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Prime impressioni su Unitelma Sapienza
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Diciamo che le università già ci mettono del loro con le titolazioni bizzarre; cerchiamo di mantenere un contegno almeno nelle classi.
Teniate presente che le classi causano non pochi problemi perché molta gente non sa cosa siano. Ancora oggi, a distanza di 19 anni dalla riforma, alcune amministrazioni bandiscono concorsi con su scritto «Sono richieste laurea in Scienze politiche, Giurisprudenza o Economia e commercio oppure le corrispondenti lauree (L) conseguite al termine di corsi attivati in base ai regolamenti di attuazione dell'art. 15, comma 95, della legge 127/1997. In caso di equipollenza il candidato avrà cura di indicare gli estremi del provvedimento giuridico, a pena di esclusione». E lì diventa un casino perché il concetto di corrispondenza non è giuridicamente definito (quando poi parlano di titoli EQUIPOLLENTI del nuovo ordinamento allora fanno un vero e proprio casino”¦ e lì fioccano i ricorsi). Altre amministrazioni invece specificano i titoli del nuovo ordinamento indicando non gli estremi delle classi, ma proprio il nome della classe come se fosse il nome della laurea, per esempio «laurea in Scienze politiche e delle relazioni internazionali, Scienze economiche, Scienze giuridiche, Scienze dei servizi giuridici; laurea magistrale in Giurisprudenza» (sistematicamente si dimenticano di Scienze dell'amministrazione, Teorie e pratiche della normazione e dell'informazione giuridica, Scienze dell'economia e della gestione aziendale, semplicemente perché cercano i nomi più simili alle lauree del vecchio ordinamento, ignorando che alcune vecchie lauree hanno 'generato' più classi). E così via.
Secondo me sarebbe necessaria una forte semplificazione.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Sulle classi: nel 90% delle richieste che fanno gli utenti su questo forum c'è la convinzione che il nome che l'università ha dato al corso di laurea qualifichi.
Provo sempre a spiegare che sono "solo" L18, L33 e così via, ma è un concetto difficile da capire per molti.
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Aggiornamenti su Unitelma Sapienza.
Ho avuto la conferma che un master per abbreviare il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza non esiste. Non che non riconoscano i crediti, ma non hanno corsi di master con esami solo giuridici (si consideri che la loro magistrale in Giurisprudenza nell'à mbito di un unico curriculum ufficiale, come previsto dal regolamento della classe, ha diversi piani di studio, denominati "percorsi", alcuni dei quali sono solo ed esclusivamente giuridici, o quali). Inoltre chi si iscrive a un corso di master universitario di primo livello evidentemente ha già una laurea, quindi se vuole iscriversi al corso di laurea magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza gli verranno riconosciuti gli esami di quella laurea: i quali, per chi è laureato in roba tipo Scienze politiche, Scienze dell'amministrazione, Scienze giuridiche o Scienze dei servizi giuridici, inevitabilmente si sovrappongono con quelli del master. Quindi, al massimo il master abbrevia il percorso di 30 crediti, pari a un semestre. In sostanza si riesce a recuperare quel poco che sere per essere iscritti al quarto anno, visto che di solito dalle lauree di base convalidano i crediti di due anni e mezzo (come pure la Marconi). Quindi in totale ci vogliono 6 anni e non 5.
Tuttavia riconoscono, ovviamente, le carriere maturate presso altri atenei, quindi si potrebbe prendere un master alla Pegaso e poi tornare a Unitelma per la magistrale.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Pensa che in un altro forum un utente insisteva col dire che nei concorsi di solito non richiedono le classi ma le lauree specifiche, «per esempio per Ingegneria chiedono sempre Ingegneria civile oppure meccanica oppure gestionale etc.». A leggere queste e altre corbellerie che ha scritto atteggiandosi a esperto, ho rinunciato dapprincipio a cercare di spiegargli che le lauree da lui citate fanno parte di classi differenti. Molti sono convinti che la classe dipenda dalla facoltà ... o dal dipartimento. Morti di sonno proprioOriginariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioSulle classi: nel 90% delle richieste che fanno gli utenti su questo forum c'è la convinzione che il nome che l'università ha dato al corso di laurea qualifichi.
Provo sempre a spiegare che sono "solo" L18, L33 e così via, ma è un concetto difficile da capire per molti.
