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Iniziare corso di laurea a 40 anni

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  • Iniziare corso di laurea a 40 anni

    Buongiorno,
    Mi presento in modo un po' più dettagliato, essendomi già introdotto nel forum con un messaggio di presentazione.
    Ho un diploma I.T.C. conseguito con il voto di 94/100 . A scuola sono sempre stato bravo ma l'indirizzo scelto si è rivelato un errore e non mi ha mai entusiasmato. Alla fine comunque eccellevo in quasi tutti le materia dell’Istituto, ma devo ammettere che la qualità degli insegnamenti e degli insegnanti era secondo me alquanto bassa. Inoltre mi resi conto verso il terzo anno delle Superiori che la materia che proprio odiavo studiare era Economia Aziendale, la materia principe dell’Istituto. Amavo invece le materie umanistiche, passione che ho poi coltivato autonomamente leggendo letteratura varia, saggi storici ecc.
    Purtroppo ho perso, o meglio non ho mai acquisito, conoscenze matematiche accettabili, pur essendo stato sempre tra i primi della classe nella materia alle primarie e alle medie. In un ITC la materia è già trattata in modo superficiale, se aggiungiamo che come professore vi era un ingegnere che trattava l’insegnamento al pari di un terzo lavoro, da svolgere in maniera alquanto svogliata, le conseguenze sono facilmente deducibili.

    Al termine della scuola ho avuto necessità di rendermi subito economicamente indipendente, quindi non ho proseguito gli studi e mi sono arruolato in Marina Militare (soprassiedo sui motivi di questa particolare scelta).
    Dopo 20 anni, per problemi di saluti sono stato da poco riformato dal Servizio in Forza Armata, e presto comincerò a lavorare in qualità di dipendente civile del Ministero della Difesa, presso la sede di Venezia. Non so ancora se mi verrà assegnata una qualifica tecnica o amministrativa, conosco solo la posizione giuridica-stipendiale che sarà Area Assistenti -F2.
    Dopo questa introduzione, vengo al dunque. E’ da un po' che pensavo di riprendere gli studi. La motivazione fino a poco fa, era di mero interesse e soddisfazione personale, ma adesso dato il mio nuovo contratto di lavoro, vorrei valutare bene se ci sono dei corsi di studio che potrebbero permettermi di poter ambire a una eventuale progressione di carriera, se questo sarà possibile con le future normative e i futuri CCNL.
    Alla mia età però, 40 anni, non vorrei studiare argomenti che mi interessino poco e non mi appassionino, anche perché non lo faccio per inserirmi nel mondo lavorativo, e una l'eventuale promozione di cui parlavo poc'anzi, potrebbe facilmente rivelarsi una chimera.

    Pur non potendo frequentare, sto considerando, per motivi di costo, solo le università statali non telematiche, dato che con il mio Isee pagherei solo le tasse e rientrerei nell’esenzione totale della contribuzione, mentre il costo di una telematica sarebbe decisamente maggiore.
    Questi i corsi di studio che sto prendendo in considerazione:
    • L-42 Storia (Università Cà Foscari)
    • L-36 Scienze Politiche (Università di Padova)
    • L-36 Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani (Università di Padova)
    • L-40 Sociologia (Università di Padova)

    Accetto consigli, condivisioni di esperienze di simili studi, ed eventualmente alternative valide ritenute migliori (ad esempio, se a Trieste, o a Ferrara ci fossero dei corsi simili e permettessero di seguire molto meglio i corsi online per i non frequentanti, farei volentieri quei cento chilometri di treno in più per gli esami, eventualmente), esperienze di lavoro e "carriera" nella Pubblica Amministrazione.

    Dimenticavo, l’unica Università di cui potrei saltuariamente seguire qualche lezione, grazie a permessi studio o vari, sarebbe la Cà Foscari di Venezia, che si trova a 15 minuti dal posto di lavoro. Temo, però, che la L-42 non mi permetterebbe in futuro la partecipazione a procedure di progressione di carriera.

    Grazie a tutti

  • #2
    Ciao,

    Ca' Foscari si scrive con l'apostrofo.

    Con la L-42 in Storia nella PA fai poco o niente, con la L-40 poco, con la L-36 quasi tutto. Però devi tenere presente che una cosa sono le discipline umanistiche, altra le scienze sociali, anche se la sociologia per come viene largamente trattata in Italia sconfina sovente nella filosofia e dunque più un discorso umanistico-speculativo che in una vera e propria scienza.

