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  • Immagino che tu sia nelle vicinanze di Novedrate altrimenti questo tuo interesse non si spiega. Se sei interessato al campus e alla vita da campus ti consiglio l'Unicusano che è 10.000 volte meglio e ha il triplo di studenti.
    Non esiste una normativa per il fallimento delle università , fino ad oggi nessuna è fallita. Io penso che in quel caso arriverebbero aiuti dal MIUR e si studierebbe una fusione con un altro ateneo, ma sto solo ipotizzando.
    Ovviamente i crediti maturati prima di quel momento verrebbero conservati nel curriculum studiorum e potrebbero essere riconosciuti in qualsiasi università .
    Per quanto riguarda tutte le altre domande devi sapere che l'Ecampus non è molto trasparente, anzi è la telematica meno trasparente in assoluto: non fa sapere niente del suo metodo di studio e addirittura pare che utilizzi seminari pre-esame per obbligare lo studente a pernottare, cosa che in una telematica è curiosa.

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    • Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
      Immagino che tu sia nelle vicinanze di Novedrate altrimenti questo tuo interesse non si spiega. Se sei interessato al campus e alla vita da campus ti consiglio l'Unicusano che è 10.000 volte meglio e ha il triplo di studenti.
      Non esiste una normativa per il fallimento delle università , fino ad oggi nessuna è fallita. Io penso che in quel caso arriverebbero aiuti dal MIUR e si studierebbe una fusione con un altro ateneo, ma sto solo ipotizzando.
      Ovviamente i crediti maturati prima di quel momento verrebbero conservati nel curriculum studiorum e potrebbero essere riconosciuti in qualsiasi università .
      Per quanto riguarda tutte le altre domande devi sapere che l'Ecampus non è molto trasparente, anzi è la telematica meno trasparente in assoluto: non fa sapere niente del suo metodo di studio e addirittura pare che utilizzi seminari pre-esame per obbligare lo studente a pernottare, cosa che in una telematica è curiosa.
      non sono di novedrate ma mentre per le altre facoltà  in effetti si capisce bene il funzionamento qui non sembra trapelare niente....ti chiedo questo perche ho un incontro conoscitivo con loro,cosi come mi sto girando fisicamente le altre sedi di altri atenei on line..io sono uno studente di vecchia data a cui mancano pochissimi esami per chiudere perciò sto vagliando la migliore soluzione costi benefici,non è al momento l ecampus la mia scelta ma vorrei capirci qlc cosa tutto qui

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      • Credo sia il caso di chiarire per l'ennesima volta una cosa.

        In Italia università  private non esistono. Ciò non solo perché le università  pubbliche non statali pongono in essere atti autoritativi sindacabili dal giudice amministrativo, in quanto da ciò non deriverebbe la loro natura pubblica, che non è ricavabile all'inverso: d'altro canto, c'è ampia giurisprudenza che riconosce la natura di atto pubblico ai registri delle scuole private legalmente riconosciute e pareggiate (cosiddette parificate, antesignane delle odierne paritarie) e lo status di pubblico ufficiale ai loro insegnanti in quanto dotati delle stesse prerogative e dunque della stessa potestà  amministrativa dei loro colleghi della scuola statale, ma sulla natura giuridica privata delle scuole non statali non vi è dubbio.
        Nel caso delle università  la questione è un po' diversa in quanto le università  non statali, esattamente come quelle statali, vengono istituite per decreto ministeriale; quello che cambia rispetto alle università  statali è il soggetto che dà  l'impulso all'istituzione, che nel primo caso è lo Stato (attraverso la legge o direttamente attraverso l'atto del Ministro) mentre nel secondo è un soggetto terzo, di natura pubblica o privata. Da ciò deriva, per l'università , la possibilità  di farsi supportare e finanziare da soggetti esterni (facoltà  che comunque con la riforma Gelmini del 2010 è stata estesa anche alle università  statali con tanto di incentivo a creare fondazioni apposite) e la possibilità  di stabilire, per statuto, a chi affidare la governance; in compenso, non accedono al fondo di finanziamento ordinario e non sono tenute a uniformarsi ai criteri di governance che lo Stato stabilisce per le università  statali. Sia le università  statali sia le università  non statali condividono la fondamentale caratteristica di essere soggetti dotati di personalità  giuridica e autonomia patrimoniale perfetta; inoltre esse rilasciano direttamente titoli di studio in nome della legge (ovvero del popolo italiano): non è il Ministero a rilasciarli come avviene per la scuola, ma direttamente l'ateneo, in forza di un potere, appunto pubblicistico, direttamente conferito ad esso dallo Stato.

