Ammetto prima di tutto di NON conoscere la realtà telematica se non per sentito dire.
Ho due lauree, una magistrale a ciclo unico (giurisprudenza) e una magistrale biennale (scienze amministrative), ho seguito corsi di specializzazione e perfezionamento in Italia e all‘estero e fra dottorato, lauree e corsi vari ho vissuto realtà universitarie a Milano (Statale e Bicocca), a Ferrara, a Macerata, a Camerino, a Udine, a Trieste, e a Modena e Reggio Emilia, mentre sto per iscrivermi a Pisa (laurea magistrale in informatica umanistica).
Mai una telematica? Perché?
Sono il primo ad ammettere che ho dei pregiudizi in proposito (e questi, nel caso fossero fallaci, vorrei fugarli) a cui però si aggiungono considerazioni personali che ho maturato anche qua sul forum, tre su tutte.
La prima è che ho letto che in alcune università non è richiesta la presenza ma comunque devi visionare per forza dei video o simile: questo per me è un vincolo, che sinceramente non apprezzo. Di norma non frequento nelle statali (anche perché lavoro) e mi presento come non frequentante mentre qua, in una telematica, sarei obbligato (a quanto ho capito) a una sorta di frequenza digitale. La seconda riguarda i video delle lezioni che in alcuni casi ho letto risalire ad anni e anni addietro. Ora, è vero che alcune materie sono cambiate relativamente poco (mentre per altre direi di più), però è anche vero che questo non mi sembra un buon biglietto da visita, sinceramente.
Terzo punto, i test a crocette che, a mio parere (e mi sembra che anche Dottore avesse segnalato qualcosa di simile) spingono a creare una curva gaussiana, spostata verso il 18-24; quasi impossibile esser bocciati, difficile arrivare al top, abbastanza semplice raggiungere un‘aurea mediocrità .
Intendiamoci, la mia non è una critica diretta in un‘unica direzione: per esempio trovo sconcertante che Pisa abbia aperto le iscrizioni ma ancora non abbia ufficializzato le nuove tasse, indicando quelle dell‘anno 2019/20 come riferimento e indicando che ci saranno scostamenti minimi. Sono sicuro che sarà così ma se da due mesi sai che aprirai le iscrizioni il 29 luglio, agisci di conseguenza.
Inoltre, sinceramente, non so se e quanto le telematiche siano più facili delle altre, ma in generale mi sembra che ormai in qualunque università e in qualunque disciplina (o quasi) quantomeno la sufficienza o poco più sia una formalità (e, prima che mi diciate che conosco solo l‘ambito giuridico/amministrativistico, ho spesso aggiunto esami sovrannumerari, e conto nella carriera anche alcuni MAT/xx, M-PSI/xx, L-FIL-LET/xx, BIO/xx e,pochissimi, ING-IND/xx ”“ non ho di certo competenza generale in questi ambiti ma qualcosa l‘ho assaggiato spesso e volentieri).
Comunque ammetto che in generale non ho mai neanche vagliato le telematiche, anche per il pregiudizio sociale che secondo me si è radicato e le accompagna (considerando inoltre che non studio per “lavorare” visto che già lavoro, ma semplicemente per interesse personale).
Quindi, finito questo lungo sproloquio, le mie domande sono: esiste sicuramente un pregiudizio, ma ha qualcosa di vero oppure no? E come possiamo rendercene conto (nel bene o nel male)? Si può in qualche modo effettuare una valutazione serena?
E sui tre punti che ho segnalato, sono diffusi o sono singoli casi che io erroneamente ho elevato a generalità (eventualmente tralasciando il primo, che credo sia più un limite personale)?




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