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Seconda magistrale dopo una Telematica

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  • #16
    Grazie dell'intervento.
    A questo punto vorrei fare un'altra domanda che penso interesserà  un pò a tutti e a Nico in primis: il datore di lavoro può avere accesso al curriculum studiorum facendo domanda all'ateneo?

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    • #17
      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
      Grazie dell'intervento.
      A questo punto vorrei fare un'altra domanda che penso interesserà  un pò a tutti e a Nico in primis: il datore di lavoro può avere accesso al curriculum studiorum facendo domanda all'ateneo?
      Premesso che un avvocato non può essere datore di lavoro di altri avvocati (la professione di avvocato si può svolgere solo ed esclusivamente in forma libero-professionale in virtù del principio di autonomia professionale), la risposta è ni.
      Nel senso che gli esami orali sono pubblici e la seduta di laurea è un atto pubblico, ma le certificazioni costituiscono atti d'ufficio.
      La normativa sulla trasparenza è molto cambiata sugli anni. Una volta sicuramente potevano accedere agli atti solo i diretti titolari, poi l'accessibilità  è stata via via estesa sino a ricomprendere coloro che manifestino un interesse legittimo, con obbligo per l'amministrazione corrispondente di motivare adeguatamente l'eventuale respingimento di un'istanza. Adesso, con il cosiddetto FOIA, in teoria tutto è accessibile e le esigenze non vanno neanche documentate, ma i dinieghi sono sempre possibili. Purtroppo c'è un'antinomia enorme rispetto alla normativa in materia di trattamento e riservatezza dei dati personali e non sempre è chiaro quale delle due prevalga. Vedremo cosa dirà  la giurisprudenza negli anni a venire (presumibilmente la cosa sta creando molto contenzioso).
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        In primo luogo grazie a tutti voi per gli interventi molto utili e stimolanti.
        Volendo fare un po' il punto della situazione, le alternative papabili al mio "inusuale intento" di conseguire una seconda laurea nella stessa classe LM-51 (sto iniziando a pensare non necessariamente statale) sono queste:

        Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
        ci sono molte classi interessanti, generalmente tutte afferenti alle aree didattiche universitarie 13 (Scienze economiche e statistiche) e 14 (Scienze politiche e sociali), come LM-56, LM-59, LM-62, LM-77 e LM-88, per non parlare di quella probabilmente più pertinente per te, la LM-85 (Scienze pedagogiche, anche se fa parte dell'area 11, come d'altronde le magistrali in psicologia).
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        ...Qualcosa di più o meno vagamente simile si può trovare anche si può trovare anche nelle classi LM-57 (Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua) e, come da te segnalato, LM-59 (Scienze della comunicazione pubblica e d'impresa e pubblicità ), LM-88 (Sociologia e ricerca sociale, già  richiamata da me precedentemente) e perfino LM-77 (Scienze economico-aziendali, ad esempio il CdLM in Management della comunicazione d'impresa alla UniMoRe), ma anche nella classe LM-92 (Teorie e metodologie dell'e-learning e della media education).

        ...A mio avviso la classe più simile è la LM-55, Scienze cognitive, seguìta dalla LM-85 ma anche dalla LM-78 (Scienze filosofiche). Ma a me pare che lui cerchi qualcosa di connotato più dall'attenzione ai contesti sociali. ...pure la LM-1 (Antropologia culturale ed etnologia) e la LM-87 (Servizio sociale e politiche sociali) presentano numerosi punti di contatto, ma non credo che rispondano agli interessi e alle esigenze del nostro.
        Rimanendo invece su LM-51, un corso di studi che mi ha molto interessato è la Laurea Magistrale in Psicologia Scolastica e di Comunità  presso l'Università  di Bologna.
        Ho comunque provveduto ad inviare un po' di richieste di informazioni a varie università  e se vi fa piacere vi tengo aggiornati!

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        • #19
          Originariamente inviato da Nico74 Visualizza il messaggio
          Rimanendo invece su LM-51, un corso di studi che mi ha molto interessato è la Laurea Magistrale in Psicologia Scolastica e di Comunità  presso l'Università  di Bologna.
          Cioè vuoi rimanere in à mbito clinico?
          A Cesena?
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Cioè vuoi rimanere in à mbito clinico?
            A Cesena?
            A prescindere dall'ambito, mi piace il piano di studi. Diciamo che è soprattutto quello che guardo. Sbaglio?

            Cesena non è il massimo?

