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  • Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
    Su questo non sono d'accordo al 100%, ne riparleremo fra una decina di anni quando tutte le università  avranno adottato la didattica telematica tranne i dipartimenti di medicina.
    Ma infatti io intendo qui ed ora; non ho parlato al futuro e, anzi, avevo anticipato io stesso, tra le righe, che in futuro la situazione potrebbe mutare drasticamente.
    Allo stato attuale dei fatti, non mi sembra che vi siano telematiche che godono di particolare prestigio, anche se si comincia a consolidare l'idea che alcune siano migliori e più serie di altre.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • Secondo me le telematiche danno un'opportunità  a chi vuole crescere e sta lavorando o ha famiglia. Io ho 32 anni, ho ancora davanti almeno 30 anni di lavoro, ma non posso operare un riscatto sociale frequentando un'università  in presenza e non ho nemmeno troppo tempo da dedicare. Ma te, dottore, che lavoro fai?
      Cosa e come stai studiando?

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      • Io sono più grande di te, Franci_sole, e sono un funzionario della pubblica amministrazione. Di ruolo.
        Ho una laurea con 110 e lode presa in una statale con 35 esami (alcuni sovrannumerarà®). Subito dopo la laurea mi sono iscritto a un altro corso di laurea in cui mi hanno convalidato 15 esami su 20. Ne ho sostenuti 2 e me ne rimanevano 3, che, per un motivo per un altro, non sono mai riuscito a sostenere. Proprio in questi giorni sono passato a un corso dell'UniTelma Sapienza in cui mi rimangono solo 2 esami e qualche credito integrativo su un altro esame da sostenere. Conto di finirli tra maggio e giugno.
        Successivamente mi iscriverò alla magistrale in Giurisprudenza.
        Il motivo per cui ho preso due lauree è perché la seconda mi poteva essere utile per i concorsi pubblici. Alla fine ho fatto 4 concorsi, e ne ho vinti 3 (un altro è stato annullato), con la prima laurea (mi sono iscritto anche a un altro cui non mi sono presentato e un altro che è stato annullato e avevo i requisiti per farne altri), ma ho deciso di concludere il percorso che oramai era in ballo, posto che, oltretutto, il diverso titolo mi può essere utile anche per eventuali mobilità .
        Un altro motivo per cui avevo deciso di prendere la seconda laurea è che mi consentiva di accedere a un più ampio spettro di corsi di laurea magistrale senza debiti / obblighi formativi aggiuntivi.
        Alla fine le cose sono andate diversamente e penso proprio che mi iscriverò al corso di laurea magistrale in Giurisprudenza, che è a ciclo unico quinquennale e che dunque come requisito di accesso richiede il solo diploma di scuola secondaria superiore. Mi sono fatto già  fare la valutazione da Telma, Marconi e Pegaso e, allo stato della sola prima laurea, quella che mi convalida più crediti è la Telma, seguìta dalle altre due più o meno ex à¦quo, ma alla Pegaso dovrei dare un esame in meno perché gli esami sono più pesanti (cioè il numero di crediti per esame è mediamente maggiore); comunque con tutte e tre sarei immatricolato al quarto anno con qualche esame in debito del terzo (il numero di esami da sostenere varierebbe da 9 a 12). Alla Pegaso però mi hanno detto che se prendo prima un master mi convalidano anche i crediti di quello; alla Telma, invece, mi hanno detto che mi convalidano esami di master eventualmente conseguiti in altre università . Finora non ho trovato master che non risultino ridondanti rispetto a esami che ho già  sostenuto, quindi ci sto pensando. Cusano, Unidav ed eCampus, invece, sono fuori discussione: le prime due mi convaliderebbero pochissimi esami (la Unidav meno di tutte; adesso non ricordo esattamente perché mi sono fatto una risata qunado ho visto i prospetti, ma viaggiamo se non ricordo male a non più di 90 crediti con una e intorno appena ai 60 con l'altra), mentre eCampus non si capisce perché si comporta come una specie di setta: avere da essa informazioni trasparenti e complete prima dell'immatricolazione, soprattutto opponendo il rifiuto di recarmi di persona in una sede Cepu dopo aver lasciato il mio numero di cellulare in pasto a delle telefoniste capaci di ossessionarmi all'inverosimile, è risultato impossibile.
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        • Ecampus ho avuto la tua stessa impressione. E'l'unica che richiede un incontro conoscitivo. Ho fatto presente che in altri atenei la prevalutazione viene fatta prima dell'iscrizione, allora sono già  due volte che inoltro a due operatori diversi certificazione di laurea + cv. Ma niente! Cmq è talmente cara che non voglio insistere. In cosa sei laureato?
          IO come te ho fatto fare una prevalutazione a tutte le università  telematiche

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          • Originariamente inviato da Mancheno Visualizza il messaggio
            ha lo stesso valore di una laurea conseguita presso la Harvard o la Princeton tanto per intenderci.

