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Prime impressioni su Unitelma Sapienza

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  • Prime impressioni su Unitelma Sapienza

    A poche settimane dall'immatricolazione, vi posso riferire le mie impressioni su Unitelma Sapienza.

    Comincio col dire che prima di iscrivermi a Unitelma Sapienza ho sottoposto la mia carriera accademica al vaglio anche di Unimarconi, Unicusano, Pegaso ed eCampus, per vari corsi di laurea e di laurea magistrale a ciclo unico. Schematicamente:
    - eCampus non ha un vero e proprio servizio di prevalutazione. Si capisce già  da come è fstto il sito che non vuole molto far sapere i fatti suoi e punta alla «consulenza» da parte degli orientatori delle proprie sedi. Guarda caso le proprie sedi coincidono con quelle del Cepu (a Napoli, malgrado la sede sia immensa, non hanno neanche le stanze separate) e, sempre guarda caso, gli orientatori sono anche tutors sia di eCampus sia del Cepu. Comunque cercando cercando si trova un indirizzo e-mail a cui potere richiedere informazioni. Io ho mandato una lista degli esami invitandoli a rispondermi esclusivamente via e-mail e diffidandoli esplicitamente dall'usare il mio numero di telefono (che purtroppo già  avevano in banca dati a causa di un mio errore di gioventù). Dopo molti giorni nessuno mi aveva risposto, malgrado qualche sollecito. Ho richiamato la loro attenzione tramite Facebook e dopo qualche giorno si sono fatti vivi chiedendomi di rinviare (nella posta interna di Facebook) la mail che avevo mandato perché non la trovavano, quindi mi ha contattato il manager didattico della sede situata nella città  dell'università  statale in cui avevo conseguito la prima laurea (hanno presunto che abitassi in quella città ) dandomi il suo numero di cellulare e dicendo di contattarla per telefono. L'ho chiamata, ricordandole molto gentilmente che nella mia missiva avevo specificato che non avevo nessuna intenzione di recarmi di persona da nessuna parte, ma non ha voluto sganciare il piano degli studi neanche sotto tortura. Ha detto solo che orientativamente mi sarebbero mancati sei esami (N.B.: presso l'università  statale me ne mancavano tre). Fonti molto attendibili mi riferiscono che accettando di prendere un appuntamento non ti dicono niente neanche di persona finché non sganci i soldi o firmi qualcosa che ti impegna a sganciarli, cercando di persuaderti circa la facilità  di raggiungere il traguardo. In sostanza tutto l'incontro si esaurirebbe in un tentativo ossessivo di marketing diretto da parte loro, come nella migliore tradizione delle vendite piramidali. Al riguardo degli esami, poi, in Rete circolano testimonianze veramente incredibili. C'è un tizio che si iscrisse ad Ingegneria che insinuava che se ci si iscrive pagando la retta minima è fatale che dopo un po' gli esami non vadano bene e la cosa sembra fatta apposta per appiopparti servizi di supporto allo studio a pagamento, che come per magia tutto risolvono. Io spero che questa cosa non sia vera, perché se così fosse sarebbe gravissima. Ricordo però vagamente che la tizia mi aveva accennato alla modalità  di esame, presentandomela come molto semplice (ora non vorrei dire una fesseria ma mia pare che abbia detto proprio che gli esami da loro constano tutti di un numero preciso di domande a risposta multipla).
    - Pegaso neanche mi ha risposto, probabilmente perché nel proprio gestionale ha ancora le prevalutazioni che mi aveva fatto anni fa e, non essendomi poi iscritto, mi ritiene persona poco affidabile.
    - A Unimarconi per evitare di compilare il form online ho mandato qualche mail e mi hanno risposto credo per tutti i corsi.
    - La Unitelma Sapienza ha risposto alla mia mail che avrei dovuto necessariamente compilare il web form, uno per ogni corso. Ci ho messo almeno venti minuti. Fortunatamente ho scoperto un piccolo trucchetto informatico che mi ha consentito di replicare il questionario per tutti gli altri corsi senza doverlo ricompilare da capo come mi era stato prospettato. Non vi dico quando poi mi sono immatricolato: ho impiegato praticamente un'intera giornata (5-6 ore a cavallo dell'ora di pranzo) per compilare il modulo su Esse3, che non è fatto a mo' di tabella come quello per la prevalutazione (per cui il campo col nome dell'università  può essere riempito coi copia e incolla e così tutti gli altri campi uguali), ma pretende che tu inserisca un dato alla volta per ogni singola attività  che ti ha fatto maturare crediti: un vero e proprio delirio. Oltretutto se va in time out, cosa che puntualmente accade per le prime due-tre volte perché non ci hai preso la mano, devi cominciare da capo.
    - Alla Unisu ho mandato il piano sempre via e-mail.
    Adesso non ricodo chi sia stato più veloce tra Marconi, Telma e Unisu. Direi una fesseria. Ricordo che Unisu mi ha risposto per un solo corso, comunque. Marconi per tutti o quasi, anche a distanza di diversi giorni. Telma mi ha mandato quasi tutto nel giro di due giorni, anche per un curriculum in più che non avevo chiesto: che poi è, paradossalmente, quello a cui mi sono iscritto.
    Posso dire che tra Telma, Unisu e Marconi la più equilibrata in termini di riconoscimenti è la Marconi, che adotta più o meno gli stessi criteri per tutti i corsi. La Telma inspiegabilmente per alcuni corsi è molto più larga di maniche che per altri: ci sono corsi in cui applica il concetto di affinità  o congruità  culturale molto estensivamente, generosamente oserei dire, e altri in cui non convalida gli stessi esami (e parliamo anche di più curricula all'interno dello stesso corso).
    Per esperienze pregresse poso dire invece che Nettuno (che però non mi mandò il prospetto per iscritto), Fortunato, Leonardo da Vinci e Mercatorum (consultata però prima dell'accordo con la Pegaso) sono molto strette. La Nettuno non mi voleva convalidare neanche esami nello stesso settore scientifico-disciplinare e con identico peso in crediti (o quando addirittura l'esame da me sostenuto aveva maggior peso) dal contenuto palesemente analogo ma con denominazione leggermente differente. La Pegaso invece su Giurisprudenza (ma l'ho consultata solo per quella) convalida leggermente meno della Telma, ma il piano di studi è diverso e dunque non so se dipende da questo o da una maggiore ristrettezza.
    L'impressione per tutte è che se ti possono togliere 3 crediti per non farti raggiungere la soglia per l'iscrizione all'anno successivo lo fanno. In Telma l'aspetto economico è meno sentito, però, perché a differenza di altri atenei non ha collaboratori esterni a cottimo che percepiscono provvigioni o commissioni sulle immatricolazioni. Gli atenei più spudorati in tal senso sono certamente eCampus e Cusano, che infatti sono gli unici che ti stanno addosso (anche se a livelli completamente diversi: Cusano si limita a due-tre telefonate in una settimana sempre da parte della stessa persona e poi una volta appurato che non c'è interesse non ti rompe più, mentre eCampus comincia a martellarti periodicamente, sinanche quotidianamente, a mo' di call center e non smette finché non ottiene un appuntamento. Bisogna essere molto chiari e non cedere). Tutte le altre non cercano in alcun modo di convincerti all'immatricolazione: ho ricevuto più pressioni in università  tradizionali, anche statali!
    Competenze professionali: l'unica che me le abbia messe nelle prevalutazioni è stata Unitelma. ECampus mi ha detto che solo dopo l'immatricolazione l'esperienza professionale viene riconosciuta con una dichiarazione del datore di lavoro con specificazione nel dettaglio della mansione lavorativa: non hanno la più pallida idea di come funzioni la pubblica amministrazione. Unicusano ha ignorato la mia richiesta e la Marconi, infine, mi ha riferito che usualmente riconosce i 12 crediti per attività  professionale, ma considerate le discipline rimaste da sostenere nel mio piano di studi non sarebbe stato possibile operare ulteriori convalide.