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            • #21
              Originariamente inviato da Nico74 Visualizza il messaggio
              A prescindere dall'ambito, mi piace il piano di studi. Diciamo che è soprattutto quello che guardo. Sbaglio?
              Ma non stavi cercando nuovi sbocchi?

              Cesena non è il massimo?
              Piccola città  che non conosco, piuttosto difficile da raggiungere per chi non abita nella zona.
              Quanto all'ateneo, non ho una grande stima dell'Alma mater studiorum Università  di Bologna in generale. La ritengo il classico esempio di fama immeritata.
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              • #22
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Ma non stavi cercando nuovi sbocchi?
                Si, nuovi sbocchi (e tutto quello che un secondo titolo può offrire), ma mi guardo intorno senza preclusioni perché sono parecchio confuso (come penso si sia ampiamente capito).

                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Piccola città  che non conosco, piuttosto difficile da raggiungere per chi non abita nella zona.
                Assolutamente vero. Soprattutto per me che sono di Bari!
                Ultima modifica di Nico74; 14-11-2018, 15:43.

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                • #23
                  Nico74,

                  a parte l fatto che se sei abituato a studiare in una telematica iscriverti a una università  tradizionale per andare a sostenere solo gli esami, specie se si trova così distante da casa tua e non direttamente collegata, potrebbe rivelarsi traumatizzante (non perché gli esami sono più difficili ”“ anzi ”“ ma per ragioni di burocrazia), e al di là  dei nuovi sbocchi che secondo me (e Marika) risiedono solo nella tua testa, e al di là  del fatto che non si tratta tecnicamente di un secondo titolo in senso proprio e pieno, quando parli di piano di studio interessante è perché hai guardato i settori scientifico-disciplinari oppure ti sei limitato ai nomi delle materie? Perché questi ultimi, casomai non lo sapessi (a parte il fatto che spesso lasciano il tempo che trovano perché non rispecchiano il programma*), hanno un valore puramente accademico, non necessariamente riconosciuto nei rapporti inter-atenei, per i quali contano i settori scientifico-disciplinari, cui invece è attribuito un qualche valore legale esterno (vedi accesso all'insegnamento secondario).
                  Sappi che le università  sono obbligate a riconoscere almeno il 50% dei crediti nei settori coincidenti nei passaggi e trasferimenti tra corsi della stessa classe, a meno che il corso di origine non sia erogato in modalità  teledidattica e non sia accreditato (previsione puramente astratta dato che per il momento l'Anvur li ha sempre accreditati tutti, ancorché con riserva); in via analogica la norma è sicuramente applicabile anche per il bis nella classe medesima, non espressamente previsto. A questo aggiungi che l'Alma mater studiorum Università  di Bologna nella mia esperienza è l'ateneo più largo di maniche in assoluto nella convalida di esami: a parità  di settore convalida tutto il convalidabile e qualora il settore non coincide e non vi sono affinità  ufficiali applica un principio che una docente mi definì «di congruità  culturale», concetto alquanto elastico che ha consentito a persone che conosco di far passare non solo esami formalmente nello stesso settore ma con programmi ben diversi (tipo Diritto dell'informazione per Istituzioni di diritto pubblico e viceversa), non solo esami egualmente denominati o comunque con programmi simili e quindi uguali nella sostanza ancorché afferenti a settori diversi (ad esempio esami concernenti la comunicazione pubblica e la comunicazione politica si trovano nei settori SPS/04 e SPS/08 ed esami di diritto dell'informazione in IUS/09 e IUS/10, e poi ci sono Istituzioni di diritto pubblico, IUS/09, e Diritto costituzionale, IUS/08), ma anche Informatica per Statistica, esami di storia diacronica monografica (tipo Storia dell'arte contemporanea L-ART/03 e Storia del teatro L-ART/05) per esami di storia generale sincronica (Storia contemporanea M-STO/04), prove di idoneità  linguistica per esami di lingue, esami di letteratura sostenuti in lingua italiana per esami di lingue straniere ed esami di filosofia, sociologia e psicologia trattati praticamente come fossero intercambiabili.
                  Di contro la Uninettuno, alla faccia di qualsiasi pregiudizio sulle telematiche, non convalida esami di Teorie e tecniche della radio e della televisione sulla base di Teorie e tecniche dei media anche se entrambi gli esami sono SPS/08 e quello da riconoscere quale fonte della convalida ha un peso in crediti maggiore di quello che dovrebbe andare a convalidare. Sinceramente non ho mai trovato un ateneo così restrittivo nel riconoscimento di carriere pregresse, anche per studenti provenienti dalla stessa classe (strafregandosene della disposizione ministeriale).
                  In parole povere, tu ti potresti ritrovare con qualcosa come l'80% dei crediti convalidati, in un corso in cui magari il 20% dei crediti sono destinati alla tesi.