    Le progressioni di carriera sono ora possibili nuovamente senza titolo di studio (finché non saranno di nuovo bloccate dalla Corte costituzionale), dopo 11 anni di servizio nell'area precedente e a discrezione dell'amministrazione, in ogni caso sempre attraverso riserve di posti nei concorsi pubblici non superiori alla metà dei posti.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3


      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      Le progressioni di carriera sono ora possibili nuovamente senza titolo di studio (finché non saranno di nuovo bloccate dalla Corte costituzionale), dopo 11 anni di servizio nell'area precedente e a discrezione dell'amministrazione, in ogni caso sempre attraverso riserve di posti nei concorsi pubblici non superiori alla metà dei posti.
      Appunto, io potrei usufruirne tra 11 anni, essendo neoassunto. Dubito che i requisiti restino saranno gli stessi, e a quanto vedo ne dubiti anche tu, visto che prospetti un blocco da parte della Corte costituzionale di tale modalità di progressione.
      Quindi a meno che non si richiederà genericamene una qualsiasi laurea per le progressioni interne, in deroga alle lauree specifiche richieste per accesso dall'esterno, credo che dovrò orientarmi su Scienze Politiche, corso di studi che comunque trovo molto interessante.
      Il corso dell'Università di Padova potrebbe essere una buona scelta? Ci sono due corsi entrambi L-36, quello denominato soltanto 'Scienze Politiche' mi sembra più completo, forse con qualche esame più tosto rispetto all'altro, incentrato forse troppo sui Diritti Umani e le Relazioni Internazionali.

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      • #4
        A parità di classe il valore legale è lo stesso, quindi puoi scegliere a sentimento. Tieni presente che se scegli una cosa più leggera adesso rischi di doverla ripagare dopo: non che se scegli il corso più completo non dovrai studiare per i concorsi, ma una cosa è aggiornarsi materie già studiare e rilassarle, altra è affrontarle ex novo.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          A parità di classe il valore legale è lo stesso, quindi puoi scegliere a sentimento. Tieni presente che se scegli una cosa più leggera adesso rischi di doverla ripagare dopo: non che se scegli il corso più completo non dovrai studiare per i concorsi, ma una cosa è aggiornarsi materie già studiare e rilassarle, altra è affrontarle ex novo.
          Grazie per la dritta. Non avendo fretta e studiando anche per piacere, credo che andrò per il corso che mi sembra più completo e impegnativo.

          L'unica materia che davvero non mi va di studiare è una seconda lingua. Credo di riuscire a passare tranquillamente un esame B2 di Inglese, e a livello elementare il polacco (lingua di mia moglie che cerco di studiare e migliorare con non ottimi risultati) ma ho zero conoscenze di spagnolo, francese o tedesco.
          Qual è il livello di tali esami per un corso di laurea L-36?

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          • #6
            Originariamente inviato da Signorhood Visualizza il messaggio

            Grazie per la dritta. Non avendo fretta e studiando anche per piacere, credo che andrò per il corso che mi sembra più completo e impegnativo.

            L'unica materia che davvero non mi va di studiare è una seconda lingua. Credo di riuscire a passare tranquillamente un esame B2 di Inglese, e a livello elementare il polacco (lingua di mia moglie che cerco di studiare e migliorare con non ottimi risultati) ma ho zero conoscenze di spagnolo, francese o tedesco.
            Qual è il livello di tali esami per un corso di laurea L-36?
            Se studi per piacere, scegli quello che possa piacerti di più piuttosto.
            Per quanto riguarda la seconda lingua, è obbligatoria in ogni L-36. Il livello, come in tutte le cose, è purtroppo a discrezione del docente. Ti faccio un esempio: a Roma Tre l'esame di economia politica a Scienze politiche è molto difficile, complesso e altamente quantitativo, mentre alla Sapienza ha la nomea di essere molto tranquillo.
            L'esame che ho avuto io di inglese non era affatto scemo, e pur essendo io un livello più che C1 (parlo inglese fluentemente) non l'ho trovato così facile, visto che era de facto un esame di letteratura afroamericana, invece di un esame di "lingua, cultura e istituzioni"; c'è da dire che però il docente tende a far passare con un minimo di impegno, quindi molti un 18 lo raccattavano.
            Il secondo esame di lingua devo ancora darlo (ho scelto francese, dal momento che già lo parlo), però ti dico che un mio conoscente negato con le lingue ha superato quello di spagnolo, che è anche quello in cui si riversano più studenti rispetto a francese o tedesco.
            Puoi anche dare un'occhiata al programma d'esame o chiedere in qualche gruppo Facebook: alcuni docenti magari trattano l'esame a mo' di idoneità e si accontentano che tu riesca a fare una conversazione a livello B1, altri te lo rendono un vero e proprio esame di lingua e letteratura straniera.

