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  • #31
    Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
    Sfatiamo il luogo comune del quarto d'ora accademico: d'avvero per legge i prof universitari possono concedersi il lusso di avere un quarto d'ora di pausa ogni ora di insegnamento (e quindi di lavoro)? ma sono pagati per un'ora o per 45 minuti? in quale altro lavoro pubblico hai diritto ad un quarto d'ora di pausa ogni 45 minuti di lavoro?
    Nessuno ha mai sostenuto che esistesse una legge del genere
    Si tratta di un semplice modo di dire
    Oltretutto sta andando decisamente in desuetudine.
    I docenti universitari, comunque, non sono pagati su base oraria: sono in regime pubblicistico e non hanno un vero e proprio orario di lavoro, ma un impegno minimo orario annuo (variabile a seconda che siano in regime di tempo pieno o di tempo definito).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #32
      domanda sul titolo di studio: ho il sospetto che nella maggior parte dei casi, una persona si dice laureata, inizia a lavorare e mai gli viene chiesto ne gli verrà chiesto di mostrargli la pergamena di laurea, e inoltre nessuno andrà mai a controllare nei registri se è laureato oppure no. ho pertanto il sospetto che mentire sulla laurea sia molto facile e difficilmente ti scoprono (a meno che non succeda qualcosa di grave). ho ragione? (con questo non dico che fanno bene, mai inciterei a violare la leggie). nelanto.

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      • #33
        Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
        domanda sul titolo di studio: ho il sospetto che nella maggior parte dei casi, una persona si dice laureata, inizia a lavorare e mai gli viene chiesto ne gli verrà chiesto di mostrargli la pergamena di laurea, e inoltre nessuno andrà mai a controllare nei registri se è laureato oppure no. ho pertanto il sospetto che mentire sulla laurea sia molto facile e difficilmente ti scoprono (a meno che non succeda qualcosa di grave). ho ragione? (con questo non dico che fanno bene, mai inciterei a violare la leggie). nelanto.
        A me, a parte per l'ultimo impiego, hanno sempre chiesto il certificato di laurea oppure l'autocertificazione. In genere, ma soprattutto nel mondo interconnesso di oggi, le bugie hanno le gambe corte...

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        • #34
          appunto, con l'autocertificazione uno può scrivere di essersi laureato in qualsiasi facoltà, voglio vedere quanti poi dopo effettivamente vanno a controllare. era questa la mia domanda, fermo restando che sarebbe un reato penale quindi un conportamento da condannare ovviamente, la mia è una paura però

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          • #35
            Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
            è vero, i dsa e i bes non sono considerati diversamente abili, tuttavia hanno dei vantaggi nelle verifiche e interrogazioni (a tal proposito, chiedo a chiunque voglia interagire in questo thread cosa ne pensa di tali vantaggi, che fino a una decina di anni fa circa non esistevano e che spesso vengono sfruttati dagli studenti per non studiare).
            Guarda nelanto, perdona l'ignoranza perché non so nell'esattezza cosa siano i BES (ossia i "bisogni educativi speciali", a forza di usare 'ste locuzioni burletta come "diversamente abile", "non vedente" e via dicendo si sta cadendo nel ridicolo e non si riesce a comprendere al volo cosa si vuole intendere) dunque non mi pronuncio, ma il DSA ("disturbo specifico dell'apprendimento") è veramente una stronzata megagalattica. Io ho un amico che era del mio corso di laurea che è bravissimo, laureatosi nei tempi e col massimo dei voti, ha pure fatto l'Erasmus e ti dico pure, se ci parli secondo me ha un'intelligenza superiore alla norma. Eppure questo mi raccontava che ha un DSA certificato (lui me ne aveva elencati alcuni, sicuramente la discalculia) e quindi all'università ha diritto a più tempo per poter svolgere gli esami, oltre ad avere accesso a sessioni straordinarie a cui gli altri non possono accedere.

