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Da unimercatorum ad uninettuno(l-9),vale la pena?contrasto con il metodo mercatorum

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  • #46
    Originariamente inviato da calisto Visualizza il messaggio

    Buongiorno e scusami per il ritardo.

    Non posso contraddirti, difatti l'esame di RO è uno dei pochi nei quali ho riscontrato grande serietà e un livello più che degno di insegnamento. Qui sia domande aperte o crocette poco conta, la materia bisognava saperla.

    Purtroppo però come tu stesso sostieni tutto dipende dal materiale e metodo a monte della verifica. E sono d'accordo che tralasciando pro contro già ribaditi più è più volte delle crocette, se a monte ce del buon materiale è si studia, il metodo di verifica è poco influente.

    Il problema è che su quasi 11 esami sostenuti(tralasciamo quello prettamente teorici come diritto) solo con RO e fisica tecnica ho trovato appunto questa coerenza... Cioè spiego la materia senza leggere, faccio esempi, interagisco e all'esame c'è quello che abbiamo affrontato.


    Ad esempio facendo il solito esempio di analisi 2,
    Come può essere una discreta preparazione spiegare integrali multipli(doppi e tripli) in 45 minuti? Quanti esempi sono stati fatti? Sono argomenti che vengono spiegati e dimostrati in 7 ore di le
    ​​​
    Qui in mercatorum le dimostrazioni non esistono, ecco perchè poi si va al nocciolo della questione e si evita di perdere tempo con la dimostrazione.
    Io ho maledetto le dimostrazioni matematiche nel percorso fatto alla statale in analisi , perchè sono un semplice feticcio matematico. Questa è ingegneria, non un corso di matematica. Io ho bisogno dello strumento matematico pronto per dimensionare un ponte, non ho bisogno di mettere in discussione lo strumento matematico.

    Posso concordare con te che analisi 2 rispetto a un corso da "statale" sia più snello, ma questo non toglie nulla di necessario, toglie solo contorno superfluo.


    io non so se passerai ad altra telematica o meno, però secondo me non troverai molta differenza (al netto ovviamente delle prove di esame) perchè sono tutti corsi pensati per studenti lavoratori, quindi si va subito al punto senza aggiungere mille fronzoli.


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    • #47
      theChemist parole sante

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      • #48
        Originariamente inviato da theChemist Visualizza il messaggio
        Posso concordare con te che analisi 2 rispetto a un corso da "statale" sia più snello
        Sei sicuro che sia più snello a parità di crediti?
        L'errore che commettono in molti, oltre a fare un generico paragone con una fantomatica statale come se le università statali (che sono ciascuna un autonomo ente dotato di personalità giuridica) fossero tutte uguali (anzi, come se fosse una sola, visto che usano il singolare e non si riferiscono all'Università degli studi di Milano), è quello di raffrontare esami dello stesso SSD e nominalmente uguali ma aventi pesi differenti. Se l'insegnamento alla Mercatorum è – dico per dire – da 6 crediti e in un altro ateneo da 12, sarebbe anomalo se il primo non affrontasse la metà del programma del secondo, così come l'inverso; sono le ore di impegno normale complessivo del corso di studi – 25 per credito e dunque 1500 medie l'anno – a essere fisse, dacché il corso di studi intero vale in ogni caso 180 crediti.

        Invito a fare attenzione al complesso di inferiorità latente. Una volta, su un altro forum, ho avuto un battibecco con uno che sosteneva che gli esami non ricordo se della Pegaso o della Marconi non fossero riconoscibili alla immaginaria statale o comunque non potessero dar luogo a dispense o integrazioni in quanto tutti aventi meno crediti. Dopo avergli dimostrato con carte alla mano che l'ammontare di crediti del singolo esame (e anche gli stessi esami; sebbene a grandi linee fossero quelli; parliamo di Giurisprudenza) variasse da università a università, lui insisteva e peraltro negava questa variabilità poiché nella sua fervida fantasia (da giurista fallito in partenza, evidentemente) le università statali non sarebbero libere di strutturare i propri piani di studio, bensì si dovrebbero attenere a dei chimerici e fantasmagorici piani ministeriali. Infine, non aveva chiaro che la somma dei crediti dovesse essere sempre quella e che dunque i minori crediti effettivamente attribuiti a un insegnamento si compensassero con il maggior peso di un altro ovvero con un insegnamento in più.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #49
          ciao Dottore

          si si, parto dal presupposto che Analisi 2 di Tor Vergata e Mercatorum hanno gli stessi crediti, cioè 9.

          Allora come mai Analisi 2 di Tor Vergata ha più argomenti attinenti e più esercitazioni? Perchè metà programma di analisi 2 di Mercatorum è sostanzialmente ripasso di programma di analisi 1.

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          • #50
            i panieri, le inedite
            Scusate l'ignoranza: in cosa consistono?

            Grazie.

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            • #51
              Originariamente inviato da Aleron Visualizza il messaggio

              Scusate l'ignoranza: in cosa consistono?