                  _____________
                  * Pensa che io ho sostenuto, con l'ultimo rimasto in carica dei professori incaricati stabilizzati (Claudio de Cesare, un ex assistente parlamentare di lunga esperienza), un esame denominato “La comunicazione nel sistema politico-istituzionale” afferente al settore IUS/08, Diritto costituzionale, con il primo modulo sul diritto parlamentare e il secondo sulle autorità  amministrative indipendenti con particolare riferimento all'Agcom. Quando il docente è andato in pensione, i miei colleghi che lo avevano nel piano di studi e non lo avevano ancora sostenuto hanno dovuto sostenerlo con il sociologo (SPS/08) Carlo Sorrentino, che ha assegnato loro un programma di sua competenza, praticamente un incrocio tra Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa, Teorie e tecniche della comunicazione pubblica (comunicazione istituzionale della pubblica amministrazione), Comunicazione politica.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #24
                    Infatti volevo aggiungere una cosa quasi off topic però secondo me molto importante: la tesi.
                    Santo Dio: la tesi!
                    La tesi significa almeno 6 mesi di ricerche di tutti i tipi con perdita di tempo in ambito lavorativo non indifferente a meno di farsi aiutare da qualche centro studio con evidente rischio-plagio.

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                    • #25
                      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                      La tesi significa almeno 6 mesi di ricerche di tutti i tipi con perdita di tempo in ambito lavorativo non indifferente a meno di farsi aiutare da qualche centro studio con evidente rischio-plagio.
                      Oltretutto per il plagio di opere presentate in esami o concorsi c'è una legge speciale che dice che è sufficiente che l'opera altrui sia spacciata come propria perché sia integrato il reato.
                      Quindi se qualcun altro fa la tesi al nostro posto il reato è perfezionato (mio in concorso con lui) anche se l'opera è originale. Ovviamente i sistemi antiplagio (vedi il software Compilatio) sono in grado di individuare i plagi solo in relazione a testi che siano stati pubblicati, o comunque già  utilizzati.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #26
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Nico74,
                        a parte l fatto che se sei abituato a studiare in una telematica iscriverti a una università  tradizionale per andare a sostenere solo gli esami, specie se si trova così distante da casa tua e non direttamente collegata, potrebbe rivelarsi traumatizzante (non perché gli esami sono più difficili ”“ anzi ”“ ma per ragioni di burocrazia)
                        Quello che sottolinei è un aspetto importantissimo che effettivamente non devo erroneamente sottovalutare. Il motivo fondamentale per cui ho preferito una telematica rispetto ad una "tradizionale" risiede nella facilità  di comunicazione con l'università  e nella gestione agevole di tutti gli aspetti burocratici.
                        Questo aspetto che avevo un po' dimenticato sta tornando a farsi evidente in questi giorni in cui sto provando ad interfacciarmi con qualche università  statale. A prescindere dalla gentilezza degli operatori delle segreterie, avere info circa la possibilità  d'iscrizione è complicato, ma sapere anticipatamente quali esami potrebbero essermi convalidati è quasi impossibile! Stando a ciò dovrei dunque fare domanda d'iscrizione, eseguire e superare il test d'ingresso e poi chiedere "al buio" il riconoscimento dei CFU. Trovo tutto ciò davvero scoraggiante.

                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        ...quando parli di piano di studio interessante è perché hai guardato i settori scientifico-disciplinari oppure ti sei limitato ai nomi delle materie? Perché questi ultimi, casomai non lo sapessi...hanno un valore puramente accademico, non necessariamente riconosciuto nei rapporti inter-atenei, per i quali contano i settori scientifico-disciplinari...
                        La verità  è che mi è difficile orientarmi nei siti dei dipartimenti delle varie università , ecco perché sarebbe l'ideale se potessi avere indicazioni preventive circa i CFU che mi potrebbero venire riconosciuti.


                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        In parole povere, tu ti potresti ritrovare con qualcosa come l'80% dei crediti convalidati, in un corso in cui magari il 20% dei crediti sono destinati alla tesi.
                        Cioè... non ci credo dai... ma sul serio l'università  di Bologna è così estensiva nella valutazione dei crediti????

