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Parere per un momento delicato

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  • Parere per un momento delicato

    Salve a tutti,
    Sono un ragazzo di 22 anni (prossimo ai 23) iscritto al terzo anno della facoltà  di ingegneria elettronica. Sono tremendamente indietro con gli esami, molto indietro.
    Inoltre non sono molto portato per questa facoltà  e non mi piace moltissimo, ma vuoi per le buone prospettive occupazionali, vuoi perché essendo uscito da un ITIS (elettrotecnica ed automazione) la scelta mi sembrava scontata.
    Ho continuato per così tanto tempo anche per le aspettative dei miei genitori (che comunque non mi hanno mai fatto pressioni, anzi, però li vedevo fieri). Ma sono arrivato ad un punto di rottura, non riesco ad andare avanti.
    Sto valutando seriamente di mollare tutto e di andare a lavorare.
    Inoltre sono terrorizzato dal fatto che senza laurea non abbia futuro, ed essendo di carattere un po' ambizioso ritrovarmici senza non mi aiuta.
    E cambiare totalmente ed ricominciare da zero con un altro corso di laurea? Ripartire a 23 anni, altri anni di spese (non voglio gravare più sui miei) e prenderla se va bene a 26 e mezzo. E se riparto, che scegliere?
    Oppure come detto prima gettarmi nel mondo del lavoro da diplomato.

    Quindi la domanda è: Che faccio? Cosa fareste al posto mio?

    Vi domando scusa per la lunghezza del messaggio ma sono in difficoltà  e non so che fare, non vedo futuro.

    Grazie
    Ultima modifica di Zaydan; 09-05-2018, 16:42.

  • #2
    Vorrei tranquilizzarti: sei giovanissimo e la media dell'età  dei laureati magistrali in Italia è 27-28 anni.
    Hai tutto il tempo per ricominciare oppure finire la triennale.
    Aggiungo che il non laurearsi non è assolutamente infamante: puoi cominciare a costruirti la carriera prima di tanti altri.

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    • #3
      Innanzitutto ti ringrazio per la risposta.
      E' vero sono giovane però non trovo una strada da percorrere e questo è frustrante.
      Mi hai rincuorato un po' comunque.

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      • #4
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Vorrei tranquilizzarti: sei giovanissimo e la media dell'età  dei laureati magistrali in Italia è 27-28 anni.
        Non è affatto alta.
        In UK la media dei laureati magistrali supera abbondantemente i 30, non perché si laureano in ritardo (lì non esiste) ma per il semplice fatto che praticamente nessuno si sognerebbe di correre a iscriversi a un master's degree programme non appena conseguito un bachelor, cosa che mediamente avviene intorno ai 21 (per l'accesso all'università  sono richiesti 12 anni di scolarità , contro i nostri 13, e la scuola inizia un anno prima, quindi all'università  arrivano di norma nell'anno solare in cui compiono 17 anni, 2 meno che da noi). Oltremanica quella che la gente chiama «la triennale» per sminuirla è la vera laurea, con cui si può fare tutto, e le postgraduate schools sono frequentate da una minoranza di laureati, spesso con l'obiettivo di avanzare di carriera nel lavoro (alcuni corsi richiedono proprio una certa esperienza lavorativa e le referenze del datore di lavoro per l'ammissione).
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Non è affatto alta.
          In UK la media dei laureati magistrali supera abbondantemente i 30, non perché si laureano in ritardo (lì non esiste) ma per il semplice fatto che praticamente nessuno si sognerebbe di correre a iscriversi a un master's degree programme non appena conseguito un bachelor, cosa che mediamente avviene intorno ai 21 (per l'accesso all'università  sono richiesti 12 anni di scolarità , contro i nostri 13, e la scuola inizia un anno prima, quindi all'università  arrivano di norma nell'anno solare in cui compiono 17 anni, 2 meno che da noi). Oltremanica quella che la gente chiama «la triennale» per sminuirla è la vera laurea, con cui si può fare tutto, e le postgraduate schools sono frequentate da una minoranza di laureati, spesso con l'obiettivo di avanzare di carriera nel lavoro (alcuni corsi richiedono proprio una certa esperienza lavorativa e le referenze del datore di lavoro per l'ammissione).
          Comprendo che l'età  mi permette ancora di fare scelte, però non so veramente cosa vorrei fare. Il bivio è: buttarsi nel mondo del lavoro (senza esperienza e allo sbaraglio) o ricominciare un nuovo corso di studi in non so nemmeno io cosa. Quindi mi ritrovo confuso.

