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Operaio e laurea in arrivo: cosa fare?

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  • #31
    Originariamente inviato da Manue7698 Visualizza il messaggio
    Grazie mille per l'esperienza condivisa. In ogni caso, il tirocinio mi serve per completare gli studi. Devo farlo necessariamente.

    L'alternativa sarebbe farmi aumentare di grado e convalidare il nuovo grado come tirocinio. So che la Marconi convalida anche nei casi in cui hai il contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma vorrei capire quale potrebbe essere la prassi giusta, che non rovini né le mie entrate, né la mia formazione professionale. Il tirocinio lo reputo importantissimo, anche perché tutto ciò che sto studiando non lo sto mettendo per nulla in pratica da operaio.
    Tieni conto che, come tu hai giustamente riportato, molte università  ti convalidano automaticamente il tirocinio se già  lavori (cosa giusta visto che allo "studente tipo" il tirocinio servirebbe per meglio entrare nel mondo del lavoro).
    Io stesso, per le mie lauree (compresa quella in ingegneria gestionale che dovrei conseguire a breve), in diverse università  ho avuto il tirocinio abbuonato solo per aver presentato una certificazione del mio datore di lavoro riportante qualifica e dichiarazione di impiego a tempo indeterminato. E questo è sempre stato più che sufficiente (mi sarei meravigliato del contrario, visto che di solito sono io che seguo i ragazzi tirocinanti che spesso vengono a fare tirocinio nella mia azienda)

    Altra soluzione potrebbe essere quella di presentare una dichiarazione del datore di lavoro "addomesticata", specificando l'impiego a tempo indeterminato, ma evitando di riportare parole critiche come operaio e magazziniere, invece enfatizzando termini come "addetto logistica", "sap", "approvvigionamenti a lungo termine", "allocazione di risorse" o, ancora usando parole da te scritte "uso del software gestionale, delle valutazioni circa gli approvvigionamenti, della risoluzione dei problemi di giacenza, non conformità , problemi di produzione legati all'operato dei colleghi di magazzino, del coordinamento fra i responsabili di produzioni e il lavoro dei miei colleghi".
    Non c'è nulla di illegale a fare una dichiarazione in cui non compaiano termini che a te potrebbero nuocere, giocando invece con parole chiave che potrebbero agevolarti (e ciò potrebbe anche giocare a tuo favore se presentata ad un eventuale nuovo datore di lavoro dopo la laurea).
    La dichiarazione da inviare all'università  potresti addirittura prepararla tu stesso, magari in duplice copia, e poi presentarla a firma del competente ufficio.

    Considera che nella stragrande maggioranza dei casi il tirocinio è una pura formalità , specie nel tuo caso visto che gli incarichi che sarebbero oggetto del tuo tirocinio già  li svolgi da tempo. E proprio per questo eviterei di mettermi in una situazione, come quella ben spiegata da dottore, in cui sarebbero a rischio le tue entrate per poi ritrovarti a fare un tirocinio che per te potrebbe rivelarsi sostanzialmente inutile.
    E poi nulla ti vieta, una volta assolta la formalità  di avere il tirocinio convalidato dall'università , di crearti tu stesso un tuo tirocinio su misura, anche nella tua stessa azienda, in tempi e orari a te convenienti, approfondendo aspetti di tuo interesse.

    Ben diverso sarebbe il caso di un giovane studente, che non lavora, per il quale il tirocinio nell'azienda giusta è propedeutico all'assunzione nella stessa.

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    • #32
      Ed eccomi qui dopo mesi di assenza. Il tempo è passato, ho dato un po' di esami ed eccomi a due esami dalla laurea con ancora il problema tirocinio. Come avevo già anticipato, a novembre/dicembre ho espresso la mia volontà di voler imparare qualcosa di più al mio responsabile, ma la dichiarazione è stata accolta con due ''A gennaio vediamo''. A gennaio scopro di essere positivo al covid, un mese a casa con rientro 10 febbraio circa. In questi giorni ho chiesto all'HR Manager dell'azienda di voler effettuare il tirocinio e di volere fare qualcosa di più (dopo aver spiegato che voglio mettermi in gioco, imparare, avere più responsabilità ecc ecc...). Ha accolto le mie dichiarazioni, dicendo che sono motivazioni validissime, che è legittimo che io abbia voglia di imparare, crescere professionalmente (tre anni che sono qui oramai) e tanto altro. Nascono subito dei problemi (come avevo già detto mesi fa, e non è cambiato nulla) circa il fatto che nel mio reparto siamo pochi e non possono permettersi in alcun modo di levare la mia figura, perché causerebbe gravi rallentamenti nel ciclo produttivo.

      Mi ricorda che essendo in somministrazione presso un'agenzia, devo rivolgermi a loro per la burocrazia per poi vedere cosa fare nella pratica (Incompatibilità tirocinio-contratto di lavoro, mi pare anche logico). Mi rivolgo al direttore dell'agenzia che anzitutto scopro essere laureato alla Marconi, comincia a farmi i complimenti per la giovane età e la voglia di crescere coniugata al fatto che lavoro e studio. Dopodiché, per risolvere il problema dell'incompatibilità tirocinio-lavoro mi propone tre strade, che derivano dal fatto che non si può svolgere un tirocinio dove già si lavora con contratto.

      1) Trovare un'azienda che mi ''abbuoni il tirocinio'' in modo fittizio, rilasciando una dichiarazione in cui si attesta che (In modo falso) ho effettuato il tirocinio ecc ecc. (Non mi piace come idea, non amo queste cose)
      2) Svolgere il tirocinio ad esempio il sabato, fino al raggiungimento delle 150 h previste. (Mi ha sconsigliato questa strada perché dice che perderei molto tempo e mi consiglia di laurearmi il più presto possibile, cercando di ''evitare di perdere tempo con formalità che non ti insegnano nulla in così poche ore''.
      3) Richiedere un cambio mansione all'azienda, in modo tale che il tirocinio possa essere convalidato perché col cambio mansione andrei a fare delle attività inerenti alla L-33. (Ricordo che non si può convalidare perché svolgo attività in cui a contratto esco come operaio).

