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Uninettuno: una pessima esperienza!

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  • #31
    tu puoi chiaramente parlare di quello che vuoi, ma senza argomentare i fatti capisci che le persone sono confuse a riguardo.
    Ha avuto una esperienza negativa ed e' chiaro, non mi e' chiaro ad esempio il perche'.
    Mi e' chiaro che non andavi d'accordo con i colleghi, e come tu hai un libero pensiero io mi chiedo perche' ci volevi avere a che fare.
    Tutto qui. ciao.

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    • #32
      Ovviamente si può parlare male di una propria esperienza, che sia verso una tradizionale o una telematica. Infatti non concordo con l'idea che a volte trovo paventata nel forum di "non chiedere quale sia la telematica migliore" o "non fare confronti" perché si scatena il flame.
      La discussione, se razionale e basata su toni civili, di certo non fa male. Se invece ci sono persone che alzano i toni apposta, insultano e simile, prima si riprendono pubblicamente e poi nel caso si bannano.

      Una cosa invece sulla quale concorco con Marius è il tema "colleghi" e più che altro vorrei capire cosa intende Alteruni; all'università  (soprattutto se telematica) non si è più come a scuola dove hai un gruppo classe con cui volente o nolente devi convivere e avere relazioni stabili, quantomeno negli anni di frequenza.
      Proprio per questo, se non ti trovi bene con della gente, non la frequenti, senza che avvenga nulla di male. Dispiace? Magari a qualcuno sì, ma di certo la socialità  non è indispensabile in questo contesto né fa parte degli scopi principali dell'università .

      E' questo che mi lascia un po' perplesso, quando parla di "Sono proprio queste persone che creavano disagio agli altri, diatribe in ogni occasione e attacchi continui a chi davvero studiava! Gente che nei gruppi passava il tempo a sparlare e a mettere in piazza cose personali di questo e di quello! Livelli bassissimi, accuse e altre cose chnon posso riprendere pubblicamente anche perché, sobo sicuro che con un po di sforzo ci si arrivi, anche gravi."

      Cioè, sinceramente a parte forse l'accusa di "aver copiato", "aver comprato un esame" o "avere una relazione con un/a prof" non riesco a capire che accuse possano muovermi delle persone che evidentemente amiche mie non sono, che non mi conoscono (perché dubito che con persone così si sia stretto chissà  che rapporto) e, soprattutto, che peso possano avere per me.
      Le accuse, anche se ingiustificate, possono far male? Sì ma qua bisogna cercare di mettere un punto fermo alla cosa. Fastidio sì, molto fastidio sì,... Ma se sono davvero "diatribe degne della scuola elementare", allora semplicemente smetti di ascoltarle, soprattutto se sono svolte su gruppi ufficiosi su Telegram e simile dove in realtà  non vige alcuna regola.

      Non riesco davvero a capire. E sicuramente non sono uno che si schiera a favore delle telematiche per partito preso, come si evince dai miei post. Ho curiosato, ho trovato delle criticità  e ho fatto domande. Ma "non mi trovo bene con gli altri studenti, sparlano, sono di basso livello, criticano senza motivo" mi dispiace ma non riesco a capire come possa essere un problema imputabile all'università  e come, in generale, possa poi essere un grande problema. Mi dicono che non merito il voto? Contenti loro, contenti tutti. Chissenefrega alla fin fine... Questo vale per l'università  e anche per la vita, dove commenti così, soprattutto da mediocri e invidiosi, ne troviamo tutti a bizzeffe.

      Comunque la critica è sempre consentita però secondo me, Alteruni, dovresti metterci meno passione e più elementi oggettivi, se vuoi che se ne discuta e si affrontino i problemi.
      Facciamo un esempio concreto. Ti cito: "In questi giorni mi sto anche preparando per diversi test di ammissione per delle magistrali. Ho subito notato che i libri consigliati ed usati nelle triennali pubbliche sono molto più corposi, complessi ed esaustivi."
      Fai degli esempi. Prova a dire: "Per esempio qua a UNINETTUNO consigliavano X, mentre a UNIMIB consigliano X+Y, a UNITN Z+G e così via". Almeno si ha una base da cui partire.

      Ovviamente prendi le mie parole per quello che sono; di certo non vogliono offendere e sono consigli, nonché manifestazioni delle mie perplessità  (che tu puoi fugare senza problemi) nel leggere alcuni post.

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      • #33
        Forse scrivo arabo.

        Et... Et. Sta per due cose. Nella mia esperienza (e l'ho scritto a chiare lettere) sono scontento SIA per la didattica SIA per l'ambiente. Per cortesia, prima di fare associazioni che io non ho proposto LEGGETE quello che ho scritto. Io NON HO SCRITTO che non mi piaccia l'Uninetto in quanto Ateneo a causa dell'ambiente ma che non mi sia piaciuta a se stante, per via delle VDL pessime, per via di tutor che a nulla sono serviti, per via di argomenti che ho trovato veramente superficiali e materie troppo improntate solo sul Sociale, per il fatto che se cambi con altre università  devi fare conto di recuperare decine di crediti, per via che (SI VADA A LEGGERE CORTESEMENTE QUELLO CHE HO SCRITTO) mi hanno portato a sborsare altre mille euro dopo che ho terminato per tempo tutti gli esami e il Relatore e nonostante il mio inseguire la correzione della tesi su cui lavoravo questi trovava mille scuse e quasi mai rispondeva, mi ha portato a perdere due sessioni di tesi gratuite! Del fatto che ho dovuto fare una guerra pazzesca per ottenere di poter, per la terza sessione di laurea e sborsando altri €1000,00, finalmente discutere la tesi!

        Anche ove i colleghi fossero stati ottimali COMUNQUE non sono soddisfatto dell'Università . Risposte inesistenti, un'università  che ti chiede €2000,00 l'anno parlando di didattica a distanza e poi ha delle videolezioni di vent'anni fa fatte malissimo, assolutamente inutili, che non spiegano nulla! Dovrebbe proprio questo essere il punto della "Didattica a distanza". Altrimenti, cosa che poi uno è stato costretto a fare, si prepara coi libri. Ma, a quel punto NON MI FAI PAGARE VDL inutili. Servizi inesistenti, tutor menefreghesti e quant'altro!

        Il discorso poi dell'ambiente: qui non c'entra frequentare o meno né l'amicizia: si parla del livello medio. Se nei gruppi c'è gente che ride di colleghi morti, se si mettono voci negative, se si mettono in piazza fatti personali, se si ingaggiano litigi in sede d'esame, se la media di questa Università  è fatta da gente che ha difficoltà  a comprendere un semplice testo scritto, a formare un discorso proprio, a fare una semplice sintesi, se ci mettono 4 mesi per imparare una semplice teoria stadiale... Abbiate pazienza ma è un Ateneo ricettacolo di ignoranti. E sentirsi associati ad un'università  del genere personalmente mi fa ribrezzo.