            A parer mio questo mio amico non ha alcun "DSA" (se proprio dovesse esistere, uso volutamente le virgolette) né alcuna discalculia in senso stretto, lui stesso mi raccontava che semplicemente è molto più portato per le materie qualitative o a forte stampo mnemonico, tant'è che lui in moltissimi esami ha preso 30 come voto. Secondo questo ragionamento, allora anche io dovrei avere un DSA perché sono un caprone in matematica e anche con i calcoli più basilari faccio a cazzotti, figurati: semplicemente non sono portato per tutto ciò che è quantitativo, a differenza di mio fratello che invece è portatissimo per la matematica (mentre è pessimo nello sviluppare un tema, per dire; dopodiché, beato chi ha un'intelligenza poliedrica!). Poi sicuramente ha influito anche il fatto che io abbia avuto pessimi insegnanti di matematica dopo le scuole medie; se poi ci penso, io ho avuto un ottimo insegnante di latino, materia in cui infatti ero anche bravino, mentre di greco avevo un demente totale che non spiegava un tubo e infatti non riuscivo a tradurre nulla, e parliamo di due lingue praticamente gemelle, dunque se uno riesce in latino tecnicamente dovrebbe riuscire tranquillamente pure in greco e viceversa.

            Senza stare a trascendere, il punto è che abbiamo tutti diversi tipi di intelligenza, non è che possiamo essere tutti pronti e portati per qualsiasi cosa a 360 gradi. Mi viene in mente un altro ragazzo conosciuto durante la laurea che mi diceva di avere un DSA e che quindi poteva accedere alla sessione straordinaria (tra l'altro per sostenere un esame che con la matematica non c'entrava nulla, tanto per la cronaca, e comunque un esame che secondo me non aveva nulla a che fare con una possibile dislessia e via dicendo), ma questo tizio era palese che fosse un lavativo e basta. La cosa assurda poi è che i DSA chiaramente non sono disabili, quindi non devono rendere conto di 'sto DSA ad un privato che altrimenti (giustamente) li scarterebbe al volo, e dunque possono sfruttare la cosa quando e se gli fa comodo! Pure per i concorsi pubblici hanno tempo aggiuntivo, ed è a loro discrezione riferirlo o meno in fase di candidatura al concorso: ovvio che in tal caso gli conviene riferirlo.

            Insomma, il DSA è una presa per i fondelli bella e buona, perché è come se tu avessi la possibilità di riferire di avere una sorta di "specifica" disabilità cognitiva (e non è certo questo il caso di poter parlare di disabilità cognitiva, che sarebbe volgarmente il ritardo mentale) quando e se ti fa comodo per ottenere dei vantaggi, altrimenti non la comunichi.

            Per me la cosa è tanto semplice: o hai una disabilità cognitiva, oppure no. Fine. Poi non vado oltre perché la disabilità cognitiva ovviamente esiste, c'è chi ne è affetto per davvero (lo sappiamo tutti) e starne a disquisire è assolutamente di competenza esclusiva di neurologi e psichiatri; ma il DSA è una stronzata megagalattica per davvero, ed è un'offesa a chi veramente non può capirle le cose o, meglio ancora, non può capire il mondo che lo circonda. Anche perché l'individuo con disabilità cognitiva, fermo restando che esistono vari gradi di "ritardo mentale" (locuzione obsoleta che in effetti può essere fuorviante oltre che offensiva, e in questo caso non si tratta di politically correct) fatica a capire tutto (non qualcosa di "specifico"), infatti il disabile cognitivo anche lieve lo riconosci al volo nella vita di tutti i giorni, anche solo guardando come si comporta senza che egli debba fare qualcosa di applicativo e spesso senza che tu debba parlarci. C’è un ragazzo all’incirca della mia età che abita nel mio quartiere e che vedi spesso girare in paese, di cui capisci anche a un chilometro di distanza, senza parlarci, che ha una disabilità cognitiva lieve, proprio da come si pone; tant'è che la madre, che vedo spesso girare in paese anche lei, ha sicuramente una disabilità cognitiva (che il figlio ha ereditato) già più grave perché tra un po' manco riesce a parlare in maniera chiara e a scandire le parole, ma da quel che vedo riesce tranquillamente ad essere autonoma e a fare lavori manuali molto semplici. Ma questi sono solo due esempi che mi sono venuti in mente.

