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Da non credere, il numero degli studenti che lasciano ECAMPUS sale in modo vertiginoso: fino ad Agosto le spese di segreteria per una domanda di rinuncia ammontavano a € 100,00.........ora sono arrivate a € 600,00!! Direi sconcertante e demotivante per chi volesse cambiare Ateneo (gran bel sistema).
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L'Ecampus è finita dentro il debito da 122 milioni di euro del CEPU, è logico che i prezzi aumenteranno sempre di più, inoltre con la valutazione positiva dell'Unipegaso da parte dell'ANVUR (risicatissima ma pur sempre positiva) alcune telematiche come l'Ecampus sono destinate a scomparire.
Vedo malissimo anche l'Unicusano che per il mantenimento del campus inutile sta spendendo troppo e chiedendo agli studenti altrettanto.
Si potrebbe dire che stanno vincendo due modelli: quello Uninettuno-Unimarconi che ha puntato sulla sobrietà , sulle assunzioni e sulla ricerca e quello dell'Unipegaso che ha puntato sull'estensione nel territorio tramite centri studio, pubblicità a tappeto e addetti al reclutaggio.
Da notare che entrambi i modelli non si rifanno a campus e chi ha aperto campus ora è nei guai.
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A mio personale parere è illegale far pagare per la rinuncia agli studi. Vizietto che comunque avevo anche la Iulm in tempi non sospetti.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Pagare una rinuncia agli studi è cosa comune tra le telematiche ma 600 € di spese di segreteria per registrare un documento hanno le gambe lunghe.
Immaginate uno studente che vuole lasciare gli studi definitivamente oppure cambiare Ateneo.....deve sganciare 600 €+marca da bollo e via dicendo...entro esclusivamente una data tassativa altrimenti è costretto a pagare una retta ulteriore.
Fa davvero riflettere questo sistema legalizzato.
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Pensa che alla Iulm nel 2002 per la rinuncia volevano essere pagati tutte le tasse, per il trasferimento in uscita no.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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La Marconi specifica tutto al punto 13 del regolamento degli studenti.Originariamente inviato da vimaal2 Visualizza il messaggioPagare una rinuncia agli studi è cosa comune tra le telematiche ma 600 € di spese di segreteria per registrare un documento hanno le gambe lunghe.
Immaginate uno studente che vuole lasciare gli studi definitivamente oppure cambiare Ateneo.....deve sganciare 600 €+marca da bollo e via dicendo...entro esclusivamente una data tassativa altrimenti è costretto a pagare una retta ulteriore.
Fa davvero riflettere questo sistema legalizzato.
https://www.unimarconi.it/download/a...i_studenti.pdf
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La Marconi agisce correttamente in quanto le università hanno personalità giuridica di diritto pubblico e in quanto tali emanano atti idonei a produrre effetti giuridici erga omnes, indipendentemente dalla volontà dei soggetti su cui incombono: le amministrazioni pubbliche (e le università pubbliche non statali almeno in parte lo sono) hanno una capacità autoritativa nei confronti dei soggetti con cui hanno rapporti.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioLa Marconi specifica tutto al punto 13 del regolamento degli studenti.
https://www.unimarconi.it/download/a...i_studenti.pdf
La San Raffaele e la eCampus invece non agiscono correttamente in quanto rimettono quello che costituisce un loro potere esclusivo all'autonomia negoziale, attribuendogli la falsa natura di contratto (e sia chiaro che non mi riferisco al cosiddetto contratto con lo studente, la cui natura giuridica comunque è dubbia).
Ritengo comunque che non sia conforme alle leggi vigenti il fatto che la rinuncia agli studi implichi l'essere in regola con la posizione amministrativa. E vi spiego perché.