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Fermo restando, naturalmente, che l'impianto formativo tra due corsi della stessa classe può essere anche radicalmente differente, così come possono essere diversi anche due corsi della stessa classe che hanno il medesimo nome in due atenei diversi.
Lo abbiamo visto con le magistrali economico-aziendali, del resto: ce ne sono alcune che praticamente non hanno esami dei settori scientifico-disciplinari SECS-P, mentre invece vi è rappresentato M-PSI/05. In Unimore ci sono Relazioni di lavoro che è tutta giuridica, Economia e diritto per l'impresa e la pubblica amministrazione che è mista giuridico-economica (più giuridica direi), Management e comunicazione d'impresa che ha un piano di studi assimilabile alle lauree magistrali di classe LM-59.
A livello di laurea, invece, i corsi che si differenziavano di più erano quelli di classe 14. Con il riordinamento delle classi, la nuova classe L-20 annovera molti meno corsi di laurea di prima (i corsi di laurea in questa classe nel 2004 erano ben 83, con singoli atenei ”’ Palermo, Lumsa, Ferrara, Sapienza, Perugia ”’ che ne avevano attivati sino a 5, magari ulteriormente suddivisi in curricula, mentre oggi siamo a meno della metà , con alcune sedi ove la classe prima era rappresentata e ora non più, come l'Orientale e la UniHSR, o al massimo compare in un corso interclasse) e sono generalmente molto più simili, anche se alcuni mantengono impianti 'dissidenti' tradizionali (vedi quello della Bicocca, a trazione psicologica).
Sono abbastanza diversi anche i corsi di classe L-40, però la differenziazione è minima, nel senso che tra due laureati di classe 14 è possibile che abbiano in comune solo gli esami di lingue e di inglese, mentre sostanzialmente la classe L-40 risente della tradizione storica dell'ateneo: in quegli atenei in cui esisteva Sociologia con il previgente ordinamento (in ordine di istituzione Trento, Federico II, Sapienza, Cattolica e Bicocca: in tutti questi atenei c'era proprio la facoltà di Sociologia, ma alla Federico II inizialmente il corso venne attivato presso la facoltà di Lettere e filosofia e alla Sapienza la facoltà di Sociologia nasce dalla trasformazione della facoltà di Magistero, che in tutti gli altri atenei è diventata Scienze della formazione), i piani di studio sono più umanistici e tendono ad affiancare alla sociologia discipline linguistiche, pedagogiche, letterarie, filosofiche e antropologiche; laddove invece i corsi di laurea della classe L-40 (e, prima, della classe 36) sono stati attivati da facoltà di Scienze politiche, tendono a essere più simili all'indirizzo politico-sociale del corso di laurea in Scienze politiche del previgente ordinamento, quindi hanno la base comune a tutti i corsi di laurea in Scienze politiche, cioè perlomeno Microeconomia (o Economia politica), Statistica, Storia moderna e/o Storia contemporanea, Istituzioni di diritto pubblico (o Diritto costituzionale o Diritto pubblico italiano e comparato) e talvolta anche Macroeconomia o Politica economica, Istituzioni di diritto privato e Scienza delle finanze, e poi dedicano soprattutto il secondo e il terzo anno a esami sociologici, che prima non trovano spazio.
Anche la classe L-36 (vecchia 15) non scherza quanto a differenziazione di contenuti, però in quel caso gli à mbiti del sapere sono sempre quelli. Sono le proporzioni tra di essi che cambiano, cioè un settore può essere più o meno rappresentato. Non che con il previgente ordinamento non fosse così (anzi era possibile laurearsi in Scienze politiche con indirizzo politico-economico con un piano di studi identico in tutto e per tutto a quello di Economia politica oltre alle due lingue straniere, dato che a Economia politica non ne era presente neanche una), ma molte delle differenze erano imputabili alle scelte individuali, anzi con la vecchia distinzione tra esami fondamentali ed esami complementari praticamente metà piano di studio era demandato alla libera scelta dello studente (il quale peraltro poteva pure proporre un piano individuale).
In à mbito umanistico non saprei, ma ho il sentore che anche lì tra un ateneo e un altro ci sia un bel po' di differenza.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Però se vai a vedere sono docenti che hanno maturato questa formazione eterogena al di fuori di Telma Sapienza: Limone ha insegnato tutte queste cose anche all'Università del Salento e in altri atenei romani.