      La terza ipotesi è quella che più vorrei, per due motivi.

      1) Crescita professionale. Ho 23 anni e sento l'irrefrenabile voglia di uscire dalla mia comfort-zone (chiamiamola così) per scoprire cosa c'è al di fuori della mia attività ormai diventata per me noiosa e ripetitiva, oltre che non gratificante. Vorrei poter creare valore aggiunto, ho tante idee in mente, tante cose che potrei migliorare all'interno del ciclo produttivo e molte altre strade che andrebbero secondo me intraprese per migliorare alcuni processi che causano un gran numero di tempi morti all'azienda. Tutto ciò è stato ben visto anche dal direttore dell'azienda dove lavoro fisicamente che mi ha addirittura detto che secondo lui non devo in alcun modo percorrere la strada del tirocinio falso.

      2) Perché è quella più logica (Secondo me, dato il punto di sopra).

      Adesso, dove sta il problema? Sta nel fatto che per l'azienda io sono un operaio e tale devo rimanere (Per quanto avessi soffiate circa il mio futuro qui dentro). Voi direte, ma perché? Perché nell'ultimo mese sono entrate ragazzi di 19 anni, senza alcuna esperienza, che sono state inserite, seppur come tirocinanti, all'interno del corpo ufficio-tecnico dell'azienda, per occuparsi di ottimizzare il ciclo produttivo, gestendo i fattori che possano migliorarlo. Tali tirocinanti stanno seguendo vari corsi interni per studiare tutto ciò che riguarda la lean manufacturing e tutto ciò che si collega alla gestione dei cicli produttivi (Cose che io ho studiato in tre anni e cose che già so).
      E mi sale una rabbia tremenda, perché penso che potrei (come ho già detto all'HR) occuparmi di una situazione del genere date le competenze che ho acquisito tramite studio e lavoro (Dal magazzino vedo i flussi di produzione e molto altro che è difficile da spiegare), ma mi viene messo un muro contro con la semplice frase ''Al magazzino siete pochi, non possiamo levarla''. ----> peccato sia così da tre anni, quando anche tre anni fa dovevo essere in ufficio come coordinatore, ma ho dovuto prestare aiuto ai miei colleghi di magazzino.

      Non so cosa fare.

      Il tirocinio per me sarebbe un trampolino di lancio, e penso sia anche un mio diritto voler migliorare. Scusate eventuali errori.

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      • #33
        Carissimo Manue7698,

        innanzitutto hai perfettamente ragione a non volere produrre una falsa certificazione, la qual cosa peraltro costituisce reato (tra l'altro se continui a lavorare full time come facciano ad assicurarti all'Inail e dichiararti sul modello UniLav, cosa che sono tenuti a fare anche se è a titolo gratuito, non si sa: il falso sarebbbe non solo nei confronti dell'università, ma anche nei confronti di Inps, Inail, servizi per l'impiego, per non parlare delle false attestazioni di presenza in servizio); dal momento che, a quel che ho capìto, sei assunto a tempo determinato, non puoi neanche chiedere aspettativa. Qualora il tuo contratto di somministrazione sia invece a tempo indeterminato (c.d. staff leasing), puoi sospenderlo attraverso l'aspettativa (devi vedere il CCNL di riferimento come la regola; tieni presente che i lavoratori somministrati hanno due contratti collettivi nazionali: quello applicato nell'agenzia somministrante e quello applicato nell'impresa utilizzatrice), e andare a fare uno stage nella medesima azienda in cui stai lavorando.

        Per il resto, non averla a male se sarò duro con te; considera le mie indicazioni come provenienti da un fratello maggiore con più esperienza di te.

        In primo luogo, se io facessi leggere a un qualsiasi trentenne disoccupato (spoiler: al Sud sono la stragrande maggioranza, al Centro – Toscana compresa – sono la maggioranza, nel Nord sono molti meno ma quelli che lavorano sono in gran parte occupati nell'industria manifatturiera e nell'artigianato in imprese poco o punto managerializzate, quindi ti lascio immaginare che mansioni svolgono prevalentemente) il tuo motivo n. 1, non so come reagirebbe. Tra «ho» e «23 anni» hai dimenticato di mettere «solo». A 23 anni in Italia la maggior parte delle persone neanche lavora (spoiler: gli studenti non sono considerati disoccupati e neanche sono conteggiati tra gli inattivi, quindi l'unico modo per capire quanti sono effettivamente occupati è guardare al tasso di occupazione, non a quello di disoccupazione) e chi lavora fa l'operaio in fabbrica, l'addetto alle vendite, l'impiegato d'ordine, il cassiere, il magazziniere, lo scaffalista, il barista, il cameriere, il cuoco; quando svolge mansioni impiegatizie si tratta generalmente di mansioni esecutive (i cosiddetti impiegati d'ordine), oppure parliamo di operatori call center, che quasi sempre si occupano di vendita outbound e vengono retribuiti a cottimo. Poi ci sono i cosiddetti delivery partners (i riders di Deliveroo, Uber eats, Just eat, Glovo e compagnia cantante), sui quali stenderei un velo pietoso, gli artisti (peggio mi sento). Mettiamo per un attimo da parte gli artisti (che in larghissima misura svolgono un mestiere principale per guadagnarsi da vivere e parallelamente si dedicano all'attività artistica per hobby; sono veramente pochi i fortunati in grado di campare di arte, e si tratta quasi sempre di personaggi famosi. Peraltro neanche tutti i famosi sono ricchi come erroneamente molti credono) e concentriamoci su tutti gli altri: si tratta generalmente di gente che non ha proseguito negli studi dopo la scuola secondaria superiore (spesso, se non quasi sempre, di tipo non liceale) o anche dopo una qualifica professionale regionale presa dopo la scuola dell'obbligo giusto perché da qualche anno è obbligatorio proseguire la formazione dopo la scuola secondaria di primo grado attraverso un percorso scolastico o un percorso di qualifica professionale. Chi prosegue gli studi sino alla laurea prima dei 23-24 anni nemmeno si affaccia sul mercato del lavoro; tra l'altro gli italiani laureati proseguono gli studi nel secondo ciclo (quasi sempre laurea magistrale) tipo nell'80% dei casi (il doppio rispetto ai paesi civili nonché alle intenzioni della riforma), quindi vedi pure quest'età al rialzo. Generalmente sono costoro che, quando non si riversano nella scuola (unico comparto del pubblico impiego civile, insieme con quello della dirigenza medica, non interessato dall'ormai ventennale blocco del turn over), vanno a fare gli impiegati, svolgendo peraltro spesso mansioni per le quali sino quando mi sono diplomato io il diploma (tecnico però, in qualche caso anche professionale, assolutamente non liceale) bastava e avanzava.
        Quanto sopra non significa che tu non abbia diritto ad avere delle ambizioni, ma fa' in modo che tali ambizioni non degenerino in velleità.
        Chi è che a 23 anni, in Italia e forse non solo in Italia, svolge un lavoro gratificante? Io, di anni, ne ho 37, e se rifletto sul lavoro che faccio e a quanto guadagno dopo essermi preso due titoli EQF-6 e due titoli EQF-7 il pensiero si tramuta in autoistigazione al suicidio.