Il RS del 1933 e il TUIS del 1938 sono applicabili nelle parti non superate, e dunque implicitamente riformate, dalle leggi 341/1990 e dai DD.MM. di attuazione dell'art. 15, c. 95, della legge 127/1997, i quali, pur non avendo forza di legge, sono emanati in attuazione di una legge e pertanto, salvo che eccedano dal raggio di azione ad essi conferito dalla legge stessa, sono in grado di riformare anche atti emanati per R.D. (aventi in quanto tali lo stesso tenore della legge ordinaria).
I medesimi DD.MM. conferiscono però un certo margine di autonomia anche ai singoli atenei, e si tratta di un margine che il legislatore ha dato non agli atenei ma al Ministero; è stato poi il Ministero a sua volta a rinunciarvi in favore degli atenei (nel rispetto e nello spirito della legge).
In assenza di abrogazione esplicita degli interi due testi, dunque, si ritiene che essi siano applicabili residuamente per le parti non normate dal Ministero e dalle singole università . Pertanto:
- per quanto concerne i corsi di studio, è evidente che nessuna delle tabelle annesse al TUIS può essere ritenuta ancora vigente, sicché non troveremo mai una università che, in assenza di una specifica deroga concessa per D.M., attivi un vecchio corso di laurea;
- per le statuizioni contenute nel RS e nel TUIS non riformate per decreto ministeriale, gli atenei hanno carta bianca nei propri regolamenti. Quindi se prevedono che la decadenza dello studente avvenga una volta che sia decorso un numero di anni pari al doppio della durata normale del corso di studi allora si applica il loro regolamento, se invece non prevedono nulla a tale riguardo continua ad applicarsi la disposizione previgente (per mero esercizio accademico specifico che una parte minoritaria della dottrina ritiene che quando una materia viene riformata nel suo complesso il nuovo ordinamento vada inteso come interamente sostitutivo del vecchio, ma questa posizione è puramente teorica, scarsamente sostenibile nelle sedi decisionali in quanto esporrebbe al totale arbitrio dell'interprete laddove sussistano dei vuoti).
Stando ai concetti sinora enunciati, la Marconi avrebbe tutto il diritto di chiedere allo studente che intenda rinunciare gli studi la regolarizzazione della propria posizione amministrativo-contabile, qualora lo studente abbia di propria unilaterale iniziativa interrotto i pagamenti.
Tuttavia, bisogna capire cosa si intenda per regolarizzazione della propria posizione. Se infatti la Marconi non prevede che l'iscrizione all'anno accademico successivo (indipendentemente dall'anno di corso o fuori corso) avvenga ex oficio ma solo su domanda, allora, non essendoci stata l'istanza, le tasse e i contributi a mio modesto avviso non sono dovuti (e il fatto che non siano dovuti se iscrizione non c'è stata è indubbio, infatti quando non c'è iscrizione l'ateneo non versa la tassa regionale per il DSU, né la regione o il suo ente o azienda speciale che lo gestisce chiede gli arretrati quando vengono effettuati i ricongiungimenti, per i quali molti atenei richiedono un contributo forfetario; inoltre l'imposta di bollo per gli anni accademici saltati non è dovuta perché per l'appunto non ci sono state richieste).
Per i motivi di cui sopra, ritengo che quella condizione non sia applicabile, se non in combinato con un'altra previsione (che potrebbe anche esistere, per carità ) che stabilisca che l'iscrizione avviene d'ufficio indipendentemente dal fatto che lo studente paghi o meno, costituendosi in tal modo una vera e propria posizione debitoria da parte sua (cioè l'università gli fa credito; in tal caso in sede di pagamento degli arretrati può anche pretendere gli interessi moratorà®). Del resto a scuola così succede: fatti salvi casi eccezionali (i.e. accorpamento delle sezioni, pluriripetenze etc.), se sei stato promosso vieni iscritto d'ufficio alla classe successiva, se sei stato bocciato vieni iscritto d'ufficio nuovamente alla stessa classe. Se vuoi cambiare devi essere tu a chiedere il cambio di sezione oppure il nulla osta per il trasferimento in uscita.
