RIguardo ai dettagli, ti riferisci all'elenco degli esami?
annuncio
Comprimi
Ancora nessun annuncio.
Trasferimento ad altro ateneo, cambio facoltà ed esami sostenuti
Comprimi
X
-
Elenco di esami, crediti e settori, distinti per ciascuna delle 2 carriere.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
dottore ho escluso fosse il corso dell'Università di Firenze dato che lei parlava di un ateneo del nord Italia. Quando ha menzionato "Scienze sociali per la globalizzazione" ho capito che fosse la Statale di Milano, e che quindi probabilmente nell'altro caso si stesse riferendo al corso in "Comunicazione e società" dello stesso ateneo.Io pensavo che si riferisse a Scienze politiche alla UniFi, che ha un curriculum denominato "Comunicazione e media", o a Scienze politiche, sociali e internazionali all'AMS, che ha un curriculum denominato proprio "Comunicazione"
MaryJane899 ah, che strano! Prima volta che lo sento. Ti dico che di norma dal secondo anno fuoricorso in poi si pagano le stesse tasse di un iscritto non fuoricorso, o comunque stiamo lì.Nell'università a cui sono attualmente iscritta dopo il trasferimento, la segreteria o chi per loro (scusate, ma è il caos dove sono iscritta) mi ha assegnata al terzo anno fuoricorso: ciò mi ha portata a pagare le tasse maggiorate.
Guarda che con me puoi stare tranquilla, non ho un'indole aggressiva come dottore. Io te l'ho detto solo per metterti in guardia, dato che magari una persona si iscrive pure in "buona fede" ad un corso del genere, per poi scoprire solo dopo che non afferisce alla classe L-36, ma alla sconosciuta classe L-37, con la conseguenza di poter fare molti meno concorsi. Considerando che i piani di studio sono quasi sempre estremamente simili, molto meglio una L-36 a questo punto.Non ho scritto da nessuna parte che Scienze Sociali fosse L-36.
Adesso, considerando che tu già lavori e ti trasferisci pure per lavoro, non so quali siano le tue intenzioni, ma dubito che tu voglia prenderti la laurea per trovare lavoro anche nel privato, visti anche gli anni fuoricorso che di sicuro non aiutano. Ho presunto tu lo faccia per tentare la strada dei concorsi, per questo te lo dicevo. Poi magari mi sbaglio, quindi sentiti libera di correggermi nel caso.
A maggior ragione, avendo capito che ti riferissi a quel corso, ti ho detto che non è L-36. I corsi L-36 della Statale di Milano sono "Scienze politiche", "Scienze internazionali e istituzioni europee" e "International politics, law and economics" (quest'ultimo in inglese non credo che a te interessi). Sono tutti divisi in curricula, quindi io, fossi in te, cercherei di trovare il corso di laurea con il curriculum in cui ti riconoscono di più, se a te interessa solamente "il pezzo di carta".Ho sbagliato io a scrivere comunicazione, in quando facevo riferimento al curriculum "società, cultura, mutamento sociale" di UniMi, si.
I programmi non sono praticamente mai richiesti (sì, quando compili la schermata sul computer ti compare lo spazio per inserire il programma d'esame, ma compare per formalità, mica per altro, infatti puoi e dovresti lasciare non compilata quella parte).Eh, e quando mi sono trasferita ricordo di aver allegato tutti gli esami svolti e i relativi programmi. Certo, forse non era lo stesso documento a cui fai riferimento.
L'unica cosa che interessa è il nome dell'esame, il settore-scientifico disciplinare e il peso in crediti. Ad esempio: Storia contemporanea, S.S.D M-STO/04, 9 CFU.
Commenta
-
Ero interessata alla L-20, che probabilmente si avvicina molto più al mio campo. Solo che lì, da quel che ho capito, non avrei mezzo esame riconosciuto.
Essere fc mi pesa molto, e mai avrei immaginato di impiegare tutto questo tempo per finire gli studi. Purtroppo ci sono cose che non possiamo controllare, ma lasciare tutto così nel vuoto mi dispiacerebbe.
