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Università telematiche e giornalismo spazzatura
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Alla luce delle accuse delle universita tradizionali alle telematiche qualcuno saprebbe spiegarmi quale è il rapporto attuale fra queste e l'uninettuno? Mi pare assurdo che esse facciano queste accuse senza che nessuno le faccia notare che le videolezioni dell'uninettuno(anche quelle più recenti)sono registrate dai propri professori e che fra i professori di questa universita ci siano alcuni che insegnano sia in statale che in telematica.inoltre mi pare strano che l'uninettuno risulti di proprietà del consorzio nettuno composto appunto dalle universita statali che tanto avversano le telematiche(lo stesso sito dell'universita di bologna afferma che fa parte del consorzio)e che fra le sedi d'esame della stessa ci sia una statale come il politecnico di torino
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Nilk9, attenzione: le università non hanno proprietari. Non confondere il soggetto promotore e/o che si impegna a finanziare l'ateneo con la porprietà. Con un semplice decreto ministeriale, qualsiasi università è statizzabile, anzi gran parte delle università attualmente statali sono ex libere statizzate (ex plurimis e solo considerando le più recenti, Urbino, Ancona, Salerno, Trento, Chieti-Pescara "Gabriele d'Annunzio", L'Aquila, Reggio Calabria Mediterranea, Catanzaro Magna Graecia, Salento/Lecce, Cassino).Ultima modifica di dottore; 11-05-2024, 21:50.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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La domanda non cambia:se il soggetto promotore di uninettuno è costituito da universita statali che senso ha che i rettori delle stesse universita promotrici attacchino tutto il settore telematico(e quindi anche uninettuno) con l'obiettivo di screditarlo nei confronti dell'opinione pubblica ?
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In realtà il soggetto promotore della Università telematica internazionale Uninettuno, con sede centrale in Roma, è la fondazione "Uninettuno foundation", nata dalla trasformazione della società a responsabilità limitata "Uninettuno", codice fiscale e partita IVA 07750311008. Se qualcuno ha un abbonamento a Telemaco che può utilizzare liberamente, faccia una visura e ci faccia sapere chi sono i soci della società cessata e chi controlla l'attuale fondazione, così finalmente sveliamo questo mistero.
Il consorzio Nettuno (codice fiscale e partita IVA 04193181007), cui aderiscono più della metà delle università tradizionali italiane, statali e non, e svariate università dell'area mediterranea (mi pare che l'unica a esserne uscita volontariamente sia Trieste, però ad esempio l'adesione di Palermo è scaduta nel 2011 e non mi risulta sia stata rinnovata), è in liquidazione.
Sia il consorzio sia la vecchia srl sia la fondazione hanno sede legale nello stesso edificio in cui ha sede l'Università, al corso Vittorio Emanuele II, che comprende anche l'appartamento che è stato casa di Giuseppe Gioachino Belli (l'ingresso al palazzo è dal civico nº 39; gli altri numeri sono relativi ai negozi su strada).
Sempre con sede legale al 39 del corso Vittorio in Roma risulta avere sede tale MAG Uninettuno Srl, codice fiscale e partita IVA 13010231002, che credo sia uno spin off dell'Università.
Comunque:- la Unitelma Sapienza è promossa da una società consortile/cooperativa di cui sono soci, tra gli altri, la Sapienza Università di Roma (che ne detiene la maggioranza), la Fondazione Sapienza e il consorzio UniPa e-learning, a sua volta controllato dall'Università degli studi di Palermo;
- la Universitas Mercatorum, oltre a essere l'ateneo ufficiale del sistema pubblico camerale, ha un accordo di collaborazione scientifico-didattica con l'Università degli studi di Napoli "Parthenope";
- la Università telematica Leonardo da Vinci è promossa e sostenuta dalla Fondazione Università Gabriele d'Annunzio, che a sua volta è controllata dalla omonima Università degli studi di Chieti e Pescara;
- la Italian university line è promossa dal consorzio omonimo, oggi partecipato da Indire (che è un ente pubblico) e Università degli studi di Foggia, che ne erano stati fondatori insieme con gli ex soci Università degli studi di Milano-Bicocca, Università degli studi di Palermo, Università degli stdi di Catania, Università degli studi di Macerata, Università degli studi di Firenze, Libera Università Maria Ss. Assunta, Università telematica Leonardo da Vinci e De Agostini Scuola, tutti usciti.
