- Abbiamo avuto più o meno tutti il nostro "momento disperato" all'università . Io in particolare un giorno ho parlato con mia madre e mio padre perchè per via del lavoro (non gratificante e poco remunerato) e altri problemi mi sono trovata in ritardo di 5 anni. Ricordo bene quel momento perchè non vedevo vie d'uscita ed ero presa dal panico. A quel tempo mi mancavano più di 20 esami e ognuno di loro sembrava impossibile da fare. In questo caso caso Dottore ti ha dato un ottimo consiglio, ossia: se non riesci a trovare la tua dimensione nell'ateneo in cui sei immatricolato, semplicemente cambialo.
Sono momenti in cui la tristezza non serve, devi capire cosa fare per il tuo benessere futuro ma soprattutto per la tua stabilità mentale attuale. Prima di tutto cerca di calmarti, le risposte arriveranno.
- Dottore è un utente che "va giù pesante", dogmatico e precisino. Quando sbaglia o fa un refuso non ammette mai l'errore, in compenso è andato a criticare una persona perchè si è presentata prima col cognome del nome ed è solito girare per il forum per correggere le virgole.
Questa cosa se vuoi rimanere nel forum devi accettarla, perchè è ben voluto da alcuni utenti e dall'admin in quanto, nonostante tutto, dispensa moltissimi consigli utili e fa anche osservazioni interessanti che non si trovano in giro per la rete.Premesso questo c'è molta disinformazione sul corso in giurisprudenza che è uscito dalla "triade magica" medicina-ingegneria-economia da almeno 10 anni: l'ordine degli avvocati e il CNF fanno quello che possono per arginare la caduta (si parla di scuole forensi a numero chiuso e si è già attuato un esame per diventare avvocati senza i codici annotati con la giurisprudenza), ma ormai non c'è più niente da fare, sopravvive chi ha il papà avvocato o entra nella pubblica amministrazione.
In merito al fatto che i laureati in scienze politiche superino spesso quelli di giurisprudenza nei concorsi pubblici do ragione a Dottore che tra l'altro fa bene a canzonare i secondi per certi versi, però ultimamente c'è stato un concorso per ufficiali giudiziari con l'orale in processuale civile e penale durante il quale i dottori in scienze politiche si sono stracciati le vesti e hanno pianto lacrime amare (con tanto di messaggi su Mininterno del tipo "cos'è sta roba???"
), l'eccezione che conferma la regola.

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