Commenta
-
Istituzioni di diritto pubblico Ius/09 CFU 9
Istituzioni di diritto privato Ius/01 CFU 9
Sociologia Sps/07 CFU 9
Sociologia dei fenomeni politici Sps/ 11 CFU 9
Economia dello Sviluppo Secs-P/ 01 CFU 6
Diritto Internazionale Ius/13 CFU 9
Storia Contemporanea M-Sto/04 CFU 9
Diritto e Istituzioni dell'UE Ius/14 CFU 9
Diritto Ecclesiastico Ius/11 CFU 9
Lineamenti di diritto romano Ius/18 CFU 6
Tirocinio CFU 6
Storia del diritto italiano I Ius/19 CFU 12
Storia del diritto italiano II Ius/19 CFU 9
Attualmente sto studiando per altri esami.
Commenta
-
Infatti non mi trovavo, comunque al Nord c'è Bologna che ha una L-36 con indirizzo comunicazione.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggiodottore ho escluso fosse il corso dell'Università di Firenze dato che lei parlava di un ateneo del nord Italia.
Sei stato molto perspicace; io scansionavo i corsi nella mia mente alla ricerca di un corso di laurea della classe di Scienze politiche e delle relazioni internazionali con curriculum in comunicazione e non in un corso di laurea della classe di Scienze della comunicazione incardinato in un dipartimento, facoltà o scuola di Scienze politiche o affini.Quando ha menzionato "Scienze sociali per la globalizzazione" ho capito che fosse la Statale di Milano, e che quindi probabilmente nell'altro caso si stesse riferendo al corso in "Comunicazione e società" dello stesso ateneo.
Ma io mica ho un'indole aggressivanon ho un'indole aggressiva come dottore.
Sante parole.Io te l'ho detto solo per metterti in guardia, dato che magari una persona si iscrive pure in "buona fede" ad un corso del genere, per poi scoprire solo dopo che non afferisce alla classe L-36, ma alla sconosciuta classe L-37, con la conseguenza di poter fare molti meno concorsi. Considerando che i piani di studio sono quasi sempre estremamente simili, molto meglio una L-36 a questo punto.
Nei gruppi Facebook sui concorsi se ne vedono a decine, di sprovveduti del genere. Molti scoprono cosa sia una classe solo nel momento in cui si approcciano ai concorsi pubblici. Ce ne sono alcuni che ti fanno proprio cadere le braccia per le domande che fanno: «Ragazzi, scusatemi, ma nella mia università a quel codice corrisponde una laurea diversa». Allora eccomi io che con santa pazienza devo spiegare che quello non è il codice ma l'identificativo della classe, e questi cascano completamente dalle nuvole perché non sanno la classe cosa sia.
Colgo l'occasione anche in questa sede per spiegare che, mentre la classe – che è richiamata da un identificativo breve (per l'ordinamento ex DM 270/2004, normalmente una lettera, un trattino e un numero composto da una o due cifre) che rimanda a una scheda con una epigrafe (che è quella che loro scambiano per la denominazione dello specifico titolo conseguito, che ha valore ed effetti puramente accademici), una declaratoria estesa e una tabella con la distribuzione dei crediti a partire dalla quale va progettato l'ordinamento didattico del singolo corso – è un contenitore ministeriale di corsi aventi obiettivi formativi comuni e che pertanto condividono parte dei contenuti in termini di crediti formativi per attività di base e caratterizzanti, e che determina il valore legale della laurea o della laurea magistrale rilasciata, il codice è uno strumento di classificazione, del tutto facoltativo, interno a ciascun ateneo. Ad esempio all'Università degli studi di Firenze la stringa 10.12.29-B037-D76 identifica la scuola di Scienze politiche "Cesare Alfieri", il corso di laurea in Scienze politiche (classe L-36), il curriculum Comunicazione e media; 0376 era il corso di laurea in Scienze politiche ex DM 509/1999 (classe 15) e 025 quello del vecchio ordinamento (quadriennale), mentre non ricordo se quando c'erano le facoltà esse fossero codificate (peraltro se non sbaglio non erano codificati neanche i curricula del 509 e gli indirizzi di specializzazione del v.o.). Alla Sapienza il codice corso 32396 corrisponde alla laurea magistrale in Scienze dell'amministrazione e delle politiche pubbliche (classe LM-63).
