annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Indecisione ateneo economia:Trento Torino Modena

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Indecisione ateneo economia:Trento Torino Modena

    Salve, sono indeciso tra Economia Aziendale a Unimore, Gestione Aziendale Unitn e Economia Aziendale a Torino.
    Ho fatto il test per Economia a Trento e nonostante i pochi posti disponibili sono entrato, mentre Torino è a numero aperto e Modena ho fatto il tolc-e con un buon punteggio e penso di entrare sicuramente se volessi. I corsi di laura mi piacciono in ugual modo, e anche la città  mi è indifferente.
    Vorrei sapere il vostro parere, so che nelle classifiche Trento è più alta ed è più rinomata soprattutto rispetto a Torino, ma non mi importa molto e avrei bisogno di informazioni da miei pari, esperienze e simili.
    Grazie.

  • #2
    Altri fattori da prendere in considerazione?
    Dove abiti?
    Hai la disponibilità  economica per poterti permettere di vivere lì?
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

    Commenta


    • #3
      Sisi ho la disponibilità  economica, abito in sicilia ma posso andare in tutte e tre le città 

      Commenta


      • #4
        Ciao e benvenuto nel forum.
        Ti dico la mia anche se non sono un'esperta di quelle università : sono tutte ottime, mi è sempre piaciuta Trento per una questione di spazio vitale e qualità  di vita.
        Sono 3 statali che si equivalgono completamente, forse Modena sta su un gradino più sotto.
        FORSE.

        Commenta


        • #5
          Grazie per la risposta, nessun altro ha qualche consiglio o informazione utile? La decisione è importante e ho bisogno di aiuto, grazie in anticipo

          Commenta


          • #6
            Io concordo con Marika. Comunque se deciderai di scegliere Trento praticamente andrai in un altro mondo rispetto a quello a cui sei abituato in Sicilia, preparati psicologicamente.
            Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
            digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

            Commenta


            • #7
              Comunque adesso la decisione è cambiata tra Trento e Catania. So che è abbastanza sconvolgente da paragonare, però so che nonostante i problemi che ha Catania preparano bene e mi permetterebbe economicamente di andare a fare una magistrale privata, probabilmente in Lombardia. Voi siete del parere che ormai la magistrale privata in econonia sia quasi un must per cercare di entrare più facilmente nel mondo del lavoro?

              Commenta


              • #8
                Io sono abbastanza convinta che sia un'idea parzialmente sbagliata che parte dall'assurda convinzione meridionale per cui al nord si trova automaticamente lavoro.
                Innanzitutto un anno alla Bocconi si paga a peso d'oro (più di 10.000 euro) e purtroppo come abbiamo già  detto la crisi c'è dappertutto.
                Scegliti il corso che ti è più congeniale per le materie, tanto sono tutte LM56 ed LM77, altrimenti fai come credi ma contati bene i soldi e in caso vira sulla Cattolica.

                Commenta


                • #9
                  Benvenuto.

                  Secondo me a stare un gradino più sotto, sempre forse, è Torino, ma onestamente per uno che è di Catania non vedo che senso abbia spostarsi così tanto per prendersi una laurea che può conseguuire praticamente ovunque.
                  La qualità  della vita è un discorso relativo se uno fa la vita da studente, che spesso è una vita arrangiata, per ovvie ragioni. C'è stato un periodo in cui per motivi di lavoro mi sono dovuto stanziare in una città  universitaria e siccome non riuscivo a trovare nessuno che mi fittasse un monolocale per soli 4-5 mesi ho dovuto prendere una stanza in affitto in un appartamento abitato da studenti. Ricordo che questi erano capaci di spendersi in due settimane tutto quello che i genitori mandavano loro (e non sempre in cose lecite o moralmente accettabili) e per le seconde due settimane del mese magari non mangiavano. Un periodo da incubo, anche perché io, alla loro età , non mi comportavo assolutamente così.

                  Per il resto mi sento di sottoscrivere quello che dice Marika. Il Nord, in particolare il Nord-Est, sta vivendo una crisi nera, e una persona che ha intenzione di studiare Economia non può esserne all'oscuro. Spero ti sia accorto sulla base di che cosa si è distribuito il consenso politico in questi ultimi tempi.
                  Aggiungo che la Bocconi non prepara affatto bene, ma ha un servizio di placement che funziona o meglio funzionava eccellentemente. Ultimamente vacilla e probabilmente riesce meglio a collocare all'estero. Tanto di cappello per la Cattolica, e anche per la Luiss. Poi dipende da quali sono i tuoi interessi: economici strictu sensu o, piuttosto, aziendali? O magari sei interessato alla statistica o alla finanza?
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                  Commenta


                  • #10
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    Per il resto mi sento di sottoscrivere quello che dice Marika. Il Nord, in particolare il Nord-Est, sta vivendo una crisi nera, e una persona che ha intenzione di studiare Economia non può esserne all'oscuro.
                    Preciso che la crisi nera c'è per i laureati, costretti spesso ad emigrare per trovare un lavoro decente, ma in quanto a produzione industriale il Veneto è molto avanti rispetto al resto dell'Italia. La crisi economica è alle spalle.

