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Laurea magistrale dopo Scienze della comunicazione
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Era la stessa cosa che avevo cercato di dire l'altro giorno, ma mi sa che mi ero spiegato male.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
Se per semplice magistrale in comunicazione intendi la classe LM-92, allora vade retro: penso che poche lauree magistrali siano così inutili. Ma non è che la LM-19 scherzi.Comunque non metto in dubbio che la LM59 garantisca più lavoro di una semplice magistrale in comunicazione.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Ma insomma, ho dato un'occhiata e per chi non ha sopportato di studiare il livello base di economia e marketing già alla laurea triennale di Comunicazione, entrare in quella facoltà è un pò come andare in vacanza d'estate a Milano.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioMa ribadisco un concetto che ho espresso più volte: piuttosto che una LM-59, conviene prendersi una LM-77 scegliendola tra quelle che hanno gli stessi esami della LM-59. Ho fatto più volte, in tal senso, l'esempio del corso di laurea magistrale in Management e comunicazione d'impresa della Università di Modena e Reggio Emilia, che è molto simile a corsi della classe LM-59 ma che, grazie al fatto che conferisce un titolo LM-77, consente l'accesso alla professione di dottore commercialista. Inoltre è pur sempre una laurea magistrale della classe di Scienze economico-aziendali e pertanto se io la possedessi mi candiderei sia alle posizioni per le quali è richiesta una laurea in Scienze della comunicazione (dichiarando nel CV il nome della laurea magistrale) sia alle posizioni per le quali è richiesta una laurea di tipo economico o economico-aziendale (dichiarando nel CV la denominazione della classe).
La LM-59 magari sarà meno utile, ma può essere considerata la giusta via di mezzo tra lauree magistrali inutili come la LM-92 o quelle magari più utili ma meno adatte per la proprie capacità come la LM-77.
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Scusami, ma a questo punto fatti Mass media e politica, classe LM-62, all'Alma mater studiorum Università di Bologna (sede di Forlì). Con quella almeno puoi fare i concorsi non dico per la carriera diplomatica (alla quale mi pare che tu non ambisca), ma per funzionario di agenzie fiscali, agenzie amministrative indipendenti, ministeri, regioni ed enti locali, università , amministrazione giudiziaria e ovunque sia richiesta una laurea in Scienze politiche. Grazie alla laurea di base di classe L-20 puoi fare quelli per le posizioni di cui alla legge 150/2000 e al DPR 422/2001 e così abbini le due cose.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioPremesso che non sono assolutamente alterata perchè non ho la pretesa di dire a qualcuno cosa dovrebbe fare della sua vita per poi incavolarmi se questo qualcuno decide il contrario rispetto ai miei consigli.
Per l'ennesima volta: un corso di laurea non deve ENTUSIASMARE, c'è sempre un fattore "spina nel sedere".
Può essere una materia, possono essere due materie, può essere addirittura un anno accademico.
Le materie che ti piacciono puoi rivederle in un secondo momento in qualche master o corso post diploma.
Non vuoi fare scienze economiche? Non vuoi fare scienze della pubblica amministrazione? Non vuoi fare scienze politiche? Mi spiace per te, noi abbiamo provato ad aiutarti.
Io punterei su psicologia delle comunicazioni solo se classe LM51 (la LM59, LM92 e simili praticamente sono una presa in giro) sperando che qualcuno ti copra le spalle per qualche anno, perchè con quella non tiri avanti da solo.
Vabbè entusiasmare no, ma neanche che mi devo pentire ogni giorno della mia vita come poi è successo con comunicazione! Per esempio una nostra professoressa ha proposto l'attivazione di un corso di laurea magistrale in scienze della comunicazione pubblica, sociale e d'impresa. Non vi dico che scempio è, a parte il fatto che appena ho letto le materie mi è venuto un coccolone: esami in lingua francese, statistica, demografia storica, economia aziendale (o.O), cioè cose che non potrebbero neanche lontanamente interessarmi ragazzi... cioè ma davvero devo fare altri 2 anni così a ridere, a fare gli esami con i riassunti da internet? Boh, vorrei studiare qualcosa che perlomeno mi possa interessare, anche lontanamente.
