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Università a 22 anni?

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  • Università a 22 anni?

    Ciao a tutti, sono nuova qui e spero sia la sezione giusta. Avrei bisogno di un parere da parte di persone magari più grandi ed "esperte". Vi ringrazio in anticipo se avrete voglia di leggere questo "poema".
    Io ho attualmente 21 anni e a 19 avevo intrapreso Lettere moderne: avevo la media del 30 ed ero in corso, fino a che verso l'inizio del secondo semestre di quest'anno (che sarebbe stato il secondo) mi sono ammalata in modo piuttosto grave (non entro nei dettagli) e ho dovuto abbandonare per curarmi. Questa cosa mi ha causato una sorta di crisi mistica per cui mi sono chiesta se davvero studiare lettere fosse l'opzione giusta e quindi se davvero volessi riprenderla quando avrò (si spera) terminato il percorso di cura. Ho pensato per qualche mese di passare a medicina ma questi mesi mi hanno davvero sfiancata e non so se avrei la forza di iniziare un percorso così impegnativo. Negli ultimi giorni ho pensato che potrei intraprendere una professione sanitaria. Il punto è che devo mettere in conto ancora un anno di cure intensive è non penso che riuscirei a seguire il percorso con profitto, perciò vorrei tentare il test l'anno prossimo. La mia domanda è: è troppo tardi ricominciare un percorso universitario a 22 anni? A quest'età molti si sono già laureati, mentre io dovrei proprio iniziare... So che magari può sembrare una domanda stupida e infantile, e che qualcuno mi direbbe "ma pensa a guarire e non a queste sottigliezze futili", ma per me rappresenta seriamente un problema, perché ho sempre avuto molto a cuore lo studio, in quanto era la sola cosa in cui riuscivo bene. Concludo dicendo che per fortuna vivo con i miei genitori, i quali potrebbero mantenermi nel periodo di studio.
    Ringrazio di cuore chiunque mi risponderà

  • #2
    Buongiorno.

    Intanto auguri per una rapida e completa guarigione.

    Se avessi sfogliato un po' il forum, ti saresti accorta che qui sopra c'è gente che comincia un percorso universitario anche ben oltre i 30 e, francamente, non vedo cosa possa esserci di infantile.

    Ti dirò invece che trovo infantile questa indecisione tra àmbiti disciplinari così diversi: Lettere classiche da un lato e l'area sanitaria dall'altro.
    Definisci Medicina un percorso impegnativo. Lo è sicuramente, ma non credere che Lettere classiche sia una passeggiata. Perlomeno sino a che non si decideranno a dare attuazione a un precetto di cui alla legge 53/2003 in base al quale si dovrebbero istituire lauree magistrali direttamente abilitanti all'insegnamento secondario (ma dopo tutti questi anni dubito che ve ne sia la volontà), con la laurea in Lettere classiche non potrai fare letteralmente niente e se vorrai insegnare sei obbligata a proseguire gli studi con laurea magistrale, 24 cc.ff.uu. (che presto dovrebbero diventare 60) e i crediti integrativi per ciascuna classe di concorso cui sei interessata. Nella migliore delle ipotesi si tratta di 6 anni accademici, che poi ad anni solari fa qualcosa in più. Per iniziare poi un lavoro precario e con una retribuzione nominale assimilabile a quella di un operaio specializzato (sebbene, qualora normalizzata sulle ore, risulti doppia: ma non è consentito fare più ore di quelle prescritte).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da Martabianchi1307 Visualizza il messaggio
      Ciao a tutti, sono nuova qui e spero sia la sezione giusta.
      Sinceramente è la prima volta che leggo di qualcuno che ha il dubbio di essere troppo vecchio per riprendere l'università alla "veneranda" età di 22 anni (non ancora compiuti).
      In bocca al lupo e resta fiduciosa.
      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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      • #4
        Ringrazio entrambi per la risposta, non credevo vi fossero così tante persone più "anziane" a voler iniziare l'università.
        Rispondendo a "dottore": io pensavo che la mia domanda fosse un po' infantile, e non l'iniziare l'università più tardi. Inoltre io, come ho scritto, ho frequentato lettere moderne (e non classiche) e so benissimo che è un percorso impegnativo, sia a livello didattico sia per la prospettiva futura. Da quando mi sono ammalata ho pensato di cambiare del tutto ambito perché avevo bisogno di studiare qualcosa di più concreto e perché, vedendo come la sanità pubblica mi sta aiutando, nonostante tutti i difetto che possa avere, ho pensato che sarebbe stato bello farne parte: perché dovrebbe essere infantile? Tra una professione sanitaria e medicina, tuttavia, la prima è obiettivamente meno impegnativa.
        In ogni caso mi avete rincuorata sulla questione dell'età, grazie.

