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Insoddisfazione dei 30 anni

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  • #61
    Ah, una cosa importante: in alcuni atenei come il nostro non chiedono il libro solo per conoscere il tuo metodo di studio, lo chiedono per sapere anche che domande possono farti.
    Un libro può avere una teoria che un altro sulla stessa materia non ha o può trattare un determinato argomento in modo diverso rispetto agli altri.
    Suvvia, queste cose le sai anche tu, Dottore.

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    • #62
      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
      Comunque se hai tempo vai in una sede esterna e sappici dire, io sono convintissima che arriverai alle stesse conclusioni.
      Sui libri la pensiamo diversamente perchè un conto è il barone che pretende che si studi sui suoi, un altro è il docente di un'università  telematica che per serietà  pretende lo studio su libri famosi non suoi. Sai già  dove voglio arrivare: ci sono atenei telematici che permettono lo studio su 500-800 facciate con facoltà  (o dipartimenti) anche "importanti" come economia, giurisprudenza e ingegneria.
      Né facoltà  né dipartimenti, ma corsi di studio.
      Ti rivelo un segreto: il corso di laurea in Ingegneria civile della Pegaso afferisce al dipartimento di Scienze giuridiche ed economiche e alla disattivanda facoltà  di Giurisprudenza.

      Detto questo, Marika, io ho dato vari esami in una famosa università  statale, superandoli brillantemente, senza studiare dai libri. Non è che era l'università  che me lo permetteva; è che il docente proprio non ha nessun diritto, giuridicamente parlando, di chiedermi da dove ho studiato, perché significa sindacare sul mio medico di studio, cosa che esula, anzi diciamo pure che straborda, dai suoi doveri d'ufficio e che quindi io per primo non gli avrei mai consentito.
      Magari l'università  mi avesse messo a disposizione dispense! Solitamente i docenti non distribuivano neanche le slides che usavano a lezione, se le usavano. Quindi per questi esami ovviamente si adoperavano appunti che in qualche modo circolavano tra studenti.
      Altra cosa è il metodo di valutazione usato in UniPegaso: se è vero, come credo sia vero, che per tutti gli esami o quasi si adopera lo stesso schema delle 30 domande (che poi ho scoperto essere 30+1, ove quella aggiuntiva viene presa in considerazione solo se tutte e 30 sono esatte per assegnare la lode) a risposta multipla (tra quante opzioni?) in un tempo che non mi ricordo ma mi sembra risibile (45 minuti?), questo indica, al di là  della discutibile metodologica docimologica, che esiste una regìa dall'alto che in un certo qual modo impone ai docenti le tecniche da usare per valutare gli studenti, alla faccia della libertà  di insegnamento. Sotto il profilo della legittimità  mi sembrerebbe questa la cosa più grave di tutte.
      Per non parlare del fatto che, se nella sede centrale e a San Giorgio a Cremano gli esami sono orali, esisterebbe pure un'asimmetria tra studenti in sede e studenti fuori sede, a favore di questi ultimi, il che mi sembrerebbe ancora più grave in quanto appare come contropartita del maggior onere finanziario addebitato a costoro.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #63
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Ah, una cosa importante: in alcuni atenei come il nostro non chiedono il libro solo per conoscere il tuo metodo di studio, lo chiedono per sapere anche che domande possono farti.
        Un libro può avere una teoria che un altro sulla stessa materia non ha o può trattare un determinato argomento in modo diverso rispetto agli altri.
        Questo è un altro discorso.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #64
          Per te è un altro discorso.
          Oggettivamente è lo stesso.