Analogo discorso vale per insegnamenti ed esami: M-STO/04, SECS-S/01, SPS/07, MAT/02, MED/45 e così via non sono codici, bensì (sigle dei) settori scientifici-disciplinari, che identificano l'àmbito culturale degli esami (e hanno a che fare con l'abilitazione dei docenti strutturati); dopodiché se l'ateneo vuole mettere un codice a un esame (ad esempio il codice B000025 all'UniFi rappresenta l'esame di Storia contemporanea per il corso B037) può farlo, ma ha esclusivo uso interno (adesso che è tutto elettronico questo discorso non vale più, ma quando i verbali erano cartacei questi sistemi di codificazione erano molto importanti poiché consentivano un agevole controllo degli errori).
Purtroppo da questo punto di vista possiamo affermare senza timore di smentita che sono le stesse università a fare confusione, perlomeno alcune, e questo non aiuta. Mi riferisco in particolare a due famose telematiche, di cui non faccio i nomi, che sono le stesse che usano il termine "master" ad capocchiam: qualche giorno fa ho cliccato proprio su questo forum su un banner pubblicitario che rinviava a un loro intermediario (peraltro senza qualificarsi come tale, ma i corsi erano palesemente quelli) e per ogni corso presentato sotto scriveva «codice» seguìto un realtà dall'identificativo della classe, con il risultato che vi erano più corsi aventi lo stesso codice (un paradosso visto che il codice dovrebbe identificare univocamente un singolo corso, anche interclasse). Il bello di Pegaso e Mercatorum è che usano per la codifica interna dei loro esami le sigle dei settori scientifico-disciplinari, dunque per disambiguare più esami dello stesso settore aggiungono caratteri di fantasia (di solito cominciano con una lettera I); ad esempio per due esami SECS-P/07 identificano come SECSP07 il primo e SECSP07I il secondo, presumo in ordine di attivazione. Dopodiché anche in sede di certificazione fanno confusione tra codice e SSD: mi sono appena accorto che sul certificato di laurea magistrale in Management che hanno mandato a un ente che ha richiesto la verifica di una mia autocertificazione nella lista degli esami sostenuti, che è in formato tabellare, manca una colonna SSD ma in compenso c'è una colonna rubricata "Codice", le cui celle sono compilate con i settori scientifico-disciplinari (che, comunque, a differenza che in altri certificati che ho visto, sono stati perlomeno epurati dei 'supplementi' di cui sopra).
Confermo. Non li vogliono nemmeno quando nel regolamento didattico è scritto che bisogna produrli, a parte il fatto che l'autodichiarazione dei programmi lascia il tempo che trova poiché oramai in moltissime sedi la definizione del programma è lasciata al totale arbitrio del docente responsabile dell'insegnamento e non soggetta ad approvazione di organi collegiali, tant'è che càpita che, laddove l'insegnamento sia tenuto in parallelo da più docenti in base a un frazionamento degli studenti per iniziale del cognome, numero di matricola pari o dispari o altri parametri, gli insegnamenti paralleli (detti a seconda della sede cattedre, canali, classi, sezioni etc.) abbiano programmi diversi qualitativamente e/o quantitativamente. Personalmente l'ho visto negli insegnamenti di Economia politica in diversi atenei: per il gruppo A-L il docente faceva fare solo microeconomia, per il gruppo M-Z solo macro; in un caso addirittura per uno dei due gruppi si facevano micro e macro con tanto di esercizi (anzi, l'esame erano ridotto a meri esercizi senza alcun accertamento sul livello di padronanza della teoria acquisito dal discente) e per l'altro gruppo il programma era praticamente di storia economica.I programmi non sono praticamente mai richiesti
Per accertare la veridicità del programma dichiarato, l'ateneo dovrebbe effettuare non una verifica della posizione dello studente, ma un accesso agli atti procurandosi i registri delle lezioni, il che aggraverebbe enormemente il procedimento amministrativo. Peraltro non vedo tutto questo che senso abbia, dato che il valore legale di 6 crediti nel settore ING-INF/05 è sempre lo stesso a prescindere dal programma e dalle domande che sono state poste all'esame (riportate di norma sul relativo sommario processo verbale). Se si vogliono fare questioni di obsolescenza basta vedere l'anno (dando per scontato che nel 2002 non ho potuto studiare una riforma varata nel 2008).