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        • #5
          Originariamente inviato da Martabianchi1307 Visualizza il messaggio
          Rispondendo a "dottore": io pensavo che la mia domanda fosse un po' infantile, e non l'iniziare l'università più tardi.
          Poco cambia.

          Inoltre io, come ho scritto, ho frequentato lettere moderne (e non classiche)
          Avrò avuto un lapsus. Confermo il discorso in sé.

          Da quando mi sono ammalata ho pensato di cambiare del tutto ambito perché avevo bisogno di studiare qualcosa di più concreto e perché, vedendo come la sanità pubblica mi sta aiutando, nonostante tutti i difetto che possa avere, ho pensato che sarebbe stato bello farne parte:
          Come volevasi dimostrare.

          perché dovrebbe essere infantile?
          Fatti una domanda e datti una risposta.

          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            In realtà, tra il ritenere che chiedere se sia tardi iniziare l'Università a 22 anni sia infantile e affermare che iniziarla a 22 anni sia infantile vi è una bella differenza.
            in secondo luogo non so come interpretare il Suo "come volevasi dimostrare", né perché si sia così inviperito contro di me. Cos'ha contro coloro che durante il loro percorso si rendono conto che la loro strada è un'altra? Inoltre a me sono sempre piaciute sia le materie umanistiche sia quelle scientifiche, perché in generale mi piace la cultura nelle sue varie forme, per cui non vedo cosa vi sia di male nel passare da un ambito all'altro. Ribadisco, non vi è nulla di infantile in tutto ciò.

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            • #7
              Io non sono inviperito contro nessuno. Mi chiedo solo come mai in Italia ci sta tutta questa gente che vuole fare il medico e che sarebbe disposta a vendere l'anima a Satana per entrare a Medicina, mentre in tutto il resto d'Europa, tranne forse la Spagna e la Grecia, non è così.


              PS
              Definire la medicina «materia scientifica» è un mezzo azzardo.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                La medicina è una scienza, che poi non sia esatta come la matematica è un conto, ma è pur sempre una scienza. Chiaramente vi deve essere anche una particolare attenzione per il paziente e quindi per l'uomo, e in questo senso potremmo definirla umanistica, tuttavia, in base alla maggior parte degli esami che si sostengono, la si può definire scientifica senza mezzi azzardi.
                Inoltre non comprendo cosa le importi se tante persone vogliono diventare medici: è anche un bene che sia così. La risposta comunque si potrebbe trovare nel primo messaggio che Lei mi ha scritto: con una facoltà umanistica uno degli sbocchi principali è l'insegnamento, ma per arrivare a ottenere una cattedra bisogna fare un percorso molto lungo, complesso e tortuoso.
                Comunque non ho scritto qui per polemizzare, ma solo per avere un parere esterno, e ringrazio nuovamente sia Lei sia "Bmastro" per avermelo dato.

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                • #9
                  Qui non c'entra niente l'esattezza. Secondo molte classificazioni epistemologiche (tenendo sempre presente che sono tutte arbitrarie) la matematica non è una scienza ma è un linguaggio, un modello, uno strumento. Secondo altre classificazioni scienza, come da etimologia (che significa conoscenza), è qualsiasi branca del sapere, compreso quello umanistico.

                  Tanto premesso, la medicina non è una scienza in sé in quanto è un campo di applicazione di svariate discipline, tra cui la biologia, la chimica, la fisica, la farmacologia (che è a sua volta chimica, biologia etc.) e perfino la psicologia e la sociologia.

                  Meglio sorvolare su «è anche un bene che sia così», un'affermazione che definire ingenua sarebbe un eufemismo.