        Dici che vuoi crescere professionalmente perché sei lì «oramai» da 3 anni, ma 3 anni sono un nonnulla in una carriera lavorativa. Sai quanta gente occupa lo stesso posto da 10-15 anni e non certamente per incapacità? Allora noi che lavoriamo nella pubblica amministrazione dovremmo spararci? Nella pubblia amministrazione non è possibile negoziare gli stipendi, che sono miseri e stabiliti per legge (nel c.d. pubblico impiego privatizzato ai sensi del d.lgs. 29/1993, poi trasposto nel d.lgs. 165/2001, esiste una contrattazione, ma è una contrattazione monca in quanto limitata a risorse stanziate dalle leggi di bilancio e vincolata a disposizioni legislative e regolamentari speciali), le carriere sono bloccate in quanto la Corte costituzionale ha stabilito che la progressione di carriera interna costituisce una violazione dell'art. 97 Cost.(*), le progressioni orizzontali sono bloccate in moltissimi enti(**).
        Oltretutto crescere è una cosa, cambiare ruolo un'altra, e mi pare che il tuo obiettivo sia questo.
        Chiedi se è un tuo diritto voler migliorare. In realtà non è un tuo diritto (nel senso che se tu andassi dinnanzi a un giudice invocando questo diritto il giudice ti risponderebbe che la tua richiesta è infondata). È sicuramente una tua legittima aspirazione, ma ti consiglio di andarci piano, perché se hai fretta e riponi eccessive aspettative nel breve periodo rischi di rimanere profondamente deluso.




        _________________
        * Le cosiddette progressioni verticali si possono fare solo inserendo all'interno di un concorso pubblico, accessibile dall'esterno, in cui sia inserita una riserva di posti al personale di categoria inferiore già in servizio, senza deroga ai titoli di studio (non possono più esserci istruttori non diplomati né funzionari e dirigenti non laureati) e con azzeramento dell'anzianità di servizio nel momento in cui si transita nella nuova categoria. Ultimamente stanno uscendo bandi di progressione verticale poiché l'amministrazione che li indice ha attivato le procedure per la copertura di un certo numero di posti coprendone alcuni per mobilità o per concorso congiunto tra più amministrazioni (vedi ad esempio i concorsoni Ripam indetti dal FormezPA anche per 250 enti contemporaneamente, peraltro aperti all'adesione successiva da parte di altri) e ha indetto separata procedura di progressione verticale per quelli residui, comunque mediante concorso pubblico.
        Nelle amministrazioni civili rimaste in regime pubblicistico esistono progressioni, ma solo all'interno del ruolo: ad esempio in Banca d'Italia esistono un ruolo operativo e un ruolo direttivo, che sono distinti e separati e non si incontrano mai. Non esiste una dirigenza come nelle amministrazioni interessate dala riforma del 1993, ma la dirigenza è uno dei possibili esiti di carriera del ruolo diretivo, sicché esiste una vera e propria carriera interna. Si tratta però di un unicum nel pubblico impiego.
        ** Dicesi progressione orizzontale il passaggio tra livelli economici. I livelli economici, chiamati anche posizioni economiche o fasce economiche a seconda del comparto, hanno sostituito gli scatti di anzianità. Prima del 1993 ogni due anni c'era uno scatto di anzianità automatico. Adesso invece ogni anno il singolo ente può bandire, compatibilmente con le proprie risorse finanziarie, la progressione orizzontale per un massimo del 50% del personale afferente a ciascuna categoria, sulla base di criteri teoricamente meritocratici. Di fatto, siccome le dotazioni finanziarie sono scarse e le progressioni debbono essere obbligatoriamente poste a carico di fondi interni, le progressioni in molti enti si fanno ogni decina d'anni al massimo. L'ente al quale afferisco organicamente le ha fatte solo due volte dal 1993 a oggi: a dicembre 2019 per una parte dei dipendenti e a gennaio 2020 per un'altra parte; insieme hanno interessato circa il 70% del personale e il criterio è stato esclusivamente l'anzianità di servizio, perché non si sono riusciti a trovare accordi diversi con le rappresentanze sindacali. Comunque passare da una posizione all'altra, per la cronaca, significa vedersi incrementare lo stipendio di una ventina di euro lordi. Nel mio comparto, solamente la categoria C (che richiede il diploma di scuola secondaria di secondo grado per l'accesso) ha progressioni abbastanza consistenti, infatti un C/3 prende quando un D/1 e dal C/4 in poi si prende più del D/1, pur essendo la categoria C collocata al di sotto della D nella scala gerarchico-funzionale.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #34
          Chiedi all'ateneo se ti sostituisce i crediti di tirocinio con equivalenti CFU di altri esami, alcuni atenei lo fanno per i lavoratori, in alcuni casi.