Più che altro la conoscenza dei programmi può essere utile per effettuare convalide per quella che al dipartimento di Discipline della comunicazione dell'UniBo ai tempi di Pina Lalli veniva definita "congruità culturale", che è una sostanziale equivalenza o affinità di contenuti in presenza di settori scientifico-disciplinari diversi. Questo però, di solito, si capisce già dalla denominazione dell'esame: per esempio un esame denominato Diritto dell'informazione e della comunicazione (ovvero Diritto dell'informazione, Diritto e deontologia della professione giornalistica, Diritto delle telecomunicazioni) che afferisca al settore IUS/09, al settore IUS/10 o (più raramente) al settore IUS/08 avrà con ogni probabilità contenuti simili o assimilabili, pertanto di solito in presenza di un esame del genere convalidano l'esame con denominazione omonima o equisignificante nel piano di studi di destinazione indipendentemente dalla coincidenza dei rispettivi settori. Se però l'esame è Diritto dell'informatica (o magari Diritto dell'amministrazione digitale), allora qui la cosa si complica perché si tratta di un campo di studi anche dei filosofi del diritto (insieme con l'informatica giuridica e la giurimetria) e dunque si ritrovano esami similmente denominati anche nel settore IUS/20. Ebbene con IUS/20 di solito non convalidano perché siamo in settori concorsuali diversi (il SC è una classificazione dei saperi superiore al SSD) e dunque non sono considerabili settori affini; tuttavia in questo caso prendendo in considerazione il programma e verificando che esso è culturalmente congruo con un esame di Diritto dell'informazione IUS/08, IUS/09 o IUS/10 si potrebbe convalidare quest'ultimo. Dopodiché ci sono degli atenei, come la Carlo Bo di Urbino perlomeno in relazione al dipartimento di Giurisprudenza, che si attengono rigidamente al settore, dunque se hai sostenuto un esame di Diritto fallimentare ascritto al settore IUS/04 non ti convalidano l'esame omonimo inquadrato nel settore IUS/15 e non entrano nel merito dei contenuti nemmeno su richiesta, però, in compenso, usano i crediti di un settore per coprire tutti i crediti dello stesso settore usando anche materie derivate per convalidare materie principali (ad esempio Diritto di famiglia per Istituzioni di diritto privato, Diritto penale minorile per Diritto penale, Diritto fallimentare per Diritto commerciale), al contrario di come fanno altri atenei, come la Marconi, che addirittura non prendono in considerazione esami afferenti al settore IUS/01 che non si chiamino proprio «Diritto civile» per convalidare l'esame di Diritto civile (dunque se hai dato Diritto privato I da 12 crediti e Diritto privato II da 6 crediti e loro hanno Istituzioni di diritto privato da 9 e Diritto civile da 6, ti convalidano solo Diritto privato e tu perdi la bellezza di 9 crediti su 19, il che peraltro in coerenza con l'obbligo, a parità di classe, di riconoscere almeno il 50% dei crediti).