        Ma allora che senso ha laurearsi? Che PRESTIGIO c'è, che serietà  c'è a seguire un corso di Laurea se la maggior parte degli allievi è ignorante, arrogante e profondamente cafone...
        É, rispetto alle mie conclusioni, un'università  per persone che hanno forti lacune scolastiche, con grossi problemi ad affrontare uno studio serio e che spesso non hanno neanche avuto i mezzi per acquisire una giusta educazione. Io non c'entro nulla con questa marmaglia. Ed ho dovuto (ho spiegato molto bene perché) avere lo stesso inutile titolo di questa gente!


        Spero di essermi spiegato. Non intendo ripetere per l'ennesima volta quello che ho scritto in maniera più che esaustiva
        Ultima modifica di Alteruni; 19-08-2020, 09:58.

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        • #34
          Benvenuto nel forum, Alteruni.

          Ho letto con interesse la tua testimonianza.

          Abbiamo già  parlato del fatto che in Uninettuno le videolezioni sono vecchie. Questo è oggettivamente un limite e contrasta con il fatto che l'ateneo propone come cifra distintiva il fatto di essere innovativo e al passo coi tempi.
          Per il resto, hai testimoniato cose che, come dire, caratterizzano Uninettuno per essere una realtà  simile a una università  statale, in cui ogni docente fa sostanzialmente quello che gli pare. Molti poi sono famosi per fare perdere un sacco di tempo per la tesi, specie se hanno pochi laureandi e dunque hanno loro stessi più tempo da dedicare ad essa, oppure se vedono che lo studente è molto bravo e pensano di poter sfruttare il suo lavoro (purtroppo questo accade spesso, indipendentemente dalla sede). Alcuni atenei hanno aggirato il problema deliberando di eliminare la tesi per il primo ciclo. Questo a mio avviso sminuisce ulteriormente il valore della laurea; altra cosa sarebbe eliminarla anche per il secondo ciclo (la tesi non esiste in nessun altro ordinamento europeo se non per il terzo ciclo; nel secondo nemmeno i M.Phil. prevedono una vera e propria tesi così come la intendiamo noi), ma toglierla dal primo rafforza ulteriormente l'idea, sbagliata, che non si tratti di una vera e propria laurea ma solo di uno step per arrivarci. Per la laurea magistrale il rischio di perdere tempo è oggettivamente minore laddove alla tesi è assegnato un congruo numero di crediti, anche se, mentre nei vecchi corsi di laurea specialistica (decreto MURST 509/1999) essa pesava generalmente dai 15 ai 30 crediti, con il passaggio al sistema delle lauree magistrali (decreto MIUR 270/2004) ho notato una generale tendenza a ridurre il peso della prova finale, che personalmente metto in relazione con i limiti imposti al peso degli esami (almeno 6 crediti cadauno) e al loro numero (massimo 12).

          Nella tua nota però ci sono anche contestazioni che esulano dall'università . Ti rispondo qui di séguito passo passo.

          I gruppi Telegram sono gestiti malissimo e, tranne rari colleghi (conosciuti anche dal vivo nelle varie sedi) ho trovato un livello intellettuale, culturale e di educazione veramente basso.
          Questo però non c'entra niente con l'ateneo. Probabilmente le università  telematiche attraggono anche un certo tipo di utenza, ma non credere che se ti rechi nei corridoà® della Federico II di Napoli, della Sapienza di Roma o della Statale di Milano (dove in tempi non sospetti si è laureato un famoso magistrato balbuziente) incontri solo cime o genà®. L'università  è oramai divenuta un fenomeno di massa, e questo non da ieri.

          Gente di una presunzione, di un'arroganza, di un'inettitudine e di un'ignoranza veramente notevole che veniva ad accusare me e altri di copiare mentre mi sono messo sempre davanti e facendo più esami a sessione e prendendo anche buoni voti mentre erano proprio loro ad organizzarsi con fogli e foglietti mettendosi dietro!
          Ma queste sono scaramucce tra colleghi; cosa c'entra l'università ?

          Gente che non ha proprio le basi dello studio. Non esagero nel dire che ho conosciuto persone che stavano dai 3 ai 6 mesi per fare un semplicissimo esame di origini e non superarlo neanche oppure prendere voti bassissimi e prendersela pure con chi studia il giusto, poche ore o pochi giorni e prende voti alti!
          Questo prova semmai la qualità  della formazione impartita dall'ateneo e la corrispondenza tra la valutazione e la preparazione dello studente.

          il docente apporta mille scuse
          Forse volevi dire «accampa».

          scopro che probabilmente dovrò anche recuperare dei crediti nella magistrale (che farò in una tradizionale).
          Questa è un'altra variabile indipendente. Se sei interessato a diventare psicologo, sicuramente ti iscriverai a un corso di laurea magistrale di classe LM-51, comunque: e i corsi di questa classe prevedono quasi sempre accessibilità  senza obblighi formativi aggiuntivi con una laurea di classe L-24.

          Conosco persone alla statale: non c'è confronto in nessun caso, la preparazione è enormemente superiore in una statale.
          Dipende da quale statale e soprattutto dai docenti che incontri, sicché ci possono essere profonde divergenze di preparazione anche all'interno della stessa università  statale.
          Personalmente ho frequentato università  tradizionali (statali e non) e telematiche e ti dirò che nella mia esperienza il numero di variabili è veramente indefinito.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #35
            Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
            come sia possibile che sia andato fuori corso solo per dare la tesi se ha completato tutti gli esami in corso e fatto richiesta della stessa per tempo.
            Questo nelle università  tradizionali è un classico. Io per la mia prima laurea ho investito ben 14 mesi per la tesi.

            Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
            Nel frattempo mi attivo per cambiare università  visto i problemi del caso. Scopro che col passaggio dovrei recuperare un sacco di crediti oltre a spese di passaggio e tempo.
            Avresti dovuto fare un trasferimento, non un passaggio, e raramente è consentito nell'à mbito dello stesso anno accademico, quasi mai oltre i primissimi mesi dell'anno accademico stesso.
            Il motivo per cui avresti dovuto integrare molti crediti, comunque, è che il corso di laurea L-24 di Nettuno ha un piano di studi piuttosto originale. Insieme con Scienze e tecniche psicologico-sociali per la comunicazione e il marketing della Sapienza, è l'unico corso di laurea in Italia dichiaratamente orientato all'à mbito psico-sociale.

            Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
            Quindi sei riuscito alla 3a sessione utile?
            Sicuro che si sia trattato della terza sessione dell'anno accademico e non della prima di quello successivo? Perché nel primo caso non vedo perché ha dovuto pagare l'iscrizione a un altro anno accademico.

            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            non so se ripetere per due volte lo stesso post, pur se con qualche modifica e aggiunta, in due thread diversi sia contro le regole del forum.
            Si chiama cross posting ed è vietato come regola generale (netiquette). Io però non vedo interventi identici né molto simili. Potresti segnalarmi l'altra supposta copia?

            Teniamo poi conto che il docente titolare dell‘insegnamento, in Uninettuno definito “docente d‘area”, che a parte rarissimi casi non è quello che appare nelle videolezioni, integra il corso con aule virtuali, laboratori, classi interattive, esercitazioni e altre attività  didattiche che supportano le videolezioni
            Il docente video spesso è un docente che non ha alcun rapporto stabile con l'Uninettuno; si tratta in molti casi dei docenti che hanno registrato lezioni per il vecchio consorzio Nettuno (che come abbiamo appurato vengono riciclate ancora oggi) per conto delle rispettive università . Molti di questi sono in pensione o addirittura morti.

            in più ci sono i libri di testo, obbligatori per quasi tutti gli esami
            Faccio presente che i libri di testo sono sempre consigliati e non obbligatorà®. I docenti non possono verificare che i candidati abbiano acquistato i libri in sede d'esame, ma devono limitarsi a sondare la loro preparazione.

            quando in molte telematiche basta una lettura veloce a qualche dispensa e l‘esame lo passi facilmente, soprattutto se lo fai con le crocette.
            Ma con le crocette è difficile prendere voti alti pure se hai studiato molto bene e sei bravo. Te lo dico per esperienza, dopo oltre 60 esami sostenuti con tutte le modalità  possibili (orali, scritti aperti, scritti a risposta multipla, tesine, modalità  miste).

            è vero che moltissimi tutor e docenti non rispondono mai alle email, e quando rispondono lo fanno mediamente dopo due settimane
            In alcune grandi università  italiane è prassi non rispondere affatto.

            Non entro nel merito della tesi e dell‘essere andato fuori corso, perché non ho ancora esperienza in merito con Uninettuno, anche se a breve inizierò la tesi; per quanto riguarda il tuo rapporto con i colleghi trovo invece che non abbia alcun senso paragonare la qualità  degli studenti a quella dell‘università  che frequentano.
            Concordo.

            Al Politecnico ti faccio solo l'esempio di un'esame
            Un esame.

            Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
            Sono contento che tu ti trovi bene e concordo col fatto che sicuramente i problemi li si possano trovare dappertutto ma ti assicuro che non sono il solo ad essersi trovato malissimo in questa Università . Io ne sto parlando, molti altri (e probabilmente fanno bene) lasciano perdere. Ripeto: devo tralasciare tante cose, questo è uno scritto pubblico non so se mi spiego ma ti assicuro che di problemi ce ne sono sia nell'università  che tra la maggioranza dei colleghi. Ovviamente, come già  detto, ci sono eccezioni e diverse motivazioni nel seguire un percorso telematico rispetto ad uno tradizionale. C'è chi lo fa per mera soddisfazione personale, per mettere quella pergamena al muro, chi per favorire un'avanzamento di carriera magari guadagnandosi un corso a livello lavorativo, etc. Che sia migliore di altre telematiche l'ho sentito anch'io quindi non oso immaginare come siano le altre allora. In Psicologia nella triennale, ricordo solo un tutor davvero valido e che spiegasse a fondo le cose. Gli altri, quando fanno qualche classe interattiva fanno una sorta di sintesi e una farsa che poco serve ad uno studio serio. Comunque, ripeto: scrivere di questa disavventura ha anche un effetto catartico ma rimane una grave macchia. Sono giunto già  da un po alla conclusione che la gente abbia perfettamente ragione a parlare male delle telematiche. Mi vergogno di me stesso per aver buttato così 3 anni
            Caro Alteruni, innanzitutto io al tuo posto starei attento a dare degli ignoranti agli altri. Perlomeno non lo farei dopo aver scritto «po» anziché «po'» (come se fosse il fiume), «ché» (aferesi di perché) senz'accento, «a se stante» senza l'accento acuto sulla e (e non mi tirare fuori la storia del «sé stesso» perché, a parte il fatto che non è la stessa cosa, si tratta di una regoletta ampiamente smentita), «2000 euro annue» (euro è maschile) «altre 1000 euro) idem e altre amenità , senza voler considerare le maiuscole inutili. Però devo ammettere che ho il sospetto che si tratti sempre di refusi, visto che con la punteggiatura, fatta salva qualche incidentale non chiusa, te la cavi molto bene (solitamente gli asini cascano su quella).

            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            Non so se tu sei uno studente che si possa definire “maturo” (in termini di età ) e neppure sei hai già  avuto altre pregresse esperienze nelle università  non telematiche che tanto idealizzi, ma da come scrivi credo proprio che tu non abbia mai messo piede in un‘università  statale. Se è così, in vista della tua iscrizione al corso di laurea magistrale, ti suggerirei di tenere basse le aspettative, onde evitare un‘altra esperienza negativa che potrebbe portarti solo delusioni.
            Se non mi avessi anticipato, avrei scritto la stessa cosa. Probabilmente lui non ha la più pallida idea della varia umanità  che affolla i corridoà® delle università  statali.
            Mi riallaccio altresì alla questione tutoraggio: nella maggior parte delle università  tradizionali la figura del tutor neanche esiste e laddove esiste spesso si tratta di studenti seniores che hanno un contratto di collaborazione part time con l'università  di quelli previsti dalla normativa sul diritto allo studio.

            diversi tutor e docenti, come peraltro da loro stessi più volte ammesso durante le classi interattive, guadagnano poco più di 2000 euro all'anno, vale a dire circa 200 euro al mese.
            Sono docenti a contratto. Come potrai vedere qui, ci sono anche incarichi da 250 (duecentocinquanta) euro lordi per tutto il corso (e magari il corso dura solo una decina di ore, ma sei tenuto a fare ricevimento e a seguire le tesi). Quando io lavoravo in università , avevamo docenti a contratto a titolo gratuito; ora mi pare che non sia più possibile.

            Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
            - La prima è la tassa unica, senza riduzioni ISEE. La maggioranza delle università  le ha. Mediamente appare ben più costosa di una università  in presenza (ora non ricordo bene dove, ma dovrei riuscire a recuperarlo, ma avevo letto di una media di circa 950 € nelle statale, partendo da chi non paga nulla fino ai super-ricchi).
            Le università  statali sono obbligate a prevedere la contribuzione (le tasse sono definite a livello ministeriale, ma sono una componente minoritaria della retta complessiva, che comprende tasse ministeriali + contributi + imposta di bollo + tassa regionale DSU; i contributi sono la componente che incide maggiormente) su base reddituale; anni fa, prima che inventassero l'ISEE, si usava il reddito familiare lordo, mentre oggi si tiene conto dell'ISEE o dell'ISEEU. Non è invece obbligatorio per le università  non statali, tant'è che la Iulm ad esempio nel 2002 prevedeva retta unica. Le telematiche sono tutte non statali, anche se alcune sono in vario modo e a vario titolo legate ad atenei statali (è il caso anche della Nettuno, dietro la quale c'è l'omonimo consorzio di università  tradizionali, quasi tutte statali).
            Discorso a parte va poi fatto per gli esoneri totali e le esenzioni, che teoricamente dovrebbero valere anche per le università  non statali, ma non c'è unanimità  di vedute su questo (avevamo anche provato ad abbozzare nel forum una lista di università  non statali che li applicano e una lista di quelle che non li applicano) e non ho trovato giurisprudenza. Ti rinvio alle discussioni in cui se ne parla.

            - Docenti: ho trovato l'elenco dei docenti. E' la prima volta che vedo un elenco docenti dove si segnala che questi insegnano o hanno insegnato anche in altre università . Conosco docenti che insegnano in più università  ma se X insegna a che ne so Bologna e Torino, non trovo su UNIBO "X, professore di prima fascia a Torino" o a Torino "X, professore di prima fascia a Bologna". Perché qua si mette? Sembra quasi un "non mi sento all'altezza e quindi devo far vedere che i miei docenti sono anche in altri atenei"... Mi lascia perplesso.
            Ti spiego.
            L'Uninettuno nasce dal consorzio Nettuno, che era un consorzio di università , prevalentemente statali (vi aderivano praticamente tutti i grandi atenei compresi i politecnici). Il consorzio non rilasciava lauree, ma preparava materiale audiovisivo, all'epoca su VHS (poi veniva trasmesso in televisione di notte, oppure su RaiSat analogico), che consentiva agli studenti non frequentanti di andare a sostenere gli esami presso le università  consorziate.

            - Doctorate in Business Administration: dal sito non si capisce cosa sia, un dottorato? Senza concorso, così, con requisiti tutto sommato abbastanza basilari, e con possibilità  di accedere saltano i primi anni? Oppure, se è altro, perché chiamarlo Doctorate creando, quantomeno, confusione? Comunque per questo ho mandato una mail, essendo curioso... vediamo cosa risponderanno.
            Facci sapere perché è la prima volta che lo sento e sono curioso anch'io.

            Ben diverso è se invece io dico "Negli esami con il professor X qualcuno usa bigliettini e lui è connivente / se ne frega beatamente etc", dove sono querelabile a meno che io non riesca a dimostrare la mia affermazione.
            E anche su quello devi stare attento a che ci sia interesse pubblico a che si sappia il fatto, altrimenti si applica il 596.

            Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
            Altra cosa: ho trovato almeno due master che permettono l'accesso non solo con titolo universitario ma anche con mera esperienza professionale; nello specifico il Global MBA (dove puoi accedere con laurea triennale o con due anni di esperienza manageriale) e il Master in Strategic Marketing (dove invece sono necessari tre anni se non si ha il titolo di primo livello).
            Non sono sicuramente master universitari di I o II livello... quindi che sono?
            Non sono niente. Sono né più né meno che i sedicenti master che rilasciano scuole private, da Publitalia '80 in giù (con la differenza che la 24 ore business school ha stretto accordi con alcuni atenei che ora per alcuni suoi corsi sganciano il master universitario di primo livello). Probabilmente per trovare lavoro servono, ma non rilasciano titoli con valore legale.

            Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
            si paga, come altre telematiche, €2000,00 annue.
            Conosco gente in fascia di reddito massima, il che non vuol dire che fosse ricca, che ha pagato intorno ai 4000 euro in atenei come Bologna, Firenze (con corsi che prevedevano il contributo aggiuntivo per laboratorà®, però) e Sun (oggi Vanvitelli).


            Sul fatto delle "scarse" recensioni negative (basta cercare bene e se ne trovano a iosa!) è d'uopo aggiungere altre brevi considerazioni. So di persone che non vedevano l'ora di scappare, chiudere il percorso ed andare altrove. Altre ne ho viste piangere perché attaccati per motivi assurdi e per invidia da colleghi che ti fanno vergognare di far parte dello stesso Ateneo. Vergognare! Altri che hanno cambiato in corso ed altri che hanno lasciato perdere quando in altri Atenei gli hanno prospettato di dovergli togliere decine di crediti! Oltre a certe università  che ti ridono in faccia quando gli dici che ti sei iscritto ad una telematica. Ovvio che queste ed altre persone (come moltissime altre) hanno abbassato la testa e pensato ai fatti propri. D'altronde è sempre meglio evitare e cercare di perdere il meno possibile quando ormai hai già  perso troppo...

            La sensazione che ho è quella di aver fatto un corso gioco, come se non fossi davvero laureato. Anzi, me ne vergogno. Perché sembra una laurea serale, da quattro soldi. Perché ti ridono in faccia quando dici che ti sei laureato ad una telematica (e sai che hanno ragione!). Perché ti associano alla laurea facile e sono d'accordo anche su questo. Di una facilità  disarmante. Perché ti associano alla media che ho constatato in questa Università : gente arrogante, profondamente ignorante, maleducata e ricca di solo livore.