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          • #6
            Aggiungo:
            Ingegneria è sicuramente molto buona dal punto di vista occupazionale e remunerativa, ma se uno si accorge dopo 3 anni e mezzo che non è la sua strada che altre scelte può fare?
            Mi rendo conto che sto avendo uno sfogo e vi chiedo scusa per questo, ma ho seriamente paura perché non so che altro fare.

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            • #7
              Originariamente inviato da Zaydan Visualizza il messaggio
              Aggiungo:
              Ingegneria è sicuramente molto buona dal punto di vista occupazionale e remunerativa, ma se uno si accorge dopo 3 anni e mezzo che non è la sua strada che altre scelte può fare?
              Mi rendo conto che sto avendo uno sfogo e vi chiedo scusa per questo, ma ho seriamente paura perché non so che altro fare.
              Ma quanti esami hai dato in 3 anni e mezzo?
              Ti faccio notare che gli esami degli ultimi anni sono molto meno impegnativi dei primi.
              Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
              digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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              • #8
                Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                Ma quanti esami hai dato in 3 anni e mezzo?
                Ti faccio notare che gli esami degli ultimi anni sono molto meno impegnativi dei primi.
                Solo 6 esami...

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                • #9
                  Beh, insomma, direi che la situazione è recuperabile. D'altronde una triennale in ingegneria mediamente impegna per più di 5 anni.
                  Prima di buttare tutto a mare ti consiglierei di provare una università  meno impegnativa, tipo qualcuna delle telematiche.
                  Certo che il tuo problema principale è di natura motivazionale, a quanto leggo. Dovresti prima lavorare su quello.
                  Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                  digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                  • #10
                    Zaydan, io ti consiglierei di fare così.

                    1. Scrivi su un foglio o un file di testo una "rosa" di corsi che ti interessano, compreso il tuo attuale.

                    2. Fai una lista di università  che ti piacciono (per ubicazione, filosofia e organizzazione) e che hanno quei corsi.

                    3. Apri i programmi delle materie e comincia a dare un'occhiata.

                    4. Se una delle università  che ti interessa fa orientamento prenota un appuntamento e ascolta bene quello che hanno da dirti.

                    ATTENZIONE: tutti i corsi di laurea hanno molte materie che non piacciono.
                    Io mi sto per laureare e di materie interessanti ne avrò viste 4, al massimo 5.

                    Lavorare e continuare a studiare sono entrambi salti nel vuoto, ma sempre meglio di disperarsi e fasciarsi la testa prima di essersela rotta.
                    Sei in un periodo fantastico della tua vita in cui puoi ancora fare scelte: goditelo.

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                    • #11
                      Premesso che oramai pure i laureati in Ingegneria arrancano nel trovare lavoro, rimane comunque una laurea che offre molte più opportunità  di altre, aprendo le porte a sbocchi che oltretutto non sono neanche direttamente correlati. In Italia è infatti molto diffuso il pregiudizio secondo cui i laureati in ingegneria sono teste quadrate, razionali, che puntano all'obiettivo. Ecco perché i nostri consigli di amministrazione sono pieni di laureati in ingegneria e le nostre imprese strategiche spesso e volentieri hanno amministratori delegati laureati in ingegneria, mentre in America si preferiscono, per gli stessi ruoli, laureati in materie umanistiche (del resto in America il tipico studente di un master in business administration ha un B.A. in Storia o in Psicologia). Anzi, a dire la verità , mentre nel Novecento la grossa imprenditoria industriale del settore meccanico o comunque tecnologico era fatta dai cosiddetti "peritoni", che venivano dall'istruzione tecnica (Marconi, Olivetti, Pirelli, Ansaldo, Breda), mentre nel settore agro-alimentare anche da semi-analfabeti che al momento giusto hanno avuto intuizioni geniali in condizioni storico-spazio-temporali estremamente favorevoli (Ferrero, Rana), oggi i top managers, ad eccezione di coloro che sono divenuti tali perché sono figli di qualcuno (Agnelli/Elkann, Berlusconi, Borromeo), sono perlopiù laureati in Ingegneria.
                      In Telecom Italia anche nel management intermedio molti sono laureati in Ingegneria, ma questo è un retaggio della vecchia Azienda di Stato per i servizi telefonici e della vecchia Sip che ci siamo portati sino a oggi ma che potrebbe cambiare con i mutati assetti.