            Non dico questo a caso, ma dico questo perché è veramente da cretini pensare che l'intelligenza sia riferibile al solo sapersi destreggiare in uno specifico ambito, in particolare nell'ambito quantitativo e/o in ambito logico, che è quello di cui riferiscono i portatori di DSA nella stragrande maggioranza dei casi. La verità è che semplicemente non sono portati in quell'ambito e di conseguenza sono anche poco motivati e pigri per quanto riguarda quel tipo di approccio. Il DSA non esiste, per come la vedo io si può essere portati o meno per qualcosa come è normale che sia in quanto siamo esseri umani e non siamo nati con ChatGPT integrato nel cervello, dunque uno che dice di avere un DSA di certo non si iscriverà a determinati corsi di studio per cui non è portato; certo è che dovrebbe faticare come e quanto tutti gli altri, non vedo perché dargli sessioni straordinarie, tempo aggiuntivo e quant'altro, anche per gli esami che a lui risultano più ostici (e che tra l'altro risultano ostici a tutti). L'unico disturbo dell'apprendimento esiste solamente nella disabilità cognitiva e quella coinvolge l'individuo a 360 gradi. Il resto son scuse.
            Ultima modifica di gnugno; 06-03-2026, 18:20.

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            • #36
              Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
              sarebbe un reato penale quindi un conportamento
              1. I reati penali non esistono.
              2. Comportamento con la n.
              3. In realtà la falsità negli atti costituisce reato solo se si tratta di atti pubblici. Il falso in scrittura privata è stato depenalizzato da anni. Tuttavia, secondo la Cassazione, integra la più grave fattispecie delittuosa di truffa la falsa dichiarazione in ordine ai titoli di studio conseguiti qualora sia stata determinante ai fini dell'assunzione da parte del soggetto privato nei confronti del quale la dichiarazione ès tata resa.
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              • #37
                Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio

                Guarda nelanto, perdona l'ignoranza perché non so nell'esattezza cosa siano i BES (ossia i "bisogni educativi speciali", a forza di usare 'ste locuzioni burletta come "diversamente abile", "non vedente" e via dicendo si sta cadendo nel ridicolo e non si riesce a comprendere al volo cosa si vuole intendere) dunque non mi pronuncio, ma il DSA ("disturbo specifico dell'apprendimento") è veramente una stronzata megagalattica.
                L'ultima moda sono le «neurodivergenze». Anche essere «plusdotati» costituirebbe una neurodivergenza (secondo alcuni, un disturbo dello spettro autistico) e, dunque, un DSA che comporta BES.
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                • #38
                  Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
                  certo è che dovrebbe faticare come e quanto tutti gli altri, non vedo perché dargli sessioni straordinarie, tempo aggiuntivo e quant'altro
                  Perché non sai che in alcune università del fantastico mondo anglo-americano hanno cominciato a concedere tempi aggiuntivi alle femmine, specie per àmbiti come storia e matematica (che sono quelli in cui risultano più carenti), e ora sono tutti contenti perché col 25% di tempo in più finalmente i voti delle femmine sono allineati a quelli dei maschi e dunque hanno superato il gender gap. Insomma hanno equiparato il sesso femminile a un disturbo specifico dell'apprendimento, se non a un ritardo mentale (del 25% ). Il tutto, nonostante tutti gli studi dimostrino che a parità di profitto le femmine ottengano nelle scuole di ogni ordine e grado e all'università valutazioni migliori, con uno scarto che interessa maggiormente l'area a cavallo tra l'insufficienza e la sufficienza: il che significa che vi sono casi in cui a parità di merito, misurato secondo criteri scientifici qualitativi, il risultato per un maschio è la bocciatura, mentre la femmina va avanti. Ah, già: dimenticavo che c'è da riequilibrare le migliaia di anni del fantomatico patriarcato
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                  • #39
                    Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                    I reati penali non esistono.
                    Perché tutti i reati sono penali, quindi basta dire reati?