            Ovviamente, ripeto, ci sono delle eccezioni nella mia esperienza. C'è gente che ha testa, in gamba e che ho conosciuto. Sono gli stessi che in qualche modo (v. sopra) ne sono usciti.
            Ci sono poi quelli che ci credono, che ci hanno creduto. Che si sentono contenti di aver ottenuto la pergamena. Magari hanno anche festeggiato. Sono contento per loro[/QUOTE]

            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            Se però hai un reddito elevato perché già  lavori, e magari sei pure single facendoti andare alle stelle il calcolo ISEE
            In questo caso fai comunque cumulo coi redditi dei tuoi genitori (anche se separati legalmente e/o residenti separatamente) e dei tuoi fratelli in quanto non vale lo stato di famiglia, ma l'integrazione della condizione di studente autonomo, che consiste nella coesistenza dei seguenti due requisiti:
            1. essere residente da almeno due anni in un'abitazione diversa da quella dei genitori e dei fratelli e non di proprietà  di uno di loro;
            2. percepire da almeno due anni un reddito superiore a una soglia definita periodicamente con DPCM.
            Forse solo se ti sposi sei considerato autonomo a prescindere (e neanche di questo son sicuro: dovrei consultare le fonti), ovviamente facendo cumulo col tuo coniuge e i tuoi figli (se percettori di reddito).

            spesso chi sceglie un'opzione di didattica a distanza in un'università  tradizionale deve pagare delle tasse maggiorate.
            Esatto. E spesso il contributo aggiuntivo non va a reddito ed è più onerosa delle tasse e dei contributi base.

            [I]Un punto di forza dell'Università  Telematica Internazionale UNINETTUNO, sono senz‘altro i suoi docenti
            Poco elegante la virgola prima del predicato verbale però.

            Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
            Però questi stessi docenti, qualora insegnino tuttora in altre università  nella loro pagina personale non mettono in mostra che lavorano anche per Uninettuno, come a considerarla loro stessi di serie B, per così dire.
            Ut supra.

            Per il resto bisognerebbe fare uno studio accurato, confrontando le spese (cosa impossibile visto che mancano i dati) ma in generale credo che comunque lo studente di una telematica in media spenda di più del suo pari in una tradizionale, sia pure con stipendi che (a quanto mi dite) sono più bassi di quelli presenti nelle tradizionali.
            Attenzione: lo status giuridico dei docenti universitari di ruolo è identico nelle università  statali e non statali e, trattandosi di dipendenti pubblici in regime pubblicistico, il loro stipendio è definito per legge (mi pare che sia in qualche modo agganciato a quello dei magistrati, ma se dico una corbelleria andreav42 mi saprà  sicuramente correggere). Poi probabilmente nelle università  non statali potranno avere un contratto integrativo, dunque semmai prendere qualcosa in più.
            Nella fattispecie stiamo parlando di docenti a contratto, che non solo non sono di ruolo ma non hanno un rapporto organico con l'università  (a differenza dei ricercatori a tempo determinato, che fanno comunque parte del personale strutturato). Questi sono pagati una miseria in tutte le università , statali e non.

            Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
            In questi giorni mi sto anche preparando per diversi test di ammissione per delle magistrali. Ho subito notato che i libri consigliati ed usati nelle triennali pubbliche sono molto più corposi, complessi ed esaustivi. I colleghi di test che vengono da statali, mi spiace, ma sono estremamente più preparati di media rispetto alla media Uninettuno. Me ne accorgo col confronto nello studio, i commenti tecnici sul materiale, i discorsi medi. Le domande dei test degli anni precedenti e gli standard richiesti sono molto più alti: ricordo bene come tanti argomenti non sono assolutamente approfonditi durante il triennio Uninettuno che, tra le altre cose, spinge molto su materie vicino alla Psicologia Sociale.
            Forse non ti sei accorto che il corso di laurea di Uninettuno non si chiama «Scienze e tecniche psicologiche» come la classe, bensì «Discipline psicosociali». Se non ti interessa la psicologia sociale, come mai ti sei iscritto alla Nettuno e non ad altro ateneo?
            Ora stai facendo i concorsi per l'ammissione a magistrali LM-51? Orientate a quale à mbito? Siamo sicuri, caro Alteruni, che tu avessi le idee chiare quando ti sei iscritto? Temo che tu non le abbia neanche adesso. Altrimenti sapresti che è ovvio che tu sia meno preparato dei tuoi colleghi (faccio un esempio a caso) sulla psicologia dinamica se hai studiato prevalentemente psicologia sociale, che è tutta un'altra cosa (parliamo di una differenza forse paragonabile a quella tra economia politica ed economia aziendale).

            Infatti, previo superamento test, si prospetterà  un periodo bello lungo di recupero crediti in quanto questa Università  Telematica pone, almeno a livello di Discipline Psicosociali, poca importanza a vari esami che dovranno essere rivalutati a livello di crediti.
            Questa è una sciocchezza enorme e come moderatore ti dico che non tollero che sul forum passino simili informazioni.

            Insomma se ne esce impreparati
            Non puoi pretendere di uscire preparato in psicologia clinica con un corso di laurea dichiaratamente orientato all'à mbito psico-sociale. Sarebbe come se io pretendessi di essere esperto in relazioni internazionali dopo un corso di laurea in Scienze politiche a indirizzo amministrativo. Sono aree di studio contigue, attigue, anche largamente sovrapposte se vuoi, ma non sono la stessa cosa. Di contro, sono probabilmente più esperto in à mbito giuridico di chi ha optato per Scienze politiche a indirizzo politico-sociale oppure Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace.

            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            In una nazione come l'Italia basare le tasse universitarie su un sistema di valutazione del reddito vuol dire accettare il rischio altissimo di abusi con controlli (a campione) quasi inesistenti.
            Non è vero che i controlli sono inesistenti; il fatto che non abbiano risonanza mediatica non vuol dire che sia così.
            Comunque in Italia (ma evitiamo di usare il termine "nazione" a sproposito, ché esso non indica il territorio) il sistema de quo è basato su un principio costituzionale. Personalmente non mi trova concorde, ma io sono un liberale, quindi è ovvio che non mi piacciano i sistemi socialisti; tuttavia devo ammettere che l'interpretazione prevalente degli artt. 2 (con riferimento all'eguaglianza sostanziale) e 34 è coerente con il tenore letterale dei rispettivi testi, quindi se voglio che il sistema cambi devo propugnare in primo luogo una riforma costituzionale (che non avverrà  mai). Va anche detto che l'art. 34 parla di capaci e meritevoli ancorché privi di mezzi e non di capaci e meritevoli tout court. Invece a giudicare dai bandi del diritto allo studio (si vedano ad esempio quelli di DiscoLazio) il parametro di reddito è solitamente il criterio principe, al quale si aggiungono poi parametri di merito ridicoli e che mortificano l'eccellenza.

