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Scusami, vengo fuori da giornate molto pesanti e ho travisato. Ho avuto il tuo stesso problema; motivo per cui non sono riuscita a finire per tempo. E i problemi sono nati alla Sapienza, purtroppo. Ti ho scritto in privato, comunque.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
Lavoro già nell'area stampa/ comunicazione, e non sono mai stata interessata ai concorsi pubblici. Proprio perchè vorrei almeno finire con qualcosa che mi dia qualche sbocco, stavo pensando di passare anche alla L-20. Però si, effettivamente tanto vale finire con L-36 e magari prendere certificazioni e specializzazioni (cosa su cui mi sto concentrando ora). No, non sono convinta che la laurea ti spalanchi le porte per il posto di lavoro. E' solo per non vanificare sforzi e dire 'ok, ce l'hai fatta'.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
No, intendevo i limiti all'età.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggio
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MaryJane899 ciao, se non sei interessata ai concorsi pubblici, nel settore privato una laurea l-36 e una l-20 si equivalgono. Concordo con chi ti ha consigliato di scegliere il percorso piu' breve (quindi con meno esami).
I corsi l-36 ed l-20 all'unimi sono molto teorici, semplici e assolutamente fattibili anche da lavoratore full time.
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Sarà una paura un bel po' sciocca, ma sono bloccata da economia. Tra Pavia e Milano, quale consiglieresti?Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggioMaryJane899 ciao, se non sei interessata ai concorsi pubblici, nel settore privato una laurea l-36 e una l-20 si equivalgono. Concordo con chi ti ha consigliato di scegliere il percorso piu' breve (quindi con meno esami).
I corsi l-36 ed l-20 all'unimi sono molto teorici, semplici e assolutamente fattibili anche da lavoratore full time.
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Ciao,
Io conosco solo l'Unimi perche' l'ho frequentata anni fa. Non so se le cose ora siano cambiate, ma tutti i corsi di Scienze economiche, politiche e sociali erano fattibilissimi.. Considera che ero gia' lavoratore full time e non ho avuto il minimo problema a concludere in 3 anni e con un buon voto. Nulla a che vedere con le esperienze universitarie successive, molto ma molto piu' complesse.
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Premessa: non ho risposto ai tuoi messaggi precedenti perché mi trovavo sostanzialmente d'accordo e non volevo andare troppo off-topic nel rispetto di MaryJane. Qui però mica sono tanto d'accordo. Bisogna vedere che si intende per "economia aziendale", perché c'è una parte sicuramente teorica e qualitativa (vedi nella cosiddetta "gestione delle imprese", che di quantitativo non ha nulla), ma pure una parte quantitativa non indifferente. E lo vedo con mio fratello che si occupa di internal audit.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioEconomia aziendale se parliamo di ragioneria non è niente di particolarmente difficile, a meno che il docente non la renda difficile apposta. Se parliamo di tutto il resto, sono chiacchiere.
Adesso, dato che parliamo di un corso di laurea in Scienze dell'amministrazione e non di Economia aziendale, sicuramente non sarà nulla di trascendentale, ma dato che qui, in questo caso, parliamo di una persona che a me sembra anche parecchio demoralizzata e che, a conti fatti, non ha dato né economia politica né statistica in una L-36, io direi che L-16 sia un corso di laurea che deve necessariamente glissare.
Infatti ho detto "pressoché ovunque" si trovano esami processuali, poi ci saranno sicuramente L-14 che ne sono prive.Non tutte le L-14 hanno materie processuali, che, del resto, in una L-14 lasciano il tempo che trovano, visto che non ci si può fare l'avvocato; anzi, sarebbe più intelligente mettere diritto processuale amministrativo (materia quasi mai presente anche a Giurisprudenza magistrale a ciclo unico), essendo uno sbocco naturale la PA (in cui i dipendenti, anche se non avvocati, possono rappresentare l'amministrazione in giudizio), ma ovviamente questa è uan mia considerazione personale.