                  Le facoltà non esistono più quasi da nessuna parte e comunque non erano le facoltà a essere umanistiche, ma le lauree, e la stessa facoltà, quando queste esistevano, poteva rilasciare lauree in àmbito umanistico, in àmbito scientifico duro e in àmbito scientifico-sociale.

                  Prima di entrare in ruolo c'è gente che insegna per trent'anni. Il percorso è lungo ma non particolarmente complesso e tortuoso e comunque lo stipendio arriva tutti i mesi anche con incarichi a tempo determinato.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Il termine "scienza" deriva da episteme, ma questo non significa che siamo autorizzati a definire "scienza" qualunque branca del sapere, e a questo punto, in base al Suo ragionamento, anche la medicina sarebbe una scienza: è l'unione di diverse branche del sapere, quindi una branca del sapere essa stessa, quindi una scienza, a rigor di logica. Sul fatto che la matematica possa essere più un linguaggio che una scienza posso invece darle ragione: definirla "scienza" è stata una mia leggerezza.
                    La mia sarà anche un'affermazione ingenua, ma alla fine dei conti, che vi siano troppe persone che vogliono studiare medicina non è un problema: il test d'ingresso serve anche a impedire un sovraffollamento del corso di studio. Sarebbe invece un problema se non ve ne fossero.
                    Infine, lo stipendio l'insegnante lo avrà anche, ma è estremamente frustrante passare da una scuola all'altra senza avere un'occupazione a tempo indeterminato: lo chieda a qualunque insegnante.
                    Comunque penso sia abbastanza maturo per capire che la discussione che abbiamo intavolato (partendo peraltro da una mia richiesta che nulla aveva a che fare con questo sfoggio di dialettica e vis polemica) non giova né a me né a Lei, e che nessuno dei due darà pienamente ragione all'altro, soprattutto perché Lei mi sembra uno che pur di aver ragione farebbe qualunque cosa. Perciò, se anche mi risponderà, io non ribatterò più. Ho cose più gravi e importanti a cui pensare.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Martabianchi1307 Visualizza il messaggio
                      Il termine "scienza" deriva da episteme
                      Veramente il termine de quo deriva dal latino scientia, scientiæ, derivato a sua volta dal verbo sciō, scīs, scīvī, scītum, scīre, il cui participio presente è sciens, scientis. Epistéme (o meglio επιστήμη) è greco. Puoi dire che le parole hanno lo stesso significato, ma è evidente che etimologicamente non c'entrano niente tra di loro.

                      ma questo non significa che siamo autorizzati a definire "scienza" qualunque branca del sapere
                      Cioè tu hai capìto che io abbia detto una cosa del genere? Qui rasentiamo l'analfabetismo funzionale, che è una cosa ben più grave dell'ignoranza etimologica.

                      e a questo punto, in base al Suo ragionamento, anche la medicina sarebbe una scienza
                      1. Sui fora ci si dà del tu.
                      2. In ogni caso, i pronomi con l'iniziale maiuscola sono una cosa da lettere commerciali degli anni '90 del secolo scorso (forse anche prima). Aggiòrnati.
                      3. Giustappunto ho detto che definirla "scienza" è un mezzo azzardo. Lo è se aderisci a quella scuola di pensiero secondo cui qualsiasi conoscenza è scienza e infatti si parla di scienze umanistiche anziché saperi umanistici o discipline umanistiche. Non lo è secondo classificazioni maggiormente escludenti del concetto di scienza. Si tratta semmai di un àmbito di applicazione di varie scienze sia dure sia sociali.

