Sono ancora indeciso...voi nella mia situazione che fareste?
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Io farei ciò che ti ho consigliato nell'ultimo messaggio della pagina precedente.
Forse con una ricerca ben approfondita puoi trovare un'università che ti riconosca i crediti e che ti sproni a studiare con più soddisfazione, anche con più laboratori e un ambiente più familiare.
Io penso che tu abbia proprio sbagliato ateneo più che corso di studi, ma è solo una mia impressione.
Una cosa importante: Dottore ti ha dato un ottimo consiglio, cioè quello di lavorare part time assieme allo studio.
Chiudo con un consiglio bonus: prenditi cura di te stesso, non crearti aspettative assurde, non farti prendere dall'ansia e cerca di stare tranquillo.
Il fatto che tu abbia sentito il bisogno di confidarci queste cose vuol dire che sei una persona coscienziosa e previdente, però non devi permettere all'ansia di prevalere su ciò che sei, sulle tue amicizie e sui tuoi hobby.
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Sì, sicuramente l'ateneo scelto è sbagliato (Pisa). Però non ho le disponibilità economiche per cambiare.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioForse con una ricerca ben approfondita puoi trovare un'università che ti riconosca i crediti e che ti sproni a studiare con più soddisfazione, anche con più laboratori e un ambiente più familiare.
I laboratori sono molto utili perché invogliano lo studente a fare e danno anche un'idea di quel che si sta studiano.
Ho però dato un'occhiata agli ITS (Istituti Tecnici Superiori) che sono un'alternativa all'università . Hanno svariate aree (efficienza energetica, mobilità sostenibile che è logistica, automazione, biotecnologie ecc...). Sono corsi biennali (alcuni anche triennali) dove svolgono molti laboratori ed il 30% della durata dei corsi è svolto in azienda. Il corpo docente proviene per almeno il 50% dal mondo del lavoro. I corsi si articolano di norma in quattro semestri (1800/2000 ore) e possono arrivare fino a sei semestri. Al termine del corso si consegue il "Diploma di Tecnico Superiore" con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche. Secondo i loro numeri il tasso di occupazione a fine corsi è dell'80%.
Ma come qualcuno mi ha fatto notare ci vuole anche qui almeno 2 anni per conseguire il titolo e visto che per finire ingegneria elettronica ci vogliono ancora 3 anni, forse è meglio proseguire. Però il fatto di voltar pagina, provare questa nuova esperienza e mollare ingegneria mi libera un po' psicologicamente, ma nel lungo termine so che non è la scelta giusta.
Però ora vi dico una cosa a livello personale.
Premetto che quello che sto per scrivere non voglio farlo passare per arroganza, anzi, ma è il carattere ambizioso ha scrivere.
Non mi accontento del diploma da perito perché credo di avere delle potenzialità . La scelta di ingegneria conciliava perfettamente con le mie ambizioni, ma non con le mie inclinazioni. Ho fatto una scelta sbagliata e ne dovrò pagare il prezzo. Quindi a ritrovarmi in questa situazione psicologicamente parlando è frustrante e dura, molto dura. Non essere laureato quando vedi che non hai nulla in meno rispetto a chi lo è, fa male.
E' vero che la laurea è un mezzo e non un fine, ma è comunque un motivo di orgoglio e soddisfazione. Quindi detto brutalmente la cosa mi fa girare le scatole.
Può sembrarvi un piagnisteo (e forse lo è), ma tornando obiettivi, che posso fare ora a 22 anni e mezzo e senza idee per il futuro? Comunque ciò non toglie che i vostri consigli e pareri per me sono comunque stati d'aiuto e di supporto, ma sono ancora incapace di decidere, o forse di fallire. C'è in gioco il mio futuro e non so come affrontarlo. Tutto questo si è posto probabilmente come diceva Marika perché mi sono posto aspettative troppo alte.
Però ripeto da diplomato mi sento "sprecato", credo di poter far di più, per me, per i miei cari. L'unica cosa è che non so che strada intraprendere.
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ambizioso ha scrivere
Faccio finta di non aver letto


Sappi che la frequenza dell'ITS non è incompatibile con l'iscrizione all'università .
Neanche il praticantato di perito industriale lo è e, se svolto presso un libero professionista anziché in forma di lavoro subordinato, può essere part time o comunque organizzato secondo orari compatibili con lo studio.
