Però attenzione, perché il privato è pieno di pregiudizi. Ad esempio tutte le università che hanno i nomi che finiscono con "ino", che fanno riferimento a piccole città, sono percepite assai negativamente, ma onestamente io non vedo niente da ridere né nell'ateneo cassinate né in quello urbinate né in quello camerte.
Poi ci sono le università relativamente poco conosciute. Alcune di queste svettano nei rankings, anche internazionali, come la Università della Calabria, ma ciò risulta del tutto ignoto ai datori di lavoro. In generale le piccole e medie università sono percepite come né carne né pesce se si trovano al Nord, mentre considerate negativamente se si trovano al Centro o al Sud, ovviamente del tutto immotivatamente.
Le università per stranieri di Perugia e Siena, infine, sono immotivatamente prestigiose, a dispetto degli scandali che hanno coinvolto quest'ultima e del loro scarso peso scientifico (per non parlare del rilievo numerico dei loro iscritti, pressoché nullo nel panorama universitario italiano).


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