    Fatta questa premessa, devo dire che Unitelma Sapienza è una università  molto seria.

    I docenti di Unitelma sono quasi tutti della Federico II e della Sapienza. Questo si sapeva. Ciò che non si sapeva è che adottano lo stesso programma di qua e di là .
    Può capitare che docenti in pensione (la nuova legge non consente di mantenerli in servizio, ma in compesno consente ad altri atenei di ingaggiarli come docenti a contratto o, se sono stati collocati fuori ruolo come ordinarà®, addirittura di assumerli come professori straordinarà® a tempo determinato) molto anziani applichino programmi piuttosto vetusti. Ad esempio il docente di Statistica, che compirà  ottant'anni tra qualche mese, presenta ricerche risalenti a quando era nel fiore della sua carriera, cioè quando alcuni di noi ancora dovevano nascere. Tuttavia, sebbene i dati siano obsoleti, gli argomenti sono sempre attuali: i metodi statistici in programma quelli sono e quelli dobbiamo conoscere. Oltretutto è veramente molto bravo: mai mi sarei immaginato di potermi appassionare alla statistica in questo modo. Rispetto ad altri approcci più teorici, il suo è molto pratico e infatti anche le modalità  di esame (che sono asseritamente le stesse che lui adotta da più di quarant'anni in tutti i corsi in cui abbia insegnato di qualsiasi ateneo) debbono dimostrare che tu abbia interiorizzato i principali metodi della disciplina attraverso l'applicazione a un caso specifico da te proposto. Ora capisco quando i miei amici che studiano Scienze statistiche si meravigliavano del fatto che all'esame di Statistica della mia vecchia università  non fosse consentito utilizzare neanche la calcolatrice scientifica, quando loro addirittura avevano il formulario. Perché in base a quell'approccio io dovevo imparare a calcolare media, mediana, frequenza, media ponderata, media armonica e compagnia cantante, a scrivere le equazioni e le proporzioni e a disegnare i grafici, e l'esame consisteva unicamente di calcoli. Che poi non avessi la più pallida idea di a cosa servisse tutto ciò, cosa mi consentisse di fare rispetto alle discipline che studiavo, questo al professore (molto anziano pure lui, e pure lui napoletano come la maggior parte degli statistici italiani, ma non è che con i suoi successori, del resto suoi allievi, sia cambiato qualcosa) non interessava minimamente. Così come non gli interessava che pure se avessi preso 30 (l'esame era solo scritto e non contemplava la lode) dopo qualche ora mi sarei dimenticato tutto.
    I programmi di diritto sono aggiornatissimi alle ultime novità  legislative e giurisprudenziali.
    C'è la famosa libertà  di apprendimento di cui parlava Marika con riferimento alla Marconi, cioè nella maggior parte dei casi sono consigliati dei libri, ma poi sta allo studente dedidere come prepararsi; le slides non sono generalmente sufficienti, ma le videolezioni, se integrate con le slides e con le dispense ove fornite, sì.
    Alcuni esami sono scritti e orali, altri solo orali. Solo scritti non ne ho visto. Gli scritti sono quasi sempre a risposta aperta e/o esercizi. Non ho visto scritti a risposte multiple. Ho visto invece uno scritto di tipo binario (vero/falso), che però aveva una lunghissima lista di affermazioni, ciascuna delle quali lunga almeno due righe: lo studente doveva stabilire quali delle affermazioni erano vere e quali false e oltretutto il compito era ricco di domande di controllo. Questo in abbinamento a domande ea risposta aperte ed esercizi. Il tutto con solo un'ora e mezza di tempo, sicché il docente raccomandava risposte sintetiche, evitando di dilungarsi su domande relative ad argomenti di particolare gradimento, che avrebbero potuto trovare spazio all'orale. Spesso quando l'esame è solo orale è richiesta la previa redazione di una tesina da preparare a casa e inviare al docente con congruo anticipo. Insomma, stesse modalità  che ho visto nell'università  statale, con la differenza che in quest'ultima i docenti tendevano a essere molto più chiari sulle modalità  di valutazione (ad esempio quando ho fatto scritti a risposta multipla mi veniva specificato chiaramente quanti punti valesse ogni risposta corretta e se le risposte incorrette, inesatte o multiple valessero 0 o meno di 0, come si potesse raggiungere la lode etc.) e inoltre generalmente valutavano la tesina, che poi faceva media con il voto dell'esame. Qui invece la tesina non ha un voto proprio, forse perché i docenti temono maggiormente che possa essere scopiazzata e quindi vogliono verificare all'orale come il candidato la espone.