Lascia perdere quello che pensano i tuoi cari; meglio emanciparsi il prima possibile, a costo di fare muro contro muro. Prima o poi capiranno. Devono capire. La vita è tua e loro non possono importi le loro scelte, neanche in maniera subdola (cioè facendoti pesare le tue decisioni sulla base delle loro aspettative o di quelle che tu credi essere le loro aspettative). Accetta questo consiglio spassionato da parte di un vecchietto che ci è passato prima di te (e che ancora rimpiange non di aver smesso di inseguire i propri sogni, ma proprio di non avere accettato un lavoro che era la realizzazione del sogno di una vita prima, e un buon lavoro a tempo indeterminato dopo, perché doveva mantenere l'etichetta della famiglia piccolo-borghese di provincia che non solo pretendeva che si laureasse, ma considerava disonorevole lavorare durante gli studi).
Devi essere un ometto molto sensibile; traspare dagli aggettivi che usi. Non vorrei fare lo psicologo dei poveri, ma secondo me hai bisogno di colmare dei vuoti che vanno al di là dello studio. Quando avrai colmato quei vuoti, allora troverai anche la motivazione per impegnarti (nello studio, nel lavoro o in quel che sia) con soddisfazione. Attualmente, mi sembra che tu non abbia stimoli che vadano al di là dell'università , e l'università di per sé non può costituire uno sprono in quanto alla lunga, se non hai incentivi esterni, comincia a sembrare autoreferenziale.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Scusa Zaydan, ma hai mai provato ad andare in un'agenzia interinale per fare una o due settimane di lavoro in fabbrica?
A parer mio ti bastano 8 ore di catena di montaggio per farti ritrovare lo stimolo verso lo studio.
Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali
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+ + + Mi rimetto all'opinione di Bmastro nel considerare questa risposta spam pubblicitario, cosa che non è comunque mia intenzione fare + + +Originariamente inviato da Zaydan Visualizza il messaggioSono titubante anche riguardo questo iter, inoltre leggendo un po' a giro, sconsigliano la libera professione.
Sono ancora indeciso...voi nella mia situazione che fareste?
Ho visto il tuo post quasi subito, ma ho atteso le risposte di utenti più esperti come Marika o Dottore (che è diventato subito idolo personale dal suo primo intervento nel forum) prima di scrivere qualunque cosa. So che cosa provi, ci sono passato, e per certi versi continuo a passarci anche oggi. Questo mondo è fatto di fasi ascendenti e discendenti, chi racconta l'università e l'inizio della vita lavorativa come una serie di successi crescenti (come i promotori di start-up, i reputation manager ed i vari "giovani vecchi" imprenditori del nulla pneumatico tanto in voga oggi) o è un ingenuo o un ingannatore (o entrambe le cose). Ora, io "non ho scuola" per comprendere la tua situazione didattica, né per assisterti concretamente nel tuo benessere (non sono né ingegnere né psicologo, vengo dalle disprezzatissime scienze sociali), ma posso darti qualche suggerimento basato sulla mia esperienza personale.
1) C'è una domanda iniziale che devi porti: perché hai scelto di andare all'università e perché hai scelto un determinato corso. Non è una domanda discriminante, perché ognuno è fatto in modo diverso e le risposte sono le più varie. C'è chi ha scelto qualcosa per non deludere le aspettative dei genitori che volevano facesse esattamente quella scelta, chi al contrario ha scelto l'università deludendo i genitori che volevano vederlo subito autonomo, c'è chi ha scelto da solo per passione o per pragmatismo, trovandosi a seconda dei casi, con la mappa per l'eldorado o con un pugno di mosche. Si può disprezzare profondamente i propri studi e laurearsi perfettamente in corso con 110, e amarli con la massima passione pur mettendoci il doppio del tempo regolamentare e prendendo 70. Quello che posso dirti è di cercare di capire chi tu sia, ma soprattutto di non avere paura a parlarne, con la famiglia, con degli amici, con una persona che possa fornirti un ausilio professionale nel rapportarti con te stesso e gli altri. Tutti abbiamo bisogno di un consiglio prima o poi (e se arriva da qualcuno che tiene a noi è meglio), e non c'è nessun diploma o laurea che ti renda più o meno degno di vivere la tua esistenza "al meglio della felicità disponibile".