                        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                        Infatti volevo aggiungere una cosa quasi off topic però secondo me molto importante: la tesi.
                        ...La tesi significa almeno 6 mesi di ricerche di tutti i tipi con perdita di tempo in ambito lavorativo non indifferente...
                        Bè con un riconoscimento di crediti così massiccio, anche lunghi i tempi di compilazione della tesi potrebbero essere affrontati con relativa tranquillità !

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                        • #27
                          Originariamente inviato da Nico74 Visualizza il messaggio
                          Quello che sottolinei è un aspetto importantissimo che effettivamente non devo erroneamente sottovalutare. Il motivo fondamentale per cui ho preferito una telematica rispetto ad una "tradizionale" risiede nella facilità  di comunicazione con l'università  e nella gestione agevole di tutti gli aspetti burocratici.
                          Questo aspetto che avevo un po' dimenticato sta tornando a farsi evidente in questi giorni in cui sto provando ad interfacciarmi con qualche università  statale. A prescindere dalla gentilezza degli operatori delle segreterie, avere info circa la possibilità  d'iscrizione è complicato, ma sapere anticipatamente quali esami potrebbero essermi convalidati è quasi impossibile! Stando a ciò dovrei dunque fare domanda d'iscrizione, eseguire e superare il test d'ingresso e poi chiedere "al buio" il riconoscimento dei CFU. Trovo tutto ciò davvero scoraggiante.
                          Se ti racconto il motivo per cui mi sono trasferito da una tradizionale a una telematica a tre esami dal traguardo, capisci che in alcune università  tradizionali i livelli di burocrazia possono arrivare a livelli schizofrenici
                          Anzi, faccio proprio un bel riassunto di tutto.
                          Alla mia prima laurea arrivo per trasferimento da un altro ateneo. Trasferimento in uscita richiesto il 29 agosto, primo giorno utile per l'ateneo di provenienza (il primo giorno utile per l'ateneo di destinazione era il 1º settembre, ma all'epoca non c'era il codice dell'amministrazione digitale, non esisteva la PEC, il fax si usava solo per anticipi e si mandavano gli incartamenti per posta tradizionale, quindi andava benissimo così). Oltre ai bolli sulle istanze, all'ateneo di provenienza pago, come da regolamento, la tassa di trasferimento in uscita; all'ateneo di destino per avviare l'istruttoria anticipo solamente, come da regolamento, la tassa di trasferimento in ingresso. E già  sono diversi viaggi, anche perché il pagamento può essere effettuato solo manualmente utilizzando modulistica da ritirare a sportello. La solerte segreteria di destinazione inoltra quasi subito il fascicolo al consiglio del corso di laurea per l'abbreviazione di corso Tuttavia mi ricontatta solo alla fine di febbraio Per fortuna lo fa telefonicamente, ma mi invita a recarmi fisicamente allo sportello per ritirare la delibera e il bollettino per pagare prima e seconda rata insieme. Percorro i quasi duecento chilometri, faccio la mia bella fila, ritiro delibera e bollettino, vado a pagare (non sono ammesse altre forme di pagamento che non siano i contanti presso la banca cui è stato appaltato il servizio di tesoreria*). Ora non me lo ricordo, ma probabilmente ci sono anche dovuto tornare in un altro giorno, facendo un'altra fine, per portare l'attestazione del versamento
                          Nel frattempo analizzo la delibera e scopro due sorprese:
                          1. è datata 22 ottobre, quindi se la comunicazione tra la struttura didattica e la segreteria amministrativa (situate fisicamente in due luoghi diversi e distanti alcuni chilometri) fosse stata più celere e si fosse svolta non con il piccione viaggiatore e non dico via e-mail, ma quantomeno via fax, non avrei perso il primo semestre pagandolo lo stesso (e pagando anche il supplemento)