                    Devo dire che al TG sento dire "reato penale" a ripetizione.
                    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                    • #40
                      Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                      Perché tutti i reati sono penali, quindi basta dire reati?
                      I comportamenti antigiuridici si distinguono in tre tipologie:
                      • ​​​​​​illeciti ​amministrativi, come ad esempio le infrazioni alla maggior parte degli articoli del codice della strada. Sono sanzionati con sanzioni amministrative pecuniarie o di altra natura (ad esempio decadenza da un beneficio, sospensione di una licenza, revoca di una concessione etc.).
                      • reati, cioè le violazioni di carattere penale, che si distinguono a loro volta in delitti, quelli più gravi, e contravvenzioni, quelli meno gravi. I primi sono punibili con multa e/o reclusione, i secondi con ammenda e/o arresto.
                      • illeciti civili, che possono derivare da responsabili contrattuale, da responsabilità extracontrattuale o da reato.
                      Devo dire che al TG sento dire "reato penale" a ripetizione.
                      Fosse solo questo da correggere dei telegiornali italiani, saremmo a cavallo. Io tutti i giorni sento usare la parola "funzionario" almeno tre volte e nella quasi totalità dei casi è usata a sproposito. Quando poi parlano di ALTO funzionario, allora non c'è bisogno neanche di controllare perché lo sproposito è certo.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #41
                        Tra l'altro, sempre in merito al "DSA", ho appena dato un'occhiata alle regolamentazioni previste per il dipartimento di Scienze politiche e per il dipartimento di Economia di Roma Tre, mentre guarda caso non riesco a reperirne online nemmeno uno per nessun altro dipartimento (per esempio per il dipartimento di Ingegneria o di Studi umanistici). E ancor di più guarda caso, per il dipartimento di Scienze politiche è messo a disposizione in maniera estremamente facile.

                        Per Scienze politiche, sostanzialmente si ha del tempo aggiuntivo, per le prove orali si possono usare addirittura usare mappe concettuali che possono arrivare alle 10 pagine; per gli esami che richiedono formule (come statistica o economia politica) e che risultano ostici a tutti tra l'altro (ma ci metto la mano sul fuoco che sono quelli su cui tribolano di più i DSA dato che ci stanno i numeri in mezzo, dato che guarda caso la parte quantitativa è quella a cui i DSA fanno sempre riferimento), si possono avere tutte le formule a disposizione (dato che in due pagine, che è il limite fissato, bastano e avanzano, ve lo garantisco). Quindi lo scemo sono io che mi sono dovuto imparare trenta e passa formule di statistica a memoria – ora lasciamo perdere che imparare le formule a memoria è totalmente inutile e si fa solo in Italia, dato che all'estero per questo tipo di esami si ha a disposizione un formulario, come è giusto che sia; il punto è che non capisco perché io mi devo imparare a memoria trenta e passa formule, mentre una persona che afferma di avere un "DSA" no.

                        Per Economia, addirittura si può pure "prevedere nelle prove scritte l’eventuale riduzione quantitativa, ma non qualitativa, nel caso non si riesca a concedere tempo supplementare" ed anche "consentire verifiche orali, nel caso in cui la modalità standard sia scritta, oppure verifiche scritte nel caso in cui la modalità standard sia orale".

                        A tutto ciò si aggiungono le sessioni straordinarie a cui i DSA possono accedere.

                        Sostanzialmente quindi una persona può certificare di avere un "DSA", dunque non risultando disabile in alcun modo, e laurearsi con molta più facilità (ed eventualmente anche con ottimi voti) in Scienze politiche, per dire. A questo punto, se vuole può serenamente cercare lavoro nel privato non dovendo in alcun modo riferire del DSA (a differenza di una disabilità, per cui ci sono i posti di lavoro per le categorie protette) perché nemmeno un cretino lo riferirebbe ad un privato in un curriculum; oppure buttarsi nei concorsi pubblici avendo persino enorme tempo aggiuntivo per le prove dei concorsi, oltre che la possibilità di usare calcolatrici, formulari e quant'altro.


                        Dunque, fatevi furbi per come funzionano le cose in Italia: se vi piace vincere facile, fatevi certificare un DSA.

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                        • #42
                          gnugno , i cc.dd. DSA e BES non sono scientificamente dimostrabili né oggettivamente misurabili e come tali non dovrebbero avere rilevanza giuridica. Per me quella che descrivi è una deriva.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #43
                            io sono daccordo con voi. Penso che la razio di queste regole sia il provare ad essere più inclusivi possibili: va bene l'inclusione, ma qui si sta però esagerando. ma anche negli altri paesi è così ? o abbiamo scopiazzato malamente gli usa? nelanto

