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LM-23 UNINETTUNO lavorando a tempo pieno

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  • #31
    Originariamente inviato da RobertC Visualizza il messaggio

    Stesso discorso immagino negli esami a penna di Uninettuno non puoi perderti in preamboli nelle risposte come fanno i libri e consegnato un elaborato di pagine e pagine
    No, difatti non puoi: ti consegnano tre domande e un foglio protocollo timbrato.

    Hai due ore di tempo per rispondere, e devi essere sintetico ed efficace: una domanda, una pagina del foglio. Non puoi andare oltre.

    Capisci bene però che, con questo sistema, le risposte possono essere iper-sintetiche o risposte-fiume, anche a seconda della tua calligrafia e di quanto spazio ti prendi tra parola e parola (è impossibile fare una media, tutti noi scriviamo differenti, ovviamente).

    Io credo che tale valutazione sia molto approssimativa, dunque: alcuni scrivono miscroscopico, altri scorrevole ma ampio.

    Fino ad ora ho sempre sintetizzato bene le risposte, andando dritto al punto senza tergiversare, tenendomi con la calligrafia comprensibile e non troppo 'allargato', ma insomma... Con tastiera e un programma decente (che ripeto, sarebbe semplice da preparare) forse si potrebbe far di meglio e, soprattutto, rendere la vita un po' più semplice sia a docenti che a discenti.

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    • #32
      Originariamente inviato da RobertC Visualizza il messaggio

      In generale poi c’è poco contatto umano sia tra studenti e sopratutto col docente tanto che si arriva al secondo anno e non sapere con chi fare la tesi perché non si conoscono i docenti e molti sono oberati dal gran numero di studenti iscritti che chiedono di fare la tesi con loro.
      È il problema maggiore delle telematiche, che non riguarda solo Pegaso.
      Anzi, qui Uninettuno è (parzialmente) migliore, poiché esistono le classi interattive che, anche se una sola volta la mese, di media, permettono un minimo di contatto umano con colleghi e professori.
      Certo, l'esperienza non è minimamente paragonabile ad un Ateneo presenziale, ma meglio che niente.

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      • #33
        Originariamente inviato da xgeorge79 Visualizza il messaggio

        È il problema maggiore delle telematiche, che non riguarda solo Pegaso.
        Anzi, qui Uninettuno è (parzialmente) migliore, poiché esistono le classi interattive che, anche se una sola volta la mese, di media, permettono un minimo di contatto umano con colleghi e professori.
        Certo, l'esperienza non è minimamente paragonabile ad un Ateneo presenziale, ma meglio che niente.
        nella triennale telematica che ho frequentato io il contatto con i docenti era costante (ovviamente se ne avevi voglia, potevi anche solo guardarti le videolezioni e arrivare direttamente all’esame), non sono mai arrivato a un esame (erano tutti orali) senza che il docente non mi conoscesse un minimo sia per le lezioni in sincrono a cui partecipavo quasi sempre sia per i ricevimenti per cui erano sempre disponibili.

        (Neanche nel mio precedente percorso universitario in presenza mi era capitata una cosa del genere pur frequentando le lezioni vista la frequenza obbligatoria ma eravamo più di 200 e i docenti non potevano ricordarsi di tutti)

        Ed è un peccato che questo modello rappresenti quasi un unicum perché alla fine Uninettuno avrà tutti i pregi che abbiamo elencato ma poi la modalità di esame ti dà la sensazione di star frequentando un corso di formazione più che un percorso accademico. Le classi interattive ci sono anche a Pegaso (che danno 1-2 punti in più se rispondi correttamente al quiz dopo la lezione… no comment).
        In conclusione, questa mia esperienza dimostra che la mancanza di contatto non è un limite intrinseco della didattica telematica in sé, ma dipende unicamente da come il singolo ateneo decide di strutturare il percorso e da come lo studente sceglie di viverlo. E che le rigidità siano un limite del tutto superabile lo dimostrano già diversi fatti: basti pensare a Uninettuno che consente l'esame orale a chi risiede all'estero, o anche UniMarconi che fa sostenere l’esame in modalità orale agli studenti con DSA.

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        • #34
          Io sto frequentando un corso magistrale in ingegneria in un ateneo del gruppo multiversity. Ho conseguito due titoli in atenei tradizionali e la laurea in ingegneria in Uninettuno.
          Con le modalita' d'esame a quiz mi sto trovando malissimo. Ho completamente cambiato il mio modo di studiare. Prima dovevo affrontare un esame da 2 o 4 ore con calcoli e ragionamenti complessi, il che richiedeva una conoscenza approfondita della materia e abilita' logiche e matematiche. Con i quiz e' tutto diverso. E'sufficiente una conoscenza superficiale della materia, il resto lo fa la logica. Ovviamente bisogna studiare, ma l'impegno e' nettamemte inferiore (per quanto riguarda la mia esperienza).
          Se la preparazione in uscita da Uninettuno non e' stata sufficiente per affrontare con tranquillita l'esame di stato per la professione di ingegnerie junior (ho dovuto integrare davvero parecchio), so gia' che per l'albo A dovro' riprendere da zero i programmi d'esame.