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          • #65
            Ah, un'ultima cosa: nessuno qui ha detto Unipegaso=laureificio, anzi.
            Qua spesso si prendono fischi per fiaschi, compresa la tentata minimizzazione delle valutazioni ANVUR ("alle casalinghe di Voghera non interessa", "oltre agli addetti ai lavori nessuno le conosce", "sono un fattore fra i tanti nella scelta dell'università ". Sì, peccato che sulla base di queste il MIUR conceda e revochi gli accreditamenti, chiusa parentesi).
            L'Unipegaso ha tutte le possibilità  di diventare una grandissima pubblica non statale, ma come ho già  spiegato a un pegasino arrabbiatissimo col la sottoscritta qualche mese fa i suoi studenti sono i primi che devono cominciare a pretendere qualità  come noi marconiani e come i nettuniani prima di noi.
            Bisogna cominciare a riunirsi in rappresentanti e associazioni studentesche, bisogna parlare coi Rettori o le direzioni degli atenei, bisogna denunciare se qualcosa non va.
            Finchè si continuerà  a usufruire delle facilitazioni le telematiche verranno sempre considerate di serie B.
            Passo e chiudo, chi ha orecchie da intendere intenda.

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            • #66
              Marika, posso dirti che sei un po' permalosa?

              Non è la prima volta che interpreti estensivamente ciò che io dico.
              Ti ripeto ciò che ti ho detto in altre circostanze: le parole che uso valgono in quanto tali, senza necessità  di fare né dietrologia né inferenze gratuite. Se qualcosa non è chiaro, basta chiedere.

              1. In realtà  c'è qualcuno che ha detto che l'Unipegaso è un laureificio, ma non sei tu (ed è una persona alla quale inizialmente anche tu avevi dato del troll. Poi hai risposto seriamente al suo secondo commento ed è misteriosamente sparita. A riprova del fatto che probabilmente voleva solo creare un flame).

              2. Non ho mai minimizzato le valutazioni Anvur. Ho semplicemente detto che il pregiudizio che aleggia su alcune università  (e a tal fine ho fatto solo esempi di università  tradizionali), sia positivo sia negativo, peraltro variabile nel tempo e nello spazio, prescinde totalmente dalle valutazioni Anvur e dagli studi condotti da centri di ricerca più o meno indipendenti e più o meno accreditati (che peraltro si contraddicono tra loro).
              Io all'università  ho lavorato e ti assicuro che là  fuori praticamente nessuno sa come funziona il mondo universitario. Quando attivavamo le convenzioni per gli stages spesso dovevamo spiegare ai responsabili delle imprese ospitanti cosa fosse una laurea magistrale e quale fosse la differenza tra laurea specialistica e specializzazione, oltretutto non senza fatica. Figuriamoci se sapessero cosa sono l'Anvur e, prima dell'Anvur, il Civr e il Cnvsu. Chiedi un pochino in giro ai tuoi conoscenti che frequentano l'università  se hanno mai sentito queste sigle, sconosciute nella mia esperienza anche a gente eletta negli organi collegiali in rappresentanza degli studenti.
              Purtroppo in questo paese i sistemi di misurazione oggettiva non sono molto popolari. Basti pensare l'opinione diffusa che si ha della statistica.
              D'altro canto è anche vero che l'Anvur non ha lo scopo di redigere graduatorie di università  o di corsi. I suoi atti, ancorché pubblici, non vengono pubblicizzati e una volta che una sede e un corso sono accreditati sono accreditati, punto. Né potrebbe essere altrimenti, visto che l'Anvur è un organo dello Stato e, in quanto tale, non può che essere deputato a garantire il valore legale dei titoli rilasciati, senza poterlo graduare, in quanto esso per definizione pareggia tutti, ponendoli sullo stesso piano. Non per niente i rankings internazionali e le classifiche italiane di Censis, Repubblica e Sole - 24 ore non tengono conto dei dati Anvur. Il mio ateneo, proprio per il tramite del mio ufficio, ha partecipato a varie indagini, a dir la verità  tutte alquanto discutibili, nella quale i dati Anvur non venivano neanche presi in considerazione, poiché non rientravano nella sfera delle nostre competenze (che comprendevano l'orientamento, la comunicazione istituzionale, l'immagine corporate e la qualità ), ma nella pertinenza degli uffici di supporto agli organi collegiali: perlomeno nel nostro ateneo, i documenti di valutazione erano considerati atti formali, in quanto tali preceduti e succeduti da adempienti formali, prescindenti dalla qualità  (tra l'altro il mio ateneo era valutato molto bene dall'Anvur, eppure nelle classifiche di cui sopra si piazzava molto malamente, tant'è vero che una volta per apparare la situazione ci siamo inventati una cosa che ti posso raccontare in privato, facendo praticamente della statistica creativa).