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                            • #44
                              Ma il punto secondo me è che non si tratta nemmeno di un intento di voler essere "inclusivi", è che è proprio alla base una puttanata pazzesca quella del DSA. Esiste solamente la disabilità cognitiva (quella che noi volgarmente chiamiamo "ritardo mentale"), e quella coinvolge l'individuo a 360 gradi; viene solitamente chiamata "disabilità intellettiva", ma secondo me già chiamata così può risultare fuorviante perché ti dà l'idea che la disabilità in questione sia riferibile solamente al campo dell'apprendimento, quando non è così; anche perché il disabile cognitivo/intellettivo (ossia il ritardato) lo riconosce al volo anche la persona comune, come dicevo. Non serve un contesto scolastico o anche fosse lavorativo per capire se una persona è ritardata: i ritardati faticano a comprendere qualsiasi cosa nella vita di tutti i giorni (dunque anche al di fuori dell'ambito di apprendimento o dell'ambito applicativo ossia se si tratta di fare qualcosa), hanno comportamenti quotidiani che noi percepiamo come bizzarri e via dicendo. Non sono un neuropsichiatra infantile, quindi non è assolutamente qualcosa di mia competenza, ma in genere il ritardato lo si riconosce tutt'al più entro i primi anni della scuola elementare. Tieni a mente che, come dicevo, "ritardo mentale" è un'espressione obsoleta, e su questo concordo, ma assolutamente non per un fatto di politically correct (di cui tutti ne abbiamo piene la scatole), ma perché il ritardo mentale è a tutti gli effetti una disabilità, nello specifico una disabilità cognitiva e non fisica. Dico questo perché altrimenti si fa come la gente che per "malattia" percepisce solo quella fisica, corporea, e dunque non riesce a comprendere la malattia mentale/psichica. Infine, non dimentichiamoci che esistono diversi gradi di disabilità cognitiva, perché ci sono ritardati che possono essere più capaci o meno capaci essendoci diversi gradi di disabilità cognitiva (lieve, moderata, grave, gravissima, eccetera).

                              I portatori di DSA, al di là di tante filastrocche ed eufemismi, sostanzialmente affermano che hanno una forma di ritardo mentale (e dunque di disabilità cognitiva; solo che per loro come espressione è troppo forte e con connotazione negativa) limitata e circostanziata nell'apprendimento di determinate cose o discipline; il che però è un non sequitur, proprio perché il ritardato mentale non solo fa fatica nell'apprendere qualsiasi cosa, ma ha comportamenti e difficoltà nella vita quotidiana in generale.

                              Casomai, tutti noi sicuramente possiamo essere più o meno intelligenti e più o meno portati per determinate cose; infatti lo stesso Gardner, psicologo dello sviluppo, parlava della "teoria delle intelligenze multiple", riconoscendo diversi tipi di intelligenza tra cui quella fisico-cinestetica/corporea (tipica delle persone portate per lo sport, in grado di saper suonare bene uno strumento musicale o di fare bene determinate attività artigianali), intelligenza musicale, intelligenza intrapersonale, intelligenza interpersonale, visuale-spaziale (se ti può interessare, in quest'ultima è riconosciuta la propensione ad essere degli artisti, perché chiaramente anche quella Gardner la riconosce come una forma di intelligenza) e via dicendo. Chiaro che poi possono contrapporsi e tutti noi abbiamo una determinata percentuale di ognuna. Le ho nominate solamente per dire che l'intelligenza non è solo quella logico-matematica, che è una cosa che noi riconosciamo come l'unico e solo tipo di intelligenza in chiave quasi "illuminista" dato che gli si attribuisce il valore della scientificità, e infatti i test per il quoziente di intelligenza sono delle stronzate perché quasi esclusivamente basati solo sull'intelligenza logico-matematica. E alla base di questo c'è semplicemente il fatto che l'intelligenza logico-matematica è oggettivamente quella più "utile" nella vita di tutti i giorni all'interno della società (pensa ad esempio al cassiere del negozio o del supermercato, a chi è proprietario di un'attività e deve fare i conti, all'ingegnere che deve costruire gli edifici, a chi lavora in banca, a lavori in generale che necessitano di forte logica che non abbiano necessariamente bisogno dei numeri), mentre altri tipi di intelligenza rientrano come "inutili" dato che l'essere umano non riesce a dargli un risvolto utile o comunque profittevole all'interno della società, in particolare l'artista o la persona con capacità interpersonale che dunque è portata per fare lo psicologo o il conduttore televisivo, per dire. Capisci che pensare che l'intelligenza sia solo quella logico-matematica (come fanno i test del QI) è un discorso anche infantile, direi "bambinesco", perché è un po' come la gente che pensa che solamente il medico sia il lavoro più importante del mondo perché "salva le vite degli esseri umani" (avendo in mente il medico del pronto soccorso), e su questo non ci piove, però un sacco di altre figure contribuiscono al funzionamento della società. Il concetto è lo stesso: non si può pensare che l'intelligenza sia solo quella logico-matematica perché ti dà risvolto pratico e immediato all'interno della società.