Laddove la denominazione dell'esame non sia autoesplicativa, il mio suggerimento è di aggiungere una sommaria annotazione sulle caratteristiche o i contenuti dell'esame, magari mutuando la denominazione che lo stesso insegnamento assume su altri corsi (con il medesimo programma) in caso di mutuazione (specificando, in tal caso, anche l'eventuale mutazione di SSD da un corso all'altro: all'UniFi in caso di mutuazione può variare anche quello), ad esempio accanto all'esame del settore IUS/08 La comunicazione nel sistema politico-istituzionale «mutua su Diritto parlamentare e Diritto delle assemblee parlamentari» (senza quest'annotazione, c'è il rischio che venga scambiato per un esame di comunicazione; magari IUS/08 viene interpretato come un refuso per SPS/08. E infatti, quando ho spammato richieste di prevalutazione per conseguire la laurea magistrale in Giurisprudenza, senza quest'annotazione non è quasi mai stato preso in considerazione, mentre con la stessa annotazione mi hanno convalidato, o dispensato dal sostenere, Diritto parlamentare oppure hanno usato i crediti per completare la convalida o dispensa di altri esami del settore IUS/08). La nota dev'essere chiaramente distinta dalla titolazione dell'esame; ad esempio può essere messa a piè di pagina richiamata con un asterisco di rinvio, oppure può essere predisposta una tabella con una colonna specifica per eventuali note. Sempre attingendo alla mia esperienza, ho anche un esame titolato "Cultura e società in Italia" che altro non è che Metodologia e tecniche della ricerca sociale sotto altro nome (anche per quello ho usato un'annotazione, «insegnamento di carattere metodologico», che però non mi è servita ai fini del corso al quale andavo a iscrivermi).
Questo su Gomp, perché su Esse3 il campo per inserire il programma non c'è proprio. A parte il fatto che le uniche università che conosca che usano l'apposita funzione di Esse3 per inserire gli esami (e non vi dico che stillicidio che è) sono Unitelma Sapienza e Marconi; la Vanvitelli e Firenze si fanno inserire l'autocertificazione in PDF come allegato.sì, quando compili la schermata sul computer ti compare lo spazio per inserire il programma d'esame, ma compare per formalità, mica per altro, infatti puoi e dovresti lasciare non compilata quella parte.
Comunque suggerisco di adoperare il campo per note come quelle di cui sopra.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
Forse non sono stato chiaro. Mi servono gli esami che hai sostenuto su Giurisprudenza e quelli che hai sostenuto su Scienze politiche, distinti tra loro. Mi occorrono gli esami originariamente sostenuti, con denominazione, peso e SSD originarî. Non mi occorre sapere quali esami ti sono stati convalidati o dispensati, perché questo è irrilevante per la prossima carriera.Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioIstituzioni di diritto pubblico Ius/09 CFU 9
Istituzioni di diritto privato Ius/01 CFU 9
Sociologia Sps/07 CFU 9
Sociologia dei fenomeni politici Sps/ 11 CFU 9
Economia dello Sviluppo Secs-P/ 01 CFU 6
Diritto Internazionale Ius/13 CFU 9
Storia Contemporanea M-Sto/04 CFU 9
Diritto e Istituzioni dell'UE Ius/14 CFU 9
Diritto Ecclesiastico Ius/11 CFU 9
Lineamenti di diritto romano Ius/18 CFU 6
Tirocinio CFU 6
Storia del diritto italiano I Ius/19 CFU 12
Storia del diritto italiano II Ius/19 CFU 9
Attualmente sto studiando per altri esami.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
MaryJane899 stavo per chiederti, per sicurezza, se questi fossero gli esami che avevi finora sostenuto "in totale" o se fossero gli esami rimanenti per la laurea attuale, chiaramente propendevo per al prima opzione dato che vedo diversi esami non affini a Scienze politiche (diritto ecclesiastico, diritto romano e qualcun altro, che hai sostenuto a Giurisprudenza).Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioIstituzioni di diritto pubblico Ius/09 CFU 9
Istituzioni di diritto privato Ius/01 CFU 9
Sociologia Sps/07 CFU 9
Sociologia dei fenomeni politici Sps/ 11 CFU 9
Economia dello Sviluppo Secs-P/ 01 CFU 6
Diritto Internazionale Ius/13 CFU 9
Storia Contemporanea M-Sto/04 CFU 9
Diritto e Istituzioni dell'UE Ius/14 CFU 9
Diritto Ecclesiastico Ius/11 CFU 9
Lineamenti di diritto romano Ius/18 CFU 6
Tirocinio CFU 6
Storia del diritto italiano I Ius/19 CFU 12
Storia del diritto italiano II Ius/19 CFU 9
Attualmente sto studiando per altri esami.