            Non vorrei divagare e andare off topic ma ricordo che quando, ormai molti anni fa, frequentavo il Politecnico di Milano io (figlio di un impiegato) mi trovavo sempre a pagare la quota massima per la mensa universitaria ed ero escluso dai benefit per gli alloggi studenteschi, mentre diversi miei compagni di corso, figli di commercianti o di affermati professionisti milanesi, che arrivavano a lezione a 19 anni in Mercedes o con la cabrio, avevano diritto alla mensa gratuita e ai mille altri benefit riservati a non abbienti. Il tutto grazie al sistema di basare questi benefici sul reddito dichiarato.
            Questo è un altro discorso: probabilmente i loro genitori erano evasori, ma loro non stavano dichiarando il falso quando andavano a presentare la dichiarazione per l'università , in quanto quella dichiarazione costituisce una dichiarazione sostitutiva della certificazione del reddito già  dichiarato e non una dichiarazione sostitutiva di atto notorio del reddito percepito. Non so se mi sono spiegato (cfr. DPR 445/2000).

            Trovo comunque corretta e legittima
            A essere legittima lo è. Legittimo significa conforme alla legge.

            Considerando che una buona percentuale di studenti delle telematiche è gente che già  lavora
            Anche se diverse stanno cercando di puntare su studenti vergini.

            Se poi spostiamo l'attenzione sulle tasse altissime di università  tipo Bocconi, Cattolica, IULM, IED
            Attenzione: lo Ied non è una università .

            Originariamente inviato da Silver88 Visualizza il messaggio
            in Italia nessuna Università  è perfetta nemmeno le private
            Nessuna università , nemmeno le non statali *

            Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
            Quello che non mi sta bene, e che dimostra immaturità , e passare dal singolo episodio, indubbiamente fonte di frustrazione e assolutamente degno di essere segnalato, a considerazioni e generalizzazioni assolutamente fuori luogo e che nulla hanno a che vedere con quanto esposto. Mi riferisco ad esempio al sillogismo studenti di bassa qualità  (ce ne sono in tutte le università ) uguale università  di bassa qualità , e ai successivi commenti sulla presunta migliore qualità  delle università  statali, senza avervi mai messo piede ma affidandosi al classico "per sentito dire".
            Condivido.
            Io stesso mi son trovato male con la Mercatorum, eppure ho continuato a consigliarla a Lucy e ad altri.

            Inutile dire che sono pienamente d'accordo con andreav42 anche sulla questione della frequenza.

            Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
            Inoltre la maggior parte delle tradizionali (non so darti numeri precisi, ma quelle che ho frequentato li avevano tutti) prevedono Collegi universitari o altre strutture per gli studenti migliori, a costo 0 o addirittura con l'erogazione di borse di studio che superano di gran lunga le eventuali tasse versate. E qua non parlo di Normale, Sant'Anna o Sissa, ma anche del Collegio Giacomo Leopardi per gli studenti di UNIMC, del Collegio Superiore di UNIBO e così dicendo.
            La maggior parte no, comunque molte ce l'hanno (anche molto più a sud di Macerata). Se sei assegnatario (anche non beneficiario: è sufficiente l'idoneità ) alla borsa di studio non paghi tasse e contributi.

            Diciamo che le tradizionali, oltre ad essere mediamente più economiche, mi sembra in alcuni casi (troppo pochi, a mio parere, ma meglio di niente) arrivino a premiare il merito
            Ora non esageriamo

            qua invece incentivi di questo genere non esistono proprio, a quanto ho visto.
            I sussidà® e altre prestazioni sociali per il diritto allo studio universitario sono una competenza statale delegata alle regioni. Solo in Lombardia il legislatore regionale ha fatto la scelta di delegare il tutto ai singoli atenei, con il risultato che nella maggior parte degli atenei non statali non esistono borse di studio. Nel Lazio ad esempio è possibilissimo partecipare ai bandi di DiscoLazio anche per le università  telematiche (per le quali il presidio competente è quello di Cassino).

            Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
            Se nei gruppi c'è gente che ride di colleghi morti
            Cioè, dico io: tu veramente fai?
            Fatti un giro nei gruppi di studenti universitari su Facebook.

            Fai degli esempi. Prova a dire: "Per esempio qua a UNINETTUNO consigliavano X, mentre a UNIMIB consigliano X+Y, a UNITN Z+G
            Ma è ovvio: in altri atenei esami che in Nettuno sono da 6 crediti sono da 12 o anche più, per il semplice fatto che l'unica laurea L-24 di Nettuno ha un unico curriculum orientato alla psicologia sociale. Quindi che un laureato di Nettuno sia meno preparato rispetto a un laureato di altra università  in à mbiti disciplinari su cui nell'altra università  si basa il corso e che in Nettuno sono trattati solo marginalmente o non trattati affatto è ovvio ed è perfettamente normale. Ma alla fine i crediti sono sempre 180 e altri di questi in Nettuno saranno stati investiti in altre cose sulle quali i colleghi di altre università , che magari di psicologia sociale non hanno sostenuto neanche un esame, saranno poco o punto preparati. Così come io, che ho una laurea magistrale LM-77, ho sostenuto esami completamente diversi dalla maggior parte dei miei colleghi dell'Università  di Modena e Reggio Emilia, che nell'à mbito di questa classe offre 6 distinti corsi. Come ho già  spiegato innumerevoli volte, la classe fa il valore legale del corso, ma il contenuto del corso stesso è stabilito dall'ateneo, che può attivare più corsi nella stessa classe. Colgo l'occasione per rammentare ancora una volta che, fatta salva qualche sporadica eccezione (vedi LM-4), i decreti ministeriali del 16 marzo 2007 vincolano gli atenei per 90 crediti (pari al 50% dei crediti totali) per i corsi di laurea e per 48 crediti (pari al 40% dei crediti totali, che sono 120) per i corsi di laurea magistrale di durata biennale. A questo va aggiunto che i vincoli implicano l'obbligo di prevedere determinati ranges di crediti all'interno di determinati settori scientifico-disciplinari (spesso alternativi tra loro, il che determina un ulteriore margine di scelta) e non esami specifici, con il risultato che non c'è corso di studi uguale a un altro. Specifico, infine, che, contrariamente a quello che ho spesso sentito blaterare in giro, non esiste (né può esistere, in quanto espressamente escluso dalla normativa) alcun legame tra laurea e laurea magistrale, sicché è possibilissimo, in astratto e pure in concreto (conosco persone che lo hanno fatto), iscriversi a un corso di laurea magistrale della classe di Scienze economico-aziendali dopo una laurea in Ingegneria civile. Ciascun ateneo, nell'à mbito della propria autonomia, stabilisce i criteri di accesso ai propri corsi di laurea magistrale, prevedendoli all'interno dei relativi regolamenti didattici (unico requisito imprescindibile è la laurea ovvero titolo che a quello specifico fine risulti equipollente o equiparato). Per la LM-51 quasi sempre è richiesto tassativamente il possesso di una laurea L-24 oppure di un ampio numero di crediti (generalmente ne trovo 80 o poco più) in discipline M-PSI, questo non perché sia un obbligo da parte degli atenei ma poiché è richiesto dall'Ordine degli psicologi al fine di attivare i tirocinà® di addestramento professionale. Varia molto da università  a università  la modalità  con cui si recuperano gli eventuali debiti (spesso l'obbligo formativo aggiuntivo corrispettivamente generato costituisce una semplice prova di ammissione).
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #36
              Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
              in molte telematiche basta una lettura veloce a qualche dispensa e l‘esame lo passi facilmente, soprattutto se lo fai con le crocette.