Sarei lieto di incontrare qualcuno che riesca a smontare questa posizione con argomentazioni giuridicamente sostenibili e convincenti.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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telematica Psicicologia
Buonasera, sto valutando la scelta della facoltà più adatta alle mie esigenze.
Purtroppo però più proseguo nel cercare informazioni più mi confondo! Da una parte sembra evidente la serietà di alcune facoltà , quali ad esempio Unimarconi ed Uninettuno, dall'altra sembra esserci una totale assenza di informazioni concrete rispetto a quelle che vengono, per così dire, un po' demonizzate. L'Unicusano, ad esempio, rimanda informazioni spesso contrastanti.
Non si capisce se sia valida o meno, con articoli che la decantano affiancati da altri che la descrivono come la peggiore delle università telematiche.
Ho cercato anche i dati dell'anvur ma non so quanto siano recenti.
Proseguendo inoltre nelle mie ricerche, mi è parso di capire che l' Unimarconi sia abbastanza rigida. Purtroppo il tempo che potrei dedicare agli studi non è moltissimo e non vorrei infilarmi in una situazione più grande di me. So che gli esami vanno preparati sui libri e che si richiedono parecchie ore di studio al giorno.
Mentre, per quel che riguarda l'Unicusano, sembra esserci meno rigidità ma a discapito forse delle buone opinioni della facoltà .
C'è anche da dire che le informazioni negative non sono propriamente recenti; magari nel frattempo è migliorata la situazione.
Insomma, una gran confusione!
Per caso c'è qualcuno che può darmi una mano ed aiutarmi a chiarire qualche dubbio?
Ringrazio sin d'ora.
Beatrice
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Le facoltà non esistono quasi più e comunque non c'entrano niente con le proprie esigenze: secondo te studiare Infermieristica o Medicina nella facoltà di Medicina è la stessa cosa? Oppure Scienze dell'educazione e Scienze e tecniche psicologiche nella facoltà di Scienze della formazione? Servizio sociale e Relazioni internazionali nella facoltà di Scienze politiche? Tieni presente che lo stesso corso di laurea in diversi atenei si può trovare in facoltà diverse. Addirittura nello stesso ateneo ci poteva essere lo stesso corso di laurea in facoltà differenti, o comunque può essere rappresentata la stessa classe in facoltà differenti.Originariamente inviato da Beatrice84 Visualizza il messaggioBuonasera, sto valutando la scelta della facoltà più adatta alle mie esigenze.
Unimarconi e Uninettuno sono università , non facoltà .Purtroppo però più proseguo nel cercare informazioni più mi confondo! Da una parte sembra evidente la serietà di alcune facoltà , quali ad esempio Unimarconi ed Uninettuno
Tanto premesso, in nessuna università sei obbligata a studiare sui libri, neanche nella più tradizionale delle statale: anche se cà pita non di rado di trovare docenti che ti chiedono di dir loro su quale libro hai studiato e magari di mostrarglielo, in linea generale è richiesto che tu arrivi preparato all'esame e il docente ti deve valutare su quello. Poi, come hai raggiunto quella preparazione è affar tuo. Naturalmente, i docenti si ingegnano in tutti i modi per farti comprare i libri che dicono loro, specie se a scriverli sono stati loro stessi (per ovvie ragioni), quindi anche nelle materie che dovrebbero essere tendenzialmente uguali si inventeranno una qualche strampalata teoria che è presente solo su un determinato libro perché magari è propugnata solo dal relativo autore. Ma in questo caso il problema è aggirabile procurandosi tramite altri studenti appunti riassunti di quello specifico libro o appunti basati su quello che chiede lo specifico docente. Insomma, i modi per efficientare lo studi in rappporto al tempo a disposizione ci sono; poi è chiaro che se uno punta al 30 allora la questione è un po' diversa, ma a giudicare ai voti che mediamente escono dalle università telematiche sembra che siano pochi gli studenti che abbiano queste intenzioni. Poi il tempo per preparare esami dipende da tantissimi altri fattori. Io ad esempio ho preparato in pochi giorni esami che la vulgata considera difficilissimi semplicemente perché