          Attenzione che chiedere ripetutamente ai superiori e alle risorse umane qualcosa potrebbe risultare controproducente.

          Al limite potresti provare a "negoziare una assunzione" diretta in azienda senza agenzia, con diverso inquadramento e di conseguenza possibilità di convalida ma ripeto, vacci cauto col puntare i piedi, non è un gran periodo...

          QUARTA OPZIONE (difficile visto lo scenario nazionale attuale): cercare un'altra azienda che ti faccia un impegno di assunzione in modo da ri-negoziare la tua posizione, ma come ampiamente dibattutto, bisogna andarci cauti..

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          • #35
            Confermo quanto detto da BeardedSnow. Anche perché, come detto, 23 anni e 3 anni di servizio sono veramente pochi per avanzare pretese sulla base dell'anzianità.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #36
              Ringrazio entrambi per le risposte. Capisco forse che per i miei ''soli'' (Ecco, ci sta) 23 anni, l'anzianità è l'ultima caratteristica da visionare. Forse sono un po' troppo pretenzioso. (Senza forse, dai).

              Il problema, come già esposto sopra, è che comunque, stanno entrando come tirocinanti persone che sono più piccole di me (Appena uscite da diploma) per posizioni che vengono ricoperte da chi ha le competenze acquisite previa esperienza/studio. Quindi, per questo motivo, ho un po' di risentimento. Inoltre, lo stesso direttore dell'azienda presso cui lavoro, mi ha più volte fatto i complimenti dicendomi che ''Sono avanti, che dovrei fare di più, che non dovrei limitarmi all'attività di magazzino'', tutto ciò a seguito del fatto che più volte ho ricoperto posizioni più ''importanti'' coprendo per qualche ora il mio responsabile in fase di organizzazione ed emissione ddt per spedizioni, registrazioni fatture, coordinamento operatori. Il risentimento nasce da tutto ciò. Capisco anche che potrei essermi fatto ''dei sogni'' non realizzabili, ma torniamo al punto sopra: entrano ragazzi che passano da me e che vengono informati su argomenti che sono mio ambito di studi.

              Capisco anche che non posso ''disturbare'' continuamente l'ufficio del personale, ma cosa devo fare allora col tirocinio?

              PS: sì, sono con contratto indeterminato presso agenzia di somministrazione. Non capisco perché il direttore dell'agenzia non mi abbia espresso l'idea di ''staccare'' un mese mediante aspettativa, e anzi, mi ha consigliato la via illegale.

              Ringrazio comunque per le risposte perché mi manca sicuramente l'esperienza lavorativa che avete voi, e forse vivo troppo di sogni. (Considerando che comunque è un traguardo avere un lavoro ben pagato alla mia età ---> mi rendo conto che ho uno stipendio più elevato di genitori di amici miei).

              Grazie ancora.

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              • #37
                Originariamente inviato da Manue7698 Visualizza il messaggio
                Il problema, come già esposto sopra, è che comunque, stanno entrando come tirocinanti persone che sono più piccole di me (Appena uscite da diploma) per posizioni che vengono ricoperte da chi ha le competenze acquisite previa esperienza/studio.
                Il tirocinante non viene pagato (dopo la riforma Fornero è obbligatorio erogare in suo favore un rimborso spese forfetario, variabile per regione; sempre che quest'obbligo non venga eluso, parliamo comunque di piccole cifre) e spesso e volentieri (quasi sempre direi) non viene assunto; poi bisogna vedere cosa gli fanno farei in concreto (immagino che tu abbia sentito parlare delle proverbiali fotocopie).

                Quindi, per questo motivo, ho un po' di risentimento. Inoltre, lo stesso direttore dell'azienda presso cui lavoro, mi ha più volte fatto i complimenti dicendomi che ''Sono avanti, che dovrei fare di più, che non dovrei limitarmi all'attività di magazzino'', tutto ciò a seguito del fatto che più volte ho ricoperto posizioni più ''importanti'' coprendo per qualche ora il mio responsabile in fase di organizzazione ed emissione ddt per spedizioni, registrazioni fatture, coordinamento operatori.
                A parte forse il coordinamento operatori, per bolle e fatture siamo comunque su lavori da diplomati; spero che le ambizioni di un laureato in Economia non si limitino a tanto.

                Capisco anche che non posso ''disturbare'' continuamente l'ufficio del personale, ma cosa devo fare allora col tirocinio?

                PS: sì, sono con contratto indeterminato presso agenzia di somministrazione. Non capisco perché il direttore dell'agenzia non mi abbia espresso l'idea di ''staccare'' un mese mediante aspettativa, e anzi, mi ha consigliato la via illegale.
                Stùdiati sul contratto come funziona l'aspettativa e poi va' a parlare con l'ufficio del personale proponendo di metterti in aspettativa e fare uno stage a livello più alto durante il periodo di aspettativa. Quando lavoravo nel privato, questa era una prassi abbastanza comune per chi si laureava. Poi non so se dopo l'aspettativa tornassero al punto di partenza, ma almeno ci avevano provato.