            Tra le innumerevoli amenità  che hai scritto, questa è proprio una castroneria sesquipedale. Non so se te la sei inventata di sana pianta o se è più banalmente frutto di conoscenze frammentarie, per usare un eufemismo, che hai del sistema universitario italiano e di quello americano, comunque evidenti (ma d'altronde uno che scrive «sui €100 dollari»...).

            Cominciamo col dire che in America il valore legale del titolo di studio non esiste. Chiunque può aprire istituzioni chiamate università  e rilasciare lauree. Esistono dei sistemi di accreditamento pubblico e privato, che valgono da stato a stato e a livello federale, nonché un mercato che fa in modo che il doctorate rilasciato dalla University of Berkley senza la e dopo la k, emesso dalla stampante domestica di chi me lo ha venduto per una manciata di dollari tramite Internet, abbia meno valore di un associate degree del più sperduto community college statale. Tra quest'ultimo e le università  della Ivy league, però, ci passa un mondo, e infatti i laureati della Harvard, della Yale o del MIT sono talmente ricercati che ai datori di lavoro, per assumerli, non interessa neanche cosa hanno studiato: ci sono fior di laureati in Storia, Performing arts e Arti visive che fanno i top managers solo per essere usciti da atenei del genere.
            D'altro canto, il sistema anglo-americano, che è estremamente più autonomo del nostro, consente un'elevatissima personalizzazione dei piani di studio, tanto che ci sono atenei che consentono l'iscrizione a una rosa di corsi a propria scelta, come da noi avviene con gli insegnamenti singoli, conseguendo il titolo finale una volta raggiunto un determinato obiettivo (in termini di crediti o di numero di esami); se stiamo parlando di uno studente undergraduate, cioè che non ha mai conseguito gradi accademici, il titolo conseguito sarà  un bachelor, che assumerà  la denominazione di bachelor of arts se la maggior parte dei corsi sarà  di tipo umanistico o qualitativo, bachelor of arts se la maggior parte dei corsi sarà  di tipo scientifico o comunque quantitativo (molti atenei usano anche le diciture bachelor of education, bachelor of enginering etc.), poi ci sarà  il major se ho sostenuto almeno un certo numero di esami in una determinata materia, un minor se ne ho sostenuto un numero pari alla metà  in un'altra. Ad esempio se ho studiato psicologia, sociologia, pedagogia, sociologia, economia e diritto, per un totale di 24 esami di cui 12 sociologici e 10 psicologici, riceverò un bachelor of arts in Sociology e poi sarà  specificato il minor in Psichology. Alcuni atenei consentono una personalizzazione totale del curriculum e, nel caso in cui lo studente abbia seguìto corsi non coerenti tra di loro, gli rilasciano comunque il titolo senza la specificazione del major (cioè semplicemente bachelor of arts etc.).

            Tanto premesso, è inutile che ci mettiamo per l'ennesima volta a specificare che in Italia, ai sensi del TUIS, i titoli stranieri (figuriamoci quelli provenienti da uno stato in cui il valore legale non esiste!) non hanno valore legale. Il riconoscimento di un titolo Usa è relativamente semplice solo ai fini della prosecuzione degli studi in Italia, mentre se ne si vuole ottenere l'equipollenza a qualsiasi titolo non resta che richiederla a una università  italiana, ove però si rischia di riuscire a ottenere solo un'abbreviazione del corso di studi italiano ritenuto corrispondente.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • Originariamente inviato da Franci_sole Visualizza il messaggio
              In cosa sei laureato?
              Contattami in privato e ti rilascio il contatto Facebook se vuoi
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              • Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio

                Tra le innumerevoli amenità  che hai scritto, questa è proprio una castroneria sesquipedale.
                Ahah!
                Va detto che Mancheno ha scritto quasi sicuramente per interesse, adesso lo posso dire e già  lo si poteva intuire perchè ha subito premesso che non avrebbe risposto dopo il suo messaggio, comportamento di una persona che vuole solo buttarla in caciara.
                Ha citato paro paro ammorbidendolo un pò un articolo senza senso di cui si è salvata solo questa cache in cui si fanno nomi e accuse senza alcuna fonte, anche lo stesso sito da dove vengono quelle informazioni è inquietante (evidence-based.review).

                Link.

                Probabilmente si tratta di qualche ex collaboratore scartato che ha cercato vendetta pur sapendo che coi suoi consigli poteva rovinare la vita di qualche ragazzo, nel dubbio...