D'altro canto, io non credo che dietro questo ennesimo attacco frontale alle università telematiche ci siano le università statali. Che mi risulti, l'unica università statale che ha preso espressamente posizione contro le telematiche è stata quella patavina.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Sapevo dei legami di altre telematiche con le statali ma ero stato colpito da uninettuno proprio per il collegamento con il consorzio nettuno di cui erano componenti le universita di milano,Padova e Bologna i cui rettori negli ultimi mesi hanno espresso un giudizio negativo della realtà telematica.(a prova del legame inoltre il fatto che cercando consorzio nettuno in internet si trova una diretta Facebook del 2020 in cui alla presenza della rettrice un professore di uninettuno afferma che l'Università è stata promossa dal consorzio)
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Caro Nilk9, nell'invitarti a consultare e rispettare il regolamento grammaticale del forum, ti informo che Maria Amata Garito è persona serissima e come tale si fa chiamare «rettore» e non «rettrice», al pari di Lidia Viganoni e Maria Cristina Messa e diversamente, ex plurimis, dal poco serio rettore dell'Università degli studi di Trento.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Io penso che in questo specifico caso di Repubblica, sia più un attacco politico/ideologico su questioni di cui sanno poco e che hanno approfondito poco solo per poter attaccare determinati soggetti attualmente al governo o vicini al governo.
A parer mio argomenti relativi a quello che non va bene e che potrebbe essere migliorato nelle telematiche c’erano, semplicemente non sono stati affrontati, solo per poter portare avanti la tesi dei “Diplomifici”.
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Non so se avete saputo delle indagini della procura di Bari che vedono coinvolti alcuni politici della Regione Puglia e del Comune di Triggiano, prevalentemente del Pd e comunque di centro-sinistra, per voto di scambio (è notizia più recente quella delle indagini per voto di scambio alle elezioni comunali di Torino del 2021, che ha portato alla custodia cautelare per ben 9 persone). Ebbene, tra venerdì e sabato ho sentito in almeno due telegiornali, tra i quali mi pare uno Rai e uno Mediaset, in cui è stato detto che secondo gli inquirenti Sandrino Cataldo, marito dell'assessore Anita Maurodinoia, sarebbe stato socio occulto della Università Pegaso, tanto che nelle intercettazioni quando gli chiedono se la Pegaso è sua lui risponde di sì. In un altro telegiornale ho sentito dire che lui stesso era docente della Pegaso e poi nello stesso servizio quelli della Pegaso sono stati qualificati come «corsi di formazione professionale». Inutile dire che sono tutte balle, ulteriori patetici tentativi di gettare discredito sull'istruzione universitaria a distanza, per fortuna senza strascichi (perlomeno sinora) e dunque senza conseguenze sull'immagine dell'ateneo telematico partenopeo, dato che sul web a una sommaria ricerca non mi risultano rimbalzate simili amenità, e nemmeno sui principali quotidiani (vedremo nei prossimi giorni). Comunque mi sono informato e, come avevo immaginato sin dall'inizio, si tratta di un centro studi convenzionato con diverse unità telematiche, tra cui Pegaso e Mercatorum, alle quali, contrariamente a quello che scrive il Corriere, non forniva alcun servizio. Probabilmente, come molti ECP points, EI points e simili (che, come sappiamo, altro non sono che centri di tutoraggio e non veri e propri poli o sedi delle università cui sono affiliati) ma è formalmente un'associazione (dunque soggetto privo di fine di luco). A quanto pare tale soggetto tiene anche corsi di formazione professionale, ai quali, ovviamente, Pegaso (nonché Mercatorum e San Raffaele) sono del tutto estranee, e certamente la persona in parola non è un professore o un ricercatore universitario, e nemmeno un docente a contratto o un tutor della Pegaso o della Mercatorum.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Una precisazione: io non ho nessun interesse a difendere le università telematiche in quanto tali. Vero che dei sei titoli accademici che finora ho conseguito due mio sono statio rilasciati da università telematiche, ma una è l'Unitelma Sapienza, su cui penso proprio non si possa dir nulla, e presso l'altra avrò sostenuto sì e no 5 esami, essendo il grosso del percorso formativo derivante da abbreviazione. Però ne faccio una questione di principio, perché questa disinformazione è veramente disgustosa.Ultima modifica di dottore; 09-04-2024, 14:00.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Ma infatti almeno io non mettevo in dubbio il tuo "essere sopra le parti", la tua coerenza e imparzialità è chiara in ogni tuo post, figurati.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioUna precisazione: io non ho nessun interesse a difendere le università telematiche in quanto tali. Vero che dei sei titoli accademici che finora ho conseguito due mio sono statio rilasciati da università telematiche, ma una è l'Unitelma Sapienza, su cui penso proprio non si possa dir nulla, e presso l'altra avrò sostenuto sì e no 5 esami, essendo il grosso del percorso formativo derivante da abbreviazione. Però ne faccio una questione di principio, perché questa disinformazione è veramente disgustosa.
