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MBA: varie ed eventuali, consigli e perplessità

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  • #31
    Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
    Nei giorni scorsi sono stato a Bari per lavoro, e trovandomi in hotel a due passi dall’università ho colto l’occasione per cercare di ottenere qualche informazione in più sul loro MBA, visto che non si riesce a sapere nulla da parte degli ex frequentatori, nonostante siano numerosi (solo la scorsa edizione contava 150 partecipanti). Curiosamente, però, di questa nutrita comunità di “masterizzati” non sembra esserci traccia sui profili LinkedIn
    Non capisco il senso di quel «però», a meno che non riprenda dalla proposizione parentetica, cosa semanticamente e grammaticalmente sbagliata.

    L’ufficio master sembra poi particolarmente restio nel fornire informazioni telefoniche (ammesso di trovare qualcuno che risponda al telefono negli orari previsti)
    Problema tipico delle grandi università. Io sono anni che cerco di avere informazioni da Sapienza di Roma e Federico II di Napoli e mi sembra di scontrarmi con un muro di gomma. Dal personale amministrativo non si riescono proprio a scucire le informazioni più elementari, mentre i docenti nella migliore delle ipotesi temporeggiano, altrimenti o non rispondono proprio ai messaggi oppure rispondono male (mi è capitato due volte e una delle due fu particolarmente sgradevole, per usare un eufemismo).

    La fortuna ha voluto che mi imbattessi in uno dei frequentatori del master, un simpatico e logorroico dirigente ospedaliero, che dall’età mi sembrava inquadrato in un profilo alquanto “senior”
    Dirigente ospedaliero = pubblica amministrazione = l'età non c'entra niente con l'inquadramento. Mi chiedo, peraltro, che senso abbia un MBA per la PA, che rischia di non essere valutato nei (peraltro pochi) concorsi in cui il master conti qualcosa (comunque pochissimo).

    Il master costa 1000 euro tondi tondi, tra tasse, bolli e contributi vari. I partecipanti sono 150, di cui almeno una trentina di dipendenti dell’Università di Bari e di altri atenei, tra i quali un professore della Vanvitelli citato da dottore al post # 4 (https://www.xn--universit-y1a.com/fo...rea-magistrale)
    Hai beccato un collega del mio amico :-)

    che possono sfruttare l’opzione dell’iscrizione quasi gratuita.
    Mi pare siano previsti dei posti gratuiti riservati ai dipendenti dell'Aldo Moro. Costoro non pagano ma il master per loro sostituisce la formazione obbligatoria in orario di servizio (è una cosa che ha fatto anche l'ANBSC con un master online alla UniBo).
    Invece i dipendenti delle altre università, come di tutte le pubbliche amministrazioni, possono sfruttare la convenzione PA110&lode.

    L’80% dei partecipanti afferisce al pubblico impiego
    Ecco: questa mi giunge nuova ed è una cosa assai curiosa.

    con diversi appartenenti alle forze armate.
    Questa cosa potrebbe avere una spiegazione: gli appartenenti alle forze armate vanno in pensione relativamente presto (un tempo molto prima, ma sono ancora precoci rispetto a tutti gli altri lavoratori) e non sono colpiti dallo stigma di cui soffrono i dipendenti pubblici civili, anzi di solito passano pure per vittime («rischiano la vita per stipendi ridicoli»), per cui sono ricollocabili. Non so se andare a lavorare per il privato faccia perdere la pensione, ma so che molti si congedano prima dei cinquant'anni e trovano lavoro nel privato. Magari costoro sono ufficiali, o anche sottufficiali laureati, e usano l'MBA per ricollocarsi nel privato dopo il congedo.

    Il master prevede un tirocinio obbligatorio, ma con alcuni “accorgimenti” inseriti ad hoc nel regolamento può essere evitato, e infatti, da quanto riportatomi, soltanto una decina di partecipanti sembrano aver scelto di fare il tirocinio.
    Anche quelli del Mip del Politecnico di Milano sono così.

    Il master è annuale (1500 ore / 60 CFU) ma può essere conseguito in poco più di sei mesi. Non vi sono prove valutative, né verifiche intermedie (quelli a cui ho chiesto parlavano di due o tre quiz da caricare in piattaforma, ma non erano valutativi e nessun docente li ha mai corretti) e neppure una votazione finale. La prova di fine master prevede infatti solo una valutazione, basata su tre fasce di giudizio, di come il candidato “espone” il Project Work che ha preparato (15-20 pagine su un argomento a scelta) senza alcuna valutazione in merito ai contenuti.
    Il fatto che non ci sono né voti intermedi né voto finale rende inutilizzabile il master per abbreviare corsi di laurea magistrale, ma soprattutto lo rende a rischio di non valutabilità nella PA.