Il punto, che dico e ripeto: qui parliamo di una persona che ha lasciato Giurisprudenza dopo otto anni e che in una L-36 non è che abbia fatto granché in sei anni, vedo che non ha dato nemmeno gli esami di lingua. Sicuramente le riconoscerebbero molto in Scienze dei servizi giuridici, magari avrebbe 5 o 6 esami da dover portare a termine, ma poi si troverebbe a dover sbattere la testa su esami non da ridere come diritto commerciale, penale e una possibile procedura (il mio è un discorso generale, quindi non serve stare a puntualizzare sul fatto che non dappertutto sono presenti questi esami, altrimenti non ne usciamo mai). A me non pare il caso di renderle la vita complicata, poi ho capito benissimo che il tuo era un consiglio in buona fede, ma penso sia chiaro che qui parliamo di una persona che secondo me vuole prendere in maniera "tranquilla" e nella maniera più veloce possibile un pezzo di carta.
Insomma, a me sembra che il livello dell'utenza sia basso anche a Giurisprudenza, visto che ci entrano e alla fin fine ci si riescono a laureare cani e porci che non sanno mettere quattro parole di fila in un italiano corretto. Semmai il fatto è che il diritto in Italia viene reso volutamente più pesante di quello che dovrebbe essere (l'esempio classico per me è il manuale di diritto che usa il termine "ovvero" con il significato antiquato di "oppure"...), faccio fatica io che ho una padronanza perfetta della lingua pure da un riassunto. Un manuale di storia, sociologia, scienza politica, relazioni internazionali, ma anche (per dire, al di fuori delle scienze politiche) di biologia o psicologia, alla fine dice quello che deve dire senza usare un linguaggio tanto ampolloso e ostico. E infatti sono convintissimo che le discipline giuridiche in Italia soffrano di una forma di megalomania, mentre le altre non è che si sentano minus habentes, semplicemente sono quantomeno più pragmatiche. Il che è tutto dire, visto che noi qualsiasi disciplina per impartirla noi la rendiamo quanto più teorica possibile.Ma fino a un certo punto leggero, perché tra Comunicazione e società della Cattolica e Comunicazione interculturale della Bicocca, tanto per fare un esempio, passa una tale differenza che il primo sembra più simile a Scienze politiche che al secondo. Poi bisogna tenere presente che dipende anche da attitudini e inclinazioni individuali. Personalmente, ad esempio, trovo molto più avvincente e dunque in un certo senso più facile preparare un esame di una qualsiasi materia giuridica che uno di semiotica. Poi, per carità, il livello dei corsi di laurea della classe di Scienze della comunicazione è basso perché generalmente a essere di livello basso è l'utenza, dunque anche le materie più serie diventano poco serie. Ci sono state e ci sono, comunque, delle notevoli (e lodevoli) eccezioni, e probabilmente ci sono ancora.
Però, proprio per evitare di andare off-topic, è inutile che stiamo a parlare di questo. Qui parliamo di una persona che è stata otto anni a Giurisprudenza, sei a Scienze politiche passando da un ateneo ad un altro, io direi di essere quanto più oggettivi possibili. Con una L-20 più incentrata sulla semiotica dovrebbe avere meno problemi, però le riconoscono sicuramente di meno rispetto ad una L-36.
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Appena posso ti rispondo al messaggio privato, oggi ho una giornata abbastanza intensa.Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioScusami, vengo fuori da giornate molto pesanti e ho travisato. Ho avuto il tuo stesso problema; motivo per cui non sono riuscita a finire per tempo. E i problemi sono nati alla Sapienza, purtroppo. Ti ho scritto in privato, comunque.
Come ti ha giustamente detto JMaskelyne, tra L-20 e L-36 alla fin fine siamo quasi là. Un privato secondo me preferisce una L-36 perché almeno qualche esame di diritto e di economia l'hai dato, nelle L-20 di norma o non ci sono, o sono molto blandi.Lavoro già nell'area stampa/ comunicazione, e non sono mai stata interessata ai concorsi pubblici. Proprio perchè vorrei almeno finire con qualcosa che mi dia qualche sbocco, stavo pensando di passare anche alla L-20. Però si, effettivamente tanto vale finire con L-36 e magari prendere certificazioni e specializzazioni (cosa su cui mi sto concentrando ora). No, non sono convinta che la laurea ti spalanchi le porte per il posto di lavoro. E' solo per non vanificare sforzi e dire 'ok, ce l'hai fatta'.
In via generale, non ci sono limiti di età per partecipare ai concorsi pubblici (il che mi sembra sacrosanto), se non per comprovate esigenze. Però mi pare di capire che tanto a te non interessino.No, intendevo i limiti all'età.
