alcuna funzione operativa all'interno del corso di studio, limitandosi solo a preparare il video con le lezioni. Sarà  poi il docente d'area a gestire interamente l'insegnamento, integrando i contenuti preparati dal docente video con propri apporti (ciò avviene nelle aule virtuali e nelle classi interattive) e con una serie di testi il cui utilizzo è obbligatorio, o quantomeno fortemente consigliato, ai fini del superamento dell'esame.
                      In pratica un video potrebbe essere visto come una sorta di dispensa multimediale preparata dal docente autore dei contenuti, che di solito costituisce la fonte principale di studio ma che quasi sempre dovrà  essere integrata con altre fonti.
                      Questo potrebbe spiegare il fatto che visto l'esiguo apporto offerto allo sviluppo dell'insegnamento, molti docenti decidano di non inserire la loro collaborazione a contratto con Uninettuno nel CV.
                      Concordo.
                      Però se io mi iscrivo all'università  X dove il docente Y mi fa assistere alle lezioni video di De Mauro non considererò mai De Mauro un mio professore.
                      Il mio professore è Y, colui a cui posso far domande, che eventualmente mi giudica, che eventualmente potrà  seguire la mia tesi e così via.
                      De Mauro è come se avesse scritto un libro. Non posso interagire con lui ma posso solo ascoltare (come potrei solo leggere un suo libro).
                      Il che va benissimo.

                      Solo che allora è anche peggio, perché non ho mai visto un'università  che indica fra i docenti anche coloro che hanno meramente prodotto materiale (fra l'altro spesso datato). La differenza fra video e testo alla fine non è così grande, tant'è che se non hai assistito a una conferenza ma ti procuri la trascrizione il risultato in termini di potenziale apprendimento è lo stesso.
                      Questo a mio parere.

                      Passando invece allora a chi è davvero impegnato (visto che anche tu prima mi hai parlato di "esiguo apporto") sempre limitandomi a giurisprudenza, non solo non ci sono "nomi celebri" fra i "docenti di area" ma il sito segnala solo un ordinario, 3 associati e 3 ricercatori: tutti gli altri sono contrattisti o a tempo determinato.

                      Quindi, riassumendo, l'apporto dei grandi nomi è costituito da lezioni di anni addietro, equivalente di fatto a un libro (medium diverso ma risultato analogo; anzi, probabilmente un libro può contenere più materiale) mentre la vera docenza è costituita da un gruppo che per la stragrande maggioranza è composto da contrattisti.

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                      • #26
                        Premetto che non sono ancora uno studente UniNettuno, ma a settembre completerò l'iscrizione per la magistrale di Ing. Gestionale.
                        In un certo senso, a parer mio, tutti i messaggi di Alteruni (avrà  i suoi motivi spero) mi sembrano scritti da un Troll (e qui concordo con Marika), uno che è qui solo per discreditare la suddetta Università .
                        Era un'idea all'inizio della discussione poi leggendo quest'ultimo post che cito

                        Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
                        Torno a studiare che nei test c'è tanta di quella roba da fare che richiede (ora finalmente sì!) giorni e giorni di studio. Ricordo benissimo le diatribe di certi colleghi Uninettuno per domande semplicissime su esami per loro "difficilissimi". Sarei curioso di vederli affrontare certi test di ammissione
                        Sinceramente ne ho avuto la conferma, con susseguente caduta di braccia dallo sconforto!
                        Purtroppo in Italia nessuna Università  è perfetta nemmeno le private come Cattolica, SuorOrsola o Bocconi dove paghi cifre veramente astronomiche per avere dei servizi lacunosi.
                        La mia esperienza di Università  statale tradizionale si basa sulla triennale fatta in un ateneo gigante come l'Università  "Federico II" di Napoli, dove per ben 3 anni siamo stati noi studenti a dover fare gli orari dei corsi, a contattare i prof per venire a lezione e altre cose simili che non sto a scrivere; per la preparazione poi lasciamo perdere, materie dove veramente c'era l'eccellenza, altre dove veramente eri tu a spiegare al prof; per non parlare delle lezioni dove molti usavano ancora i lucidi da proiettare sulla lavagna...