    Purtroppo capita che gli esami vengano convalidati solo parzialmente e lì sono cavoli amari a mettersi d'accordo con i docenti, specie se la fonte della convalida è diversa dall'esame che si deve sostenere. Ce n'è uno che per soli 2 crediti su 12 mi ha chiesto di portare praticamente tutto il programma proprio con la scusa del fatto che gli esami fonte della convalida erano di altre materie (a questo punto avrei preferito che l'esame non venisse convalidato proprio, così da poterlo sostenere in via ufficiale, con verbalizzazione completa, dato che mi sarebbe potuto tornare utile in futuro), un altro che per 8 crediti su 12 mi ha tolto solo due argomenti su una sessantina (ad ogni argomento corrisponde una videolezione della durata media di 50 minuti, oltre ad altro materiale didattico). Se poi la fonte della convalida è la stessa materia, ti chiedono di portare il programma completo con la scusa che avendo già  sostenuto l'esame ne conosci i concetti. C'è comunque la possibilità  di richiedere una revisione del riconoscimento mediante un apposito modulo, avanzando puntuali proposte di rettifica. Se vi hanno fatto troppi spezzatini di materie affini vi consiglio di proporre di spostare i crediti riconosciuti su una materia su un'altra al fine di ottenerne una convalida intera, rinunciando alla convalida parziale di un altro insegnamento.
    Le modalità  di esame sono uguali per la sede e per tutti i poli. Infatti nei poli gli esami orali si tengono in audiovideoconferenza remota con la sede centrale, a meno che il docente non decida di recarsi lui presso il polo (ad esempio perché vive lì vicino). Gli esami scritti vengono corretti direttamente dai docenti (quando ci sono scritto e orale, siccome sono in successione, presumo che l'invio agli stessi avvenga per via telematica, ma non saprei perché non sostengo gli esami presso un polo). Gli esami presso i poli costano 30 euro. Il contributo viene versato direttamente al polo prima dell'inizio della seduta.
    Agli esami i voti esistono tutti, dal 18 al 30 e lode. E si boccia. I vantaggi rispetto all'università  tradizionale sono i seguenti:
    - numero di appelli. Ad eccezione che nel mese di agosto, è disponibile mediamente un appello al mese. É vero che non è consentito ripetere un esame riprovato nella stessa sessione (non perché non lo sia formalmente, ma perché lo impediscono i docenti: esattamente come accade nell'università  tradizionale), a differenza che alla Pegaso (in cui leggevo che addirittura è consigliato ritentare l'esame andato male in un'altra sede), ma ci sono sessioni praicamente tutti i mesi, sicché è facile rimanere in corso. Ci sono università  statali che si sono ridotte a due sessioni l'anno e all'interno di ogni sessione ci sono solo due appelli, se ci sono, e pure alternativi tra loro.
    - non esiste il baronato. Per quanto i docenti siano tutt'altro che tempestivi a rispondere alla posta (sinceramentre, da parte di qualcuno, ho trovato maggiore disponibilità  alla statale ai tempi), la cosa più importante è che all'esame mirano a verificare la preparazione dello studente, senza indagare sul fatto che abbiano o meno acquistato i libri scritti da loro.
    - le videolezioni. Ragazzi, non lo credevo, ma le videolezioni sono veramente ben fatte, chiare, esaustive, e soprattutto te le puoi risentire quante volte vuoi, per cui se sei stanco da una giornata di lavoro e ti addormenti davanti al monitor non ti devi preoccupare di esserti perso la lezione.
    Non ho provato i webinars (web seminars). Quelli purtroppo sono in diretta. Alcuni docenti ne condividono le registrazioni.