              3. In teoria, se è per questo (D.M. 987/2016), il Miur sulla base delle valutazioni Anvur potrebbe anche sopprimere l'intero ateneo, ma al momento non è mai accaduto che sia stato revocato l'accreditamento a un corso. Ha provato a non approvare alcuni ordinamenti, ma sistematicamente gli atenei sono ricorsi al Tar e hanno vinto, salvo il caso, veramente scandaloso, di quell'ateneo di Villa San Giovanni che il fondatore, Franco Ranieri, voleva intitolare a sé stesso.

              L'Unipegaso ha tutte le possibilità  di diventare una grandissima pubblica non statale, ma come ho già  spiegato a un pegasino arrabbiatissimo col la sottoscritta qualche mese fa i suoi studenti sono i primi che devono cominciare a pretendere qualità  come noi marconiani e come i nettuniani prima di noi.
              Beh, Nettuno penso che sia sempre stata molto seria, però è vero pure che richiede degli adempimenti che hanno a che fare più con la rottura di scatole che con la serietà . Adempimenti che, secondo me, sono previsti con il preciso fine di scoraggiare studenti part time (genitori, lavoratori etc.) e persone in età  matura con esperienze universitarie interrotte alle spalle e attirare prevalentemente studenti in età  giovanile o comunque alla prima esperienza universitaria. Il target è dunque diverso da quello della Marconi e da quello di Pegaso e Cusano, che addirittura sono costrette a fare delle 'promozioni' per fare immatricolare neodiplomati. La Nettuno, per quello che ho potuto constatare, non convalida neanche esami dello stesso settore scientifico-disciplinare per studenti trasferiti da corsi di laurea della stessa classe: a un mio amico che ne aveva conseguito 150 crediti gliene volevano riconoscere solo 71, malgrado l'ordinamento prevedesse gli stessi settori e il decreto classi stabilisca che non possa essere riconosciuto meno del 50% dei crediti riferiti al settore scientifico-disciplinare e comunque ogni eventuale diniego debba essere motivato per iscritto. Siccome la prevalutazione è informale non può essere impugnata, ma uno che ha ricevuto una prevalutazione del genere, con tutte le alternative che ha a disposizione, non è così masochista da andare a immatricolarsi per poi presentare un ricorso al Tar, il che non costa affatto poco; in questo modo la Nettuno evita a monte che si immatricolino persone alla ricerca non tanto della laurea facile, quanto di concludere rapidamente un percorso interrotto anni addietro o ”“ peggio ”“ che si trascinano da anni, così la funzione di riparazione delle carriere dei fuoricorso storici espulsi dal sistema universitario, ben svolta da altri, viene estirpata alla radice, e in generale si evitano le lauree precoci perché questo sistema tiene evidentemente lontani anche coloro che intendono riciclare gli stessi esami per conseguire seconde e successive lauree (come lo scrivente).

              Finché si continuerà  a usufruire delle facilitazioni le telematiche verranno sempre considerate di serie B.
              Marika, ma se qualcuno si iscrive all'università  più facile lo fa per un motivo ben preciso. Potrai mai pretendere che l'università  cambi target? Sarebbe un suicidio
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #67
                Non manchi mai di dirmi che sono permalosa, sarà  la terza volta.
                Comunque non era un messaggio rivolto a te in particolare, forse il permaloso sei tu che bacchetti la gente di "non essere nornale" e di non avere le capacità  intellettive sufficienti per studiare all'università  perchè scrive prima il cognome del nome.
                Un forum non è un palcoscenico per dare sfoggio della propria sapienza, è un punto di incontro dove tutti possono dire la propria come vogliono, con la grammatica che vogliono, nel modo che vogliono purchè non si scada nell'offensivo.
                Pensaci un pò su riguardo chi è il permaloso e scrivi un pò meno che certe volte nun te se po legge, baci.