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                        • #27
                          Non so se il soggetto citato nel precedente post sia un troll o meno, ritengo però che ognuno sia libero di esprimere il proprio pensiero e le proprie opinioni, purché supportate da fatti.
                          E' indubbio che Alteruni per la sua tesi e il suo non previsto esborso di ulteriori 1000 euro per poter laurearsi in una sessione successiva abbia subito disagi, ben ha fatto a segnalarlo in modo che altri possano evitare di trovarsi nella sua situazione. Meglio ancora avrebbe fatto a segnalare a questo forum la materia della sua tesi, in modo che chi frequenta psicologia in Uninettuno possa prendere le decisioni più opportune. E forse un reclamo ufficiale al rettore di Uninettuno avrebbe permesso di limitare i danni e i disagi, e di prendere provvedimenti nei confronti del docente inadempiente.

                          Purtroppo casi come quello segnalato succedono in tutte le università , non solo in Uninettuno. Io per le mie lauree precedenti mi ero premurato di avere la tesi pronta con larghissimo anticipo, in modo da prevenire ogni tipo di inconveniente, ma mi rendo conto che non tutti possono permettersi di fare queste pianificazioni, specie se oberati da impegni familiari o di lavoro.

                          Quello che non mi sta bene, e che dimostra immaturità , e passare dal singolo episodio, indubbiamente fonte di frustrazione e assolutamente degno di essere segnalato, a considerazioni e generalizzazioni assolutamente fuori luogo e che nulla hanno a che vedere con quanto esposto. Mi riferisco ad esempio al sillogismo studenti di bassa qualità  (ce ne sono in tutte le università ) uguale università  di bassa qualità , e ai successivi commenti sulla presunta migliore qualità  delle università  statali, senza avervi mai messo piede ma affidandosi al classico "per sentito dire".

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                          • #28
                            Io quello che non capisco e' semplicemente che senso ha lamentarsi di qualcosa che "non sto qui a dire". Ma riporta l'esperienza completa e spiega il senso del tuo disappunto!
                            Oltretutto come dice AC1000 basare la propria esperienza sugli altri studenti non ha davvero senso. Non ti andavano bene? E perche' li frequentavi?!
                            Non sara' la migliore universita' d'Italia ma non e' oggettivamente un disastro totale, se uno ha frequentato una tradizionale sono tutti problemi gia' noti (se non peggio in una tradizionale!).

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                            • #29
                              Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                              A mio parere il sistema dell'ISEE, nonostante i vari aggiustamenti apportati nel corso degli anni, presenta ancora criticità  e possibilità  di abusi: teniamo conto che nonostante tutti gli sforzi fatti finora in Italia l'evasione fiscale è ancora molto alta (assieme alla Grecia tra le più alte dell'area UE) ed è fin troppo facile falsare i dati ISEE.
                              In una nazione come l'Italia basare le tasse universitarie su un sistema di valutazione del reddito vuol dire accettare il rischio altissimo di abusi con controlli (a campione) quasi inesistenti.
                              Concordo sulle criticità , meno su un sistema di tassazione unica che può eventualmente arrivare a dimezzare, rimanendo però sui 1000 € se va bene (mi riferisco a UNINETTUNO e lo sconto medio mi sembra sia il 20%, quindi con una spesa di 1600 €) a quanto ho capito.
                              Detto questo, io per esempio NON rientro in alcuna convenzione; a me personalmente non interessa, anche perché purtroppo per come vale l'ISEE universitario il mio reddito viene accorpato a quello dei miei (nonostante abbia un mio reddito, vivo in una casa che è di proprietà  dei miei e quindi ) e ne consegue che sono in pratica sempre in ultima fascia, però in generale uno studente da una famiglia monoreddito o simile si troverebbe a pagare dai 1000 € in sù, fino a 2000.