Apprezzo e valuto i vostri consigli, ma cerco anche di scegliere qualcosa che possa incontrare il mio gusto, tutto qui.
@dottore come penso si è capito da trendordici post io sono indeciso al massimo, non so neanche io cosa fare, per questo cerco il dialogo ed il confronto. Al Nord ci vado se devo iscrivermi ad una magistrale che non è presente al Sud, il ragionamento è questo.
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Dave96, le classi, a parte qualcosa che esiste solo a Napoli (la LM-72, alla Parthenope, che non a caso nasce come Istituto universitario navale) e nelle accademie militari, sono tutte rappresentate al Sud come al Nord, ma qua stiamo cercando un corso con caratteristiche specifiche... e quelle, purtroppo o per fortuna, variano da ateneo ad ateneo.
La LM-62 è la classe di Scienze della politica; in questa classe trovi corsi di laurea magistrale in tantissimi atenei, ma l'accesso da Scienze della comunicazione senza obblighi formativi aggiuntivi non vi è generalmente consentito e, comunque, sono corsi che tendono a riprodurre quasi in fotocopia le lauree in Scienze politiche contraendo tre anni in uno e mezzo (l'altro mezzo è dedicato alla tesi).
Il corso di laurea magistrale che ti ho suggerito, invece, denominato Mass media e politica, rappresenta una continuazione ideale con Scienze della comunicazione, con il vantaggio di offrire un titolo che, seppur non efficace come quelli della classe LM-77, è certamente più spendibile di quelli della classe LM-92.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Parlavi con me o con Dave96? Perchè a me sembra un corso piuttosto interessante, già qui penso che mi troverei più a mio agio.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioScusami, ma a questo punto fatti Mass media e politica, classe LM-62, all'Alma mater studiorum Università di Bologna (sede di Forlì). Con quella almeno puoi fare i concorsi non dico per la carriera diplomatica (alla quale mi pare che tu non ambisca), ma per funzionario di agenzie fiscali, agenzie amministrative indipendenti, ministeri, regioni ed enti locali, università , amministrazione giudiziaria e ovunque sia richiesta una laurea in Scienze politiche. Grazie alla laurea di base di classe L-20 puoi fare quelli per le posizioni di cui alla legge 150/2000 e al DPR 422/2001 e così abbini le due cose.
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Rispondevo a te, ma ovviamente quello che dico vale per tutti.Originariamente inviato da andrews93 Visualizza il messaggioParlavi con me o con Dave96? Perchè a me sembra un corso piuttosto interessante, già qui penso che mi troverei più a mio agio.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Quindi questo corso dà meno possibilità rispetto alla lm-77 ma di più rispetto alla lm-59?Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioRispondevo a te, ma ovviamente quello che dico vale per tutti.
E quella di Bologna (con sede a Forlì) darebbe più possibilità rispetto alle altre università ?
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Secondo me la LM-59 non fa che confermare le (scarse) possibilità che si hanno già con la laurea L-20. La LM-92 le riduce, in quanto dà un taglio nettamente più umanistico alla formazione. La LM-62 le amplia: se da un lato conferma gli sbocchi della L-20, dall'altro consente di partecipare ai concorsi per laureati in Scienze politiche(*). La vera svolta ovviamente, per le ragioni che stiamo elencando da mesi, sarebbe data dalla LM-77.
* Si tenga presente che solo per l'accesso alla carriera diplomatica (per la quale la LM-62 va benissimo), alla dirigenza del corpo della Polizia di Stato (idem) e all'insegnamento (qui è possibile accedere, previe integrazioni, alle classi A-18 e A-46 di cui al D.M. 92/2016).
Per l'accesso ai ruoli di istruttore direttivo e funzionario (categoria D del comparto regioni ed enti locali ed equivalenti) è sufficiente la laurea, la quale, abbinata a 5 anni di esperienza in una posizione riservata a laureati, dà anche accesso alla dirigenza.