        Non è sempre stato così. Sicuramente prima della riforma Gentile le università  erano considerate emanazioni dirette del Ministero dell'educazione nazionale (come in Francia). Poi è stata conferita ad esse parziale autonomia. Ancora sino agli anni '70 i docenti universitari non erano dipendenti del singolo ateneo, ma del Ministero della pubblica istruzione, come quelli della scuola e delle istituzioni di quello che oggi chiamiamo sistema AFAM(C). Poi furono trasformate in enti pubblici non economici, cioè il cosiddetto parastato.
        Le università  non statali venivano appunto un tempo dette «libere», in quanto enti vigilati dal Ministero, a differenza delle università  statali, che invece ne erano una diretta emanazione. Dopo la riforma Bassanini del 1997 questa distinzione è stata completamente superata, infatti l'uso dell'aggettivo "libero" o è divenuto parte integrante di una sigla che ha perso il suo originario valore, trasformandosi prima in acronimo e infine in nome proprio (è il caso della Lum e della Liuc), oppure è rimasto come vezzo (Iulm, Bolzano). Ed è stata supereta anche la distinzione tra università  degli studi e istituti universitari, in quanto tutte le università  sono autonome negli ordinamenti didattici (la Sapienza ha un ordinamento speciale ma limitatamente a quanto concerne le strutture amministrative), mentre prima lo erano solo quelle specializzate (ad esempio Orientale e Navale).

        Sic stantibus rebus, una università  non può fallire. Se per assurdo fallisse il gruppo Pegaso, una costellazione di imprese costituite nelle forme di società  di capitali (società  per azioni e società  a responsabilità  limitata), e dunque di natura giuridica squisitamente privatistica, l'Università  telematica Pegaso, che ha un proprio bilancio in alcun modo collegato con quello della galassia commerciale Pegaso che pure le ruota intorno, rimarrebbe in piedi.
        É capitato invece che fosse proprio il bilancio dell'università  a risultare in sofferenza. L'ultima volta che ciò sia accaduto è stato con la Libera università  di Urbino, oramai ribattezzata da anni Università  degli studi di Urbino e oggi Università  degli studi di Urbino Carlo Bo. Nel caso specifico lo Stato è intervenuto statalizzando l'università . Lo può fare, unilateralmente, senza dover indennizzare nessuno e senza «comprarla», proprio perché non è un bene privato e non è di proprietà  di nessuno. Non si tratta dell'unico caso: noti precedenti sono le soppressioni degli istituti non statali di educazione fisica, tutti fatti confluire nelle università  che attivarono le facoltà  di Scienze motorie (tutte statali tranne appunto Urbino), e la trasformazione dell'Istituto di magistero pareggiato "Antonio Cuomo" nell'attuale Università  degli studi di Salerno. Andando più indietro nel tempo, la Scuola di scienze sociali fondato nel 1875 da Carlo Alfieri di Sostegno, ribattezzato nel 1888 «Istituto di scienze politiche e sociali», nel 1925 fu statalizzato e divenne un regio istituto di studi superiori e nel 1938 fu trsformato in una delle facoltà  del primo nucleo neo-istituita Università  degli studi Firenze.
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        • Originariamente inviato da Stefano636 Visualizza il messaggio
          se l azienda dichiarasse fallimento.
          Non è un'azienda e comunque non sono le aziende a fallire ma le imprese, con fallimento dichiarato dall'autorità  giudiziaria (e non da loro stesse).
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          • Originariamente inviato da Stefano636 Visualizza il messaggio
            io sono uno studente di vecchia data a cui mancano pochissimi esami per chiudere
            Non è detto che rimangano gli stessi cambiando università .
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            • Originariamente inviato da FRancesca loiacono Visualizza il messaggio
              Se volete scegliere la Unicusano lasciate perdere...ve lo dico per esperienza personale che, purtroppo, sto ancora vivendo sulla mia pelle.
              Ho 30 anni e sono una lavoratrice che vive a Milano. Ho scelto la unicusano proprio perché lavorando 8-9-10 ore al giorno non ho il tempo materiale per rimettermi sui libri di una università  pubblica.
              Mi sono iscritta ad aprile 2017 e ho iniziato a dare esami 3 mesi dopo che con agosto di mezzo il primo appello l'ho sostenuto a fine settembre (loro dicono che per legge bisogna aspettare 90 giorni, ma in altre uni telematiche puoi farlo anche dopo un mese) ora siamo a gennaio 2019 e secondo loro a luglio finisco il terzo anno (hahaha) quindi pagando 3.000 l'anno moltiplicato per i loro 3 anni gli ho sborsato la bellezza di 9.000 euro per completare appena 6 esami (a sto punto convenite con me che a quel prezzo o la comprate o andate alla bocconi). Capitolo esami...nelle sedi esterne sono scritti e si tengono a fine mese. Gli studenti vengono riuniti in questi stanzoni e sotto l'occhio vigile dei commissari (sembra di stare in un lager), che non ti permettono nemmeno di respirare, si svolge la prova. I testi d'esame in genere contengono argomenti che vengono solo accennati nei testi su cui i prof ti danno da studiare; infatti sono stato bocciata più e più volte senza sapere gli errori che ho commesso (se vuoi avere la copia del compito devi pagare come anche se non ti presenti all'appello...ben 50 euro dopo tutto quello che si paga).
              Se avete soldi da buttare iscrivetevi pure.
              Lo stesso giorno del messaggio questa Francesca ha pubblicato una recensione negativa anche su Opinioni.it (tra l'altro la sua unica recensione).
              Trovata su Google.