                              Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                              Non so se ti riferisci (vedi il neretto) alla spesa per le sole tasse universitarie o alle spese globali per la fruizione del corso di studio (trasporti, alloggi, pasti, ecc.). Se ci riferiamo alle spese globali la risposta è talmente ovvia che non vale neppure la pena di argomentarla,
                              La risposta non è ovvia per niente. Io parlo solo di spese obbligatorie. Quindi tasse (iscrizione, diploma, etc...).
                              Spese di trasporto e alloggio non sono da considerarsi per due motivi: innanzi tutto sono troppo variabili da caso a caso (magari abito nella stessa città  della mia università  e mi serve solo l'abbonamento ai mezzi pubblici, che comunque avrei fatto lo stesso anche solo per muovermi o lavorare, magari vivo a 300 km di distanza e prendo un alloggio per 10 mesi l'anno) e, secondariamente, partono dal principio che uno DEBBA frequentare le lezioni.
                              Io, per farti un esempio, mi sono iscritto a una seconda laurea magistrale a Macerata (LM-63) a dicembre 2011 e mi sono laureato a ottobre 2012 senza aver frequentato una sola lezione, con 110 e lode e senza aver chiesto alcun riconoscimento esami. Risiedevo a 50 km da Macerata, andavo per gli esami, portandomi un panino se dovevo fermarmi e quell'anno ho speso per l'università  solo tasse + i viaggi pro esami. Quanto alla prima laurea (LMG/01 a Milano), a parte forse il primo anno per fare amicizia o la prima settimana di lezione per conoscere i nuovi prof, la mia frequenza si può qualificare come "inesistente". E considerando una media di 1400 studenti, considerando che i corsi erano ripartiti in 3 (A-D, E-N, O-Z) e che le aule, salvo casi rarissimi, saranno state da 100 posti al massimo, sì, erano piene piene, ma di certo su 1400 non frequentavano in 1000.
                              C'è anche chi vuole frequentare, assolutamente, ma salvo che nei CdL con obbligo di frequenza questo non è un obbligo. E, anzi, personalmente credo che dedicare 4 ore di studio serio a casa al giorno permetta a chiunque di laurearsi almeno decorosamente in probabilmente ogni corso di studio, lasciandoti tempo libero per sport, amicizie, interessi e via dicendo.
                              Quindi se parliamo di spese non si possono aggiungere anche quelle non indispensabili. E, se è vero che la maggioranza degli studenti soprattutto all'inizio frequenta, quando ho tenuto io corsi e laboratori a percezione mi è sempre sembrato che almeno metà  non frequentasse.

                              Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                              se invece concentriamo l'attenzione esclusivamente sulle tasse universitarie ti invito a rileggere poche righe sopra: con 1500-2000 euro riesci ad iscriverti alla maggior parte delle telematiche, cifra non molto distante dalla spesa media per tasse e balzelli vari (tipo diritto allo studio) di uno studente di un'università  statale del Nord Italia. Se poi spostiamo l'attenzione sulle tasse altissime di università  tipo Bocconi, Cattolica, IULM, IED, Luiss non c'è proprio confronto.
                              Con 1500-2000 € se ho convenzioni riesco ad iscrivermi a una telematica; quindi in realtà  dipende dal mio ISEE. Se ho un ISEE basso mi conviene di gran lunga la tradizionale, più si alza più la bilancia pende a favore della telematica. E' per quello che io ho citato la media delle tasse universitarie che è pari in Italia a circa 950 €.
                              Inoltre la maggior parte delle tradizionali (non so darti numeri precisi, ma quelle che ho frequentato li avevano tutti) prevedono Collegi universitari o altre strutture per gli studenti migliori, a costo 0 o addirittura con l'erogazione di borse di studio che superano di gran lunga le eventuali tasse versate. E qua non parlo di Normale, Sant'Anna o Sissa, ma anche del Collegio Giacomo Leopardi per gli studenti di UNIMC, del Collegio Superiore di UNIBO e così dicendo.