La laurea di classe L-20 di per sé da accesso alle mansioni apicali nell'à mbito della comunicazione, come previsto dalla legge 150/2000 e dal DPR 422/2001. Al di là di questo segmento specifico e di altri settori regolamentati, però, la p.a. richiede generalmente lauree di taglio politico-giuridico ed economico. Possedendo una laurea L-20 e una magistrale LM-62, è possibile sfruttare quest'ultima per l'accesso ai concorsi che richiedono queste lauree (generalmente la laurea magistrale viene accettata in quanto titolo superiore: non mi risultano casi in cui l'amministrazione ha rigettato una domanda in quanto, ancorché erroneamente, si considera il titolo come se fosse assorbente, come se rappresentasse 5 anni anziché 2).
Si tenga presente, comunque, che la laurea in Scienze della comunicazione del previgente ordinamento era equipollente alle lauree in Scienze politiche e in Sociologia ai sensi di un decreto interministeriale del 2000 e che sulla scorta di questo decreto, che d'altronde è stato emanato quando già era vigente la riforma degli ordinamenti didattici universitari, alcune amministrazioni considerano l'equipollenza vigente anche in relazione ai titoli del nuovo ordinamento.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Io non ho molto altro da dire perchè se dovessi dare un consiglio continuerei a ripetermi.
Aggiungo solo che questa conversazione non fa altro che sottolineare come il mondo venga visto in modo molto diverso dalle varie generazioni.
Nel messaggi di Dave c'è la keyword ricorrente "paura" che si biforca nella paura di dover faticare troppo sui libri e nella paura sul futuro.
Nei messaggi miei e di Dottore si nota il pragmatismo di due persone che questo "mondo pauroso" l'hanno sentito sulla pelle.
Questa conversazione, ammesso che sia servita a qualcosa, mi ha fatto ancora di più capire che mi piacerebbe tanto tornare a quando avevo 20 anni: quando nulla sembrava precluso, i sogni erano sempre alla portata anche se chi mi circondava diceva il contrario e anche se si faceva una "cazzata" tutto sommato era lo stesso.
Quindi coraggio Dave, fai la "cazzata" e dimostraci che abbiamo torto.
Buona fortuna senza alcuna ironia.
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Siccome andavo di fretta non ho potuto scrivere più di tanto, adesso vi racconto meglio quello che è successo negli ultimi tempi.
Ho lavorato per 3 mesi in un call center outbound. E' stato un qualcosa di terrificante, è vero che mi pagavano ma me ne tornavo a casa esaurito, vi evito la descrizione di quel che ho fatto perchè penso lo sappiate meglio di me.
Per quanto riguarda l'università , mi sono laureato ieri, con votazione 97/110. Adesso dunque è giunto il fatidico momento di scegliere, anche se teoricamente ho ancora un pò di tempo. La magistrale che attualmente penso di prendere è questa: https://www.uniba.it/corsi/scienze-c...ociale-impresa
E' un corso che verrà attivato dall'A.A. 2018/2019 (questo in pratica), ed è idealmente la prosecuzione ideale della laurea in Comunicazione. Il problema è che il mio relatore di tesi (tra l'altro capo di dipartimento) mi ha spiegato in maniera non esplicita e con parole trasverse, che questa magistrale a suo avviso non diverge moltissimo da quello che abbiamo fatto in questi 3 anni. Per farvi capire, addirittura ci sono in diversi frangenti le stesse materie e insegnanti: lui mi ha consigliato un'esperienza al Nord o a Roma, figuratevi.
Tuttavia mi ha sottolineato che sarà un corso sicuramente più pratico, con più laboratori e soprattutto tirocini nelle aziende. A vostro parere come vi sembra? Chiedo soprattutto a Marika e a dottore.