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                • Sulla questione Unimarconi-titolo USA: la Marconi sta ottenendo il riconoscimento dell'ACCSC.
                  Per quel poco che può valere poi.
                  Proprio vero che quando non sanno a cosa attaccarsi se le vanno a inventare.

                  Sull'articolo citato: ovviamente non lo sottoscrivo e non do per certa nessuna notizia riportata.
                  Nemmeno il gestore del sito che lo ospitava ha avuto le palle di tenerlo online.

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                  • Dunque dunque, ho dato un'occhiata al sito della Uo people ma anche alla pagina cache di cui al link fornito da Marika e con quest'ultima ho avuto un déjà  vu. Cercando in Rete poi mi sono ricordato che mi ero già  imbattuto in quello e in altri siti.
                    A dire la verità  la University of the people (a dispetto del nome orrendo e che francamente mi sa di ridicolo) mi pare un progetto serio e a quello che vedo i suoi titoli in America sono ben considerati. Si avvale soprattutto di ex docenti, cessati per collocamento a riposo (in Italia diremmo «docenti fuori ruolo»), di università  americane prestigiosissime, ivi comprese quelle della Ivy league; considerato che in Italia, tra istituto del mantenimento in servizio e docenze per contratto affidate a pensionati, siamo abituati a farci fare lezioni da ultrasettantenni, non mi sembra affatto un segnale negativo, specie considerando da dove vengono.

                    Gli esami si fanno online, ma la cosa non mi meraviglia. É così pure con altri atenei anglo-americani che ho contattato, tra cui la Salford university. Un mio parente ha preso un master, con lezioni in presenza, alla Southampton university, e in un anno e mezzo (durava 3 semestri) non ha mai sostenuto un esame nel senso tradizionale del termine, così come non ha mai acquistato un libro. Paper finale (tesina di quelle che da noi qualche docente fa fare per gli esami) consegnato via e-mail e proclamazione senza discussione, con i tradizionali abiti.
                    Quindi non è segno di poca serietà  dell'ateneo. Oltremanica e oltreoceano l'università  funziona così. É cosa nota. E considerato che i loro laureati non sono mediamente più ignoranti dei nostri, anzi semmai il contrario, non posso neanche dire che sia una cosa sbagliata.

                    A mio avviso quelle pagine in italiano, anonime e piene di inesattezze (la più grave è sul fatto che per il riconoscimento del titolo basterebbe la dichiarazione di valore rilasciata dal consolato, cosa peraltro confermata da un tale Giuseppe Macario, che dice di aver collaborato con l'ateneo in parola, e un tale Vincenzo lo Cascio), non fanno onore a questa benemerita istituzione americana, e non lo farebbero nemmeno se tutto quello che riportano fosse oro colato. Infatti riportano informazioni che paiono raccolte con il preciso scopo di denigrare, anche con un certo livore e certamente travalicando i limiti della libertà  di manifestazione del pensiero per trascendere in quelli della diffamazione, le università  telematiche di diritto italiano.
                    Andando poi sulla homepage di quel sito scopro (e anche qui ho un déjà  vu) che è un sedicente sito di debunking; curiosamente, però, le uniche bufale che riporta riguardano false università , che non si possono di certo paragonare con le telematiche istituite con decreto ministeriale.
                    Del resto, ricorre come un mantra la falsa insinuazione secondo cui quello dell'università  telematica sarebbe un fenomeno stranamente tipico della Campania, quando in realtà  in Campania ci sono solo la Pegaso e la Fortunato e la maggior parte delle altre telematiche ha sede a Roma. Mi ricorda Marco Manuel Marsili, ex marito di Viola Valentino, che dopo essersi laureato alla Cusano scrisse su Facebook che se togliamo l'eCampus, che è l'unica seria (?), il fenomeno delle università  telematiche è tipicamente meridionale e questo spiega molte cose. Direi piuttosto che l'affermazione spiega in realtà  solo una cosa: il pregiudizio.

                    Tanto premesso, mi chiedo quale interesse si possa avere a pubblicizzare questo ateneo telematico americano diffondendo al contempo notizie tendenziose, posto che, come ho appurato, la University of the people è effettivamente gratuita, o quasi, e, se pure ci fosse qualcuno che prende una percentuale a titolo di commissione o provvigione sui 100 dollari pagati per gli esami, questi non sono certamente coloro che diffondono tanto livore in forma anonima con lessico da clickbaiting ma al di fuori di siti di clickbaiting.