                          2. anziché convalidarmi i tre esami come mi era stato promesso dal docente indicatomi come referente della commissione passaggi e trasferimenti, mi erano stati convalidati i laboratori didattici e due esami parziali. Come sono state fatte le convalide parziali? Un mio esame da 5 crediti è andato a coprire il primo modulo, cioè 3 crediti, di un esame da 6; un altro mio esame da 5 crediti è andato a coprire il primo modulo, cioè 3 crediti, di un esame da 9 peraltro non obbligatorio (e pertanto ho dovuto mettere nel piano di studi tra quelli a scelta libera, ritrovandomeli occupati per quasi la metà ). Pensai che sarebbe stato molto meglio rinunciare agli studi nell'ateneo di provenienza e immatricolarmi ex novo qui: avrei ottenuto la matricola immediatamente già  a settembre e avrei risparmiato circa 130 euro
                          La segreteria stessa mi consigliò di presentare una domanda di revisione, ovviamente in bollo. Per quella istanza di revisione fui contattato prima da una dottoranda che collaborava con dei docenti che poi avrei scoperto essere la persona che realmente, naturalmente in via ufficiosa, aveva istruito la delibera. Già  la volevo prendere a legnate Lei prima mi disse che la delibera era insindacabile (falso: per qualsiasi procedimento amministrativo esiste la possibilità  di rettifica in autotutela), poi mi mandò a sua volta a parlarne con un ricercatore, che poi era la moglie di un professore piuttosto influente. Quando mi incontro con questo ricercatore, lei cosa fa? Prende la mia lettera [b]in originale[b], con timbro della segreteria, e me la rende dicendo che la mia richiesta non è accoglibile e facendomi tutta una serie di domande personali anche piuttosto invadenti, come se stesse chiacchierando del più e del meno come un'amica. Io ovviamente mi rifiuto di prenderla dicendo che, essendo protocollata, deve rimanere agli atti. Non ne ho mai saputo più niente.
                          In tutto questo, nel frattempo avevo sostenuto qualche esame, tra cui uno proprio con quel ricercatore. Mi ero messo in testa che dovevo recuperare almeno uno dei due anni perduti nell'ateneo di provenienza (un altro poteva andar perso visto che avevo fatto la cosiddetta primina) e così in un solo semestre, che ha il valore normale di 30 crediti, riuscii a sostenere la bellezza di 11 esami per un totale di 66 crediti, peraltro con una media eccellente.
                          Mi ero iscritto al programma FaD (formazione a distanza). All'epoca non esistevano le università  telematiche e questo corso era pioniere nell'uso delle nuove tecnologie; nella banca dati OFF.F risulta infatti erogato contemporaneamente in modalità  convenzionale e teledidattica. Questo, insieme ad altre cose, gli era valso perfino il prestigiosissimo (oggi non più esistente) accreditamento CampusOne. La FaD non era gestita direttamente dall'ateneo ma da un privato esterno, segnatamente una fondazione (à§a va sans dire legata a un docente), e consisteva in un sito ad accesso riservato su cui erano caricati i programmi degli esami (in teoria anche dispense ma non si sono mai viste; in compenso noi studenti avevamo creato un nostro sito in cui ci scambiavamo appunti), nonché in appelli d'esame dedicati in orari comodi ai lavoratori e, laddove i docenti fossero disponibili a tenerle (o meglio avessero schiere di collaboratori-fantasma disponibili a recarsi, gratis, in università  al loro posto), lezioni intensive tenute il venerdì pomeriggio e se non ricordo male anche il sabato mattina: per ogni insegnamento, a prescindere dal numero di crediti, uno o un paio di incontri da un paio d'ore cadauno in cui veniva riassunto l'intero corso. Inoltre era teoricamente garantito che per gli iscritti al programma FaD il programma fosse il medesimo degli studenti frequentanti e dunque, se il docente prevedeva dei supplementi per i non frequentanti nel corso in presenza, non poteva applicarli anche ai fadders. Dico teoricamente perché non si trattava di una vera e propria prescrizione normativa ma piuttosto di un impegno che alcuni docenti si erano assunti in nome di tutti e che altri disconoscevano bellamente (probabilmente era stato votato dagli organi collegiali a maggioranza e coloro che non avevano votato a favore o non erano presenti non se ne sentivano vincolati). Per iscrivermi al programma FaD dovetti quasi litigare perché la tutor della fondazione sosteneva che non ne avessi diritto in quanto la città  in cui risiedevo era troppo vicina (un'ora e un quarto di treno; all'epoca non esisteva l'alta velocità ) alla sede universitaria.