                    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

                    Commenta


                    • #11
                      Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                      Preciso che la crisi nera c'è per i laureati, costretti spesso ad emigrare per trovare un lavoro decente, ma in quanto a produzione industriale il Veneto è molto avanti rispetto al resto dell'Italia. La crisi economica è alle spalle.

                      Non so di chi siano questi dati, ma li prendo per buoni.
                      Detto questo, la percezione è che la crisi morda ancora tantissimo, tant'è vero che”¦ chi hanno votato i veneti? Coloro che raccontavano che va tutto bene (grazie a loro) oppure quelli che raccontano che l'Italia sta morendo di fame per colpa dell'Unione europea o magari degli extracomunitari che rubano il lavoro?
                      Il problema non sono i dati reali, ma la percezione. E se il piccolo imprenditore (caratteristica peculiare del tessuto industriale veneto, come noto, è quella di essere costituito in prevalenza da microimprese e piccole e medie imprese) pensa che ci sia crisi non assume.
                      Qualche giorno fa ho litigato con un piccolo imprenditore che sosteneva che i suoi prezzi sono rimasti invariati da vent'anni malgrado la crisi. Io pensavo che intendesse vantarsi del fatto che fosse riuscito a tenerli alti a dispetto, appunto, della crisi. Invece lui, nella sua ignoranza, intendeva dire che nonostante la crisi non li ha aumentati, come secondo lui avrebbero fatto tutti gli altri. Vano il tentativo di spiegargli che se li avesse aumentati sarebbe andato ancora più in crisi, sin probabilmente a chiudere, e che in questi vent'anni abbiamo viaggiato tra inflazione zero e deflazione proprio a causa della crisi. Niente: è convinto che l'euro gli abbia dimezzato il valore dei suoi soldi e per lui la crisi è questo (ovviamente non ha proprio voluto sentirsi dire che l'euro esiste dal 1999 e circola dal 2002 mentre la crisi è iniziata nel 2008).

                      Detto questo, anche se imprenditori illuminati che dovessero percepire la crisi come superata volessero assumere, il modello veneto è un modello che richiede laureati? Uhm, direi proprio di no, infatti i miei colleghi veneti che si sono laureati con me sono tutti sparsi, per non dir dispersi, in giro per l'Europa. Hanno bisogno di manodopera, evidentemente: specializzata, di sicuro, ma sempre manodopera. E so che non riescono a trovare ebanisti, ad esempio, oppure agrotecnici e periti agrari (o diplomati tali) specializzati in enologia e viticoltura, artigiani in genere. O perlomeno vanno in televisione a lamentarsi di questo.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                      Commenta


                      • #12
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Non so di chi siano questi dati, ma li prendo per buoni.
                        Detto questo, la percezione è che la crisi morda ancora tantissimo, tant'è vero che”¦ chi hanno votato i veneti? Coloro che raccontavano che va tutto bene (grazie a loro) oppure quelli che raccontano che l'Italia sta morendo di fame per colpa dell'Unione europea o magari degli extracomunitari che rubano il lavoro?
                        Qua c'è un'incomprensione di fondo: i Veneti hanno votato a favore sostanzialmente della Lega, che governa (bene) la regione da molti anni. Il sentiment verso il Governo italiano è ben altra cosa.

                        Nel nord il voto ha premiato gli amministratori locali, nel sud invece il M5S ha giustamente raccolto il voto di protesta dovuto alle continue inefficienze dei governi locali e nazionali di dx, centro e sx.
                        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

                        Commenta


                        • #13
                          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                          Qua c'è un'incomprensione di fondo: i Veneti hanno votato a favore sostanzialmente della Lega, che governa (bene) la regione da molti anni. Il sentiment verso il Governo italiano è ben altra cosa.

