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Da unimercatorum ad uninettuno(l-9),vale la pena?contrasto con il metodo mercatorum

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  • Da unimercatorum ad uninettuno(l-9),vale la pena?contrasto con il metodo mercatorum

    Buongiorno a tutti,

    piccola premessa , ho frequentato un anno di ingegneria meccanica a modena(unimore) 10 anni fa, quindi ho una vaga idea di cosa voglia dire analisi 1 , fisica etc... tornando al presente :


    Attualmente sono iscritto al secondo anno ing. gestionale presso unimercatorum, purtroppo mi sto rendendo conto di non sopportare il metodo a CROCETTE degli esami come anche la famosa storia dei panieri, le inedite etc etc(al momento dell'iscrizione sapevo delle domande a crocette ma non del resto). Non sono però qui per discutrere la correttezza o meno del metodo, semplicemnete non è quello che sto cercando da un'istruzione univesitaria.

    quello che cerco è un metodo d'apprendimento che risponda circa ai seguenti requisiti:


    *videolezione (datate o non) dove il docente spieghi per davvero senza leggere delle slide.

    *esercizi e prove eseguiti dal professore a fine argomento.

    *esercizi da poter svolgere autonomamente , no stupide domande a crocette.

    * esami inerenti alle prove ed esercizi svoti durante il corso.

    *esame finale che ti costringa ad aver appreso sufficientemente il corso.

    insomma tutto cio che si dovrebbe fare per prepare un'esame di natura scientifica.



    Vi faccio anche un esempio concreto:

    ho passato analisi 2 a mercatorum senza neanche sapere cosa fosse un integrale doppio,triplo o di linea neanche il minimo di una funzione.
    la massima complessità riscontrata era risolvere una derivata seconda di una banalissima funzione lineare.
    Mi sarei aspettato di arrivare a fine corso sapendo almeno di cosa stavamo parlando per ogni argomento, invece tutt'altro.


    stessa situazione per fisica,analisi 1 etc etc..



    Volendo riassumere il tutto, non mi trovo più con il metedo mercatorum reputandolo insufficiente (nel mio caso)
    ce un' altra uni telematica che possa rispecchiare il più possibile le caratteristiche elencate prima?


    mi sembra di capire che sia uninettuno la piu indicata ,ma ho paura di ritrovarmi nella stessa situazione di professori che leggono slide o libri senza mai fare approcci pratici, vanificando il mio intento e quidi sprecando tempo e danaro.

    nel caso ci sia qualche frequenatate di uninettuno e volesse fare un esempio pratico di qualche lezione sarebbe fantastico.

    Vi ringrazio

  • #2
    Ciao,
    Penso che il tuo intervento rappresenti in modo perfetto di cosa significhi affrontare un esame ingegneristico a crocette.
    L'esempio di analisi 2 fa capire chiaramente i limiti di queste tipologie di esami, che potrebbero essere anche validi per materie teoriche ma assolutamente non adatti per chi vuole costruirsi un approccio ingegneristico.
    Uninettuno ha tanti limiti, ma per passare gli esami occorre studiare, conoscere formule e procedimenti, e quando si passa la materia si conosce. Queste cose nel mondo del lavoro servono e serviranno. Le aziende ti chiederanno di portare valore aggiunto: se non lo fai, non cresci, non migliori, resti lì.
    Valuta sicuramente anche altri atenei, ma sei vuoi imparare a fare l'ingegnere (perdona la banalita') Uninettuno e' una buona scelta.
    Ultima modifica di dottore; 13-02-2023, 07:59.

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    • #3
      Condivido appieno per le crocette in ambito tecnico..

      Riguardo ai limiti di uninettuno sapresti darmi qualche info in piu?
      Sai se per caso occorre munirsi di testi e materiale esterno per comprendere/passare gli esami?

      Da questo punto di vista spezzo una lancia a favore di Mercatorum la quale è abbastanza fornita con silde etc.