                          L'anno successivo i rapporti tra l'ateneo e quella fondazione vennero meno (probabilmente a causa del pensionamento di quel famoso docente) e il programma FaD fu soppresso. Comunque, lavorando, svolsi una carriera normale.
                          L'anno ancora dopo ancora, quando mi mancavano poco più di 50 crediti al traguardo e cioè ero più che in corso, soppressero il corso di laurea, insieme ad altri 5 (per un totale di 6 su 8) della facoltà . E lì iniziarono i miei guai. L'università  ci spinse a tutti i costi a passare a un corso di laurea di classe differente. Io e altri non volemmo. L'università  però ci sfidò apertamente, disattivando il corso tutto insieme; vale a dire che non furono tenute le lezioni relative agli insegnamenti del secondo e del terzo anno e non furono accettate iscrizioni al primo, ma il corso fu semplicemente derubricato. D'altro canto, gli anni di corso da noi erano solo consigliat: era consentito sostenere esami a prescindere dall'anno di iscrizione (il mio primissimo esame non ricordo se fosse del secondo o del terzo) e questo per i fadders era la norma, poiché gli appelli FaD e le lezioni erano organizzati a seconda della disponibilità  dei docenti. Quindi a ciascuno di noi, a seconda del personale percorso seguìto (io ad esempio seguivo il criterio della contiguità  disciplinare per organizzarmi il calendario degli esami), mancavano esami differenti. Giusto per salvare la forma, fu creato un sistema di equipollenze, a dir la verità  anche piuttosto bizzarro, tra gli insegnamenti del secondo e del terzo anno disattivati e quelli attivi nella facoltà  (rivolti a uno dei corsi di laurea rimasti), ma si trattava di esami che io avevo tutti già  dato: mi mancavano proprio quelli del primo anno. Non so quante telefonate ho fatto e quante volte sono andato di persona per riuscire a ricostruire le modalità  con cui potevo sostenerli. Dovevo agire in questo modo: se i docenti erano ancora presenti in facoltà  (dunque esclusi i professori a contratto e quelli collocati fuori ruolo), dovevo rivolgermi a loro per conoscere il programma e alla segreteria didattica (non quella amministrativa) per fare abilitare l'appello relativo al mio esame in concomitanza con gli appelli che loro stessi tenevano per altri esami; se i docenti non erano più presenti, e in ogni caso per gli insegnamenti che erano mutuati da altre facoltà , bisognava verificare se nell'offerta formativa dell'intero ateneo fossero presenti insegnamenti affini per settore scientifico-disciplinare, denominazione e crediti, quindi prendere accordi con i relativi docenti e coordinarsi con la struttura didattica per fare abilitare gli appelli con il codice previsto dal nostro piano di studi; qualora, infine, i docenti non erano più presenti e nell'offerta formativa dell'intero ateneo non vi fosse l'esame, allora nessuno si voleva prendere la responsabilità  di dirci come fare Morale della favola: mi ci vollero 5 anni per riuscire a terminare gli esami (compresi i 14 mesi investiti per preparare e redigere la tesi)
                          Semmai non bastasse tutto quello che ho raccontato, aggiungo le tasse pagate ma risultanti non pagate, le tasse più o meno spiegabilmente registrate come pagate due volte, i verbali smarriti e conseguentemente gli esami scomparsi e non necessariamente in occasione dei frequenti trasferimenti della segreteria (tre sedi in sei anni, anche con avanti e indietro tra le varie sedi), l'improvvisa cessazione dei numeri di telefono in ingresso della segreteria amministrativa (in realtà  semplicemente sostituiti con numeri segretissimi di cui negano l'esistenza), le annuali variazioni al regolamento della prova finale.