2) Primo consiglio pragmatico: in maniera molto banale (ed ingiusta), la frequenza ed il successo in un'università sono sempre state anche questioni di soldi, che siano per le tasse universitarie pure, per i libri di testo, per le spese di sussistenza dello studente fuorisede o semplicemente per i costi di trasporti pubblici e privati. Ovviamente io non so chi tu sia, che ateneo frequenti e quali siano le tue possibilità economiche, ma mi sento di essere d'accordo con chi, più in alto di questa discussione, ti consigliava di proseguire negli studi (specialmente se questa scelta sia stata fatta da te in prima persona), anche cominciando a guardarti intorno per un lavoro. Se hai intenzione di cercare un impiego con orario regolare (o se hai qualche lira da parte), ti consiglio di farti fare una prevalutazione dei CFU conseguiti con i tuoi esami da un'università telematica che offra corsi simili al tuo, visto che lo fanno gratis e senza impegno. In particolare, ti consiglio di provare a rivolgerti a loro o a loro per questo corso o per quest'altro. Come potrai vedere, le tasse universitarie sono più alte, ma a conti fatti non è molto diverso dal pagarle senza DSU/ISEEU ad un'università pubblica, aggiungendo le spese di trasporto e di eventuali ripetizioni su qualche materia in cui si andasse male. Qui avresti gli insegnamenti continuamente a disposizione con videocorsi e dispense, le sessioni d'esame sarebbero doppie rispetto a quelle della maggior parte degli atenei statali e, dato anche questo ultimo fatto, i materiali di studio sarebbero meno consistenti rispetto a quelli tradizionali. Mi rendo conto che potrebbe rappresentare una grossa spesa, ma se ponessi il caso di trovare un lavoro che ti assicuri raggiungere circa 5000 euro/anno (425 euro al mese) sarebbe una spesa ampiamente ripagata, con l'avanzo che potrebbe servirti per le trasferte degli esami orali a Roma.
3) Secondo consiglio pragmatico: collegandosi al primo ed al secondo, con il terzo suggerimento ti invito di nuovo a non desistere, considerando che, specialmente nello studio superiore, un ripensamento ed una riconversione non sono mai troppo tardivi. Sicuramente, una laurea triennale nel settore ingegneristico rappresenta un asset migliore di qualunque titolo superiore (laurea magistrale, master e addirittura il dottorato, in certi casi) negli studi umanistici; tuttavia questo non deve essere un ostacolo nel perseguire "ciò che il tuo cuore anela" davvero. Il conseguimento del tuo titolo triennale potrebbe essere il lasciapassare per un miglioramento della tua condizione lavorativa futura, senza considerare il fatto che, al termine della stessa, saresti libero, volendo, di continuare a studiare quasi qualsiasi cosa tu ritenga più utile, profittevole o appassionante. Ho visto personalmente manipoli di laureati triennali di Ingegneria Civile o Gestionale transitare verso corsi magistrali di Scienze della Pubblica Amministrazione (laurea di area economica in genere erogata dai dipartimenti di Scienze Politiche). In teoria, una scelta folla, ma nella pratica, messi di fronte al vincolo di due ulteriori anni di Analisi, Fisica e Costruzioni, tutti questi hanno preferito prendersi i corsi aggiuntivi ed andarsene, vuoi per scelta, vuoi per passione privata.
Alla fine di tutto questo papié, il mio augurio è che tu possa fare una scelta saggia, che ti soddisfi e ti renda felice.
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Ops, è stato il momento carico di emozioniOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
Faccio finta di non aver letto



Per dottore: Quoto tutto quello che hai detto, però loro (i miei genitori) non mi hanno imposto nulla. Mi hanno sempre consigliato giustamente di proseguire gli studi dopo il diploma. Però il tuo lato da psicologo ha colto nel segno.
Per Bmastro: No, e probabilmente hai ragione.
Per Rael25: Ti ringrazio innanzitutto per la risposta e come ho detto anche agli altri, farò tesoro di ogni consiglio/parere che mi avete dato e darete.
Comunque posso rispondere alla tua prima domanda anche pubblicamente.
Mi sono iscritto inizialmente all'università perché come scrissi all'inizio della discussione, mi sembrava una delle cose più scontate. "L'iter che tutti devono fare", ho seguito la massa, vecchi compagni di classe ed inoltre per me era logico il passaggio ITIS --> Ingegneria. Le cose non andavano benissimo a livello didattico, ma non mi facevo tanti problemi, credevo fosse normale. Ma con il passare del tempo mi rendevo sempre più conto che insomma, probabilmente non faceva per me, ma anche per le aspettative che si erano create decisi di proseguire. Tutto ciò fiino al mese scorso dove ho avuto questo rigetto verso quello che stavo facendo, quindi ho accusato e sto accusando un contraccolpo psicologico, perché quello che vedevo come la mia strada naturale, il mio cammino, ora è di nuovo tutto in discussione per i motivi sopracitati.