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          • #35
            Originariamente inviato da RobertC Visualizza il messaggio

            basti pensare a Uninettuno che consente l'esame orale a chi risiede all'estero
            Parziale correzione: lo consente per chi risiede stabilmente all'estero ma solo nei Paesi del 'Piano Mattei' oppure chi risiede all'estero in scenari di guerra.
            Praticamente, pochi ed isolatissimi casi.

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            • #36
              https://www.ilsole24ore.com/art/inge...tiche-AJEkgpWB
              problemi per le telematiche che sembra vengano escluse dalla laurea abilitante in ingeneria

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              • #37
                • Laureati che si abilitano alla professione di ingegnere iunior: 1,8%.
                • Abilitati ingegneri iuniores che si iscrivono effettivamente all’albo: dato non pubblicato.
                • Percentuale di laureati che prosegue gli studi verso la laurea magistrale in immediata continuità: >85%.
                • Laureati magistrali che si abilitano come ingegnere: 13,6%.
                • Abilitati ingegneri che si iscrivono effettivamente all’Albo: 42,5%.
                Fonte: rapporto Centro studi Consiglio nazionale ingegneri 2025 (anno di riferimento 2024).

                Il tasso di successo dell'esame di Stato al primo colpo è di oltre il 75% per gli ingegneri iuniores e di poco meno dell'85% per gli ingegneri.

                Con i numeri di cui sopra la sopravvivenza degli ordini professionali e del loro consiglio nazionale come enti pubblici è a rischio, per non parlare di InarCassa.
                Forse adesso vi è chiaro il motivo per il quale una certa politica spinge per avere la laurea magistrale — non la laurea! — abilitante.

                Intelligenti pauca.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #38
                  Da considerare anche che per l'esame di stato ho dovuto sborsare 600 euro (per 4 prove con relativi spostamenti e pernottamenti) e altre 200 circa per l'iscrizione all'ordine. Quest'ultime sono (mediamente) spese annuali. Inoltre, per esercitare la professione, devi maturare un numero di crediti annuo minimo frutto di corsi di formazione e attivita' che, nel complesso, hanno un costo.
                  L’iscrizione all’Ordine offre numerosi vantaggi, ma è certamente opportuno fare una valutazione personale per capire se, in base alle proprie esigenze e prospettive professionali, ne valga davvero la pena.

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                  • #39
                    Gli iscritti agli albi sono in calo perché la maggior parte sceglie la carriera come dipendente in ditte dove non è richiesta l'abilitazione, pochi scelgono la strada della libera professione con firma di progetti. Senza esame di stato ed iscrizione all'albo però non hai il titolo di ingegnere, sei dottore in ingegneria.

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                    • #40
                      Facciamo una precisazione: la professione di ingegnere (che non è esercitabile, ovviamente, da chi non è abilitato né da chi, pur essendo abilitato, non è regolarmente iscritto all'albo: al di fuori di quest'ultima ipotesi, nemmeno si può fregiare del titolo di ingegnere) è esercitabile non solo in forma libera, ma anche in forma di lavoro dipendente. Se l'impresa (o la PA) di cui si è dipendenti ha bisogno della firma di un ingegnere, non ha alcuna rilevanza che questo sia un libero professionista a cui viene conferito l'incarico quale lavoratore autonomo oppure un lavoratore dipendente dell'impresa stessa. A dire la verità, la prassi di firmare roba fatta da altri sarebbe deontologicamente scorretta e l'esercizio abusivo si configura ben prima della firma, anche se questo può sembrar strano perché è prassi assai diffusa; il fatto che sia assai diffusa, tuttavia, non dimostra ex se la liceità di una prassi.
                      Ultima modifica di dottore; 13-10-2026, 21:26.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #41
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        e l'esercizio abusivo si configura ben prima della firma
                        Lo devi dimostrare, con prove alla mano.

                        Ed è quasi sempre estremamente difficile, da qui la prassi consolidata.

                        Ciò non toglie che sia illecito, sia chiaro.

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                        • #42
                          Originariamente inviato da xgeorge79 Visualizza il messaggio

                          Lo devi dimostrare, con prove alla mano.
                          Ovviamente.

                          Ed è quasi sempre estremamente difficile, da qui la prassi consolidata.
                          Appunto.

                          Ciò non toglie che sia illecito, sia chiaro.
                          Appunto.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                          Commenta


                          • #43
                            L'esempio tipico è lo studio di un ingegnere che firma progetti a cui hanno lavorato i dipendenti (laureati in ingegneria ma senza timbro): controlla tutto e si assume la piena responsabilità, perché dovrebbe essere illecito?

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                            • #44
                              Magari in finta partita IVA a fatturazione concordata, perchè dovrebbe essere illecito /s

                              Illecito lo è perchè viola il codice deontologico.

                              Un conto è che una parte del lavoro venga fatto e firmato dai collaboratori e poi la firma finale la faccia chi ha incarico formale, un conto è che faccia i conti tu e firmi io, dritto per dritto.

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