Io credo che le Telematiche siano ottime ma che vadano migliorate in certi aspetti ma ho sempre odiato le etichette, che è quello che vogliono fare qui a scopi semplicemente politici. Un articolo invece con un confronto reale e che evidenziasse i pro e i contro delle scelte sarebbe stato interessante. Invece al solito si fa i Guelfi e Ghibellini e ci si arrocca sulle "certezze"; siamo un paese che non ama i cambiamenti.Ultima modifica di dottore; 09-04-2024, 14:00.
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Lo shit storming non si è fermato, anzi, come del resto era pevedibile, ci sta mettendo del proprio un altro ben noto quotidiano spazzatura, più o meno legato a un movimento politico di cialtroni (alcuni dei quali laureatisi presso università telematica e una nello specifico proprio alla Cusano, ma si vede che a loro non interessa).
Nel frattempo l'ottimo Luigi Marco Bassani, professore ordinario di Storia delle dottrine politiche passato alle cronache in quanto sottoposto a un assurdo procedimento disciplinare in chiave woke all'esito del quale si è trasferito dalla Statale di Milano alla Pegaso, ha organizzato insieme con Carlo Lottieri, professore associato di Filosofia del diritto in quel di Verona, un bel convegno alla Camera dei deputati, di cui Il Sole 24 ore ci offre un resoconto.
L'articolo del Sole 24 ore, che suppongo essere fedele a quanto emerso dal convegno, in primo luogo smentisce la panzana raccontata da Repubblica evidenziando che le telematiche hanno registrato un +410% delle immatricolazioni proprio nel periodo della pandemia. Repubblica invece racconta che durante la pandemia sono gli atenei tradizionali ad avere risposto all'aumento della domanda e che successivamente, quando sono tornati al sistema presenziale, le telematiche avrebbero approfittato del vuoto loro lasciato buttandosi a pesce per intercettare il nuovo target costituito dagli orfani delle tradizionali convertitesi all'online e contenderselo. Questa, come già avevo scritto, è un'autentica bufala, ovviamente orwellianamente costruita da professionisti che dovrebbero essere deputati a fare informazione.
Il pezzo si presta comunque a una disamina critica. In particolare:
1. è vero che l'Italia è penultima nell'Unione europea per numero di laureati. Io però ritengo un errore considerare solo il numero di laureati in termini assoluti e non in rapporto a quanti ne servano per il mercato del lavoro. In Italia vi sono decine di migliaia di posti di lavoro vacanti che non richiedono una formazione unviersitaria. Inoltre moltissimi laureati, la gran parte (probabilmente la maggior parte) dei quali ha anche un titolo di secondo ciclo tra laurea magistrale e master di primo livello, svolge un lavoro per il quale l'istruzione secondaria superiore, quando non la mera scuola dell'obbligo, sarebbe sufficiente e riceve una paga da non laureato, a parte il fatto che spesso e volentieri la differenza stipendiale tra laureati e non è talmente risibile da non rendere conveniente proseguire gli studi.