Pasquale Luigi di Viggiano, che in Unitelma Sapienza è docente a contratto, dopo il liceo classico e la laurea in Pedagogia presso una facoltà di Magistero si è occupato a livello accademico e nel Cnr di Metodologia delle scienze sociali e Socioloigia, poi ha conseguito un dottorato in Scienze giuridiche con indirizzo Filosofia e sociologia del diritto, quindi ha avuto incarichi nel settore IUS/20, nel settore SPS/08 (Sociologia dei processi culturali e comunicativi) e nel settore SPS/10 (Sociologia dell'ambiente e del territorio).
Fabrizio Bercelli, che ora sarà in pensione, è laureato in Fisica e ha insegnato, sempre all'Università di Bologna, solo che io mi ricordi Sociologia generale (SPS/07), Teoria e tecnica del colloquio psicologico (M-PSI/01, Psicologia generale) e perfino Psicoterapia presso la scuola di specializzazione in Psicologia clinica (sede di Cesena). Oggi scrive nelle sue brevi biografie che si occupa principalmente di interazioni tra sociologia e linguistica.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Forse la storia dell' "incardinamento" di ricercatori e docenti negli SSD è l'aspetto peggiore della discrepanza tra vecchio e nuovi ordinamenti. Ma come, prima si parla continuamente di interdisciplinarietà e poi si consente di sfibrare l'educazione superiore in 367 compartimenti stagni, da molti dei quali poi scaturiscono corsi dai contenuti quasi uguali (specialmente nelle aree economiche, socio-politiche, giuridiche e umanistico-educative)? Suddivisioni troppo atomiche, ed anche piuttosto ipocrite, visto che valgono soltanto per le posizioni "tenure-track" (ricercatori di fascia A e B, professori associati e ordinari), mentre gli insegnamenti a contratto su cui si basa molta della didattica attuale delle università italiane continuano ad essere a discrezione dei dipartimenti.
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Ma anche le supplenze e gli affidamenti, Rael25: i casi di cui sopra riguardano docenti di ruolo incardinati in un settore ma che poi hanno tenuto insegnamenti in settori totalmente differenti. E poi guarda i loro titoli di studio...BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Se mi è consentito (visto che è un post di altri) vorrei proporvi un quesito semiserio (serio perché comunque è realistico, semi- perché riguarda un futuro non remotissimo ma sicuramente non immediato). Il Dottore mi dica se posso qui, altrimenti apro un thread mio.
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Certo che puoi, Rael25. Se l'admin non ha nulla in contrario.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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AlloraOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioCerto che puoi, Rael25. Se l'admin non ha nulla in contrario.
Dopo circa due anni due di tribolazioni, ripensamenti, innamoramenti fulminei e altrettanto repentine delusioni, ho finalmente scelto il mio percorso di laurea magistrale. Al 95% sarà una LM-84 a Roma (in bilico tra Sapienza e Roma Tre, con il secondo ateneo al momento in vantaggio per essere riuscito a darmi un'idea di massima di quanto esami integrativi mi toccherebbero con largo anticipo rispetto al primo, il cui periodo di prevalutazione apre fra qualche settimana al modico prezzo di 10 euro per un pdf), per il 4% una LM-62 (obtorto collo tra Sapienza e UniMarconi, visto che la LUISS la dovrei pagare espiantandomi degli organi), mentre il restante 1% resta per altre classi magistrali di ripiego (fondamentalmente LM-52 e LM-90).
Ciò detto, si ponga un futuro in cui io abbia trovato una stabilità professionale ed economica sufficiente a farmi ambire di nuovo al conseguimento di altri titoli di studio. Basandovi anche su vostre concezioni personali, quale secondo titolo mi consigliereste di affrontare nel futuro, tenendo in considerazione queste condizioni:
- Le lauree devono essere magistrali, al massimo magistrali a ciclo unico.
- Le lauree possono avere laboratori e tirocini o meno.
- Considerando la futuribile posizione lavorativa, si consideri più importante la denominazione del corso ed il suo monte crediti specifico che la sua classe ministeriale (ma non dimenticate di includerla).
