Invece i dipendenti delle altre università, come di tutte le pubbliche amministrazioni, possono sfruttare la convenzione PA110&lode.
Piuttosto, un master di secondo livello qualsiasi consente di partecipare al corso-concorso SNA se non si è dipendenti di ruolo della PA con almeno 5 anni di servizio nell'area della dirigenza, e in alcuni concorsi per dirigenti 'normali' viene equiparato (illegittimamente, ma figurati se i controinteressati si mettono a fare ricorso) al dottorato di ricerca.
Inoltre, c'è stato un periodo in cui per accedere ai concorsi per funzionari al Ministero della cultura occorrevano due master oppure uno conseguito all'esito di corso di durata biennale. Ma anche in quel caso dovevano essere di materia specifica.
Se poi parliamo di progressioni economiche (le vecchie progressioni orizzontali) all'interno delle aree, io sinora nelle 5 amministrazioni che ho cambiato (di 4 comparti diversi, 5 se consideriamo la vecchia suddivisione) non ho mai visto il master avere un peso. Solitamente la valutazione ricevuta dal dirigente è il criterio unico, infatti anche a questo giro me la sono persa perché per i tre anni del corso di dottorato di ricerca non ho ricevuto valutazioni. Per l'attribuzione di incarichi di posizione organizzativa ed elevata qualificazione, i titoli di studio, e culturali in genere, non hanno alcun peso né nell'amministrazione dove lavoro attualmente né in quella precedente, mentre nelle altre non esiste niente di simile.

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