per altri motivi conoscevo già gli argomenti e per me lo studio costituiva perciò un mero ripasso, mentre ho incontrato difficoltà e comunque ho impiegato più tempo per esami generalmente ritenuti abbastanza facili. Inoltre cercavo di massimizzare il rendimento preparando insieme gli esami dello stesso settore scientifico-disciplinare ovvero di settori contigui o affini. Questo è possibile se il tuo ateneo ti consente di sostenere gli esami a prescindere dagli anni di iscrizione. Questo alla Marconi non è possibile in tutti gli esami del primo anno sono propedeutici a quelli del secondo e così via; in altri atenei invece semplicemente non puoi sostenere esami di anni successivi a quello cui sei iscritto, per cui se sei al secondo puoi dare quelli del secondo anche se non hai ancora terminato quelli del primo, ma non quelli del terzo. Negli atenei rimanenti puoi semplicemente dare gli esami nell'ordine che ti pare (a volte però viene posto un tetto annuo, che comunque per normativa non può essere inferiore ai 60 crediti della durata normale, salvo che tu sia iscritto come studente part time).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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grazie
Mi scuso per aver confuso il termine e ringrazio per le delucidazioni in merito
.
Rimango comunque molto confusa in merito alla mia scelta.
Per ogni Università telematica che prendo in considerazione si può trovare tutto ed il contrario di tutto.
Informazioni positive o negative che però non sembrano mai avere fonti attendibili.
Valutando i pro ed i contro dell'Unimarconi e Unicusano (le due verso le quali sarei orientata), non riesco ad arrivare a nessuna conclusione. Forse proprio perché, come dicevo prima, le informazioni sono tante e spesso contrastanti tra loro.
L'Unicusano, ad esempio, sembra avere avuto valutazioni negative dall'anvur (almeno da quello che leggo su molti siti e pagine interent) , ma quando cerco approfondimenti in merito non riesco a trovare nulla.
Al contempo le persone che la frequentano si dichiarano entusiaste e soddisfatte!
Capisco che ognuno tiri l?acqua al suo mulino e che avere un'oggettività di informazioni sia piuttosto difficile, ma vorrei quantomeno avvicinarmi a quella che è la realtà delle cose.
Ringrazio per la gentile risposta.
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Ciao Beatrice, io mi sono laureato alla Unicusano e non ho nessuna intenzione di "tirare acqua" da nessuna parte.Originariamente inviato da Beatrice84 Visualizza il messaggioMi scuso per aver confuso il termine e ringrazio per le delucidazioni in merito
.
Rimango comunque molto confusa in merito alla mia scelta.
Per ogni Università telematica che prendo in considerazione si può trovare tutto ed il contrario di tutto.
Informazioni positive o negative che però non sembrano mai avere fonti attendibili.
Valutando i pro ed i contro dell'Unimarconi e Unicusano (le due verso le quali sarei orientata), non riesco ad arrivare a nessuna conclusione. Forse proprio perché, come dicevo prima, le informazioni sono tante e spesso contrastanti tra loro.
L'Unicusano, ad esempio, sembra avere avuto valutazioni negative dall'anvur (almeno da quello che leggo su molti siti e pagine interent) , ma quando cerco approfondimenti in merito non riesco a trovare nulla.
Al contempo le persone che la frequentano si dichiarano entusiaste e soddisfatte!
Capisco che ognuno tiri l?acqua al suo mulino e che avere un'oggettività di informazioni sia piuttosto difficile, ma vorrei quantomeno avvicinarmi a quella che è la realtà delle cose.
Ringrazio per la gentile risposta.