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Inutile.Originariamente inviato da dave96 Visualizza il messaggio
1. Non è che cambiando università superi il problema di studiare un'altra volta le stesse cose. Probabilmente trovandoti con docenti diversi i programmi differirebbero leggermente (non tanto per contenuti, quanto per autori). Ma la solfa quella sarebbe.Originariamente inviato da dave96 Visualizza il messaggioSiccome andavo di fretta non ho potuto scrivere più di tanto, adesso vi racconto meglio quello che è successo negli ultimi tempi.
Ho lavorato per 3 mesi in un call center outbound. E' stato un qualcosa di terrificante, è vero che mi pagavano ma me ne tornavo a casa esaurito, vi evito la descrizione di quel che ho fatto perchè penso lo sappiate meglio di me.
Per quanto riguarda l'università , mi sono laureato ieri, con votazione 97/110. Adesso dunque è giunto il fatidico momento di scegliere, anche se teoricamente ho ancora un pò di tempo. La magistrale che attualmente penso di prendere è questa: https://www.uniba.it/corsi/scienze-c...ociale-impresa
E' un corso che verrà attivato dall'A.A. 2018/2019 (questo in pratica), ed è idealmente la prosecuzione ideale della laurea in Comunicazione. Il problema è che il mio relatore di tesi (tra l'altro capo di dipartimento) mi ha spiegato in maniera non esplicita e con parole trasverse, che questa magistrale a suo avviso non diverge moltissimo da quello che abbiamo fatto in questi 3 anni. Per farvi capire, addirittura ci sono in diversi frangenti le stesse materie e insegnanti: lui mi ha consigliato un'esperienza al Nord o a Roma, figuratevi.
Tuttavia mi ha sottolineato che sarà un corso sicuramente più pratico, con più laboratori e soprattutto tirocini nelle aziende. A vostro parere come vi sembra? Chiedo soprattutto a Marika e a dottore.
2. Non sono d'accordo sul fatto che le università del Nord e di Roma siano migliori di quelle del Sud. Ci sono ottime università al Nord, al Centro, al Sud e nelle isole. E la concentrazione maggiore degli atenei fuffofili è a Milano.
3. Tornando al punto 1, per cambiare argomenti bisogna sostanzialmente cambiare branca. Le lauree della classe L-20 tendenzialmente, e fatti salvi i rari casi in cui l'inquadramento in L-20 è solo formale (ad esempio a Catania Scienze della comunicazione è praticamente Lettere senza latino), hanno raggruppamenti di crediti che consentono l'accesso senza debiti formativi o con pochissimi obblighi formativi aggiuntivi a un'amplissima rosa di corsi di laurea magistrale. E questo è un vantaggio enorme, che se si sa cogliere può essere molto utile. Poi bisogna vedere come lo si sfrutta. Ad esempio lo si può sfruttare iscrivendosi a Mass media e politica all'Università di Bologna (sede di Forlì), che afferisce alla classe LM-62 (Scienza della politica) e dunque apre una vasta gamma di opportunità rispetto all'area della comunicazione (non impedendo comunque, grazie alla laurea L-20, di accedere ai concorsi ”“ in verità pochi ”“ per i ruoli di cui alla legge 150/2000 e al DPR 422/2001, e potendo essere sfruttata nel privato anche come titolo dell'à mbito comunicazione), però in questo caso la ripetizione ci sarebbe eccome: praticamente non c'è un esame che un laureato in Media e giornalismo (vecchia classe 14) o un laureato in Scienze politiche (L-36) con curriculum Comunicazione, media e giornalismo, Studi in comunicazione o Comunicazione e media o ancora un laureato in Scienze politiche per il giornalismo (vecchia classe 15) dell'Università di Messina non abbia dato. E questo vale più o meno per qualsiasi corso di laurea in Scienze della comunicazione con qualche esame di diritto e comunicazione politica e per qualsiasi corso di laurea in Scienze politiche con esami sociologici. Però l'opportunità c'è, specie se non si ha voglia di sbattersi troppo. Senza particolare impegno ci si costruirebbe anche una nuova verginità perché certamente studiare ciò che si dovrebbe già saperre non richiede la stessa applicazione che studiare cose nuove o approfondire.