                mi rendo conto che ho uno stipendio più elevato di genitori di amici miei
                Sicuramente ce l'hai più elevato pure di me, che sono un capo ufficio. Nella pubblica amministrazione gli stipendi sono ridicoli e ti devi pure sentir dire che sei un fannullone dopo che hai dovuto sudare sette camicie per vincere i concorsi (ma tanto per gli analfabeti funzionali nella P.A. si entra per clientelismo politico e dunque se hai vinto il concorso vuol dire che sei stato raccomandato).
                Da quando sono in smart working, mi attacco al computer alle 7:45 e stacco alle dieci di sera alzandomi solo tre volte (spuntino di metà mattina, pranzo e cena); poi è vero che faccio molte più pause di quante ne facessi in ufficio (ad esempio ora che sto scrivendo sul forum), ma di fatto lavoro il doppio, visto che sono sempre reperibile, mi chiamano per fare riunioni mentre sto pranzando oppure alle otto di sera, ho il computer personale (di mia proprietà) costantemente connesso con i servers dell'Ente, uso il mio numero di telefono personale (terminale e SIM pagati da me) per relazionarmi con l'utenza (sia in entrata sia in uscita) etc. etc..
                Mi sta prendendo un esaurimento nervoso perché praticamente non ho più una vita, ma tengo duro perché quei quattro soldi che prendo a fine mese mi servono per campare e so benissimo che in questo paese di cacca non posso aspirare a qualcosa di meglio.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #38
                  Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                  Mi sta prendendo un esaurimento nervoso perché praticamente non ho più una vita, ma tengo duro perché quei quattro soldi che prendo a fine mese mi servono per campare e so benissimo che in questo paese di cacca non posso aspirare a qualcosa di meglio.
                  Hahahah
                  Allora, come va adesso? Sei già impazzito oppure aspetti la fine della giornata?
                  Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                  digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                  • #39
                    Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio

                    Hahahah
                    Allora, come va adesso? Sei già impazzito oppure aspetti la fine della giornata?
                    Mi hanno cambiato il profilo da funzionario giuridico-amministrativo a funzionario tecnico ambientale, affidandomi mansioni prevalentemente svolte da colleghi (due andati in pensione, un altro passato a miglior vita) laureati in Geologia, Agraria e Ingegneria. Mi occupo di inquinamento, strumenti urbanistici e altre di cui non ho la minima idea.
                    Alle rimostranze mi è stato risposto (come se già non lo sapessi) che la legge e il CCNL prevedono che tutte le prestazioni afferenti a una determinata categoria giuridica, e coerenti con il livello gerarchico, sono esigibili, senza che io possa sindacarle dal punto di vista qualitativo, dunque se ritengo di non essere competente in materia è affar mio (però chissà perché quando ci sono posti liberi di un profilo diverso dal tuo e sei tu a chiedere di cambiartelo ti dicono sempre di no, e rifiutano gli scambi tra enti se il profilo è diverso. Che poi sempre diverso è visto che ogni ente ha il suo nomenclatore).
                    Come se non bastasse, mi hanno caricato le responsabilità specifiche di una persona cessata dal servizio mortis causā e la posizione organizzativa di un'altra, senza pagarmi né l'indennità di funzione né quella di posizione perché, siccome sono dipendente di un altro ente prestato a questo in posizione di comando, secondo loro non mi spettano. L'ente presso cui sono arruolato, dal canto suo, mi ha revocato le indennità (e sta procedendo al recupero di quelle erogatemi negli ultimi mesi) perché dice che me le deve corrispondere l'ente che si avvale delle mie prestazioni, in quanto, pur afferendo formalmente all'amministrazione che mi ha assunto in séguito a concorso, il comando a prestare servizio in favore di un'altra amministrazione implica una scissione tra il rapporto organico e il rapporto di servizio, con inserimento nella dotazione organica dell'ente prestatore ma inserimento nell'organigramma di quello utilizzatore.
                    La cosa che più mi manda in bestia è che il dirigente, che è laureato in Scienze politiche e che come me non capisce niente della materia, al mio arrivo ha colto la palla al balzo per lavarsi le mani e nominarmi responsabile dei procedimenti amministrativi in tutte le materie di competenza dell'ufficio tranne una (affidata a un titolare di P.O.), con potere di firma autonoma (non in quanto suo delegato). Quindi sono giuridicamente responsabile di procedimenti autorizzativi, ispettivi e sanzionatorî di cui non capisco un'acca. Al fine di eseguire tali procedimenti mi avvalgo di personale che però non dipende dall'Ente, ma da un soggetto appaltatore, i cui dipendenti non sono pertanto pubblici ufficiali e che redigono verbali e istruttorie che debbono essere approvati da me.

                    Questo è il quinto ente che cambio e finora mi sono occupato, nell'ordine, di politiche per l'esportazione del made in Italy, comunicazione istituzionale, contenzioso in materia di integrazione socio-sanitaria, ciclo della performance nonché compliance normativa e controllo di gestione (nell'àmbito di una struttura tecnica di alta professionalità per il supporto a un organismo indipendente di valutazione presso cui ero comandato in qualità di esperto, perché una volta tanto delle mie competenze è stato tenuto conto, sebbene siano state interpretate in maniera diversa da come mi aspettassi) e adesso pratiche ambientali.

                    Secondo te come devo stare?
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #40
                      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                      Questo è il quinto ente che cambio e finora mi sono occupato, nell'ordine, di politiche per l'esportazione del made in Italy, comunicazione istituzionale, contenzioso in materia di integrazione socio-sanitaria, ciclo della performance nonché compliance normativa e controllo di gestione (nell'àmbito di una struttura tecnica di alta professionalità per il supporto a un organismo indipendente di valutazione presso cui ero comandato in qualità di esperto, perché una volta tanto delle mie competenze è stato tenuto conto, sebbene siano state interpretate in maniera diversa da come mi aspettassi) e adesso pratiche ambientali.

                      Secondo te come devo stare?
                      Sei il mulo da soma dell'ente. Fatti dare anche le deleghe alla pesca e all'agricoltura.