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            • #7
              Originariamente inviato da Signorhood Visualizza il messaggio
              L'unica materia che davvero non mi va di studiare è una seconda lingua. Credo di riuscire a passare tranquillamente un esame B2 di Inglese
              Di inglese *

              Qual è il livello di tali esami per un corso di laurea L-36?
              Dipende dall'ateneo. Nella maggior parte dei casi il livello QCER non supera il B2 (in molti atenei ci si ferma al B1, talvolta perfino per le magistrali).
              A Firenze col DM 509/1999 i corsi di laurea in Scienze politiche, Studi internazionali e Media e giornalismo prevedevano la prima lingua C1 e la seconda lingua B2 se francese, spagnolo o portoghese, A2 se tedesco (per Studi internazionali mi pare fu introdotta la possibilità di scegliere anche russo o arabo e in questi casi il livello non c'era ma credo che fosse basso). Per inglese bisognava superare un test preliminare B2 (o portare una certificazione) per poter accedere all'esame vero e proprio. Per Scienze politiche e Studi internazionali inglese era da 9 crediti (con voto), la seconda lingua 6 (non ricordo se con voto o idoneità), mentre per Media e giornalismo i crediti erano 9 con voto + 9 con voto + ulteriori 3 di prova di idoneità linguistica (da sostenere in una delle due lingue o sostituire con certificazione) + 6 di letteratura anglo-americana (con voto). Gli altri corsi di laurea della allora facoltà di Scienze politiche avevano solo una idoneità linguistica, che nel caso dei corsi dell'allora classe 19 (corrispondente all'attuale L-16) non prevedeva neanche un esame a sé ma un accertamento integrato nella prova finale insieme con la discussione della tesi, nel caso dei corsi delle classi 6 (attuale L-39), 36 (attuale L-40) e 37 (attuale L-37) non ricordo (c'era anche un altro corso di classe 37 nella facoltà di Economia). Questo rimanendo nel primo ciclo.

              Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
              Per quanto riguarda la seconda lingua, è obbligatoria in ogni L-36. Il livello, come in tutte le cose, è purtroppo a discrezione del docente.
              Sì e no, nel senso che spesso il livello è previsto da regolamento. Va anche detto che ci sono casi a me noti in cui il regolamento didattico prevede lingua specialistica (con riferimento ai lessici delle discipline propri della classe) a livello avanzato e poi l'esame è una roba da principianti, e altri casi in cui il livello dichiarato è B1 o B2 ma il docente si spinge oltre.
              C'è una università romana – non ricordo quale – esiste un corso (non ricordo neanche quale corso) in cui l'esame di lingua inglese è una idoneità nel cui esito viene specificato, a mo' di giudizio, il livello raggiunto nella scala QCER (immagino ci sia un minimo per poterlo superare).

              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Grazie dottore e gnugno per i chiarimenti circa la difficoltà degli esami di lingue.
                Nel frattempo, dopo varie considerazioni, ho scartato le opzioni dei corsi di Storia e di Sociologia. Resto in dubbio su quale corso di Scienze Politiche a Padova scegliere.
                Ho dato un'occhiata alle statistiche delle immatricolazioni e dei laureati nei vari anni, ed ho notato che Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani ha mediamente ogni anno quasi il triplo di persone rispetto a Scienze Politiche. Deduco che le mie impressioni sulla maggiore facilità del primo corso erano fondate (a meno che tale sproporzione sia dovuta ad un interesse così diffuso per la materia dei Diritti Umani).
                Comunque a questo punto, per ulteriori considerazioni e domande scriverò nella sezione Scienze Politiche.