Se invece si ha voglia di studiare, allora gli orizzonti si allargano parecchio. E qui suggerisco di guardare alla classe LM-77 (Scienze economico-aziendali). In questa classe c'è qualcosa di legato alla comunicazione d'impresa, con poca economia e zero ragioneria, accessibile con una laurea L-20, all'Università di Modena e Reggio Emilia.
Poi conosco gente che con una vecchia 14 o una L-20 si è iscritta a corsi di laurea magistrale nei settori linguistico, storico, dello spettacolo, turistico, dei beni culturali, geografico, sociologico, antropologico, filosofico, pedagogico e psicologico. Veramente non c'è che l'imbarazzo della scelta. Trovo sia inutile fossilizzarsi sulle classi che hanno la dicitura "comunicazione" in epigrafe (che comunque non sono solo le solite che tutti nominano).
4. Sarò brutale, ma a mio avviso i tirocinà® servono a poco. Nella mia esperienza, le imprese che sanno che ogni sei mesi possono avere un lavoratore a titolo gratuito con la scusa del tirocinio ne approfittano, tenendo sempre quel posto vacante affinché sia occupato dallo stagista di turno. Questo vale tanto più per un tirocinio nell'à mbito di un corso di laurea magistrale, che per l'appunto riguarda un laureato e dunque una persona sicuramente già competente e magari anche con un minimo di esperienza. Loro ne traggono giovamento, ma per lo stagista non si profila nessuna concreta opportunità di lavoro.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Si guarda, alla fine sto pensando che la soluzione migliore sia proprio quella di proseguire con questa specialistica a Bari. Tanto non ha senso spostarsi girando l'Italia se comunque dovrò studiare cose per cui non sento esattamente una grande passione. Rimanendo qui accetto un grande compromesso e spero che con un CV laurea + specialistica io possa trovare anche uno straccio di lavoro (non call center possibilmente).Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio1. Non è che cambiando università superi il problema di studiare un'altra volta le stesse cose. Probabilmente trovandoti con docenti diversi i programmi differirebbero leggermente (non tanto per contenuti, quanto per autori). Ma la solfa quella sarebbe.
Mi trovo d'accordo in linea di massima con te, purtroppo anche i miei hanno un pò la mentalità che al Nord mi stiano aspettando a braccia aperte, pronti a srotolare il tappeto rosso. E' vero che sicuramente potrei avere più possibilità rispetto alla nostra zona (davvero deprimente, pensa che in questi mesi ho mandato CV e curriculum praticamente ovunque e l'unica cosa certa che ti può dare un minimo di compenso è il call center, ho detto tutto).Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio2. Non sono d'accordo sul fatto che le università del Nord e di Roma siano migliori di quelle del Sud. Ci sono ottime università al Nord, al Centro, al Sud e nelle isole. E la concentrazione maggiore degli atenei fuffofili è a Milano.
Tornando alla specialistica che ho intenzione di prendere, ripeto, non ho il minimo entusiasmo all'idea di fare una magistrale del genere, ma come stavo dicendo sopra bisogna anche scendere a compromessi. Il mio relatore è stato sincero, lui mi consiglia di provare esperienze al di fuori del contesto pugliese. Personalmente ho dato un occhiata al programma e tra gli altri esami faremo anche Economia Aziendale (oh gesù
), Statistica (di nuovo
), Demografia (di nuovo
), e varie altre materie che dal nome non sono esattamente attraenti. Ti allego il piano di studi, così ti faccio capire cosa intendo: https://www.uniba.it/corsi/scienze-c..._download/file
Ci sono effettivamente più laboratori, quindi mi pare una cosa più pratica, il problema è che poi non è che alla fine di questi 2 anni devo di nuovo stare a vedere cosa fare e cosa non fare, poi voglio buttarmi decisamente nel mondo del lavoro, la mia intenzione non è esattamente quella di stare coi libri in mano fino a trent'anni.
