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nuovo format pergamena Unicusano: sparisce la dicitura "telematica"

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  • nuovo format pergamena Unicusano: sparisce la dicitura "telematica"

    ​Nell'ultimo modello della pergamena che l'Università Niccolò Cusano rilascia per lauree e lauree magistrali, in vigore perlomeno dagli ultimi mesi del 2024, è sparita la parolina, magica ma foriera di malumori, "telematica".

    Da quando l'ateneo ha assunto l'attuale denominazione, in sostituzione della precedente "Università telematica delle scienze umane Niccolò Cusano", è la seconda tipologia di pergamena che vedo, per non parlare di tre prototipi (che credo fossero i finalisti di un concorso che fecero per la progettazione grafica della pergamena) mai effettivamente entrati in vigore. Sulle pergamene precedenti a questa il famigerato aggettivo era posposto, a mo' di complemento predicativo.

    C'è da dire che sulle pergamene di laurea e di laurea magistrale è indicato prima il cognome del titolare. Anteporre il cognome, vizio che ha ex plurimis la Bocconi (il che è ancor più ridicolo se si considera che la pergamena della Bocconi è in doppia lingua, italiano e inglese), è una cosa, oltre che illegale (la legge infatti stabilisce che il nome è composto dal prenome e dal cognome: art. 6 cod. civ.; il modello è poi ripreso dalle normative in materia di anagrafe e stato civile), grammaticalmente scorretta e per quanto mi riguarda molto disturbante, tanto più che poi l'emittente (rettore) e gli altri firmatari si firmano col nome anteposto, come a voler evidenziare un rapporto di sudditanza, o comunque gerarchico, in memoria del marchese Onofrio del Grillo (Io so' io e voi non siete un…) o forse della naja per chi l'ha fatta.

    Le pergamene di master (che vengono emesse solo a richiesta, ça va sans dire a titolo oneroso) seguono un format differente e hanno il nome anteposto al nome, ma in quelle la dicitura "telematica" è presente e anche a caratteri ben visibili, posposta come da statuto.
    Non ho reperito pergamene di dottorato.
    Ultima modifica di dottore; 20-02-2025, 08:56.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

  • #2
    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio


    C'è da dire che sulle pergamene di laurea e di laurea magistrale è indicato prima il cognome del titolare. Anteporre il cognome, vizio che ha ex plurimis la Bocconi (il che è ancor più ridicolo se si considera che la pergamena della Bocconi è in doppia lingua, italiano e inglese), è una cosa, oltre che illegale (la legge infatti stabilisce che il nome è composto dal prenome e dal cognome: art. 6 cod. civ.; il modello è poi ripreso dalle normative in materia di anagrafe e stato civile), grammaticalmente scorretta e per quanto mi riguarda molto disturbante, tanto più che poi l'emittente (rettore) e gli altri firmatari si firmano col nome anteposto, come a voler evidenziare un rapporto di sudditanza, o comunque gerarchico, in memoria del marchese Onofrio del Grillo (Io so' io e voi non siete un…) o forse della naja per chi l'ha fatta.
    Oltre a Bocconi ci sono diverse altre università con lo stesso vizio di anteporre il cognome al nome. Ho fatto una veloce ricerca su google, non esaustiva e inserendo solo i nomi di alcuni atenei, e ho trovato che anche Genova, Insubria, Parma, Bari, Lecce e Catania mettono prima il cognome e poi il nome dello studente.

    La cosa buffa è che quando alcuni degli atenei che ho citato sopra rilasciano pergamene honoris causa il ricevente è correttamente indicato con nome e cognome (cosa che come avevi fatto notare avviene anche per rettore e altri firmatari della pergamena).

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    • #3
      Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio

      Oltre a Bocconi ci sono diverse altre università con lo stesso vizio di anteporre il cognome al nome. Ho fatto una veloce ricerca su google, non esaustiva e inserendo solo i nomi di alcuni atenei, e ho trovato che anche Genova, Insubria, Parma, Bari, Lecce e Catania mettono prima il cognome e poi il nome dello studente.
      Dell'Insubria ho visto alcune pergamene con il nome anteposto e altre con il nome posposto; credo che quelle con il nome anteposto siano le più recenti, comunque sono di formato diverso, stampate in orizzontale, mentre le vecchie in verticale. Dell'Università del Salento ne ho diverse, alcune prima col cognome e altre prima col nome ma sempre dello stesso modello grafico. Non saprei di quando si chiamava Università di Lecce.