                    Leggendo qua e là  mi pare di aver capìto che in passato sia esistita in un'associazione che si curava di tradurre in italiano il materiale della University of the people e di aiutare gli studenti a sostenere gli esami mediante traduzioni, ma che il suo progetto sarebbe naufragato a causa del bassissimo numero di richieste (dovuto, con ogni probabilità , all'assenza di garanzia sulla spendibilità  del titolo in Italia). Ammetto che la mia richiesta è stata rapida e pigra, ma non ho trovato altro. Se tanto mi dà  tanto, è probabile che i servizi di quest'associazione fossero a pagamento e questo spiegherebbe alcune cose.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • Dottore non so come fare a mandarti un messaggio pvt. Tuttavia per scelta non ho Fb, se ho bisogno di informazioni social sfrutto l account di mio marito. Cmq possiamo sentirci anche via whatsapp

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                      • Franci, per mandare un messaggio privato basta cliccare sul nickname della persona che vuoi contattare.

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                        • Dottore, la strada dell'UO non è percorribile per moltissime persone per il semplice motivo che ci sono corsi solo di business administration, computer science ed health science.
                          Hai scritto bene ma per non confondere i lettori io direi ancora una volta che non è riconosciuta e che causerebbe molti problemi per il riconoscimento in Italia.
                          Sui pregiudizi non ho niente di particolare da dire, anch'io a volte ne ho, ma non "territoriali".
                          A volte sono intervenuta duramente ma, testimoni tutti, anche durante le critiche più aspre ho sempre riservato parole positive.
                          Esempio: ho sempre detto che se l'Unipegaso assumesse più professori con concorsi e togliesse le crocette per me diventerebbe automaticamente seria.
                          Sugli esami on line bisogna vedere come sono strutturati e comunque è importante ricordarci che nella cultura universitaria anglosassone il voto viene spesso dato sulla base di come una materia viene rielaborata attraverso la mentalità  dello studente, da noi invece se non riporti paro paro il libro sei stangato.
                          Quindi non mi stupisce che in Inghilterra gli esami possano essere on line, ma qui sarebbe infattibile.

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                          • Marika,

                            francamente non mi pareva di non aver specificato a sufficienza che i titoli rilasciati dalla UoPeople non aessero valore legale in Italia (come tutti i titoli esteri), né che il riconoscimento in Italia di titoli accademici esteri non sia particolarmente complicato e tutt'altro che certo.
                            Al riguardo, peraltro, in Rete, proprio da parte dei sostenitori della UoPeople, si leggono cose assurde, anche al riguardo alla possibilità  di fregiarsi del titolo di dottore (che non è un titolo ma una qualifica accademica e che in America è peraltro legato al grado accademico di doctorate, non a quelli di bachelor's degree e master's degree).

                            Comunque, l'associazione che dicevo si chiama(va) AFINS. Non so per cosa stia l'acronimo. Il sito, afins.org, oramai è offline.

                            Qui c'è uno scontro tra titani della ciarlataneria: una università  che si chiama così senza esserlo (se almeno si degnasse di usare sempre la locuzione «università  popolare», ciò non costituirebbe un problema; il punto è che tutta la sua comunicazione sembra essere finalizzata a indurre in confusione chi legge circa la sua natura, che è di associazione non riconosciuta, istituita da privati ai sensi dell'art. 18 Cost. e delle conseguenti disposizioni contenute nel codice civile e nelle leggi speciali, e non di ente di istruzione universitaria, che come sai dev'essere istituito dallo Stato anche qualora l'iniziativa promotrice emani da privati) accusa la UoP di rilasciare pezzi di carta straccia
                            Che poi la cosa curiosa è che si definiscono specializzati nelle scienze giuridiche e poi cascano in amenità  come «reato penale», che più grossolane non si può
                            Anche a livello di ortografia non è che sian omessi così bene.

                            Nemmeno a me stupisce che gli esami nel mondo di lingua inglese possano essere svolti a distanza: facevo esempi di altri atenei proprio per evidenziare che non è perché la UoP sia più 'facile' o meno rigorosa di altre, ma perché certe modalità  di verifica del profitto in quella cultura sono di prassi.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                              Non è vero dai.
                              Alcune pergamene sono curate e molto belle, dipende dall'università .
                              Ma della pergamena che ci volete fare? Io ho conseguito una laurea alla Sapienza ed è li tra la documentazione. A meno che uno non abbia uno studio professionale e voglia esporla.
                              Per il resto non capisco il fatto che la dicitura debba esserci per forza scritta. Io vedo gli studenti a distanza come i non frequentanti delle tradizionali

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                              • Comunque venendo al sodo, io un'idea me la sono fatta:
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                                -L'Uninettuno è un'università  molto impegnativa e non indicata per chi lavora.
                                -L'Unicusano è per "figli di papà " nel vero senso.

                                Quelle che non ho menzionato è perché un'idea me la devo ancora fare

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