                          Ma, siccome sono masochista, quando finii anziché festeggiare per la liberazione mi immatricolai pure per la seconda laurea, non senza problemi (dovetti fare un ricorso al Tar e l'amministrazione tornò sui suoi passi, dandomi pienamente ragione, dopo che lo avevo depositato, con conseguenti costi), pensando che mi avrebbero convalidato più esami che altrove essendo un altro corso di laurea non solo dello stesso ateneo ma addirittura della stessa facoltà , nel frattempo divenuta scuola. In realtà  ho dovuto sostenere nuovamente un esame (con la beffa di ritrovarmi con lo stesso docente, che mi ha riconosciuto: nella precedente laurea era uno di quelli del secondo anno che avevo dato al primo e lui, sebbene stesse per andare in pensione, era uno dei pochi docenti anziani rimasti) e non me ne hanno convalidati altri due che da tabelle di conversione approvate avrebbero dovuto essere convalidati, però non ebbi niente da ridire innanzitutto perché il procedimento era stato relativamente rapido e poi perché in compenso mi avevano convalidato altri esami non previsti, tanto che il saldo complessivo degli esami da sostenere era inferiore a quello previsto (5 anziché 6) e non mi era stata richiesta alcuna integrazione; inoltre non convalidandomi quell'esame mi avevano fatto un favore, in quanto avevano riportato gli esami riconosciuti dalla precedente carriera tecnicamente non come convalidati bensì come «dispensati», ragion per cui la media dei voti si sarebbe basata unicamente sugli esami sostenuti nella nuova carriera e unicamente a quelli avrei potuto riferire la tesi (norma non scritta che poi al momento di concordare la tesi si sono rimangiati, ma vabbe'): e quell'insegnamento, tra i 5 di tale carriera, era certamente quello maggiormente nelle mie corde.
                          Sostengo i primi 2 esami, compresi quelli ripetuti, praticamente subito. Me ne rimangono gli altri 3; due di questi sono uno il completamento dell'altro e pertanto decido di studiarli e sostenerli insieme.
                          Poi sono arrivati a ridurre le sessioni d'esame a sole 2 all'anno, con un unico appello garantito per insegnamento nell'à mbito di ciascuna sessione; l'appello straordinario di febbraio/marzo, a discrezione dei docenti, è riservato a chi deve discutere la tesi in aprile con seduta già  prenotata e ufficialmente fissata. Attendo pazientemente la sessione successiva, ma gli esami non si tengono a causa dello sciopero per la dignità  della docenza universitaria. Concordo la tesi; mi arriva una mail che dice che per potere essere ammesso alla prova finale dovrò partecipare a un corso preliminare obbligatorio su LOGICA, GRAMMATICA e RICERCA BIBLIOGRAFICA, una cosa ridicola di per sé e ridicola tanto più che mi ero già  laureato con 110 e lode all'interno della stessa scuola. Il mio vecchio relatore si impegna a farmi esonerare da tale pagliacciata (per la quale posso prendermi solo ferie visto che non trattandosi di insegnamento ufficiale la mia amministrazione si rifiuta di concedermi le 150 ore di permessi studio, che, a differenza di altri enti, non accorda per lo studio individuale ma solo per la frequenza certificabile di lezioni), ma nel frattempo il presidente del corso di laurea e quello della scuola cambiano e quindi deve parlarci di nuovo. Lo sciopero dei docenti continua e io, stufo, mi metto alla ricerca di università  telematiche. Approdo a Unitelma Sapienza, cambiando, a malincuore, classe (e scoprendo che il piano di studi che avevo seguìto per conseguire la mia prima laurea è idoneo a conseguire lauree in quelle due e in almeno altre quattro. In altre parole, potrei collezionare altre lauree con valore legale differente senza sostenere esami o con pochissimi esami). In Unitelma Sapienza concludo tutto nei tempi preventivati (scanditi da termini piuttosto poco elastici, perché come si sa le università  telematiche cercano di osteggiare in tutti i modi le lauree 'anticipate', ma perlomeno certi).
                          __________
                          (*) Banca presente unicamente nella regione dell'ateneo, diversa da quella in cui risiedevo ancorché confinante. Poi tale banca fu acquisita da un gruppo presente in tutta Italia e fusa per incorporazione nella capogruppo. A dispetto di ciò , recandomi presso le filiali della mia città  quando vedevano quei cedolini cadevano dalle nuvole Quindi, ripresisi dallo shock iniziale, dopo aver chiesto a tutti i colleghi e fatto una serie di telefonate, non riuscivano a trovare una soluzione mi congedavano senza avermi fatto pagare