    L'unica perplessità  che ho su Unitelma è relativamente ai corsi di master universitario di primo livello. Come credo di avere già  scritto, alla Pegaso gli esami di tali corsi si fanno a tre insieme, ma sono tre esami separatamente condotti e separatamente verbalizzati, ancorché nello steso giorno. Il tutto avviene in presenza.
    Anche alla Telma gli esami si fanno a gruppi, però si fanno interamente online: alcuni docenti richiedono un paper (che spesso è più lunga del project work finale), mentre altri fanno fare un test a risposta multipla in diretta. Alla Telma però ciascun esame viene verbalizzato come blocco unitario composto da più moduli, per un totale complessivo che può arrivare anche a 25 crediti distribuiti su più settori scientifico-disciplinari che non sono distinti tra di loro. Almeno questa è la mia impressione, perché purtroppo i gruppi di questo ateneo su Facebook sono tutti chiusi e non vi si può accedere se non mandando agli amministratori i certificati di iscrizione (e non si capisce per quale motivo visto che se c'è un ateneo che non ha nulla da nascondere quello è proprio la Telma. E i suoi studenti dovrebbero essere orgogliosi di far sapere i fatti propri), quindi sono riuscito a raccogliere queste informazioni in maniera frammentaria (praticamente un monosillabo per ogni persoan che ho interrogato). Non si tratta di una questione di lana caprina per due motivi:
    1. se è scritto sull'ordinamento ufficiale che gli esami si tengono in modalità  teledidattica, ai fini dei concorsi pubblici il master potrebbe non essere riconosciuto (solitamente i bandi specificano che il corso deve prevedere delle prove intermedie e finali).
    2. se gli esami sono effettivamente certifiati come esami/insegnamenti integrati, difficilmente potranno essere convalidati da altre università . Infatti se ho un unico esame da 15, 20, 25, sinanche 30 crediti con 2, 3, 4 settori scientifico-disciplinari diversi, specie se non è indicato il peso esatto di ogni settore, nessuna università  si prenderà  la briga di mettersi a guardare i programmi per pesare correttamente ciascuna parte.
    Con riferimento al punto 2, la situazione si complica ulteriormente perché gli insegnamenti dei corsi di master sono estremamente specialistici, come è giusto che sia per questo genere di corsi: ciononostante, ci sono almeno un paio di corsi di master per i quali UniTelma convalida 5 esami per il corso di laurea magistrale LM-62, e probabilmente ne esistono altrettanti per il corso LM-77 (non si riesce invece a capire se ce ne sono alcuni che prevedono insegnamenti convalidabili nel corso di laurea magistrale a ciclo unico LMG/01, ma ovviamente essendo quinquennale molto dipende dagli esami riconosciuti dalla laurea che possiede l'aspirante iscritto e pertanto è giusto che l'ateneo non si sbilanci in quanto un esame convalidabile dal master potrebbe essere già  convalidabile dalla laurea e dunque virtualmente già  posseduto).
    Secondo me, il tutto fa parte di una strategia ben precisa: in primo luogo in questo modo i loro master hanno una certa credibilità . Infatti, come Marika ha giustamente fatto osservare più di una volta, non si capisce che credibilità  possano avere master i consulenza del lavoro, criminologia, sicurezza con esami generici, uguali a quelli delle lauree, peraltro non direttamente connessi alla materia in cui viene rilasciato il titolo, tipo quelli filosofici-giuridici o romanistici, o addirittura la scienza delle finanze e la contabilità  pubblica o l'economia aziendale associate alla criminologia o il diritto privato associato alla sicurezza (come direbbe una mia amica, «ma che cappero ci azzecca?»). É evidente che sono fatti apposta per fare maturare crediti da spendere poi in lauree magistrali. Questo non implica che gli esami non siano fatti con serietà  e, tra l'altro, in Pegaso le tasse di alcuni master son più basse di quelle dei corsi di laurea. Però comunque a parità  di sforzo consente di conseeguire tre titoli accademcii anziché due. In secundis ovviamente consentono comunque di maturare crediti spendibili in corsi di laurea magistrale in quanto questa è una loro caratteristica intrinseca, però se tu che hai conseguito un master Unitelma hai l'intenzione di spenderli in questo modo sei sostanzialmente obbligato a rimanere in Unitelma; in questo modo Unitelma si garantisce di avere degli studenti nei propri corsi di laurea magistrale.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

  • #2
    Grazie della panoramica, molto utile e dettagliata.
    Mi confermi che l'Unitelma è un'università  seria e le modalità  di esame e di valutazione dello studente sono anche abbastanza curiose perchè per esempio alla Marconi ci sono esami orali a Roma e scritti con 3-5 domande aperte nelle sedi esterne, ciò che riporti è un mondo nuovo.
    Questione riconoscimento attività  lavorativa: è normale, l'Unitelma è notoriamente il distaccamento della Sapienza per dipendenti pubblici (purtroppo con marketing fallato perchè sono andati tutti sponda Unicusano e Unipegaso).
    Mi confermi anche che la perplessità  dell'ANVUR sulla mancanza di materiale scritto è stata superata, bene così perchè una telematica senza slide o dispense non si poteva vedere.
    Credo che la linea sia più o meno quella della Marconi con in meno molti corsi e in più i seminari on line (da noi ci sono ogni morte di Papa) e un metodo di esaminare più vario.

