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  • Ma guarda che io non me la prendo come altri sul forum: sono qui dal 2014, rispondo a tanti topic e mi diverto.
    Se hai letto i flame dell'ultimo periodo me ne dolgo, ma comunque sono abbastanza abituata ad essere attaccata per quello che penso e chissà  perchè dopo i flame la persona che non viene bannata sono io (sarà  già  capitato 3-4 volte). La casistica ormai è ben nutrita, dagli pseudo-segretari ECP, ai fan dell'Ecampus che minacciavano di chiamare i gendarmi se si nominava il CEPU ai pegasiani che hanno stalkerato su Facebook. Ovviamente non si tratta del tuo caso, voglio precisarlo.
    Detto questo, mi fai un commento sul link che ho pubblicato poco fa?
    Chi era quello? Un mitomane?
    Lo denunciamo per diffamazione?
    Chiamiamo le guardie?

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    • Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
      Ferme restando le libertà  di insegnamento e di valutazione sembra quasi comico affermare che un esame a crocette sia assai più impegnativo...
      Quest'affermazione mi appare in contrasto con la seguente (di cui ho corretto la punteggiatura per evidenziare il modo in cui l'ho interpretata io):
      Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
      Su questo mi trovo completamente in sintonia con te; non condivido il tuo demonizzare a priori le crocette, che se fatte con i dovuti crismi possono avere la stessa validità  e dignità  delle altre forme d'esame.
      .
      ”¦Dunque non capisco da che parte stai.
      Secondo me c'è modo e modo di esaminare a crocette. E lo dico da amante dell'orale.

      Originariamente inviato da Nico74 Visualizza il messaggio
      Io preferisco gli esami scritti a risposta aperta o meglio ancora in modalità  mista (sia a risposta aperta che a scelta multipla), però attenzione a creare l'equazione esame a scelta multipla = esame facile. Se un esame "a crocette" è fatto come si deve, può essere davvero difficile da superare.
      Confermo.
      Ricordo all'Università  di Firenze che erano tre i docenti che esaminavano a crocette. I loro esami erano contemporaneamente quelli che avevano i programmi più brevi ma anche i più difficili da superare.
      Per Pegaso ho invece effettuato molte simulazioni e vi dirò che sono difficili da superare con voti decenti, ma sono abbastanza semplici da superare con voti bassi anche avendo solo una conoscenza vaga e superficiale delle materie; tuttavia non è una cosa che posso generalizzare, poiché ho fatto le simulazioni solo su materie giuridiche, sulle quali comunque ho un'infarinatura di base. Devo dire che ho trovato parecchie domande non pertinenti (ad esempio domande di diritto costituzionale infilate a casaccio tra quelle di diritto tributario, il che può avere anche un senso se utilizzate come domande di controllo, ma in un questionario di sole 30 domande evidentemente non è così).
      D'altro canto, è anche vero che all'orale si viene interrogati su un numero di argomenti limitato, il che fa sì che se si hanno buona loquela, corretta espressività , padronanza del lessico specialistico e un'adeguata visione d'insieme (a volte purtroppo incide, inconsciamente, anche il modo in cui ci si presenta esteticamente) si riesce facilmente a sfuggire dalla dimenticanza o dalla scarsa competenza particolare per condurre (a volte deviare) il discorso sui propri punti di forza, facendo una buona impressione all'esaminatore. Questa capacità  dialettico-argomentativa (che secondo me, se parliamo di professioni, in quelle legali conta moltissimo) per i questionari a risposta multipla non serve a niente, ma è vero d'altro canto che qui se si punta in alto bisogna veramente conoscere a menadito l'intero programma, perché non è che può capitare la qualunque: se pure le domande fossero sorteggiate in maniera causale, difficilmente su 30 ne uscirebbero due sullo stesso argomento. Però è anche vero che se la risposta esatta vale 1 e quella sbagliata o non data vale sempre 0, e i quesiti pesano tutti allo stesso modo, va da sé che azzeccare 18 risposte esatte non è possibile, mentre se all'orale il docente ti fa una domanda di cui proprio non conosci la risposta non ti resta che dirgli «non me lo ricordo» e sperare che te ne ponga un'altra (a meno che non sia uno di quelli che inizia con il proverbiale argomento a piacere, e sempre che lo faccia con tutti oppure tu cà piti tra i fortunati).
      Poi c'è da tenere in considerazione l'elemento emotività , che può giocare brutti scherzi. Su una sola cosa sono d'accordo con Domenico de Masi: man mano che andiamo avanti le generazioni sono sempre più immature rispetto alle precedenti; parlo proprio di immaturità  relazionale, dovuta probabilmente al fatto che, rispetto a un tempo, le scelte si rinviano sempre più in là  (oppure sono maggiormente delegate ai genitori e alle agenzie di socializzazione). Non è un caso se oggi a trent'anni ci si considera ragazzi (cosa che io aborro profondamente), visto che a venti effettivamente l'individuo medio ha comportamenti non troppo dissimili da quelli che aveva quattro anni prima e dunque tutto sommato si atteggia con il mondo che lo circonda ancora da adolescente. Ebbene, la maturazione passa a mio avviso anche dalla capacità  rapportarsi a un superiore, sapendo sostenere un discorso, una tesi, le proprie ragioni, nell'ottica di dovere essere valutati e dunque conquistarsi la sua stima. Questa è un'esperienza di crescita a mio avviso estremamente formativa, anche se certamente non insostituibile poiché nulla e nessuno sono insostituibili a questo mondo. Si tratta però del classico modello universitario, nel quale dalla subordinazione si passa al rapporto strutturato gerarchico finalizzato al divenire pari; questo rapporto diventa via via più stretto quando lo studente chiede a un docente di difendere la propria tesi al fine di essere ammesso nella comunità  accademica per poi divenire confronto una volta che gli viene conferito il titolo e, dunque, è pronto a fare da sé. Forse ho descritto il processo in maniera troppo romantica, ma tant'è.