      Ti ringrazio

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      • #4
        Io sono iscritto a Uninettuno e non ho mai acquistato un testo. A volte e' stato necessario integrare con altre fonti (es. YouTube o materiale in rete) ma esclusivamente per "ingranare" o sopperire lacune per alcune materie. Se si studia con costanza gli esami si passano e te lo dico da lavoratore e padre di famiglia..
        Se vuoi comunque cambiare, richiedi il riconoscimento CFU a piu' atenei. Valuta costi, appelli annui, vicinanza da sede d'esame e numero di esami da sostenere.

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        • #5
          Posso portare un'esperienza personale. Io ho superato (a metà anni 90) analisi I ed Analisi II, in un noto ateneo del Nord-Ovest, con praticamente le sole conoscenze matematiche acquisite al liceo scientifico; lo stesso dicasi per chimica generale e fisica.
          Durante la pandemia, costretto forzatamente a casa e non volendo essere nullafacente, mi sono iscritto a L-26 Pegaso e, mia opinione, il corso è ben strutturato nonché permette, SE SI STUDIA, di acquisire conoscenze importanti. Ovviamente, SE SI STUDIA, la differenza fra una università "telematica" ed una università "tradizionale" risulta, sempre a mio avviso, quasi nulla.

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          • #6
            Voltaire quindi dal tuo punto di vista svolgere interamente uno studio di funzione o risolvere un circuito elettrico o fare l'analisi dinamica e cinematica di una struttura (tutti esercizi che richiedono scegliere una strada, ricavare formule e fare pagine di conti complessi) e' la stessa cosa (o meglio, richiede la stessa preparazione) di mettere una crocetta su una domanda con tre risposte di cui una esatta?

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            • #7
              Non ho idea di come siano strutturati i test Pegaso/Mercatorum, ma se la domanda è: “qual è la derivata prima di …”, con tre opzioni di risposta, devi comunque svolgere l’esercizio; ok, puoi contare sul fatto che hai 1/3 di probabilità di azzeccarla sparando a caso, però non è di certo sufficiente a superare l’esame.

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              • #8
                Ed e' proprio questo il punto.. Un conto e' svolgere un semplice esercizio come una derivata seconda per rispondere ad un quiz, un conto e' svolgere una traccia intera, con tanti calcoli e tante strade da seguire. In un quiz non potra' mai esserci un ragionamento articolato perche' sono tarati per rispondere in pochi minuti.. Si perde (a mio avviso) tutto quello che ti da una formazione ingegneristica.. Forma mentis per trovare soluzioni a problemi complessi. Il dubbio dell'utente (che sta frequentando un ateneo con esami a crocette) è lecito

                Preciso che la mia non è una polemica ma uno spunto di confronto. Magari la mia diffidenza verso le valutazioni a quiz deriva esclusivamente da pregiudizi.
                Ultima modifica di dottore; 13-02-2023, 08:01. Motivo: facciamo attenzione alla sintassi e all'ortografia

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                • #9
                  Non conosco la realtà di ingegneria in Mercatorum, faccio un ragionamento basato sulla mia esperienza con quest’università:
                  Io sono iscritto a L-18 Mercatorum, e gli esami a crocette, per le materie prettamente quantitative, complicano anziché semplificare, mia opinione ovviamente.
                  Mi spiego meglio: ho sostenuto l’esame di statistica e, nonostante le mie conoscenze pregresse e parecchio studio ho preso un misero 22. Rispondere a 30 domande, di cui buona parte richiedono la risoluzione di un esercizio, in 45 minuti, e prendere un voto decente (da 25 in su per intenderci) vuol dire padroneggiare in maniera completa la materia.
                  PS. Risolvere una derivata seconda di una funzione lineare l’ho trovato come esercizio nel mio esame di metodi quantitativi, è preoccupante che sia il livello di un esame di ingegneria.
                  PPS Hai provato con gli esami orali? Non so se per il cdl sono previsti per tutti gli insegnamenti, forse ti puoi aiutare a studiare in maniera più proficua