Comunque, guarda, non me ne volere, però bisogna anche dire che ti sei iscritta all'università nel 2009. Ad oggi sono quattordici anni. Tocca anche fare i conti con la realtà, purtroppo. Va bene aver cambiato dopo otto anni di Giurisprudenza, ma sei andata ampiamente in ritardo pure a Scienze politiche (sei anni in totale, ossia tre anni in più). Ad occhio, hai dato pochi esami e vedo che non hai dato nemmeno statistica e/o economia politica (che in genere sono presenti in quasi tutti i corsi di laurea L-36), che sono un po' lo spauracchio di tutti, e permettimi di dire che a Scienze politiche alla Sapienza è pure risaputo che sono due esami resi facili. Non so dove poi tu abbia fatto il passaggio perché non lo menzioni.
È vero che ci sono cose che non possiamo controllare (mi ci metto dentro per primo), però tocca essere anche realisti e, se opportuno, a volte anche critici con se stessi, adottando le dovute conseguenze e facendo riferimento alla realtà dei fatti.
Per quanto riguarda il corso L-20 "Comunicazione e società", se ti può consolare, non è vero che "non ti verrebbe riconosciuto nemmeno mezzo esame", sto vedendo il piano di studi e qualcosa te lo convalidano di sicuro, ma non ti aspettare granché. Ti verrebbero invece riconosciuti parecchi esami per una delle L-36.
Capisco la soddisfazione personale di laurearsi, allora io ti dico che le cose sono due: o ti iscrivi ad una delle L-36, con parecchi esami riconosciuti, e decidi di concludere il percorso; oppure ti iscrivi alla L-20 "Comunicazione e società", con pochi esami riconosciuti, ed un percorso più facile (e fammi pure dire che una L-36 non è nulla di particolarmente gravoso). In alternativa, potresti o concludere dove ti trovi (ma a quanto pare questa opzione la escludi) oppure potresti considerare una telematica.
Tra l'altro, mi sono appena accorto che la L-37 ("Scienze sociali per la globalizzazione") alla Statale di Milano è un pochino più facile (non c'è statistica, ma in compenso un esame di economia da ben 12 CFU) e forse sarebbe andata bene dato che mi pare di capire che non sei interessata ai concorsi, ma non sono attivi tutti gli anni, bensì solo il primo per l'anno accademico che deve ancora iniziare, ergo non potresti sostenere i relativi esami degli anni successivi. Quantomeno hanno avuto la decenza e l'accortezza di scriverlo. Quindi direi che a questo punto quest'ultimo corso lo devi necessariamente escludere.
Però secondo me ti dovresti iscrivere nell'ottica di laurearti per una soddisfazione personale, non per fini lavorativi con un privato. Altrimenti, te lo dico "terra terra", è veramente tempo, soldi e impegno sprecati. Si possono fare una marea di lavori senza laurea, oltre al fatto che moltissima gente laureata fa lavori per ruoli in cui la laurea in realtà non occorre, ergo è sovraqualificata.
Sì, con peso intende i CFU.
Commenta
-
@grugno i conti con me stessa li ho fatti, e mi sento allegramente una fallita. Se mi stai descrivendo come tale, ti ringrazio. Tanto sono i commenti che fanno tutti ultimamente, senza tenere in considerazione problemi e altri tipi di successo.
Ora, che devo fare? Lanciarmi da un ponte? Almeno provo a finire. Perché non potrei lavorare con un privato? Si viene ritenuti falliti e vecchi in un Paese che non permette di avere possibilità, e non c'è scritto da nessuna parte che sui curriculum si debba indicare tutto il percorso mancante e non. Tutto qua. Nel frattempo non sono stata con le mani in mano, e infatti pensavo alla L-20 perché mi vorrei provare come copywriter/ content writer (più vicino al mio lavoro attuale).
Commenta
-
Guarda che stai travisando quello che io ti ho detto, e l'hai interpretato in maniera fuorviante in maniera più o meno inconscia, perché evidentemente sei tu che pensi questo di te, io no di certo, dato che non ti conosco. E stai pur certa che non avevo intenzione nemmeno intenzione di sottindere una cosa del genere, in maniera celata.Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggio@grugno i conti con me stessa li ho fatti, e mi sento allegramente una fallita. Se mi stai descrivendo come tale, ti ringrazio. Tanto sono i commenti che fanno tutti ultimamente, senza tenere in considerazione problemi e altri tipi di successo.