2. trovo del tutto insoddisfacente masturbarsi sul fatto che ci sono 18 milioni di diplomati privi di istruzione post-secondaria. Si tratta per la stragrande maggioranza di persone in età avanzata per le quali il conseguimento di una laurea o di altro titolo di istruzione terziaria non sortirebbe altro effetto che quello di farci risalire un pochino nella graduatoria europea, ma che non sarebbe di alcuna utilità pratica sulla loro vita. In effetti questa è un'altra cosa di cui non si tiene conto e che i numeri assoluti non fotografano: la natalità in Italia si è ridotta drasticamente a partire dalla seconda metà del secolo scorso e la denatalità ha corso più velocemente che in altri stati europei. Oggi siamo a saldo demografico negativo e pertanto è ovvio che i laureati siano sempre meno. A meno che non ci mettiamo a dispensare, quasi per regalo, lauree a persone nella terza e nella cosiddetta quarta età.
3. effettivamente – lo proverebbe uno studio della Fondazione Einaudi – gli studenti delle telematiche, tutte e non solamente eCampus (che – anzi – è l'unica radicata al Nord), risiedono prevalentemente del Mezzogiorno. Ma, contrariamente alle insinuazioni della stampa igienica, si tratta di lavoratori, non di sfaticati. Sarebbe interessante indagare sul perché il lavoratore non laureato del Mezzogiorno sia maggiormente attratto dall'idea di conseguire un titolo universitario rispetto al lavoratore non laureato di altre aree del Paese.
4. considerando peraltro i soli corsi di laurea e di laurea magistrale e non i corsi di master, specializzazione e dottorato (anche se l'articolo non lo dice), il 13% degli studenti universitari italiani è iscritto a una università telematica, più di uno su dieci.
5. non è vero che le università telematiche non gravano sulla finanza pubblica in quanto tutte accedono in qualche modo ai fondi, perlomeno quelli per la ricerca.
6. non sono proprio d'accordo con il paragrafo sul ruolo sociale. Secondo me certe affermazioni sono in contraddizione con le premesse: se vogliamo che l'università tradizionale si modernizzi, implementando tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento al passo con i tempi e mettendo gli atenei tradizionali e quelli telematici in competizione diretta (cioè in condizioni di operare sullo stesso piano), allora evidentemente essi si devono contendere la stessa utenza potenziale e non porsi obiettivi differenti. Del resto è proprio quello il motivo perché le università telematiche dànno tanto fastidio e sono molto temute: inizialmente hanno raggiunto un'audience che senza la loro esistenza non si sarebbe mai iscritta all'università ovvero non avrebbe mai ripreso studi interrotti da anni, ma poi dopo hanno cominciato a concorrere nello stesso agone, pescando anche neodiplomati o comunque persone molto giovani vergini rispetto al sistema universitario.
7. d'accordo sull'assurdità di obbligare le università telematiche ad adeguarsi agli standard di docenza di ruolo previsti dalle università tradizionali. Specie se le si classifica a parte costringendole a diversi criteri di accreditamento.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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L'offensiva della stampa igienica non si arresta. Mi chiedo come si possano scrivere simili menzogne, addirittura in attacco: da quando ci sono università telematiche che fanno pagare le dispense?
Ma poi la predica proviene da un pulpito, quello dei giornalisti, che non ha proprio titolo a parlare, visto che è la categoria maggiormente beneficiata dal progetto "Laureare l'esperienza" negli anni 2001-2007. Il numero di giornalisti laureati schizzò in alto grazie a numerosi atenei, quasi tutti statali e comuque tradizionali, che letteralmente regalarono loro lauree che spaziavano da Servizio sociale a Economia aziendale passando per Scienze della comunicazione.