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    • #3
      Mamma mia! hai scritto un libretto.
      Per fortuna che il sistema non ti ha tagliato qualcosa, il testo è bello lungo e mi sa che sei rientrato nel limite dei caratteri per un pelo.

      Comunque complimenti, sicuramente sarà  molto utile agli utenti del forum.
      Magari tieni il link in memoria così se qualcuno ti chiede info puoi fare riferimento a queste tue esperienze senza dover sempre ripetere tutto: li spedisci qua e buonanotte!
      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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      • #4
        Una cosa veloce però: entro il 2019-20 le telematiche dovranno dotarsi di docenza propria.
        Anche l'Unipegaso ha dei professoroni delle statali da leccarsi i baffi, il problema è che per l'ANVUR questo è un fattore negativo.

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        • #5
          Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
          Mamma mia! hai scritto un libretto.
          Per fortuna che il sistema non ti ha tagliato qualcosa, il testo è bello lungo e mi sa che sei rientrato nel limite dei caratteri per un pelo.

          Comunque complimenti, sicuramente sarà  molto utile agli utenti del forum.
          Magari tieni il link in memoria così se qualcuno ti chiede info puoi fare riferimento a queste tue esperienze senza dover sempre ripetere tutto: li spedisci qua e buonanotte!
          Grazie per i complimenti.
          In questo caso sicuramente lo ricorderò e quindi facendo una rapida ricerca lo ritroverò.
          Ciò che non ricordo sono gli interventi successivi nelle discussioni.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
            Una cosa veloce però: entro il 2019-20 le telematiche dovranno dotarsi di docenza propria.
            Anche l'Unipegaso ha dei professoroni delle statali da leccarsi i baffi, il problema è che per l'ANVUR questo è un fattore negativo.
            L'Anvur mi sembra però che avesse poco o nulla da eccepire sul corso di laurea in Scienze dell'educazione e della formazione, mentre per Giurisprudenza ci andava pesante, più che con la docenza (rispetto alla quale diceva addirittura che in certi casi raggiunge picchi di eccellenza), per le «innegabili facilitazioni» che poi costituivano il famoso remedial.
            Comunque, mentre i docenti a contratto no perché sono esterni, non strutturati, i professori straordinari a tempo determinato sono considerati docenza propria. Unitelma Sapienza ha 43 docenti propri, tra cui è uno straordinario a t.d. anche il rettore, ma ci sono associati, ordinari, ricercatori a t.d. e perfino ricercatori di ruolo (il ruolo di ricercatore è stato abolito ed è ad esaurimento e quindi potrebbe trattarsi di gente trasferitasi da altri atenei). La Marconi ovviamente batte tutte le telematiche, con 163. La Pegaso ne ha collezionati ben 93 sinora. La Nettuno ne ha 73. La LdV solo 17 e tutti straordinari a t.d. (saranno tutti ex GdA). E-Campus, con i suoi 124, quasi si avvicina alla Marconi. Fortunato 39, San Raffaele 47, Cusano 91, Mercatorum 49. Iul solo 2! Però se guardi altre università  non statali o statali piccole i numeri quelli sono: Lumsa 107, Link campus 60, Foro italico 62, Perugia stranieri 57, Suor Orsola 97, Scienze gastronomiche 15, Lum 34, Liuc 43, Kore 132, Humanitas 70, Iulm 99, Vita-salute San Raffaele 161, Stranieri Dante Alighieri 16, Uer 54, Campus biomedico 133, Luiss 116, Unint (ex Luspio) 34, UniCamillus 0 (ZERO), Link campus 60, Siena stranieri 49. Bisognerebbe indagare sul rapporto studenti/docenti. Le banche dati sono tutte qui.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
              Grazie della panoramica, molto utile e dettagliata.
              Mi confermi che l'Unitelma è un'università  seria e le modalità  di esame e di valutazione dello studente sono anche abbastanza curiose perchè per esempio alla Marconi ci sono esami orali a Roma e scritti con 3-5 domande aperte nelle sedi esterne, ciò che riporti è un mondo nuovo.
              Questione riconoscimento attività  lavorativa: è normale, l'Unitelma è notoriamente il distaccamento della Sapienza per dipendenti pubblici (purtroppo con marketing fallato perchè sono andati tutti sponda Unicusano e Unipegaso).
              Mi confermi anche che la perplessità  dell'ANVUR sulla mancanza di materiale scritto è stata superata, bene così perchè una telematica senza slide o dispense non si poteva vedere.
              Credo che la linea sia più o meno quella della Marconi con in meno molti corsi e in più i seminari on line (da noi ci sono ogni morte di Papa) e un metodo di esaminare più vario.
              Sì, ma sugli esami in videoconferenza dai poli remoti (con gente che controlla che tu abbia il vuoto intorno a te, ovviamente) avevo già  detto. Piuttosto, cosa pensi della questione dei master? A me sembra un po' assurda.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Mi ero dimenticato di scrivere che un altro vantaggio è che se l'esame è sia scritto che orale questi si tengono in sequenza, lo stesso giorno. Nell'università  tradizionale non è quasi mai così, e, siccome, dal punto di vista giuridico la data dell'appello è una sola, per i lavoratori questo significa doversi prendere il permesso esame per la data ufficiale e un giorno di ferie, che non è detto che sia concesso, per l'altra data.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Dottore, che percorso hai preso di quelli disponibili all'Unitelma per LMG-01?
                  Per un certo periodo mi aveva attizzato la loro magistrale LM-63 in Management delle aziende sanitarie, in cui però avrei dovuto prendere a testate esami come Statistica Sanitaria, Diritto Tributario sanitario e tre esami di studi aziendali, e dunque ho desistito.