Ora, che devo fare? Lanciarmi da un ponte? Almeno provo a finire. Perché non potrei lavorare con un privato? Si viene ritenuti falliti e vecchi in un Paese che non permette di avere possibilità. Tutto qua.
Ti ho semplicemente detto che tocca farsi i conti, perché hai un gap di otto anni in altro corso di laurea e poi ti sei iscritta a Scienze politiche nel 2017. Adesso siamo nel 2023, ergo sono passati sei anni e senza dubbio bisogna aggiungerne almeno un altro dato che a occhio hai dato pochi esami, in un corso di laurea che ne dura tre. Secondo te, un privato, ergo un datore di lavoro o un addetto alle risorse umane, che pensa? Poi tu avrai tutte le ragioni di questo mondo, a me non interessa saperlo, figurati, io ho sofferto di grave depressione e sono stato in terapia, quindi ho un'empatia incredibile con le persone.
Io ti sto dicendo che, per come la vedo io, dato che parliamo alla fine di Scienze politiche e non di chissà che corso di laurea, non è che alla fine hai tutte queste prospettive lavorative nel privato. Anzi. Se poi tu vuoi prendere il titolo per i concorsi, allora è un altro paio di maniche, e per questo ti consiglio fortemente la L-36, escludendo il corso L-20 e l'altro L-37 (che, come ho detto, tocca escludere in termini aprioristici anche perché è attivo solo il primo anno). Se hai delle difficoltà personali che di conseguenza diventano difficoltà anche negli studi, valuta fortemente una telematica perché il titolo ha stesso valore legale per i concorsi (non l'ho specificato, ma lo specifico adesso per non dare tutto per scontato). Io ti ho detto questo.
Qui nessuno dà del fallito a nessuno, ti sto dicendo che però in questi anni, OGGETTIVAMENTE e guardando la realtà dei fatti, hai dato pochi esami dato che non hai sostenuto nemmeno statistica e/o economia politica. Allora, vale la pena spendere ulteriori soldi, impegno e tempo per una laurea che, a maggior ragione con le tempistiche, non apre nemmeno di per sé chissà che porte? La risposta te la devi dare TU. Se poi tu dici che la risposta è "sì", benissimo, tu stessa a questo punto hai detto che vorresti provare a finire, che magari è pure giusto: per me poi puoi laurearti in un solo ulteriore anno o mettercene dieci, a me non può fregar di meno, però io lo farei nell'ottica di una soddisfazione personale, perché magari andrai a fare un colloquio e ti dico subito che non dovresti usare come cavallo di battaglia la laurea (perché l'impressione che ho è che tu sia convinta che sia necessaria a questo punto), ma bensì esperienze lavorative, certificazioni acquisite e quant'altro. O pensi veramente che la laurea in "Comunicazione e società" aiuti molto?
I "blocchi" sarebbero i requisiti essenziali? Non mi risulta proprio che l'essere stati fuoricorso abbia a che fare con i concorsi pubblici. Una cosa del genere non è proprio possibile.Altra cosa: a me pare che i blocchi te li mettano nei concorsi pubblici. Ah, e specifico. FC, ok. Ma nel mezzo ci sono stati anni in cui non ho proprio frequentato. Unico errore è stato continuare ad essere iscritta.
Commenta
-
Sì, esatto.Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioCon peso intendi i CFU, vero?
Giuridicamente non è possibile quello che dici, se ho capìto bene cosa intendi (l'ho interpretato come gnugno).Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioAltra cosa: a me pare che i blocchi te li mettano nei concorsi pubblici. Ah, e specifico. FC, ok.
Ma non è che hai pensato a Scienze dell'amministrazione? A Milano ci sono 3 corsi di questa classe, L-16, 2 alla Statale e 1 alla Bicocca. Per i concorsi pubblici va benissimo. Tranne IUS/11 e IUS/18 (che forse ti varrebbero per i crediti a scelta), recuperesti tutto.