              Grazie.
              I quiz a risposta multipla vengono pescati, per percentuali diversa da ateneo ad ateneo, da un paniere noto allo studente (presenti nel materiale caricato sulle piattaforme) . Le restanti sono domande inedite, quindi non note allo studente.
              ​​​​​

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              • #52
                Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                Ed e' proprio questo il punto.. Un conto e' svolgere un semplice esercizio come una derivata seconda per rispondere ad un quiz, un conto e' svolgere una traccia intera, con tanti calcoli e tante strade da seguire. In un quiz non potra' mai esserci un ragionamento articolato perche' sono tarati per rispondere in pochi minuti.. Si perde (a mio avviso) tutto quello che ti da una formazione ingegneristica.. Forma mentis per trovare soluzioni a problemi complessi. Il dubbio dell'utente (che sta frequentando un ateneo con esami a crocette) è lecito

                Preciso che la mia non è una polemica ma uno spunto di confronto. Magari la mia diffidenza verso le valutazioni a quiz deriva esclusivamente da pregiudizi.
                Non capisco... la domanda a risposta multipla può essere di qualsiasi difficoltà. Anche i quiz per misurare i QI "sopra-normali" spesso sono a crocette.
                Casomai, il problema sarebbe l'assenza o limitatezza di difficoltà, non la forma delle domande. A me sembra così.

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                • #53
                  Originariamente inviato da _ikaruga_ Visualizza il messaggio

                  Non capisco... la domanda a risposta multipla può essere di qualsiasi difficoltà. Anche i quiz per misurare i QI "sopra-normali" spesso sono a crocette.
                  Casomai, il problema sarebbe l'assenza o limitatezza di difficoltà, non la forma delle domande. A me sembra così.
                  Concordo, ma la mia e' una riflessione legata principalmente agli esami di ingegneria.
                  Svolgere, per esempio, un esercizio di Fisica, una struttura in Scienze delle costruzioni o un curcuito in Elettrotecnica, comporta valutare l'esercizio, scegliere una strada ed eventualmente cambiarla in corsa, svolgere calcoli anche complessi.. Si valuta anche il ragionamento e come si arriva ad un risultato.. cio' che poi verra' chiesto ad un ingegnere nel suo lavoro.. Con un quiz a risposta multipla, dove tra le altre cose hai pochi minuti per rispondere, come si fa a valutare tutto ciò?

                  Poi logico che tra un esame di storia contemporanea a risposta multipla, a domande aperte oppure orale la differenza di preparazione non sussiste.
                  Ma per un esame di Scienze delle Costruzioni, dove impieghi un'ora a svolgere una struttura, fra un esame a risposta multipla o un esame che verte sullo svolgimento di esercizi c'è un abisso.

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                  • #54
                    Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                    Poi logico che tra un esame di storia contemporanea a risposta multipla, a domande aperte oppure orale la differenza di preparazione non sussiste.
                    Sussiste, sussiste. Hai voglia. Il problema è che ciascuno dei due metodi coglie un aspetto e ne esclude altri, tant'è che ci sono docenti (vedi Carlo Sorrentino all'UniFi) che fanno fare l'esame in tre volte: prova preselettiva a risposta multipla (ricordo col citato Sorrentino, ma non sono sicuro di rimembrare correttamente, 8 domande in stile vero/falso che peraltro dovevano essere azzeccate tutte), scritto a risposta aperta (e anche qui può essere secca, sintetica, un saggio/tema etc.) e orale. Un esame a mio avviso però non dev'essere un gioco al massacro. Il sistema delle crocette Pegaso-Mercatorum (ma se si va su Docsity e Studocu si ritrovano esempi di esami a crocette in moltissime università italiane; N.B.: molte batterie di domande sono identiche) ricalca molto il sistema inglese, nel quale l'esame si intende superato già con il 40% delle risposte esatte (cioè con l'equivalente di 12/30) ed è addirittura possibile conseguire i titoli di studio con qualche bocciatura, a meno che il docente o il decano non consentano di recuperarla. Siccome in Italia questo non è possibile, hanno studiato un modo in cui azzeccare casualmente 18-19/30 è abbastanza semplice, però per arrivare al 30 bisogna avere una preparazione perfino migliore di quella che si dovrebbe avere per redigere un tema o affrontare un colloquio.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #55
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      Sussiste, sussiste. Hai voglia. Il problema è che ciascuno dei due metodi coglie un aspetto e ne esclude altri, tant'è che ci sono docenti (vedi Carlo Sorrentino all'UniFi) che fanno fare l'esame in tre volte: prova preselettiva a risposta multipla (ricordo col citato Sorrentino, ma non sono sicuro di rimembrare correttamente, 8 domande in stile vero/falso che peraltro dovevano essere azzeccate tutte), scritto a risposta aperta (e anche qui può essere secca, sintetica, un saggio/tema etc.) e orale. Un esame a mio avviso però non dev'essere un gioco al massacro. Il sistema delle crocette Pegaso-Mercatorum (ma se si va su Docsity e Studocu si ritrovano esempi di esami a crocette in moltissime università italiane; N.B.: molte batterie di domande sono identiche) ricalca molto il sistema inglese, nel quale l'esame si intende superato già con il 40% delle risposte esatte (cioè con l'equivalente di 12/30) ed è addirittura possibile conseguire i titoli di studio con qualche bocciatura, a meno che il docente o il decano non consentano di recuperarla. Siccome in Italia questo non è possibile, hanno studiato un modo in cui azzeccare casualmente 18-19/30 è abbastanza semplice, però per arrivare al 30 bisogna avere una preparazione perfino migliore di quella che si dovrebbe avere per redigere un tema o affrontare un colloquio.
                      parole sante