Per quanto riguarda l'università telematica, non sono convinto, inoltre è veramente cara.
Riguardo questo; "Secondo consiglio pragmatico: collegandosi al primo ed al secondo, con il terzo suggerimento ti invito di nuovo a non desistere, considerando che, specialmente nello studio superiore, un ripensamento ed una riconversione non sono mai troppo tardivi".
Non ho molto chiaro l'ultima parte, l'ho interpretata come "non è mai troppo tardi per cambiare".
Comunque continuo a ringraziarvi per tutto.
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Mettendola in brevissima, cerca di identificare quale sia una tua reale passione, e se davvero non riesci più a reggere la pressione di studiare qualcosa che non fa più per te, di seguirla, ma senza accantonare l'università , passando ad un percorso di studi che somigli davvero a te.
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Ecco, per esempio io su questo non sono d'accordo al 100%.
Intendiamoci: sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto, meno sul concetto "fai quello che ti piace".
E' sbagliato ed è ora che tanti ragazzi lo capiscano.
In questo topic
http://www.università .com/discussio...nicazione.html
abbiamo passato più di un mese a cercare di far capire a un ragazzo che voleva studiare videogiochi e scienze della comunicazione (cioè il peggio del peggio del peggio) che si sarebbe rovinato la vita.
Potete leggere voi stessi dall'intera discussione che non ci siamo riusciti o almeno non ce l'abbiamo fatta come avremmo voluto.
Ragazzi, diciamolo forte e chiaro per chi ci legge: all'università non si studia sempre quello che piace. Le materie che interessano sono rarissime e da universitari bisogna accettare questa discrepanza fra sogni e realtà .
Non è questo il nostro caso ma vorrei che finalmente in Italia si riesca ad evitare tragedie come quelle di Giada De Filippo o di Alberto Duò fra i tanti.
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Un'altra cosa: ho letto il consiglio di Rael sulla Marconi e la Cusano ma in questo momento della sua vita sconsiglierei le telematiche a Zayden.
La Marconi in particolare ha puntato molto su ingegneria e ha dei laboratori validi, ma Zayden adesso ha bisogno di trovare un ambiente più adatto a lui e di persone giovani, le telematiche non sono il massimo in questo.
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Infatti sono sempre stato dell'idea che bisogna unire l'utile al dilettevole.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioEcco, per esempio io su questo non sono d'accordo al 100%.
Intendiamoci: sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto, meno sul concetto "fai quello che ti piace".
Però il percorso universitario mi sembra l'unica via per garantirmi un futuro, ma ora proprio non riesco a proseguire con questo indirizzo. Tutte le altre strade mi spaventano...voglio uscire da questo stato di disagio a tutti i costi, ma non so come. Andare a lavorare potrebbe aiutarmi a schiarire le idee, ma mi sembrerà di perdere altro tempo.
Non voglio tra 10 anni o più avere rimorsi. Ho paura però che in un momento così io possa fare scelte errate, che ne lungo termine portino a rimorsi.
Mi sento così indietro rispetto a tutti (sia nel lavoro che nello studio) e anche questo mi pesa tantissimo.
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Son lavori che si fanno per necessità e fidati che ora son i periti che fanno gli operai dalle mie parti, lo stimolo per lo studio lo hai se ti interessa un ambito e ne hai le capacità per affrontarlo. Comunque non essere laureato non implica mica non essere intelligente. Se non hai interessi è meglio che vai a lavorare.Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggioScusa Zaydan, ma hai mai provato ad andare in un'agenzia interinale per fare una o due settimane di lavoro in fabbrica?
A parer mio ti bastano 8 ore di catena di montaggio per farti ritrovare lo stimolo verso lo studio.
Ultima modifica di Michele36; 13-05-2018, 20:14.
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Sono abbastanza d'accordo, nel senso che credo che sia completamente inutile inseguire i propri sogni se si sa in partenza che sono difficilissimi da realizzare.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioEcco, per esempio io su questo non sono d'accordo al 100%.
Intendiamoci: sono d'accordo con quasi tutto quello che hai scritto, meno sul concetto "fai quello che ti piace".
E' sbagliato ed è ora che tanti ragazzi lo capiscano.
In questo topic
http://www.università .com/discussio...nicazione.html
abbiamo passato più di un mese a cercare di far capire a un ragazzo che voleva studiare videogiochi e scienze della comunicazione (cioè il peggio del peggio del peggio) che si sarebbe rovinato la vita.