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                  • #10
                    Le banche dati sono affidabili fino a un certo punto perchè secondo me si rifanno a ciò che dichiara l'ateneo, bisogna vedere quando in sede si recano ispettori dell'ANVUR o del MIUR se effettivamente quelle persone sono state assunte con concorso regolare e che tipo di contratto hanno.
                    Viene fuori che l'Unipegaso ha tanti professori quanti la Marconi, anche se...

                    https://www.facebook.com/unimarconi/...39604992718066

                    Intendiamoci: se è così e cioè se hanno assunto in questi anni sono contenta per loro, ma tendo ad essere molto scettica.
                    Nella valutazione del 2012

                    http://www.anvur.org/attachments/art..._pegaso_uv.pdf

                    è stato scritto che la docenza di ruolo era costituita da 2 ordinari e 2 ricercatori.
                    Stesso dicasi per il numero effettivo degli studenti: sembra che l'Unipegaso in 3 anni sia passata da circa 7.000 a 23.000 immatricolati, salti così non li fanno neanche le università  cinesi e indiane.
                    Guarda caso nelle loro dichiarazioni alla stampa intorno al 2010 parlavano proprio di 20.000 studenti quando ne avevano meno della metà .
                    Aspettiamo la nuova valutazione ANVUR, poi ne parliamo.

                    Rispondo alla tua domanda e nel farlo premetto che sto per citare corsi di cui non ricordo il nome.
                    Premetto anche che da quel poco che ho capito alll'Unitelma i master che hanno solo il project work non dovrebbero avere crediti universitari, ma forse mi sbaglio.
                    Io credo che molti master di alcune telematiche siano fatti su misura per carabinieri ed esercito che come abbiamo visto hanno concorsi interni con valutazione dei titoli.
                    Qualche anno fa per caso mi sono imbattuta in un forum di membri dell'esercito laureati in scienze sociologiche e scienze politiche (come ho spiegato sparo due corsi a caso di cui non sono sicura) che si erano messi in gruppo e avevano chiesto all'Unipegaso dei "pacchetti master" per ottenere la laurea in giurisprudenza.
                    Cosa abbia risposto l'Unipegaso non mi ricordo (dico veramente), ma è chiaro che per alcuni (ripeto: carabinieri ed esercito) le lauree e i master vengono visti come "oggetti da collezione" per i concorsi interni.
                    Quindi sono d'accordo con te quando dici che è evidente che sono fatti apposta per fare maturare crediti da spendere in lauree magistrali, però bisogna specificare che c'è un sottobosco di faccendieri che lavorano per favorire chi è nelle forze armate o sotto ordinamenti speciali (non dico la polizia, ma forse qualche altra forza dell'ordine).
                    Per concludere non credo che a chi si iscrive a quei master importi quanto quei corsi post lauream siano riconoscibili nei concorsi pubblici, interessa solo la doppia e a volte tripla laurea per concorsi interni.
                    Come giustamente hai detto ciò non implica una facilitazione, anche se gli esami a crocette... brrr! Scusate, è maggio, ma fa ancora freddo e mi vengono i brividi...

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                      Dottore, che percorso hai preso di quelli disponibili all'Unitelma per LMG-01?
                      Non sto conseguendo la LMG/01, comunque nel caso penso di prendere il percorso B.

                      Per un certo periodo mi aveva attizzato la loro magistrale LM-63 in Management delle aziende sanitarie, in cui però avrei dovuto prendere a testate esami come Statistica Sanitaria, Diritto Tributario sanitario e tre esami di studi aziendali, e dunque ho desistito.
                      Gli esami giuridici sono fondamentali per questo percorso; è chiaro che se il diritto non è nelle tue corde non puoi proprio prendere in considerazione simili percorsi.
                      Gli esami aziendali non sono particolarmente difficili. Statistica dipende.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                        Le banche dati sono affidabili fino a un certo punto perchè secondo me si rifanno a ciò che dichiara l'ateneo, bisogna vedere quando in sede si recano ispettori dell'ANVUR o del MIUR se effettivamente quelle persone sono state assunte con concorso regolare e che tipo di contratto hanno.
                        Quello vale per i docenti a contratto, che NON sono inseriti in banca dati perché, oltre a non essere strutturati, non fanno parte del personale docente, bensì del personale tecnico-amministrativo, come pure i collaboratori esperti linguistici (ex lettori).
                        La banca dati comprende solo il personale docente ufficiale. E, considerando che nel 2010 è stata introdotta nuovamente l'abilitazione scientifica nazionale, non credo sia possibile barare sule banche dati, in quanto l'ateneo può assumere solo persone che l'hanno conseguita. Non è detto che l'ateneo debba bandire un concorso: può anche chiamare in servizio una persona che ha vinto un concorso in un'altra sede. Le liste sono tenute dal Ministero e questa è una modalità  di reclutamento abbastanza comune.