                      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                      • #41
                        In realtà quella foto nemmeno rende pienamente l'idea poiché a me sono state affidate, in via ufficiale (con tanto di nota scritta), mansioni qualificate; il problema è che sono mansioni sulle quali non ho una preparazione e oramai abbiamo scantonato troppo dagli àmbiti della mia formazione, andando a investire l'àmbito delle scienze ambientali; infatti i due funzionari che prima si occupavano della cosa erano rispettivamente laureati in Agraria e in Geologia, mentre gli assistenti / istruttori non direttivi (cat. C) hanno tutti il diploma di perito industriale, perito agrario o agrotecnico. Purtroppo nell'Ente i profili tecnici di categoria D scarseggiano perché, a parte i funzionari ingegneri assegnati all'Edilizia, all'Urbanistica, ai Trasporti e ai Sistemi informativi, sono andati in pensione tutti (forse è rimasto qualche funzionario architetto, mentre l'ultimo funzionario chimico fa attività "attigue" alle mie e non complementari, nel senso che ognuno si occupa del suo e se si va in ferie o in malattia l'attività dei rispettivi uffici rimane paralizzata).

                        Il problema fondamentale è che la legge e il CCNL dicono che per l'accesso alla carriera direttiva serve la laurea, ma non dicono QUALE laurea, sicché finché non si rientra nell'àmbito di competenza esclusiva di una professione regolamentata, come tale regolata da leggi speciali, ti possono far fare tutto, e i profili professionali lasciano il tempo che trovano (quando dicono loro, perché poi se sei tu a chiedere una mobilità, una ricollocazione, uno scambio il profilo improvvisamente diviene vincolante).
                        Tra l'altro le attività veramente riservate sono poche e oltretutto per la pubblica amministrazione ci sono delle deroghe (ad esempio se io vado in tribunale a difendere te contro un'accusa di diffamazione commetto reato di esericzio abusivo della professione e la mia difesa è nulla, ma l'Ente, in quanto sprovvisto di avvocatura, mi può mandare a difenderlo, ancorché non sia abilitato all'eserizio della professione di avvocato, in quanto la legge stabilisce che le pubbliche amministrazioni si possono costituire mediante un funzionario, ove peraltro per funzionario non è da intendersi un funzionario di ruolo, quale sono io, ma un funzionario nel senso di un soggetto investito per l'occasione dalla pubblica funzione, che può essere un qualsiasi dipendente di volta in volta designato o anche il sindaco o un altro membro della giunta a ciò delegato).
                        Lo scorso febbraio è uscita una sentenza di Cassazione che su questo è stata lapidaria: il principio giuridico (previsto dal codice civile e dal contratto) secondo cui ogni attività della categoria gerarchico-funzionale è esigibile va interpretato in senso estensivo a favore dell'Ente, sicché il dipendente non può mai rifiutarsi di eseguire còmpiti che rientrino nel proprio livello di inquadramento, a nulla rilevando anche la dichiarata incompetenza. La causa riguardava un dipendente di categoria C del Comune di Genova che per un numero considerevole di anni (mi pare 18) aveva fatto parte del corpo di polizia dell'Ente, in séguito a vincita di concorso per agenti di polizia locale, e che di punto in bianco è stato trasformato in istruttore amministrativo (perdendo, peraltro, l'indennità di vigilanza).
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #42
                          Io non voglio disilludere il nostro volenteroso "operaio laureando" ma fossi in lui mi domanderei non perche' non gli viene concesso di evolvere in posizioni di tipo amministrativo, ma bensi' del perche' e' ancora con un contratto di somministrazione (per quanto a tempo indeterminato) e non assunto direttamente dall'impresa.
                          Voto anche io quant gia' detto da altri: cerca di "scambiare" il tirocinio con altri crediti e laureati.
                          Quando hai il titolo valuta, per quanto possibile, se forse e' meglio cambiare posto di lavoro direttamente in una posizione di tipo amministrativo - se e' quello che vuoi davvero fare.
                          23 anni sono pochi ma capisco le ambizioni, quello che devi capire tu invece e' che nessuno e' obbligato a darti nulla e dunque se hai ambizioni incompatibili con la realta' in cui ti trovi devi cercare al di fuori.

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                          • #43
                            Originariamente inviato da Marius Visualizza il messaggio
                            Io non voglio disilludere il nostro volenteroso "operaio laureando" ma fossi in lui mi domanderei non perche' non gli viene concesso di evolvere in posizioni di tipo amministrativo, ma bensi' del perche' e' ancora con un contratto di somministrazione (per quanto a tempo indeterminato) e non assunto direttamente dall'impresa.
                            Voto anche io quant gia' detto da altri: cerca di "scambiare" il tirocinio con altri crediti e laureati.
                            Quando hai il titolo valuta, per quanto possibile, se forse e' meglio cambiare posto di lavoro direttamente in una posizione di tipo amministrativo - se e' quello che vuoi davvero fare.
                            23 anni sono pochi ma capisco le ambizioni, quello che devi capire tu invece e' che nessuno e' obbligato a darti nulla e dunque se hai ambizioni incompatibili con la realta' in cui ti trovi devi cercare al di fuori.
                            Non so neanche io cosa voglio: nel senso, se rimanere qui o andar via. L'impresa è abbastanza grande per il piccolo paesino in cui abito (30 mila abitanti, impresa da 320 dipendenti circa). Senza considerare che essa ha commesse importanti fuori Italia e che da quando sono qua (quasi tre anni) ha assunto una 60ina di persone. Mi piacerebbe veramente tanto far carriera qui dentro, ma ho le gambe mozzate dal fatto che nel mio reparto siamo in deficit da un tre anni e la loro solita scusa è ''Le sue ambizioni sono validissime, e sappiamo bene che un lavoro cognitivo faccia più al caso suo, ma nel suo reparto verrebbe a mancare una figura importante''. La soluzione semplice sarebbe assumere qualcuno al posto mio, ma non lo hanno fatto in tre anni, figurati se lo fanno per me. Tra l'altro il deficit è presente da anni (Tutte le risorse vengono indirizzate verso altri reparti). ---> è difficile da spiegare, perché è un'impresa che ha un magazzino costituito da circa 3-4 mila articoli attivi che vengono preparati giornalmente per essere consegnati alla produzione. (Ad esempio, preparo 320 rondelle, e le consegno...e così via).

