In teoria la laurea magistrale dovrebbe costituire un titolo di livello avanzato richiesto per svolgere attività di elevata qualificazione in à mbiti specifici. Di fatto si è ridotta a completamento di un percorso lasciato a metà : basti vedere come si esprimono le persone al riguardo, anche su questo forum. «Mi sono laureato in [”¦] e prima di laurearmi avevo fatto la triennale in [”¦]», «devo completare il ciclo di studi». Prova a rivolger la domanda «in cosa sei laureato?» a un gruppo di studenti di laurea magistrale e vedi come ti rispondono.
A contribuire al depauperamento della laurea magistrale ci si sono messi:
- la mancata attuazione della legge 53/2003 nella parte in cui prevedeva che la formazione degli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado dovesse avvenire all'interno di corsi di laurea magistrale direttamente abilitanti (senza crediti aggiuntivi, PF24, FIT, PAS, SISS etc. etc. etc.);
- l'assurda e illogica equiparazione delle vecchie lauree alle nuove lauree magistrali disposta con decreto interministeriale 9 luglio 2009 (come se quando hanno inventato il dottorato avessero equiparato le vecchie lauree a quest'ultimo);
- il trasferimento di professioni regolamentate prima svolgibili col diploma sulla laurea (e.g. consulenti del lavoro) o addirittura sulla laurea magistrale (vecchi ragionieri equiparati a dottori commercialisti);
- la laurea specialistica (antesignana della laurea magistrale) considerata un titolo post lauream ai fini dell'accesso alla dirigenza pubblica (vedi formulazione originaria del d.lgs. 165/2001) e poi trasformata in titolo indispensabile (vedi d.lgs. 75/2017), mentre nella P.A. imperversano dirigenti anche generali che si sono fermati al diploma (vedi Carlo Musto d'Amore prima che andasse in pensione);
- violazione sostanziale da parte dell'Italia degli accordi assunti in sede internazionale (processo di Bologna, convenzione di Lisbona sullo Spazio europeo dell'istruzione superiore) in quanto non considera il master universitario alla stregua della laurea magistrale pur essendo entrambi titoli di secondo ciclo e livello EQF 7.
Secondo me ciò che bisogna tassativamente evitare sono queste sequenze, ovvie e scontate specie se i corsi non hanno marcatori particolari (ad esempio presso gli atenei Unimore, Roma tre e Link campus ci sono corsi LM-56/LM-77 che hanno la peculiarità di essere indirizzati al diritto e all'economia del lavoro):
- L-18 + LM-77;
- L-33 + LM-56;
- L-36 + LM-52 o LM-62;
- L-20 + LM-59 (meglio trovare una L-20 già caratterizzata in area marketing, pubblicità e comunicazione d'impresa e poi proseguire semmai su una LM-77 di simile orientamento);
- L-19 + LM-85;
- LM-39 + LM-87;
- L-40 + LM-88.


)...

Non l'ho capìta
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