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Dave96, con una disoccupazione generale ufficiale (che non è detto corrisponda a quella reale, anzi non vi corrisponde affatto se consideri i criteri con cui un soggetto si considera occupato) del 10.9% e un tasso di disoccupazione giovanile (giovanile si fa per dire) superiore al 40%, per quanto la forbice tra la Lombardia e la Calabria sia macroscopica, la differenza non è chissà che. Siamo tutti nella stessa m... Ehm, Siamo tutti nella stessa barca e non sarà qualche punto percentuale, magari dovuto a motivazioni statistiche, a fare la differenza. Te lo dice uno che ha vissuto circa metà della propria vita al Sud e metà al Nord e adesso vive al Centro. Vatti a guardare i dati dei 100-200mila cittadini italiani residenti in patria dalla nascita che ogni anno lasciano l'Italia per emigrare verso l'estero e rimarrai sorpreso dallo scoprire che la maggior parte è del Nord. Mentre Milano è piena di pugliesi con laurea e laurea magistrale (magari quest'ultima presa lì) che distribuiscono volantini e arance della salute fuori alla Coop e non hanno il coraggio di raccontarlo ai genitori (in tal senso una recente pubblicità del McDonald's è emblematica). Milano è piena di call centers e quelli outbound sono pieni di meridionali laureati, pagati 2 euro all'ora LORDI + retribuzione di risultato (cioè a cottimo). Fa' attenzione.
Che differenza ci sarebbe tra CV (curricula vitae) e curricula?
Non esistono più le lauree specialistiche.
Un'occhiata si scrive con l'apostrofo!
Non ho mai visto un corso di laurea magistrale di classe LM-59, specie se orientato anche alla comunicazione pubblica e sociale oltre che a quella d'impresa, così infarcito da materie dei settori scientifico-disciplinari SECS-P e SECS-S. A giudicare dal piano di studi, ti conviene decisamente virare su una LM-77, conseguendo perlomeno un titolo più solido a parità di sforzo (a dire il vero se scegli alcuni corsi dell'Unimore anche con sforzo minore).
Economia aziendale dipende da come lo si fa: io ho fatto un vero e proprio esame di ragioneria, contabilità , bilancio, finanza aziendale (che dovrebbe avere un settore proprio, SECS-P/09) e controllo di gestione, ma so che in alcuni atenei fanno solamente la parte teorica, sconfinando nel marketing, nel management e nell'organizzazione aziendale, che sono rappresentati i specifici settori scientifico-disciplinari (quello successivo, SECS-P/08, Economia e gestione delle imprese, e SECS-P/10, Organizzazione aziendale). Del resto, si tratta sempre di sotto-settori del macrosettore 13/B, quello delle scienze aziendali, laddove l'economia vera e propria (la scienza economica) è rappresentata dal macrosettore 13/A.
Un'altra cosa strana di questa laurea magistrale è che assegna solo 9 crediti alla prova finale. Sappiamo che non esiste una proporzione reale tra le caratteristiche della tesi (anzi, spesso i regolamenti didattici consentono di scegliere tra più modelli di tesi, più o meno corposi e impegnativi, a parità di piano di studio e dunque di crediti attribuiti alla prova finale) e il suo peso formale, ma sappiamo anche che quasi sempre per la laurea magistrale è richiesto un lavoro di tesi particolarmente importante (era così anche in un vecchio corso di laurea specialsitica della Suor Orsola Benincasa in cui la tesi valeva solo 6 crediti: formalmente, meno di quelli che la stessa facoltà attribuiva all'unica laurea che dava accesso senza debiti formativi a quel corso di laurea specialistica); se la tesi pesa poco questo si ritorce dunque totalmente contro di noi perché, oltre a non avere il giusto riconoscimento per il lavoro svolto, ci ritroviamo con più esami, ovvero esami più grossi, da dare e pertanto con molto meno tempo materiale da poter dedicare alla tesi, con maggiore rischio di finire fuori corso.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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