      Originariamente inviato da DavideBu Visualizza il messaggio
      di sicuro lascia poco spazio alla discrezionalità  di chi valuta.
      Ecco, questo sicuramente, mentre agli orali il pregiudizio può incidere in misura determinante.

      Ad ogni modo circa 20 anni fa nella mia università  statale ho avuto modo di affrontare un esame a crocette stessa cosa anche alla Bocconi c'era almeno un esame a crocette.
      Lasciamo perdere la Bocconi per carità  di patria.
      A me pure è capitato nelle tradizionalissime università  statali che ho frequentato.
      Quello che di anomalo hanno Pegaso e forse altri atenei è che gli esami sono tutti scritti e avvengono tutti con le stesse modalità , il che fa pensare che vi sia una regìa più o meno occulta che decide al posto dei docenti come devono essere fatti gli esami e quali sono i criteri di valutazione. Già  in passato ho espresso perplessità  circa questa cosa poiché ritengo, confortato dalla giurisprudenza, che la modalità  di esaminazione rientri tra gli imprescindibili diritti-doveri dei docenti correlati al bene giuridico di rilievo costituzionale della libertà  di insegnamento, a parte il fatto che la valutazione è un procedimento amministrativo basato su discrezionalità  tecnica. Tuttavia qualora i docenti decidano collegialmente, attraverso gli organi all'uopo deputati, di valutare in un certo modo, e sono tutti d'accordo, allora la cosa è superabile. Quando però dai regolamenti ufficiali (vedere qui, all'articolo 26, qui e qui) emerge altro, allora mi pongo qualche domanda.

      Lo denunciamo per diffamazione?
      Per diffamazione (art. 595 cod. pen.) si può procedere solo su querela di parte (art. 597 cod. pen.).
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Confermo.
        Ricordo all'Università  di Firenze che erano tre i docenti che esaminavano a crocette.
        Tre materie su?
        Quante dell'intero corso di laurea?
        Comunque ottima digressione, una volta tanto te lo concedo.

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        • Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
          Tre materie su?
          Quante dell'intero corso di laurea?
          Con il vecchio ordinamento (4 anni) mi pare fossero 24 per Scienze politiche (tutti e 5 gli indirizzi) e 21 per Scienze dell'amministrazione, tra fondamentali, opzionali e complementari. I laureandi del vecchio ordinamento, siccome i loro insegnamenti erano disattivati, potevano predisporre piani di studio individuali attingendo all'intera offerta formativa della facoltà  (qualsiasi corso di laurea indipendentemente dal loro) e, previa approvazione della struttura diattica, del'ateneo, considerando che un esame da 3 crediti veniva verbalizato come semestrale e uno da 6 o più veniva verbalizzato come annuale (fa' una rapida moltiplicazione e renditi conto di quanto erano facilitati).
          Con l'ordinamento D.M. 509/1999 c'erano 8 corsi di laurea; il numero di esami andava dai 18-19 di Servizio sociale (che aveva moltissimi crediti di tirocinio) ai 25-35 di Studi internazionali e Media e giornalismo, a seconda di molti fattori (dall'anno accademico 2001-2002 sino al 2003-2004 i corsi prevedevano delle forti porzioni di crediti elettivi, dunque il numero di esami variava in funzione delle scelte, considerando che in facoltà  e nelle altre due facoltà  del polo c'erano esami da 3, 6 e 9 crediti e per i crediti a scelta libera era possibile mutuare insegnamenti da tutte le facoltà  dell'ateneo).
          Con l'ordinamento D.M. 270/2004 i corsi di laurea furono ridotti a 2, con 20 esami ciascuno (oltre i ”“ pochi ”“ crediti a scelta, peraltro vincolata) come da regolamento ministeriale.
          Nei corsi di laurea specialistica/magistrale non ti saprei dire.
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          • Grazie, molto chiaro.
            DavideBu, quindi scegli apertamente di non rispondere o non hai avuto tempo negli ultimi 2 giorni?

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