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                  • #10
                    Premetto che non ho mai svolto un esame a crocette in una telematica, ma a me questa storia delle crocette sembra del tutto ridicola. L'importante è cosa si studia e come lo si studia, non il metodo di esame. Il metodo ingegneristico non ti viene dato dalla modalità di esame, ma da come ti approcci alla materia e da come continui ad approfondirla dopo l'esame (che per certi aspetti rappresenta una mera formalità).

                    Come ho detto poco sopra pur non avendo mai fatto un esame a crocette in una telematica, ne ho fatti diversi una quindicina di anni fa all'Università di Bologna, che non mi sembra certo un ateneo di terz'ordine, e proprio in corsi di laurea in ingegneria. E tra gli esami a crocette ci sono anche analisi 1 e analisi 2.

                    Definire gli esami a risposta multipla "assolutamente non adatti per chi vuole costruirsi un approccio ingegneristico" non ha senso, altrimenti dovremmo cancellare dalla faccia della terra quasi tutte le università statunitensi, dove gli esami a risposta multipla sono la normalità da almeno una quarantina d'anni, se non di più, e pure qualche università inglese. E parlo solo di sistemi universitari di nazioni di cui ho conoscenza diretta.

                    Tornando al quesito iniziale, da studente di ingegneria gestionale Uninettuno, ti dico solo che ho pensato seriamente a chiedere il trasferimento alla Mercatorum e al suo corso di ingegneria gestionale, la cui didattica è mille volte meglio. Mi ha solo trattenuto il fatto che, con già 165 CFU acquisiti ne avrei perso diversi in mancati riconoscimenti e quindi ho deciso di continuare con la Nettuno, dove mi dovrei laureare a breve.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Thenudge Visualizza il messaggio
                      Non conosco la realtà di ingegneria in Mercatorum, faccio un ragionamento basato sulla mia esperienza con quest’università:
                      Io sono iscritto a L-18 Mercatorum, e gli esami a crocette, per le materie prettamente quantitative, complicano anziché semplificare, mia opinione ovviamente.
                      Mi spiego meglio: ho sostenuto l’esame di statistica e, nonostante le mie conoscenze pregresse e parecchio studio ho preso un misero 22. Rispondere a 30 domande, di cui buona parte richiedono la risoluzione di un esercizio, in 45 minuti, e prendere un voto decente (da 25 in su per intenderci) vuol dire padroneggiare in maniera completa la materia.
                      PS. Risolvere una derivata seconda di una funzione lineare l’ho trovato come esercizio nel mio esame di metodi quantitativi, è preoccupante che sia il livello di un esame di ingegneria.
                      PPS Hai provato con gli esami orali? Non so se per il cdl sono previsti per tutti gli insegnamenti, forse ti puoi aiutare a studiare in maniera più proficua
                      Si da un certo punto di vista, come ampiamente già descritto in altre sedi, il test a crocette puoi avvicinarti al 18 rispetto alle risposte aperte, però complica se vuoi voti più alti.
                      Gli esami che ho sostenuto io, spesso inseriscono 2-3 domande che sono impossibili da sapere.(cioé completamente fuori da gli argomenti trattati)

                      Mi ricordo l esame di chimica, mi si chiedeva il nome di un composto il quale ho trovato la sua esistenza in una ricerca di non so quale laboratorio...
                      Credo che si faccia tutto ciò per ostentare un poco di difficoltà.

                      Inoltre come giustamente tu confermi, é imbarazzante che la difficoltà in certi esami sia enesistente.
                      Al di fuori del metodo, crocette o aperte, ad analisi 1, non puoi chiedermi la derivata di 5x.

                      Quindi se uniamo crocette che aiutano il 18, difficoltà non specificate, il risultato è quello che è.