                              Diciamo che le tradizionali, oltre ad essere mediamente più economiche, mi sembra in alcuni casi (troppo pochi, a mio parere, ma meglio di niente) arrivino a premiare il merito, qua invece incentivi di questo genere non esistono proprio, a quanto ho visto.
                              Per dire, io dovrei iscrivermi a UNIPI ma guardando in giro ho visto che UNIFI quest'anno ha bandito presso il dipartimento di lettere e filosofia un percorso di eccellenza per 54 studenti che si iscrivono alle magistrali, con borse che vanno dai 2000 ai 3000 €, rinnovabili annualmente. Queste cose le hanno le telematiche?

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                              • #30
                                Troll, non troll, braccia che cadono...
                                Ma è così difficile accettare che ci siano esperienze diverse dalla propria?
                                Scusate, ma che ragionamento è?
                                Provo a spiegare l'ovvio (e qui sì che cadono le braccia). Se qualcuno pubblicamente evita di scendere nei particolari e fare nomi e cognomi dei motivi ci saranno. Ad esempio quelli di evitare di fare riferimenti troppo precisi e quindi riconducibili ad eventi accaduti onde evitare ulteriori coinvolgimenti. Anche perché comunque il percorso l'ho finito. Capitasse che qualche troll (e qualcuno più sopra in questo post c'è) magari proprio di Uninettuno segnalasse alcuni miei chiari riferimenti troppo specifici non vorrei dover andare a riprendere vecchie beghe.
                                Inoltre chi dice che la cosa non sia stata segnalata all'epoca a chi di dovere da parte mia? Chi dice che non si sia lasciato perdere per raggiungere comunque un obiettivo cioè quello di concludere comunque questo percorso? Chi dice che siano fenomeni isolati? Ma soprattutto vorrei capire e mi ripeto: quindi se avessi scritto che Uninettuno è stupenda, mi fossi trovato bene ed altro andrebbe bene? Per quale motivo dovrei per forza esprimere un giudizio favorevole quando per me non lo è stato?

                                Sul discorso del decadimento delle Università  e del livello medio degli studenti su questo non ci piove ed è argomento su cui si potrebbe discutere. Ma qui sto parlando di questa mia esperienza totalmente negativa e dal punta di visto didattico e dal punta di vista di media degli studenti. Perché li frequentavo i colleghi? La domanda è un'altra: perché loro creavano disagio agli altri? Ma che ne sai delle cose e come fai a giudicare le esperienze altrui? Sono proprio queste persone che creavano disagio agli altri, diatribe in ogni occasione e attacchi continui a chi davvero studiava! Gente che nei gruppi passava il tempo a sparlare e a mettere in piazza cose personali di questo e di quello! Livelli bassissimi, accuse e altre cose chnon posso riprendere pubblicamente anche perché, sobo sicuro che con un po di sforzo ci si arrivi, anche gravi.

                                Secondo poi altri ragionamenti (v. più su), allora qualcun altro sarebbe passibile di denuncia. C'è chi ha parlato male dell'università  di Bologna, chi della Federico II... Secondo questo schema di oensiero sarebbero troll anche loro perché parlano male di questa o di quella università .

                                Vorrei poi capire di cosa dovrei parlare. Io ho questa esperienza e di questa parlo. Se poi qualcuno mi vorrebbe dire di cosa debba parlare o meno penso che ognubo abbia il diritto di affrontare gli argomenti che gli aggradanosenza che qualcuno gli imponga altrimenti.
                                Ultima modifica di Alteruni; 19-08-2020, 03:08.

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