                          Nel nord il voto ha premiato gli amministratori locali, nel sud invece il M5S ha giustamente raccolto il voto di protesta dovuto alle continue inefficienze dei governi locali e nazionali di dx, centro e sx.
                          L'interpretazione prevalente è che anche quello nei confronti della Lega costituisca un voto di protesta, per non dire un voto di analfabetismo funzionale (che poi è lo stesso analfabetismo funzionale che ha indotto a votare il Movimento cinque stelle): sovranista, antieuropeista, xenofobo, razzista e reazionario.
                          Non mi pare proprio che il consenso della Lega di Salvini sia costruito sul consenso della Lega precedente. Che era letteralmente crollato dopo lo scandalo "The family".
                          In Lombardia, poi, la Lega non aveva mai fatto presa a Milano e nella zona ovest e sud. In Emilia-Romagna, Liguria e Piemonte non ne parliamo proprio.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                          Commenta


                          • #14
                            Tra l'altro non so se conosci questo studio, basato su dati Ocse, secondo cui gli emigrati in Italia oggi pareggiano quelli del secondo dopoguerra (gli emigrati di allora erano però tutt'alttro che scolarizzai come quelli di adesso); i dati sono grossomodo quelli Istat e sono quelli ufficiali: secondo alcune stime gli emigrati effettivi potrebbero essere sino a tre volte tanto. Lo stato italiano infatti non ha il diretto controllo sull'emigrazione in quanto è vero che ha introdotto l'obbligo di iscrizione all'Aire, la cui evasione comporterebbe sanzioni amministrative pecuniarie piuttosto salate; ma tali sanzioni debbono essere elevate dalle rappresentanze italiane all'estero, le quali, ovviamente, non possono conoscere cittadini italiani ivi dimoranti se non sono iscritte all'Aire, quindi è un circolo vizioso. All'interno dell'Unione europea non c'è neanche bisogno di permessi e dunque l'obbligo di iscrizione è in gran parte eluso. Solo nel Regno unito c'è stato un boom di richieste di iscrizione dopo il referendum sulla Brexit, perché in quel bizzarro paese non esiste l'anagrafe e dunque l'iscrizione all'Aire sarà  un modo per dimostrare, un domani, di dimorarvi permanentemente da prima dell'uscita dall'Unione.

                            Ebbene, mi chiederai cosa c'entrano i dati sull'emigrazione. E ti rispondo subito: le regioni da cui si emigra di più quali sono? Quelle del Nord. Mentre i meridionali continuano a emigrare verso il Nord, credendo di trovare il paradiso e finendo magari a fare volantinaggio. Spesso si tratta di un passaggio intermedio per volare nel Regno unito, dove invece vanno a lavare i piatti, se non i cessi. Sino a tornare indietro con la coda tra le gambe. É un film al quale molti di noi oramai assistono da dieci anni.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                            Commenta


                            • #15
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              L'interpretazione prevalente è che anche quello nei confronti della Lega costituisca un voto di protesta, per non dire un voto di analfabetismo funzionale (che poi è lo stesso analfabetismo funzionale che ha indotto a votare il Movimento cinque stelle): sovranista, antieuropeista, xenofobo, razzista e reazionario.
                              Mah, a me pare che tutto quello che non rientri nelle logiche delineate dai mass-media globalizzanti venga fatto rientrare nel cosiddetto "analfabetismo funzionale" per pura convenienza. E' più facile attuare la delegittimazione delle idee altrui con la denigrazione piuttosto che affrontarle dibattendole punto per punto.

                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              Non mi pare proprio che il consenso della Lega di Salvini sia costruito sul consenso della Lega precedente. Che era letteralmente crollato dopo lo scandalo "The family".
                              La vicenda Bossi&sons ha dato un duro colpo al movimento, resta il fatto che la base dell'elettorato è quella. Salvini ha dato una svolta di tipo Lepenista al movimento e ti dirò che nel nord per questo ha perso pure parecchi elettori storici. A conti fatti comunque ha avuto ragione lui, soprattutto perchè alla fin fine la Lega fagociterà  ForzaItalia, cosa che già  si sta vedendo in questi giorni.


                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              In Lombardia, poi, la Lega non aveva mai fatto presa a Milano e nella zona ovest e sud. In Emilia-Romagna, Liguria e Piemonte non ne parliamo proprio.
                              Milano centro è un caso a parte essendo la capitale dei radical-chic, tutta gente che non vive la società  dei comuni cittadini italiani. Basta vedere chi hanno eletto per rendersene conto: Bonino, Tabacci e altri "fenomeni".
                              In ER, Liguria e Piemonte l'exploit della Lega è dovuto sostanzialmente alla frattura del centrosinistra e dalla politica destrorsa di Renzi. Resta il fatto che è cresciuta molto pure lì.
                              Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                              digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

                              Commenta

                              Sto operando...
                              X