                      Comuqnue ognuno ha la sua idea di crescita e questa non è la mia.



                      ​​

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                      • #12
                        Originariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggio
                        Premetto che non ho mai svolto un esame a crocette in una telematica, ma a me questa storia delle crocette sembra del tutto ridicola. L'importante è cosa si studia e come lo si studia, non il metodo di esame. Il metodo ingegneristico non ti viene dato dalla modalità di esame, ma da come ti approcci alla materia e da come continui ad approfondirla dopo l'esame (che per certi aspetti rappresenta una mera formalità).

                        Come ho detto poco sopra pur non avendo mai fatto un esame a crocette in una telematica, ne ho fatti diversi una quindicina di anni fa all'Università di Bologna, che non mi sembra certo un ateneo di terz'ordine, e proprio in corsi di laurea in ingegneria. E tra gli esami a crocette ci sono anche analisi 1 e analisi 2.

                        Definire gli esami a risposta multipla "assolutamente non adatti per chi vuole costruirsi un approccio ingegneristico" non ha senso, altrimenti dovremmo cancellare dalla faccia della terra quasi tutte le università statunitensi, dove gli esami a risposta multipla sono la normalità da almeno una quarantina d'anni, se non di più, e pure qualche università inglese. E parlo solo di sistemi universitari di nazioni di cui ho conoscenza diretta.

                        Tornando al quesito iniziale, da studente di ingegneria gestionale Uninettuno, ti dico solo che ho pensato seriamente a chiedere il trasferimento alla Mercatorum e al suo corso di ingegneria gestionale, la cui didattica è mille volte meglio. Mi ha solo trattenuto il fatto che, con già 165 CFU acquisiti ne avrei perso diversi in mancati riconoscimenti e quindi ho deciso di continuare con la Nettuno, dove mi dovrei laureare a breve.
                        Infatti anche io alla Enzo Ferrari feci analisi 1 a crocette, il problema è che dovevi risolvere un integrale o una serie lunga un foglio, non una derivata o dire se la funzione cresce o decresce.. Insomma saranno "menate" personali ma faccio fatica a perdonare questo gap.

                        Comunque senza polemizzare ulteriormente

                        ​​posso chiederti cosa intendi per una didattica migliore? E dato che mi preme molto, nelle materie come analisi, fisica etc c'è una buona parte di praticità? Esercizi, laboratori....

                        Ti ringrazio

                        Commenta


                        • #13
                          Originariamente inviato da calisto Visualizza il messaggio

                          Infatti anche io alla Enzo Ferrari feci analisi 1 a crocette, il problema è che dovevi risolvere un integrale o una serie lunga un foglio, non una derivata o dire se la funzione cresce o decresce.. Insomma saranno "menate" personali ma faccio fatica a perdonare questo gap.

                          Comunque senza polemizzare ulteriormente

                          ​​posso chiederti cosa intendi per una didattica migliore? E dato che mi preme molto, nelle materie come analisi, fisica etc c'è una buona parte di praticità? Esercizi, laboratori....

                          Ti ringrazio
                          Per didattica migliore intendo che quella della Mercatorum (ho avuto modo di vedere qualche lezione e delle dispense da un collega) la trovo molto più completa e attuale, e più che sufficiente per l'esame senza dover integrare con altre fonti.

                          Immagino che avrai visto, guardando il sito, che alla Nettuno i docenti si dividono in docenti video, docenti e tutor, e nella maggior parte dei casi questi ultimi due sono la stessa persona, la quale poi ti farà gli esami (se orali, parlo dei tempi della pandemia) o correggerà (si spera) gli scritti.
                          Qualche docente video non è più tra noi da qualche anno, e questo ti può dare un'idea di quanto datate siano molte delle lezioni, mentre il docente/tutor si occupa solitamente di integrare le lezioni del docente video con classi interattive, o esercitazioni online (quasi sempre organizzate in orario di lavoro, ma di solito, non sempre, caricate anche in piattaforma).