È per questo che secondo me non so quanto ti convenga andare in una L-36, visto che in sei anni non hai dato né economia, né statistica e nemmeno gli esami di lingue, che non sono nulla di troppo complesso, ma almeno le prime due (e parliamo di soli due esami nell'intero corso di laurea) richiedono un certo impegno. Condivido anch'io quello che ha detto JMaskelyne , io studio Scienze politiche e riesco a studiare pur lavorando (part-time 20 ore, però), è fattibile. Il fatto è che a me tu sembri parecchio demotivata, per questo forse ti conviene una L-20 (Scienze della comunicazione), però di sicuro ti riconoscono poco.Sarà una paura un bel po' sciocca, ma sono bloccata da economia. Tra Pavia e Milano, quale consiglieresti?
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I limiti di età non esistono più da anni se non per forze di polizia a ordinamento civile e militare e forze armate. I comuni e gli enti di area vasta li possono mettere solo per il personale di polizia locale, laddove siano messi in relazione con i livelli di prestanza fisica richiesta (e dunque se il concorso non prevede prove fisiche ma solo una generica idoneità non possono essere previsti). Anche per magistratura il limite di età è stato abolito. Permane per il concorso diplomatico, quello prefettizio e quello dei segretari di enti locali, in cui si configura comunque in maniera più elastica rispetto al passato (cioè è derogato in presenza di particolari requisiti), in quanto giustificato da esigenze di servizio che non rendono incompatibile il limite con l'ordinamento eurounitario (che vieta discriminazioni per età, le quali, oltretutto, sarebbero indirettamente vietate già dalla Costituzione).Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioNo, intendevo i limiti all'età.
Economia e gestione delle imprese è un altro settore, SECS-P/08.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggioPremessa: non ho risposto ai tuoi messaggi precedenti perché mi trovavo sostanzialmente d'accordo e non volevo andare troppo off-topic nel rispetto di MaryJane. Qui però mica sono tanto d'accordo. Bisogna vedere che si intende per "economia aziendale", perché c'è una parte sicuramente teorica e qualitativa (vedi nella cosiddetta "gestione delle imprese", che di quantitativo non ha nulla), ma pure una parte quantitativa non indifferente. E lo vedo con mio fratello che si occupa di internal audit.
Se l'esame si chiama "Economia aziendale", di solito è ragioneria. Il programma classico prevede una parte di teoria e poi esercizi di scritture in partita doppia. Quello che dici tu attiene a livelli avanzati che certamente non si sfiorano neanche lontanamente con un unico esame del settore SECS-P/07. Dopodiché se becchi il docente come uno di mia conoscenza l'esame è difficile ma non per i contenuti, bensì perché ha un comportamento bizzarro, per usare un eufemismo, ed è piuttosto sleale in quanto fa domande scritte su argomenti non trattati a lezione e imposta l'esame in maniera completamente diversa da quanto dichiarato da lei stessa a lezione e nel programma pubblicato per iscritto.
[qAdesso, dato che parliamo di un corso di laurea in Scienze dell'amministrazione e non di Economia aziendale, sicuramente non sarà nulla di trascendentale, ma dato che qui, in questo caso, parliamo di una persona che a me sembra anche parecchio demoralizzata e che, a conti fatti, non ha dato né economia politica né statistica in una L-36, io direi che L-16 sia un corso di laurea che deve necessariamente glissare.
La puntualizzazione è funzionale a indurla a valutare un corso della classe di proprio interesse che non preveda esami che possono da lei essere percepite come bestie nere.il mio è un discorso generale, quindi non serve stare a puntualizzare sul fatto che non dappertutto sono presenti questi esami, altrimenti non ne usciamo mai
A me questo non pare per nulla chiaro, anzi mi appare evidente un interesse a cambiare per l'ennesima volta. Siamo noi che stiamo cercando di spingerla verso una strada meno tortuosa, mirata dritto alla conclusione.penso sia chiaro che qui parliamo di una persona che secondo me vuole prendere in maniera "tranquilla" e nella maniera più veloce possibile un pezzo di carta.
C'è una differenza sostanziale: a Scienze della comunicazione ci si iscrive in quanto percepita come facile, mentre chi si butta su Giurisprudenza lo fa pensando che sia difficile.Insomma, a me sembra che il livello dell'utenza sia basso anche a Giurisprudenza, visto che ci entrano e alla fin fine ci si riescono a laureare cani e porci che non sanno mettere quattro parole di fila in un italiano corretto.
È il significato corretto e per nulla antiquato.l'esempio classico per me è il manuale di diritto che usa il termine "ovvero" con il significato antiquato di "oppure"...