Le ultime valutazioni ANVUR della Unicusano erano effettivamente negative, però (credo a breve) dovrebbero uscire valutazioni aggiornate e "voci di corridoio" fanno propendere per un trend positivo.
La mia esperienza ha anch'essa un bilancio positivo e personalmente non ho riscontrato nessuna delle situazioni "mitologiche" che si leggono sul web. Ho studiato tanto per arrivare alla laurea (giorno e notte) e le uniche differenze sostanziali rispetto alle statali sono state: burocrazia ridotta (non azzerata), disponibilità del personale amministrativo e del corpo docente, possibilità di sostenere gli esami (scritti nelle sedi decentrate e orali/scritti a Roma) quasi ogni mese.
Per il resto: no esami farsa, no esami a crocette, no programmi striminziti di poche pagine, no riconoscimento massivo di CFU, assolutamente no promozione assicurata.
Ho l'impressione che l'università abbia avviato un (ambizioso) progetto di crescita e, complice la politica di severità del MIUR, stia tentando di smarcarsi dalle voci negative che l'hanno accompagnata negli anni passati.
Il carico di lavoro è impegnativo, bisogna studiare sulle slides, dispense e anche testi consigliati. E' opportuno seguire le videolezioni (nella maggior parte dei casi obbligatorie) la cui fruizione è monitorata attraverso domande specifiche inerenti l'argomento trattato al momento. Tutti i tempi trascorsi in piattaforma sono monitorati tramite contatori.
Esistono attività accessorie all'esame chiamate "etivity" che i professori assegnano e valutano ai fini dell'esame.
Un elemento negativo che mi ha dato veramente fastidio consiste nella lentezza della correzione dei compiti scritti che alle volte ha raggiunto le 3 settimane!
Purtroppo la pergamena di laurea della Unicusano è (a mio avviso) la più brutta tra tutte le università italiane e conserva il nome Telematica nella intestazione.
Alla luce della mia (personalissima) esperienza mi sento dunque di consigliare l'Unicusano per serietà e qualità del percorso di studi però noto sulla mia pelle che ancora oggi questa università gode di bassa reputazione tra le già poco apprezzate unitelematiche.
Altre università telematiche (che io non conosco) come la Marconi e la Uninettuno invece, oltre ad avere valutazioni positive dell'ANVUR, godono di una buona reputazione "generale".Ultima modifica di Nico74; 20-11-2018, 17:43.
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Il trend è la tendenza, cioè l'evolversi di una situazione nel tempo; quando si parla di trend si parla cioè di un flusso, non di una singola valutazione, ergo non significa niente «le voci di corridoio fanno propendere per un trend positivo». Semmai fanno propendere per una valutazione positiva; il differenziale tra la valutazione vecchia e la nuova rappresenterà il trend che, se confermato, porterà a un ulteriore incremento del punteggio la volta successiva.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Stando ad una rigida analisi del testo, la tua osservazione ci può stare. Ma secondo un'interpretazione testuale maggiormente estensiva, il termine trend trova "legittimazione" nella dinamicità del concetto di valutazione precedentemente negativa ed ora non ancora ufficialmente positiva ma in via di "positivizzazione" (tendenza) a seguito di "voci di corridoio".Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioIl trend è la tendenza, cioè l'evolversi di una situazione nel tempo; quando si parla di trend si parla cioè di un flusso, non di una singola valutazione, ergo non significa niente «le voci di corridoio fanno propendere per un trend positivo». Semmai fanno propendere per una valutazione positiva; il differenziale tra la valutazione vecchia e la nuova rappresenterà il trend che, se confermato, porterà a un ulteriore incremento del punteggio la volta successiva.
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In docimologia e in statistica il termine "tendenza" assume un significato ben preciso. Se la valutazione c'è stata una sola volta, parlare di trend non è nemmeno corretto. In presenza di almeno due valutazioni, possiamo effettuare un'analisi tendenziale e dunque inferire se il trend sarà confermato o meno.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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