    Aspetto negativo, da quanto riferitomi, è che eventuali CFU acquisiti con il master
    Non sono eventuali. Per normativa devono essere almeno 60.

    sono del tutto inutilizzabili, non essendoci esami e neppure verifiche e prove valutative. I certificati riportano infatti solo una generica dicitura di “conseguimento titolo”.
    Ecco, appunto. Q.e.d..

    Quello che mi lascia perplesso è che, da quello che più persone mi hanno detto, il master è stato inventato al solo scopo di offrire un modo facile ed economico per acquisire punteggi per i dipendenti pubblici
    Ma che scemenza. Sono venti e più anni che leggo bandi di concorso pubblico e posso dire che nei concorsi per laureati (funzionari e dirigenti) quelli per titoli ed esami, e non per soli esami, saranno a esagerare il 30% del totale. Da questi dobbiamo isolare quelli in cui il master conti qualcosa, che sono diciamo l'80%, ma in questi nella quasi totalità dei casi il peso dei titoli è nell'ordine di 8 o 10 punti su 100 totali, nel qual caso parliamo di 0.25 punti per il master di primo livello e 0.50 per quello di secondo (a volte valgono lo stesso). A questo si deve aggiungere che solitamente è possibile presentare non più di un titolo dello stesso tipo e che comunque esso è soggetto a valutazione ratione materiæ. L'unica cosa di cui posso dare atto a costoro è che non è raro vedere bandi in cui il master valga quanto o più del dottorato di ricerca (assurdo) e addirittura bandi in cui il dottorato di ricerca non è proprio contemplato tra i titoli valutabili, ma magari un'abilitazione professionale non pertinente al posto da ricoprire pesa da sola quanto il massimo attribuibile ai titoli (cosa illogica).
    Piuttosto, un master di secondo livello qualsiasi consente di partecipare al corso-concorso SNA se non si è dipendenti di ruolo della PA con almeno 5 anni di servizio nell'area della dirigenza, e in alcuni concorsi per dirigenti 'normali' viene equiparato (illegittimamente, ma figurati se i controinteressati si mettono a fare ricorso) al dottorato di ricerca.
    Inoltre, c'è stato un periodo in cui per accedere ai concorsi per funzionari al Ministero della cultura occorrevano due master oppure uno conseguito all'esito di corso di durata biennale. Ma anche in quel caso dovevano essere di materia specifica.

    Se poi parliamo di progressioni economiche (le vecchie progressioni orizzontali) all'interno delle aree, io sinora nelle 5 amministrazioni che ho cambiato (di 4 comparti diversi, 5 se consideriamo la vecchia suddivisione) non ho mai visto il master avere un peso. Solitamente la valutazione ricevuta dal dirigente è il criterio unico, infatti anche a questo giro me la sono persa perché per i tre anni del corso di dottorato di ricerca non ho ricevuto valutazioni. Per l'attribuzione di incarichi di posizione organizzativa ed elevata qualificazione, i titoli di studio, e culturali in genere, non hanno alcun peso né nell'amministrazione dove lavoro attualmente né in quella precedente, mentre nelle altre non esiste niente di simile.

    Per la prossima edizione il numero dei frequentatori è stato aumentato a 200 e le iscrizioni si chiuderanno a fine maggio.
    Si vede che lo usano per fare cassa.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #32
      AC1000 ciao, se l'obiettivo e' conseguirlo per aggiungere un titolo di terzo ciclo al CV può essere una buona scelta. Costa poco rispetto alla concorrenza.
      Se l'obiettivo e' acquisire competenze, sarei più perplesso. Dando un'occhiata al piano didattico, e' troppo multidisciplinare, si passa dall'accounting, al marketing, ai modelli statistici fino alla tutela dei marchi. Sarebbe stato preferibile un perimetro più ristretto.
      Inoltre e' davvero strana (o forse mi e' sfuggita) la mancanza di imprese partner.
      Di solito le società di consulenza ci sono sempre.

      ​​​​​Non riesco a capire cosa si intende per modalità telematica asincrona. Lezioni online "in diretta" in contemporanea con gli altri studenti? Se così fosse non sarebbe male, almeno ti garantisci un po' di networking rispetto ai video e alle slide in solitaria delle telematiche.

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      • #33
        Modalità asincrona significa che le lezioni sono registrate e si fruiscono in differita.
        Modalità sincrona significa che le lezioni avvengono in diretta con tutti collegati contemporaneamente.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #34
          beh AC1000 io sono ancora in ballo con la scelta del MBA e direi che mi hai quasi chiarito che di fatto si paga per avere una mostrina in più sull'uniforme.

          Io ho necessità di imparare effettivamente qualcosa, quindi mi sa che passo a sto giro.

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