                              D'altronde, poi possiamo stare a discutere che generalmente una persona può essere più intelligente o meno intelligente, così come più portata allo studio o meno portata allo studio: non tutti sono portati per andare a farsi il mazzo al liceo classico o scientifico (dico per dire, lascia perdere ora che il liceo classico è inutile e giustamente non ci si iscrive più nessuno), e magari preferiscono fare un istituto tecnico o un istituto professionale. Ma questo mica significa che chi vuole studiare qualcosa di meno impegnativo o non è portato per lo studio, allora significa che sia ritardato (o abbia un DSA) direi, no? Anche perché farebbe ridere i polli come ragionamento.

                              Io stesso sicuramente ho un'intelligenza logico-matematica bassa, ma mica ritengo di avere un "DSA", al di là del fatto che io manco ci credo in 'sto DSA. Semplicemente non sono portato, tutto qui. E ho fatto tutta 'sta filippica finora perché l'ambito logico-matematico è proprio quello di cui generalmente si lamentano i portatori di DSA.

                              Se uno ha difficoltà nell'apprendimento, significa che ha difficoltà ad apprendere qualsiasi cosa e fa fatica nella vita di tutti i giorni (come dicevo, al di là dell'ambito dell'apprendimento e al di là dell'ambito applicativo), e per l'appunto quella si chiama "disabilità cognitiva". Sic et simpliciter.

                              All'estero non so come funzioni, però nei Paesi Bassi (dove io ho fatto il master) ricordo di una ragazza olandese con tempo aggiuntivo per le prove proprio perché affermava di avere 'sto DSA; negli Stati Uniti lo chiamano "learning disability" (e metterci il "disability" in mezzo è davvero e totalmente fuorviante, oltre che un'offesa a chi la disabilità cognitiva ce l'ha per davvero) che non va confuso con "intellectual disability", che appunto è il disabile cognitivo (cd. ritardato). Negli Stati Uniti so per certo che il disabile cognitivo ha accesso alla special education, che in Italia vengono effettivamente contestate perché "ghettizzano", ma onestamente io (nella mia ignoranza in materia, perché non sono un pedagogista) ritengo più ghettizzante come avviene in Italia, perché durante le scuole medie nella mia classe c'era un ragazzino con disabilità cognitiva e questo solo in determinate ore aveva l'insegnante di sostegno che gli stava appresso, accanto a lui nel banco. Secondo me era pure umiliante come cosa per lui, tra l'altro alla fine della fiera io credo che non imparasse un tubo e ricordo benissimo che per gli insegnanti era pure un problema da gestire 'sto qui perché era pure un ragazzino estremamente violento e che dava perennemente fastidio.

                              Comunque il punto è che, almeno in Italia (non so all'estero), la cosa è ridicola perché la persona che si afferma portatore di DSA non deve renderlo noto a nessun datore di lavoro, oltre a tutti i vantaggi annessi e connessi di cui parlavamo: per esempio, ci si può laureare in Scienze politiche col massimo dei voti e nei tempi davvero con una marea di agevolazioni, dopodiché cercare lavoro nel privato come se nulla fosse dato che non si è mica obbligati a riferire al privato del DSA (perdona la battuta, ma non resisto: non lo farebbe nemmeno un ritardato...) o buttarsi nei concorsi pubblici con ulteriori agevolazioni durante le prove. Il tutto non risultando disabili (anche perché un DSA non è un disabile). Per capirci, il DSA è a tutti gli effetti un jolly che ti conviene usare quando ti fa comodo, a tua totale discrezione. E da quel che ho visto all'estero, credo che sia purtroppo la stessa cosa e noi ci siamo adattati a questo modello assurdo.
                              Ultima modifica di gnugno; 23-03-2026, 11:17.

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