              La facilità  o meno di un esame a crocette non dipende dal fatto che sia a crocette, ma da come lo hanno strutturato, oltre naturalmente al livello di facilità  o difficoltà  delle domande.

              Non so come funzionino in Uninettuno, ma in Unimercatorum ad esempio si deve rispondere a 30 domande + 1. Il numero delle risposte esatte equivale al voto preso.
              La 31° domanda viene considerata solo se si è risposto esattamente a tutte le 30 precedente e dà  eventualmente diritto alla lode se è corretta anche la relativa risposta.

              Il limite di questo sistema secondo me non è la facilità , ma a me sembra che con questo sistema si ottenga, immagino deliberatamente, un livellamento dei voti sul medio/medio-basso.
              Credo infatti che sia facile rispondere a una ventina di domande circa, molto più difficile rispondere correttamente a 28-30.

              Il limite di un esame così strutturato è un altro, ma qua si entra in un altro argomento, già  affrontato da altre parti sul forum.

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              • #37
                Ringrazio per l'intervento dottore che mi sembra, anche lui, come altri di cui sto leggendo vari post e che trovo particolarmente utili (al di là  che sia moderatore), molto preparato sull'argomento, oltre per il benvenuto. Apprezzo molto chi ricerca uno stile chiaro nell'esprimersi. C'è da dire, però, anche se non amo giustificarmi, che sto scrivendo da un telefono, la visualizzazione del forum, per quanto la si possa adattare non è ottimale e quando capita di scrivere di getto può capitare di fare degli errori. Per quanto possibile io cerco sempre di modificare il testo, dopo rilettura e relativa correzione ma non sempre questo è possibile. Ringrazio comunque per l'attenzione all'ortografia e alle puntualizazzioni con cui concordo pienamente ma, come appena detto, frutto di uno scritto eseguito con una serie di limiti.
                Un altro punto su cui però mi permetto di dissentire: studiare 4 mesi per comprendere un semplice testo scritto in italiano non certifica, a mio parere, la difficoltà  dell'argomento ma difficoltà  di comprensione e forti lacune di metodo. Sono stato anche coinvolto più volte in certi gruppi per aiutare nello studio moltissimi colleghi. Mancano proprio le basi. Non sanno cosa significhi sintetizzare, comprendere, far proprio un argomento, saperlo esporlo, determinare una critica al fine di favorirne la comprensione e molte altre cose che dovrebbero essere già  state largamente acquisite già  dalla scuola dell'obbligo. Non capiscono proprio quello che leggono.

                Detto (e ridetto) questo: mi propongo, come suggerito anche più su, di fare esperienza di esami nell'università  pubblica. Sicuramente riscontrerò dei problemi e se ne potrà  parlare nei prossimi mesi anche su questo forum magari ampliando la mia esperienza che rimane personale ergo soggettiva e limitata.

                Intanto mi permetto di ringraziare tutti per i vari interventi che, in un senso o nell'altro, li trovo comunque utili

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                • #38
                  Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
                  Un altro punto su cui però mi permetto di dissentire: studiare 4 mesi per comprendere un semplice testo scritto in italiano non certifica, a mio parere, la difficoltà  dell'argomento ma difficoltà  di comprensione e forti lacune di metodo. Sono stato anche coinvolto più volte in certi gruppi per aiutare nello studio moltissimi colleghi. Mancano proprio le basi. Non sanno cosa significhi sintetizzare, comprendere, far proprio un argomento, saperlo esporlo, determinare una critica al fine di favorirne la comprensione e molte altre cose che dovrebbero essere già  state largamente acquisite già  dalla scuola dell'obbligo. Non capiscono proprio quello che leggono.
                  Ma questo non è un problema dell'università . Al massimo della scuola primaria e secondaria che li ha (o non li ha) seguiti/preparati al meglio.

                  Se arrivi all'università  e non capisci quello che leggi, la colpa di chi è? Del posto dove stai, o del posto dal quale provieni?

                  Io però posso dirti la stessa cosa della Sapienza. Ho visto e sentito cose che rasentavano l'analfabetismo funzionale totale. Quindi? Sapienza cattiva?
                  Bachelor Business Administration @John Cabot University
                  CV Dettagliato: https://www.gallinaro.org

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                  • #39
                    Originariamente inviato da Alteruni Visualizza il messaggio
                    Un altro punto su cui però mi permetto di dissentire: studiare 4 mesi per comprendere un semplice testo scritto in italiano non certifica, a mio parere, la difficoltà  dell'argomento ma difficoltà  di comprensione e forti lacune di metodo.
                    Questo prescinde dalla qualità  dell'università .

                    Sono stato anche coinvolto più volte in certi gruppi per aiutare nello studio moltissimi colleghi.
                    Anche io ho aiutato molti colleghi in tutte le università  in cui abbia studiato (che non sono solo quelle in cui ho conseguito titoli) tranne la Lum (se non altro perché qui ero l'unico iscritto ).

                    Mancano proprio le basi. Non sanno cosa significhi sintetizzare, comprendere, far proprio un argomento, saperlo esporlo, determinare una critica al fine di favorirne la comprensione e molte altre cose che dovrebbero essere già  state largamente acquisite già  dalla scuola dell'obbligo.
                    Giustappunto avrebbero dovuto essere fermati nella scuola dell'obbligo e non accedere proprio alla scuola secondaria di secondo grado, che non fa parte dell'obbligo (in effetti vige un obbligo sino a due anni dopo la scuola secondaria di primo grado, ma tale obbligo è assolvibile anche con modalità  diverse rispetto al biennio di un corso di istruzione secondaria di secondo grado). Anche questa è, dunque, una variabile indipendente dall'università . Dillo al senatore Valeria Fedeli, che quando era ministro voleva eliminare la bocciatura, che già  non esiste più nella scuola primaria, dalle scuole di ogni ordine e grado.

                    Non capiscono proprio quello che leggono.
                    Si chiama analfabetismo funzionale. Ne sono affetti anche molti politici (più della metà  dei parlamentari in carica, direi, e indubbiamente tutti i membri del Consiglio dei ministri nell'attuale composizione e i loro sottosegretarà®).