Una L-20 incentrata sulla semiotica non c'entra niente con Comunicazione e società, che, come ho già detto, somiglia per contenuti più a Scienze politiche a indirizzo sociologico o della comunicazione che ad altri corsi di classe L-20. Comunicazione e società è un corso interdisciplinare a base sociologica con una certa quota di crediti in àmbito economico-aziendale o statistico (una trentina) e 12 crediti giuridici solo parlando degli esami obbligatorî. Non ha esami di semiotica o filosofia in genere. Se cerca qualcosa di più umanistico ci sono, a Milano, Scienze umanistiche per la comunicazione sempre alla Statale, Comunicazione interculturale alla Bicocca (con due lingue straniere di cui una se non ricordo male obbligatoriamente extracomunitaria), Linguaggi dei media alla Cattolica, Comunicazione e psicologia alla Bicocca stessa (che, se non è cambiato qualcosa, consente – caso unico per una laurea di classe diversa da Scienze e tecniche psicologiche – la prosecuzione su LM-51). Per avere proprio una base di semiotica dovrebbe spostarsi da Milano, e a mio avviso non ne vale proprio la pena. Certo, il rischio di incontrare un corso di laurea della classe di Scienze della comunicazione come il vecchio Media e giornalismo (di classe 14, corrispondente all'attuale L-20), che aveva 60 crediti (pari a un anno) in comune con i corsi di laurea in Scienze politiche, Studi internazionali e Scienze di governo e dell'amministrazione, non c'è più, però di certo vi sono corsi di laurea L-20 a orientamento sociale e corsi di laurea L-20 a orientamento umanistico, sebbene al di là della base sono grossomodo tutti dei minestroni.Con una L-20 più incentrata sulla semiotica dovrebbe avere meno problemi
Secondo me il fatto di ripartire dal primo anno con pochi crediti convalidati o oggetto di dispensa la demotiverebbe ancora di più.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggioIl fatto è che a me tu sembri parecchio demotivata, per questo forse ti conviene una L-20 (Scienze della comunicazione), però di sicuro ti riconoscono poco.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Guarda, Giurisprudenza l'ho frequentata in pieno per quattro anni. C'erano le propedeuticità, un ambiente terribile e professori che ti bocciavano anche 10 volte (cosa accaduta a più persone in istituzioni di diritto privato; o addirittura 4 volte anche a diritto ecclesiastico, percepito come esame semplice). Da lì, io sono entrata in una brutta spirale che mi ha portata ad avere grossi problemi. In sostanza: ho studiato diversi esami, fra cui anche diritto del lavoro e amministrativo, che poi non ho mai sostenuto. Avrei dovuto abbandonare tutto al 4° anno, ma non l'ho fatto e risulta che io sia uscita fc 3 anni a Giurisprudenza (era a ciclo unico).Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggioPerò, proprio per evitare di andare off-topic, è inutile che stiamo a parlare di questo. Qui parliamo di una persona che è stata otto anni a Giurisprudenza, sei a Scienze politiche passando da un ateneo ad un altro, io direi di essere quanto più oggettivi possibili. Con una L-20 più incentrata sulla semiotica dovrebbe avere meno problemi, però le riconoscono sicuramente di meno rispetto ad una L-36.
Ora come ora sto preparando due esami in sociologia e statistica.
dottore sto scegliendo il Nord Italia per provare ad avere qualche possibilità in più a livello lavorativo. Non è nemmeno questione di cercare la laurea più semplice, quanto il modo più veloce. Grazie per le info sulla Bicocca e sull'altro corso. Darò un'occhiata anche a quelli, ma il mio obiettivo non è mollare Scienze Politiche. Alla Sapienza mi ero trovata molto bene, ho sostenuto esami e ho fatto anche qualche progetto con un bravo prof. Poi è scoppiata la pandemia, mi sono dovuta spostare e sono rientrata in un circolo depressivo che mi ha fatto mollare ancora gli studi (da qui, il motivo per cui sono finita fc). Poi ho cominciato a lavorare ed eccomi qua.
Io vorrei pure vincerle certe paure, perchè spero che non tutti i docenti siano 'bestie nere' negli atenei italiani.