I corsi L-20 sono ben 8, 2 alla Statale, 2 alla Bicocca, 2 alla Cattolica e 2 alla Iulm, ma gli unici che contengono esami giuridico-politico-economici sono Comunicazione e società della Statale e l'omonimo della Cattolica.
Altrimenti Scienze dei servizi giuridici, L-14, alla Statale o alla Bicocca.
Con L-16 o L-14 in un anno (dai 5 ai 7 esami + la tesi) dovresti finire.Ultima modifica di dottore; 28-04-2023, 16:36.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta
-
dottore Il punto è che a me lei non sembra essere interessata ai concorsi, e nemmeno a L-16 Scienze dell'amministrazione o a L-14 Scienze dei servizi giuridici. Tra l'altro entrambe hanno esami comunque notevoli, dato che pressoché ovunque nella prima ci sono diversi esami di economia aziendale, mentre nella seconda trovi diritto commerciale, penale, processuale civile o penale. Le riconoscerebbero molti esami e gliene rimarrebbero sì pochi, ma molto pesanti, e non mi pare il caso. Se proprio deve iscriversi da qualche parte, secondo me a questo punto le conviene o proseguire con una L-36, o una L-20 se vuole qualcosa di molto leggero (però in questo secondo caso le riconoscono decisamente di meno).Ma non è che hai pensato a Scienze dell'amministrazione? A Milano ci sono 3 corsi di questa classe, L-16, 2 alla Statale e 1 alla Bicocca. Per i concorsi pubblici va benissimo. Tranne IUS/11 e IUS/18 (che forse ti varrebbero per i crediti a scelta), recuperesti tutto.
I corsi L-20 sono ben 8, 2 alla Statale, 2 alla Bicocca, 2 alla Cattolica e 2 alla Iulm, ma gli unici che contengono esami giuridico-politico-economici sono Comunicazione e società della Statale e l'omonimo della Cattolica.
Altrimenti Scienze dei servizi giuridici, L-14, alla Statale o alla Bicocca.
Con L-16 o L-14 in un anno (dai 5 ai 7 esami + la tesi) dovresti finire.
Comunque curiosa la divisione in trimestri della Statale, non avevo mai visto una cosa del genere in Italia.
Commenta
-
Economia aziendale se parliamo di ragioneria non è niente di particolarmente difficile, a meno che il docente non la renda difficile apposta. Se parliamo di tutto il resto, sono chiacchiere.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggioTra l'altro entrambe hanno esami comunque notevoli, dato che pressoché ovunque nella prima ci sono diversi esami di economia aziendale
Non tutte le L-14 hanno materie processuali, che, del resto, in una L-14 lasciano il tempo che trovano, visto che non ci si può fare l'avvocato; anzi, sarebbe più intelligente mettere diritto processuale amministrativo (materia quasi mai presente anche a Giurisprudenza magistrale a ciclo unico), essendo uno sbocco naturale la PA (in cui i dipendenti, anche se non avvocati, possono rappresentare l'amministrazione in giudizio), ma ovviamente questa è uan mia considerazione personale.mentre nella seconda trovi diritto commerciale, penale, processuale civile o penale.
Ma fino a un certo punto leggero, perché tra Comunicazione e società della Cattolica e Comunicazione interculturale della Bicocca, tanto per fare un esempio, passa una tale differenza che il primo sembra più simile a Scienze politiche che al secondo. Poi bisogna tenere presente che dipende anche da attitudini e inclinazioni individuali. Personalmente, ad esempio, trovo molto più avvincente e dunque in un certo senso più facile preparare un esame di una qualsiasi materia giuridica che uno di semiotica. Poi, per carità, il livello dei corsi di laurea della classe di Scienze della comunicazione è basso perché generalmente a essere di livello basso è l'utenza, dunque anche le materie più serie diventano poco serie. Ci sono state e ci sono, comunque, delle notevoli (e lodevoli) eccezioni, e probabilmente ci sono ancora.una L-20 se vuole qualcosa di molto leggeroUltima modifica di dottore; 29-04-2023, 00:31.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
Commenta

Commenta