                    Detto (e ridetto) questo: mi propongo, come suggerito anche più su, di fare esperienza di esami nell'università  pubblica.
                    Università  statale semmai. La Nettuno è una pubblica non statale.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #40
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      Dillo al senatore Valeria Fedeli, che quando era ministro voleva eliminare la bocciatura, che già  non esiste più nella scuola primaria, dalle scuole di ogni ordine e grado.
                      Peraltro Ministro dell'istruzione, dell'università  e della ricerca senza mai aver frequentato un giorno di università  e senza nemmeno il diploma quinquennale di scuola secondaria superiore, tanto per ritornare al famoso discorso sulla mancanza di formazione adeguata fra le alte cariche politiche e sugli errori grossolani che si fanno nello stilare le liste delle persone da piazzare ai posti di comando.
                      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                      • #41
                        Originariamente inviato da Lucy Van Pelt Visualizza il messaggio
                        La facilità  o meno di un esame a crocette non dipende dal fatto che sia a crocette, ma da come lo hanno strutturato, oltre naturalmente al livello di facilità  o difficoltà  delle domande.
                        Ne abbiamo già  discusso e gli unici che parlano bene delle crocette in tutta Italia siete voi iscritti all'Unipegaso e all'Unimercatorum.
                        Ripeto ancora una volta, ma non mi addentro più nella questione perchè l'ho promesso, che solo voi laureate con corsi interamente a crocette (esami orali nelle sedi principali a parte).
                        Questa è una criticità , un unicum nell'università  italiana e Iervolino e chi è al comando, che si sono rivelati persone intelligenti e capaci, dovrebbero metterci una pezza. Niente contro le crocette, molto contro sull'intero corso di laurea a crocette.
                        Comunque è inutile discuterne ulteriormente e spesso quando si tocca l'argomento si viene aggrediti.
                        I consigli che ho dato a tutte le telematiche rimangono qui.

                        http://www.università .com/16058-post5.html

                        E CVD sono stati ignorati da tutti, forse perchè troppo utili?
                        Ultima modifica di Marika; 24-08-2020, 11:26.

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                        • #42
                          Originariamente inviato da andreav42 Visualizza il messaggio
                          Sul fatto dello "stare zitti, altrimenti quereliamo" troppa gente ci marcia sopra, in ogni settore.
                          Questo non è un topic da "state zitti o quereliamo", situazione tra l'altro su cui si è espressa ultimamente la Consulta, è letteralmente un topic a rischio diffamazione e ho preferito avvisare chi l'ha aperto.
                          C'è la volontà  di dire che gli esami sono una farsa (con biglietti ovunque) ed è stato imputato all'ateneo una specie di patto coi relatori per spremere i laureandi.
                          Non si parla di "un'università  telematica italiana", ma dell'Uninettuno.

                          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                          Peraltro Ministro dell'istruzione, dell'università  e della ricerca senza mai aver frequentato un giorno di università  e senza nemmeno il diploma quinquennale di scuola secondaria superiore, tanto per ritornare al famoso discorso sulla mancanza di formazione adeguata fra le alte cariche politiche e sugli errori grossolani che si fanno nello stilare le liste delle persone da piazzare ai posti di comando.
                          Bmastro (ma qui mi riferisco anche a Dottore), io da utente iscritta dal 2014 posso darvi un feedback su questo topic e l'idea che mi sono fatta è che avete sbagliato a non cancellarlo o a modificare alcuni passaggi.
                          Qualche anno fa parlando di "pacchetti master" dell'Unipegaso mi sono beccata un pippone di Dottore sul fatto che potevo essere querelata da un momento all'altro; avevo semplicente detto una cosa del tipo "sembra che l'Unipegaso organizzi i master per permettere di laurearsi più in fretta una volta che si riconoscono in un corso di laurea", cosa che peraltro ora non si può più fare. Sono partiti messaggi infiniti, esempi di casi pratici e sentenze di Cassazione per farmi desistere.
                          In questi giorni è arrivato 'sto tizio, ha spalato letame senza essere contrastato e bellamente su un ateneo definito, ha descritto con precisizione situazioni illegali e voi lasciate il topic e rispondete cordialmente?
                          No, aspettate, mi sono persa qualcosa?
                          Io ritengo che lasciando il topic e commentando come se nulla fosse abbiate creato un precedente molto pericoloso: un precedente per cui da domani tutti possono venire qui, inventarsi situazioni e gettare letame anche a fini economici o per sola soddisfazione personale nei confronti di una o più università .
                          Vi prego per il futuro di fare molta più attenzione a questo genere di topic.

                          P.S. Non posso modificare un grave errore nel messaggio precedente perchè il tempo per farlo è scaduto. Anche se ritengo che arrivare a correggere su un forum la grammatica sia molto fuori luogo e che stia spuntando una specie di ansia anche dei neoiscritti che a volte addirittura chiedono subito se possono non essere corretti.

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                          • #43
                            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                            Ne abbiamo già  discusso e gli unici che parlano bene delle crocette in tutta Italia siete voi iscritti all'Unipegaso e all'Unimercatorum.
                            Mai stato iscritto a queste due universita' eppure ne parlo bene pure io.
                            Anzi, credo che l'unica che se ne lamenti costantemente in questo forum sei tu.

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                            • #44
                              Originariamente inviato da Marius
                              Mai stato iscritto a queste due universita' eppure ne parlo bene pure io.
                              Ma come si fa a parlare bene di una università  se non ci si è iscritti e/o se non ci si segue neanche un esame?

                              Posso capire se uno (senza essere iscritto) da un giudizio su un aspetto... tipo:
                              • Ho contattato la segreteria e sono molto veloci a rispondere
                              • Mi piace il piano di studi del CDL xyz
                              • Ho visto le VDL e sembrano fatte bene
                              • Sito web pieno di informazioni e di facile lettura


                              Originariamente inviato da Marius
                              Anzi, credo che l'unica che se ne lamenti costantemente in questo forum sei tu.
                              Ma più che lamentarsi, lei ha evidenziato una criticità . O se preferisci, ha evidenziato un aspetto (esami a crocette per semplificare) che per lei è importante.

                              Le lamentele sono altre
                              Bachelor Business Administration @John Cabot University
                              CV Dettagliato: https://www.gallinaro.org

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                              • #45
                                Intendo che "parlo bene" del metodo di valutazione, non delle universita' in se.
                                Non trovo nulla di oltraggioso nel valutare studenti sulla base di domande con risposte multiple da crocettare.
                                Sulla seconda non commento. :)

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