                      Per i laureati in Ingegneria inoltre i potenziali datori di lavoro stanno molto meno a guardare l'età , anche perché difficilmente trovano laureati in corso e magari con voti altissimi. Questo è un altro vantaggio.

                      Personalmente peraltro sono contrario a studi che nulla hanno a che fare con quelli secondari, specie se si proviene dall'istruzione tecnica, non perché non possano essere proficui, ma molto banalmente perché se tu ti laureassi in Lettere ne sapresti sempre meno in filosofia, latino e greco, e probabilmente anche in letteratura italiana, di chi ha frequentato, anche senza brillare, il liceo classico.

                      Personalmente ti consiglio di proseguire, tenendo conto che non hai nessun obbligo di conseguire una laurea magistrale dopo la laurea, e, soprattutto, se vorrai proseguire gli studi non dovrai necessariamente rimanere nello stesso ramo.
                      Innanzitutto già  adesso puoi verificare se vi sono corsi di laurea affini al tuo (ad esempio Ingegneria gestionale, Ingegneria dell'informazione, Ingegneria industriale) cui poter passare senza perdere gli esami sostenuti.
                      Se pure dovessi laurearti in Ingegneria elettronica, poi, sappi che potresti poi iscriverti a un corso di laurea magistrale di ramo informatico, tenendo presente che con la laurea magistrale in Informatica (mi pare si chiami così la classe) puoi comunque accedere all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere, ammesso che ti serva a qualcosa (adesso sia la sezione A sia la sezione B dell'albo sono suddivise in settori; non è più come una volta, in cui potevi laurearti in Ingegneria chimica e andare a progettare case).

                      Nel frattempo puoi anche provare a cercarti un lavoro, tenendo presente la congiuntura. Non tutti siamo uguali, ma posso dirti che io ho reso il meglio di me all'università  nei periodi in cui lavoravo, addirittura a tempo pieno, perché il lavoro mi gratificava e mi dava la spinta a migliorarmi. Però sono anche un tipo che soffre molto la solitudine e quindi una parte dello sprono mi proveniva dal fatto che il lavoro mi consentiva di trascorrere gran parte delle mie giornate in mezzo alla gente, mentre invece quando mi svegliavo al mattino e non avevo i tempi scanditi non riuscivo a prendere il ritmo per investire le tante ore libere che avevo a disposizione nello studio, anzi tendevo a impigrirmi, se non a deprimermi, e le gettavo alle ortiche.
                      In generale il benessere psicofisico, che nel mio caso derivava dal lavoro (per quanto stressante potesse essere, perché lavoravo su turni e a contatto col pubblico ) ma nel caso di qualcun altro può derivare dalla palestra, dalle amicizie e ”“ perché no ”“ da un compagno di letto le cui voglie siano coincidenti e convergenti con le tue (il che non è affatto scontato nei rapporti di coppia, purtroppo), è fondamentale per affrontare lo studio in maniera serena. Poi le soddisfazioni arrivano da sole. Io per esempio prima di laurearmi ero del tutto persuaso del fatto che la laurea non mi sarebbe servita perfettamente a niente. A distanza di meno di due anni dal conseguimento, tardivo per usare un eufemismo, del titolo, che è avvenuto in maniera totalmente rituale perché nonostante il 110 e lode quel giorno non sorridevo e anzi sprizzavo tristezza da tutti i pori, avevo già  un posto di lavoro pubblico a tempo indeterminato in un ruolo per il quale il possesso della laurea è obbligatorio per legge. Certo, me lo sono meritato, mettendoci il giusto impegno, e il sudore, per guadagnarmi le conoscenze e le competenze necessarie. Per aspera ad astra, come si suol dire. Ma bisogna crederci.
                      Ultima modifica di dottore; 10-05-2018, 19:31.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Ragazzi, vi voglio nuovamente ringraziare per le risposte ed il supporto, non sapete quanto ciò voglia dire per me in un momento psicologico molto difficile.