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                      • #56
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Sussiste, sussiste. Hai voglia. Il problema è che ciascuno dei due metodi coglie un aspetto e ne esclude altri, tant'è che ci sono docenti (vedi Carlo Sorrentino all'UniFi) che fanno fare l'esame in tre volte: prova preselettiva a risposta multipla (ricordo col citato Sorrentino, ma non sono sicuro di rimembrare correttamente, 8 domande in stile vero/falso che peraltro dovevano essere azzeccate tutte), scritto a risposta aperta (e anche qui può essere secca, sintetica, un saggio/tema etc.) e orale. Un esame a mio avviso però non dev'essere un gioco al massacro. Il sistema delle crocette Pegaso-Mercatorum (ma se si va su Docsity e Studocu si ritrovano esempi di esami a crocette in moltissime università italiane; N.B.: molte batterie di domande sono identiche) ricalca molto il sistema inglese, nel quale l'esame si intende superato già con il 40% delle risposte esatte (cioè con l'equivalente di 12/30) ed è addirittura possibile conseguire i titoli di studio con qualche bocciatura, a meno che il docente o il decano non consentano di recuperarla. Siccome in Italia questo non è possibile, hanno studiato un modo in cui azzeccare casualmente 18-19/30 è abbastanza semplice, però per arrivare al 30 bisogna avere una preparazione perfino migliore di quella che si dovrebbe avere per redigere un tema o affrontare un colloquio.
                        Probabilmente sbagliero', ma gli unici atenei dove si trovano esami interamente a risposta multipla per i corsi di ingegneria sono Pegaso e Mercatorum.
                        Inoltre, l'esame di stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere (almeno nella sua versione tradizionale, ovvero scritta) verte sullo sviluppo di esercizi e risulterebbe molto difficile superare la prova senza averli mai affrontati prima.

                        ​​​​​​

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                        • #57
                          Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                          Probabilmente sbagliero', ma gli unici atenei dove si trovano esami interamente a risposta multipla per i corsi di ingegneria sono Pegaso e Mercatorum.


                          ​​​​​​
                          Veramente ci sarebbe pure Bologna. Ingegneria. Esami del 1° e 2° anno, fortunatamente non tutti, ma è una dimostrazione che il metodo della risposta multipla è abbastanza diffuso anche negli atenei tradizionali. E ne sono più che sicuro perché li ho sostenuti.

                          Sarei curioso di sapere se i politecnici italiani prevedono qualche esame a risposta multipla.

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                          • #58
                            Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                            Probabilmente sbagliero', ma gli unici atenei dove si trovano esami interamente a risposta multipla per i corsi di ingegneria sono Pegaso e Mercatorum.
                            Sbagli, sbagli.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #59
                              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio

                              Poi logico che tra un esame di storia contemporanea a risposta multipla, a domande aperte oppure orale la differenza di preparazione non sussiste.
                              Ma per un esame di Scienze delle Costruzioni, dove impieghi un'ora a svolgere una struttura, fra un esame a risposta multipla o un esame che verte sullo svolgimento di esercizi c'è un abisso.
                              A volte mi chiedo perché non pochi tra i tecnici e gli scientifici considerino gli studi degli umanisti bazzecole... se non fosse il tuo caso non avresti fatto quel pensiero sull'«esame di storia contemporanea» .
                              Conosco gli esami di ingegneria di cui parli (per averli sostenuti... nel vecchio ordinamento) e sinceramente adesso che mi ci hai fatto pensare mi chiedo cosa si possa chiedere con le risposte multiple in un esame, ad esempio, di Scienza delle costruzioni .
                              Confermo, però, che anche «ai bei tempi» il docente non guardava che il risultato. Dopotutto non si trattava di progettare un robot mobile da inviare in esplorazione su Marte, quindi non è che ci fosse chissà che varietà di procedimenti da andare a discernere. O sapevi come fare, o non ci riuscivi, più o meno era così.


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                              • #60
                                _ikaruga_ non ho mai sostenuto che l'esame di storia contemporanea sia una bazzecola rispetto a Scienza della Costruzioni,
                                Io nelle mie carriere universitarie le ho sostenute entrambi. E ti diro'.. per storia contemporanea ho studiato molto ma molto di piu', ma scienza delle costruzioni e' stato tremendamente piu' complesso.

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