- Si possono considerare anche corsi afferenti a classi di laurea già citate da me.
- Non ci sono teoricamente limiti geografici ed economici di riferimento, con l'unica condizione che deve trattarsi di lauree di ordinamento italiano.
- Potrete ordinare i consigli liberamente sulla base di qualunque criterio (utilità , projected income, accettabilità presso la PA, gente famosa che ha preso questo titolo, bellezza oggettiva come titolo di vanità , etc.).
- Indizi personali: ho un carattere abbastanza assertivo, incline alla critica (dove sono più forte nella pars destruens che in quella construens), ma non tendenzialmente ostile all'inquadramento generale delle cose, anzi molto legato alle strutture dei sistemi ordinati. Ho una buona capacità mnemonica, ma sono poco costante e perseverante. Scolasticamente ho sempre dato il meglio nelle materie umanistiche (italiano, storia, filosofia, lingue straniere, religione, storia dell'arte) ed il mio peggio in quelle scientifiche (matematica, fisica, chimica, scienze naturali e disegno tecnico), con le due eccezioni di biologia (in cui ero buono nonostante fosse una scientifica) e latino (in cui ero ottimo in letteratura e pessimo in grammatica). In università , una tendenza di questo tipo si è tradotto nell'iscrizione ad una L-36, in cui ho fatto rilevare un andamento molto buono nelle materie politologiche e storiche, uno medio in quelle giuridiche e linguistiche ed uno scarso in quelle economico-statistiche.
Al vostro buon cuore ed alla vostra pazienza il rispondermi.
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Rael25, però se mi permetti, mentre tra LM-62, LM-52 e LM-90 sussiste una certa omogeneità (sono tutte classi di à mbito politologico; mancano la LM-63, che è più giuridica, e la LM-81, che è più economica), la LM-84 proprio non ci azzecca niente; sei sicuro della tua scelta?
Comunque potresti valutare anche una di queste due lauree magistrali:
- Mass media e politica all'Alma mater studiorum Università di Bologna, sede di Forlì, classe LM-62;
- Comunicazione pubblica, sociale e politica alla Università degli studi di Napoli Federico II, classe LM-88.
Sono due lauree magistrali fondamentalmente in comunicazione, ma la cosa furba è che afferiscono ad altre classi, in particolare la prima a quella di Scienza della poitica e la seconda a quella di Sociologia.
Con la classe di Scienza della politica puoi accedere praticamente a tutti i concorsi pubblici, compreso quello per la carriera diplomatica e, se ne hai l'età , quello per commisssario di Polizia.
Con la classe LM-88 puoi accedere ad alcuni concorsi in à mbito socio-sanitario (soprattutto comuni).
Ovviamente per questi concorsi dovrai integrare con tantissimo studio personale, dato che di fatto nei corsi studierai altre cose.
A livello di insegnamento la prima va bene per la classe di Diritto ed economia, la seconda per quella di Filosofia, pedagogia e scienze dell'educazione, in entrambi i casi integrando dei crediti.
Nel privato purtroppo sono lauree che valgono poco. Sappilo. Ma non valgono meno della LM-84, anzi probabilmente qualcosa di più. Potresti andare a occuparti di formazione, comunicazione in una qualche agenzia... Purtroppo sono à mbiti in cui il precariato impera.
D'altro canto, nessuno dei tuoi titoli, in teoria, ti dà accesso ai concorsi per i ruoli di cui alla legge 150/2000 e al dpr 422/2001. Ma non credo sia molto difficile convincere gli enti banditori a farle passare come titoli in «materie assimilate», come recita la norma.
Venendo ai tuoi quesiti:
1. se lavori a tempo pieno in teoria non puoi svolgere un tirocinio, se per tirocinio intendiamo il contratto di tirocinio formativo e di orientamento (cosiddetto stage, internship, traineeship o training on the job), poiché esso implica l'apertura di una posizione assicurativa Inail come se fosse un lavoro. Di solito, però, le università dispensano dai crediti relativi ai tirocinà® gli studenti lavoratori, potendo riconoscere sino a 12 crediti per le attività professionali. Grossomodo lo fanno anche le statali. Ad alcuni miei amici l'Università di Firenze ha riconosciuto lavori che non c'entravano nulla con gli studi svolti. In altri atenei consentono di sostituire il tirocinio con un laboratorio o altre attività formative. In rari casi perfino con esami (che però non fanno media se fanno parte delle attività F).