                        Intendiamoci: se è così e cioè se hanno assunto in questi anni sono contenta per loro, ma tendo ad essere molto scettica.
                        Ma ripeto: in quella banca dati sono indicati i soli docenti incardinati.

                        Nella valutazione del 2012
                        è stato scritto che la docenza di ruolo era costituita da 2 ordinari e 2 ricercatori.
                        Infatti se vai a fare una ricerca su quella banca dati al 31/12/2011 (non puoi farla al 31/12/2012 perché potrebbero averli assunti nelle more della valutazione) vedrai che tanti ne risultano.

                        Stesso dicasi per il numero effettivo degli studenti: sembra che l'Unipegaso in 3 anni sia passata da circa 7.000 a 23.000 immatricolati, salti così non li fanno neanche le università  cinesi e indiane.
                        Eh, però nell'anagrafe nazionale studenti tu devi mettere nome, cognome e codice fiscale, infatti adesso le università  quando ti immatricolano scoprono subito se sei iscritto da un'altra parte (è successo anche a me con Unitelma, perché l'università  da cui provenivo non aveva ancora registrato la mia rinuncia agli studi). Quindi lascia che nella pubblicità  scrivano una balla, ma nella banca dati ministeriale non potrebbero mettere dati falsi (oltretutto ciò costituirebbe un reato).

                        Guarda caso nelle loro dichiarazioni alla stampa intorno al 2010 parlavano proprio di 20.000 studenti quando ne avevano meno della metà .
                        Ma per l'appunto. Dichiarazioni alla stampa. Non registrazioni ufficiali.

                        Premetto anche che da quel poco che ho capito alll'Unitelma i master che hanno solo il project work non dovrebbero avere crediti universitari, ma forse mi sbaglio.
                        No no, li hanno.
                        Altrimenti neanche si potrebbero chiamare master universitari: il DM 509/1999 e il DM 270/2004 prevedono che debbano avere almeno 60 crediti l'uno.
                        Comunque nessun master ha solo il pw finale. Hanno comunque delle prove intermedie, che possono essere costituite a loro volta da project works / papers. Però sono tre-quattro in tutto e ognuno di essi è relativo a un raggruppamento di moduli relativi a settori scientifico-disciplinari differenti. Ora, quello che non mi è chiaro è che sul certificato questi moduli escano come esami separati ciascuno con il proprio titolo oppure come corsi integrati. In quest'ultimo caso è praticamente impossibile che un altro ateneo li riconosca: già  è complicato farsi riconoscere un modulo che si intitoli (dico per dire) "Efficienza ed efficacia dell'azione amministrativa: le buone prassi in sanità " al posto dell'esame di Diritto sanitario in quanto afferenti allo stesso settore; figuriamoci, poi, quando essendo un insegnamento integrato che copre tre-quattro settori non si riesce a capire quale peso ciascuno dei settori abbia sull'esame complessivo.
                        D'altronde anche le università  tradizionali (Bologna, Cassino etc.) fanno master con esami altamente specialistici e poi te li riconoscono lo stesso nei propri corsi di laurea magistrali al posto di esami molto più generici; è la Pegaso che è anomala visto che fa fare master con gli stessi esami dei corsi di laurea magistrale pari pari.

                        Io credo che molti master di alcune telematiche siano fatti su misura per carabinieri ed esercito che come abbiamo visto hanno concorsi interni con valutazione dei titoli.
                        Qualche anno fa per caso mi sono imbattuta in un forum di membri dell'esercito laureati in scienze sociologiche e scienze politiche (come ho spiegato sparo due corsi a caso di cui non sono sicura) che si erano messi in gruppo e avevano chiesto all'Unipegaso dei "pacchetti master" per ottenere la laurea in giurisprudenza.
                        Lo hanno fatto con una laurea della Università  della Tuscia in convenzione con l'Esercito, afferente alla classe di Scienze politiche e delle relazioni internazionali, che riguardava l'investigazione e la sicurezza

                        c'è un sottobosco di faccendieri che lavorano per favorire chi è nelle forze armate o sotto ordinamenti speciali (non dico la polizia, ma forse qualche altra forza dell'ordine).
                        Probabilmente anche la PdS, eh.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                          Gli esami giuridici sono fondamentali per questo percorso; è chiaro che se il diritto non è nelle tue corde non puoi proprio prendere in considerazione simili percorsi.
                          Gli esami aziendali non sono particolarmente difficili. Statistica dipende.
                          Considerando che vengo da L-36 e che la possibilità  che io continui con una magistrale del gruppo ministeriale 14 (Scienze politiche e sociali) sono molto basse, posso dire con candore che l'area didattica giuridica per me è stata molto quella del "vorrei ma non posso" (anzi, potrei ma non c'ho voglia, molto meglio tuttavia dell'area economica, per cui non avevo né desiderio né capacità  funzionali di comprensione). Non è che non ne fossi in grado, ma proprio non riuscivo a trovare interesse nel verbo scritto della giurisprudenza. Il mio impegno era inversamente proporzionale al volume dei tomi d'esame (e del numero di brocardi latini con cui il giurista di turno aveva farcito la pubblicazione) e dunque, nonostante sia stato bocciato pochissimo in queste materia (mi hanno rimandato a Privato una volta, un'esperienza provata da quasi chiunque abbia studiato un minimo di diritto in un'università  italiana), non sono mai salito sopra la media del 21 nelle materie dei settori IUS/XX.