                          La verità  è che mi è difficile orientarmi nei siti dei dipartimenti delle varie università , ecco perché sarebbe l'ideale se potessi avere indicazioni preventive circa i CFU che mi potrebbero venire riconosciuti.
                          Che io ricordi lo fa solo Trento e peraltro pagando il 'servizio' profumatamente.

                          Cioè... non ci credo dai... ma sul serio l'università  di Bologna è così estensiva nella valutazione dei crediti????
                          Ho sufficiente esperienza per ritenerlo: conosco persone che si sono trasferite a Ingegneria (vari corsi di laurea) dall'Università  politecnica delle Marche, a Lingue e letterature straniere (corso di laurea omonimo) dall'Orientale di Napoli, a Lettere e filosofia (vari corsi di laurea) da Padova, a Scienze politiche (vari corsi di laurea) da Palermo, nonché persone che hanno effettuato passaggi interni all'ateneo bolognese (Università  di Bologna con la u maiuscola in quanto la parola fa parte della denominazione propria) tra corsi di laurea afferenti alla stessa e a diverse facoltà , e in tutti i casi hanno ottenuto il riconoscimento del 100% dei crediti maturati.
                          Pere i passaggi dal vecchio al nuovo ordinamento convalidavano 10 crediti per ogni annualità ; siccome all'epoca (sto parlando del periodo tra il 2002 e il 2006) gli esami attivati erano in gran parte da 5 crediti, per ogni esame del previgente ordinamento ne convalidavano 2, laddove il primo era praticamente lo stesso esame, mentre il secondo era uno che a volte non c'entrava niente. Ti faccio un esempio: nel corso di laurea X del previgente ordinamento, di durata quinquennale, erano previsti 25 esami. Il corso di laurea omonimo del nuovo ordinamento era stato strutturato in maniera tale da avere queste stesse 25 materie; per poterle ridurre su 3 anni e aggiungere le idoneità  linguistiche e informatiche (nelle classi di cui al DM 04/08/2000 erano obbligatorie anche queste ultime) dovevano necessariamente prevedere in maggioranza esami da 5 crediti. Siccome la didattica all'epoca era ancora comune tra vecchio e nuovo ordinamento in quanto questi si sovrapponevano, gli studenti del vecchio ordinamento seguivano l'intero insegnamento per sostenere un esame annuale, mentre quelli del nuovo ne seguivano il solo primo modulo per sostenere un esame da 5 crediti. A differenza di quel che comunemente si crede, però, gli esami del nuovo ordinamento non erano spezzati in due, cioè gli studenti del nuovo non andavano a seguire la parte rimanente dell'insegnamento per sostenere un altro 'mezzo' esame, bensì si dedicavano a un'altra materia. Per questo motivo, il passaggio dal vecchio al nuovo a rigore avrebbe comportato per ogni esame sostenuto e valorizzato come 10 crediti la convalida di uno da 5, con avanzo di 5 crediti che sarebbero andati persi. Per incentivare i passaggi al nuovo ordinamento, l'ateneo invece garantiva la convalida di 10 crediti certi per ogni esame, ragion per cui se tu col vecchio ordinamento avevi una annualità  di Geografia antropica da 10 crediti, nel nuovo ti convalidavano Geografia antropica da 5 crediti e con i 5 crediti che ti avanzavano ti convalidavano Economia politica Infatti, nelle loro menti contorte, siccome Geografia antropica afferiva al settore M-GGR/02, denominato "Geografia politica ed economica", era da considerarsi affine a Economia politica e Politica economica
                          Per le seconde lauree la questione è più complessa, ma sta' sicuro che laddove i settori scientifico-disciplinari siano coincidenti i crediti vengono salvati al 100%.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #28
                            La tua praticamente è un'odissea! Se non si trattasse di vita reale (con tutto il relativo carico di tensioni, ansie, arrabbiature e sofferenze), il tuo racconto potrebbe risultare a tratti comico, una commedia: le avventure di uno studente italiano che ha la pretesa di laurearsi semplicemente studiando!
                            Comunque complimenti per la determinazione e la tenacia perché studiare e laurearsi a pieni voti combattendo con ostacoli del genere non dev'essere affatto un'impresa da poco! Se ho ben capito quindi tu hai preso due lauree di cui la prima presso una università  "tradizionale" ed un'altra presso una telematica?
                            Quello che traspare da tuo racconto, a parte la tua determinazione, è la totale disorganizzazione tipica della maggior parte delle università  statali, seconda solo alla tracotanza con cui (mal)trattano i poveri studenti.
                            E' triste dirlo ma il mondo accademico già  affetto da nepotismi e baronie, non solo non incoraggia gli studenti ad esprimersi al meglio, ma sembra voler affossare chi tenta di crescere ed imparare, attraverso atteggiamenti ostili e burocrazia a livelli asfissianti.
                            Forse oggi, con l'avvento delle nuove tecnologie e con l'informatizzazione della P.A. qualcosa sta cambiando in meglio, ma non poi così tanto a giudicare dalle difficoltà  che sto riscontrando, semplicemente nell'ottenere informazioni relativamente alla mia (seppur inusuale) richiesta.
                            La cosa risulta ancora più evidente avendo chiesto info sul riconoscimento degli esami svolti anche all'Unimarconi. Come per magia, la risposta arriverà  comodamente tramite mail...

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                            • #29
                              Sì, Nico74. I dettagli in privato, altrimenti divento riconoscibile.
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                              • #30
                                Certo, ti scrivo in pvt. Mi piacerebbe conoscere qualche dettaglio in più della tua odissea!

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