              https://www.opinioni.it/unicusano/unicusano-mai/

              Ma riuscire ad ammettere di non essere capaci di studiare è tanto difficile?

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              • Certa gente non conosce il senso della vergogna.
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                • E' evidente che l'utente in questione non avesse nessuna intenzione di confrontarsi, ma solo voglia di gettare fango sull'Unicusano perché deluso dal non riuscire a raggiungere la laurea senza studiare...
                  Su quel sito ci sono attualmente 6 opinioni sulla Unicusano di cui 3 positive, 2 negative ed 1 neutra.
                  Quelle positive, appartenenti a "recensori" con svariati messaggi all'attivo, raccontano serenamente (e non senza critiche) la propria opinione.
                  Quelle negative, invece, appartenenti tutte ad utenti "monorecensione" assomigliano ai capricci di un ragazzino viziato con chissà  quale idea di laurea facile nella testa... Esòpo di Delfi con "la volpe e l'uva " docet...
                  Penso poi che molti messaggi siano creati ad arte dalla concorrenza col preciso intento di screditare l'Unicusano e d'altra parte sono giunto alla conclusione che l'Unicusano sia ormai da tempo vittima di un serrato attacco mediatico.
                  Come ho già  detto più volte, l'Unicusano ha le sue criticità  da colmare ed è ben lontana dal rappresentare la perfezione, però è una realtà  che sta crescendo tantissimo e che sta ambiziosamente cercando di fare un salto di qualità  nel panorama universitario italiano. Tutto ciò crea molto fastidio, molta invidia e di conseguenza i detrattori abbondano...

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                  • INFORMAZIONI

                    Buongiorno a tutti, sono nuova del forum. Ho provato a leggere un po' tutti i messaggi. Sto per fare l'iscrizione alla Pegaso.
                    Ho studiato all'uni appena diplomata, ma poi la stupidaggine dei 20 anni mi ha fatto abbandonare e ho iniziato a lavorare.
                    Non mi piaceva la materia ma alla fine lavoro proprio in quel campo, però oggi sono sposata e mamma, e lavoro 8 o 9 ore al giorno.
                    Il discorso è questo, mi sento un po' limitata a livello di conoscenze tecniche, e soprattutto a livello professionale. Faccio la contabilità  ma mi devo appoggiare sempre ad un professionista esterno per gli invii telematici ecc. Quindi vorrei laurearmi per soddisfazione personale, ma soprattutto ne ho bisogno.
                    La mia domanda è questa. Con la laurea presa da Pegaso, il tirocinio ecc, posso accedere all'esame di stato per l'abilitazione come Dottore Commercialista in futuro?

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                    • Buonasera. Benvenuta nel forum.

                      Con una laurea afferente alla classe di Scienze economiche oppure a quella di Scienze economico-aziendali puoi abilitarti alla professione di esperto contabile (sezione B dell'albo), che ti consente di fare le stesse cose del dottore commercialista tranne stare in giudizio tributario (o meglio la questione è controversa; qualcuno dice che si possa fare. Nel dubbio è meglio non rischiare, anche per evitare di vedersi le cause annullate a posteriori. Si tenga presente che i vecchi ragionieri possono e che gli stessi giudici spesso e volentieri sono ex ragionieri”¦ Siamo passati dal richiedere un diploma di second'ordine direttamente alla laurea magistrale in una botta).
                      Puoi anche abilitarti alle professioni di consulente del lavoro e revisione dei conti.