                          La LM-63 è un corso ben strano: fa parte del gruppo 13, quindi è una laurea economico-statistica, ma nella maggior parte dei casi è erogata dai dipartimenti di Giurisprudenza, pur essendo popolata fondamentalmente da ex triennali politologiche (sia L-16 che L-36). A detta di Almalaurea, è il corso più sfigato di quell'area ministeriale per quanto riguarda soddisfazione individuale dei laureati e loro tasso di occupazione ad un anno dal titolo, eppure secondo me è molto più formativa di certi curriculum delle tanto decantate magistrali LM-56 e LM-77 (sarà  più utile nelle professioni aver fatto tanta statistica e demografia insieme a quasi tutte le branche del diritto italiano o aver passato due anni a chiacchierare di marketing?). Chissà , forse in futuro, quando avrò un'idea più chiara del settore professionale in cui effettuerò il mio inserimento a lungo termine, potrei prenderla in considerazione come secondo titolo (e comunque ciò non toglierebbe la mia naturale cocciutaggine verso quasi tutto quello che contempli numeri e applicazioni sistematiche).

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                          • #14
                            Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
                            La LM-63 è un corso ben strano: fa parte del gruppo 13, quindi è una laurea economico-statistica, ma nella maggior parte dei casi è erogata dai dipartimenti di Giurisprudenza, pur essendo popolata fondamentalmente da ex triennali politologiche (sia L-16 che L-36).
                            Col vecchio ordinamento corsi LM-63 (e corrispondente classe 509, di cui al momento mi sfugge il numero) erano attivi soprattutto presso facoltà  di Giurisprudenza (Marconi, Parthenope e Telma) e Scienze politiche (molte sedi). L-36 (e precedente 15) sempre presso facoltà  di Scienze politiche ad eccezione che all'Università  di Camerino, nella quale era attiva presso la facoltà  di Giurisprudenza. L-16 (e precedente 38) come la LM-63.
                            Adesso dipende. Alla Telma il dipartimento è unico e si chiama Scienze giuridiche ed economiche. In altri atenei non è detto che esista un dipartimento di Giurisprudenza o Scienze giuridiche. Potrebbero esserci più dipartimenti giuridici o, al contrario, il diritto potrebbe essere associato ad altre materie.
                            Con la 509, quando c'erano i corsi in continuità , le specialistiche della classe di Scienze delle pubbliche amministrazioni erano quasi sempre correlate a lauree di classe 38, talvolta forse anche di classe 15. Comunque con la classe 15 era generalmente possibile entrarvi senza debiti formativi.
                            Adesso solitamente alle lauree di classe LM-63 si è ammissibili, in quanto previsto dal regolamento o sulla base dei crediti richiesti in determinati settori, da tutte le classi di area sociale ad eccezione, forse, delle L-39 e L-40 (Servizio sociale e Sociologia) e delle corrispondenti vecchie (6, Scienze del servizio sociale, e 36, Scienze sociologiche) nonché della L-20/14 (Scienze della comunicazione). Dunque anche con Scienze giuridiche (31), Scienze dei servizi giuridici (2, L-14), Scienze economiche (28, L-33), Scienze dell'economia e della gestione aziendale (17, L-18), Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e la pace (35, L-37). Forse anche Scienze statistiche / Statistica (37, L-41).

                            A detta di Almalaurea, è il corso più sfigato di quell'area ministeriale per quanto riguarda soddisfazione individuale dei laureati e loro tasso di occupazione ad un anno dal titolo, eppure secondo me è molto più formativa di certi curriculum delle tanto decantate magistrali LM-56 e LM-77 (sarà  più utile nelle professioni aver fatto tanta statistica e demografia insieme a quasi tutte le branche del diritto italiano o aver passato due anni a chiacchierare di marketing?).
                            Pienamente d'accordo con te, ma la pubblica amministrazione come saprai assorbe poco (a causa delle restrizioni conseguenti al trattato di Maastricht se ne può assumere uno solo in media ogni cinque che vanno via, e l'età  di pensionamento è pure più tardiva) e capirai che per un privato una roba che contiene la locuzione "pubblica amministrazione" al suo interno non risulta molto appetibile. Ignoranza, pregiudizio? Tutto quello che vuoi, ma è chiaro che il privato non si metterà  mai a guardare i piani di studio, ammesso che ci possa capire qualcosa, ma se ne andrà  sempre «a sentimento».
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              Ma più che altro la dicitura di quei corsi non ha senso.
                              Sarebbe bastato inventare un altro nome.
                              Io sono d'accordo sulle qualifiche acquisite, meno sugli sbocchi.

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