                            Ci sono due problemi:

                            1) Sono stato assunto perché tre anni fa è venuto a mancare mio papà, e ho preso il suo posto da operaio. Sono legato quindi al fatto che mia mamma non lavora e ho da mantenere un nonno, la mamma e un fratello. Mia madre fa fatica a trovare lavoro, se non sottopagato (Vedasi 45-50 h settimanali, 450 euro al mese) non avendo competenze acquisite/esperienze lavorative. Quindi per quanto io sia giovane, sono in ''gabbia'' perché non posso decidere in modo autonomo e non posso ''farmi male'' con le mie mani, facendo esperienza.

                            2) Per quanto riguarda il discorso agenzia, mio papà era indeterminato con l'impresa, da quando è morto lui (da quel periodo praticamente) l'impresa ha assunto persone con l'agenzia, quando prima erano tutti indeterminati presso l'azienda stessa. Questo perché da quel periodo sono state assunti tantissimi dipendenti. Assieme a me, anche una 50ina erano a contratto determinato con l'azienda, ma a fine contratto hanno traslato verso il contratto con l'agenzia di somministrazione. Si sono lamentati un po' tutti, perché son passati con l'agenzia anche persone che erano qua da tanti anni, ma sinceramente non mi sono trovato affatto male. Ad esempio periodo lockdown covid mentre io ricevevo la cassa integrazione il giorno fisso dello stipendio, i dipendenti la ricevevano con ben due settimane di ritardo rispetto all'erogazione normale dello stipendio. In sostanza da quando c'è stata l'impennata degli assunti, l'azienda ha ben preferito (vedasi burocrazia velocizzata) di stipulare l'accordo con l'agenzia, pur non facendosi ''prestare'' nessun operaio.

                            Adesso, il problema sta nel fatto che è anche la classica impresa a conduzione familiare in cui tutto il reparto amministrativo e contabile è occupato principalmente dalla famiglia ed inoltre non è una struttura in cui si cresce facilmente. (vedasi ingegneri meccanici che fanno semplicemente i responsabili di produzione o ingegneri gestionali che svolgono funzioni che potrebbero essere svolti da persone col diploma).

                            Ma ripeto, ora come ora per fare esperienza mi basterebbe approcciarmi anche un po' di più alla gestione della produzione, per capire i meccanismi reali (Ok studiare il just in time, la logica pull ecc..ma nella realtà?). Tutto ciò perché mi piacerebbe in un futuro lontano diventare operation manager o, (anche quest'idea mi stuzzica da morire) diventare consulente finanziario. Due strade totalmente opposte, lo capisco, e può sembrare confusionario, ma veramente, mi vedo in ambo le parti. (Ad esempio, stupidamente, da gennaio ad adesso ho avuto un R.O.I su alcuni investimenti miei del 40% circa, e sto facendo guadagnare il mio responsabile, alcuni colleghi e amici consigliandogli asset su cui investire per il breve termine).

                            Non a caso mi divido sempre fra studiare le materie della mia facoltà e studiare (quando ho il tempo) il funzionamento dei mercati finanziari. Tutto ciò perché in futuro mi piacerebbe avere più di una rendita (Non amo sapere di avere una sola entrata).

                            Capisco che si possa leggere tanta confusione, può sembrare così, ma veramente ho queste due ''ambizioni''. Grazie a tutti.

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                            • #44
                              Originariamente inviato da Manue7698 Visualizza il messaggio
                              L'impresa è abbastanza grande per il piccolo paesino in cui abito (30 mila abitanti, impresa da 320 dipendenti circa).
                              Lo scorso settembre avevi detto 280. Siccome escludo per ovvie ragioni che ci siano state assunzioni nel periodo (a meno che non si tratti di un'impresa che produce vaccini o mascherine), suppongo che il differenziale sia tra i dipendenti diretti e quelli indiretti. E se l'impresa non assume questi ultimi direttamente, evidentemente si tratta di una classica impresa all'italiana.

                              Mi piacerebbe veramente tanto far carriera qui dentro
                              Tu non vuoi fare carriera; tu vuoi cambiare ruolo, che è diverso. Cioè vuoi passare dalla produzione all'amministrazione, anche in quest'ultimo caso a un livello che non richiede la laurea (e forse forse nemmeno il diploma), ma confidando nel fatto che quella amministrativa sia un'area in cui progredire di carriera è più facile, essendoti laureato in Economia e non in Ingegneria.

                              1) Sono stato assunto perché tre anni fa è venuto a mancare mio papà, e ho preso il suo posto da operaio.
                              Quindi praticamente per loro è come se fossi tuo padre.

                              Sono legato quindi al fatto che mia mamma non lavora e ho da mantenere un nonno, la mamma e un fratello.
                              Pure il nonno? A posto stiamo. Posso sapere 'sto paesino dove si trova? Ho capìto che sei al Nord, ma al Nord dove? Perché il Friuli è una cosa, il Veneto un'altra e il Piemonte un'altra ancora. Se sei in Veneto, Lombardia o Emilia è più facile che tu sia vicino a una città grande o relativamente grande, ove le opportunità sono certamente di più. Se sei nelle Langhe o sulle Alpi carniche evidentemente la questione è differente.

                              2) Per quanto riguarda il discorso agenzia, mio papà era indeterminato con l'impresa, da quando è morto lui (da quel periodo praticamente) l'impresa ha assunto persone con l'agenzia, quando prima erano tutti indeterminati presso l'azienda stessa.
                              Secondo te perché? Ovviamente per eludere le normative che classificano le imprese in base al numero dei dipendenti.