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                • #68
                  Marika, quella del «normale» era una battuta e vi aveva riso su pure il destinatario della battuta. Ti vuoi offendere al suo posto?

                  Per quanto concerne il cognome, invece ribadisco il concetto. Invito tutti, anzi, a leggere quest'articolo. Alcuni riferimenti normativi sono sbagliati (hanno fatto un po' confusione con i numeri), ma la parte grammaticale è ineccepibile e nella sostanza pure quella giuridica è accettabile.

                  Quanto al resto: secondo te voglio dare sfoggio di una presunta sapienza in forma anonima con persone che neanche mi conoscono? Suvvia!

                  «con la grammatica che vogliono». Uhm. La netiquette non dice proprio questo. Dice che non è il caso di correggere, ma bisognerebbe sforzarsi di scrivere decentemente. In questo caso siamo in un forum che concerne il mondo universitario, quindi a mio avviso la correzione ci sta tutta. Le offese sono un'altra cosa... e chi si offende è fetente!
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #69
                    Ma guarda, senza tanti giri di parole, il mio era solo un consiglio di fare più attenzione.
                    Puoi anche pubblicare messaggi chilometrici con 1.000 concetti giusti (a proposito: vorrei essere io nella pubblica amministrazione e avere il tempo che hai tu di scriverli ), ma hai un atteggiamento ambiguo e a tratti inquietante, come questa storia del cognome e nome che non ha senso perchè siamo in un forum.
                    In più occasioni sei stato ripreso dagli utenti (altrochè risate) e una persona ti ha anche dato del maleducato.
                    Quindi se non vuoi ascoltare il mio consiglio OK, sei libero di farlo, però dall'esterno è questa l'impressione che dai, quindi vedi tu.
                    Io qui passo e chiudo.

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                    • #70
                      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                      Puoi anche pubblicare messaggi chilometrici con 1.000 concetti giusti (a proposito: vorrei essere io nella pubblica amministrazione e avere il tempo che hai tu di scriverli )
                      Ora sono in pausa, ma ti confido un segreto: i miei post vengono scritti offline a più riprese, nei ritagli di tempo libero, e poi copiati e incollati e pubblicati tutti insieme. Se ci fai caso, trovi anche tre post di 40 righe l'uno pubblicati a distanza del tempo di latenza antispam, che mi pare sia fissato in 30 secondi: e, per quanto veloce possa essere, non credo sia umanamente possibile scrivere tre interventi così lunghi nel giro di un minuto e mezzo o due.

                      ma hai un atteggiamento ambiguo e a tratti inquietante


                      come questa storia del cognome e nome che non ha senso perchè siamo in un forum.
                      Ha senso, ha senso.
                      Se lo fai un forum, a maggior ragione lo fai fuori.
                      Conosco gente che si presenta prima col nome in contesti informali, pensando, per ignoranza, che in quelli informali si debba fare il contrario. Se il forum è un contesto informale, pertanto, a maggior ragione metteranno prima il cognome nei contesti formali.

                      In più occasioni sei stato ripreso dagli utenti (altrochè risate) e una persona ti ha anche dato del maleducato.
                      Veramente negli ultimi tempi ”“ e mai il forum è stato attivo come adesso ”“ ho ricevuto una valanga di cuoricini e ringraziamenti. Ho appreso solo recentemente, da Bmastro, che una persona (o forse due: non ricordo) si era lamentata, ma a quanto pare lo aveva fatto in privato con lui.

                      dall'esterno è questa l'impressione che dai
                      A te. Non è il caso di parlare a nome di tutti gli altri.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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