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In effetti mi pare sia una buona università. Almeno per quanto riguarda L-36, quale corso di laurea che ho guardato con maggiore attenzione, ho l'impressione che non sia così complicato. Ecco, non penso sia un Giurisprudenza Sapienza bis.Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggioCiao,
Io conosco solo l'Unimi perche' l'ho frequentata anni fa. Non so se le cose ora siano cambiate, ma tutti i corsi di Scienze economiche, politiche e sociali erano fattibilissimi.. Considera che ero gia' lavoratore full time e non ho avuto il minimo problema a concludere in 3 anni e con un buon voto. Nulla a che vedere con le esperienze universitarie successive, molto ma molto piu' complesse.
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Scusami ma non ti seguo. Avevo capìto che tu ti trovassi già a Milano per motivi di lavoro. Posso capire alla Iulm, ma una laurea in Scienze della comunicazione presa alla Statale di Milano, per non parlare della Bicocca, non ti offre prospettive lavorative migliori di quella conseguita all'Università della Calabria (che è peraltro un ottimo ateneo). Pertanto, se hai pensato di trasferirti a Milano, svenandoti, appositamente per completare gli studi, lascia perdere, specie alla tua età. A Roma hai la migliore offerta formativa universitaria possibile e immaginabile in Italia, di altissima qualità e anche di prestigio (sebbene per lauree conseguite a una certa età parlare di prestigio è totalmente fuorviante). Coi soldi che risparmi di affitto potresti permetterti la Luiss e ti avanzerebbero pure. A proposito, alla Luiss c'era un bellissimo corso di laurea in Scienze della comunicazione e delle relazioni istituzionali, molto serio, con una solida base giuridico-politologica, purtroppo disattivato con il passaggio dall'ordinamento ex DM 509/1999 all'ordinamento ex DM 270/2004 (per qualche anno il corso di laurea in Scienze politiche è stato interclasse, poi l'Ateneo ha deciso di abbandonare la classe L-20).Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggiodottore sto scegliendo il Nord Italia per provare ad avere qualche possibilità in più a livello lavorativo.
Giurisprudenza Sapienza bis è solo alla Federico II di Napoli e a Padova.Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioIn effetti mi pare sia una buona università. Almeno per quanto riguarda L-36, quale corso di laurea che ho guardato con maggiore attenzione, ho l'impressione che non sia così complicato. Ecco, non penso sia un Giurisprudenza Sapienza bis.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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E allora non ho capìto: hai già un lavoro a Milano o no?Originariamente inviato da MaryJane899 Visualizza il messaggioNo, non mi sto trasferendo lì per finire gli studi.
Ah, ecco.Milano non ho mai detto che sia la mia destinazione certa
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Chiedo venia, ma sono stato impegnato in questi giorni, mi trovo all'estero e ho avuto dei problemi di salute. Stavo scrivendo ulteriori interventi per puntualizzare, ma poi ho preferito eliminarli, dato che vorrei andare quanto meno possibile off-topic nel rispetto di MaryJane899.
dottore E potrei essere d'accordo, ma in una L-14 Scienze dei servizi giuridici, gira e rigira gli esami sempre quelli sono: se è senza una delle procedure, comunque si ritrova diritto commerciale e/o penale e/o civile. È come andare alla ricerca di lauree più semplici in termini di esami in Giurisprudenza: la situazione in questo caso cambia davvero di poco tra lauree della stessa classe. Data la sua storia universitaria, deducibile sia dai tempi che dagli esami dati, è inutile che stiamo anche solo a parlarne; è da escludere in termini aprioristici.La puntualizzazione è funzionale a indurla a valutare un corso della classe di proprio interesse che non preveda esami che possono da lei essere percepite come bestie nere.
Infatti questo spero che MaryJane899 lo capisca.A me questo non pare per nulla chiaro, anzi mi appare evidente un interesse a cambiare per l'ennesima volta. Siamo noi che stiamo cercando di spingerla verso una strada meno tortuosa, mirata dritto alla conclusione.
Corretto sì, "per nulla antiquato" non penso proprio. Ho una buona cultura generale e ho sempre letto molto, mai visto il termine "ovvero" con senso disgiuntivo se non nei manuali di diritto. Mai vista invece una cosa del genere nemmeno in un manuale di scienza politica, guarda caso.È il significato corretto e per nulla antiquato.