/EDIT
Dopo aver finito di leggere il delirante articolo, posso solo tirare una conclusione: prestare atenzione a chi scrive «deputate e deputati» e «studenti e studentesse» è una totale perdita di tempo. La Cgil poi, un sindacato che ha per segretario un ipocrita comunista che, a parte il fatto che non ha mai lavorato nella propria vita, ha preso la licenza media alle scuole serali e se ne vanta pure e si fa paladino del fantomatico neoproletariato quando si è riservato per sé uno stipendio, a carico degli iscritti al sindacato, perlopiù operai, superiore a quello di un parlamentare!Ultima modifica di dottore; 23-04-2024, 11:04.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Altra secchiata di spazzatura appena scaricata:
https://www.repubblica.it/cronaca/20...llo-422737865/
Il giornale è lo stesso, repubblica (quello cartaceo, che non compro da anni, non lo userei neppure per incartarci il pesce del mercato) e il giornalaio pure, fazioso e incompetente (io personalmente lo avrei volentieri lasciato in Ucraina...)
Alcune perle estratte dall'articolo (che oggi si può leggere gratis):
"Non può bastare lo schermo di un pc per formare brillanti coscienze critiche" (Meglio infatti lo schermo di un cellulare con le idiozie propinate dai social)
"Le telematiche non sono un ascensore sociale, creano soltanto studenti di altro tipo" (Con l'immancabile successiva puntualizzazione del giornalaio che, in cerca di una conferma, fa notare che si creano studenti di serie B)
Ad onore del vero, e per onestà intellettuale, bisogna dire anche che rispetto alla decina di articoli denigratori delle telematiche usciti su repubblica da un paio di mesi a questa parte, e quasi tutti opera del solito giornalaio (che ci sia una sorta di interesse occulto per un tizio che fino a qualche mese fa era un reporter di guerra in Ucraina e ora diventa uno dei massimi esperti italiani di università telematiche?) questa volta un 10% di cose vere sono state inserite.
A questo punto sono curioso di vedere cosa si inventeranno, nelle prossime settimane, il nostro giornale e il nostro giornalaio per denigrare ancora di più le telematiche.
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E sapessi su LinkedIn che si è fidato di scrivereOriginariamente inviato da AC1000 Visualizza il messaggioAltra secchiata di spazzatura appena scaricata:
https://www.repubblica.it/cronaca/20...llo-422737865/
Il giornale è lo stesso, repubblica (quello cartaceo, che non compro da anni, non lo userei neppure per incartarci il pesce del mercato) e il giornalaio pure, fazioso e incompetente (io personalmente lo avrei volentieri lasciato in Ucraina...)
Alcune perle estratte dall'articolo (che oggi si può leggere gratis):
"Non può bastare lo schermo di un pc per formare brillanti coscienze critiche" (Meglio infatti lo schermo di un cellulare con le idiozie propinate dai social)
"Le telematiche non sono un ascensore sociale, creano soltanto studenti di altro tipo" (Con l'immancabile successiva puntualizzazione del giornalaio che, in cerca di una conferma, fa notare che si creano studenti di serie B)
Ad onore del vero, e per onestà intellettuale, bisogna dire anche che rispetto alla decina di articoli denigratori delle telematiche usciti su repubblica da un paio di mesi a questa parte, e quasi tutti opera del solito giornalaio (che ci sia una sorta di interesse occulto per un tizio che fino a qualche mese fa era un reporter di guerra in Ucraina e ora diventa uno dei massimi esperti italiani di università telematiche?) questa volta un 10% di cose vere sono state inserite.
A questo punto sono curioso di vedere cosa si inventeranno, nelle prossime settimane, il nostro giornale e il nostro giornalaio per denigrare ancora di più le telematiche.
Comunque quel 10% di cose vere vale pure per le università tradizionali: l'università non costituisce più un ascensore sociale da tempo. Ai tempi di mio padre laurearsi significava dare una svolta alla propria vita. Oggi questo vale solo per Medicina e professioni sanitarie. Se vieni da una famiglia agiata, è già tanto se riesci a mantenere lo stesso potere economico della famiglia d'origine. Personalmente ho sofferto la mobilità sociale discendente e con me tutti quelli che conosco che sono figli di avvocati e commercialisti, a meno che non siano diventati medici, oppure sono figli di almeno un medico, di cui non hanno voluto seguire le orme.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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