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                • #9
                  Originariamente inviato da Signorhood Visualizza il messaggio
                  Grazie dottore e gnugno per i chiarimenti circa la difficoltà degli esami di lingue.
                  Nel frattempo, dopo varie considerazioni, ho scartato le opzioni dei corsi di Storia e di Sociologia. Resto in dubbio su quale corso di Scienze Politiche a Padova scegliere.
                  Ho dato un'occhiata alle statistiche delle immatricolazioni e dei laureati nei vari anni, ed ho notato che Scienze Politiche, Relazioni Internazionali e Diritti Umani ha mediamente ogni anno quasi il triplo di persone rispetto a Scienze Politiche. Deduco che le mie impressioni sulla maggiore facilità del primo corso erano fondate (a meno che tale sproporzione sia dovuta ad un interesse così diffuso per la materia dei Diritti Umani).
                  Comunque a questo punto, per ulteriori considerazioni e domande scriverò nella sezione Scienze Politiche.
                  Più che basarti sul numero di immatricolati e laureati (che non è necessariamente indicativo), dovresti basarti sul piano di studi. Ho dato un'occhiata e il corso in "Scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani" effettivamente è più facile rispetto a "Scienze politiche". È un corso di laurea in Scienze politiche a curriculum internazionalistico che definirei alquanto blando: c'è solo un esame di economia (economia politica), è assente diritto privato (che tutt'al più è facoltativo), e inoltre mi colpisce che in entrambi sia assente statistica, cosa grave per una L-36. Effettivamente il corso in Scienze politiche è un po' meglio strutturato, e puoi anche scegliere il curriculum che più ti piace, optando per quello internazionalistico se vuoi ricalcare il corso in "Scienze politiche, relazioni internazionali e diritti umani".
                  Curioso l'esame facoltativo del primo corso dal nome "Violenza contro le donne e diritti umani".

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                  • #10
                    L'utilita' dell'esame di statistica in un corso di laurea in scienze politiche (dove non si fa analisi I) non la capiro' mai.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                      L'utilita' dell'esame di statistica in un corso di laurea in scienze politiche (dove non si fa analisi I) non la capiro' mai.
                      Scusa se mi permetto, però temo che non sai quello che dici. La statistica, proprio perché parliamo delle scienze politiche, è necessaria per il calcolo dei dati, pensa anche solo alla sociologia o alla scienza politica (per come la vedo io, "scienza politica" e "sociologia politica" sono esattamente la stessa cosa), in cui la statistica è imprescindibile, altrimenti quello che si afferma rimangono chiacchiere prive di fondamenta; la ricerca quantitativa si accompagna sempre a quella qualitativa, con quest'ultima che serve a contestualizzare la prima. In Francia, proprio alla Sorbonne, nel corso di laurea in Scienze politiche c'è un corso dal nome "Sociologia generale e statistica applicata alle scienze sociali". Poi posso essere d'accordo sul fatto che in Italia, dato che purtroppo si ragiona solo ed esclusivamente per esami, l'esame di statistica rimane lì accantonato e decontestualizzato dal resto; ad ogni modo, io stesso ritengo che, oltre alla statistica, sarebbe necessaria anche la demografia.
                      Analisi matematica invece, chiaramente, non ci azzecca nulla in un corso in Scienze politiche.

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                      • #12
                        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                        L'utilita' dell'esame di statistica in un corso di laurea in scienze politiche (dove non si fa analisi I) non la capiro' mai.
                        In alcuni (rari) corsi si fa anche Matematica, e quello è effettivamente inutile. La statistica, che è una scienza sociale essa stessa (e non una parte della matematica), è fondamentale per l'analisi politica (e anche per l'analisi economica e in generale la ricerca nelle scienze sociali); non per niente i primi statistici italiani (il decano di tutti è morto di recente) erano laureati proprio in Scienze politiche.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                          "Violenza contro le donne e diritti umani".
                          Fuffa applicata.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Fare ricerca quantitativa senza conoscere i modelli statistici e senza avere competenze matematiche e informatiche approfondite diventa difficile..
                            In un corso di laurea in scienze politiche trovo fondamentali altri corsi rispetto ad un corso di statistica di base, che non fornisce nulla. L'esame di statistica che ho sostenuto nel corso di laurea in economia era un mero ripasso del programma del liceo.. Magari ora i programmi sono cambiati, ma ne dubito.
                            Concordo con te invece su diritto privato che ritengo fondamentale.

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                            • #15
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              La statistica, che è una scienza sociale essa stessa (e non una parte della matematica), è fondamentale per l'analisi politica (e anche per l'analisi economica e in generale la ricerca nelle scienze sociali); non per niente i primi statistici italiani (il decano di tutti è morto di recente) erano laureati proprio in Scienze politiche.
                              Concordo che la statistica non faccia parte di matematica, ma e' parte fondamentale. Tutti i corsi di laurea in statistica prevedono molti CFU MAT (analisi, calcolo, algebra lineare). Senza queste conoscenze matematiche di base risulta davvero complesso capire e applicare i modelli statistici.

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