Io non mi riferivo in alcun modo a "Comunicazione e società" della Statale di Milano, bensì dicevo in termini generali che avrebbe potuto iscriversi ad una L-20 Scienze della comunicazione a trazione umanistica/sulla semiotica, se vuole un pezzo di carta facile facile, come Scienze umanistiche per la comunicazione (solo il nome fa ridere in quanto di per sé un ossimoro, va be).Una L-20 incentrata sulla semiotica non c'entra niente con Comunicazione e società, che, come ho già detto, somiglia per contenuti più a Scienze politiche a indirizzo sociologico o della comunicazione che ad altri corsi di classe L-20.
Vero, ma in sei anni di Scienze politiche non ha dato né economia, né statistica, né scienza politica, né le due lingue. Poi bisognerebbe conoscere il suo piano di studi, però grossomodo ha dato davvero poco, perché se si vanno a togliere gli esami che presumo abbia fatto a Giurisprudenza (siamo ancora in attesa delle tre carriere distinte), in sei anni avrà dato sì e no cinque esami di una L-36, quando in media una persona anche un po' lenta ne dà pure di più in un anno accademico...Secondo me il fatto di ripartire dal primo anno con pochi crediti convalidati o oggetto di dispensa la demotiverebbe ancora di più.
Anch'io ho frequentato Giurisprudenza per circa quattro anni, il problema è che gli atteggiamenti baronali di cui parli sono frequenti in tutti i corsi di laurea in Giurisprudenza in Italia, te lo garantisco, pure nelle non statali (cosiddette "università private"). Sicuramente in una non statale sì, l'asticella è più bassa, ma ti dico che ad esempio alla Lumsa (che a Roma ha la nomea di "università dei cretini") a Giurisprudenza gli esami sono tutti annuali, devono essere stati maturati i relativi corsi per poter sostenere l'esame e pure per esami considerati banali, come diritto internazionale, ci sono propedeuticità prive di logica come l'aver sostenuto diritto commerciale. Io ho dovuto sostenere tre volte diritto commerciale per passarlo, seppur discretamente preparato (poi io sicuramente non sono portato per lo studio del diritto e su questo non ci piove), la prima volta sono stato bocciato perché, seppur di fronte alla domanda della docente sapessi dire cosa fosse l'impresa agricola e del fatto che goda di un regime di favore, lei riteneva grave che non ricordassi il motivo che ha spinto il legislatore a far adottare questo regime di favore - parliamo di mezza riga in un manuale di mille pagine, oltre che di qualcosa di assolutamente superfluo e irrilevante.Guarda, Giurisprudenza l'ho frequentata in pieno per quattro anni. C'erano le propedeuticità, un ambiente terribile e professori che ti bocciavano anche 10 volte (cosa accaduta a più persone in istituzioni di diritto privato; o addirittura 4 volte anche a diritto ecclesiastico, percepito come esame semplice).
Onestamente mi sembrano scuse. Sai chi mi ricordi? Hai presente il programma "Vite al limite" su Real Time? Ecco, i pazienti obesi che ogni sei mesi dicono che non hanno perso tot chili perché erano depressi, hanno avuto problemi personali, stress e quant'altro. Il che ci sta una volta, due volte, ma poi pure il medico gli spiega che diventa pure una presa in giro nei confronti se stessi. In quattordici anni di università hai dato pochi esami in ognuno dei tre percorsi.Da lì, io sono entrata in una brutta spirale che mi ha portata ad avere grossi problemi. In sostanza: ho studiato diversi esami, fra cui anche diritto del lavoro e amministrativo, che poi non ho mai sostenuto.
Se pensi di cambiare (cosa che io ti sconsiglio se realmente hai intenzione di prenderti una laurea), è inutile che decidi di sostenere esami che poi non ti verrebbero convalidati nel nuovo corso di laurea. Ti dico che statistica comunque è presente pressoché in quasi tutte le L-36.Ora come ora sto preparando due esami in sociologia e statistica.
Se sei perfino disposta a trasferirti per lavoro, significa che non è che ti interessi tanto della laurea in realtà.sto scegliendo il Nord Italia per provare ad avere qualche possibilità in più a livello lavorativo.
Il modo più veloce per il pezzo di carta è terminare dove sei attualmente iscritta, secondo me. Il fatto è che sono scettico. Comunque dovresti anche mandarci il tuo attuale piano di studi per sapere quali esami ti converrebbe fare nel caso tu sia così intenzionata a fare il passaggio.Non è nemmeno questione di cercare la laurea più semplice, quanto il modo più veloce.