                        Quindi ricapitolando mi conviene continuare (nonostante ora sia senza motivazione e stia psicologicamente male).
                        Supponendo però che la ritrovi, la mia paura è quella che questo problema si possa poi ripresentare più avanti e di ritornare al punto di partenza.

                        Razionalmente comprendo che impiegare altri 2/3 anni ad ingegneria sia accettabile e la cosa più giusta, ma emozionalmente non ci riesco. Se penso che devo in totale andrei a 7 anni la cosa mi distrugge. Detto brutalmente: è quasi una mancanza di voglia.

                        Ora, istintivamente mi verrebbe da mollare tutto, voltare pagina e andare a lavorare, proprio per uscire da questo stato di disagio psichico che mi porto dietro da tempo. Ma da perito da quanto ho capito non conviene, dico bene?

                        Vi ringrazio ancora per le vostre risposte ed il vostro supporto. Peccato che ho scoperto questo forum solo ora.
                        Ultima modifica di Zaydan; 10-05-2018, 20:46.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Zaydan Visualizza il messaggio
                          da perito da quanto ho capito non conviene, dico bene?
                          Guarda, da perito converrebbe eppure, specie come libero professionista, visto che ce ne sono relativamente pochi!
                          Il punto è che tu non sei un perito, ma hai un diploma di perito, che è diverso. Per poterti definire "perito industriale" devi svolgere un praticantato di 18 mesi e poi sostenere un esame di Stato (altrimenti vìoli l'articolo 498 del codice penale nonché il R.D. 275/1929 e il DPR 328/2001) e per potere esercitare la professione devi essere iscritto all'apposito albo (altrimenti vìoli il 348).
                          Ma se vuoi farlo devi sbrigarti, perché la legge 89/2016 dispone che tutte le professioni regolamentate per le quali esiste un ordine o un collegio richiedono una laurea, prevedendo un periodo transitorio di 5 anni. Il termine ultimo per poter maturare i requisiti con il solo diploma (il vecchio diploma di perito industriale capotecnico rilasciato da un istituto tecnico industriale oppure l'attuale diploma di scuola secondaria di secondo grado in un indirizzo del settore tecnologico rilasciato da un istituto tecnico) è il 28 maggio 2021. A quella data devi avere completato il praticantato. Il praticantato, oltre che presso un libero professionista, può essere svolto anche come lavoro subordinato con specifica mansione ai sensi della legge 17/1990.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Capisco, un'altra domanda: che ne pensi del progettista di impianti elettrici? L'iter da seguire è quello del praticantato di 18 mesi con esame di stato citato nel commento prima.
                            Visto che rimanere nell'ambito tecnico-scientifico sia la cosa più logica, ho pensato a questa altra strada. Però conosco poco la professione e se in prospettiva sia la cosa più.

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                            • #15
                              Quello che tu chiami progettista di impianti elettrici è appunto il perito industriale. Con l'esame di Stato ti abiliti alla professione di perito industriale.
                              Penso che sia un iter fattibile; oltretutto il lavoro c'è (i periti industriali oramai scarseggiano, tanto che nel collegio della ex provincia di Firenze per incentivare nuove iscrizioni hanno deliberato la gratuità  della quota del primo anno e uno sconto del 50% su quelle del secondo e del terzo) ed è ben pagato.
                              Tieni presente che prima che la Moratti mettesse il tetto dei 60 crediti, Mussi dei 30 e la Gelmini dei 12, ai periti industriali alcune università  regalavano lauree in Ingegneria civile e ambientale, Ingegneria edìle, Architettura, Edilizia et similia con il progetto "Laureare l'esperienza", in base al quale ti riconoscevano allegramente sino a 60 crediti per ogni anno di permanenza nell'albo.
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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