                      La laurea magistrale afferente alla classe Scienze dell'economia o alla classe Scienze economico-aziendali dà  invece accesso all'abilitazione per la professione di dottore commercialista (sezione A dell'albo), indipendentemente da quale laurea sia stata conseguita prima e anche indipendentemente dai contenuti del corso (ci sono lauree magistrali di classe LM-56 che sono a prevalente contenuto giuridico e lauree magistrali di classe LM-77 a contenuto giuridico e perfino in comunicazione. Ciò che conta è la classe, in quanto essa determina il valore legale del titolo rilasciato. Già  che ci sono specifico che questo valore prescinde dall'ateneo e dunque la Pegaso vale come qualsiasi altra università  pubblica italiana, statale e non statale).

                      Sia per l'accesso alla professione di esperto contabile sia per l'accesso alla professione di dottore commercialista, è necessario superare un esame di Stato che si può sostenere dopo un praticantato di 18 mesi da svolgersi presso un professionista già  abilitato (anche un ragioniere, NON un revisore dei conti).
                      Il praticantato di esperto contabile vale anche per la professione di dottore commercialista. Ciò significa che se sei abilitato per l'albo B e dopo consegui la laurea magistrale, puoi abilitarti all'albo A accedendo all'esame di Stato, che peraltro dovrai sostenere in forma ridotta, senza ripetere il praticantato. Inoltre il praticantato iniziato per la sezione B vale anche per la sezione A se nelle more del suo termine consegui anche la laurea magistrale. Ovviamente, se la tua laurea di base non è nelle classi suddette (è possibile infatti conseguire una LM indipendentemente dalla L; i singoli regolamenti didattici fissano i requisiti di accesso), non potrai avere iniziato il praticantato per la sezione B.
                      Attualmente alcune convenzioni con gli ordini territoriali, nel rispetto di un accordo-quadro nazionale, prevedono la possibilità  di svolgere il praticantato all'interno del corso di laurea magistrale e addirittura saltare la prova scritta dell'esame di Stato. A tal fine è necessario però possedere una laurea di base nella classe economica o in quella economico-aziendale e anche aver sostenuto determinati esami ovvero maturato determinati crediti in settori scientifico-disciplinari.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • Buongiorno,
                        La ringrazio per i chiarimenti.
                        Il mio dubbio si basava sul fatto che alcuni sostengono che chi consegue una laurea presso università  TELEMATICHE a prescindere non può accedere in futuro a esame di stato. A questo punto starei perdendo il mio tempo.

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                        • Di' a questo qualcuno che è un perfetto idiota.
                          In Italia esiste il valore legale dei titoli di studio per principio costituzionale: per il medesimo principio costituzionale, che non ti sto qui a eviscerare, l'uso del termine "università " e il rilascio di titoli accademici sono riservati a soggetti abilitati dallo Stato. Un privato non può aprire una università  e rilasciare lauree, lauree magistrali o altri titoli di studio privi di valore legale, perché l'usurpazione di quelle denominazioni è già  di per sé illecita.
                          Le università  telematiche sono università  pubbliche non statali a tutti gli effetti.

                          Aggiungo un'altra cosa: agli esami di Stato i commissarà® non conoscono il tuo curriculum accademico. I titoli richiesti per l'accesso vengono verificati e validati dal responsabile del procedimento quando fai la domanda di ammissione, ma non vengono resi noti alle commissioni proprio per evitare disparità  di trattamento.
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                          • Le cose sono due: o queste persone sono state assalite da un attacco di "rosico" o hanno confuso le università  telematiche con le università  popolari.
                            Mi stupisce davvero che nel 2019 girino ancora questi fenomeni.

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                            • Può essere, anche perché esistono un paio di università  popolari, una al Nord e una al Sud, entrambe relativamente famose, che, finché non sono state sanzionate, hanno utilizzato a sproposito termini che fanno riferimento al sistema ufficiale di istruzione universitaria. Una di queste adesso è riuscita a divenire una università  «internazionale» siglando accordi con atenei africani in base ai quali rilascia titoli dei relativi ordinamenti :rolleyes:
                              E pensare che le università  popolari erano nate con tutti altri scopi (ecco perché l'utilizzo del termine "università " da parte loro era sempre stato ampiamente tollerato). Scopi che adesso sono perseguiti dalle cosiddette università  della terza età  (che altro non sono che le università  popolari vere che hanno cambiato nome).
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                              • Buongiorno,
                                sfrutto questa discussione per chiedere info, come ho già  detto in un altra discussione, ero propenso per un corso all'unipegaso di economia aziendale, ma ho visto che la mercatorum ha un interessante corso di "Gestione di Impresa Indirizzo Economia Digitale".

                                Ho letto qui nel forum che la mercatorum è stata di fatto assorbita dalla unipegaso, questo implica che lo svolgimento degli esami, i metodi di insegnamento ecc sono i medesimi della unipegaso?

                                grazie!

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