                          Non posso aiutarti per commenti sulle materie del primo anno, che avendole già sostenute in altri atenei come specificato in precedenza, mi sono state convalidate e sono stato iscritto al terzo anno. Sicuramente troverai qui qualcuno che ha iniziato dal primo anno ed è più aggiornato di me su tali materie.
                          Posso però dirti che generalmente vengono programmate attività di gruppo o interattive, mentre i laboratori sono praticamente inesistenti, come nella gran parte delle telematiche.
                          Per molti degli esami ho dovuto comprare uno o più libri di testo, ma perchè io sono tendenzialmente perfezionista e cerco di integrare le (vecchie) lezioni con qualcosa di più aggiornato, tecnica comunque pagante visto che nella gran parte degli esami ho preso trenta. Se ti accontenti di stare grossomodo nel range tra il 18 e il 24 possono benissimo bastare le videolezioni e le attività programmate dai tutor.

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                          • #14
                            AC1000 ridicola mica tanto. Un utente ti sta dicendo di aver passato analisi 2 senza sapere cosa sia un integrale doppio. Ti sta dicendo che fra i quiz c'era la derivata di 5x e dire se una funzione sia crescente o decrescente.. Se hai superato l'esame di Analisi 2 ti bastano queste considerazioni..

                            ​​​​Poi ovvio che la differenza di conoscenze la fa lo studio individuale, ma sembra che con queste modalità d'esame, in alcuni atenei, si riesca ad arrivare al 18 senza la minima conoscenza della materia.
                            Se altri atenei non di "terz'ordine" come scrivi la utilizzano, la sostanza non cambia. Sono modalita' d'esame che non stimolano il ragionamento.
                            Guarda i quiz patente.. La teoria la passano persone che non conoscono nemmeno la lingua italiana..studiano semplicemente a memoria le risposte. Proviamo a trasformare le crocette in domande aperte? Vediamo poi le statistiche sui promossi..

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                            • #15
                              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
                              AC1000 ridicola mica tanto. Un utente ti sta dicendo di aver passato analisi 2 senza sapere cosa sia un integrale doppio. Ti sta dicendo che fra i quiz c'era la derivata di 5x e dire se una funzione sia crescente o decrescente.. Se hai superato l'esame di Analisi 2 ti bastano queste considerazioni..

                              ​​​​Poi ovvio che la differenza di conoscenze la fa lo studio individuale, ma sembra che con queste modalità d'esame, in alcuni atenei, si riesca ad arrivare al 18 senza la minima conoscenza della materia.
                              Se altri atenei non di "terz'ordine" come scrivi la utilizzano, la sostanza non cambia. Sono modalita' d'esame che non stimolano il ragionamento.
                              Guarda i quiz patente.. La teoria la passano persone che non conoscono nemmeno la lingua italiana..studiano semplicemente a memoria le risposte. Proviamo a trasformare le crocette in domande aperte? Vediamo poi le statistiche sui promossi..
                              Il problema qui non è il metodo di esame, ma le modalità di somministrazione dello stesso. Quindi non va criticato il metodo c.d. "a crocette" che è diffuso in tutto il mondo, ma piuttosto le modalità che hanno Mercatorum e Pegaso di fare gli esami. Ovvio che se inserisci quattro opzioni di scelta, di cui due senza senso e palesemente errate, una che ci potrebbe stare e una corretta anche chi non ha mai aperto un libro prende il suo bel 18, ma se proprio vogliamo restare su questo tema anche in tanti atenei tradizionali gli esami "farsa" sono sempre esistiti, senza bisogno di scomodare le crocette. Ti posso fare esempi di esami di architettura a Venezia degli anni '80 o sessioni di "esamificio di gruppo" alla Sapienza dove al confronto chi ti risolve la derivata di 5x è un genio.

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