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Bisogna vedere quali esami lei ha già sostenuto. Non lo sappiamo.Originariamente inviato da gnugno Visualizza il messaggiodottore E potrei essere d'accordo, ma in una L-14 Scienze dei servizi giuridici, gira e rigira gli esami sempre quelli sono: se è senza una delle procedure, comunque si ritrova diritto commerciale e/o penale e/o civile.
Dal vocabolario Oxford, edizione corrente:Corretto sì, "per nulla antiquato" non penso proprio. Ho una buona cultura generale e ho sempre letto molto, mai visto il termine "ovvero" con senso disgiuntivo se non nei manuali di diritto. Mai vista invece una cosa del genere nemmeno in un manuale di scienza politica, guarda caso.
Dal vocabolario Treccani, edizione corrente:Forma rinforzata della congiunzione disgiuntiva semplice o con lo stesso valore di ‘oppure’ ( non so se in questo caso sia meglio tacere o. dir la verità ) e anche di ‘ossia, vale a dire, per meglio dire’ ( è una cosa strana o. incomprensibile ).
Dal vocabolario Sabatini-Coletti, ultima edizione:ovvéro cong. [comp. di o2 e vero]. – Forma rafforzata della cong. disgiuntiva o, usata soprattutto quando il secondo termine, a cui si premette, è costituito da un’intera proposizione: o tu ti spieghi male, ovvero sono io che non capisco; ormai ant. le grafie o vero, overo. È meno com. di oppure, di cui ha lo stesso valore. Come ossia, fu di uso frequente in passato per introdurre un sottotitolo di opere letterarie, teatrali, narrazioni varie (spec. quelle di tono popolare): Il Malpiglio secondo overo Del fuggir la moltitudine, uno dei Dialoghi di T. Tasso; Il marchese di Santa Prassede ovvero la vendetta paterna, di F. D. Guerrazzi; Satanella, ovvero la mano della morta, di C. Invernizio. Nell’uso corrente ha attualmente una funzione soprattutto esplicativa, equivalente a cioè, ossia: la cucina meneghina, ovvero di Milano; i legumi, ovvero fagioli, fave, piselli ecc., sono ricchi di proteine.
1 O, oppure, o anche (quando una possibilità non esclude l'altra): di solito passo le vacanze al mare, a Capri o. a Ischia
2 O, oppure, o invece (per alternative che si escludano a vicenda): o sei sordo o. fai finta di non sentireIo sì perché era quello proposto da lei.Io non mi riferivo in alcun modo a "Comunicazione e società" della Statale di Milano
Non essere così tranchant però. Un po' di tatto sulle questioni personali non guasta.Onestamente mi sembrano scuse. Sai chi mi ricordi? Hai presente il programma "Vite al limite" su Real Time? Ecco, i pazienti obesi che ogni sei mesi dicono che non hanno perso tot chili perché erano depressi, hanno avuto problemi personali, stress e quant'altro. Il che ci sta una volta, due volte, ma poi pure il medico gli spiega che diventa pure una presa in giro nei confronti se stessi. In quattordici anni di università hai dato pochi esami in ognuno dei tre percorsi.
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Li ha scritti qui, il fatto è che (se ho capito bene) ha fatto una lista senza mettere le tre carriere distinte. Di IUS ha dato diversi esami, ma per una L-14 Scienze dei servizi giuridici gliene mancano diversi (pochi) e difficili. Sicuramente la iscriverebbero al secondo o terzo anno, ma se ha lasciato Giurisprudenza direi di evitare.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioBisogna vedere quali esami lei ha già sostenuto. Non lo sappiamo.
Ma è inutile che mi mandi citazioni di vocabolari e quant'altro: nessuno sta dicendo che il termine non sia corretto, il punto è che è desueto, obsoleto. Punto.Dal vocabolario Oxford, edizione corrente:
Proprio perché per certi versi simile a Scienze politiche L-36, in cui lei già ha difficoltà da quanto mi pare di capire, le stavo consigliando una L-20 Scienze della comunicazione improntata sulle discipline umanistiche e la semiotica, anche perché di percorso più "tranquillo" di quello non c'è nient'altro, e a cui lei mi dà l'idea di essere interessata. Chiaro che poi anche lì il libro un minimo tocca aprirlo.Io sì perché era quello proposto da lei.
Ci mancherebbe, qui mica siamo in uno studio di psicanalisi. Però tocca anche essere oggettivi.Non essere così tranchant però. Un po' di tatto sulle questioni personali non guasta.
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