                      La mia sarà anche un'affermazione ingenua, ma, alla fine dei conti, che vi siano troppe persone che vogliono studiare medicina non è un problema: il test d'ingresso serve anche a impedire un sovraffollamento del corso di studio. Sarebbe invece un problema se non ve ne fossero.
                      A Medicina si accede per concorso, non per test d'ingresso.
                      Esiste comunque un modo per aggirare il concorso ed è quello di proporre ricorso al giudice amministrativo. In passato i ricorsi sono stati così tanti che ci fu un anno in cui la Seconda università di Napoli dovette immatricolare 800 persone anziché 400.
                      Ovviamente non si tratta di tutti ricorsi vinti: sono immatricolazioni con riserva perché il giudice amministrativo concede facilmente la cosiddetta sospensiva (a parte il Tar Toscana, tutti gli altri sono molto generosi in tal senso), riservandosi di giudicare. Dopodiché, la sentenza di merito può uscire anche dopo una dozzina d'anni. Nel frattempo però l'interessato si è laureato con riserva, si è abilitato con riserva e ha cominciato a esercitare la professione medica con riserva. A quel punto che fai? Arriva il Governo e gli fa la sanatoria ex lege. Quindi si tratta di un falso numero chiuso.
                      Vieppiù, il problema non è il sovraffollamento del corso di studio ma la capacità ricettiva del mercato del lavoro. Se però i posti di lavoro vengono aumentati artificialmente, al grido strumentale di «non ci sono abbastanza medici» (in realtà l'Italia è lo stato che ne ha di più nell'emisfero occidentale), di pari passo con l'aumento dei nuovi medici, allora sul mercato del lavoro non avverrà alcuna selezione, perché non vi è competizione. Il tutto mi starebbe benissimo se la sanità fosse privata e pagata dai pazienti di tasca propria o attraverso compagnie assicurative. Ma, siccome è completamente pubblica (e i soggetti privati accreditati nei servizi sanitari regionali nonché i medici di assistenza primaria convenzionati ci costano l'ira di Dio), se permetti mi girano le scatole. E non mi rispondere con la solita retorica piagnona socialista, perché è una tiritera che conosco a memoria ed è basata su una mitizzazione della figura del medico che non sta né in cielo né in terra. Quelli per la sanità sono costi importanti e non ha stabilito il Padreterno che se ne deve fare carico la collettività, specie se la gran parte della spesa è dovuta agli emolumenti dei medici. In Italia un medico di medicina generale massimalista e un pediatra di libera scelta hanno stipendi da managers di multinazionali, che sono totalmente ingiustificati da logiche di mercato in quanto determinati da scelte di programmazione sanitaria che provengono dalla politica. Si parla tanto (a sproposito) di sostenibilità ambientale ma nessuno che tiri fuori l'argomento della stabilità economica, e spieghi alla gente che il denaro non è infinito nemmeno per chi lo stampa. Poi specialmente i medici, dopo i danni economici che hanno causato negli ultimi due anni con la loro pretesa di dettare l'agenda politica in nome della scienza (quale?), dovrebbero star solo zitti e ritirarsi in buon ordine a vita privata, stando il più lontano possibile dalla società civile. Invece cosa fa la politica? Li premia, come se non guadagnassero abbastanza, e li celebra come eroi. Io mi domando perché gli infermieri non si facciano sentire a gran voce, ma purtroppo conosco la risposta.

                      Infine, lo stipendio l'insegnante lo avrà anche, ma è estremamente frustrante passare da una scuola all'altra senza avere un'occupazione a tempo indeterminato: lo chieda a qualunque insegnante.
                      Invece per tutti gli altri precari di tutti gli altri comparti dev'essere proprio un'esperienza entusiasmante, una passeggiata di salute durante la quale fanno i salti di gioia. Specialmente coloro che per ottenere un contratto di 6 mesi rinnovabile sino a un massimo complessivo di 3 anni hanno superato un concorso con 3 prove oltre alla preselettiva.
                      In ogni caso ti avevo detto sin dall'inizio che il percorso dell'insegnante, proprio per il motivo di cui sopra, non è meno impegnativo di quello del medico, che oltretutto viene ampiamente ripagato di tutti gli sforzi compiuti.
                      Ultima modifica di dottore; 18-06-2022, 16:35.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Ultima volta che rispondo perché ho idea che potremmo andare avanti all'infinito.
                        Non avevo mai incontrato una persona che avesse così tanto tempo da perdere da andare a criticarne un'altra perché gli dà del Lei su un forum. Complimenti.
                        "Secondo altre classificazioni scienza, come da etimologia (che significa conoscenza), è qualsiasi branca del sapere, compreso quello umanistico.": cito testualmente quanto TU hai detto, non ciò che io ho capito; se poi non sei in grado di non contraddirti, è un tuo problema.
                        Etimologicamente deriva dal termine latino, ma se tu affermi che il termine da cui deriva ha come significato primario "conoscenza", è molto meglio ricondursi al termine greco episteme, che ha proprio tale significato.
                        A medicina si accede per test d'ingresso, mentre alla specializzazione si accede per concorso: mi sa che sei tu a doverti aggiornare.
                        Infine non capisco perché ci siamo fissati su medicina dal momento che io ho detto fin dal primo messaggio che intendo perseguire una professione sanitaria, e questo confuta anche la tua pretesa di definire infantile la mia scelta. Io non ho pensato "I medici mi hanno aiutato quindi voglio essere una di loro": questo sarebbe un pensiero infantile. Non sarei in grado di fare il medico, né l'infermiera perché implicano il doversi interfacciarsi continuamente con il paziente, cosa di cui non penso sarei capace: vorrei fare il tecnico di laboratorio, che per quanto possa essere una professione più umile, sarebbe un'occupazione concreta in un ambito, quello scientifico e sanitario, che mi interessa. Se poi tu trovi infantile essere attratti da diversi ambiti del sapere, non so che dirti.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Martabianchi1307 Visualizza il messaggio
                          Non avevo mai incontrato una persona che avesse così tanto tempo da perdere da andare a criticarne un'altra perché gli dà del Lei su un forum. Complimenti.
                          Sono il moderatore di questo forum. Se non rispetti la netiquette, è mio dovere riprenderti. E non è tempo perso.
                          Comunque tutt'al più si dà del lei, non del «Lei».