2. a mio avviso non è possibile conseguire due titoli della stessa classe perché sul piano giuridico è come se conseguissi due volte lo stesso titolo. Non è una impostazione condivisa, però. Se non sbaglio nel regolamento didattico di un ateneo ho visto che ciò era indicato espressamente come possibile, a patto da presentare una dichiarazione di consapevolezza (o meglio veniva richiesto di dichiarare come mai si avesse intenzione di conseguire una seconda laurea avente valore legale identico a quello della laurea già posseduta e questo mi appariva come un modo indiretto, ma inequivoco, di accertare che lo studente ne avesse coscienza). D'altro canto dovrebbe invece essere possibile conseguire due volte la stessa laurea interclasse, prima in una classe e poi nell'altra: eppure, l'Università di Modena e Reggio Emilia, da me interrogata in relazione al corso di laurea magistrale in Economia e diritto per l'impresa e la pubblica ammnistrazione, mi ha risposto che non lo consente.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Ti rispondo per punti separati, con le quotes ci metto troppo.
1. LM-84: Non posso considerare il mio percorso L-36 come un buon percorso, scelto in maniera irresponsabile e sbrigativa subito dopo la maturità , affrontato con superficialità per i primi anni e con grande fatica una volta divenuto fuoricorso. Ora, specialmente per quanto concerne i percorsi "internazionali", le lauree politologiche nell'ultimo ventennio sono state invase da studi e metodi quantitativi, anche in materie in cui se ne potrebbe fare serenamente a meno, dunque, considerando che le cose che ho fatto bene in questo percorso avrei potuto trovarle anche in altri ordinamenti triennali, ho deciso di "correggere" tardivamente il mio curriculum, facendo almeno la seconda parte del percorso che, col senno di poi, sarebbe stato davvero quello della mia vocazione (L-42 => LM-84).
2. LM-62: I percorsi generici hanno la capacità di approssimarsi a molti altri, il che può essere un bene se si riesce ad utilizzare concretamente gli argomenti studiati, e non solo la classe del titolo, nella ricerca di un impiego. Ho avuto modo di vedere percorsi LM-62 ben strutturati in ambiti economico-finanziari, amministrativo-giuridici, comunicativo-aziendali e perfino informatici, ma purtroppo il grande assente (stessa cosa si può dire per LM-90 e, forse anche più aggravata, per LM-52) è proprio l'ambito politologico (nello specifico, i settori SPS/01, SPS/02, SPS/03 spesso assenti e insegnamenti di SPS/04 trattati malissimo e snaturati da docenti spesso provenienti da vecchie specializzazioni in diritto internazionale pubblico o politica economica); il che, in una laurea che si chiama "Scienze della Politica", non mi sembra una cosa positiva. Detto questo, ed anche il modo in cui le materie storiche vengono trattate come insegnamenti di terz'ordine in percorsi come questi, ho ritenuto opportuno migrare verso qualcosa di più consono alle mie inclinazioni (senza togliere il fatto che, prima o poi, una LM-62 me la "metterò nella fondina").
3. LM-88: Non ti nascondo che ci avevo pensato anche come declinazione immediata (ovviamente restando a Roma, mentre il percorso della Federico II è ancora più interessante), ma, allo stesso "costo-opportunità ", ci sono percorsi LM-56 con contenuti molto simili, ma molto più remunerativi nella ricerca di impiego pubblico o privato. Nel settore dell'insegnamento medio, la LM-88 diventerebbe una scelta peregrina, che richiederebbe troppe integrazioni anche per le sue classi "naturali" di concorso come A18 (96 CFU) e A19 (in cui non è nemmeno ammessa, mentre invece con la LM-84 o una LM-78 ci si entra lisci lisci probabilmente anche senza tutti i corsi da 24 CFU integrativi per insegnanti); mentre in quello di formazione professionale e continua, mi sembrano più attinenti magistrali come LM-57, LM-85 standard e LM-92 (anche se è un ambito professionale in cui i titoli accademici continuano a contare pochissimo, ho visto personalmente geometri cinquantenni soltanto diplomati mangiarsi vivi architetti e ingegneri industriali freschi di esame di iscrizione agli albi).
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