Potete leggere voi stessi dall'intera discussione che non ci siamo riusciti o almeno non ce l'abbiamo fatta come avremmo voluto.
Ragazzi, diciamolo forte e chiaro per chi ci legge: all'università non si studia sempre quello che piace. Le materie che interessano sono rarissime e da universitari bisogna accettare questa discrepanza fra sogni e realtà .
Non è questo il nostro caso ma vorrei che finalmente in Italia si riesca ad evitare tragedie come quelle di Giada De Filippo o di Alberto Duò fra i tanti.
Meglio prefiggersi un traguardo raggiungibile e, semmai, coltivare le proprie passioni per hobby, in parallelo, sperando che si possa aprire una porta. Ma solo se si ha del vero talento e non si tratta di velleità effimere.
Il problema è che però bisogna misurarsi non solo con i propri desiderà®, le proprie ambizioni e i propri sogni, ma anche con quelle che il codice civile definisce "naturali inclinazioni", con la propria capacità , con le proprie propensioni, con la propria tipologia di intelligenza (a livello qualitativo e non meramente quantitativo). Pensare di potersi laureare in Ingegneria quando si odia la matematica al punto che non ci si riesce a concentrare su un compito che vada al di là delle quattro operazioni aritmetiche di base per più di qualche minuto non è una grande idea, ma un'aspettativa decisamente mal riposta.
Bisogna, dunque, bilanciare le proprie passioni e i propri interessi con il mondo reale, dedicandosi comunque a qualcosa che verosimilmente si ha la capacità di portare a termine e a cui si riesca a dedicare la giusta attenzione anche se non è perfettamente rispondente ai nostri gusti.
Conosco persone che hanno avuto la forza di laurearsi in Medicina pur provando una totale repulsione per la vista del sangue e con un senso di disgusto (o di paura) solo all'idea di mettere le mani addosso a qualcuno, per esempio, ma sono andate avanti con l'obiettivo di specializzarsi in psichiatria. E ce l'hanno fatta. In tutta la loro carriera professionale non vedranno mai una goccia di sangue, né dovranno toccare un paziente.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Nessun problema, anzi hai fatto un ottimo intervento.Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio+ + + Mi rimetto all'opinione di Bmastro nel considerare questa risposta spam pubblicitario, cosa che non è comunque mia intenzione fare + + +
La futura dottoressa è un pilastro del forum, il dottore invece scatena spesso opinioni contrastanti: ha una preparazione veramente profonda e spesso elargisce perle ai porci (nel senso che c'è pure gente che si dimentica di ringraziarlo dopo aver letto le sue notevoli osservazioni), d'altro canto è molto schietto e diretto per cui qualche volta va ad urtare gli animi più sensibili (in effetti già due utenti mi hanno chiesto di essere eliminati dal forum dopo aver interagito con lui).Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggioHo visto il tuo post quasi subito, ma ho atteso le risposte di utenti più esperti come Marika o Dottore (che è diventato subito idolo personale dal suo primo intervento nel forum) prima di scrivere qualunque cosa.
Insomma è un prendere o lasciare. Qui è sempre il benvenuto.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Chiedo scusa per il mio messaggio off topic: sono sui forum da tantissimo tempo e la mia esperienza mi porta a dirvi che i social network hanno molto snaturato il nostro modo di interagire in internet.
Nei vecchi forum prima dell'arrivo di Facebook col tempo si creava un gruppo di persone che "si volevano bene", che legavano e che capivano i caratteri degli altri utenti e i problemi che portavano a scrivere qualcosa in particolare.
Facebook, Twitter, Instagram e compagnia cantante hanno dato il via a domande e risposte usa e getta che poi sono state portate anche nel mondo dei forum: ho perso il conto dei ragazzi a cui abbiamo dato una mano che non sono più tornati e non hanno nemmeno ringraziato e le uniche persone con cui ho legato a parte Bmastro e Dottore sono stati dei pegasini e uno "iusviano" incazzati.
Quello che intendo è che spesso dietro un comportamento rozzo e immaturo c'è sempre un disagio fisico o psicologico, per esempio io ho reagito spesso male verso chi metteva le telematiche dentro un'unica realtà perchè non posso pensare che il mio futuro titolo venga considerato della stessa importanza di quello di altri atenei.
Da quel punto di vista non ho vissuto bene la mia esperienza universitaria e nemmeno forumistica, poi il tempo porta a smussare gli angoli.
Ciò che voglio dire è: veniamoci tutti più incontro, perchè non possiamo sapere che problemi e che disagio può avere l'interlocutore dietro la tastiera. â¤ï¸
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