                          "Secondo altre classificazioni scienza, come da etimologia (che significa conoscenza), è qualsiasi branca del sapere, compreso quello umanistico.": cito testualmente quanto TU hai detto, non ciò che io ho capito; se poi non sei in grado di non contraddirti, è un tuo problema.
                          Scommettiamo che se chiedo a 4 frequentatori del forum a caso, loro hanno compreso?

                          Etimologicamente deriva dal termine latino, ma se tu affermi che il termine da cui deriva ha come significato primario "conoscenza", è molto meglio ricondursi al termine greco episteme, che ha proprio tale significato.
                          Ti segnalerò la prossima gara di arrampicamento sugli specchi.

                          A medicina si accede per test d'ingresso, mentre alla specializzazione si accede per concorso: mi sa che sei tu a doverti aggiornare.
                          A Medicina si accede per concorso, come alle scuole di specializzazione di area medica. Va' a studiare.

                          questo confuta anche la tua pretesa di definire infantile la mia scelta.
                          Non ho definito infantile alcuna scelta, specie quella che non ha avuto luogo. Ho definito infantile la fascinazione subìta. I bambini vivono un'esperienza piacevole che attribuiscono a una persona e dicono «da grande voglio essere come lui». Poi rapidamente si stancano, passano alla fascinazione successiva e si dimenticano. Serve per crescere. Se tu alla tua età stai ancora a questo, ti formulo i migliori auguri.

                          Io non ho pensato "I medici mi hanno aiutato quindi voglio essere una di loro": questo sarebbe un pensiero infantile. Non sarei in grado di fare il medico, né l'infermiera perché implicano il doversi interfacciarsi continuamente con il paziente, cosa di cui non penso sarei capace: vorrei fare il tecnico di laboratorio
                          Ah, beh, allora avresti potuto dirlo sin dall'inizio.

                          che per quanto possa essere una professione più umile
                          Rispetto all'infermiere no, e comunque tutti i professionisti sanitari con laurea magistrale possono accedere alla dirigenza professionale e attraverso di quella arrivare in teoria anche alla direzione generale di un'azienda sanitaria o ospedaliera.

                          Se poi tu trovi infantile essere attratti da diversi ambiti del sapere, non so che dirti.
                          Ovviamente no, anzi io sogno un ritorno alla concezione del sapere dell'Evo antico: da bravo classicista sono cosciente che nel mondo greco-romano, e in particolare quello ellenico, tutte le conoscenze erano ricondotte a un unicum e ritengo che l'iper-specializzazione sia uno dei mali del nostro tempo. Non a caso tutto il mio percorso universitario è stato improntato all'interdisciplinarità.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Rimosso commento offensivo e fuori luogo.
                            Ultima modifica di dottore; 18-06-2022, 17:55.

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                            • #15
                              Rimosso commento offensivo e fuori luogo.
                              Ultima modifica di dottore; 18-06-2022, 18:03.

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