                              Questo perché da quel periodo sono state assunti tantissimi dipendenti. Assieme a me, anche una 50ina erano a contratto determinato con l'azienda, ma a fine contratto hanno traslato verso il contratto con l'agenzia di somministrazione. Si sono lamentati un po' tutti, perché son passati con l'agenzia anche persone che erano qua da tanti anni, ma sinceramente non mi sono trovato affatto male.
                              Mi meraviglio che non ci siano state cause di lavoro.

                              da quando c'è stata l'impennata degli assunti, l'azienda ha ben preferito (vedasi burocrazia velocizzata) di stipulare l'accordo con l'agenzia, pur non facendosi ''prestare'' nessun operaio.
                              La burocrazia non è affatto velocizzata. Trattasi di paraculata.

                              Adesso, il problema sta nel fatto che è anche la classica impresa a conduzione familiare in cui tutto il reparto amministrativo e contabile è occupato principalmente dalla famiglia ed inoltre non è una struttura in cui si cresce facilmente.
                              Ecco, appunto. La classica impresa 'taliana. Scommetto che si tratta di una n (vedasi ingegneri meccanici che fanno semplicemente i responsabili di produzione o ingegneri gestionali che svolgono funzioni che potrebbero essere svolti da persone col diploma).

                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                              • #45
                                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                                Lo scorso settembre avevi detto 280. Siccome escludo per ovvie ragioni che ci siano state assunzioni nel periodo (a meno che non si tratti di un'impresa che produce vaccini o mascherine), suppongo che il differenziale sia tra i dipendenti diretti e quelli indiretti. E se l'impresa non assume questi ultimi direttamente, evidentemente si tratta di una classica impresa all'italiana.


                                Tu non vuoi fare carriera; tu vuoi cambiare ruolo, che è diverso. Cioè vuoi passare dalla produzione all'amministrazione, anche in quest'ultimo caso a un livello che non richiede la laurea (e forse forse nemmeno il diploma), ma confidando nel fatto che quella amministrativa sia un'area in cui progredire di carriera è più facile, essendoti laureato in Economia e non in Ingegneria.


                                Quindi praticamente per loro è come se fossi tuo padre.


                                Pure il nonno? A posto stiamo. Posso sapere 'sto paesino dove si trova? Ho capìto che sei al Nord, ma al Nord dove? Perché il Friuli è una cosa, il Veneto un'altra e il Piemonte un'altra ancora. Se sei in Veneto, Lombardia o Emilia è più facile che tu sia vicino a una città grande o relativamente grande, ove le opportunità sono certamente di più. Se sei nelle Langhe o sulle Alpi carniche evidentemente la questione è differente.


                                Secondo te perché? Ovviamente per eludere le normative che classificano le imprese in base al numero dei dipendenti.


                                Mi meraviglio che non ci siano state cause di lavoro.


                                La burocrazia non è affatto velocizzata. Trattasi di paraculata.


                                Ecco, appunto. La classica impresa 'taliana. Scommetto che si tratta di una n (vedasi ingegneri meccanici che fanno semplicemente i responsabili di produzione o ingegneri gestionali che svolgono funzioni che potrebbero essere svolti da persone col diploma).
                                Sono del sud. Purtroppo oserei dire.
                                Per quanto riguarda il discorso carriera, ti assicuro che non è una semplice questione di cambiare mansione, punto in alto e ho sempre puntato in alto in tutto ciò che ho sempre fatto. Se cambiassi mansione, fra due anni sarei qui a dire che vorrei di più, ma non per un semplice compenso economico, completamente. Per me prima di tutto viene la soddisfazione lavorativa e gli stimoli, le responsabilità e il valore aggiunto che crei. Tutto qua. E ora come ora non sono né stimolato, né soddisfatto. È un lavoro ripetitivo e noioso, statico, non cognitivo, e che non ti permette di far lavorare il cervello.

                                Comunque, da settembre ad adesso hanno preso tantissime altre persone. Solamente questa settimana ne sono entrate 3 in produzione.

                                L'impresa sta crescendo, anche tanto, ma non cresce culturalmente. A detta del direttore "serve una riforma culturale che passi prima dal vertice". Purtroppo noto che tutti i concetti di human resources management e psicologia industriale vanno a farsi benedire, ed è un peccato. Non si punta a valorizzare le risorse umane o a farle crescere, purtroppo no. Mi fa rabbia sapere che a parole prendo complimenti anche dal direttore, che parla tanto con me, ma arrivato ai fatti veri e propri ho le porte chiuse dall'azienda stessa. Ricordo che quando andavo alle medie andavo in giro dicendo che mi sarei voluto laureare, perché volevo fare il direttore.
                                L'ambizione me la porto da sempre, e penso che non ci si debba mai fermare o accontentare. Quindi mi sento di dire che il cambio mansione è l'ultimo dei miei pensieri, è più una questione psicologica. Penso che alla mia età accontentarsi sia sbagliato, soprattutto se si ha fame di conoscenza. Vorrei studiare e imparare sempre di più. Ho molte passioni che cerco di coltivare leggendo e studiando. (allenamento e alimentazione ad esempio, avendo ottenuto e fatto ottenere risultati ad amici allenandoli personalmente).


                                Ps: ammetto di avere una visione forse troppo utopica, fatto sta che alla mia età penso di poter puntare a qualcosa di più rispetto al semplice lavoro operaio manuale.

                                Ps2: dall'anno scorso ad oggi l'azienda non ha perso un colpo, anzi, mentre tutti accusavano il covid lei andava avanti senza nessun tipo di problema o ritardo nei pagamenti o consegne ai clienti.
                                Ultima modifica di Manue7698; 13-03-2021, 22:33.

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