      La cosa buffa è che quando alcuni degli atenei che ho citato sopra rilasciano pergamene honoris causa il ricevente è correttamente indicato con nome e cognome (cosa che come avevi fatto notare avviene anche per rettore e altri firmatari della pergamena).
      Sì, a voler sottolineare ulteriormente che tu la persona comune è un signor nessuno e pure con il titolo accademico rimane tale.
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      • #4
        Sul mio diploma di laurea hanno correttamente indicato prima il nome e poi il cognome, mentre sulla pergamena dell'abilitazione alla professione di ingegnere (che dovrebbe arrivare dal ministero e non dall'università) c'è prima il cognome e poi il nome...

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        • #5
          L'abilitazione arriva dal Ministero, sì, perché è un titolo emesso dallo Stato, non dall'ateneo.
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          • #6
            Invece la Marconi scrive dottore anche al femminile, tipo "noi magnifico rettore Padron 'Ntoni conferiamo la laurea in sofferenza al dottore Rossa Malpela".


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            • #7
              Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio
              Invece la Marconi scrive dottore anche al femminile
              Ed è corretto. Prima della svolta boldriniana nessuno si sarebbe mai sognato di scrivere «dottoressa» o «professoressa» sugli atti ufficiali. Ho visto centinaia di lauree del vecchio ordinamento e c'è sempre stato scritto «laurea di dottore», di qualsiasi università esse fossero.
              Col nuovo ordinamento la qualifica accademica, come da nota circolare del famoso dirigente ministeriale Antonello Masìa (oggi suppongo felicemente in pensione), solitamente non è specificata: la circolare raccomanda di riportare unicamente denominazione del corso di studi seguìto e la classe di afferenza (in forma estesa o abbreviata, con gli estremi della normativa di riferimento), omettendo sia la qualifica accademica sia eventuali ripartizioni interne del corso (curriculum, lingue di studio etc.). Il motivo per cui si dovrebbe emettere la qualifica accademica (che spesso, anche da parte di alcuni atenei, viene confusa con il titolo) risiede in un articolato ragioamento logico-giuridico riportato nella pergamena stessa: la qualifica accademica non viene conferita dall'ateneo, ma spetta ipso iure sulla base del conferimento del titolo. In virtù di questo ragionamento molti atenei, come la Federico II, hanno smesso di riportare la qualifica accademica anche sulle pergamene relative alle lauree del previgente ordinamento non ancora emesse.
              Comunque, che l'università sia stata o meno colpita dalla woke culture si può vedere dalle firme: stamani per esempio ho ritirato la pergamena della Vanvitelli e c'è scritto «il direttore generale», ed è una donna (Carmela Luise). Stessa cosa quella della Mercatorum: «il direttore generale» e «il preside», e sono entrambe donne (rispettivamente Patrizia Tanzilli e Maria Antonella Ferri). Alla Bicocca quando c'era la Messa era scritto «noi Maria Cristina Messa magnifico rettore». Adesso che c'è la Iannantuoni è diventato «magnifica rettrice», ma fa cacare ed è pure illegale, visto che si tratta di uffici pubblici e non di persone. Alcuni atenei addirittura si sono inventati «rettora» e «professora», mentre a Trento hanno approvato un regolamento che introduce il fantomatico "femminile sovraesteso", quindi anche se sono maschi è scritto tutto al femminile. Si tratta di decisioni prese in preda all'ideologia femminista più becera, misandrica e vendicativa. Il maschile generico (cioè sessualmente non marcato, che non è sovraesteso manco per nulla) non ha mai offeso nessuno.

              tipo "noi magnifico rettore Padron 'Ntoni conferiamo la laurea in sofferenza al dottore Rossa Malpela".
              Questo è sbagliato a meno che Rossa Malpela non fosse già dottore prima: nel momento in cui le conferisci la prima laurea, non lo è, quindi puoi dire di avere rilasciato la laurea di dottore a Rossa Malpela, cioè alla signora (o signorina, che però negli atti ufficiali perlomeno dai 16 anni in su non si dovrebbe usare) Rossa Malpela.
              La Federico II sino a qualche anno fa scriveva «abbiamo conferito la laurea di dottore al signor» (o «abbiamo conferito la laurea di dottore alla signora»), ma se si trattava di seconda laurea diventava «abbiamo conferito la laurea di dottore al dottor». Dopo avere eliminato la qualifica accademica del titolo rilasciato ha anche eliminato quella, in posizione appositiva, relativa alla qualifica di cui era già titolare il destinatario del nuovo titolo, probabilmente per evitare confusione e, soprattutto, perché col nuovo ordinamento è diventato molto più comune il conseguimento di più di un titolo universitario. D'altronde, già prima se conseguivi un titolo superiore alla laurea (dottorato di ricerca o diploma di specializzazione) non ti qualificavano come dottore: ti qualificavano come tale solo in caso di seconda o ulteriore laurea. Inutile dire che hanno anche eliminato il signore/signora.
              Ho visto invece usare l'apposizione "dott." nelle pergamene di alcuni master (tipo «il Rettore conferisce al dott. Rossa Malpela il master in»).
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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